lunedì, 23 Maggio 2022
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Fiorentina, storia degli Scudetti viola

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Se pensate che l’egemonia delle squadre del Nord del nostro calcio sia sempre esistita, beh… pensate in modo errato. C’è stato un tempo in cui a farla da padrona in Italia era la Fiorentina, basti pensare che la prima squadra nostrana a disputare una finale di Coppa dei Campioni è stata proprio la Viola. Certo, il ricordo è sbiadito ormai, visto che la data è ascrivibile al 1957 e soprattutto agrodolce dato che Gento e Di Stéfano consegnarono il trofeo al Real Madrid. Tuttavia, è comunque quello il periodo del primo titolo italiano per i fiorentini. Infatti, il primo scudetto arriva al termine dell’annata 1955-56. La compagine guidata da mister Bernardini visse un testa a testa iniziale con l’Inter, ma riuscì a indirizzare il discorso già all’ottava giornata. Protagonista assoluto di quella stagione trionfale Giuseppe Virgili capace di mettere a segno ben 21 sigilli, senza dimenticare che a salvaguardare la porta c’era Giuliano Sarti che sarà uno degli uomini chiave dell’Inter di Helenio Herrera. Al termine del campionato, in seconda posizione arrivò il Milan che si appese ai gol di Gunnar Nordahl. La rivincita non si fece attendere e l’anno dopo i ruoli si invertirono, coi rossoneri laureati Campioni d’Italia e i viola costretti a leggere la storia scritta dagli altri. Un calcio totalmente diverso da quello al quale siamo abituati: una vittoria vale 2 punti, non esisteva la differenza reti e in caso di pari punti a fine anno si decideva tutto con gli spareggi. Nemmeno le scommesse erano ancora in uso, figurarsi le previsioni che da esse derivano.

scudetti fiorentina

Secondo Oddschecker, considerando anche le scommesse sulle partite di calcio di oggi, i Viola non sono tra le prime squadre ad essere favorite per la vittoria dello Scudetto di quest’anno. Tuttavia, c’è da ricordare che quest’anno la squadra ha sperimentato un miglioramento qualitativo grazie all’arrivo di Vincenzo Italiano, che è succeduto a Rino Gattuso che non ha mai guidato un allenamento a Firenze. E poco importa se a gennaio si è dovuto ovviare alla partenza di Dušan Vlahović, il tecnico siciliano ha dimostrato come è il gioco a evidenziare le doti del singolo e non il contrario e anche per questo il neo-acquisto Krzysztof Piątek è tornato a trovare la via del gol con discreta costanza. E allora se lo Scudetto è un’utopia non alla portata della città bagnata dall’Arno, invece, l’Europa sembra essere un obiettivo alla portata dell’organico gigliato. Aria europea che non spira da ben 5 stagioni in Toscana e che aprirebbe la strada anche a giocatori di un livello superiore.

Certo è che il patron Commisso non ha mai nascosto le sue vere ambizioni, cioè quelle di riportare il tricolore in quella che fu la patria dei Medici. Infatti, nel 2019 l’italo-americano dichiarò di non avere un piano ma di volercela mettere tutta per il bene della sua squadra e per realizzare questo sogno proibito. E allora è il momento di rituffarci nel periodo dell’ultimo trionfo in campionato della Fiorentina.

Era il tramonto degli anni ’60, l’Italia era nel pieno del suo boom economico, più in generale tutto il mondo viveva dei moti studenteschi e a Firenze si celebrava per la seconda volta il tricolore. A dover cedere il passo, una sorpresa, il Cagliari proprio quello che nel 1970 vincerà lo storico scudetto. Ecco, un anno prima a tappare le ali dei sardi fu proprio la Fiorentina trascinata a suon di gol dal lodigiano Mario Maraschi. Il team vantava la presenza di un certo Giancarlo De Sisti che all’epoca dei fatti aveva alzato al cielo l’Europeo con la maglia della Nazionale. La questione legata al titolo fu una corsa a 3, con il coinvolgimento del Milan oltre alle già citate Cagliari e Fiorentina. Ad aprire le porte al successo, ironia della sorte, fu la Juventus che riuscì a battere il Cagliari in terra sarda. Ma in quel periodo la rivalità tra le due compagini non era così accesa così come lo è adesso e gli acerrimi rivali non pensarono a nessun tipo di favore per i rossoblù. La Fiorentina, così volle il caso, riuscì a mettere le mani sullo scudo proprio grazie a una vittoria nella Torino bianconera. Quella data, 11 maggio 1969, resta per ora l’ultima a vedere lo Scudetto riapprodare in Toscana, Rocco Commisso permettendo.

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