giovedì, 3 Settembre 2026
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Mai in silenzio: la musica contro la violenza di genere

Al via il concorso musicale contro la violenza di genere. Dopo le ultime iniziative portate a termine dal progetto “Mai in silenzio: musica contro la violenza di genere”, Controradio con la collaborazione di Regione Toscana e SIAE ha deciso di aggiungere un’altro tassello per alla sua battaglia; sensibilizzare i giovani sul tema dell’uguaglianza dei sessi.

Per farlo questa volta sono chiamati a rispondere all’appello tutti i giovani musicisti che risiedono e lavorano nella regione Toscana. La gara andrà a premiare i brani che riusciranno meglio a portare alla luce, verità e riflessioni sul rispetto della figura della donna.

Gli autori dovranno scrivere ed interpretare brani in lingua italiana che saranno poi valutati da una giuria. A far parte degli esaminatori i tre musicisti e tutor del progetto musicale dei licei Francesco Guasti, Tommaso Novi e Diana Winter, oltre ai cantanti Dario Brunori e Irene Grandi.

I PREMI

L’iniziativa prevede per i primi tre classificati dei premi che vanno, in proporzione, dai 1000 ai 3000 euro. Inoltre gli artisti potranno vedere le loro opere completamente realizzate, grazie all’incisione di un album e di un videoclip oltre al servizio di promozione e ufficio stampa.

E in più, durante il Meeting dei diritti umani al Mandela Forum, avranno la possibiltà di esibirsi davanti ad un pubblico composta da 8mila studenti.
Al termine del contest sarà iniciso un disco formato dai brani dei primi cinque classificati. Le canzoni verranno passate in radio oltre ad essere inserite nelle piattaforme multimediali.

REGOLAMENTO

Le iscrizioni (gratuite) , che termineranno l’8 maggio, potranno essere compilate andando sul sito www.maiinsilenzio.it. Per partecipare è necessario, oltre alla completa compilazione del modulo presente online e della cheda biografica, caricare il proprio brano inedito completo di testo scritto e allegare una o più foto di ottima qualità.

Uno modo diverso per provare ad unire l’arte della musica con l’originalità dei giovani senza trascurare la profondità del tema; perche, come detto da Marco Imponente (direttore generale di Controradio), “la musica è un ottimo strumento di comunicazione virale, che può essere utilizzato per una buona causa.”

 

 

Un Quarto Stato al femminile

Un centinaio di persone schierate davanti alla Coop. Tante donne, ma anche uomini e bambini. Dall’altra parte un’antica macchina fotografica Alinari, per scattare “un'immagine d’epoca” inspirata al celebre Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. È l’iniziativa simbolica “La Piazza dei Diritti” andata in scena in piazza Bartali, a Firenze sud, davanti al centro commerciale di Gavinana, e promossa da Unicoop Firenze in occasione della giornata internazionale della donna.

“Ogni anno come Unicoop Firenze organizziamo momenti di riflessione per l’8 marzo – spiega Luciano Rossetti, direttore del settore soci di Unicoop Firenze – questa iniziativa, che vuole mettere al centro i diritti delle donne, è solo uno dei tanti eventi organizzati in questi giorni dalle 38 sezioni soci di Unicoop Firenze in 7 province toscane”.

La Piazza dei Diritti

In piazza Bartali si sono date appuntamento associazioni, persone impegnate nel volontariato ma anche cittadine e cittadini comuni. Un segnale per focalizzare l’attenzione sui diritti delle donne, che, come quelli dei lavoratori rappresentati dal pittore piemontese a fine Ottocento, sono un tema emblematico della società contemporanea.

La piazza dei diritti Gavinana Coop Giornata della donna

“Dai frequenti episodi di violenza sulle donne alla tematica della parità salariale e alla suddivisione fra tempi di vita e di lavoro, la questione femminile è oggi più attuale che mai – fanno sapere da Unicoop Firenze – con l’iniziativa di piazza Bartali vogliamo far conoscere ai cittadini l’impegno delle tante associazioni attive sul territorio, creare relazioni e offrire spunti di riflessione e immortalare l’avanzata dei diritti delle donne in uno scatto che ci ricordi che niente deve essere dato per scontato”.

Siamo malati di smartphone

In una città smart come la nostra, se rimanessimo a piedi per un qualsiasi motivo potremmo noleggiare al volo una bici o un’auto, grazie a una semplice app sullo smartphone (ne parliamo sul numero di marzo de il Reporter). Oppure potremmo acquistare un biglietto dell’autobus con un sms. Ma se rimanessimo un’intera giornata senza smartphone? Forse rischieremmo di perderci.

In 10 anni siamo passati da usare il telefono 18 minuti al giorno a circa tre ore. Le spendiamo per lo più sui social (primo tra tutti Whatsapp), ma anche nel controllare aggiornamenti in diretta sul web e casella mail. Steven Soderbergh, premio Oscar e prolifico regista (suoi Erin Brokovich, Effetti  collaterali, Magic Mike, oltre alla serie degli Ocean’s dagli “eleven” in giù), ha appena presentato al Festival di Berlino il primo film girato interamente con un cellulare.

“Lo smartphone è la nuova frontiera della creatività”, ha dichiarato.  Ma attenzione: il film si chiama Unsane e non a caso è un thriller psicologico. I cellulari di ultima generazione sono così presenti nella  nostra vita quotidiana da aver generato una serie di “tecno-malattie”. Secondo una ricerca inglese la mania del selfie e è diventata una sorta di disturbo ossessivo-compulsivo, abbiamo stuoli di adolescenti con il “pollice ad artiglio”, deformazione delle articolazioni che di solito colpisce gli ultra-settantenni e siamo circondati da “gobbe da smartphone” ovunque ci troviamo, in coda alla posta, sui mezzi pubblici, per strada.

Già proliferano gruppi di auto-aiuto per liberarsi dalla dipendenza da tecnologia e percorsi per avvicinarsi al momento cruciale: l’eliminazione dallo smartphone della propria app preferita. Pare infatti che la guarigione passi da qui: dalla consapevolezza che per riprendersi qualcosa di importante come il proprio tempo, è necessario lasciare andare qualcos’altro. Ma forse non avevamo bisogno di un seminario per capirlo.

La precisazione: il castello di Sammezzano ha 70 sale

Gentili curatori del sito Save Sammezzano,

in riferimento all’articolo “Il mito delle stanze di Sammezzano: ecco come è nato”, pubblicato sul vostro sito il 1° marzo scorso, ci sentiamo in dovere di fare qualche precisazione.

Non riteniamo, infatti, di poter essere accreditati come “fonte del mito” delle 365 stanze del Castello di Sammezzano. Come riportano anche alcuni dei vostri lettori nei commenti al suddetto articolo, la leggenda delle 365 stanze era già diffusa ben prima della data del testo da voi incolpato, pubblicato da una nostra collaboratrice sul sito del Reporter nel marzo 2012. Alcuni commenti fanno riferimento “agli ultimi 10 anni”, altri a un tempo ben più remoto. Sembrerebbe trattarsi, dunque, di una storia di lungo corso che ha colpevolmente colpito anche la nostra redazione.

Ciò non toglie che le fonti vadano sempre controllate: ci scusiamo per l’errore riportato (ovviamente in buona fede), ma all’epoca della stesura dell’articolo non era possibile verificare l’esatto numero delle stanze, essendo il Castello di Sammezzano chiuso e interdetto al pubblico da anni. Inoltre, la pubblicazione a cui fate giustamente riferimento, il libro “La Villa di Sammezzano. Un’Alhambra toscana”, nel quale si riportano dati tecnici e planimetrie, è uscita cinque anni più tardi rispetto all’articolo del Reporter.

Provvederemo quanto prima a correggere l’articolo sul nostro sito internet, per interrompere – almeno per quel che ci riguarda – la spirale che alimenta questa inesattezza sul Castello di Sammezzano, che peraltro ci sta molto a cuore. E ne approfittiamo per ribadire la nostra più completa disponibilità a dare risalto a notizie che riguardino le attività promosse al fine di preservare il Castello, così come ad accogliere altre segnalazioni utili alla cittadinanza.

Cordialmente,
Francesca Puliti e Matteo Francini

A Firenze arriva la bicipolitana!

“Sali” in bicipolitana e scendi dall’altra parte di Firenze, pedalando dentro la città solo su percorsi protetti, con cartelli di indicazione a misura di ciclista, “fermate” nei luoghi di interesse (dagli uffici pubblici ai poli universitari) e stima dei tempi di percorrenza, per dare una mano anche ai meno esperti in sella. Ad esempio ci vorranno cinquanta minuti in bicicletta, senza andare a rotta di collo, da Sorgane alla sede della Regione in via di Novoli; mezz’ora tra il Ponte di Varlungo e quello della tramvia alle Cascine.

È il progetto lanciato dall’associazione Fiab – Firenze Ciclabile e sposato dal neonato ufficio bici del Comune di Firenze, che riunisce gli assessorati di mobilità, ambiente, urbanistica e polizia municipale, coinvolgendo anche Legambiente: creare una rete di direttrici ciclabili fino ai confini della città, per un totale di otto percorsi, otto linee di colore diverso proprio come una metropolitana. Questa volta però niente vagoni, solo pedali e un po’ di buona volontà come motore propulsore.

 

FI 04 Bicipolitana mappa

 

Per far viaggiare la bicipolitana il Comune ha annunciato lavori che ricuciranno le piste ciclabili esistenti e ne creeranno di nuove: 18 chilometri in più di asfalto rosso nei prossimi due anni, a cui si aggiungeranno altri 7 chilometri di tragitto da ricavare nei parchi pubblici e la manutenzione delle ciclovie già realizzate.

Si parte dalla linea rossa (da Quaracchi a Sorgane, con un terzo di questi 14 chilometri da realizzare) e blu (13 chilometri, di cui manca un decimo del percorso, dalle Piagge al ponte di Varlungo passando per il centro). Poi toccherà alla verde Villa Vogel-Rovezzano e alla celeste Ugnano-Anconella.

Fra gli interventi già programmati due chilometri e mezzo di ciclabile nella zona di Lungarno Serristori, per sostituire il percorso misto sul marciapiede, la pista su Ponte San Niccolò e l’ultimo tratto di Lungarno della Zecca Vecchia fino alla Biblioteca Nazionale.

 

Professione Influencer: a Firenze i blogger più famosi

Essere un influencer ormai è un vero e proprio lavoro, dal travel blogger al social media manager aumentano le professioni legate al web. Questo mondo è al centro di Florence Update: i più importanti blogger e influencer d’Italia si danno appuntamento a Firenze per una giornata di formazione dedicata a chi vuole intraprendere le nuove professioni connesse al marketing online o scoprire come coinvolgere i professionisti più affermati per promuovere la propria azienda.

Appuntamento martedì 20 marzo dalle 9 alle 19 alla Fortezza da Basso per l’iniziativa organizzata da destinationflorence in partnership con il Comune di Firenze. Sul palco del Teatrino Lorenese si alterneranno 8 tra i più famosi travel blogger e influencer italiani, sotto la direzione artistica di Antonio Ficai, co-fondatore dell’Associazione Nazionale Igersitalia e consulente freelance per marketing e comunicazione.

Influencer e ospiti

Tra i protagonisti della giornata dedicata agli aspiranti influencer: Francesca Barbieri, fondatrice del blog “I Viaggi di Fraintesa”, citato tra i più influenti da La Repubblica, Corriere della Sera, Vanity Fair e TGCom; Ilaria Barbotti, esperta di dinamiche social e web e fondatrice di Igersitalia; Nunzia Cillo, blogger professionista e vincitrice dell’Imagelogger Award 2014; Valentina Piccini, fondatrice del blog mammeaspillo dedicato alle madri in carriera; Gian Luca Sgaggero, travel blogger esperto, anche di viaggi gay friendly; Manuela Vitulli web content editor per portali di viaggio, testate online, magazine cartacei; Georgette Jupe, la Girl in Florence dell’omonimo blog che dal 2012 racconta Firenze e l’Italia per expat e stranieri; Laura Masi, una delle instagramer più note sulla scena fiorentina.

Influencer più famosi d'Italia - Firenze Florence Update

Tra le tematiche che saranno trattate durante la giornata l’importanza dello storytelling nel travel blogging, il mondo del turismo lgbt, come comunicare correttamente per promuovere gli itinerari dedicati alle famiglie, la realizzazione di piani editoriali efficaci e il tema del copywriting. E ancora: consigli pratici sul video making e la fotografia per i canali social, come analizzare i dati e pianificare una comunicazione efficace online.

Come partecipare

Firenze si propone quindi come destinazione protagonista nell’era dell’influencer marketing e delle digital PR. L’evento si presenta per la prima volta ma ha l’obiettivo di diventare un momento di aggiornamento continuo ed è già in programma la seconda edizione che si terrà a fine 2018, affrontando altre tematiche legate al mondo del dell’influencer marketing. I posti sono limitati e la pre-registrazione è obbligatoria sul sito Destination Florence, nella sezione dedicata a Florence Update

Bus e tram: come cambiano i tracciati delle linee Ataf

Autobus e tramvia: a Firenze con l'attivazione dei due nuovi collegamento su rotaia, 6 linee Ataf scompariranno, mentre altre 30 subiranno delle modifiche. Palazzo Vecchio ha reso noto il piano per il trasporto pubblico che entrerà progressivamente in funzione a partire dalla prossima estate.

Le linee bus, o parte di esse che si sovrappongono alla tramvia, verranno soppresse; altre saranno riorganizzate per creare coincidenze utili al traffico passeggeri. I chilometri percorsi però non cambieranno, i tagli serviranno piuttosto a potenziare il servizio nelle zone in cui non è presente la tramvia.

Quali linee Ataf vengono soppresse?

La linea 22 verrà definitivamente soppressa, coincidendo con il tracciato della linea due della tramvia Aeroporto – Stazione. Via anche la linea 4, che sarà inglobata dal tragitto dell'autobus numero 60 (vedi sotto). Addio anche a tre servizi scolastici (81, 85 e 89) che verranno inglobati dalle linee “convenzionali” 23 e 44. Scompare anche il 52.

Quali cambiano percorso?

Il 14 subirà un importante cambiamento di percorso, evitando completamente i punti di coincidenza con la linea tre: quindi dal Girone arriverà solo fino alla Stazione Santa Maria Novella, il percorso fino a Careggi sarà soppresso, perché i passeggeri potranno salire sulla tramvia.

Cambia anche il tracciato del bus numero 8 che da una parte si accorcia, ma dall'altra si allunga: la linea 8 si fermerà nella nuova piazza Oriana Fallaci alla Fortezza e gli utenti potranno proseguire verso Santa Maria Novella solo su rotaia. Sull'altro fronte l'8 arriverà fino a Nave a Rovezzano con il potenziamento delle corse.

Il 23 sarà uno dei pochi privilegiati a raggiungere la stazione, proseguendo fino al capolinea in Santa Maria Maggiore, al posto dell'eliminato 22. Lo stesso 23, arrivato a Sorgane, proseguirà poi fino a Bagno a Ripoli. 

Il 57, partendo da Campi, collegherà i poli universitari di Calenzano, Sesto Fiorentino e San Donato a Novoli. Infine le linee 2 e 28 da Sesto arriveranno fino in piazza Dalmazia.

Quali sono le nuove linee?

Le  nuove entrate sono due linee definite “circolari” per collegare le varie zone del quartiere 5 alle nuove linee della tramvia e consentire anche un interscambio tra i due tracciati ferrati: il bus numero 58 (da Ponte all'asse a piazza Leopoldo) e il 60 (da via Forlanini a piazza Leopoldo).

Cosa resta?

Alcune linee forti, come 1, 6, 11 e 74 rimarranno pressappoco invariate, senza subire cambiamenti radicali di partenza e arrivo. Resta anche la linea 54 per lo stadio.

E il trasporto extraurbano?

La zona di Santa Maria Novella sarà sgomberata e ci sarà una riduzione delle lunghezze dei percorsi dei bus extraurbani per eliminare disagi e ritardi. Sono dunque stati individuati alcuni punti di interscambio in cui le gomme si fermeranno lasciando spazio alle rotaie.

Per la linea 1 sarà la fermata Villa Costanza a dare il cambio ai mezzi provenienti dall'empolese, Pisa e Livorno, mentre la fermata Nenni-Torregalli per quelli provenienti dal Chianti. Guidoni farà da interscambio per i bus che raggiungono Firenze dal Mugello tramite autostrada, Pistoia, Lucca, Prato, Pisa e Livorno; mentre i bus provenienti dal Valdarno, Bagno a Ripoli, Chianti e Arezzo si fermeranno in Piazza Beslan.

Quando?

Il piano sarà confrontato con gli altri Comuni ed entrerà in funzione in modo graduale. Si partirà a luglio per andare a pieno regime a settembre.

Il primo condominio solidale della Toscana è a Campi

Sedici storie, sedici persone che con i loro vissuti e qualche difficoltà alle spalle si avviano a iniziare una nuova vita insieme nel primo condominio solidale della Toscana.

Ha aperto le porte a inizio febbraio Casa Diletta al Palagio, un progetto che nasce dalla collaborazione tra la Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio, l’associazione Auser Abitare Solidale e la Società della Salute dell’Area Fiorentina Nord Ovest, con il contributo della Regione Toscana. Obiettivo di tutti i soggetti coinvolti: dare una risposta al disagio abitativo e sviluppare l’autonomia socio-lavorativa di chi si trova in un momento di difficoltà.

Casa Diletta ospiterà donne sole con figli, giovani con disagio lavorativo, vittime di violenza di genere, madri o padri separati in una situazione di emergenza abitativa, per un periodo compreso tra i 6 e 12 mesi. Spazio anche agli anziani, che potranno restare per periodi anche più lunghi.Gli inserimenti saranno segnalati dalla Società della Salute e i condomini verranno sostenuti da uno staff composto da psicologi, assistenti sociali, mediatori familiari e animatori.

Una delle principali novità del progetto consiste nell’accompagnamento degli ex ospiti di Casa Diletta nel percorso verso l’autonomia attraverso la creazione e gestione di fondi di garanzia per coprire le prime mensilità di un eventuale affitto sul libero mercato all’uscita dal condominio solidale.

LA STORIA

Casa Diletta del resto è solidale da sempre. Si trova in un’ala di una delle ville più belle di Campi Bisenzio, a due passi dalla parrocchia di San Lorenzo e da via Barberinese. Nasce come possedimento della famiglia Strozzi e di passaggio in passaggio l’ultima proprietà risale alla famiglia Melchior, che la lasciò alla Misericordia. Oggi una parte è occupata dalla scuola dell’infanzia Diego Cianti, l’altra da Casa Diletta, che prima di essere una sperimentazione di social housing è stata gestita da AIL Associazione Italiana Leucemie per ospitare i familiari dei pazienti che arrivavano da fuori città per farsi curare a Firenze.

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E per l’accoglienza dei ragazzi c’è anche la casa delle viole

A Campi Bisenzio c’è un’altra casa destinata ad un progetto educativo e abitativo. È l’immobile di via delle Viole, confiscato alle mafie e restituito alla cittadinanza per offrire accoglienza, tutela e protezione a ragazzi in età tra i 16 ed i 21 anni, soprattutto maschi, privi di riferimenti parentali o provenienti da situazioni particolarmente disagiate.

I ragazzi ospitati sono inseriti in un programma di servizio sociale professionale, della durata da uno a tre anni, al termine del quale avranno sviluppato le competenze per avviarsi verso la vita adulta.

Giornata dei Giusti al Liceo Alberti

Martedì 6 marzo 2018, in occasione della “Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità”, il Liceo Artistico Leon Battista Alberti di Firenze parteciperà a questa solennità civile con la mostra “La Shoah in Europa” organizzata presso la sede centrale di via San Gallo 68.

L’iniziativa ha l’intento di mantenere viva e rinnovare la memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane e si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi difendendo la dignità delle persone rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.

Per questo, nel giardino del chiostro del Liceo Artistico Alberti – prossimo a chiamarsi Istituto di Istruzione Superiore “Alberti – Dante” a seguito dell’accorpamento con il famoso liceo ginnasio fiorentino – sarà piantato un leccio dedicato ai carabinieri Alberlo La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti che il 12 agosto 1944 si consegnarono alle truppe tedesche a Fiesole per salvare dieci ostaggi.

Una giornata per i Giusti

“A seguito dell’istituzione ufficiale della 'Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità' dello scorso dicembre 2017 – ha spiegato la Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Rita Urciuoli – il nostro Liceo ha deciso di partecipare con questa iniziativa per far conoscere agli studenti le storie di vita dei Giusti e a renderli consapevoli di come ogni persona debba ritenersi chiamata in causa, in ogni tempo e in ogni luogo, contro l'ingiustizia, a favore della dignità e dei diritti umani, in difesa del valore della verità”.

Il programma

ore 15.30 Saluti istituzionali e apertura della mostra “La Shoah in Europa” alla presenza delle autorità cittadine. A seguire, cerimonia di inaugurazione del “Giardino dei Giusti” con benedizione del leccio e canti di Cecilia Chang.

Ore 16.30 Presentazione dell’iniziativa. Intervengono Alessio Giuffrida, Prefetto di Firenze; Colonnello Salvatore Scafuri, Associazione Nazionale dei Carabinieri; Vittorio Gasparrini, Presidente del Centro per l’Unesco di Firenze; Ugo Caffaz, Consigliere per i temi della Memoria della Regione Toscana; frate Vincenzo Caprara, Padre Superiore Convento di San Domenico – Fiesole; Antonio Giovane, Presidente del Rotary Club Firenze Nord. Moderatore: Andrea Vettori, Past President del Rotary Club Firenze Nord.

Ore 17.30 Concerto degli studenti del Liceo Classico Musicale “Dante”.

Ore 18.00 Visita alla mostra guidata dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Rita Urciuoli.
Al termine sarà offerto un aperitivo.

La mostra “La Shoah in Europa” sarà valorizzata dall’esposizione delle medaglie realizzate dagli studenti del Liceo Alberti ispirate all’eroico sacrificio dei tre carabinieri di Fiesole.
 

Scandicci, sopra la Coop ambulatori e servizi

Grandi magazzini un tempo, polo sociale e per la salute oggi. Sotto super, sopra social: giù resta lo “storico” supermercato Coop, sopra prendono posto servizi per anziani, donne, persone in difficoltà, oltre a un centro della Rete Pas dedicato a fisioterapia e riabilitazione, che sarà inaugurato nei prossimi mesi.

Nel centro di Scandicci il complesso di via Aleardi cambia faccia: dopo l’arrivo al piano terra della farmacia comunale accanto allo spazio soci Coop, qui è approdata anche una nuova “casa” dell’Humanitas di Scandicci, che si aggiunge al quartier generale di via Bessi e alle due sedi di Badia a Settimo e San Vincenzo a Torri.

Humanitas di Scandicci in via Aleardi

Dalle porte a vetri affacciate su via Aleardi si accede al locale da 150 metri quadri dove 40 volontari offrono servizi gratuiti: lo sportello per il microcredito del Fondo Essere concede mini prestiti alle famiglie in difficoltà, il centro di ascolto psicologico Osiride assiste persone con dipendenze da droghe o alcol e i loro familiari, mentre il Centro servizi anziani offre aiuti, piccoli e grandi. I volontari accompagnano i “nonni” alle visite o a fare la spesa, prenotano le analisi, portano le medicine a domicilio.

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“L’idea di valorizzare questa struttura è nata due anni fa, quando è iniziato un percorso comune insieme alla sezione soci Coop di Scandicci, Farmanet e alla Rete Pas”, spiega Filippo Lotti, presidente dell’Humanitas di Scandicci, 40mila soci e oltre mille volontari attivi. “L’obiettivo era quello di dare vita a un centro polifunzionale, un punto di riferimento per la cittadinanza nel cuore della nostra città”.

Nelle nuove stanze, Humanitas ospita inoltre associazioni e realtà sociali: dal punto ascolto per donne di Nosotras alla Fondazione italiana di Leniterapia File, dall’associazione degli alcolisti in trattamento Aicat fino alla cooperativa Girasole che offre attività e svago ad anziani autosufficienti. “E in futuro ne arriveranno altre – anticipa Lotti – tante realtà ci stanno contattando per avere un punto di appoggio sul territorio scandiccese”.

In via Aleardi il centro Pas dedicato a fisioterapia, ortopedia e sport

Intanto nei prossimi mesi sulla facciata del centro Coop arriverà anche l’insegna della Rete Pas, il primo network di centri medici del no profit nata in Toscana da un pool di pubbliche assistenze fiorentine tra cui figura anche l’Humanitas di Scandicci.

In via Aleardi sarà inaugurato un centro da 650 metri quadrati tutto dedicato alla fisioterapia, alla medicina dello sport e all’ortopedia, servizi che saranno potenziati grazie allo spostamento da via Bessi. Al primo piano prenderanno posto ambulatori con strumenti diagnostici hi-tech e una palestra da 160 metri quadrati destinata alla riabilitazione e al recupero dopo traumi e interventi. Gli spazi sono già pronti, mancano solo gli ultimi dettagli.