sabato, 30 Maggio 2020
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Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

Governo al lavoro sul calendario della fase 2, con date differenziate per la ripartenza di aziende, negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e palestre. Decreto in arrivo nel weekend, ma circolano già indiscrezioni

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La fine della “quarantena”, come annunciato da Conte in Parlamento, sarà graduale. Quella che va profilandosi di ora in ora è una fase 2 con un calendario a più step e riaperture scaglionate: il 4 maggio sarà la data X per la ripartenza delle prime attività produttive (forse con deroghe già dal 27 aprile), pochi giorni dopo la riapertura dei negozi che non vendono beni di prima necessità come quelli di abbigliamento, più avanti dovrebbe toccare a bar e ristoranti, poi torneranno al lavoro parrucchieri ed estetiste infine le palestre, ma con regole ferree per contenere i contagi da coronavirus. Quindi mascherine, distanza di sicurezza, accessi contingentati e sanificazione degli ambienti.
Aggiornamento: ecco cosa è stato deciso con il nuovo decreto sulla riapertura dei negozi.

Sul calendario della ripartenza è in corso il confronto tra il premier Conte, i ministri, il gruppo di esperti guidato da Vittorio Colao, il comitato tecnico-scientifico e poi sindacati, categorie economiche ed enti locali. Dalle stanze del governo filtrano indiscrezioni sull’allentamento della stretta sugli spostamenti tra Comuni (qui i dettagli), ma anche sui diversi passi per la fine del lockdown del sistema produttivo, in base al grado di sicurezza sanitaria dei diversi settori economici (qui la tabella di rischio per le varie attività). Ecco le ipotesi delle date.

Il calendario della fase 2:  le prime riaperture dal 4 maggio

L’idea è quella di riaccendere il motore produttivo del Paese partendo dalle aziende manifatturiere, come il tessile e la moda, per far ringranare la marcia all’export del Made in Italy, e dal settore delle costruzioni e dell’edilizia, dando il via libera anche a qualche attività collegata a questi ambiti.

2,8 milioni di lavoratori saranno interessati da questo primo passo verso la nuova normalità imposta dal coronavirus. Per la riapertura dei negozi, almeno al momento, i rumors riportati dalle agenzie di stampa e dai grandi quotidiani nazionali indicano come probabile uno slittamento di qualche giorno in avanti.

11 maggio, riapertura dei negozi: dall’abbigliamento in poi

Calendario alla mano, da più parti la data indicata per la fase 2 dei negozi al dettaglio che non vendono beni di prima necessità è quella dell’11 maggio quando potrebbero tornare a riaprire anche le boutique e i grandi store di abbigliamento. Al centro della discussione le regole anti-Covid come ad esempio la sanificazione dei vestiti e dei camerini dopo ogni prova. Nelle attività commerciali resteranno contingentati gli ingressi e nei negozi sotto i 40 metri quadrati si potrà entrare solo uno alla volta.

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Bar, pasticcerie e ristoranti dovranno aspettare ancora per aprire al pubblico, ma sarà consentita in questa fase la vendita d’asporto oltre che la consegna a domicilio: già alcune Regioni hanno dato il via libera al take away, come la Toscana e la Campania (in quest’ultimo caso dal 27 aprile).

18 maggio: riapertura di bar e ristoranti. Forse anche parrucchieri ed estetiste

Quando bar e ristoranti riapriranno al pubblico? Al momento la data ipotizzata è il 18 maggio, ma l’emergenza costringerà anche questo settore a ridisegnare la propria fisionomia: ingressi con il contagocce, niente folla intorno ai banconi delle caffetterie, separé e divisori in plexiglass ai tavoli.

Anche le categorie con rischio maggiore per il contagio da coronavirus, come parrucchieri ed estetiste, potrebbero riaprire il 18 maggio – secondo le ultime indiscrezioni – ma molto dipenderà dall’andamento dell’epidemia. Per un taglio dal coiffeur o un trattamento nel centro estetico bisognerà però seguire regole molto rigide: mascherine, guanti, sanificazioni più di due volte al giorno, disinfezione degli strumenti di lavoro, ingressi solo su appuntamento.

Coronavirus, palestre e piscine quando la riapertura?

Difficile dare una data precisa per palestre, piscine, centri benessere e centri yoga, i luoghi più a rischio per la diffusione del coronavirus: i più ottimisti parlano dell’8 giugno ma la riapertura potrebbe slittare in avanti fino all’estate con l’ipotesi di pesanti limitazioni, come il contingentamento degli ingressi, il divieto delle lezioni di gruppo, la sanificazione degli attrezzi dopo ogni utilizzo.

Ancora da capire se sarà necessario indossare la mascherina anche quando si praticherà attività fisica. Unica nota positiva in questo campo: dal 4 maggio si potrà tornare a fare sport all’aperto anche lontano dalla propria abitazione (camminate e jogging) ma da soli.

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L’anticipo del 27 aprile: chi apre?

Va avanti il pressing di chi vorrebbe far ripartire alcune imprese del manifatturiero e del made in Italy già il 27 aprile, in anticipo sul calendario della riapertura per la fase 2. Il governo frena su questa ipotesi e pensa a poche deroghe, solo in presenza di rigidi sistemi di sicurezza e sempre rispettando il protocollo anti-covid. Tra le ipotesi che circolano il via libera già da lunedì alla produzione industriale di macchine agricole e forse ai cantieri nautici.

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