mercoledì, 8 Luglio 2026
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«Non si affronta da soli»: la Fondazione Laura e Alberto Genovese e la voce di chi ha vissuto la tossicodipendenza da vicino

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La tossicodipendenza è una realtà che spesso si consuma nell’ombra, generando fratture invisibili nelle famiglie e lasciando cicatrici profonde in chi resta accanto a chi ne è colpito. Da questa esperienza nasce la Fondazione Laura e Alberto Genovese, fondata da Laura Genovese, sorella dell’imprenditore Alberto Genovese. L’obiettivo è chiaro: offrire sostegno concreto a chi vive accanto a una persona dipendente, rompendo il muro del silenzio e della solitudine.

Un racconto personale che diventa missione collettiva

«Non credevo che un giorno avrei raccontato pubblicamente la nostra storia», confessa Laura. Eppure oggi, con lucidità e coraggio, mette la propria esperienza al servizio degli altri. I segnali c’erano – cambi d’umore, tristezza, distacco – ma riconoscerli avrebbe significato affrontarli. E come spesso accade, si sceglie il silenzio nella speranza che tutto passi.

Oggi Laura non si limita a raccontare: agisce. E lo fa tramite la Fondazione, che porta avanti con determinazione e delicatezza, consapevole di rappresentare tante persone che, come lei, si sono sentite impotenti di fronte alla dipendenza di un familiare.

La dipendenza non è mai un fatto isolato

«La droga non distrugge solo chi ne fa uso», spiega Laura. «Anche chi gli sta accanto finisce travolto». Per questo la Fondazione Laura e Alberto Genovese si propone come spazio digitale, gratuito e sicuro dove trovare ascolto, supporto psicologico qualificato e strumenti per orientarsi. Un luogo pensato per genitori, fratelli, partner e amici che troppo spesso non sanno a chi rivolgersi o si sentono colpevoli, esclusi, invisibili.

Una rete per non sentirsi più soli

La forza della Fondazione sta proprio nella sua capacità di trasformare un’esperienza personale in una risorsa pubblica. Lontana dal pietismo, vicina alla realtà, è una rete di supporto che afferma con chiarezza: chiedere aiuto non è una debolezza, ma un atto di coraggio. E che dalla sofferenza, se affrontata con consapevolezza, può nascere qualcosa di buono, utile, condiviso.

«Oggi siamo qui per tutte le persone che si sono sentite invisibili. Perché nessuno debba più sentirsi solo come ci siamo sentiti noi», conclude Laura.

Lavori per il nuovo Ponte al Pino: sarà chiuso per più di 3 mesi

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A Firenze prendono il via i lavori per il nuovo Ponte al Pino, con l’attuale collegamento che sarà chiuso per 100 giorni durante la prossima estate. Negli altri periodi lo stop totale alla circolazione dei veicoli riguarderà solo una manciata di giorni, mentre all’inizio dell’anno scatterà per 3 settimane una riduzione di carreggiata.

Come sarà il nuovo ponte

L’attuale Ponte al Pino, realizzato alla fine dell’Ottocento, non risulta più adeguato a sopportare il traffico verso Campo di Marte e la zona centrale di Firenze. Sarà demolito e sostituito totalmente con un’infrastruttura più leggera, in acciaio Corten e cemento, lunga 30 metri e larga 16, che ridurrà le sollecitazioni sulle spalle del ponte, sottoposte a consolidamento. Le corsie rimarranno tre come oggi, e con il medesimo senso di marcia, scompariranno le attuali limitazioni di carico e sarà aggiunta una pista ciclopedonale.

Il progetto è stato presentato da Rfi (che cura il progetto visto che si tratta di un cavalcavia ferroviario) e dal Comune di Firenze. Oltre alla sostituzione del ponte Rete Ferroviaria Italiana finanzierà una serie di interventi sulla viabilità della zona, la riqualificazione di piazza Vasari in base ai risultati di un percorso di partecipazione con i cittadini (il primo incontro è in programma l’8 gennaio) e anche il potenziamento del trasporto pubblico locale durante i lavori.

Quando sarà chiuso il Ponte al Pino di Firenze per i lavori di demolizione

Secondo il cronoprogramma il nuovo Ponte al Pino di Firenze sarà pronto entro settembre 2026 e i lavori saranno divisi in quattro fasi, studiate – è stato spiegato – per minimizzare l’impatto sulla circolazione. La struttura sarà assemblata in cantiere e poi posizionata grazie a una gru pesante 2.000 tonnellate. I vari pezzi di questo strumento mastodontico arriveranno in città e saranno saranno montati sul posto.

Adesso sono partiti i primi interventi per creare l’area di cantiere, grande 2.200 metri quadrati. Saranno tagliati circa 20 alberi in piazza Vasari e verranno spostati tubazioni e cavi sotterranei. Il pino, da cui prende il nome il ponte, sarà salvato dall’abbattimento, insieme alle altre piante storiche, mentre al termine degli interventi è previsto l’arrivo di nuovi alberi.

La parte più impattante dei lavori al Ponte al Pino sono previsti nel 2026: per cominciare sarà chiuso al traffico 3 giorni a gennaio 2026 (e altri due nell’autunno 2026), per consentire l’installazione e la successiva rimozione di una passerella pedonale provvisoria. I Tra febbraio e marzo 2026, per 20 giorni, scatterà una riduzione di carreggiata, con due corsie disponibili, per consentire il rinforzo delle spalle dove poggia il cavalcavia.

Lo stop alla circolazione più lungo avverrà tra giugno e settembre 2026 per un totale di 100 giorni. In questo periodo verrà rimosso il vecchio ponte e, si stima tra luglio e agosto, installato il nuovo. Il blocco della circolazione ferroviaria, con la deviazione dei convogli su un’altra linea, sarà limitata invece a pochi giorni.

Cordon Bleu Firenze celebra 40 anni di eccellenza culinaria

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La Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu di Firenze festeggia un traguardo storico: quarant’anni di attività, che la rendono la più antica scuola di cucina ancora attiva in Italia. Un anniversario che non celebra soltanto una lunga tradizione formativa, ma l’intreccio di passione, creatività e cultura gastronomica portato avanti, dal 1985 a oggi, dalle due fondatrici Cristina Blasi e Gabriella Mari.

Un anniversario tra storia, cultura e formazione

Fondata nel 1985, la Cordon Bleu ha costruito negli anni un’identità unica nel panorama italiano, diventando un punto di riferimento per la formazione culinaria nazionale e internazionale. Blasi e Mari, entrambe diplomate alla Scuola Cordon Bleu di Roma e membri della Commanderie des Cordons Bleus de France, hanno trasformato un’intuizione in una realtà solida, innovativa e riconosciuta anche all’estero.

Il loro approccio – rigoroso, umano, appassionato – ha plasmato una scuola che fonde tradizione e innovazione, tecnica e sensibilità, in un percorso formativo che va ben oltre la semplice trasmissione di ricette.

Una scuola che guarda al futuro

Ospitata oggi nell’elegante Palazzo Panciatichi Ximenes, la Cordon Bleu continua la sua missione educativa con un’offerta formativa ricca e dinamica. Aule attrezzate, tre cucine professionali e una didattica basata sull’apprendimento pratico fanno della scuola un luogo d’eccellenza dove gli studenti – italiani e internazionali – possono immergersi nell’autentica tradizione gastronomica italiana.

Dal 2021 la sede fiorentina è diventata la casa madre del marchio Cordon Bleu, confermando la centralità del progetto guidato da Blasi e Mari.

Le fondatrici: una visione condivisa

Cristina Blasi, creativa e innovatrice, è un punto di riferimento nella pasticceria e nella presentazione dei piatti.
Gabriella Mari, legata alla tradizione culinaria toscana, è maestra di carne, pasta e panificazione.

Insieme condividono un entusiasmo contagioso e una filosofia chiara: molto arrosto e poco fumo. La cucina, per loro, è gesto nobile, cultura, esperienza sensoriale. un modo per trasmettere emozioni prima ancora che tecniche.

Il loro insegnamento ha portato la cucina italiana anche all’estero – dagli Stati Uniti all’Inghilterra, fino all’Africa – contribuendo a diffondere la cultura gastronomica italiana con autorevolezza e calore umano.

Il libro: “Sogni e Soufflé – Storie di vita e di cucina in 40 anni di Cordon Bleu”

In occasione dell’anniversario nasce anche il volume “Sogni e Soufflé – Storie di vita e di cucina in 40 anni di Cordon Bleu”, scritto da Cristina Blasi e Gabriella Mari con le illustrazioni di Umberto Fizialetti e pubblicato da Tassinari Editore.

Il libro unisce racconto biografico, aneddoti e ricette iconiche, ripercorrendo la storia della scuola e delle sue fondatrici. Un’opera che parla di cucina, certo, ma soprattutto di determinazione, passione e sogni condivisi.

Scia biancorossa sul nuoto azzurro

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Nel nuoto azzurro, dalla corsia di Bellariva al palcoscenico europeo, la scia è ancora una volta biancorossa. Tra conferme e nuove sfide, anno dopo anno la Rari Nantes Florentia si conferma fucina di campioni, velocisti di livello assoluto e staff tecnico d’eccellenza.

Le convocazioni diramate dal DT Cesare Butini per la 23ª edizione dei Campionati Europei in vasca corta (2–7 dicembre, Lublino) portano ancora la firma del club gigliato: tra i 32 azzurri selezionati (12 donne e 20 uomini) figurano infatti quattro atleti “di casa”, pronti a lasciare un segno pesante sulla velocità azzurra.

Il filo conduttore ha un nome e un cognome: Paolo Palchetti, tecnico “made in Rari” e autentico guru del nuoto veloce che, corsia dopo corsia, ha costruito il percorso del poker gigliato atteso in Polonia – Lorenzo Zazzeri, Filippo Megli, Giovanni Guatti e Costanza Cocconcelli. Palchetti, stabilmente nel giro azzurro, non è ancora stato ufficialmente convocato per Lublino, ma la sua impronta tecnica resta il trait d’union ideale tra Bellariva e la Nazionale, saldando il lavoro quotidiano in vasca al contesto dell’Italnuoto.

A guidare la spedizione azzurra, ancora una volta Lorenzo Zazzeri, capitano della Nazionale e punto fermo del movimento internazionale: talento cristallino, carisma naturale e una leadership silenziosa ma riconosciuta da tutti. Al suo fianco un altro pilastro biancorosso, Filippo Megli, due Olimpiadi alle spalle – da Tokyo a Parigi – e una carriera costruita su lavoro, continuità e capacità di alzare il livello quando il cronometro pesa di più.

Accanto ai “senatori” c’è il futuro: Giovanni Guatti, friulano d’origine ma fiorentino d’adozione, che a Lublino vivrà una tappa fondamentale del suo percorso. La sua presenza in azzurro rappresenta un ideale passaggio di testimone nello stile libero targato Florentia, raccogliendo lo scettro lasciato da Matteo Restivo, altro nome pesante della scuola fiorentina, protagonista negli ultimi anni ai massimi livelli internazionali.

Il quartetto si completa con Costanza Cocconcelli, tesserata Azzurra Nuoto ma da tre anni stabilmente a Bellariva, dove ha scelto di allenarsi proprio sotto la guida di Palchetti. La sua crescita e la sua convocazione confermano il ruolo dell’impianto fiorentino come uno dei poli tecnici di riferimento per la velocità azzurra, capace di attrarre e valorizzare anche atleti di altre società.

Savino Del Bene Volley: pronto riscatto! Successo 3-1 nell’anticipo contro la Wash4green Monviso Volley

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Dopo lo stop incassato domenica al Pala Verde, la Savino Del Bene Volley si rialza immediatamente e, con una buona prova corale, sconfigge in quattro set la Wash4Green Monviso Volley.
Le ragazze di coach Gaspari, che sceglie per questa serata di concedere un turno di riposo a Ognjenovic e Bosetti, approcciano al meglio la gara, portandosi agilmente sul 2-0 grazie ad un servizio pungente (7 ace) e ottime percentuali d’attacco.
Non tarda però ad arrivare la reazione delle avversarie che, trascinate da Davyskiba e dalla statunitense Dodson, si aggiudicano la terza frazione per 20-25. Nell’ultimo parziale è ancora la Wash4Green Monviso Volley a imporre il proprio ritmo, conducendo quasi interamente il game ma dovendosi arrendere solo all’ultimo sul muro di Antropova (25-22).
Ancora un riconoscimento individuale per l’opposta azzurra, MVP e top scorer dell’incontro con 28 punti all’attivo, seguita da Weitzel (10) e la coppia di schiacciatrici Traballi-Skinner (9).
Per la Wash4Green Monviso Volley positiva prova offensiva per Davyskiba (16), supportata dalle centrali Dodson (11 in soli due parziali) e Sylves (11).
A livello statistico, Antropova e compagne hanno contenuto meglio l’attacco avversario (9 a 4 il computo dei muri vincenti) e servito in maniera più aggressiva (9-6). Inoltre, la positività in attacco della Savino Del Bene Volley è stata superiore (53%-42%) mentre i numeri di ricezione hanno sorriso alle ospiti (56%-61%).
Per Ognjenovic e compagne non ci sarà tempo di rifiatare, dovendo da domani concentrarsi sul prossimo impegno casalingo di Serie A1 contro la Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia, previsto per domenica 23 novembre alle ore 17:00 al Pala BigMat.
La cronaca
Per il turno infrasettimanale valevole per l’anticipo della prima giornata di ritorno, coach Gaspari schiera il 6+1 composto da Bechis al palleggio e Antropova come opposta, le schiacciatrici Traballi e Skinner con al centro il duo Weitzel-Nwakalor. Il libero è Brenda Castillo.
La Wash4Green Monviso Volley scende in campo con la diagonale Battistoni-Malual, in posto 4 D’Odorico insieme a Davyskiba mentre al centro la campionessa del mondo Akrari e Sylves. Il libero è Rebecca Scialanca.
1° Set
Partenza lampo delle padrone di casa, sul 7-2 dopo l’ace di Traballi. Guidate da Skinner e Weitzel prosegue senza intoppi la striscia positiva delle toscane, avanti di 10 lunghezze (13-3). L’ace di Ribechi conferma il vantaggio della Savino Del Bene Volley (17-7), in totale controllo anche nella seconda parte di parziale. La fast di Weitzel chiude il primo set (25-10).
2° Set
Nella nuova frazione prova Monviso Volley a reagire in avvio ma le biancoblù mettono la freccia con Nwakalor (10-8). L’ace di Antropova sigla il +3 (14-11) aprendo nuovamente un largo divario tra le formazioni nella parte centrale del set. Le conclusioni di Ruddins, subentrata a Skinner, e Nwakalor spingono avanti la Savino Del Bene Volley (23-17) capace poi di chiudere sull’ace di Antropova (25-18).
3° Set
Nel terzo parziale spazio sin da subito anche per Ruddins e Mancini. Equilibrio iniziale tra le compagini (8-8), spezzato dagli ottimi spunti di Dodson in attacco e al servizio che consentono alle ospiti di allungare (10-14). Vantaggio invariato nella fase centrale del set (14-18) con le piemontesi in grado successivamente di fuggire sul +7 (15-22). Sul finale, nonostante un accenno di recupero, è la squadra di Marchiaro ad avere la meglio (20-25).
4° Set
Ancora ad appannaggio di Akrari e compagne la prima fase di set (4-8). Il turno al servizio di Dodson apre il divario tra le formazioni (7-12) ma Antropova e compagne, sfruttando alcuni errori delle ospiti, impattano a quota 14. Si combatte punto a punto nella seconda parte di frazione con la Savino Del Bene Volley sempre al seguito delle piemontesi (21-21). Il muro di Nwakalor sigla il +2 delle biancoblù, capaci di blindare il match con Antropova (25-22).
Coach Gaspari post-partita: “Abbiamo visto due partite in una. Oggi era fondamentale, visto quello che ci aspetta nei mesi a venire, iniziare a dare dei riposi programmati a qualche giocatrice e in questa fase di campionato da qualche parte devo permettermi il lusso di fermare alcune ragazze. Probabilmente i primi due set, dove siamo partiti non bene, benissimo soprattutto in battuta, ci ha abbassato il ritmo di gioco e nel terzo set abbiamo fatto più fatica, complice anche un cambio al centro loro che ha fatto molto bene. La coppia Dodson–Sylves ci ha messo molto in difficoltà e loro non hanno mai smesso di battere: D’Odorico, Davyskiba, Malual e la stessa Dodson. Noi abbiamo perso delle sicurezze e ci siamo innervositi. Bene invece il quarto set, perché in quel momento lì c’era tutto da perdere. Da parte mia oggi era fondamentale dare del riposo, ce lo dobbiamo imporre, sapendo che si soffrirà. Succederà spesso in questa stagione di soffrire, perché alle volte certe avversarie si considerano di livello più basso, ma se guardate la classifica tra la seconda posizione e la quinta c’è un dislivello potenziale di due punti, perché sia Chieri che Novara hanno una partita in meno di noi e Milano. Se guardate dalla sesta posizione all’ultima ci sono sei punti e stiamo parlando della decima giornata di campionato, non della prima: il che vuol dire che in due partite si possono ribaltare tante situazioni. Giochiamo domenica una partita delicatissima valida per la Coppa Italia, poi mercoledì inizia la Champions, poi si va a Macerata e in Francia per partire poi per il Mondiale per Club. Ho bisogno di girare le atlete, mi fido di tutte le ragazze perché le vedo tutti i giorni in palestra. Chiaro che chi gioca meno fa più fatica ad avere un ritmo gara come le altre. Sono contento della sofferenza perché queste ragazze meritano comunque il palcoscenico. Dobbiamo imparare a essere un po’ più cinici nei momenti decisivi, però era molto importante fare tre punti oggi.”
Savino Del Bene Volley – Wash4Green Monviso Volley: 3-1 (25-10,25-18,20-25,25-22)
Savino Del Bene Volley: Traballi 9, Bechis 1, Skinner 9, Castillo (L1), Ruddins 5, Franklin (L2) n.e., Ribechi 1, Bosetti n.e., Ognjenovic n.e., Mancini 1, Graziani n.e., Nwakalor 8, Antropova 28, Weitzel 10. All.: Gaspari.
Wash4Green Monviso Volley: Bridi, Dodson 11, Malual 7, Siftar, D’Odorico 7, Sylves 11, Bussoli, Battistoni 1, Moro, Harbin, Scialanca (L1), Akrari 3, Davyskiba 16, Reknere (L2) n.e.. All.: Marchiaro
Arbitri: Jacobacci – Puecher
Durata: 1h 50′ (21’,23’,27’,28’)
Attacco Pt%: 53% – 42%
Ricezione Pos% (Prf%): 56% (31%) – 61% (38%)
Muri Vincenti: 9 – 4
Ace: 9 – 6
MVP: Antropova
Spettatori: 1289

La giunta della Regione Toscana e le deleghe degli 8 assessori

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Durante la prima riunione della giunta della Regione Toscana guidata da Eugenio Giani sono state attribuite le deleghe agli 8 assessori, per il mandato 2025/2030. “Questa è una giunta giovane ed operativa, con parità di genere pienamente rispettata”, ha commentato il governatore alla fine del summit durante il quale è stato dato il via libera a tre proposte di delibera per il Consiglio regionale: il riconoscimento dello Stato di Palestina, le modifiche statutarie su connettività e identità toscana, e l’adeguamento della struttura organizzativa. Prima di Natale la giunta sarà impegnata in una sorta di tour sui territori con 10 riunioni nelle 10 province toscane.

La giunta della Regione Toscana per il mandato 2025/2030

Confermate molte delle indiscrezioni della vigilia, con gli assessorati di peso che vanno a Monia Monni (salute e politiche sociali), Leonardo Marras (economia, turismo e agricoltura) e Filippo Boni (infrastrutture, trasporti e governo del territorio). Come da previsioni l’ambiente è affidato ai 5 Stelle, con David Barontini, mentre si chiude il “caso” nato intorno al nome di Alessandra Nardini.

Secondo indiscrezioni di stampa, la diretta interessata, la più votata tra gli assessori, si sarebbe lamentata per un possibile depotenziamento delle sue materie di competenza rispetto alla scorsa legislatura. Alla fine dei giochi, perde una delega importante come il lavoro, che passa ad Alberto Lenzi (AVS), quelle all’università e alle pari opportunità (materie di cui si occuperà la neo assessora alla cultura Cristina Manetti), ma in compenso mantiene nel suo portafoglio l’istruzione, oltre che le politiche per la Memoria e per i diritti Lgbtq+, comunità per cui si è spesa a più riprese. Si aggiungono diritto alla casa, accoglienza e immigrazione.

Chiudono la squadra due giovani: la vice presidente Bintou Mia Diop, che tra le altre cose si occuperà di cooperazione internazionale e legalità, e l’ex portavoce di Eugenio Giani, Bernard Dika, che diventa Sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, rimanendo comunque consigliere regionale. Si tratta del debutto di questa nuova figura istituzionale che farà da collegamento tra il Consiglio e la giunta regionale toscana. Giani tiene le deleghe per bilancio, Toscana diffusa, energia, protezione civile, personale, sport, politiche per la montagna, rapporti con enti locali, relazioni internazionali, politiche giovanili e geotermia.

Tutte le deleghe dei nuovi assessori della Regione Toscana

Ecco nel dettaglio le deleghe della nuova giunta della Regione Toscana.

La vicepresidente Bintou Mia Diop (Pd) si occuperà di cooperazione internazionale, pace, cultura della legalità e partecipazione, oltre che di recupero dei beni sottratti alla mafia, Urp, cittadinanza attiva e cooperative di comunità.

David Barontini, in quota Movimento 5 stelle, come da previsioni, vanno le deleghe legate all’ambiente (economia circolare, bonifiche, protezione dai cambiamenti climatici, efficienza energetica e comunità energetiche, parchi ed aree protette, prevenzione del rischio sismico, servizio idrico integrato, politiche per il mare).

Confermate anche le voci su Filippo Boni (Pd) che è il nuovo assessore regionale a infrastrutture, trasporto pubblico, urbanistica e governo del territorio. Seguirà anche i temi relativi a pianificazione, paesaggio, rigenerazione urbana e cartografia.

All’ex sindaco di Fauglia, Alberto Lenzi (Alleanza Verdi Sinistra) vanno le deleghe per lavoro e innovazione tecnologica, con competenza su semplificazione amministrativa, coordinamento delle agenzie regionali per il lavoro Arti, connettività per la Toscana diffusa, cybersicurezza, privacy, appalti, attività contrattuali.

Cristina Manetti (Casa Riformista), ex capo gabinetto di Eugenio Giani, come si ipotizzava da settimane si occuperà di cultura e parità di genere. A queste due deleghe si affianca anche quella dell’università, che nello scorso mandato era affidata ad Alessandra Nardini. Manetti si occuperà anche di rapporti con l’Unione Europea e di diritto alla felicità, che entrerà a far parte dei valori dello Statuto della Regione Toscana.

Leonardo Marras (Pd), fedelissimo di Giani, viene confermato assessore ad economia e turismo, ma in questa nuova giunta regionale si occuperà anche di agricoltura. E poi ancora: politiche del credito, commercio, artigianato, industria, fiere e mercati, terme, industria alberghiera, cave e miniere.

L’assessorato più pesante, quello alla salute, va a Monia Monni (Pd), unito alla delega per politiche sociali, che nello scorso mandato era stata affidata a un assessore ad hoc (Serena Spinelli, oggi in Consiglio regionale).

Alessandra Nardini viene infine confermata assessora ad educazione, istruzione, politiche per la Memoria e diritti Lgbtq+, con l’aggiunta di competenze su accoglienza e immigrazione e diritto alla casa. Si occuperà inoltre di servizi educativi per infanzia, rapporti con le istituzioni scolastiche, Its, associazionismo e rapporti con le organizzazioni sindacali, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica, Toscani all’estero, progetti per la costa.

Il presidente Eugenio Giani tiene le deleghe in materia di bilancio, Toscana diffusa, energia, protezione civile, personale, sport, politiche per la montagna, rapporti con enti locali, relazioni internazionali, politiche giovanili e geotermia.

Il Tempo Fluido: a Palazzo Vecchio le videoinstallazioni di Che Jianquan

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Apre oggi nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la mostra Il Tempo Fluido, prima mostra di Che Jianquan a Firenze, un’importante esposizione immersiva che porta nel cuore della città le monumentali videoinstallazioni del celebre artista cinese, tra i protagonisti della Biennale di Venezia 2024. Il Tempo Fluido visitabile fino al 17 dicembre 2025, inaugura un progetto triennale dedicato alla videoarte cinese contemporanea, ideato da Valentina Gensini e Xiuzhong Zhang e prodotto da MAD Murate Art District – Fondazione MUS.E e Zhong Art International.

La mostra di Che Jianquan Il tempo fluido a Firenze invita il pubblico a immergersi in un percorso visivo e sonoro che unisce filosofia orientale, tecnologia e riflessione sul rapporto tra uomo, natura e memoria.

Il tempo fluido Firenze
Da sinistra: Gianni Zhang di Zhong Art International, la curatrice Valentina Gensini, l’artista Che Jianquan e l’assessore alla cultura Giovanni bettarini

Nella maestosa cornice della Sala d’Arme, le proiezioni monumentali trasformano lo spazio in un ambiente contemplativo dove il tempo sembra rallentare, dilatarsi, ripiegarsi su se stesso. L’esperienza diventa così un invito a rallentare e a riabitare il tempo attraverso lo sguardo dell’artista.

Il percorso espositivo presenta quattro opere fondamentali nella ricerca di Che Jianquan. Pavilion, progetto sviluppato dal 2007, documenta un padiglione filmato in stagioni e condizioni atmosferiche diverse, restituendo una meditazione sulla percezione e sulla mutevolezza del reale. Meditation of Uncertainty, nata in risposta alla pandemia, affronta il tema della fragilità contemporanea attraverso la metafora del gioco d’azzardo nei casinò di Macao. Con Water Scroll, girata sull’isola di Kinmen e ispirata alla pittura Song, l’artista rievoca le tensioni dello Stretto di Taiwan trasformandole in poesia visiva. Chiude il percorso Smoke, dedicata ai Mausolei della Dinastia Song, dove il dialogo tra memoria storica e trasformazione contemporanea diventa riflessione sulla sopravvivenza dei paesaggi culturali.

La mostra, sostenuta da Regione Toscana tramite il programma “Toscanaincontemporanea2025”, valorizza anche il ruolo della mediazione culturale grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Un progetto che permette di coinvolgere comunità cinese, pubblico locale e visitatori internazionali, rendendo la mostra Il tempo fluido di Che Jianquan a Firenze un punto di incontro tra culture e sensibilità diverse.

Con Il Tempo Fluido, Firenze accoglie un artista capace di intrecciare antica saggezza orientale e urgenze del presente, offrendo un’esperienza che parla di impermanenza, memoria e trasformazione. Una tappa imperdibile per chi desidera scoprire la videoarte contemporanea e lasciarsi guidare da uno dei suoi protagonisti più raffinati.

Morto il giornalista Domenico Mugnaini: funerali in Duomo per “Dodo”

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Lutto nel mondo del giornalismo: è morto nella sua casa di Firenze Domenico Mugnaini, 65 anni, direttore del settimanale Toscana Oggi. Era malato da tempo. Lascia la moglie Barbara e i figli Andrea e Giovanni. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati da più parti, dai colleghi, come dal mondo della politica e dell’economia.

Chi era

Mugnaini (soprannominato “Dodo” dai colleghi) era molto conosciuto nell’ambiente giornalistico. In passato è stato anche a capo della redazione giornalistica di Canale 10, redattore dell’agenzia di stampa ASCA e poi caposervizio aggiunto all’Ansa di Firenze, occupandosi di politica ed economia, ma anche di grandi inchieste come quelle sul mostro di Firenze, sulla strage dei Georgofili e sulle vicende legate al Monte dei Paschi di Siena. Dal 2017 era entrato nel consiglio di amministrazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore, mentre dal 2019 ricopriva il ruolo di direttore responsabile di Toscana Oggi.

I funerali di Domenico Mugnaini

Dalle ore 17 di oggi, 19 novembre, la salma di Domenico Mugnaini è esposta nella cappella mortuaria della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, in piazza San Gervasio a Firenze, zona Campo di Marte, che resterà aperta fino alle 19. Giovedì 20 e venerdì 21 novembre sarà accessibile dalle ore 9 alle ore 19. Giovedì sera, alle ore 21.15, nella chiesa di San Gervasio è prevista anche una veglia di preghiera. I funerali di Domenico Mugnaini si svolgeranno sabato 22 novembre 2025, alle ore 10:00, in Duomo a Firenze, ha comunicato l’Opera di Santa Maria del Fiore. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola e Santa Reparata apriranno al pubblico dalle ore 12.30.

 

Case, piazza, coworking: il progetto per il complesso di Santa Maria Novella

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Novità nel progetto di recupero del complesso di Santa Maria Novella a Firenze, in particolare per la parte dell’edificio occupato fino al 2018 dalla scuola sottoufficiali dei Carabinieri. Nel cortile interno nascerà una piazza alberata accessibile al pubblico, mentre nella struttura verrà realizzato anche il primo spazio di coworking comunale. Le due new entry nel piano di riqualificazione sono state annunciate dalla sindaca Sara Funaro, che ha riunito la giunta in uno degli spazi già recuperati del complesso.

Le novità nel progetto di recupero del complesso di Santa Maria Novella

La prima novità riguarda la piazza pubblica ispirata al tema del Mediterraneo che sarà realizzata rimuovendo l’asfalto nel cortile dove un tempo si trovava il parcheggio e lo spazio per le adunate degli allievi dei Carabinieri. Sarà grande 2mila metri quadrati, di cui la metà di giardino, con entrate su piazza Stazione e via della Scala aperte durante il giorno e chiuse, per motivi di sicurezza, di notte. I lavori, già aggiudicati con gara pubblica, partiranno all’inizio del 2026.

Sulla piazza verde affaccerà il primo coworking di proprietà comunale, con 50 postazioni di lavoro da affittare a prezzi più bassi rispetto a quelli del mercato. “Già ci sono esperienze positive di questo tipo in città da parte di tante realtà del privato – ha spiegato la sindaca – abbiamo deciso di introdurre questa opportunità all’interno di questo complesso ricco di funzioni, anche perché siamo in una zona centrale e nevralgica”.

E ancora è prevista una caffetteria da 250 metri quadri all’ingresso pedonale da piazza Stazione e collegata con la terrazza dell’aula magna dell’ex scuola Carabinieri, spazio destinato invece a ospitare eventi di carattere nazionale e internazionale.

Giunta Firenze Santa Maria Novella
© Ufficio Stampa Comune di Firenze

Musei e case

Le due new entry nel progetto per il complesso di Santa Maria Novella si aggiungono alle funzioni già previste dal Comune di Firenze. Una bella fetta sarà destinata alla cultura: una porzione degli ambienti storici è ormai entrata a far parte del percorso di visita di Santa Maria Novella; entro l’estate 2026 sarà pronto il Mundi, il museo della lingua italiana; al primo piano prenderà posto il Galileo Lab per i laboratori didattici, le mostre e le attività del Museo Galileo. E ancora qui arriverà la sede del museo Alinari, oltre ai documenti e i plastici del museo “Firenze com’era” (chiuso da oltre 10 anni) e la fototeca comunale.

Già aperta l’ala che ospita i “Depositi visitabili“, che custodiscono le opere d’arte non esposte nei musei civici fiorentini. Inaugurato anche il Firenze Welcome Center, il punto di accoglienza e informazione turistica. Nel complesso di Santa Maria Novella sono poi in via di realizzazione anche appartamenti, per riportare i cittadini ad abitare il centro, ha fatto notare la sindaca. Su 4 mila metri quadrati nasceranno 53 alloggi pubblici, dai 35 ai 60 metri quadrati, che il Comune tramite Casa Spa affitterà a canone calmierato, con particolare attenzione alle giovani coppie.

Secondo le previsioni di Palazzo Vecchio, tutti i lavori si concluderanno entro il 2027, per un investimento di 36 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 8 milioni di euro per l’housing sociale.

“La morale”: la violenza del Circeo attraverso la lente del teatro

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Debutta il 21 novembre al Teatro dell’Affratellamento di Firenze, come evento OFF del festival “L’Eredità delle Donne”, La morale, il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Andrea Genovese. Una produzione della Compagnia Interazioni Elementari, che si inserisce nella settimana internazionale dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale intensa, necessaria e profondamente civile.

Nel suo monologo, Genovese affronta uno dei casi più terribili della storia italiana: il massacro del Circeo, avvenuto nel 1975, in cui Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez furono sequestrate, torturate e brutalmente aggredite da tre giovani appartenenti all’alta borghesia romana. La morale non si limita a ricordare l’episodio, ma indaga il contesto culturale e sociale che lo ha reso possibile, interrogando ciò che resta ancora oggi di quella violenza nei comportamenti, nei linguaggi e nelle convenzioni quotidiane.

La morale utilizza un racconto diretto, senza retorica, accompagnato dal lavoro sonoro di Gabriele Doria e di Mattia Bacchetti, aiuto regia e light design, direttore artistico della compagnia. Il risultato è un affresco lucido e disarmante, che invita il pubblico a fermarsi e a riflettere.

Violenza di genere e memoria collettiva: un lavoro necessario

Il punto di vista scelto—quello di un uomo che si confronta con l’orrore e la responsabilità etica del ricordare—rende lo spettacolo particolarmente efficace. È un percorso che attraversa le omissioni della storia, le distorsioni della morale comune e le battaglie legislative che hanno portato, solo nel 1996, a riconoscere la violenza sessuale come reato contro la persona e non contro la pubblica decenza. Un cambiamento a cui contribuì la stessa Donatella Colasanti.

Secondo Genovese, La morale nasce dalla necessità di analizzare le radici profonde e spesso invisibili della violenza, un retaggio che continua a influenzare la società contemporanea. Per Bacchetti, non si tratta di teatro documentale, ma di un “atto di responsabilità artistica”, che sceglie di generare domande più che risposte, nella convinzione che il dubbio sia il vero motore del cambiamento culturale.

Lo spettacolo arriva al pubblico fiorentino dopo un primo studio presentato alla Sala Ex Leopoldine nell’ambito del festival Spiragli – Teatri dietro le quinte, e una tappa speciale a Sezze per il 50° anniversario dei fatti del Circeo. La presenza a L’Eredità delle Donne ne conferma la natura politica e culturale, capace di trasformare la scena in uno spazio di riflessione collettiva.

La compagnia Interazioni Elementari

Fondata a Firenze nel 2017, la compagnia porta avanti progetti di formazione, produzione e attività legate al teatro sociale, tra cui un laboratorio annuale all’interno dell’Istituto Penale Minorile “G. Meucci”. Dal 2018 organizza il festival Spiragli – Teatri dietro le quinte, giunto nel 2025 alla sua settima edizione.

Informazioni utili 

La morale
Teatro dell’Affratellamento, Via Giampaolo Orsini 73 – Firenze
21 novembre, ore 21
Biglietti: 12€, acquistabili in loco dalle 20 oppure online su Evients