L’opera era coperta da una coltre oleosa che ne offuscava completamente le tonalità cromatiche. Il restauro, reso possibile dalla generosità dell’associazione Amici degli Uffizi e dei Friends of the Uffizi Gallery, ha permesso di riportare alla luce le straordinarie colorazioni originali, i pregi e il rigore delle architetture che inquadrano la scena. La Pala sarà per la prima volta riunita alla Predella dipinta dal giovane aiutante di Lippi, Francesco di Stefano detto il Pesellino e verrà esposta nella sua composizione originaria grazie a un prestito dal Museo del Louvre di Parigi.

“Lo straordinario recupero della Pala del Noviziato – commenta la soprintendente Cristina Acidini – esalta il dipinto, dove si uniscono la magnificenza dei Medici e la splendida maturità artistica di un protagonista assoluto del Rinascimento quale fu Filippo Lippi”.

“Episodio di riguardo in quest’esposizione – spiega il direttore della Galleria, Antonio Natali – sarà una piccola tavola che il Louvre ha concesso in prestito e che è parte della predella della Pala del Noviziato, di cui si presenta il sensibile restauro. La predella stessa ricupera la completa autografia del Pesellino, pittore che proprio qui dà la misura dell’altezza della sua espressione salda e nel contempo soave. Espressione che si mostra in piena sintonia con la pala di Filippo, la quale, in origine, a sua volta secondava le forme che Michelozzo aveva impresso in Santa Croce alla cappella del Noviziato: robuste come fossero le strutture d’un edificio medievale e però aggraziate come in un’architettura gentile dipinta dall’Angelico”.