martedì, 24 Novembre 2020
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Quante persone possono entrare in un negozio: il numero massimo

Come calcolare il numero massimo di persone ammesse in un negozio: le regole anti-Covid del nuovo Dpcm, dal cartello a quanti clienti possono entrare

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Va detto subito che non esiste una formula magica e immediata per calcolare quante persone possono entrare in un negozio o in un bar: il numero massimo di clienti ammessi deve essere riportato su un cartello all’ingresso, come previsto protocolli di sicurezza anti-Covid allegati al Dpcm del 3 novembre 2020. Bisogna infatti prendere in considerazione le caratteristiche della singola attività commerciale, se si tratta di un esercizio di vendita al dettaglio oppure se c’è anche consumo di alimenti al tavolo, come succede in bar e ristoranti, senza dimenticare la grandezza dei locali e la presenza di scaffali, baconi e simili.

L’accesso deve essere contingentato in base alle indicazioni delle linee guida e l’obbligo del “numero chiuso” vale sia per le piccole botteghe sia per i grandi supermercati affiché siano evitati assembramenti.

Covid, obbligatorio il cartello sulla capienza massima

Il Dpcm del 3 novembre 2020 in vigore fino al 3 dicembre obbliga a esporre fuori dall’entrata un cartello che indichi la capienza massima del locale perché possano essere seguite le regole anti-contagio sul distanziamento fisico. Ecco cosa dice il nuovo decreto al comma 5 dell’articolo 1:

È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Quante persone possono entrare in un negozio o in un bar secondo il Dpcm di novembre 2020?

Facile a dirsi, un po’ più difficile a farsi. L’allegato 7 al Dpcm riporta i protocolli di sicurezza per le attività di commercio al dettaglio, ma le singole Regioni o i Comuni possono adottare misure locali con maggiori restrizioni rispetto al quadro nazionale. Succede ad esempio in Toscana, dove una nuova ordinanza regionale stabilisce un tetto più basso per il contingentamento delle persone.

Ecco però la regola generale su quante persone possono entrare in un negozio, riportata nelle linee guida: il numero massimo ammesso deve permettere ai clienti di mantenere la distanza di almeno un metro, “in modo da evitare assembramenti”, si legge nella sezione nell’allegato 7, dedicata al commercio al dettaglio.

Come calcolare quante persone possono entrare in un negozio e dove si entra uno alla volta

Fatti due conti quindi per rispettare la distanza di sicurezza servono almeno 4 metri quadrati per cliente (1 metro a destra, un altro metro a sinistra, uno davanti e l’altro dietro), ma per calcolare quante persone al massimo possono entrare bisogna tenere in conto quali sono le superfici effettivamente calpestabili: dal computo vanno tolti ad esempio banconi, tavoli, scaffali, le zone dietro la cassa accessibili solo agli addetti, ecc.

Inoltre per i negozi più piccoli (meno di 40 metri quadrati) viene raccomandato di far entrare al massimo una persona per volta e di prevedere la presenza di non più di 2 addetti alle vendite, mentre nei locali più grandi come quelli dei supermercati l’accesso regolamentato e scaglionato deve essere fatto, come dicevamo, “in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico”, si legge nelle FAQ al Dpcm pubblicate sul sito del governo.

Come detto però vanno controllati i protocolli regionali e le regole comunali. In Toscana la Regione ha stabilito un parametro diverso per calcolo del numero massimo di persone ammesse: 1 cliente ogni 10 metri quadri di superficie di vendita.

Al bar e al ristorante: quante persone possono entrare in negozio?

Per quanto riguarda i servizi di ristorazione ci sono poi delle restrizioni in più da tenere a mente, che complicano il conteggio. Per il calcolo del numero massimo di clienti, da riportare sul cartello da esporre all’entrata, bisogna considerare anche quante persone possono stare sedute al tavolo (al massimo 4 se non sono conviventi, dice l’ultimo Dpcm) mantenendo tra loro la distanza di 1 metro.

Tra i clienti seduti e la zona di passaggio dei camerieri deve poi rimanere sempre un metro. E così anche per la consumazione in piedi al bancone: tra gli avventori e il personale deve essere rispettato il distanziamento interpersonale di un metro. Per aiutare la clientela nell’osservanza delle regole è bene attaccare a terra degli adesivi che indichino dove posizionarsi in modo da rispettare le distanze.

Non solo il limite massimo delle persone: le altre regole

Restano in vigore tutte le altre disposizioni per limitare la diffusione del coronavirus nelle attività economiche e commerciali: mascherina obbligatoria nei luoghi chiusi e anche nelle porzioni all’aperto (ad esempio ai tavolini fuori dai bar, quando non si consuma), dispenser di gel disinfettanti per le mani a disposizione dei clienti e igiene degli ambienti almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura. Sul sito del governo è possibile consultare in pdf gli allegati al Dpcm con tutti i protocolli di sicurezza.

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