domenica, 17 Gennaio 2021
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Là dove sorgerà il cimitero per animali

Sarà realizzato nel parco di Spazzavento, sulle colline di Scandicci, in piena campagna a sette-otto chilometri dalla città

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Venti minuti di macchina, sette-otto chilometri circa dalla città per ritrovarsi in piena campagna, sulle colline di Scandicci.

parco di spazzavento

Siamo al parco di Spazzavento, dove sorgerà il primo cimitero per animali di Firenze. Proprio così, di Firenze intesa come città metropolitana, dal momento che la struttura è destinata a rispondere alle esigenze dell’intera area.

In un primo momento era emersa l’ipotesi di realizzare il cimitero per animali a Ugnano, ma la presenza di uno spazio verde ampio e adatto a questo utilizzo a così poca distanza dal luogo ipotizzato ha fatto propendere per l’opzione Scandicci. “Contiamo di far iniziare i lavori già dal prossimo settembre: questo significherebbe inaugurare il parco con il nuovo anno e poter partire con le inumazioni dalla prossima primavera”, calcola Marcello Carrai, presidente del Parco di Spazzavento.

il progetto

Il progetto del cimitero per animali si inserisce in quello più ampio e complesso che riguarda la riqualificazione di questo grande polmone verde. Tremila metri quadri dei sei ettari e mezzo del parco saranno destinati a ospitare le salme degli animali, il resto diventerà un’area attrezzata per poter passeggiare nel verde, un luogo dove trovare svago e tranquillità, anche se la suddivisione non è definitiva.

“Lo spazio è già tanto, ma se dovessimo avere sempre più richieste valuteremo se ampliare la superficie del cimitero”, spiega Carrai, che poi si sofferma sul progetto complessivo: “Con i lavori l’area verrà recintata, resa facilmente attraversabile con sentieri, sarà risistemata la vegetazione e puntiamo a realizzare un parco a tutti gli effetti, con un’area ristoro e molto altro. Ci piacerebbe insomma che chi viene a ‘trovare’ il proprio animale defunto possa anche cogliere l’occasione per fare due passi in mezzo alla natura”.

l'iter

Non è stato un iter semplice quello che ha portato fin qua, ci sono voluti incontri, confronti, autorizzazioni. E poi tutta una serie di valutazioni tecniche: non basta l’ubicazione adatta, c’è bisogno che l’area prescelta rispetti determinati parametri per potervi tumulare gli animali. “Ad esempio, per capire se la qualità del terreno fosse idonea, abbiamo dovuto fare approfondite analisi chimiche con delle sonde in profondità, che hanno riscontrato valori positivi”, racconta Carrai, accennando a una delle tante sonde che ancora si incontrano percorrendo la folta vegetazione del parco.

Alla fine, però, l’obiettivo non pare più così lontano, e il desiderio di molti di avere un luogo fisico dove ricordare i propri amici animali sembra destinato a diventare presto realtà.

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