Via alla rivoluzione dei sensi di marcia e agli interventi nella zona di via Tornabuoni (esclusa): è il primo tassello verso la pedonalizzazione della strada della moda. Ecco quello che è già cambiato e quello che cambierà ancora.
E’ scattata l’era della pedonalizzazione bis / FOTO – VIDEO
Ci siamo, Firenze è ufficialmente entrata nella fase della pedonalizzazione-bis (dopo la “prima” in piazza Duomo).
VIA AGLI INTERVENTI. A partire dalle 20 di martedì 21 giugno, proprio come annunciato, sono scattati i provvedimenti che interessano le strade limitrofe alla via della moda, con la rivoluzione dei sensi di marcia.
COSA E’ CAMBIATO. Sono stati istituiti i nuovi sensi di marcia (insieme alla nuova segnaletica) in via dei Rondinelli (nuovo senso da via Cerratani a piazzetta degli Antinori), in via Vecchietti, con il senso di marcia che va da via degli Strozzi a via Cerretani, via degli Strozzi (senso da via Tornabuoni a via dei Vecchietti), via dei Pescioni (nuovo senso da via dei Pecori a via degli Strozzi) e via della Vigna Nuova (il senso diventa da piazza Goldoni a via Tornabuoni).
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PONTE ALLA CARRAIA. E ancora, nuovo senso in via dei Palchetti (da via della Vigna Nuova a via del Moro), via Federighi (dove nel primo tratto il senso sarà da piazza Goldoni a via dei Palchetti mentre nel secondo via Palchetti-via della Spada sarà istituito il doppio senso di circolazione), via del Moro (il tratto da via del Trebbio a via dei Banchi diventa a senso unico verso quest’ultima strada) e via dei Banchi, che nell’ultimo tratto cambia di senso verso piazza Santa Maria Novella. Ultimo tassello l’istituzione del doppio senso di circolazione su Ponte alla Carraia.
VIA TORNABUONI. Via Tornabuoni continuerà ad essere transitabile con i consueti sensi di marcia fino alla notte fra giovedì e venerdì, quando diventerà pedonale. Al contrario, i cambiamenti riguarderanno già dalla mattina di mercoledì 22 giugno il percorso delle linee di autobus 6, 11, 22, 36 e 37.
COSA CAMBIERA’. La fase due, quella che interesserà la zona di piazza Pitti, si svolgerà invece nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 giugno.
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Pedonalizzazione, via alla fase due
Pedonalizzazione fase due (ovvero piazza Pitti e via Tornabuoni), ci siamo: scattate le prime modifiche alla viabilità
Miss Italia contro Miss Trans, ”Deve chiudere”
Miss Italia si scaglia contro Miss trans Italia. “Nomi troppo simili, si sfrutta la notorietà del marchio”. La storica kermesse, recentemente (ma ancora non ufficialmente) trasferitasi in Toscana, chiede ora lo stop della manifestazione di Torre del Lago.
ACCUSE. Secondo lo staff di Miss Italia il concorso per transessuali, che si svolge quasi in contemporanea a quello “ufficiale”, sfrutterebbe la notorietà del marchio di patron Mirigliani, creando “confusione circa l’esistenza di rapporti di collaborazione”.
STOP. I legali di Miss Italia arrivano a chiedere agli organizzatori di Miss trans Italia di “cessare ogni iniziativa diretta alla realizzazione” della manifestazione di Torre del Lago. Ancora da capire se Patrizia Mirigliani abbia intenzione di avviare procedimenti legali in caso di rifiuto.
MISS TRANS. L’anno scorso ad aggiudicarsi la fascia di trans più bella d’Italia fu una fiorentina, Marika D’Amico, vocalist di professione in una discoteca, proprio a Torre del Lago.
MONTECATINI. Intanto ieri pomeriggio Miss Italia 2010, Francesca Testasecca, è sbarcata a Montecatini Terme per un servizio fotografico di Tv Sorrisi e Canzoni. Pochi giorni prima era stata la volta di Patrizia Mirigliani. Anche se manca ancora la conferma ufficiale della Rai, la località toscana è data ormai per certa come nuova sede del più noto concorso di bellezza del Paese.
Voto agli immigrati, la proposta di legge parte dalla Toscana
Voto agli immigrati alle elezioni comunali, provinciali e regionali. Toscana capofila per la proposta di legge che approderà ben presto in Parlamento.
MEETING ANTIRAZZISTA. Ad annunciare la proposta di legge prossima ventura l’assessore regionale al sociale Salvatore Allocca, durante la presentazione della 17esima edizione del Meetingantirazzista, che si terrà dal 25 giugno al 2 luglio a Cecina (Livorno).
DIRITTI. L’intenzione è quella di presentare in Parlamento una proposta di legge in cui si chiede l’introduzione del diritto di voto ai cittadini immigrati alle amministrative. Per partecipare alle elezioni locali, dunque, non sarebbe necessario avere la cittadinanza italiana. Oltre alla Toscana in prima fila per il diritto di voto agli stranieri altre quattro regioni. “Riuscire a spezzare i luoghi comuni sull’immigrazione – ha dichiarato Allocca durante la presentazione – aiuta a creare un ‘luogo comune’ diverso, quello della democrazia”.
Firenze in campo per salvare Erbil, antichissima perla mediorientale
Firenze risponde a un richiamo che viene dall’oriente e si attiva per salvare una delle città più antiche del mondo, Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Se ne parlerà sabato 25 giugno a Palazzo vecchio con un ospite d’eccezione, Fariborz Kamkari, regista del noto film ”I fiori di Kirkuk”.
I “FIORI” DEL KURDISTAN. Con oltre un milione e mezzo di abitanti, Erbil è una delle città più antiche della terra, in quanto il suo nucleo originario risale a 6000 anni fa, semisconosciuta al mondo occidentale ma vera ‘perla’ archeologica e culturale del Medio Oriente che, se non salvaguardata, rischia di scomparire. “La cittadella di Erbil – ha spiegato il direttore della rivista Archeologia Viva, Piero Pruneti – sorge su una collinetta artificiale di circa 50 metri e nel corso dei secoli è sempre stata abitata, fenomeno urbanistico inedito in Europa. Al momento, però, la popolazione si è concentrata nei sobborghi e c’è il rischio di un progressivo abbandono e degrado del sito archeologico”.
APPUNTAMENTO A PALAZZO VECCHIO. Parteciperanno al convegno internazionale, che inizierà alle 9.30 di sabato a Palazzo Vecchio, l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli, la presidente della commissione pace, diritti umani e relazioni internazionali Susanna Agostini e il direttore Pruneti. Ospite d’eccezione sarà Fariborz Kamkari, scrittore e regista de ‘I fiori di Kirkuk’, una storia d’amore sullo sfondo dell’Iraq degli anni Ottanta.
FIRENZE IN PRIMA LINEA, PRESSIONI SULL’UNESCO. L’assessore da Empoli è stato nell’inverno scorso proprio a Erbil. “Firenze – afferma – può avere un ruolo molto importante nel dare una mano a questa città, il cui nucleo, la cittadella archeologica, è straordinaria. Il Comune è impegnato in prima linea in un’attività di lobbyng presso l’Unesco perché possa essere inserita nel patrimonio mondiale dell’umanità. Anche questo convegno, che per un giorno mette insieme relatori fiorentini, italiani e curdi, può essere un bellissimo momento di diplomazia culturale e solidale”.
FIRENZE – KURDISTAN. “I rapporti tra Firenze ed Erbil – ha ricordato Agostini – risalgono al 2007, quando un rappresentante della città curda partecipò al convegno promosso dai sindaci aderenti all’associazione Mayors for Peace. Da allora il legame non si è mai spezzato: il popolo del Kurdistan guarda con favore e attenzione all’Italia in generale e a Firenze in particolare”.
Viveva in una baracca ma era milionario. Muore e lascia tutto alla Asl
Una storia che sembra incredibile. Viveva ai limiti dell’indigenza ma in realtà era milionario.
4 MILIONI DI EURO. La sorpresa è arrivata dalla lettura del testamento di Giuseppe Pizza, deceduto a 94 anni in una casa di riposo lasciando un patrimonio di 4 milioni di euro alla Società della salute della Valdinievole, con obbligo di usarlo per accudire gli anziani.
UNA VITA IN SOLITUDINE. Pizza era stato un imprenditore di successo, ma poi aveva trascorso l’ultimo periodo della vita in solitudine a Collodi. Non si era sposato né aveva parenti. Abitava in una baracca e tutti lo hanno creduto povero fino all’apertura del testamento.
Recensione: I guardiani del destino
Casualità, destino o libero arbitrio? Ognuno si trova a riflettere in un qualche istante della sua quotidianità, quale sia fra questi elementi a muovere la propria esistenza. Non essendo tema di facile risoluzione è forse per questo motivo che molti autori, nel tentativo di rispondere a tale quesito, interrogano mondi alternativi dove in un’ipotetica oggettività personaggi con anomali poteri possono scrutare dall’alto lo scorrere degli eventi e regolare le vite altrui.
E’ anche il caso di George Nolfi che per il suo primo film da regista I guardiani del destino, ha colto una suggestione dal racconto Squadra riparazioni (Adjustment Team) di Philip Dick (autore che dagli inizi degli anni 80’ ad oggi è stato ampiamente rielaborato da molteplici registi). Nel film, l’agente immobiliare del libro Eddie Fletcher diventa il candidato senatore David Norris (Matt Damon) uomo politicamente corretto, la cui unica licenziosità commessa nella vita è stata quella di essersi abbassato i pantaloni al liceo. Il suo futuro è deciso come le linee della vita sono scritte sulla mano, finché non incontra Elise (Emily Blunt) la stessa Emily del Diavolo veste Prada (ma qui con l’abito di una promettente danzatrice e non nei panni della collega acida) che lo risveglierà dalla sua inconsapevole vita. La ricerca del completamento attraverso l’altro, il tema dell’amore impossibile, il desiderio spasmodico del suo raggiungimento occupano la parte centrale del film e si sostituiscono ad un’indagine più profonda di ordine mistico-spirituale che potenzialmente il soggetto offrirebbe. La riflessione sui destini umani che per Dick è questione centrale resta infatti nel film sotterranea, adombrata da un’analisi incentrata sull’umano destino di Norris. Il cineasta apre qualche spazio “mistico” attraverso la sceneggiatura, nei dialoghi tra il possibile senatore e il capo dei guardiani Thomphson (Terence Stamp), ma ogni sguardo sull’oltre, ogni possibile visionarietà registica, che nel mettere in scena una riflessione sui concetti di Caos e caso sarebbe attesa, resta negata. Il mondo oltre lo specchio tratteggiato dall’autore riflette, infatti, un immaginario che presenta la sensazione di un déjà-vu allo stesso modo in cui il destino (come ci viene ripetutamente fatto notare nel film) è già scritto. Uomini che gestiscono la vita degli altri con abiti un po’meno di tendenza degli agenti di Matrix, una terrazza che non può non ricordare la scena finale di Apri gli occhi, mondi che si spalancano improvvisamente davanti al nostro sguardo ma con minor ispirazione creativa di Inception: film che a loro volta traggono le loro ispirazioni dallo stesso Dick.
Se quindi Nolfi non trasforma il materiale del libro in un’opera indimenticabile, come è accaduto per Blade Runner o Minority Report, tuttavia Damon e la Blunt assolvono i loro compiti in modo esemplare. Corrono, danzano, si cercano, si guardano intensamente e interpretano David e Elise trasmettendo la reale urgenza e necessità del loro sentimento. Accade dunque che i nostri occhi non particolarmente calamitati da scenari onirici e mondi fantascientifici, suggeriti ma non finalizzati, si concentrino sulla vicenda intima dei due protagonisti, sulla loro passione divisa e sul conseguente desiderio di ricongiungimento.
In questo senso, essendo gli attori convincenti (più dei loro stessi dialoghi) l’amore che li unisce è credibile e tra inseguimenti sviluppati in periferici sotterranei e scene di danza contemporanea, finiamo per seguire con passione il flusso delle loro vite in attesa di conoscere la sorte dei due protagonisti.
A Figline a spasso nel tempo, tra Medioevo e balli country
Entrano nel vivo gli appuntamenti con l’estate figlinese. Da giovedì a domenica ballo country, manifestazioni storiche e coro gospel. Aspettando la Fiera della Birra.
COUNTRY. Il prossimo evento di “r-Estate a Figline” è in programma giovedì 23 giugno, a partire dalle 21 in piazza Marsilio Ficino: qui si potrà assistere a spettacoli di danza di ogni genere e tipo (e improvvisarne sul momento). Si esibiranno Country Line Dance, Tris D’Assi, Magic Dance, Figline Danza, Every Dance Studio.
A SPASSO NEL MEDIOEVO. Sabato 25 e domenica 26 è invece in programma la festa di Porta Senese “Due passi nel medioevo: il Cassero si tinge di bianco-blu”, mentre nella sola giornata di domenica 26 giugno si terrà la “Festa della Vetreria” a partire dalle ore 16 nella zona Stazione autobus.
PERLAMORA. Da ricordare infine il programma del Perlamora Festival patrocinato anche dal Comune di Figline (via Golfonaia, loc. Pavelli, Figline), dove venerdì 24 giugno alle 21,30 si terrà una serata gospel con il Saint Mary Gospel Choir diretto da Maurizio Bonatti.
PROSSIMAMENTE. Tra gli altri appuntamenti delle prossime settimane si ricorda inoltre la prima edizione della Fiera della birra, in piazza Ficino il 2-3 luglio.
La Gioconda a Firenze? Forse sì, nel 2013
“Firenze 2013: la Gioconda in mostra cento anni dopo”.
L’INIZIATIVA. Questo il titolo dell’iniziativa che sarà presentata giovedì 23 giugno a Firenze, nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà alle ore 12.00 all’interno dell’Ex Convento di Sant’Orsola (via Guelfa 21 a Firenze), luogo degli scavi per il recupero dei resti mortali di Lisa Gherardini Del Giocondo. All’incontro con i giornalisti saranno presenti l’Assessore provinciale Stefano Giorgetti e il Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali Silvano Vinceti.
A FIRENZE DOPO 100 ANNI. L’iniziativa, a cui hanno già aderito gli enti locali, è legata alla ricorrenza del centesimo anniversario del recupero del quadro, avvenuto a Firenze nel 1913. Il sorriso più famoso del mondo era infatti stato sottratto dal Louvre nella notte tra il 20 e il 21 agosto del 1911. A rubarlo era stato Vincenzo Peruggia, un ex-impiegato della galleria francese che, convinto che il dipinto appartenesse di diritto all’Italia, lo aveva rubato uscendo dal museo con il quadro sotto il cappotto.
IL FURTO. Il dipinto venne recuperato solo due anni dopo, in Italia, quando Peruggia tentò ingenuamente di venderlo all’antiquario fiorentino Alfredo Geri. L’intraprendente ladro d’arte venne immediatamente arrestato e la Francia concesse all’Italia di esibire temporaneamente la Gioconda nelle gallerie più importanti: prima agli Uffizi a Firenze, poi all’ambasciata di Francia di Palazzo Farnese a Roma, infine alla Galleria Borghese. Dopodiché rientrò definitivamente al Louvre.

