mercoledì, 30 Settembre 2026
- Pubblicità -spot_img
Home Blog Pagina 2733

Ancora vento forte e neve, anche in autostrada

E’ una nuova giornata di vento forte e neve. Dalle prime ore di questa mattina, in provincia di Firenze nevica sopra i 450 metri, mentre raffiche di vento interessano quasi tutte le aree. I fiocchi bianchi sono arrivati anche sulle autostrade.

LA SITUAZIONE SULL’A1. Intense nevicate si sono registrate sull’Autosole tra Barberino del Mugello e Sasso Marconi, dove sono entrati in azione i mezzi antineve. Autostrade per l’Italia ricorda che rimane l’obbligo di catene a bordo o i pneumatici invernali nei tratti interessati dalle precipitazioni nevose.

LE STRADE PROVINCIALI. A Firenze, sulle strade provinciali, stanno operando i mezzi e il personale della protezione civile, che invita a una particolare cautela nella guida, anche per la possibilità di caduta piante.

LE PREVISIONI METEO. Secondo gli esperti del Lamma la quota neve dovrebbe alzarsi progressivamente durante la giornata di oggi, con un miglioramento più marcato da questa sera. Il maltempo dovrebbe concedere una tregua il prossimo fine settimana. Già domani si prevede tempo soleggiato, le temperature rimarranno però stabili, con la minima che farà segnare 3 gradi.

Sant’Ambrogio, il pomeriggio non decolla: in soccorso arriva il bio / VIDEO

Mercato di Sant’Ambrogio, mercoledì pomeriggio: quello che dovrebbe essere uno spazio affollato di bancarelle assomiglia di più al deserto dei tartari. L’apertura pomeridiana non ha suscitato l’effetto sperato, dopo le prime settimane, in cui all’esterno resisteva qualche banco di ortofrutta, adesso non resta proprio più nessuno. Ma a primavera scatta la seconda chance.

RIVOLUZIONE MANCATA. “Il mercato così non è completo – dichiara Giuliano, che ha un banco di gastronomia all’interno della struttura – ci vorrebbe un po’ più di collaborazione da parte degli ortolani, ma non solo”. Una rivoluzione mancata, dunque. O quantomeno incompleta. A tenere aperto fino alle 18, il mercoledì e il venerdì, sono soltanto alcune delle botteghe al coperto.

I PROBLEMI. L’apertura pomeridiana è risultata invece poco appetibile per i commercianti che prendono posto all’esterno ogni mattina. Il freddo, le intemperie e le abitudini consolidate hanno allontanato anche quei pochi che si erano avventurati nella nuova sfida.

SI RIPARTE A PRIMAVERA. Ma a primavera il mercato potrebbe rifiorire. “Abbiamo avuto una riunione in Comune la scorsa settimana – racconta Fabio Rasile, presidente del consorzio del mercato coperto – a proposito di una nuova iniziativa che potrebbe dare slancio all’orario prolungato”. All’esterno arriveranno le bancarelle dei prodotti tipici, a km zero, quelli che attualmente trovano spazio al Parterre una volta la settimana. Il mercatino del bio rivitalizzerà il venerdì pomeriggio. Sperando in un effetto coinvolgimento degli ortolani “ufficiali”.

 

{youtube}naywToaRB7w{/youtube}

 

COSA NE PENSI? Manda la tua opinione a [email protected]

David a rischio Tav, ”potrebbe crollare”

 

Le caviglie del celeberrimo David di Michelangelo potrebbero non reggere le vibrazioni derivanti dagli scavi del tunnel dell’Alta Velocità. Il grido d’allarme viene dall’architetto padovano Fernando De Simone, esperto di costruzioni sotterranee. Ma l’assessore regionale Luca Ceccobao insiste: “Indietro non si torna”.

TUNNEL. Il sottoattraversamento Tav (7 km circa 30 metri sotto la superficie), passerà a 600 metri dal luogo dove attualmente è posizionato il David, all’interno della Galleria dell’Accademia. E si sa, il capolavoro del Michelangelo ha le caviglie già piene di microfessure. “Se prima di iniziare i lavori di scavo – sostiene De Simone – la statua non verrà trasferita, ci saranno seri rischi che, a causa delle vibrazioni, essa crolli”.

VIBRAZIONI DA TURISTI. Un rischio che va moltiplicato, secondo l’esperto, per il numero di visitatori che ogni giorno si accalca ai piedi della statua.  “Il pericolo di cedimento del marmo degli arti inferiori del David – spiega De Simone – sarà molto alto se alle vibrazioni causate dall’avvicinarsi simultaneo alla statua di gruppi di 60 visitatori per volta, che insieme pesano circa 4,5 tonnellate, e alle oscillazioni provocate dal traffico automobilistico nelle zone limitrofe, si dovessero aggiungere dalla prossima estate le vibrazioni e le risonanze causate dalle macchine di scavo dei tunnel ferroviari della Alta velocità, e successivamente dai passaggi dei treni”. Per questo da tempo l’architetto padovano ha proposto al Comune di Firenze di spostare altrove il David, anche in modo da tutelarla in caso di terremoto.

INDIETRO NON SI TORNA. Eppure, nonostante i pericoli evidenziati da anni da comitati, esperti e politici di vari livelli, il progetto dell’Alta Velocità va avanti così come, con tanto di tunnel. “Il nodo fiorentino – dichiara oggi l’assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao – non è in discussione. Dal luglio 2008 i lavori sono diventati giuridicamente irreversibili. È scaduta la clausola di recesso per lo scavalco Rifredi-Castello (62 milioni), del sottoattraversamento di Firenze e della nuova stazione Alta Velocità (629 milioni)”. Al massimo si può potenziare il piano di comunicazione verso i cittadini.

Frizzi e lazzi e duri di menta al Carnevale di Borgognissanti

“Un tuffo nel passato con gli sbandieratori, frizzi e lazzi, duri di menta e… tante, tante mascherine”: così recita la locandina de ‘Il Carnevale dei bambini’, la giornata di festa organizzata e promossa dall’Associazione Borgognissanti. L’appuntamento è per domenica 6 marzo in Borgognissanti.

UN CARNEVALE MULTIETNICO. Secondo l’assessore Di Giorgi “Dare un ruolo alla festa del Carnevale in città è fondamentale perché le nostre tradizioni vengano mantenute”. Ma le tradizioni si evolvono con il territorio ed è qui che il Carnevale si fa multietnico. “Il Carnevale è una festa internazionale – spiega il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani –: dall’America Latina all’Africa, dall’Australia ai paesi asiatici, il Carnevale è vissuto in ognuno dei cinque continenti con gli stessi sentimenti, all’insegna del colore e del divertimento”. Saranno quindi anche le maschere delle comunità straniere di Firenze a sfilare nella giornata del 6 marzo, a ribadire l’importanza di educare i bambini, ma anche gli adulti, al tema della multiculturalità. Ed ecco il gradito paradosso che permette di riappropriarsi del centro della città pensando ‘internazionalmente’, anche perché , come ha ricordato il presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi, “gli stranieri rappresentano più del 10% dei nostri residenti”.

NEGOZI ADDOBBATI E PARCHEGGI GRATUITI. Per l’occasione la strada verrà chiusa al traffico, tutti i negozi saranno addobbati in tema carnevalesco e chi parteciperà alle sfilate  potrà parcheggiare gratuitamente al garage Europa in via Borgognissanti 96.

E PER IL 2012… Ma non finisce qua! Un grande progetto per il prossimo anno: il ritorno del Carnevale fiorentino sui lungarni con la sfilata delle maschere dal lungarno Vespucci a Ponte Vecchio.

PER CONOSCERE IL PROGRAMMA COMPLETO www.borgognissanti.net

La lotta ai tumori passa dal macellaio

“Fai la spesa dal tuo macellaio e aiuti l’Ant”: sabato 5 marzo si svolgerà la V edizione dell’iniziativa.

L’EVENTO. Stamani, nella sede dell’Associazione Macellai in via Ginori a Firenze, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’evento, che si svolgerà appunto sabato 5 marzo e al quale hanno aderito 110 negozi. Erano presenti il presidente dell’associazione Vasco Tacconi, del Centro Carni Aristide Bucchi e dell’Agiva di Pontassieve Enrico Vannini e il delegato della Fondazione Ant per le province di Firenze, Prato e Pistoia, Simone Martini.

TACCONI. “Per noi ha – sottolineato Vasco Tacconi – è un atto di solidarietà che si perpetua da cinque anni e che è diventato quindi una sorta di ‘buona tradizione’ che vogliamo continuare a mantenere. Lo facciamo in silenzio perché la solidarietà ha lo scopo di esercitare un diritto e non un dovere. L’Associazione Macellai si impegna con forza a ricordare alla società civile quali siano i valori su cui bisogna ancora fare riferimento. Ecco, aiutare l’Ant crediamo sia un impegno al quale ognuno di noi non possa sottrarsi. E se mi permettete una piccola provocazione: potrebbe essere seguito anche da altre associazioni di categoria”.

MARTINI. Simone Martini ha ringraziato, mettendo in evidenza che “tutto ciò testimonia come la figura del macellaio sia importante con la popolazione non solo perché è garanzia di qualità e cortesia e che si sposa bene con la filosofia Ant, ma anche perché è una presenza sul territorio sensibile alle problematiche della gente. Negli anni scorsi sono stati raccolti circa diecimila euro, una cifra che speriamo sia almeno confermata e che sarà importante per continuare nella nostra attività di cure domiciliari e di prevenzione”.

BUCCHI E VANNINI. “Quello che colpisce – ha detto Aristide Bucchi – è l’adesione immediata dei nostri soci all’iniziativa. Appena abbiamo l’abbiamo proposto, nessuno ha avuto tentennamenti. Probabilmente chi sta in negozio dalla mattina alla sera conosce bene la situazione dei cittadini quando sono in difficoltà”. Ma non solo macellai, come ha messo in risalto Enrico Vannini dell’Agiva, l’altra associazione dei macellai, leader nella provincia. “Hanno detto il loro sì – ha sottolineato Vannini – i macellai di 18 comuni. Ma non solo, perché quando hanno saputo dell’iniziativa anche tanti alimentaristi hanno dato la loro adesione”.

LOCANDINA. Sabato 5 marzo torna quindi la storica iniziativa, nata dalla collaborazione fra Ant ed esercenti dell’area fiorentina già nel lontano 2002: oltre 110 macellerie di Firenze e provincia devolveranno il 5 per cento dell’incasso della giornata alla Delegazione di Firenze-Prato e Pistoia della Fondazione ANT. Le botteghe partecipanti all’iniziativa saranno riconoscibili dalla locandina che esporranno. Una vera e propria “catena della solidarietà” che è stata resa possibile dalla collaborazione dell’ Associazione Macellai-Cesec di Firenze e provincia e da Agiva di Pontassieve, le  principali associazioni di rappresentanza della categoria.

Tv, il digitale arriva prima del previsto

L’addio al vecchio televisore analogico potrebbe avvenire prima del previsto in Toscana. Lo switch off, ossia il passaggio definitivo alla tv digitale, si potrebbe compiere entro nove mesi, costringendo molti consumatori a una corsa per l’acquisto del decoder. A questo si aggiunge il rischio di un vero e proprio blackout televisivo in alcune zone della regione, non raggiunte dal segnale.

LA PROPOSTA. Il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha accelerato i tempi per il passaggio alla tv digitale, proponendo che il segnale analogico venga “spento” sei mesi prima rispetto a quanto già previsto. Questa la bozza del calendario: entro dicembre 2011 in Toscana,  Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise ; entro il primo semestre 2012 per Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

CORSA ALL’ACQUISTO. Se questa proposta fosse accettata in Toscana scatterebbe la caccia al decoder, l’unico strumento che permette di vedere la nuova televisione. Il passaggio al digitale ha creato non pochi problemi in altre regioni. In Piemonte, ad esempio, migliaia di residenti in alcune cittadine montane sono rimasti senza tv dopo aver pagato il canone Rai. Nei giorni scorsi era arrivato il grido di allarme di Oreste Giurlani, presidente di Ucem, unione che riunisce 168 comuni sui 287 presenti in Toscana. “Siamo totalmente impreparati” aveva commentato Giurlani.

Fipili, ipotesi autostrada (con pedaggio)

Quella che per molti fiorentini (e non solo) è già una sorta di “autostrada per il mare”, potrebbe diventare un’autostrada vera. La Regione sta vagliando l’ipotesi di trasformare la Fi-Pi-Li in strada a pedaggio.

IPOTESI. Le ipotesi allo studio sono diverse, ma tutte da sviluppare in tempi brevi. Già perché “i previsti lavori per la Tirrenica, la E 78, la terza corsia per la A1 e la A11 – spiega l’assessore alle infrastrutture Luca Ceccobao – possono produrre una condizione critica per la Siena-Firenze e la Firenze-Pisa-Livorno”. Da qui la necessità di studiare una soluzione alternativa.

FLUSSI. Per la Fi-Pi-Li sono già stati redatti alcuni studi di “prefattibilità” dell’adeguamento a tipologia autostradale, mentre si stanno analizzando i flussi di traffico in modo da stimare i ricavi derivanti dal pedaggio. Tutti da stabilire, ancora, i tempi e gli obiettivi del progetto. “Se andiamo a toccare un’arteria di traffico che serve anche in buona parte il traffico dei residenti e dei pendolari – osserva il consigliere Pier Paolo Tognocchi (Pd), autore di un’interrogazione in proposito – questo non può sfuggire a una programmazione complessiva, che riguardi lo sviluppo di mobilità pubblica su gomma e su rotaia”.

Microcentrali elettriche, lungo l’Arno

Lungo il corso dell’Arno nasceranno 12 minicentrali elettriche. La Cassazione ha dato il su ok per il  project financing, tramite il quale saranno rifate le pescaie del fiume.

IL PROGETTO. Il project financing, lanciato dalla Provincia di Firenze, permetterà il rifacimento di 13 briglie sull’Arno e la realizzazione di 12 minicentrali idroelettriche. L’energia pulita verrà prodotta sfruttando la caduta dell’acqua dalle pescaie. Secondo le stime della Provincia, questi micro-impianti permetteranno di produrre oltre 65 Gigawatt ora di energia ogni anno, riducendo di oltre 45mila tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Sono previste anche una serie di opere di riqualificazione e valorizzazione lungo le sponde dell’Arno.

LA STORIA. Il progetto era stato lanciato nel 2007, dall’allora presidente della Provincia Matteo Renzi, poi si era bloccato per il ricorso presentato da tre società. Adesso la Cassazione ha messo la parola fine alla battaglia legale, ritenendo legittimo il project financing. Entro l’inizio dell’estate dovrebbe terminare l’iter di gara con l’individuazione del soggetto aggiudicatario.

IL COMMENTO. “Le Sezioni Unite della Cassazione –  spiega Enzo Crescioli, assessore provinciale all’Ambiente e difesa del suolo – hanno respinto le tesi di chi sosteneva che la Provincia non avesse titolo per potere avviare una importante opera che tiene insieme difesa del suolo, tutela e la valorizzazione di una risorsa del territorio come l’Arno e produzione di energia pulita e rinnovabile”. Il parere era già stato accolto in precedenza dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, rigettando i ricorsi proposti dalle tre società.