venerdì, 10 Luglio 2020
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Restauro del Battistero, si avvicina la fine

Una squadra di operatori al lavoro in cordata sulle falde della copertura. Completamento previsto entro il 30 settembre

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Il restauro del Battistero di San Giovanni a Firenze, iniziato a febbraio 2014, dopo settanta anni esatti dall’ultimo intervento, si avvicina al suo completamento, previsto entro il 30 settembre 2015. Si tratta di una delle tappe fondamentali del programma di interventi messi in campo dall’Opera di Santa Maria del Fiore in vista dell’apertura del nuovo Museo dell’Opera del Duomo (29 ottobre 2015) e del V Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana, che si terrà a Firenze a novembre.

in cordata

Da oggi prende il via il trattamento della copertura marmorea del monumento, e i restauratori del Consorzio San Zanobi, a cui l’Opera di Santa Maria del Fiore ha affidato i lavori di restauro, saranno affiancati da una squadra di operatori specializzati in lavori edilizi in cordata che si caleranno dall’alto dell’edificio a partire da un’altezza di circa 35 metri.

il restauro

Il restauro interessa tutto il rivestimento marmoreo delle otto facciate esterne, delle falde di copertura e della lanterna del Battistero. I fenomeni di degrado – viene spiegato – sono quelli tipici del contesto urbano in cui sono collocati questi monumenti e delle caratteristiche dei materiali: formazioni di croste nere di media e alta durezza con sottostanti fenomeni di solfatazione, dilavamento da acqua piovana piena di sostanze inquinanti e corrosive con la conseguente mutazione della superficie originale fino alla perdita di intere porzioni di modellato; depositi dall’aspetto resinoso e traslucido di ossalato di calcio, formazione di fessurazioni e microfratture causato dallo stress termico caldo-gelo e massiccia esposizione ai venti, alterazione biologica sia fungina che batterica.

“La conoscenza è alla base della buona conservazione – afferma il vicepresidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Francesco Gurrieri – per questo il restauro del Battistero di Firenze si è mosso da una fase diagnostica e una di accertamento diretto sui materiali in cantiere. E’ stata poi realizzata una mappatura dei degradi e per ogni tipologia di degrado delle prove di pulitura. E qui sorge il limite dell’intervento conservativo, di dove fermarsi nell’integrazione: sul Battistero sono presenti materiali diversi che vanno dai marmi apuani a quelli di recupero più antichi, ma soprattutto, il serpentino verde di Prato che è un materiale fragile e che, come diceva Vasari, sbulletta. Ora il cantiere va avanti, ricco di queste informazioni e presto la città potrà finalmente godere del suo Battistero, del suo bel San Giovanni!”.

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