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Regioni rosse: quali sono quelle a rischio chiusura per Covid

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Tre fasce di rischio e un coefficiente per stabilire in quale di esse si colloca ciascuna regione. Più grave la situazione epidemiologica, più stringenti saranno le misure. È il principio adottato dal nuovo Dpcm di novembre: ma quali sono le regioni rosse e cosa succede nei territori di fascia 3, quelli a rischio chiusura per Covid?

Rosse, gialle e verdi: tre fasce di rischio per le regioni

I livelli di rischio individuati dal nuovo Dpcm saranno tre: si parla informalmente di regioni verdi, regioni gialle e regioni rosse in ordine crescente di rischio chiusura. Nelle regioni verdi si applicheranno le misure restrittive previste a livello nazionale, ma nulla più.

Quando esce il testo del nuovo Dpcm di novembre 2020

Nelle regioni gialle del livello 2, quello intermedio, scatterà la chiusura di bar e ristoranti. Qui la didattica a distanza sarà obbligatoria per tutte le classi a partire dalla seconda media. Il resto dei negozi e delle attività continuerà a essere aperto. Altri provvedimenti su scala locale potranno essere adottati dai sindaci e dai presidenti di regione.

Infine le regioni rosse, quelle a maggior rischio chiusura per Covid: qui, di fatto, scatterà il lockdown come quello della primavera scorsa. Si potrà uscire solo per lavoro, salute o urgenza. Chiusi tutti i negozi, i bar, i ristoranti, i parrucchieri e i centri estetici. In pratica resteranno aperti solo i negozi di alimentari, le farmacie e i tabaccai. Si continua a lavorare invece nelle fabbriche, negli uffici (sia privati che pubblici, laddove non sia possibile lo smart working), nei servizi e nelle attività produttive. Neanche le scuole si fermeranno del tutto. L’intenzione del governo è quella di mantenere la didattica in presenza anche nelle regioni rosse fino alla prima media.

Saranno vietati gli spostamenti tra regioni rosse e regioni gialle. Resta la libera circolazione tra regioni verdi.

Quali sono le regioni rosse a rischio chiusura

Il coefficiente di rischio di ciascuna regione sarà determinato da un complesso di 21 diversi indicatori, compreso l’indice Rt. Le categorie saranno “mobili”, nel senso che una regione potrà spostarsi nella fascia di rischio più alta o più bassa a seconda dell’andamento del contagio al suo interno. Gli indicatori verranno aggiornati periodicamente.

Coprifuoco alle 21, da quando? Cosa prevede il nuovo Dpcm

Ci si domanda, ad oggi, quali sono le regioni rosse a rischio chiusura per Covid. Secondo l’ultimo monitoraggio a disposizione del governo, i cui dati sono però aggiornati alla settimana scorsa, sarebbero 5 le regioni considerate a rischio massimo: Lombardia, Piemonte, Liguria, Puglia e Calabria.

Aree a rischio Covid, un coefficiente per misure differenziate tra regioni

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Misure drastiche su tutto il territorio nazionale, ma non uguali per tutte. Il nuovo Dpcm di novembre presentato stamani dal premier Conte alla Camera suddividerà le Regioni d’Italia in tre aree a rischio corrispondenti ad altrettanti scenari calcolati attraverso un coefficiente. Più grave sarà il coefficiente di rischio, più stringenti le misure restrittive anti Covid applicate in quella regione. Ecco quali sono le regioni a rischio.

Covid, regioni divise in tre aree di rischio

Il coefficiente delle aree a rischio sarà calcolato e certificato dall’Istituto superiore di sanità per tutte le regioni, secondo vari indicatori scientifici. Un dato unico per fotografare la gravità del contagio in ciascuna regione.

Il coefficiente di rischio non sarà “fisso”, ma aggiornato periodicamente. Così che ciascuna delle aree potrà passare nella fascia a rischio più alto o in quella più bassa a seconda della sua curva epidemiologica.

Un coefficiente per calcolare il rischio Covid in ogni regione

Le diverse aree di rischio determineranno anche limiti agli spostamenti tra regioni: non si potrà andare infatti da una regione con coefficiente più alto verso una a coefficiente più basso. Il testo definitivo del nuovo Dpcm chiarirà le modalità di queste limitazioni.

Quali sono le regioni a rischio

Uno degli indici che viene tenuto in considerazione per il calcolo del coefficiente di rischio delle regioni è l’indice Rt. Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, sono 15 le regioni italiane a rischio, dove cioè l’indice supera la quota di allerta di 1,5.

In due di queste regioni l’indice Rt supera addirittura quota 2: si tratta del Piemonte (2,16) e della Lombardia (2,09). Le altre, tutte con valori tra l’1,5 e il 2, sono: Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta e le due province autonome del Trentino, quelle di Trento e di Bolzano.

Coprifuoco e limiti agli spostamenti: il nuovo Dpcm

Ci sarà il coprifuoco: Conte ha parlato di “limiti alla circolazione nella fascia serale”. Conte ha poi confermato che il nuovo Dpcm disporrà la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Misura che non riguarderà farmacie, alimentari, tabacchi ed edicole. Saranno chiusi anche musei e mostre. La capienza dei mezzi di trasporto pubblico verrà ridotta del 50%.

Fiorentina brutta e inconcludente. La Roma vince con facilità

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Senza gioco, con giocatori fuori ruolo, mai pericolosa. Una Fiorentina brutta perde a Roma mettendo in evidenza le tante difficoltà che sta attraversando la squadra per andare a rete. Un allenatore che non è riuscito a dare una personalità e che continua a mischiare i ruoli. Iachini, sempre più in discussione, reinventa la squadra schierando Callejon prima punta al fianco di Ribery, scelta discutibile e che non ha ottenuto i risultati sperati. Poi il cambio con l’ingresso di Vlahovic e, alla fine, tre punte con Kouamé e Cutrone. Poca chiarezza che ha solo favorito la Roma che si è imposta con un gol per tempo. Prima di Spinazzola, poi di Pedro. Espulso Martinez Quarta.

Primo Tempo

I primi dieci minuti sono di marca viola con Castrovilli che prova subito dopo due minuti a sorprendere la difesa giallorossa ma poi, al 12’ la Roma passa in vantaggio. Milenkovic e Quarta chiudono su Dzeko ma è Spinazzola a prendere in controtempo Dragowski e segnare l’1-0. Al 17’ ci prova Pedro ma la palla sfila vicino al palo. Al 22’ Dragowski salva la porta da un colpo di testa ravvicinato di Dzeko. Al 37’ è ancora l’estremo difensore viola a salvare la Fiorentina con un doppio intervento su Krasdorp e poi su Mkhitaryan. Si va al riposo con la Roma in vantaggio.

© Tiziano Pucci – Agenzia Fotografica Italiana

Secondo Tempo

L’ex di turno, Veretout, apre le azioni d’attacco della Roma nella ripresa. Al 53’ il francese prova a sorprendere Dragowski ma la sfera finisce di poco al lato del palo. Al 63’ Mkhitaryan viene attaccato da Milenkovic che riesce a deviare il pallone in angolo. Al 69’ la squadra di Fonseca raddoppia con un’azione in velocità grazie a Dzeko e Mkhitaryan. Il pallone finisce tra i piedi di Pedro che segna il raddoppio. Al 79’ si rivede la Fiorentina con un colpo di testa di Kouamé, ben parato da Mirante. Poco prima del 90’ c’è il rosso diretto mostrato dall’arbitro Orsato a Martinez Quarta, all’esordio dal primo minuto in campionato per un brutto intervento su Dzeko. Beppe Iachini sempre più in discussione e sabato sera una nuova trasferta, a Parma.

L’allenatore

Nonostante sia sotto esame Beppe Iachini mostra sicurezza. “Abbiamo margini di crescita, sono convinto che questo gruppo farà parlare di sé nelle prossime settimane. Avere Bonaventura e Castrovilli in mezzo al campo ti permette altro, spesso nel corso della gara cambiamo movimenti. La pressione – parlando della sua situazione in panchina – fa parte del nostro lavoro, ci sono momenti in cui le cose vanno meno bene: è bello fare gli allenatori anche quando bisogna far sì che le cose vadano per il verso giusto. Non ci dimentichiamo le ottime gare fatte con Torino e Inter e che tanti ci hanno indicato come sorpresa del campionato. Sono partiti tanti giocatori con le Nazionali e gli infortuni ci hanno privato di calciatori importanti”.

Dove vedere Roma Fiorentina in tv. Sky o Dazn?

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Tutto pronto per Roma Fiorentina, domenica primo novembre alle ore 18 all’Olimpico contro la Roma i viola disputeranno la sesta giornata di Serie A dopo la brutta vittoria in seria A. Tutto ciò che c’è da sapere per vedere la partita in diretta in tv, in streaming, su Sky, Sky Go, Now Tv e Dazn.

Dove vedere Roma Fiorentina in tv: sky o dazn?

La partita sarà trasmessa in diretta e in esclusiva dai canali satellitari Sky: Sky Sport  (numero 252 del satellite) anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. Diretta a partire dalle ore 218 di domeni 1 novembre 2020.

Dove vedere Roma Fiorentina in streaming

Gli abbonati Sky potranno seguire la partita anche su Sky Go, l’app di streaming in diretta per seguire i programmi del proprio pacchetto Sky anche su pc, tablet e smartphone.
Roma Fiorentina sarà trasmessa inoltre anche su NowTv, la piattaforma di streaming a pagamento.
La radiocronaca in diretta sarà trasmessa da RadioRai.

Roma Fiorentina in chiaro? 

Non ci sono opzioni per vedere Roma Fiorentina in chiaro.

“Qualcuno ti guarda” di Lisa Jewell, la recensione

All’inizio di “Qualcuno ti guarda” di Lisa Jewell, ci troviamo catapultati a Melville, quartiere elegante di Bristol. L’atmosfera è quasi da film, con villette a schiera colorate con giardino e boschetto. In una di queste case perfette però è accaduto qualcosa di terribile: una finestra rotta, un porta accostata e un lago di sangue in cui galleggia una nappina rossa. Non si sa chi sia il morto né altri dettagli.

Da qui, con una serie di flashback intervallati da brevi resoconti e interrogatori della polizia, faremo conoscenza di tutto il vicinato, zoomando ed entrando nelle loro esistenze tra apparente normalità, inquietanti segreti e ossessioni opprimenti.

I personaggi di “Qualcuno ti guarda”

Tom Fitzwilliam è il nuovo dirigente scolastico dell’istituto superiore di Melville, chiamato per rimetterla in sesto: brizzolato e con un accenno di pancetta, Tom ha un fascino magnetico a cui difficilmente le donne riescono a resistere. Vive con sua moglie, casalinga perfetta, e suo figlio Freddie che, schiacciato dall’ingombrante presenza del padre, passa le giornate a guardare fuori dalla finestra col suo binocolo.

A qualche casa di distanza vive Joey Mullen, impulsiva ventenne da poco tornata da Ibiza con un anello al dito, insieme al fratello Jack e a sua moglie Rebecca. Dall’altro lato della strada troviamo invece Jenna, una studentessa quindicenne che vive con una madre instabile e paranoica convinta che una misteriosa banda di stalker la stia perseguitando spostando i soprammobili, svitando le lampadine e incidendo piccoli geroglifici sul tavolo di cucina.

Il “viaggio” di Lisa Jewell

Lisa Jewell con “Qualcuno ti guarda” ci farà addentrare pian piano nelle vite del vicinato, apparentemente normali, informandoci in un crescendo di sospetti e tensioni, delle varie stranezze misteriose che caratterizzano molti dei personaggi. Crescendo che si tramuterà in dubbio, portandoci a interrogarci continuamente sull’onestà del personaggio di cui stiamo leggendo la storia.

Un thriller sui generis, che inizia con un omicidio di cui non si conosce né vittima né assassino e che piano piano getta insospettabili indizi, centellinati ad arte, che danno vita a un tale turbinio di pensieri ed ipotesi nel lettore che risulterà complicato staccarsi dalle sue pagine.

Lisa Jewell, “Qualcuno ti guarda”
Neri Pozza editore, 19 €
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Il Reporter novembre 2020

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Andiamoci piano

Girava un meme simpatico qualche mese fa. Da una parte, la foto di un uomo di mezza età, sovrappeso e addormentato in posa scomposta sul divano. “Italiani durante tutto l’anno”, diceva la didascalia. Sotto, tre maratoneti con scarpette da corsa e pettorina: “Italiani quando gli viene detto di rimanere in casa in quarantena”.

Se non proprio a correre, persino i più improbabili tra noi col lockdown hanno imparato a camminare. Ora che ci risiamo, che anche tra congiunti è vietato (pardon, fortemente raccomandato non) fare tutto il resto, riprenderemo a camminare, ultima forma di socialità analogica. Almeno questo: il confinamento è un’esperienza traumatica per chi abita negli appartamenti di città. Studenti a distanza, lavoratori smart, bambini, pensionati… alla lunga la casa diventa un incubo claustrofobico, si cerca l’aria. Fuori, dove non importa.

Un piede davanti all’altro, senza nemmeno allontanarsi troppo, è un modo spontaneo per sentire d’esser vivi. Poco traffico sulle strade, vuote le autostrade, mezzi vuoti i vagoni dell’alta velocità, mentre l’Europa delle low cost, i fine settimana nelle capitali, il mondo intero a mezza giornata di volo non esiste più. La pandemia ha risucchiato l’orizzonte del nostro loisir, di tutto ciò che non è lavoro e dunque è cinema, bar, ristorante, teatro, gita. Il tempo, se è libero, è a piedi. Possiamo farne tesoro? Beninteso, tutta la retorica sulla riscoperta della bellezza nei dintorni di casa e del senso di tutto che sta nelle cose semplici ce la risparmieremmo volentieri. Vero è però che una passeggiata, al contrario di certi giri in macchina senza meta, non è mai un’esperienza deludente. Insegna ad aver pazienza, virtù che torna comoda per questi tempi.

Qualche settimana fa l’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto uscire un pamphlet sulla pandemic fatigue, la stanchezza da pandemia. Tra i cittadini dei paesi dell’Europa occidentale si registra una crescente demotivazione a rispettare le prescrizioni sanitarie e a mantenere i comportamenti utili a contenere il contagio da Covid-19. C’entrano resistenze sociali, emotive, culturali, molte delle quali inasprite dalla durata di questa emergenza. Abbiamo a che farci da nove mesi, un tempo incompatibile con la nostra idea del mondo domato dall’uomo e dalla sua tecnologia. L’ipotesi stessa di una pandemia, un anno fa, pareva relegata ai tempi antichi. Titolare di una bella quota di questo senso di impazienza è la comunicazione irresponsabile dei governi nazionali – non tutti, ma quello italiano non fa eccezione – i quali fin dall’inizio hanno spergiurato che certe misure straordinarie, per quanto drastiche, erano transitorie, estremamente transitorie. E il messaggio è stato, nell’ordine: che l’estate se le sarebbe portate via, che avremmo avuto le nostre vacanze, che non c’erano rischi nella ripresa di scuola e lavoro, che forse nemmeno sarebbe arrivata una seconda ondata e, ora, che con l’ultimo sforzo avremo in premio un Natale sereno.

Tutti abbiamo bisogno di verità consolatorie, ma nel mezzo di una tra le peggiori pandemie di cui il genere umano abbia fatto esperienza non esistono risposte facili. Serietà minima vorrebbe che la classe dirigente lo dicesse con trasparenza, e poi aggiungesse che col virus dovremo fare i conti per altri 6-10 mesi, ad andar bene. Di pazienza, la virtù del camminatore, ne servirà ancora tanta. Una passeggiata ci salverà, per qualche ora almeno.

Andrea Tani
[email protected]

 

il reporter novembre 2020

SFOGLIA ORA

Nuovo lockdown in Italia, chiusure territoriali con il Dpcm di lunedì 2 novembre

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Non un nuovo lockdown totale come quello della primavera scorsa, ma una serie di chiusure territoriali e misure restrittive anti Covid valide in tutta Italia: questo il contenuto del nuovo Dpcm che il presidente del consiglio Giuseppe Conte presenterà lunedì 2 novembre al parlamento. Nuove regole per il trasporto pubblico e divieto di spostamenti tra regioni o comuni. Previste anche le chiusure dei centri commerciali nel weekend.

Italia verso lockdown territoriali: nuovo Dpcm il 2 novembre

Le restrizioni riguarderanno prima di tutto le grandi città considerate più a rischio. Lì le restrizioni, anche se non sarà una chiusura totale, saranno più simili a un nuovo lockdown: Milano, Napoli, Torino e – probabilmente – anche Roma.

Quante persone possono entrare in un negozio: il numero massimo

Si tratterà dunque di una serie di lockdown territoriali a livello provinciale e non di un lockdown nazionale né regionale. Tra le urgenze indicate dal Comitato tecnico scientifico al governo ci sarebbe prima di tutto quella di rivedere le modalità del trasporto pubblico. Per il resto i tecnici hanno ribadito la necessità di attendere ancora qualche giorno per poter valutare gli effetti del Dpcm 24 ottobre.

Ipotesi nuovo lockdown: lunedì il Dpcm 2 novembre

Chiusure mirate e divieto – o almeno forti limitazioni – agli spostamenti tra regioni e comuni. Questa almeno sembra essere l’indicazione emersa dopo gli incontri di oggi. Giuseppe Conte ha incontrato gli esponenti di governo e i capi delegazione delle forze di maggioranza. Presenti all’incontro anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo, e il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri.

Fase 4 Covid, cosa significa e cosa prevede in Italia lo scenario di tipo 4

Nuovo lockdown locali, quali città: Milano, Napoli, Torino e (forse) Roma

Milano, Torino, Napoli, Roma: quali città saranno interessate dai nuovi lockdown territoriali da lunedì 2 novembre? Per ora le quattro indiziate sono queste, con qualche incertezza sulla Capitale. A queste si aggiungeranno zone rosse nelle regioni più a rischio, con dei veri e propri lockdown locali e territoriali.

Decisivo sarà il prossimo report del Comitato tecnico scientifico. Domani gli esponenti del governo avranno un confronto con i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni.

Il nuovo Dpcm, con le misure dei lockdown territoriali e locali in Italia, sarà presentato lunedì 2 novembre. Il presidente Conte sarà in parlamento per illustrarne i contenuti. Alle ore 12 sarà alla Camera, alle 17 al Senato. L’intenzione è quella di adottare le nuove misure già da lunedì sera.

Ipotesi nuovo lockdown in Italia, inizio possibile già dal 2 novembre

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Il contagio da Covid sta per raggiungere lo Stadio 4, il più grave. E non accenna a diminuire. Per questo l’ipotesi di un nuovo lockdown in Italia, il secondo, si fa sempre più concreta e il governo sarebbe al lavoro su un piano per farne scattare l’inizio il prima possibile, già da lunedì 2 novembre. Forse un lockdown “light”, leggero, sul modello di quello che sta per partire in Germania e non una serrata totale come quella di primavera e quella in vigore in Francia. Tra le condizioni ci sarebbero però anche forti limitazioni agli spostamenti.

Nuovo lockdown in Italia, da quando? Inizio possibile il 2 novembre

Lo scenario 4 si delinea quando si supera l’ultima soglia di pericolosità di diversi fattori, il più importante dei quali è l’indice Rt, ovvero il numero medio di infezioni trasmesse da ogni individuo infetto. Senza un’epidemia in corso, l’indice si chiama R0. Fintanto che l’indice resta sotto a quota 1 significa che l’epidemia è in fase decrescente. Se supera quota 1, scattano i diversi livelli di allarme.

Quante persone possono entrare in un negozio: il numero massimo

Nello studio consegnato al governo dall’Istituto superiore di sanità si afferma che l’Italia sta andando verso lo scenario 4, uno scenario in cui i valori di Rt regionali sono “prevalentemente e significativamente maggiori di 1,5“.  In questo caso sono necessarie misure di contenimento molto aggressive per scongiurare il sovraccarico del sistema sanitario. Ecco allora l’ipotesi di nuovo lockdown in Italia a novembre contro la pandemia da Covid.

Siamo ancora alle ipotesi, ma se i numeri del contagio non cambiano in fretta non sarà questione di se, ma di quando avrà inizio un nuovo lockdown in Italia a novembre, che sia light o meno: forse già da lunedì 2 novembre. Questa la data su cui sta riflettendo il governo, secondo alcune indiscrezioni.

Se non sul tutto il territorio nazionale, il lockdown potrebbe scattare in alcune grandi città e aree metropolitane considerate più a rischio. Alcune Regioni si sono già mosse in autonomia. La Valle d’Aosta ha introdotto il coprifuoco dalle 21 alle 5. In Campania si fermano anche i nidi e le scuole materne fino al 14 novembre. Didattica tutta online alle scuole superiori di Piemonte e Umbria.

Proprio per le scuole è possibile che arrivino le prime novità. Oggi, sabato 31 ottobre, è in programma una nuova riunione della maggioranza, con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, i ministri e i capi delegazione della coalizione del governo. Al centro della riunione, la situazione dei contadi nelle scuole e le possibili misure da adottare per contrastarli.

Decreto ristoro: in Gazzetta Ufficiale testo in pdf e codici Ateco (allegato 1)

Non così leggero: le possibili restrizioni del lockdown

Alle misure restrittive già introdotte dal Dpcm 24 ottobre si aggiungerebbero altre chiusure e limitazioni. Se e quando un nuovo lockdown avrà inizio a novembre, le prime chiusure interesseranno ristoranti, bar e locali pubblici che al momento possono restare aperti fino alle 18. Ad alto rischio chiusura anche parrucchieri e centri estetici. Verrà prolungato lo stop di tutte le attività sportive non professionistiche. Possibili strette riguarderanno anche la possibilità di spostarsi fuori dalla propria regione o dal proprio comune di residenza, oltre al numero di persone che si possono riunire in privato e alle modalità con cui ciò sarà permesso.

“Trilogia di New York” di Paul Auster, la recensione

La “Trilogia di New York” di Paul Auster è una raccolta di tre racconti che, seppur inizialmente pubblicati separati, vanno a comporre un’opera unica che racconta da più punti di vista l’alienazione dalla vita reale e da se stesso dello scrittore di professione.

Tutti e tre ambientati a New York, città alienante per eccellenza, in cui ci si ritrova e ci si perde con una facilità dirompente, i racconti hanno come minimo comune denominatore le vicende di scrittori-investigatori e il rapporto che ognuno di loro ha con il proprio “io”.

Il primo racconto della “Trilogia di New York” di Paul Auster

Nel primo racconto, “Città di vetro”, facciamo la conoscenza di Daniel Quinn, scrittore che si divide inizialmente tra tre personalità: la sua, quella di William Wilson, pseudonimo con cui firma le sue opere, e quella di Max Work, il detective protagonista dei suoi racconti. Quando poi decide di assumere addirittura una quarta personalità (quella del detective Paul Auster) accettando l’incarico di Virginia Stillman che gli commissiona di pedinare il suocero appena uscito di prigione per evitare che uccida suo marito, Daniel Quinn finisce per smarrirsi completamente. Non sa più quale, tra le sue molteplici personalità, è quella vera, non si riconosce più allo specchio, trasformandosi in corpo senza più un’identità, e con il solo scopo nella vita di scrivere nel suo taccuino rosso (cosa succederà quando finiranno le pagine?).

Secondo e terzo

Nel secondo racconto, “Fantasmi”, troviamo Blue che, ingaggiato da White, deve spiare e pedinare Black nei suoi rari spostamenti. Blue si riconosce talmente tanto in Black che ha la sensazione di guardarsi allo specchio, e vi vede la sua esistenza sprecata e angosciante.

Ne “La stanza chiusa”, infine, il protagonista  dedica anima e corpo a cercare Fanshawe, suo amico e scrittore sparito nel nulla. Se Daniel Quinn si perde nei suoi “io” e Blue si vede riflesso nell’identità di un altro, qua il protagonista si sostituisce completamente all’oggetto della sua ricerca, assumendone l’identità e vivendone l’esistenza. Complice l’ambientazione del luogo-non-luogo newyorkese, il libro riesce in maniera piacevole e scorrevole a trasmettere la sensazione di disorientamento che lo scrittore professionista ha nei confronti della vita reale.

Paul Auster, “Trilogia di New York”
Einaudi, 12,50 €

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Bonus bici mobilità 2020: come richiederlo al Ministero dell’Ambiente

Quando esce l’app web, come funziona il bonus bici 2020, chi ha diritto al rimborso della bicicletta acquistata, come richiederlo sulla piattaforma del Ministero dell’Ambiente: ormai il buono mobilità è ai blocchi di partenza, dopo la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale e l’attivazione del sito www.buonomobilita.it. Il 3 novembre, ecco la data da segnarsi sul calendario. Non si tratterà di un vero e proprio click day ma in quel giorno si potrà accedere alla procedura online per ottenere il bonus fino a 500 euro dedicato a chi acquista una bicicletta convenzionale o elettrica a pedalata assistita (comprese le mountain bike e le handbike) o altri veicoli per la micro-mobilità elettrica come monopattini, hoverboard e segway.

Per richiedere il bonus bici sono previste due fasi: una riservata a chi ha fatto acquisti prima dell’attivazione della piattaforma online del Ministero (quindi entro il 2 novembre 2020) con un rimborso diretto via bonifico, l’altra per chi vorrà comprare un mezzo green dopo l’arrivo dell’app web grazie a un buono sconto digitale da usare nelle strutture e nei negozi online aderenti. Vediamo allora tutti i dettagli e le novità introdotte dal decreto attuativo del bonus bici.

Bonus bici 2020: a chi spetta, i requisiti e come ottenerlo

Confermati i requisiti per richiederlo: il bonus per l’acquisto di bici e monopattini spetta ai maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, nei capoluoghi di Provincia e di Regione (anche sotto i 50 mila abitanti) e nei Comuni delle Città metropolitane.

In Italia le Città metropolitane sono 14 e i cittadini che risiedono in Comuni appartenenti a queste zone possono richiedere il bonus per le biciclette, anche se il numero di abitanti è inferiore a 50 mila, ecco l’elenco delle Città metropolitane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia.

Cosa si può comprare: dalla bicicletta usata (anche elettrica) all’hand bike fino al monopattino

Il bonus bici 2020 ha un valore pari al 60% della spesa sostenuta fino a un massimo di 500 euro per l’acquisto di biciclette nuove o usate, sia convenzionali che elettriche a pedalata assistita (ebike); mountain bike nuove o usate; handbike nuove o usate; veicoli per la mobilità elettrica nuovi o usati prevalentemente elettrici (come ad esempio monopattini, hoverboard, segway); servizi di mobilità condivisa a uso individuale (come il bike sharing o lo scooter sharing) ma non quelli che impiegano auto (car sharing).

Non si possono comprare invece accessori, caschi, batterie, caschetti e via dicendo. È possibile chiedere il buono mobilità solo una volta.

App del Ministero dell’Ambiente: come funziona il bonus bici, come richiederlo e quando esce la piattaforma

Il bonus bici spetta per gli acquisti fatti a partire dal 4 maggio fino al 31 dicembre 2020: ecco come richiederlo. Nessun modulo cartaceo, la procedura è tutta online, attraverso un’app web che il Ministero dell’Ambiente ha creato per fare domanda in pochi passaggi del bonus bici: ma quando esce la piattaforma per fare richiesta? Il portale è attivo dal 19 ottobre 2020, ma solo per raccogliere le richieste dei negozi che vogliono aderire, mentre per la domanda di rimborso degli utenti si parte martedì 3 novembre 2020.

Per accedere e ottenere il buono mobilità è necessario lo Spid, la password unica per i siti statali (qui vi spieghiamo come richiederlo), bisogna poi compilare un’autocertificazione in cui si dichiara di avere i requisiti per il bonus bici 2020, ma la procedura è leggermente diversa in base al momento dell’acquisto della bicicletta o dei veicoli per la micro-mobilità elettrica, con due fasi:

  1. Buono mobilità per acquisti fatti dal 4 maggio al 2 novembre 2020
    allegando la fattura o la documentazione commerciale (scontrino) rilasciato dal negozio oppure dal gestore di servizi di mobilità condivisa e specificando l’IBAN del proprio conto corrente, si otterrà il rimborso via bonifico. La domanda per il bonus bici andrà fatta sulla piattaforma del Ministero dell’Ambiente entro il 31 dicembre 2020;
  2. Bonus mobilità per acquisti fatti dopo il 3 novembre 2020
    sarà generato un buono sconto digitale da usare, entro 30 giorni dall’emissione, in tutti i negozi e le strutture aderenti (al momento sono oltre 2.000), in base a un elenco che sarà pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente.

Il criterio per l’assegnazione del buono mobilità è l’ordine cronologico di arrivo delle richieste: si parte dalle prime per passare alle successive finché le risorse non saranno finite. Rispetto a quanto previsto inizialmente, il budget per il bonus bici 2020 è stato alzato a 210 milioni di euro, in modo da evitare che si crei un click day, ossia che molte persone facciano domanda tutte insieme esaurendo in poco tempo quanto stanziato.

Bicicletta elettrica bonus bici pedalata assistita ebike

I negozi e le strutture aderenti dove usare il buono mobilità

Per la prima fase, ossia per chi ha acquistato o ha comprato una bicicletta o un veicolo di micromobilità elettrica prima della partenza dell’app web il 3 novembre, non ci sono restrizioni: è possibile rivolgersi a piccoli negozi o grandi catene, come Decathlon, anche online per poi richiedere il rimborso diretto del bonus bici 2020. Basterà la fattura o un’altra documentazione commerciale valida ai fini fiscali.

Tutti quelli che invece fanno acquisti dopo la partenza della piattaforma online potranno usare un buono sconto digitale solo nei negozi aderenti al bonus bici: le attività commerciali, le strutture della grande distribuzione e gli e-commerce online si stanno accreditando sulla piattaforma del buono mobilità, mentre gli utenti troveranno la lista degli esercizi commerciali dove usufruire del buono mobilità direttamente sull’app web. Chiarimenti anche nelle Faq del Ministero dell’Ambiente, aggiornate dopo la pubblicazione del decreto attuativo.

Il buono mobilità per chi fa la rottamazione della vecchia auto

Accanto al bonus bici, da richiedere sulla piattaforma online entro il 31 dicembre, il decreto rilancio ha previsto anche un buono mobilità fino a 1.500 euro per chi rottama la vecchia auto, che può sommarsi al precedente. Detto in soldoni, chi otterrà il bonus per l’acquisto della bicicletta facendo domanda dal 3 novembre in poi, potrà poi richiedere il prossimo anno anche questa nuova agevolazione se rottamerà la sua auto più vecchia di 10 anni.

Ecco i requisiti: il bonus mobilità per la rottamazione verrà riconosciuto per chi rottama dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2021 auto fino a Euro 3 o motocicli fino a Euro 2 e Euro 3 a due tempi. Questo buono potrà essere speso entro il 31 dicembre 2024 per acquistare abbonamenti a bus e treni regionali, bici elettriche a pedalata assistita, mezzi elettrici per la micromobilità (monopattini, hoverboard e segway) e servizi di mobilità condivisa. Le modalità precise saranno definite con un nuovo decreto attuativo.

Il testo integrale del decreto attuativo del bonus bici 2020 in Gazzetta Ufficiale (pdf)

13 articoli con tutti i dettagli. Il testo integrale del decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente sul bonus bici, pubblicato lo scorso 5 settembre, è disponibile sulla piattaforma online della Gazzetta Ufficiale.