Ieri è stato il  primo giorno di Mercantia, il Festival Internazionale di teatro di strada che fino al 20 luglio porta a Certaldo il meglio di questo genere di spettacolo nella cornice culturale e urbana unica del borgo medievale di Certaldo.

Sono stati staccati ben 4.400 biglietti, 800 in più del 2007 (quando la festa però durava un giorno in meno e partiva di giovedì), 1000 in più del 2006.

Dati che fanno dire al direttore artistico, Alessandro Gigli “Siamo davvero un festival unico. Non abbiamo nomi di fama o televisivi, non abbiamo grossi sponsor, ma facciamo ricerca e portiamo qualità ed innovazione e il pubblico si fida di noi. Rivolgo, per ora, 4.400 grazie ad ogni singola persona che ha acquistato il biglietto, perché è grazie a loro che Mercantia prosegue il suo sogno unico di teatro e di spettacolo di strada”.

Tra gli appuntamenti di domani, venerdì 18 luglio, la spettacolare parata dei sardi “Merdules Bezzos” di Ottana, antiche maschere sarde che rievocano una lotta ancestrale tra uomo ed animale e che costituiscono un vero e proprio embrione delle più moderne forme di teatro di strada.

Ancora da domani e fino a domenica 20 luglio, torna la “Fantomatik Orchestra”, ritmi travolgenti per ballare fino a tarda notte.

Continuano poi le performance delle danze di guerra degli indiani Maruthi Kalari, e gli arditi equilibrismi del nuovo circo degli australiani “This side up”.

Prosegue la “Coppa Mercantia” di improvvisazione con i “Match di improvvisazione teatrale” e torna Anna Meacci con un suo classico, “Bignami”, la storia raccontata come mai avete sentito prima, e replica “Ostaggi”, con Monni, Cambi e Kaemmerle su testo di Alberto Severi.

Nei “Giardini segreti”, su prenotazione direttamente all’ingresso, grande richiesta per tutti i piccoli spettacoli dentro le cripte, sui bastioni delle torri, in antiche case del ‘400.

Forte anche l’impegno sociale in questa edizione del Festival: Eraldo Ridi propone le sue installazioni con le impronte digitali dei migranti, mentre lo stand del CNA “Riciclando… crei”, porta, accanto all’artigianato più raffinato, gli oggetti creati da materiali di scarto che solitamente finiscono in discarica.