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Lungarno Giugno 2019 | 74

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In questo numero: tutto (tranne la musica) sul Firenze Rocks: viaggi, cinema e moda per raccontare il più grande festival rock fiorentino in modo diverso; Michele Baldini esegue un’accurata analisi sulla “fauna” di Piazza Santo Spirito mentre Giacomo Alberto Vieri ci racconta “The Ploggers”, la neonata community attenta all’ambiente.

A Villa Bardini arriva la seconda edizione de La città dei lettori, l’evento letterario a cura dell’Associazione Culturale Wimbledon raccontato nelle nostre pagine da Luca Starita insieme alle Letture d’Autore mentre Martina Vincenzoni ci racconta la fine della scuola vista dagli occhi dei prof regolarmente in ritardo e il premio Von Rezzori.

Una Firenze Green è possibile? A pagina 13 scoprirete che lo è già più di quanto non crediate.

Lungarno Giugno 2019 | 74
Le tre Grazie illustrate da Alessandra Marianelli Aka Luchadora

Non mancheranno le rubriche “Parla come Mangi” a cura di Marta Staulo che questo mese intervista Leonardo Giacomelli con la sua idea di cibo rock e le “Nuove Aperture” con Raffaella Galamini; la combo “Esseri Urbani” di Francesca Corpaci e “Undici Proverbi Fiorentini” scritti dalla non-fiorentina Selene Mattei che impiega più tempo a comprenderli che a scriverli.

Ma Lungarno nasce come strumento di navigazione per l’offerta culturale della città e allora ecco gli “eventi da non perdere” (Estate Fiesolana / Secret Florence / Festivaldera) di Leonardo Cianfanelli, l’offerta teatrale descritta da Tommaso Chimenti, le recensioni musicali di Gabriele Giustini per Frastuoni e gli “Accadde a” di Riccardo Morandi, in prima linea ad accompagnare le vostre serate.

Tanto lo sappiamo tutti che il vero motivo è per leggere l’oroscopo di Lavinia Ferrone.

Anche questo mese ci trovate qui.

Il Reporter Giugno 2019

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Il modello che racconta Firenze

Anche da quel “Firenze sia un modello per l’Italia”, pronunciato da Dario Nardella appena accertata la sua riconferma a Palazzo Vecchio traspare il vezzo tutto fiorentino di pensare che questa città meriti di stare un poco al di sopra di tutto ciò che accade fuori.

Un certo compiacimento, superbo e adorabile, perché Firenze, per i fiorentini, fa storia a sé: scanniamoci pure dentro le mura, ma non saranno vicende né personaggi dall’esterno ad addomesticarci.

Anche per questo si fatica a mettere in dialogo il voto delle comunali con quello delle europee. Che finisca o meno per diventare da esempio, è stato un voto tutto fiorentino.

La vittoria di Dario Nardella premia la politica che decide e fa. Nel 2014 si presentò con un programma che, un mandato più tardi, è largamente realizzato. Se ne può condividere una parte, tutto, nulla, ma la proposta è chiara e oggi si sa che lui e il suo gruppo hanno la forza per metterla in atto. Tanto è bastato.

Con l’ampio mandato consegnato al sindaco uscente, i fiorentini hanno detto che una città che corre e cambia cercando di tenere il passo della modernità è in ogni caso da preferirsi allo spettro dell’indecisionismo. L’alternanza politica – ha ragione Ubaldo Bocci, lo sconfitto di questa campagna elettorale – è sintomo della buona democraticità di un sistema.

Ma non basta mettere al centro della candidatura il “cambiare si deve” se poi non si trova il modo di comunicare, concretamente, come. Tanto più vero per chi parte in rimonta su condizioni storicamente e culturalmente sfavorevoli, un progetto di alternativa non si costruisce in otto settimane. Firenze se ne è accorta: pur accostando i numeri con cautela, è un fatto che la Lega, nella stessa città nello stesso giorno, abbia raccolto alle comunali 13 mila voti in meno che alle europee.

Nardella avrà anche il compito di ricomporre la frattura con i cittadini che hanno guardato altrove (il 40% di chi ha votato e non l’ha scelto, il 32% che è rimasto a casa), ma intanto ha ricordato a tutta Italia una cosa ovvia: che in politica i risultati pagano. E chi vuol prendere Firenze a modello è bene che lo tenga a mente.

Andrea Tani
[email protected]

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“Tutto fa”, diceva quella che pisciava in Arno

Fuori Porta San Frediano, fino a tutto l’Ottocento, due vissuti borghi, quello del Pignone e quello attiguo dei Navicellai, costituivano un’unica località che viveva a contatto diretto dell’Arno, fiume che allora rappresentava la più importante, rapida ed economica via di comunicazione di merci e persone da e verso il mare.

Il Pignone era lo scalo d’approdo d’Oltrarno a contatto con l’albereta dell’Isolotto. Derivò il nome dal porticciolo protetto da un’apposita muraglia a forma di grande pigna (appunto detta “pignone” per la sua mole), la quale oltre a consentire un facile attracco dei natanti, costituiva per loro una tranquilla difesa alle frequenti piene dell’Arno.

Qui, infatti, approdavano i navicelli che raggiungevano il porto di Signa, in cui erano obbligati a fermarsi i grossi barconi provenienti dal mare, a volte tirati da riva con lunghe funi e grande fatica per superare tratti difficoltosi o avversità atmosferiche, che non potevano proseguire per ragioni di scarsa profondità del fiume.

A Signa, precisamente, venivano scaricati i grossi natanti per poi far proseguire le merci verso Firenze sui più leggeri navicelli dal fondo quasi piatto, i cui barcaioli dettero il nome all’altro borgo, detto dei Navicellai.

Le cosiddette “Case del Pignone” erano le abitazioni a schiera, costruite parallelamente all’Arno, date a pigione a coloro che lavoravano sul fiume e che ancora si possono individuare lungo le tre direttrici parallele al corso del fiume oggi chiamate via del Pignone, via Baccio Bandinelli e via de’ Vanni, strade segnate dalla vita tipica del “porto” tanto da definire i loro abitanti “gente acquatica”.

Un modo di dire allora in uso era: O gente del Pignone, gente acquatica, accidenti a voi e chi vi pratica, ritenendo questi elementi di grossolana ignoranza, a contatto quotidiano col fiume, poco raccomandabili.

I navicellai del Pignone anche se poco o punto istruiti, furono però in grado di edificare nel 1700, un loro oratorio dedicandolo a San Carlo, oratorio che, con un suo crocifisso, catalizzò la religiosità dell’intero agglomerato di famiglie che gli sorgeva attorno. La “gente acquatica” del Pignone fu molto devota al piccolo Crocifisso della Divina Provvidenza, detto popolarmente il Crocifisso dei Navicellai, che la leggenda vuole ritrovato da un navicellaio, dopo una piena, proprio all’attracco della sua imbarcazione.

I navicelli, grossi o piccoli, erano prodotti interamente con legno di quercia ed avevano la chiglia piatta per limitare il pescaggio e aumentare la portata del natante; venivano spinti a braccia con lunghe pertiche puntate sul fondo del fiume, usate talvolta anche come remo. Essi costituivano il naviglio mercantile della città, che talvolta si doveva fermare a causa di nefaste siccità che provocavano l’abbassamento del livello dell’acqua.

Questo per i navicellai voleva dire non poter lavorare; a tal proposito si racconta che la moglie di uno di questi lavoratori, nell’illusione di poter offrire il suo se pur modesto contributo alla crescita del livello del fiume, ogni qual volta aveva certe necessità fisiologiche, le faceva proprio sul limitar del greto, nella speranza di essere a sua volta imitata e favorire così il lavoro al marito, nell’ottica che pure le piccole cose, sono utili per raggiungere lo scopo prefisso.

Volley, Bisonte e Savino Del Bene si riparte

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Firenze si prepara a un altro anno di grande volley con qualche certezza in più. Il 26 maggio sono iniziati, come anticipato da Il Reporter, i lavori per il PalaWanny. Questa è una notizia che esplicita quanto sia grande la passione per lo sport del patron de Il Bisonte e, soprattutto, per Firenze.

PalaWanny, via ai lavori

“Non voglio morire con i soldi in tasca”, esclamò scherzando Wanny Di Filippo. E così è stato, la nostra città avrà la culla del volley e di altre discipline che si sposteranno nel nuovo tempio dello sport. Prima del completamento dell’opera il Mandela Forum sarà ancora il palcoscenico sia del Il Bisonte Firenze in campionato che della Savino Del Bene in Champions League.

Volley, il mercato di Bisonte Firenze Savino Del Bene

Il Bisonte del 2019/2020 avrà ancora Caprara in panchina, la giovanissima centrale Fahr appena acquistata, la conferma delle giocatrici migliori. Questo, insieme alla voglia di stupire, assicurerà ai “Pellicani Feroci” una stagione che potrebbe regalare ancora più soddisfazioni della precedente.

Volley, il mercato della Savino Del Bene

Come al solito, anche dopo una bella annata, ci sarà invece una mezza rivoluzione in casa Savino Del Bene. Cambio del ds, dopo la fine del mercato: Massimo Toccafondi, che di fatto ha allestito la squadra per il prossimo campionato, lascia il posto a Francesco Paoletti (ex team-manager). Confermate Malinov, Bosetti, Milenkovic, Stevanovic, Merlo e Da Silva (anche se quest’ultima si è dovuta operare alla spalla destra e non sono stati stabiliti i tempi per il rientro). Il resto delle giocatrici o non sono state confermate o hanno preso un’altra strada: non potremmo più ammirare la stella svedese Haak e la Vasileva, oltre al tecnico Parisi, sostituito da Mencarelli. Quest’ ultimo coach tra i più bravi al mondo ma molto esigente dalle sue ragazze. Da Silva probabilmente sarà sostituita da Kakolewska, centrale della Pomì. Bricio andrà a ricoprire il ruolo di Vasileva. Cardullo sarà, invece, il secondo libero. Elena Pietrini e Marina Lubian sono due acquisti giovani e promettenti molto adatte al lavoro di Mencarelli. Poi dovrebbero essere ingaggiate l’olandese Lonneke Slöetjes e la polacca Magdalena Stysiak, utilizzabili entrambe come opposto e schiacciatrice. La seconda palleggiatrice sarà Giulia Carraro, che avrà il difficile compito di prendere il posto di Valeria Caracuta. Un roster completo, ma che, secondo noi, non è più forte di quello della passata stagione.

In pole position per la Serie A1 partirà Conegliano, quasi irraggiungibile con il probabile arrivo di Paola Egonu. In seconda fila mettiamo Savino Del Bene e Novara, con Monza e Busto appena un gradino indietro.

Poi, sulla carta, arriva Il Bisonte che non è distantissimo dalla “pool five”. Ultima considerazione: senza una casa degna di una Serie A1, la Savino Del Bene difficilmente potrà competere con le big di Europa.

In questa stagione hanno portato a casa titoli in Italia: Novara, Busto, Conegliano e Monza. La Savino Del Bene ha vinto solo nel sand 4×4, sand che non sarà disputato in questa stagione da Scandicci.

Piscina Le Pavoniere: l’estate 2019 è “Riviera Fiorentina”

Estate in Riviera? Sì, ma in città.  Riviera Fiorentina, l’estate della piscina Le Pavoniere è al via. Lo spazio nel cuore del verde del Parco delle Cascine offre una grande vasca (pubblica) circondata da alberi secolari, un ristorante di pesce con pizzeria, bar e caffetteria, noleggio Roller&Bike, l’area per bambini e un cartellone di eventi e iniziative culturali per il divertimento di tutta la famiglia.

Nel programma della stagione estiva 2019, inaugurata il 31 maggio, ci sono lezioni di acqua gym o yoga, musica, dj, cinema sotto le stelle, le serate Iloveplaid, momenti rilassanti al chiar di luna da trascorrere con un buon drink, un plaid da condividere, una lanterna, party a bordo vasca.  Ogni giorno dalle 18 alle 20 happy hour  e dalle 19:30 street food.

Le Pavoniere di Firenze: gli orari della piscina

Ecco gli orari per l’estate 2019 alle piscina delle Pavoniere della balneazione aperta a tutti e del nuoto libero:

  • Balneazione diurna dal lunedì al venerdì, ore 10-18.30
  • Balneazione diurna sabato, domenica e festivi 9.30-19
  • Nuoto libero dal lunedì al venerdì 18.45-19.45
  • ACQUAGYM dal lunedì al venerdì dalle 18:45 alle 19:30

Ci sono anche due tipi di abbonamento per i giorni feriali: quello “relax” per passare la pausa pranzo in vasca, dalle ore 12.30 alle 15.00, con 10 ingressi a 35 euro e il carnet da 10 ingressi a orario libero, sempre dal lunedì al venerdì, che costa 65 euro.

 

Piscine Firenze pavoniere Cascine

Riviera fiorentina, le tariffe 2019

Quanto costa l’entrata? Ecco le tariffe per la stagione estiva 2019

  • Biglietto intero festivo (sabato, domenica e festivi) 10 euro (sconto 10% per possessori abbonamento Ataf)
  • Biglietto ridotto festivo  (sabato, domenica e festivi) 8 euro (Over 65, bambini da 4 a 12 anni)
  • Biglietto ridotto festivo Pomeriggio (sabato, domenica e festivi dopo le 16) 8 euro
  • Biglietto intero feriale 8 euro (sconto del 10% per i possessori abbonamento Ataf)
  • Biglietto ridotto feriale (Over 65, bambini da 4 a 12 anni, militari, soci UISP) 6 euro
  • Biglietto ridotto feriale pomeriggio (escluso sabato, domenica e festivi dopo le 15.30) 6 euro
  • Bambini 0 -3 anni gratis
  • Nuoto libero (dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 10.00 e dalle 18:45 alle 20:15) 3 euro
  • Lettino 4 euro

Nel prezzo è compreso il servizio spogliatoi e guardaroba.  È obbligatorio l’uso della cuffia. Per informazioni sulla piscina Le Pavoniere è possibile chiamare il numero di telefono 334 5210999, mentre per il ristorante delle Pavoniere il numero 366633 0581.

Sempre sul fronte delle piscine, a Firenze ha riaperto per la balneazione estiva anche la Costoli.

Inaugurati il giardino e il murales di Duccio Dini

È proprio qui che ha trascorso l’adolescenza  insieme agli amici, tra giochi e sorrisi: alla periferia di Firenze, tra via Andrea di Bonaiuto e via Ambrogio di Baldese, nasce il giardino di Duccio Dini, con un murales dedicato al giovane travolto e ucciso da un’auto il 10 giugno 2018 su via Canova, durante un inseguimento a tutta velocità.

L’inaugurazione ufficiale dell’opera, realizzata dall’artista Leonardo Borri, e l’intitolazione dello spazio verde, a poca distanza dalle scuole Meucci e Galilei, si sono svolti domenica 2 giugno 2019, a quasi un anno dalla tragedia. Presenti anche i familiari di Duccio.

Il giardino e il murales di Duccio Dini

Davanti al colorato murales grande  6 metri per 3 che raffigura il volto di Duccio Dini ha preso posto un memoriale: 17 cubi di cemento, 17 come gli amici della “compagnia” di cui faceva parte il giovane, che possono essere usati come sedute dai frequentatori del giardino.

Giardino Duccio Dini Quartiere 4

“Siamo felici e orgogliosi di aver accolto l’idea degli amici e dei genitori di Duccio – ha commentato il presidente del Quartiere 4 di Firenze, Mirko Dormentoni – sarà un luogo della memoria di un ragazzo normale e straordinario allo stesso tempo, dell’amicizia, della socialità e della capacità della nostra comunità di essere solidale e di guardare al futuro fiduciosa, nonostante tutto”.

Il progetto per l’area verde è stato curato interamente dall’associazione Duccio Dini onlus, creata dagli amici del giovane per sostenere la famiglia durante il processo ai responsabili della morte del 29enne. L’inaugurazione del giardino di Duccio Dini inizialmente doveva svolgersi il 19 maggio, ma è stata rimandata a causa del maltempo.

Murales Duccio Dini inaugurazione

Nardella e la giunta flash: chi sono i nuovi assessori di Firenze

Sei conferme e 3 new entry nella squadra di Palazzo Vecchio. A un giorno dalla firma della proclamazione, ossia l’ultimo atto formale prima di diventare sindaco, Dario Nardella ha ufficializzato i nomi della nuova giunta in tempi “record”: 10 assessori, di cui 4 donne, che amministreranno Firenze per i prossimi 5 anni.

Diamo qualche numero: 6 arrivano dal primo mandato, anche se con un rimpasto delle deleghe, 3 sono i nomi nuovi di cui 2 scelti tra gli eletti nel Consiglio Comunale fiorentino. La prima riunione della nuova giunta comunale è fissata martedì 4 giugno all’Ex 3 di Firenze sud.

La giunta del Nardella bis: chi sono gli assessori del Comune di Firenze

Il sindaco Dario Nardella mantiene per sé le deleghe a attuazione del programma, pianificazione strategica, statistica, smart city, mentre “cede” quella della cultura che durante i primi cinque anni aveva mantenuto. Il braccio destro resta Cristina Giachi: la vicesindaca si occuperà anche di  protezione civile, anagrafe, avvocatura e toponomastica.

Stefano Giorgetti, “l’uomo tramvia”, rimane nel ruolo chiave di assessore alle grandi infrastrutture, mobilità e trasporto pubblico locale, ma rispetto al passato prende in più la delega della Polizia Municipale. Cambia “settore” anche Cecilia Del Re, che diventa assessore a urbanistica, ambiente, agricoltura urbana, tutela del territorio, turismo, fiere e congressi, innovazione tecnologica, servizi informativi.

Confermato inoltre Federico Gianassi che per il “Nardella bis” sarà impegnato su più fronti: bilancio, partecipate, commercio, attività produttive, rapporti con il Consiglio comunale. In questo tetris, Andrea Vannucci “lascia” lo sport e diventa assessore a welfare e sanità, accoglienza e integrazione, associazionismo e volontariato, casa, lavoro, sicurezza, lotta alla solitudine, tradizioni popolari, mentre Sara Funaro avrà le deleghe di  educazione, università e ricerca, formazione professionale, diritti e pari opportunità.

Rientra in giunta anche Alessia Bettini il cui ruolo sarà incentrato su lavori pubblici, manutenzione e decoro urbano, beni comuni, partecipazione, cittadinanza attiva.

Assessori Comune Firenze nomi deleghe

I nuovi nomi tra gli assessori: chi entra

Tra le nuove entrare nella giunta Nardella c’è Cosimo Guccione, rieletto consigliere comunale, che si dedicherà a sport, politiche  giovanili, città della notte. Tommaso Sacchi, la “mente” dell’Estate Fiorentina e dei tanti eventi del Comune, diventa il nuovo assessore alla Cultura e alla moda e design.

Dalla Lista Nardella arriva nella squadra di assessori il campione di preferenze Alessandro Martini, ex direttore della Caritas di Firenze  e toscana (organizzazione e personale, patrimonio non abitativo, efficienza amministrativa, quartieri, rapporti con la Città Metropolitana, progetto Grande Firenze, rapporti con le confessioni religiose, cultura della memoria e della legalità).

Marco Del Panta Ridolfi, ex ambasciatore italiano in Svizzera, inizialmente indicato come assessore ma che per questioni di parità di genere non farà parte della giunta, diventerà un consigliere speciale per relazioni internazionali, politiche europee, attrazione degli investimenti, alta formazione, cooperazione allo sviluppo.

E il Consiglio comunale

Intanto, con l’uscita dal Consiglio comunale dei neo-assessori, si è definita la nuova “geografia” del Salone dei Duecento per i prossimi 5 anni. Qui l’elenco dei nuovi consiglieri comunali di Firenze.

Coquinarius, l’osteria minimal sulla via di Fiesole

Dalla sua terrazza immersa nel verde possiamo scrutare la cupola di Santa Maria del Fiore in una cornice quasi incantata. Non è semplice trovare un luogo magico, magari un po’ in collina, al fresco, con una vista del genere. Eppure il team del Coquinarius di Firenze ha deciso di regalarsi per il ventesimo anno di attività una location in più, oltre a quella di via delle Oche. 

Il nuovo spazio è un luogo storico e appena fuori città, sulla via per Fiesole. Infatti quello che era il ristorante “Le Lance” oggi è diventato la loro succursale in campagna.

Al piano terra nasce un’osteria dall’arredamento minimale ma caldo, mentre nelle terrazze dei piani superiori sono stati rivalorizzati i giardini ed è stato creato uno spazio che permette anche a famiglie con bambini di rilassarsi e divertirsi.

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Coquinarius: due ambienti per due menu distinti

Il Coquinarius presenta due spazi, capaci di accogliere un pubblico fiorentino in orari diversi. Il primo è l’osteria, aperta per pranzo e cena, che è rivolta a persone che vogliano provare una vera esperienza culinaria più ricercata, in cui troveremo ingredienti come ragù di pecora di Campi Bisenzio, fichi di Carmignano, patata rossa di Cetica e maiale grigio del Casentino.

Le terrazze invece sono accessibili dall’ora di pranzo fino alle 21 con un’offerta gastronomica basata più sui taglieri e carne alla brace. Il fil rouge che collega i due ambienti è rappresentato sicuramente dalla carta dei vini, molto diversificata grazie anche alla presenza di etichette provenienti da piccoli produttori della zona e non solo.

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Firenze festeggia le Rampe ritrovate

Un grande coro di bambini vestiti con i colori di Firenze, laboratori, musica, spettacoli di luci e una danzatrice volante che balla appesa a 300 palloncini. Così Firenze festeggia le Rampe ritrovate. E’ andata in scena il 1 giugno la festa (rinviata il 18 maggio per maltempo) offerta da Fondazione CR Firenze per festeggiare il restauro delle Rampe del Poggi. La giornata è iniziata nel pomeriggio con l’esibizione del coro dei bambini del progetto ‘All’Opera’ di Venti Lucenti, seguito dallo squillo delle chiarine e dall’arrivo del Gonfalone. Quindi, il Presidente della Fondazione CR Firenze Firenze Umberto Tombari ha fatto un breve intervento e ha scoperto una targa commemorativa assieme al prefetto Laura Lega. Nello stesso momento è stato aperto il nuovo impianto idrico per l’alimentazione delle vasche e delle fontane e l’acqua, dopo un secolo, ha ricominciato a zampillare.

Tanti fiorentini a salutare le Rampe

“Ringrazio i fiorentini per questa grande partecipazione – ha detto il Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – e siamo grati a tutti coloro che si sono impegnati per il successo di questo restauro. E’ stato un grande lavoro di squadra che, dopo un secolo, ha svelato un luogo magico ed ha dimostrato che si può lavorare assieme e rapidamente per uno scopo comune. Questo è il nuovo modello di Fondazione: un soggetto dinamico e motore di idee, capace di progettare e finanziare grandi operazioni a beneficio del territorio’’.

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Così Firenze festeggia le Rampe ritrovate. Per tutto il pomeriggio  ci sono stati laboratori di costruzione di girandola in carta fiorentina, prove di giocoleria, funambolismo e semplici acrobazie, esibizioni musicali con la Scuola di Musica di Fiesole, spettacoli di circo contemporaneo. Operatori specializzati hanno accompagnato il pubblico a visitare le Rampe restaurate e per l’occasione sono stati aperti i giardini del Quartiere di San Niccolò: il Giardino Bardini, il Giardino delle Rose e il Giardino dell’Iris. Grande attesa anche per lo spettacolo notturno, previsto alle 21.30,  ‘La fontana ritrovata’, un racconto di immagini, suoni ed emozioni con la direzione artistica di Roberto Malfatto e lo show di una danzatrice volante.

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Fiorentina, al via le trattative per la cessione della società

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Si è svolto il Consiglio d’amministrazione della Fiorentina. La famiglia Della Valle ha dato notizia dell’esistenza di un processo, attualmente in corso, finalizzato alla cessione della Società, che, qualora andasse in porto, potrebbe garantire alla Fiorentina un nuovo assetto azionario nel più breve tempo possibile.
Preso atto di queste comunicazioni, il Consiglio, nella sua interezza ha rimesso il proprio mandato nelle mani della proprietà.

I possibili compratori

Da New York il magnate americano Rocco Commisso ostenta serenità. È certo di avere tutte le carte in regole per poter diventare il nuovo padrone della Fiorentina entro la fine di giugno. In città però ha preso consistenza anche l’ipotesi che possa esserci stata, negli ultimi giorni, un’iniziativa da parte de fondo del Qatar legato ad Al Thani, attuale proprietario del Paris Saint Germain. Si aspetta, nei prossimi giorni, notizie certe sulle trattative in corso.