martedì, 22 Settembre 2020
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Scrutatori 2020, il compenso per referendum e regionali

Quanto guadagna uno scrutatore, cosa deve fare, come si fa la rinuncia alla nomina: i dubbi più comuni per chi lavorerà nei seggi durante l'election day 2020

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In questi giorni è in corso la nomina di chi lavorerà ai seggi per il referendum e le elezioni 2020, con la notifica alle persone che sono state sorteggiate dall’elenco degli scrutatori e dei presidenti di seggio: ma qual è il compenso degli scrutatori e quanto si guadagna? Cosa fa uno scrutatore e per quanti giorni è impegnato? Il rimborso deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi o è esentasse? E ancora, è possibile decidere la rinuncia alla nomina di scrutatore per validi motivi? Ecco le risposte ai dubbi più comuni.

Cosa fa uno scrutatore e quanti giorni lavora

Possono rivestire il ruolo di scrutatore tutti i cittadini italiani tra i 18 e i 70 anni, che abbiano frequentato la scuola dell’obbligo e siano iscritti nelle liste elettorali: basta presentare domanda al proprio Comune di residenza entro il 30 novembre di ogni anno per essere inseriti nell’elenco degli scrutatori da cui sono sorteggiati ogni volta quelli che saranno impiegati per le diverse elezioni. Unica eccezione: i dipendenti di Poste Italiane che secondo le norme non possono presentare domanda.

Si “entra in servizio” il giorno prima dell’election day, sabato 19 settembre 2020, per allestire il seggio, contare e autenticare le schede, poi nei giorni di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 bisogna registrare gli elettori e seguire le operazioni di voto: il compenso degli scrutatori è commisurato al numero di consultazioni (in questo caso referendum, elezioni regionali e comunali 2020). Gli orari di apertura delle urne vanno dalle 7.00 alle 23.00 domenica e dalle 7.00 alle 15.00 di lunedì.

Il 21 settembre, dalle ore 15.00 in poi, gli scrutatori saranno infine impegnati nello scrutinio delle schede: più veloci le operazioni se nella sezione elettorale si vota solo per il referendum, più complesso lo spoglio per le regionali e le comunali, vista la presenza di liste e preferenze.

La rinuncia alla nomina di scrutatore per grave impedimento e validi motivi

Attenzione a non presentarsi una volta ricevuta la notifica: chi rifiuta la nomina a scrutatore, senza specificare dei validi e giustificati motivi per la rinuncia, chi non va al seggio o si allontana prima della fine della votazione rischia una multa da 206 a 516 euro.

Secondo le norme è possibile rinunciare alla nomina di scrutatori ma solo per validi motivi, come problemi di salute o un altro grave impedimento, che deve essere dimostrato, comunicandolo quanto prima agli uffici elettorali del Comune: molte amministrazioni mettono a disposizione online un modulo da compilare. Alcuni chiarimenti sono riportati anche sulle FAQ del Ministero dell’Interno relative alle elezioni 2020.

La legge prevede che la nomina a scrutatore sia uno dei validi motivi per l’assenza dal posto di lavoro: agli scrutatori, ai presidenti e ai segretari, i giorni passati al seggio per le operazioni legate alle operazioni di voto sono normalmente retribuiti dall’azienda, come se si avesse lavorato (e in aggiunta c’è il compenso previsto dallo Stato). I giorni festivi, come la domenica, e quelli non lavorativi vengono recuperati dal lavoratore dipendente con una giornata di riposo da godere subito dopo la fine delle operazioni di seggio.

Referendum 2020: ragioni del sì e del no al taglio parlamentari

Scrutatori 200, il compenso per referendum, elezioni regionali comunali: quanto è il rimborso

La paga, come detto, non va in base ai giorni, gli scrutatori prendono una cifra fissa su cui non vanno pagati gli oneri fiscali: non si tratta infatti di uno “stipendio”, ma il compenso per gli scrutatori per il referendum, le regionali e le amministrative 2020 è considerato un rimborso spese che non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi ed è quindi esente da tasse.

Per capire quanto guadagna uno scrutatore bisogna prendere in considerazione per quante consultazioni si vota nella specifica sezione, il 20 e 21 settembre 2020, se solo per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari oppure anche le elezioni regionali o le comunali, ecco in sintesi il compenso per i vari casi:

  • solo il referendum 2020, il compenso dello scrutatore e dei segretari è pari a 104 euro
  • Referendum + elezioni regionali* o comunali, il rimborso sale a 126 euro
  • Referendum + elezioni regionali* + elezioni comunali, il compenso è di 148 euro
  • Referendum + elezioni regionali* + elezioni comunali + elezioni circoscrizionali, 170 euro
  • Ecco dove si vota per le elezioni regionali 2020: Valle d’Aosta, Veneto, Campania, Liguria, Toscana, Marche e Puglia e Marche

Per i presidenti di seggio la paga è più alta, rispetto a quanto guadagna un normale scrutatore: nel caso del referendum i presidenti prendono 130 euro; se ci sono anche le regionali o le comunali 163 euro; nel caso ci siano tre consultazioni (referendum, elezioni regionali e comunali) 196 euro. Se ci sono anche le circoscrizionali il compenso sale a 229 euro, la cifra massima pagata per questa tornata elettorale.

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