lunedì, 6 Luglio 2026
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Kelp, kelp! Le fiamme, i sospetti e quel grido d’aiuto

Riprendiamo il commento pubblicato sul profilo facebook di Jacopo Cecconi, giornalista fiorentino inviato del Tg3 sulla strage dei braccianti arsi vivi ad Amendolara in Calabria.
Taj Mohammad, immediatamente ribattezzato Bruce Willis dalla mia troupe, quando parla, non si capisce quasi nulla.
Sicché non è che sia facile, anche per chi fa le indagini, capire perché gli abbiano dato fuoco insieme ai suoi colleghi.
Non sa né l’italiano né l’inglese. È un Pashtun dell’Afghanistan. A casa sua non c’era linea e non si poteva usare nemmeno google translate. Del resto più di una mezzoretta non si poteva stare, perché c’avevamo da fare una diretta.
Si è capito solo, da lui e dall’altro suo amico superstite, Azmat, detto a sua volta Johnny Depp, che erano regolari in Italia (avevano la carta d’identità) ma qui in Calabria avevano lavorato per un po’ in nero, poi forse avevano avuto un contratto, ma insomma non venivano pagati e invece dovevano pagare loro in anticipo i due pachistani per la casa e il trasporto. Insomma, per qualche motivo, certamente economico, si erano ribellati.
Anche perché i due pachistani arrestati Bruce li definisce, stavolta con perfetta padronanza linguistica: “Mafia, mafia, mafia, capito? Mafia”. Sostiene anche di averli visti trafficare in droga.
Ieri alla conferenza stampa in questura qualcuno ha avanzato pubblicamente l’ipotesi che non sia vero nulla, che anche lui fosse un complice, perché sennò come faceva a salvarsi uscendo dal bagagliaio mentre la macchina bruciava. Questore e procuratore si sono guardati allibiti, perché non esiste nessuna ipotesi del genere attualmente. Ma ho sentito diverse persone, anche in paese, nei bar, fare questo discorso.
Quelli, chissà che combinano.
Non sarà mica che magari anche Bruce è un tipaccio e che magari non si tratta di una vittima di caporalato ma di un caporale a sua volta?
Non ce la racconta giusta quel Bruce.
Quindi attenzione. Se c’è un video che ti ritrae dentro una macchina, peraltro nel posto centrale del sedile posteriore, con due tizi che ti coprono di benzina e ti danno fuoco, ti si vede lottare per riuscire a tenere il bagagliaio aperto e poi esci da lì con una frattura alla mano e ustioni su gambe e braccia, non per questo si deve presumere che tu sia una vittima.
Forse perché essendo tu Bruce Willis, comunque, i tuoi nemici, cioè in realtà i tuoi amici, lo sapevano che tu saresti in qualche modo riuscito a uscire dalla Trappola Di Cristallo e dall’Armageddon messi insieme. Ti hanno solo fatto un assist per permetterti di passare da eroe. Quelli lì, sai, chissà che combinano.
Ora, magari verrà fuori che Bruce ha degli scheletri nell’armadio, non lo so. Può essere eh, come tanta altra gente, del resto.
Ma intanto stava dentro il minivan, c’è il video. Chiedersi cosa aveva fatto lui, ammesso che ci sia un qualunque indizio per sospettare qualunque cosa, è un po’ come chiedere a una vittima di violenza cosa aveva fatto per meritarsela. Anzi, è esattamente questo.
Intanto posso testimoniare un retroscena. Mentre stavamo uscendo di casa, Bruce e l’amico suo, a gesti e inglese smozzicato, ci hanno disperatamente chiesto aiuto.
Kelp, kelp!
Ho fatto capire che certamente, il sevizio in tv serviva proprio per aiutarli, renderli visibili, far sapere il dramma della loro storia.
Insistevano.
Il cameraman mi ha preso da parte e mi ha detto: guarda che secondo me vogliono quattrini.
Mi sono sentito molto scemo. Questi non riscuotono da due mesi, si sono fatti dare fuoco dalla disperazione, certo che non avranno una lira per mangiare. E infatti in casa non c’era lo straccio di una scatoletta di tonno o di barattolo di fagioli, un mezzo panino. Nulla.
Sono andato allora da Bruce e da Johnny e ho cercato di fargli capire che avevo lasciato il portafogli in macchina, ma che se avevano bisogno di 20 euro per fare la spesa glieli sarei andati a prendere.
Non capivano.
Ho tirato fuori le tasche dei pantaloni, facendo vedere due monete.
Non hanno esitato un millisecondo, non si sono nemmeno guardati fra loro.
Hanno alzato le mani e detto subito: no. In una qualche lingua, mi hanno detto inequivocabilmente: “Ci mancherebbe”.
Questa richiesta di Kelp Kelp non voleva dire che volevano soldi. Volevano protezione, lavoro retribuito, comprensione, un posto dove andare dopo che tutto intorno è andato in fiamme, letteralmente. Una presunzione di innocenza, almeno per chi è vittima.
Spero che la trovino.
Poi magari sono dei poco di buono, chi può dirlo. Io che li ho guardati negli occhi non ci credo, ma soprattutto, di fronte a un tentato omicidio subíto, questo non è rilevante.
(Foto tratta dal profilo facebook di Jacopo Cecconi)

Nuova mostra al Rifugio Digitale: “Invisible Matter” di Giuliana Cunéaz

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Il 4 giugno prende il via una nuova mostra al Rifugio Digitale: è Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences, personale di Giuliana Cunéaz, artista pioniera della Media Art italiana,

La nuova mostra al Rifugio digitale presenta un percorso che incrocia l’immaginario arcaico con i linguaggi del contemporaneo, aprendo un dialogo tra natura, spiritualità e visione tecnologica. L’esposizione, curata da Serena Tabacchi e da Rebecca Pedrazzi con la direzione artistica di Laura Andreini, è realizzata con il supporto di FinecoBank e in collaborazione con Forma Edizioni e sarà visitabile fino al 20 giugno.

La mostra Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences

Invisible Matter. Nahuales, Spirits and Augmented Presences intreccia i due nuclei centrali della più recente ricerca di Giuliana Cunéaz: i Nahuales – spiriti guida della tradizione Maya, figure di matrice animale legate alla relazione tra natura, coscienza e destino individuale – e gli Spiriti – presenze antropomorfe e liminali sospese tra corporeità e mistero, apparizione e dissolvenza, specchio di un’identità interiore mai pienamente definita. Le opere in mostra non descrivono un mondo altro, ma lo fanno affiorare, collocandosi in una zona di confine tra ciò che si offre allo sguardo e ciò che resta da percepire, tra immagine e intuizione, tra visione onirica e materia digitale. Le immagini conservano la qualità instabile delle prime sperimentazioni con l’intelligenza artificiale generativa: una materia visiva attraversata da glitch, imperfezioni e zone di indeterminazione che non vengono occultate, ma accolte come parte integrante del linguaggio poetico dell’artista. Cunéaz non ricerca la perfezione della simulazione, ma uno spazio visivo in cui la figura possa apparire senza mai definirsi completamente. I Nahuales e gli Spiriti emergono così come archetipi mutevoli, visioni sospese tra memoria, immaginario e interiorità, capaci di restituire una dimensione percettiva più profonda e silenziosa.

In un presente dominato da sovrapproduzione di immagini, iperconnessione e accelerazione percettiva, Invisible Matter invita il pubblico a rallentare lo sguardo e a riconoscere nell’invisibile non un’assenza, ma una diversa forma di presenza. La spiritualità evocata dall’artista non è evasione dal reale, ma un modo per ritrovare un rapporto più complesso e autentico con la natura, con il mistero e con la parte più profonda della coscienza umana. In ogni opera, il dialogo con l’intelligenza artificiale genera un territorio di azione condivisa, in cui la sensibilità umana e l’imprevedibilità generativa si modellano reciprocamente.

Chi è Giuliana Cunéaz

Giuliana Cunéaz È un’artista della new media art, nata ad Aosta nel 1959. Diplomata all’Accademia Belle Arti di Torino utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli schermi dipinti. Dall’inizio del 2000 realizza i suoi lavori con la computer grafica. Nel 2004 è stata tra i primi artisti a utilizzare il 3D nell’ambito di una ricerca dove scienza e tecnologia rappresentano i suoi principali ambiti d’indagine. Le sue sperimentazioni coniugano la componente virtuale con quella materica e sono molti i lavori plastici che si sviluppano intorno a differenti ambiti di ricerca. Negli ultimi anni l’immersività ha assunto un aspetto preponderante come dimostra la sua opera filmica su tre schermi I Cercatori di Luce realizzata nel 2021. Dal 2023 utilizza l’intelligenza artificiale con esiti particolarmente innovativi. Giuliana Cunéaz ha esposto in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Le sue opere sono inserite all’interno di prestigiose collezioni pubbliche tra cui la Collezione Quirinale Contemporaneo, il Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano, la Gam di Verona e la Collezione Castello Gamba di Châtillon. Tra le manifestazioni a cui ha partecipato vanno segnalate: Biennale di San Paolo, Tina B. di Praga; Videoformes, Clermont-Ferrand; Biennale di Siviglia Youniverse; Anteprima Torino nell’ambito della Quadriennale di Roma; Project Daejeon, Cina; Madatac Madrid; Festival Internacional de la Imagen a Manizales in Colombia; al CYFEST 15, Yerevan in Armenia e alla Biennale Light Art di Mantova. Molti i luoghi dove ha esposto le sue opere tra cui: Museo Revoltella, Trieste; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Pecci, Prato; Castello Ursino, Catania; Museo Riso, Palermo; Università La Sapienza e Macro Testaccio, Roma; Castello Gamba, Châtillon; Gallerie d’Italia, La Triennale, Studio Museo Francesco Messina, Meet e Casa degli Artisti, Milano; Museo d’Arte, Lugano; Museo Marino Marini, Pistoia; Museo di Storia Naturale, Verona; Museo di Scienze Naturali, Brescia; Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano; Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello; Museo Puškin, Mosca.

Invisible Matter
Giuliana Cunéaz
4 – 20 giugno 2026
mer. – sab. 11.00 – 19.00
Rifugio Digitale, via della Fornace 41 Firenze

Nuova mostra Rifugio digitale

 

Messaggio del presidente della Fiorentina Giuseppe Commisso ai tifosi viola

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Il Presidente della Fiorentina Giuseppe Commisso ha scritto una lunga lettera ai tifosi della Fiorentina ha ripercorso le tappe della stagione. Dalla volontà di lottare per grandi traguardi al rischio retrocessione. Una lettera aperta che getta le basi per il futuro.

I passi salienti

Una stagione difficile, contrassegnata anche dalla scomparsa del padre Rocco. “Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi”.

Importante il passaggio sulla scomparsa del padre Rocco: “Per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. Commisso. Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente” e ha poi sottolineato che “nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza. Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello”. Chiaro il riferimento all’arrivo di Fabio Paratici.

La lunghissima lettera prosegue poi con i ringraziamenti per il lavoro fatto in questi mesi. Un ringraziamento al direttore generale Alessandro Ferrari e all’allenatore Paolo Vanoli. Infine, un messaggio ai tifosi viola: “La salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina. Deve essere il punto da cui rialzarci. Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio – e ha ricordato Giuseppe Commisso – credete nella Fiorentina. Credete nel lavoro. Credete nei giovani che stanno crescendo con questi colori. Credete nelle fondamenta che stiamo costruendo. Credete che il dolore possa diventare forza, che l’unità possa diventare progresso e che Firenze possa sempre dare bellezza e significato a questi colori. Mai divisi. Mai rassegnati. Sempre Viola”.

Foto tratta dal sito web ufficiale della Fiorentina.

La Città dei lettori 2026: tutti gli ospiti del festival letterario

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La Città dei lettori 2026 da mercoledì 3 a domenica 7 giugno porterà anche quest’anno a Firenze alcune tra le voci più autorevoli della letteratura italiana e internazionale.

La manifestazione di Fondazione CR Firenze a cura di Associazione Wimbledon APS, con la direzione artistica di Gabriele Ametrano, propone 40 eventi con 75 ospiti in 5 giorni di incontri, presentazioni, talk e reading tra il Teatro della Pergola e Villa Bardini.

Qualche nome? Emmanuel Carrère, Kiran Desai, Concita De Gregorio, Csaba Della Zorza e Lella Costa sono solo alcuni degli ospiti principali della nona edizione del festival letterario.

La Città dei lettori 2026: inaugurazione al Teatro della Pergola con Emmanuel Carrère

La Città dei lettori 2026 si inaugura il 3 giugno alle ore 21 al Teatro della Pergola con una serata d’eccezione dedicata a Emmanuel Carrère, in dialogo con Valerio Aiolli. Lo scrittore francese — uno degli autori più amati e seguiti dal pubblico italiano — presenta Kolchoz (Adelphi), il suo libro più intimo e insieme più corale: un grande romanzo familiare che intreccia la morte della madre Hélène Carrère d’Encausse — storica dell’Unione Sovietica e segretaria perpetua dell’Académie française — con le radici russe e georgiane della famiglia, quattro generazioni ricostruite attraverso archivi, ricordi e una lingua capace di tenere insieme memoria, cronaca e confessione. Vincitore del Prix Médicis 2025, Kolchoz è anche una riflessione sull’Europa e sulla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina: la genealogia privata diventa chiave per leggere il Novecento e il presente.

La Città dei lettori 2026: gli appuntamenti principali a Villa Bardini

Dal 4 al 7 giugno, a Villa Bardini (ingresso da Costa San Giorgio 2), il festival si snoda in una sequenza di incontri di altissimo livello.

Tra gli eventi più attesi, venerdì 5 giugno alle 18.30, dopo i saluti istituzionali, la Terrazza di Villa Bardini ospiterà il primo appuntamento pubblico con i cinque finalisti del Premio Strega dopo la selezione ufficiale, insieme a Roberta Scorranese, un momento diventato ormai un rito del festival e molto atteso dagli appassionati.

La chiusura, domenica 7 giugno alle 18.30, è nel segno dei 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi. Lella Costa leggerà alcuni passi del libro Pinocchio. Il capolavoro della letteratura, oggi tra i libri più tradotti nel mondo, affronta profondità universali: la bugia come fake news, la disobbedienza come atto di crescita, la verità come sola via alla salvezza. Al Festival La città dei lettori questa lettura unisce anche idealmente i due festival letterari di Villa Bardini, entrambi con la chiusura del programma dedicata alla storia di crescita del burattino e poi bambino Pinocchio.

Tra i focus 2026, la sinergia culturale e ideale con la mostra fotografica in corso a Villa Bardini “Firenze ’50 ’60 ’70”, a ingresso gratuito per tutti i partecipanti al festival.
Centrali anche il benessere e lo sport, con l’intento di coinvolgere ancora più lettori e lettrici dai gusti e passioni molteplici.

Il programma nel dettaglio de La Città dei lettori 2026

Tra i momenti centrali, il 4 giugno alle ore 18 Kiran Desai vent’anni dopo il Booker Prize, torna con un affresco monumentale: due giovani indiani emigrati negli USA cercano il proprio posto tra culture diverse, famiglie oppressive e la solitudine di chi si ritrova in bilico tra due mondi (già nella longlist del Booker Prize 2024). A seguire, alle ore 19, Concita De Gregorio presenta La cura (Einaudi). Partendo dalla propria diagnosi di tumore al seno nel 2022, la giornalista e scrittrice costruisce una sinfonia di voci che racconta l’esperienza della malattia come scoperta di un’umanità condivisa: la cura come gesto concreto e costitutivo dell’esistenza.

Nel programma del 5 giugno, alle ore 17,30 il confronto tra due voci dell’Est europeo. La scrittrice slovacca trapiantata in Italia Jana Karšaiová con Io non parlo russo (Feltrinelli), e l’autrice polacca Paulina Spiechowicz con Mentre tutto brucia (Nutrimenti) raccontano con intensità l’identità sradicata, la guerra, la lingua come patria e ferita.

Il 6 giugno si terranno due degli eventi più densi del festival. Alle ore 11.30, in collaborazione con il PEN Centre Roma, il talk Chi ha paura della voce degli scrittori? con Teresa Ciabatti, Giorgio van Straten e l’avvocato Catia Tomasetti, un confronto sulla libertà di espressione letteraria, i limiti imposti dalla legge e il diritto degli scrittori a dare voce alla propria esperienza, anche quando riguarda persone reali. Alle ore 18.30 Dante Globale con Claudio Giunta, Paolo Nori e Vittorio Cappozzo, in collaborazione con la casa editrice Olschki che festeggia i suoi 140 anni. Una riflessione sul Dante universale con tre voci autorevoli, ognuna con il proprio sguardo, per capire perché la Commedia continua a parlare al mondo.

Sabato 6 e domenica 7 giugno le giornate si aprono con le sessioni di Yoga tra le righe sul prato della villa con Ilaria Castellino: di particolare interesse sarà la prima giornata – 6 giugno – con ospite Felicia Cigorescu, curatrice artistica ma anche attivista per i diritti umani. La pratica yoga e la meditazione si svolgerà con tena “Sul femminile”.

Sempre il 6 giugno, spazio allo sport e al benessere. Alle ore 12, Prando Prandi e Sergio Zorzi saranno protagonisti del talk “Il mio rugby ed i suoi fili invisibili” (Piazza Editori) con Simone Favaro, ex capitano della Nazionale Maschile Italiana di Rugby. Alle ore 17, l’omaggio alla ACF Fiorentina per i 100 anni dalla sua fondazione con la trasmissione Archivi Polverosi, un tuffo nel passato glorioso attraverso le storie, le immagini e le emozioni, con la guida di uno dei più grandi cronisti sportivi, Alberto Polverosi, del giornalista Giacomo Guerrini, parteciperanno l’ex nuotatore e pallanuotista Gianni De Magistris e l’ex calciatore Moreno Roggi. Domenica 7 giugno alle ore 17 sarà presentato in anteprima il romanzo di Gabriella Zalapì Ilaria o la conquista della disobbedienza (Gramma Feltrinelli). Già pubblicato in Francia nel 2024, il libro ha trovato ampia risonanza internazionale grazie alla storia di una bambina di 8 anni che fugge con il padre in un’Italia percorsa da Nord a Sud, tra lingue dialettali, misteri familiari e la conquista, faticosa, della propria libertà. A seguire, Csaba della Zorza con Io sono Adele (Marsilio): come già ne La governante, Della Zorza esplora con lucidità e sensibilità la condizione femminile contemporanea, il desiderio di cambiare, scegliere e ricominciare, in un romanzo che coniuga eleganza narrativa e profondità emotiva.

E ancora: sabato 6 alle ore 9 in programma Quando l’Arno oltrepassò la spalletta con Lorenzo Degl’Innocenti e Marco Vichi, camminata dalla Biblioteca Nazionale a Villa Bardini con le letture delle pagine del Commissario Bordelli; dalle 10.30 la lectio di Luca Starita Aldo dopo Palazzeschi, Gianluca Meis in Un graffio elegante. Paolo Poli e l’arte della leggerezza (edizioni graphe.it), ritratto di uno dei più originali e indomabili attori del teatro italiano del Novecento, Nina Gigante con Supernova (Aboca), romanzo sull’energia vitale e sulla forza di ricostruirsi dopo una catastrofe personale, Andrea Costantini e Daniela Merigliano con Ho sognato chi sono (Franco Angeli Editore), diario onirico di un uomo che si confronta con la psicoterapia per capire qualcosa di più di sé stesso, Randa Ghazy con L’occidente è morto a Gaza (Solferino), un saggio-denuncia sulla crisi di valori dell’Occidente di fronte al conflitto a Gaza, firmato dall’autrice italo-egiziana diventata nota giovanissima con il romanzo Sognando Palestina. Alle ore 15 Silvia Dal Prà con Brillare (Mondadori), romanzo sulla visibilità, l’ambizione e il prezzo del successo nel mondo contemporaneo, Leonardo Mendolicchio con Diventerai uomo (Mondadori), in cui il noto psichiatra esperto di disturbi del comportamento alimentare maschile esplora la costruzione dell’identità virile e i suoi nodi problematici, tra aspettative sociali, corpi e salute mentale. Alle ore 16 Elvira Seminara nel Lunario dei giorni insonni (Einaudi), un libro che esplora l’insonnia come condizione esistenziale e stato creativo. E ancora: Emanuela Apicella con La tavola bandita. Genitori e famiglie nella cura dei disturbi alimentari (Roi Edizioni), una guida preziosa per genitori e famiglie che si trovano ad affrontare i disturbi del comportamento alimentare, mentre alle ore 16.30 Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, racconta il proprio percorso umano e letterario in Romanzo privato (Mondadori). Alle ore 17.30 si parlerà anche di moda con Maria Luisa Frisa e il suo nuovo saggio Il corpo alla moda (Einaudi) che ci insegnerà a guardare i vestiti non solo per come ci stanno, ma per ciò che ci chiedono di diventare.

Domenica 7 alle ore 11 in programma Carla Maria Russo con Il velo di Lucrezia (Neri Pozza), romanzo storico ambientato nel Rinascimento italiano che dà voce a Lucrezia Borgia come mai prima, non il mostro della leggenda nera, ma una donna intelligente e coraggiosa intrappolata nelle trame di potere della sua famiglia. La poetessa e scrittrice Laura Pugno esplora il confine tra corporeo e incorporeo, tra vita e morte, in una riflessione che attraversa la poesia, la narrativa e il pensiero filosofico ne L’oltre (Il Saggiatore), Caterina Battilocchio con La guardiana (Garzanti) si muove tra il thriller e la letteratura d’indagine, la giornalista scientifica Eliana Lotta con La mente radiosa (Sonzogno) esplora i meccanismi del cervello per scoprire come mantenerlo brillante e resiliente attraverso scelte di vita consapevoli.

Gli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola come tentativo per mettere ordine nel caos degli affetti, per avvicinarsi a Dio e agli altri, saranno al centro dell’incontro con Sebastiano Nata Esercizi di saggezza (Frassinelli), mentre il linguista Federico Faloppa e e la sociolinguista Vera Gheno si confronteranno sull’uso delle parole come armi e come strumenti di pace in Disarmare il discorso (effequ). E ancora: Umberto Marino sarà presente con Tennis (MdS Editore), racconto divertente e appassionato del tennis come metafora di vita, tra agonismo, socialità e riflessioni sui grandi campioni, Antiniska Pozzi in Tanto domani muori (Harper Collins), si cimenta in un romanzo ambientato negli anni ’70 in cui una famiglia consuma la propria esistenza nella periferia di Milano, all’ombra di sogni e disgrazie preannunciate, mentre Antonio Fusco ne L’inferno che è dentro di me (Giunti) porta in scena il commissario Casabona tra indagini, atmosfere cupe e riflessioni sul male che ciascuno porta dentro di sé.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su fondazionecrfirenze/fondazioneperte e www.lacittadeilettori.it

Lorenzo Becattini, per la Festa della Repubblica è uscito “Aspettando l’Italia”

In occasione della Festa della Repubblica, Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera, firma testo e musica di “Aspettando l’Italia”, un brano interpretato da Gianpaolo Cionini e disponibile dal 2 giugno sulle principali piattaforme digitali attraverso DistroKid.

Accompagnata dall’immagine realizzata dall’artista Franca Pisani, la canzone di Lorenzo Becattini propone una riflessione civile sull’identità nazionale e sul significato dell’essere comunità, a ottant’anni dal referendum che sancì la nascita della Repubblica.

“Insomma, l’Italia è finita nei nomi dei partiti ma forse dobbiamo ancora coltivare una speranza di farla davvero”, afferma Becattini, sintetizzando il messaggio del brano.

“Aspettando l’Italia” è infatti un invito a guardare oltre le divisioni e a riscoprire i valori condivisi che hanno accompagnato la storia repubblicana del Paese.

Con questo progetto musicale, Becattini torna a coltivare la sua passione per la canzone d’autore, scegliendo una data simbolica come il 2 giugno per proporre una riflessione sul presente e sul futuro dell’Italia, tra memoria, partecipazione e speranza.

  • La canzone di Lorenzo Becattini si può ascoltare a questo link

Aperto il nuovo ponte sull’Arno intitolato alle sorelle Nencioni

Ha aperto il nuovo ponte sull’Arno a Firenze, che mette in collegamento Bellariva e il Parco dell’Anconella.

Il nuovo ponte è stato imaugurato ufficialente sabato 30 maggio con una passeggiata aperta a tutti i cittadini.

Il nuovo ponte è stato intitolato a Caterina e Nadia Nencioni, le due giovani sorelle tra le vittime della strage dei Georgofili.

L’apertura del nuovo ponte sull’Arno, il primo aperto dopo quasi 50 anni, realizzato nell’ambito della linea tranviaria per Bagno a Ripoli tra Bellariva e il Parco dell’Anconella e Gavinana è stata una festa .

In tanti hanno deciso di accettare l’invito della sindaca Sara Funaro per una passeggiata pre-apertura al traffico, da via di Villamagna al lungarno Colombo, dove si è svolta la cerimonia di intitolazione del ponte a Caterina e Nadia Nencioni. Un nome deciso dai fiorentini e dalle fiorentine che hanno risposto al sondaggio lanciato dalla sindaca e che testimonia come le sorelle siano ancora nel cuore della città. Sulle targhe (sono due collocate su entrambi i lati) si legge “Ponte Caterina e Nadia Nencioni vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili”.

Tra le istituzioni presenti sul posto oltre alla sindaca Funaro, il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio, l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti, l’assessore regionale alle Infrastrutture Filippo Boni. Presenti, oltre ad altri assessori della giunta Funaro e della giunta regionale, anche i presidenti del Quartiere 2 Michele Pieruidi e la presidente del Quartiere 3 Serena Perini, e vari consiglieri comunali e di quartiere. Sono intervenuti inoltre i familiari delle piccole Nadia e Caterina Nencioni e l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili.

Ad annunciare l’apertura del nuovo ponte sull’Arno erano stati sui rispettivi canali social, la sindaca di Firenze Sara Funaro e l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio.

“Ci vediamo sabato alle 11.30, lato via di Villamagna, per attraversare insieme il nuovo ponte per la prima volta” scrive sulla sua pagina instagram la sindaca di Firenze Sara Funaro.
“In questa prima fase – aveva fatto sapere la sindaca – saranno aperte due corsie su tre, una per senso di marcia, e uno dei due percorsi pedociclabili, lato Viadotto Marco Polo, mentre proseguiranno gli ultimi lavori di completamento e rifinitura”.
“Ci siamo: apriamo il nuovo ponte – aveva scritto sulla sua pagina instagram l’assessore alal mobilità del Comune di Firenze Andrea GiorgioSabato ore 11.30 in via di Villamagna per caminare tutti insieme sul nuovo ponte, finalmente”.
La scelta di intitolare il nuovo ponte sull’Arno alle sorelle Nencioni era arrivata al termine del sondaggio che era stato lanciato dal Comune di Firenze per coinvolgere i cittadini nella definizione del nome della nuova infrastruttura, in cui erano state proposte alcune figure femminili che hanno segnato la storia della città e del Paese.

La Fiorentina Primavera è campione d’Italia

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La Fiorentina Primavera è campione d’Italia. Un successo ottenuto battendo (2-1) il Parma nella al Viola Park. Un trionfo che arriva dopo 43 anni dato che l’ultimo titolo era datato 1983.

La partita

La finale è stata decisa da un rigore trasformato da Braschi e poi dal raddoppio, nel secondo tempo, firmato da Kouadio. Due giocatori che hanno già vestito la maglia della prima squadra. Nel finale il Parma ha accorciato le distanze con la rete di Mikolajewski a ridosso del 90’. Poi l’assalto finale con i giovani giocatori viola che sono però riusciti a contenere le sfuriate dei ducali fino al fischio finale con l’apoteosi per i tanti tifosi accorsi al Viola Park. Un successo importante che lenisce, in parte, la delusione per una stagione, quella della prima squadra, al di sotto delle aspettative.

I commenti

Il presidente della Fiorentina, Giuseppe Commisso: “Mio padre sarebbe orgoglioso di voi. Congratulazioni – ha detto il presidente della Fiorentina Giuseppe Commisso – alla nostra Fiorentina Primavera per la vittoria del Campionato. Per la prima volta dal 1983, la Fiorentina ha riportato questo titolo a casa – ha continuato Commisso – e sono molto orgoglioso dei nostri giovani giocatori, dello staff tecnico e di tutti coloro che, all’interno del club, hanno contribuito a rendere possibile questo storico risultato. Questa vittoria dimostra la forza del nostro settore giovanile, talento che stiamo costruendo e il futuro in cui crediamo alla Fiorentina. So – ha concluso Giuseppe Commisso – che Rocco sarebbe molto orgoglioso di tutti voi. Un applauso speciale a tutte la squadra Primavera, avete reso orgogliosa tutta la Fiorentina”.

Anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro ha celebrato il successo con un messaggio sui suoi profili social. “Dopo 43 anni la Fiorentina Primavera torna a essere campione d’Italia. – si legge nel post – Un traguardo straordinario che riempie di orgoglio Firenze e tutti i tifosi viola. Complimenti ragazzi, allo staff e alla società per una vittoria costruita con talento, impegno e passione”.

Foto tratta dalla pagina Facebook dell’ACF Fiorentina

Celebrazioni per il 2 giugno a Firenze

Festa della Repubblica: ecco cosa prevede il programma delle celebrazioni per il 2 giugno a Firenze, in piazza della Repubblica e piazza della Signoria.

Martedì 2 giugno 2026 si celebra l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, ricorrenza che commemora il referendum del 2 giugno 1946 con cui il popolo italiano e, per la prima volta anche le donne, scelse la forma repubblicana di governo.

Celebrazioni per il 2 giugno a Firenze: il programma

  • Dalle 9 fino al 12 giugno esposizione della mostra “Marianne d’Italia” nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio.
  • Alle ore 10, in piazza della Repubblica, si tiene l’alzabandiera solenne.
  • Alle ore 10:30, in piazza della Signoria, si svolge la celebrazione ufficiale della ricorrenza. Al termine della cerimonia, il Prefetto procede alla consegna delle onorificenze conferite dal Capo dello Stato.
  • Alle ore 18, sempre in piazza della Signoria, è in programma la proiezione del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi.
  • Alle ore 20:45, in piazza della Signoria, viene trasmessa la diretta RAI dello spettacolo I volti della Repubblica – 80 anni dal Referendum, in collegamento dalla piazza del Quirinale di Roma.

Lumen: al via la stagione estiva 2026 con il Festone

Prende il via ufficialmente con il Festone la stagione estiva 2026 di Lumen, il progetto di rigenerazione urbana su base culturale che sorge vicino al Parco del Mensola, gestito dall’APS Icchè Ci Vah Ci Vole.

Per celebrare l’opening 2026, da venerdì 29 maggio a lunedì 1 giugno ci saranno musica live, intrattenimento e laboratori.

In occasione del Festone, realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze, nelle serate di venerdì 29 e sabato 30 maggio, LUMEN e at – autolinee toscane mettono a disposizione del pubblico una navetta gratuita per raggiungere via del Guarlone: il servizio di trasporto sarà attivo dalle ore 22 alle 3 di notte e collegherà Piazza Beccaria a Lumen.

In occasione della presentazione della stagione 2026 di Lumen è stata anche inaugurata l’opera di Moradi Il Sedicente La formica di Lumen, animale guida e simbolo dello spazio rigenerato.

01 La formica di LUMEN realizzata da Moradi Il Sedicente

Festone: il programma dell’opening Lumen

Venerdì 29 maggio

11:30-22:30 Orchestra Abballak (Garden Stage)
17-20 Kinderdisco by Bosconi (Serra Bianca)
18-20 Laboratorio The Florentiner Kidz (Lab Area)
20-21 Wub The Bass Jam (Jungle Stage)
23 Numa Crew feat. Ensi e Riko Dan (UK) (Jungle Stage)

Sabato 30 maggio

18 Laboratorio “Tracce, mappare la cultura a Firenze Proto Vr
18-19:30 Solo per Voice (Garden Stage)
19:30/21 Circo Passe Passe (Chill Area)
21 Aldolà Chivalà (Garden Stage)
22 Fiati Sprecati (Garden Stage)
22:30 Tonino 3000 (Garden Stage)
23:30 Hachiko Sarabamba (Jungle Stage)

Domenica 31 maggio

15-17:30 Mirko Roppolo Dj-set (Garden Stage)
18 Laboratorio Arteterapia – Flores (Lab Area)
19:30 Coro Femina (Garden Stage)
20 Circo Baraonda (Chill Area)
21 La Nova Beat Orchestra (Garden Stage)
22/00 Flesh Orchestra, interactive live (Jungle Stage)
22:30 Carro Bestiame (Garden Stage)

Lunedì 1 giugno

Dalle 18 in Serra Bianca:
•⁠ Mimmy (dj-set)
•⁠ ⁠Cantefunk (dj-set)
•⁠ Tres (dj-set)

Dalle 21 sul Garden Stage:
•⁠ Corda (live)
•⁠ Amine Ezzalzouli & Friends (live)
•⁠ Tommi Agnello Trio (live)

Dalle 23 nel Jungle Stage:
•⁠ Junior+Arma Mac+ Ciori dj-set

Urban Pulse e l’incubatore di comunità

Quest’anno, Lumen rafforza il suo ruolo di incubatore grazie ad Urban Pulse, progetto sperimentale promosso e finanziato dal Comune di Firenze e inserito nell’ambito di “Risonanza periferiche” dell’Estate Fiorentina. Saranno ospitate le attività di 13 associazioni del territorio (Colore, Fi gioca, Ants, Codesign, Isidora, Fiori, Annibale, Dedalo, Saturnia, Icché Ci Vah Ci Vole, Autentica, Super terrestre, Bright), confermandosi hub nevralgico per la vitalità culturale fiorentina.

L’iniziativa trasformerà lo spazio Lumen in un vero e proprio hub culturale vivo e pulsante, proponendo un programma corale dal forte respiro internazionale con musica, arte, cinema e eventi multidisciplinari. Il lunghissimo cartellone musicale ospiterà nomi di assoluto prestigio della scena globale e nazionale: dal rapper Ensi che aprirà il Festone (29 maggio) a Super Jet Kinoko di Osaka (12 giugno), al celebre duo Dengue Dengue Dengue con Isidora (19 giugno), passando per Bassolino (1 luglio) e Cisco (Modena City Ramblers, 12 luglio) e icone indiscusse del clubbing come Francesco Farfa con Eteria (7 giugno, 5 luglio e 27 settembre). La produzione artistica, la cui direzione volutamente plurale e collegiale non è riconducibile ad un singolo individuo ma viene rappresentata dalle molteplici realtà che animano il territorio, si propone come una vera e propria ‘palestra’ per le giovani generazioni. Tra le altre realtà locali protagoniste della stagione 2026: Numa Crew (29 maggio e 3 luglio), Lattex (20 giugno con Fabrizio Mammarella e 11 luglio) e Saturnia (21 giugno), tra i collettivi più virtuosi che ha già dato spazio a 15 band under 21, garantendo un ricambio generazionale essenziale per la scena artistica.

Servizio navetta gratuito LUMEN / at – autolinee toscane, mobility partner ufficiale

Lumen rinnova anche per la stagione 2026 la collaborazione con at – autolinee toscane, mobility partner ufficiale dello spazio estivo e società che gestisce il trasporto urbano ed extraurbano su autobus in tutta la Toscana. Nelle serate con maggiore affluenza sarà nuovamente attivo il servizio navetta gratuito verso il Lumen, pensato per garantire a tutti gli ospiti una modalità di spostamento sostenibile, comoda e sicura per raggiungere lo spazio senza utilizzare il proprio mezzo.

La stagione 2026 di Lumen

La stagione 2026 si apre con un ricco calendario di attività dedicate a bambini, famiglie e benessere della persona. Tra le proposte in programma, numerosi laboratori dedicati al corpo e al movimento, dal pilates alla Gyrokinesis®️. Particolare attenzione sarà dedicata ai centri estivi 2026 progettati come luoghi educativi immersi nel verde, dove i bambini potranno riscoprire il dialogo, la creatività e la relazione con l’ambiente naturale.

Anticipazioni di agosto/settembre/ottobre

Quest’anno lo spazio estivo polivalente chiuderà dal 10 al 19 agosto compresi, mantenendo nelle altre settimane del mese una ricca offerta di attività per chi passerà il mese in città. Il Lasciati Fiorire Festival tornerà dal 28 al 30 agosto mentre Copula Mundi dal 31 agosto al 6 settembre. Da metà settembre a fine ottobre sarà aperto ogni venerdì, sabato e domenica.

Tutti gli appuntamenti in calendario sono ad ingresso gratuito con tessera associativa da sottoscrivere presso Lumen o sul sito https://lumen.fi.it/

Aperitivo e cena al Lumen

A Lumen è possibile fermarsi anche per aperitivo o cena grazie al ristorante estivo che si sviluppa nell’area condivisa, dove poter scoprire e gustare pietanze e bevande realizzate con materie prime di qualità a km0: nasce così un menù stagionale come gli ingredienti utilizzati, garantendo freschezza e qualità dei prodotti utilizzati. Lumen è inoltre completamente plastic free, con accesso gratuito all’acqua potabile e l’adozione di materiali computabili e riciclati. All’ingresso sarà possibile acquisire un bicchiere riutilizzabile (con cauzione di 1 euro che verrà restituita all’uscita).

Come arrivare a Lumen in bus

È possibile raggiungere Lumen per partecipare alle attività diurne e serali, oltre che con i propri mezzi, anche utilizzando le linee di at – autolinee toscane 14 e 20 che hanno le fermate a pochi minuti dallo spazio estivo.

Architettura sostenibile: oggi a Firenze la lecture di Vo Trong Nghia

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Architettura sostenibile, naturale e rigenerativa: venerdì 29 maggio al Teatro Nazionale di Firenze si terrà la lecture di uno degli architetti più influenti e visionari della scena contemporanea internazionale. La conferenza “Mindful Architecture”, in programma alle ore 18, avrà per protagonista l’architetto vietnamita Vo Trong Nghia, fondatore dello studio internazionale VTN Architects.

L’incontro sarà introdotto da Marco Casamonti, founder di Archea Associati e direttore editoriale di AREA – Rivista internazionale di architettura e arti del progetto, che ha dedicato un importante approfondimento al lavoro di Vo Trong Nghia all’interno del numero monografico AREA 179.

La “Mindful Architecture” tra sostenibilità ambientale e meditazione

Nel corso della conferenza, Vo Trong Nghia presenterà una riflessione sul concetto di “Mindful Architecture”, un approccio progettuale che unisce sostenibilità ambientale, meditazione, consapevolezza e qualità dello spazio costruito. Per l’architetto vietnamita, infatti, l’architettura non può limitarsi alla dimensione estetica o funzionale, ma deve diventare uno strumento capace di migliorare la vita delle persone, rigenerare le città e ristabilire un equilibrio con la natura.

Chi è l’architetto Vo Trong Nghia

Nato nella provincia di Quang Binh, in Vietnam centrale, Vo Trong Nghia si è formato in Giappone presso il Nagoya Institute of Technology e l’Università di Tokyo, sviluppando una ricerca che coniuga tradizione asiatica, innovazione tecnologica e sensibilità ecologica. Tornato in Vietnam nel 2006, ha fondato VTN Architects, studio oggi riconosciuto a livello globale per il lavoro pionieristico nell’ambito della “green architecture”. Le architetture di VTN Architects sono diventate celebri per l’utilizzo di materiali naturali e locali, per l’integrazione del verde negli edifici urbani e per l’impiego innovativo del bambù come elemento strutturale. Tra i progetti più noti figurano House for Trees, Farming Kindergarten, il Vietnam Pavilion per Expo Milano 2015 e numerose strutture culturali, educative e ricettive realizzate tra Asia ed Europa. Con oltre 150 premi internazionali ricevuti, riconoscimenti dal World Architecture Festival, ARCASIA, Dezeen e World Economic Forum, oltre a incarichi accademici presso università come Harvard, Cambridge, Yale e Columbia, Vo Trong Nghia è oggi considerato una delle voci più autorevoli dell’architettura contemporanea mondiale.

Come partecipare alla lecture

La lecture si tiene venerdì 29 maggio alle ore 18.00 al Teatro Nazionale, Via dei Cimatori 6, Firenze. Info e prenotazioni: [email protected]