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Toscana in zona gialla, le regole da rispettare: cosa si può fare

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La Toscana è in zona gialla, ormai è ufficiale, e ci sono diverse regole da rispettare. Il nuovo Dpcm che suddivide l’Italia in 3 aree a seconda del livello di rischio sanitario ha classificato la Toscana come un’area a rischio contenuto (inizialmente era stata erroneamente definita zona verde, invece che gialla). Ma questo non significa che si può dormire notti molto tranquille, la possibilità di retrocedere alla zona arancione o – peggio ancora – rossa, esiste e come.

Quattro sono le regioni italiane classificate come zona rossa, due come arancione (qui la mappa dei “colori Covid”), le restanti, compresa la Toscana, sono zona gialla. Ma quali sono le regole da rispettare in Toscana, cosa si può fare e cosa no? Ecco tutte le regole che i cittadini toscani sono tenuti a rispettare a partire dal 6 novembre, giorno di entrata in vigore del dpcm, fino al 3 dicembre.

Zona gialla: Toscana, gli spostamenti tra Comuni e fuori Regione

In Toscana ci si può muovere, sia tra comuni sia al di fuori dei confini regionali. Il tutto compatibilmente con i propri bisogni e considerando che gli spostamenti sono sempre sconsigliati a meno che non siano necessari. Chi, per motivi di comprovata necessità (lavoro, studio o salute), deve spostarsi dalla Toscana in una regione arancione o rossa potrà farlo portando con sé l’autocertificazione.

Toscana in zona gialla, scatta il coprifuoco

Da venerdì 6 novembre anche in Toscana scatta il coprifuoco alle 22, previsto dall’ultimo Dpcm. Da quell’ora e fino alle 5 del mattino è vietato uscire dalla propria abitazione (salvo spostamenti per motivi di comprovata necessità per provare i quali bisognerà compilare il modulo di autocertificazione).

Chiusura dei centri commerciali e dei mercati in Toscana

Anche in Toscana – come in tutta Italia – i negozi all’interno dei centri commerciali saranno chiusi nei weekend (il sabato la domenica, i giorni prefestivi e quelli festivi) eccezione fatta per gli alimentari, i tabacchi, le edicole e le farmacie presenti in queste grandi strutture. Sempre il fine settimana il Dpcm dispone la chiusura dei mercati rionali e ambulanti, salvi però i banchi alimentari.

Nei giorni scorsi il governatore Eugenio Giani ha inoltre firmato un’ordinanza regionale per il contingentamento degli ingressi e la misurazione delle temperatura corporea all’ingresso dei centri commerciali, consentendo solo a una persona per famiglia di fare la spesa nei supermercati.

Cosa si può fare e cosa no nelle zone gialle

Ma non è tutto, ecco le altre regole e restrizioni del Dpcm per chi vive all’interno di una regione classificata dal Ministero della Salute come zona gialla (Toscana):

  • Musei, mostre, gallerie d’arte, cinema e teatri sono chiusi
  • I ristoranti possono stare aperti fino alle 18, mentre fino alle 22 possono fare consegne a domicilio e vendere per l’asporto (ma la consumazione non può avvenire nei pressi dell’attività)
  • Stop a sale giochi, bingo e slot machine
  • Chiuse piscine e palestre
  • Per gli istituti superiori e per le università è prevista la didattica a distanza al 100% ad eccezione delle attività di laboratorio che si possono svolgere in presenza
  • Le scuole primarie, medie e le scuole dell’infanzia continuano a svolgere lezione in presenza
  • La mascherina è obbligatoria per tutti al di sopra dei 6 anni di età (sempre anche a scuola)
  • Sugli autobus e sul trasporto ferroviario locale la capienza è ridotta al 50%
  • I parchi rimangono aperti

Tampone a domicilio: rapido, gratuito o a pagamento, come funziona

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Ci sono casi in cui, per la sicurezza del paziente e di tutte le persone potenzialmente coinvolte, eseguire il tampone presso le strutture sanitarie è impossibile o rischioso. È allora che viene eseguito il tampone a domicilio per rilevare l’eventuale positività al Covid: quando è possibile e come richiederlo? Dipende se lo si fa attraverso il sistema sanitario pubblico o un servizio privato, che può offrire anche il tampone rapido a domicilio, a pagamento.

Covid, quando è possibile il tampone direttamente a casa

Ci sono due modi, di solito, per arrivare all’esecuzione del tampone. Il primo, quando un cittadino si rivolge al medico di famiglia perché presenta sintomi riconducibili al Covid 19. È il medico stesso che a quel punto valuta se richiedere o meno il tampone per il suo paziente. Il secondo caso è quello del tampone di fine quarantena, che viene gestito direttamente dalle Asl. Quando un cittadino viene messo in isolamento dopo aver avuto contatti con un positivo, la sua Azienda sanitaria prenota per lui un tampone di controllo dopo almeno 10 giorni l’inizio della quarantena.

La modalità consolidata per effettuare il tampone è quella del cosiddetto drive through, il tampone direttamente a bordo della propria auto. Si arriva alla postazione allestita dalla Asl, solitamente in un parcheggio o un piazzale nelle vicinanze delle strutture sanitarie, si abbassa il finestrino e il personale medico effettua il prelievo senza che il paziente debba scendere dal mezzo.

In casi particolari però, può essere effettuato il tampone a domicilio, ad esempio, per pazienti già risultati positivi al Covid che non hanno l’auto o un mezzo privato con cui recarsi alla postazione drive through.

Tampone a domicilio, come richiederlo

La richiesta di tampone a domicilio dovrà essere fatta dal paziente al proprio medico o alla Asl, specificandone le ragioni. Nel caso in cui la domanda venga accettata, l’Asl comunicherà al richiedente il giorno e la fascia oraria nei quali verrà effettuato il tampone a domicilio.

Un infermiere si presenterà a casa del paziente il giorno dell’appuntamento ed effettuerà il prelievo davanti alla porta di casa, senza entrare nell’abitazione. Il tampone a domicilio è una procedura dispendiosa in termini di tempo e risorse. Il personale medico deve infatti spostarsi per presentarsi a casa del paziente. Prima di entrare deve osservare una rigorosa procedura di vestizione, indossando la tuta protettiva e tutti i dispositivi di sicurezza anti contagio. Al termine del prelievo, la svestizione. Per questo il tampone a domicilio deve essere richiesto solo in caso di reale necessità, documentando l’impossibilità di recarsi alle postazioni drive through.

Il tampone rapido a domicilio

Caso diverso è quello del tampone rapido a domicilio eseguito da parte di un privato. Nelle regioni in cui è possibile si può infatti richiedere a un operatore sanitario privato di essere sottoposti al tampone a domicilio, in molti casi rapido. A richiederlo può essere il cittadino stesso oppure, tramite convenzioni, un’azienda per i propri lavoratori. In ogni caso il tampone a domicilio eseguito da un privato è a pagamento. Chi dovesse risultare positivo verrà poi sottoposto al tampone di controllo della Asl e avviato alla procedura prevista dal sistema sanitario nazionale.

Testo del nuovo Dpcm di novembre 2020 (pdf e doc) in Gazzetta Ufficiale

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La firma di Conte c’è stata nella notte del 3 novembre 2020, la pubblicazione del testo integrale del nuovo Dpcm in Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 4 novembre, mentre sul sito del governo si trova l’ultimo decreto in formato pdf e word, insieme a tutti gli allegati.

Il nuovo Dpcm prevede il coprifuoco in tutta Italia dalle ore 22.00, chiusura dei centri commerciali il weekend, Dad (didattica a distanza) al 100% per le scuole superiori, riduzione al 50% della capienza dei mezzi pubblici e ulteriori restrizioni per le regioni più a rischio (per quelle considerate “zona rossa” o “zona arancione” scatterà un mini lockdown sul modello tedesco, mentre per la “zona gialla” resteranno solo i divieti nazionali).

Dpcm Covid e le diverse zone: rossa, arancione e gialla

Conte, già nell’informativa al Parlamento, aveva escluso un lockdown generalizzato in tutta Italia, le Regioni – secondo il Dpcm – saranno invece classificate almeno ogni 7 giorni in base al loro livello di rischio Covid, determinato dai 21 coefficienti e parametri del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità: ci sono 3 aree, rossa, arancione e gialla (quest’ultima inizialmente era stata indicata come zona verde) e per ciascun scenario sono state definite una volta per tutte le misure restrittive in modo proporzionale alla gravità della situazione dei contagi.

E’ il Ministro della Salute Roberto Speranza, con delle ordinanze ad hoc, a comunicare lo scenario in cui rientra ogni regione e le limitazioni scatteranno in automatico a seconda dei 3 livelli di rischio. Nelle Regioni che fanno parte della zona gialla si applicano le restrizioni comuni a tutta Italia; nella zona arancione (Puglia e Sicilia) scatta in più il blocco degli spostamenti da e verso la regione e il divieto di uscire dal comune di domicilio (se non per motivi di salute, lavoro e necessità) oltre alla chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie (consentito il servizio a domicilio e l’asporto fino alle 22).

Nelle regioni considerate “zona rossa” (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria) oltre alle misure previste nelle aree con “codice” giallo e arancione il Dpcm prevede la chiusura dei negozi non essenziali, a eccezione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie e anche i parrucchieri resteranno aperti, come riportato nell’allegato 16 e 24 del decreto.

In che zona rientra la mia regione (rossa, arancione, gialla): qui la “mappa dei colori Covid”

Cosa prevede il nuovo Dpcm di novembre, l’autocertificazione e quando scatta il coprifuoco

Dal 6 novembre quindi, in base al testo del nuovo Dpcm, scatterà il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00 in tutta Italia (e non alle 18 o alle 21 come ipotizzato in un primo momento): da questo orario saranno vietati gli spostamenti non essenziali e si potrà uscire di casa solo per motivi di lavoro, salute e di necessità compilando l’autocertificazione.

Dal weekend del 7 e 8 novembre sarà in vigore anche la chiusura dei centri commerciali che dovranno tirare giù il bandone nei giorni prefestivi e in quelli festivi (quindi il sabato e la domenica), ad eccezione dei punti vendita alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie presenti in queste strutture. Il testo del nuovo Dpcm, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede poi per le scuole superiori la didattica a distanza (DAD) al 100%, mentre elementari e medie non saranno chiuse. Stop infine a musei e mostre e si spegneranno le slot machine e le videolottery (vlt).

Nuovo Dpcm, testo integrale del decreto di novembre 2020 sulla Gazzetta Ufficiale (pdf e doc)

Il testo dell’ultimo decreto anti-Covid è stato firmato dal premier Conte nella notte tra del 3 ed è stato pubblicato il 4 novembre sul sito del governo e in Gazzetta Ufficiale (in versione web, pdf e doc), ma non entrerà in vigore oggi, bensì sarà valido dal 6 novembre 2020. Ecco dove scaricare il testo integrale del Dpcm:

Autocertificazione Covid per gli spostamenti: nuovo modulo pdf (novembre)

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Nuovo mese, nuovo modulo di autocertificazione per uscire di casa. Era già ricomparso a ottobre per giustificare i movimenti durante il coprifuoco disposto da alcune Regioni. Ora, con il mese di novembre 2020 e con la firma del nuovo Dpcm da parte del governo, torneremo a compilare il modulo di autocertificazione in pdf, messo a punto dal Ministero dell’Interno, che consentirà gli spostamenti nella zona gialla durante il coprifuoco e la circolazione delle persone nella zona rossa e arancione, con qualche novità sul fronte dei motivi per cui è permesso uscire.

L’autodichiarazione da scaricare in pdf, stampare e portare sempre con sé (o fornito dalle forze dell’ordine) è diventata una costante in questo 2020 segnato dall’emergenza coronavirus.

Nuova autocertificazione per spostamenti: dove serve il modulo e quando si può uscire

Con il nuovo dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il governo stabilisce infatti alcune limitazioni alla libera circolazione delle persone e reintroduce quindi dal 6 novembre il modulo di autocertificazione in pdf per chi vuole uscire in determinate situazioni: il nuovo decreto del premier Conte istituisce un coprifuoco serale in tutta Italia (dalle 22 alle 5), oltre al blocco degli spostamenti da e verso le regioni considerate “zona rossa” o zona arancione, ossia i territori dove la situazione dei contagi Covid è più preoccupante. Sempre in queste 2 aree (rossa e arancio) non è possibile lasciare il territorio del Comune di domicilio o residenza.

Quando e per cosa si può uscire di casa? La nuova autocertificazione Covid servirà quindi nel caso si dovesse uscire di sera durante il coprifuoco o per muoversi da e per regioni (o da e per province e comuni) in cui è stato deciso il divieto degli spostamenti, giustificando l’uscita per 3 motivi che abbiamo imparato a conoscere durante il lockdown, più una nuova giustificazione:

  • comprovati motivi di salute
  • comprovati motivi di lavoro
  • situazioni di necessità (da giustificare)
  • motivi di studio (per andare a scuola alle lezioni in presenza)

Sarà permesso far rientro al proprio domicilio, ad esempio tornare a casa dopo una giornata di lavoro, anche se questo viaggio avviene durante l’orario in cui scatta il coprifuoco.

Il nuovo Dpcm anti-Covid e l’autocertificazione in pdf di novembre 2020 da stampate

E’ disponibile il modello diffuso alla fine di ottobre dal Viminale, per le Regioni che avevano già disposto il coprifuoco anti-Covid. Vanno scritti i propri dati personali, la residenza e il domicilio, oltre a specificare il motivo dello spostamento, l’indirizzo di partenza e quello di arrivo.

Come solito, il pdf editabile del nuovo modulo di autocertificazione da stampare per gli spostamenti durante l’emergenza Covid, aggiornato in base al Dpcm di novembre 2020 sarà a disposizione sul sito del ufficiale del Ministero dell’Interno. Non è necessario scaricarlo in Word, perché il formato del modello permette direttamente di compilare l’autocertificazione Covid online e poi di stamparla con le modifiche.

Nuovo Dpcm: si può uscire dalla regione, dal comune o dopo le 22?

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Tutti a caccia delle FAQ per interpretare le regole del nuovo Dpcm anti-Covid pubblicato il 4 novembre e in vigore fino al 3 dicembre 2020 con un “semi-lockdown” nelle regioni italiane più a rischio: molti si chiedono se si può uscire dalla propria regione o se si possono fare spostamenti fuori dal territorio del proprio Comune di residenza, come anche se è possibile uscire di casa dopo le ore 22, quando scatta il coprifuoco. Facciamo un po’ di chiarezza.

Con il nuovo Dpcm si può o non si può uscire dalla regione di residenza e fare spostamenti tra regioni

Le regioni della “zona gialla” (inizialmente chiamata dai giornali “zona verde”) non sono chiuse per Covid. Il nuovo Dpcm introduce invece il divieto di spostamento da regione a regione nei territori ad alto rischio per i contagi (le cosiddette regioni rosse e arancioni) con il blocco dei confini interregionali: in questi due casi non si può uscire dalla regione se non per motivi di salute, lavoro o di necessità, giustificando il viaggio con il modulo di autocertificazione.

È permesso in ogni caso il rientro alla propria residenza, al proprio domicilio o nella propria abitazione, e anche il transito attraverso le regioni rosse e arancioni se questo tragitto è necessario per arrivare in territori dove non è previsto lo stop agli spostamenti.

Si può uscire dal proprio Comune di residenza, cosa prevede l’ultimo Dpcm di novembre

Stesso discorso per gli spostamenti tra Comuni: il Dpcm che entra in vigore il 6 novembre non impone restrizioni per le “zone gialle”, raccomandando di non muoversi se non per motivi validi, senza quindi un divieto vero e proprio.

Al contrario, nei territorio di regioni considerate zona rossa (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria) o arancione (Puglia e Sicilia) non si può circolare tra comuni: in queste 2 situazioni, il Dpcm di novembre consente di uscire dal proprio Comune di residenza o di domicilio solo per motivi di lavoro, di salute, di studio (per andare a scuola alle lezioni in presenza), per necessità oppure per usufruire dei servizi ancora aperti (e che non devono essere disponibili nel Comune di appartenenza). Serve quindi il modulo di autocertificazione. Salvo che per questi motivi, è vietato entrare nelle 6 regioni rosse e arancioni. E’ comunque garantito il diritto di rincasare e raggiungere la propria abitazione.

Si può uscire di casa dopo le 22, secondo il nuovo Dpcm? Dove c’è il coprifuoco

In tanti cercano le FAQ al Dpcm pubblicato il 4 novembre 2020 anche per capire le regole per uscire di casa in serata: a differenza del decreto precedente, il nuovo provvedimento ha introdotto un coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5.

Per spostarsi durante la notte è necessario quindi specificare un motivo valido (lavoro, salute, necessità) e – nel caso di controlli delle forze dell’ordine – compilare il modulo di autocertificazione, simile a quello usato durante il lockdown.

Gli orari di ristoranti e bar

Fuori dalle zone rosse e arancioni, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e i servizi di ristorazione in genere possono restare aperti dalle 5 alle 18, con un numero massimo di 4 persone non conviventi per ogni tavolo, mentre dalle 18 alle 22 sono consentiti la consegna a domicilio e l’asporto ma senza la consumazione sul posto o nelle vicinanze dell’attività.

Nelle regioni ad alto rischio Covid (rosse e arancioni) il Dpcm dispone la chiusura di ristoranti, bar e servizi di ristorazione, ma restano consentiti sia la consegna a domicilio sia il take away (sempre senza consumare i cibi o le bevande nei pressi dell’attività). Qui la lista aggiornata delle zone rosse, arancioni e gialle.

Dpcm, la Toscana in che zona rientra: gialla, arancione o rossa

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Dopo l’ultimo Dpcm la Toscana sarà nella zona gialla, arancione o rossa? È quello che si sono chiesti i cittadini del granducato dopo la firma dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio. A causa della pandemia, dal 6 novembre al 3 dicembre 2020, le regioni d’Italia saranno suddivise in base a 3 diversi livelli di rischio legati agli scenari dei contagi di Covid-19.

Il Dpcm infatti prevede regole valide in tutto il territorio nazionali e poi restrizioni via via più pesanti a seconda del grado di rischio delle singole regioni (il cosiddetto livello rosso o arancione).

La Toscana in che zona Covid rientra secondo il nuovo Dpcm: area gialla o arancione?

E’ Ministro della Salute, sentiti i governatori, a stabilire questa mappa con un’ordinanza almeno ogni 7 giorni: per capire in quale area Covid è la Toscana, se nella zona rossa, in quella arancione o gialla, non si prende in considerazione solo l’indice di contagiosità del Covid-19 (il famigerato Rt, da noi all’1,41), ma anche gli altri 21 parametri e coefficienti del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità. Si va dall’incidenza dei casi positivi su 100.000 abitanti (la Toscana è ora l’ottava regione in Italia per questo parametro), alla tenuta del sistema sanitario regionale.

La Toscana era in bilico tra la zona gialla (inizialmente chiamata “zona verde”) e quella arancione (la fascia “intermedia” prima del massimo grado di allerta Covid, il rosso): il premier Conte ha annunciato che la nostra regione rientra, al momento, nella zona gialla che prevede le limitazioni minori. Come detto questa classificazione sarà aggiornata almeno ogni settimana dal Ministero della Salute.

Toscana in zona gialla, le regole da rispettare: cosa si può fare

Toscana zona gialla, cosa comporta: le limitazioni, dagli spostamenti al coprifuoco

Secondo il nuovo Dpcm di novembre, la zona gialla – quella in cui rientra la Toscana – è la fascia Covid che prevede le restrizioni base, comuni a tutta Italia: non sono previste limitazioni agli spostamenti con le altre regioni gialle e si può uscire dal Comune di residenza, anche se è “fortemente raccomandato” ridurre all’essenziale i movimenti delle persone.

Dal 6 novembre, in Toscana sono in vigore le misure previste dall’ultimo Dpcm, in particolare:

  • Coprifuoco dalle ore 22 alle 5 del mattino (salvo eccezioni di comprovata necessità legate a motivi di lavoro o di salute. Chi uscirà in quella fascia oraria dovrà portare con sé l’autocertificazione)
  • Chiusi tutti i musei e le mostre
  • Stop anche per tutte le attività per cui è stata già decisa la chiusura: palestre, teatri, cinema, fiere, convegni, sagre, impianti sciistici
  • Didattica a distanza per tutte le scuole superiori
  • Didattica in presenza per le scuole elementari, medie e dell’infanzia (con obbligo di mascherina per i maggiori di 6 anni)
  • Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di farmacie, alimentari, edicole e tabacchi
  • Chiusura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie alle 18 (asporto e consegna a domicilio fino alle 22)
  • Sospensione dei concorsi pubblici (ad eccezione di quelli per il personale sanitario)
  • Chiusura delle sale bingo e scommesse
  • Capienza dimezzata su autobus e treni regionali
  • Consentito l’accesso ai parchi
  • Parrucchieri aperti

Limitazioni e regole della zona arancione

Dopo l’annuncio della classificazione della Toscana come zona gialla, il governatore Eugenio Giani ha invitato al rispetto delle regole, per non rischiare un domani di finire nell’area arancione (o peggio, in quella rossa): “Dobbiamo impegnarci per non peggiorare la situazione, facciamo la nostra parte”, ha detto il presidente della Regione. Se in futuro la Toscana rientrasse nella zona arancione sarebbe previsto un giro di vite ulteriore: oltre alle restrizioni già previste per la zona gialla scatterebbero altre limitazioni.

  • Ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie chiusi sempre (dalle 5 alle 22 consentiti solo l’asporto e la consegna a domicilio)
  • Blocco degli spostamenti da e verso le altre regioni*
  • Vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio*

* salvo eccezioni di comprovata necessità legate a motivi di lavoro o di salute. Chi uscirà in quella fascia oraria dovrà portare con sé l’autocertificazione

A che ora parla Conte: conferenza stampa oggi alle 20.20, la diretta tv e streaming

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Approvato il nuovo Dpcm 3 novembre, si terrà nella serata di oggi la conferenza stampa del presidente del Consiglio, preceduta da un discorso per illustrarne pubblicamente i contenuti definitivi: a che ora parla Giuseppe Conte? L’appuntamento è alle ore 20.20 di oggi. Ecco dunque dove vedere la conferenza stampa e come seguire il discorso di Conte in tv o diretta streaming, non appena ci sarà.

Il premier Conte parla oggi: a che ora e come seguire il discorso in diretta

Il nuovo Dpcm ha introdotto nuove e più severe misure restrittive per contenere il contagio da Covid: coprifuoco alle ore 22, Italia divisa in zone rosse, arancioni e verdi a seconda del livello di rischio. E poi, chiusura dei centri commerciali nel weekend e dei musei tutti i giorni, didattica a distanza per le superiori. Tornano poi i limiti agli spostamenti tra regioni e il modulo di autocertificazione per potersi muovere. Di questo parlerà Giuseppe Conte nel suo discorso in apertura della conferenza stampa attesa tra il pomeriggio e la serata di oggi.

 

La lista delle zone rosse e arancioni in Italia: mappa aggiornata

Conferenza stampa Conte in diretta: a che ora parla oggi

E dunque, a che ora parla oggi Conte? Palazzo Chigi ha fissato una conferenza stampa alle ore 20.20 di oggi: come e dove seguire il discorso di Conte in tv o streaming? Online, attraverso l’account YouTube o quello Facebook ufficiali di Palazzo Chigi. Oltre a questi, molti canali televisivi – di certo quelli allnews, da Rai News 24 a Sky Tg 24 – trasmetteranno in diretta il discorso di Conte di oggi, con i giornalisti che potranno intervenire in diretta alla conferenza stampa ponendo le loro domande al presidente del consiglio.

Per il momento, oggi Giuseppe Conte non ha rilasciato dichiarazioni né tenuto un discorso pubblico. Il suo unico commento lo ha affidato ai social: “Esiste un solo modo per uscire da questo periodo drammatico: restare uniti. Sempre”, ha scritto il premier dopo essere intervenuto alle celebrazioni per la Giornata delle forze armate. “Le differenti opinioni e la diversità di vedute – ha scritto Conte – non devono minare il nostro costante sforzo di sorreggerci gli uni con gli altri. Dobbiamo ribadirlo forte, oggi, nel Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate, di fronte a una comunità di donne e uomini che, come è stato in passato, con impegno e sacrifici è naturalmente votata a perseguire l’interesse generale”.

Nuovo Dpcm, chiuse anche le biblioteche

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Non solo i musei e le mostre, non soltanto teatri e cinema. Con le disposizioni del nuovo Dpcm 3 novembre vengono chiuse tutte le biblioteche in Italia: anche queste, infatti, sono tra gli istituti di cultura elencati all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio.

Chiuse anche le biblioteche: cosa prevede il nuovo Dpcm

L’articolo 9 del nuovo Dpcm elenca le misure di contrasto al contagio da Covid da applicare all’intero territorio nazionale alla lettera r) l’articolo recita: “sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42″. Comprese, appunto, le biblioteche, che resteranno chiuse a partire da venerdì 6 novembre e fino al 3 dicembre 2020, ovvero per tutta la durata del nuovo Dpcm.

Fino a quando dura il nuovo Dpcm: zone rosse e coprifuoco

Archivi, parchi archeologici, musei: l’articolo 101 del Codice dei beni culturali

Non saranno solo le biblioteche a rimanere chiuse con il nuovo Dpcm. Gli istituti e luoghi della cultura elencati all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, convertito in legge col Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono:

  • Musei
  • Biblioteche
  • Archivi
  • Aree archeologiche
  • Parchi archeologici
  • Complessi monumentali

Testo del nuovo Dpcm del 4 novembre (pdf e doc) in Gazzetta Ufficiale

Non si tratta però di una serrata totale. Ad essere sospesi sono soltanto i servizi di apertura al pubblico. Le attività lavorative e di ricerca all’interno degli istituti di cultura potranno comunque essere portate avanti, laddove possibile. Le biblioteche, ad esempio, resteranno chiuse al pubblico per effetto del nuovo Dpcm ma potranno adottare servizi alternativi di prestito a distanza oppure online.

Fino a quando dura il nuovo Dpcm: zone rosse e coprifuoco

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Firmato ieri, pubblicato oggi, in vigore da domani. Il nuovo decreto è pronto, con le sue misure drastiche per combattere il contagio da Covid il cui andamento è tornato a peggiorare nelle ultime settimane. Ma fino a quando dura il nuovo Dpcm 3 novembre e fino a quando saranno in vigore zone rosse e coprifuoco?

Zone rosse e coprifuoco: fino a quando

Il testo definitivo del nuovo Dpcm 3 novembre è pubblicato in Gazzetta ufficiale da oggi, presto disponibile anche sul sito della Gazzetta stessa. Intanto lo si può trovare in formato pdf sul sito del governo, completo di allegati.

Coprifuoco dalle 22: come funziona, cosa significa e da quando inizia

In estrema sintesi, le misure introdotte dal decreto sono:

  • Coprifuoco in tutta Italia dalle ore 22 alle ore 5
  • Chiusura dei centri commerciali durante il weekend
  • Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori
  • Capienza ridotta al 50% sui mezzi pubblici 

Il decreto inoltre suddivide le regioni d’Italia in tre fasce di rischio, informalmente chiamate zone rosse, zone arancioni e zone verdi (la mappa). Nelle regioni rosse e arancioni sono previste misure ancora più stringenti, come il divieto di spostamenti al di fuori del comune di residenza e la chiusura di tutti i negozi non essenziali.

La lista delle zone rosse e arancioni in Italia: mappa aggiornata

Fino a quando dura il nuovo Dpcm

Tutte le misure saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Ma fino a quando dura il nuovo Dpcm, comprese zone rosse e coprifuoco? Il decreto prevede infatti anche una scadenza: il testo sarà valido fino al 3 dicembre 2020.

Pertanto anche il coprifuoco alle 22 resterà in vigore fino a quando sarà valido il decreto, così come la suddivisione in zone rosse, arancioni e verdi: fino al 3 dicembre, appunto.

Stop a spostamenti tra regioni rosse e gialle: cosa prevede il nuovo Dpcm novembre

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Sarà un’Italia divisa in tre: tre fasce a seconda del livello di rischio, con regioni rosse, regioni gialle e il divieto di spostamenti tra queste e le regioni verdi individuate dal nuovo Dpcm di novembre che il governo dovrebbe approvare in serata. Sembra esser questa la linea emersa durante il confronto tra la maggioranza e le regioni stesse.

Vietati gli spostamenti tra regioni rosse e gialle

Rosso, giallo e verde sono gli aggettivi con i quali informalmente si distinguono le fasce di rischio epidemiologico. Con le regioni rosse al livello di rischio più alto, le regioni gialle a quello intermedio e quelle verdi al livello più basso. Quali sono le regioni rosse.

Più alto è il rischio, più severe saranno le restrizioni. Tra queste ci sarà il divieto di spostamenti tra regioni rosse e regioni gialle verso le regioni verdi. Nelle regioni verdi, invece, resterà la libertà di circolazione. Questa almeno sarebbe la linea sulla quale il governo e i capi delegazione delle forze di maggioranza avrebbero trovato una convergenza. Linea che a partire dalle 17 verrà sottoposta alla Conferenza delle regioni e che certamente non mancherà di creare malumori tra alcuni governatori.

Nuovo Dpcm e spostamenti tra regioni: le misure previste

Tra le limitazioni per le regioni rosse non dovrebbe invece esserci il blocco totale della scuola in presenza. Secondo quanto riporta l’Ansa, il testo del nuovo Dpcm 3 novembre consentirebbe anche qui le lezioni in presenza fino alla prima media.