Una commemorazione per tenere viva la memoria dello sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti. Ebrei che, il 9 novembre 1943 furono ammassati a Firenze in quasi 300 su alcuni vagoni di un treno e trasportati ad Auschwitz. Arrivarono il 14 novembre: 193 prigionieri furono immediatamente uccisi nelle camere a gas. C’erano 8 bambini nati dopo il 1930, 30 anziani, nati prima del 1884. La più giovane era Lia Vitale, nata nel 1942, la più anziana Fanny Tedesco ed aveva 93 anni.

Da allora sono trascorsi 65 anni: ora l’amministrazione comunale di Firenze e la comunità ebraica ricorderanno quei tragici eventi con una cerimonia al binario 16 della stazione centrale di Santa Maria Novella. Presso la targa che ricorda la prigionia e la deportazione, dalle 10 si svolgerà la cerimonia alla quale parteciperanno l’assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini, il rabbino capo Joseph Levi e la presidente della comunità ebraica fiorentina Daniela Misul.

“Ricordare questi tragici eventi significa non dimenticare. Non dimenticare per evitare che possano riproporsi – ha commentato l’assessore Nencini -. Il binario 16 è diventato un simbolo delle ingiustizie e dello sterminio che i nazisti operarono anche a Firenze. Città che fu ferita ma che riuscì a sollevare la testa, ad opporsi e ribellarsi agli aggressori“.

A Firenze, prima della seconda guerra mondiale, gli ebrei erano oltre 2.500. Dopo la guerra rimasero in meno di 1.200. Il 6 novembre 1943, durante l’occupazione nazista, molti di loro furono catturati e detenuti presso la stazione di Santa Maria Novella per essere trasportati, il 9 novembre, nel campo di sterminio di Auschwitz. Dal novembre 1943 al giugno del 1944 si calcola, per difetto, che gli ebrei deportati da Firenze furono almeno 500, tra fiorentini e stranieri.