martedì, 1 Dicembre 2020
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Coronavirus, la tabella del rischio e i codici Ateco per le riaperture

Riparte prima chi rischia meno, secondo la tabella inclusa nel piano Colao per la fase 2: il codice Ateco delle attività che possono lavorare

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La fase 2 inizierà presto, forse già dal 27 aprile: ma in modo graduale, seguendo le indicazioni della tabella del rischio inclusa nel “piano Colao” che individua una classe di rischio da coronavirus per ogni codice Ateco delle attività.

Piano Colao, la tabella del rischio coronavirus

L’idea è che si può – e si deve, per evitare danni economici irrecuperabili – lavorare anche con il coronavirus. Prendendo, ovviamente, tutte le precauzioni possibili. Anche a seconda del tipo di attività che si svolge. La tabella del rischio del cosiddetto “piano Colao” per la ripartenza classifica ogni codice Ateco in base a due parametri.

Il primo è la classe di aggregazione sociale, che valuta la probabilità di assembramenti nel luogo di lavoro. Quanto è possibile, insomma, mantenere il distanziamento sociale. Il punteggio va da un minimo di 1 a un massimo di 4. Se il lavoro di ufficio e nelle fabbriche, con i dovuti accorgimenti, è valutato un 1, le attività sportive, di intrattenimento e divertimento – una partita allo stadio o un concerto, ad esempio – sono un 4.

Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

L’altro parametro è la classe di rischio integrato, quanto cioè l’attività di per sé espone i lavoratori al contagio. È valutata secondo una scala “basso – medio – alto”, con valori intermedi (“medio-basso” e “medio-alto”). Se la maggior parte del lavoro in fabbrica è “basso”, l’assistenza sanitaria e sociale è “alto”.

La combinazione dei due valori in tabella dà un indice di rischio complessivo per ciascuna attività (dunque per ciascun codice Ateco) al momento in cui potrà riprendere il lavoro dopo la fase acuta dell’epidemia da coronavirus in Italia. Alcune lo hanno già fatto, altre si aggiungeranno nelle prossime settimane.

Il piano Colao per la fase 2

L’ordine da seguire per la ripresa delle attività nella fase 2 è quello del minor rischio: così, la task force presieduta da Colao ha indicato che i primi a tornare a lavorare siano i lavoratori delle imprese con codice Ateco B, C, F, G, L, M, N. In altre parole, la manifattura, le costruzioni, il commercio e il mondo dei servizi (con qualche eccezione).

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

Tra le attività più a rischio ci sono il trasporto aereo, le professioni sanitarie, tutto il mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo, le attività sportive, l’intrattenimento e il divertimento.

Rientro a lavoro, i 60enni restano a casa

Tra le proposte del piano Colao per la fase 2 c’è quella di lasciare a casa la fascia demografica dei lavoratori più a rischio, gli ultra 60enni. Per loro, smart working se possibile, altrimenti esonero completo dal lavoro.

Solo un’ipotesi, sulla quale il governo sta riflettendo e che non è detto venga accolta. Anzi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il premier Conte sembra piuttosto contrario all’idea di non far tornare i 60enni al lavoro. Si tratterebbe, secondo una prima stima, di circa 900 mila lavoratori in Italia di cui il sistema produttivo faticherebbe a fare a meno.

La tabella di rischio per codice Ateco in formato pdf e Word

Diffusa nei giorni scorsi, la tabella delle classi di rischio per la ripartenza delle attività nella fase 2, in base al loro codice Ateco, è disponibile qui di seguito in formato pdf e Word.

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