martedì, 7 Aprile 2026
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Coronavirus, 300 guariti in un giorno. Sono 27 i nuovi casi in Toscana

Tornano a salire, dopo il minimo toccato ieri, i nuovi casi di coronavirus in Toscana, che restano tuttavia sotto i 30 per il quinto giorno consecutivo. Sono infatti 27, ma rispetto a ieri si contano ben 300 guariti in più: queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana secondo i dati del bollettino regionale di oggi, mercoledì 13 maggio.

Dei 27 nuovi casi rilevati, 5 sono emersi grazie ai test sierologici eseguiti attraverso la campagna di screening promossa dalla Regione. Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia in Toscana raggiunge i 9.829. Casi suddivisi così sul territorio: 3.340 in provincia di Firenze (7 in più rispetto a ieri), 543 a Prato (1 in più), 654 a Pistoia (2 in più), 1.033 a Massa Carrara (3 in più), 1.331 a Lucca (2 in più), 875 a Pisa (7 in più rispetto a ieri), 538 a Livorno (3 in più), 667 ad Arezzo (2 in più), 427 a Siena, 421 a Grosseto.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 264 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale aggiornata a ieri è di circa 366,5. Massa Carrara resta la provincia con il tasso più alto, 530 casi ogni 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 343 e Firenze con 330.

Si registrano 5 nuovi decessi, un dato in linea (e anzi in lieve calo) con quelli registrati nell’ultima settimana. Si tratta di un uomo e 4 donne con un’età media di 78,2 anni. Sono due le persone decedute nella provincia di Firenze, due a Massa Carrara e una a Grosseto.

Il totale dei morti per le conseguenze del coronavirus in Toscana è di 964. Di questi, 347 registrati in provincia di Firenze, 44 a Prato, 76 a Pistoia, 138 a Massa Carrara, 129 a Lucca, 78 a Pisa, 53 a Livorno, 44 ad Arezzo, 28 a Siena, 19 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana: i dati del 13 maggio

Per quanto riguarda il tasso grezzo di mortalità, ovvero il rapporto tra numero di deceduti e popolazione residente, la Toscana è la 12° regione italiana. Il suo tasso è di 25,8 deceduti ogni 100.000 residenti contro il 51,2 della media nazionale. A livello delle province, il più alto resta quello di Massa Carrara (70,8 ogni 100.000). Seguono Firenze (34,3) e Lucca (33,3). Il più basso a Grosseto, (8,6).

Si contano ad oggi 3.207 persone in isolamento a casa, risultate positive al test ma con sintomi lievi o asintomatiche. Sono 255 in meno rispetto a ieri. Altre 9.589 (-49 rispetto a ieri) persone sono isolate in sorveglianza attiva dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

Scende ancora il dato dei ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. Sono oggi 356, 23 in meno di ieri. Di questi, 72 in terapia intensiva (stabile rispetto a ieri, livello più basso dal 12 di marzo).

Consistente l’aumento dei guariti, +300 da ieri. Il totale tocca quota 5.302: si tratta di 1.345 persone “clinicamente guarite” (71 in più rispetto a ieri) divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3.957 (+229 persone) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Sono i dati riportati nel bollettino regionale di oggi sul coronavirus in Toscana, eleborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.

Creativi per l’Italia: Ied lancia un concorso di idee per uscire dalla crisi

Tutto si ferma, tutto si confina tra le mura di casa, ma c’è una cosa che nemmeno il lockdown ha messo a freno: la creatività. Così Ied, l’Istituto Europeo di Design ha lanciato un appello alla sua comunità di creativi: aiutiamo l’Italia con un’idea. Un prodotto, un servizio, una risposta a uno dei nuovi bisogni del nostro paese. La “mobilitazione creativa” si chiama Ied per l’Italia. È stata pensata per la community nazionale dell’Istituto che, fra studenti, alumni, docenti e staff, conta più di 15.500 persone. Ma, visto il successo ottenuto, adesso viene aperta a tutti i creativi.

L’obiettivo, oltre al carattere solidale che ha mosso l’iniziativa, è quello di rispettare il mandato formativo di Ied, tenere saldo il senso della community, riuscire a trasformare i vincoli in opportunità e occasioni di miglioramento, trovare nuove prospettive. In breve, mettere il design al servizio della società.

Ied per l’Italia: design al servizio del Paese

“Oggi siamo più che mai consapevoli d’essere parte di una comunità globale e quindi anche le soluzioni devono essere globali”, spiega Emanuele Soldini, direttore Ied Italia. “La forza –prosegue – risiede nell’unione e non nella divisione. Quando si tratta di dover reagire a emergenze come quella che stiamo affrontando, si mettono in campo le energie migliori e l’uomo riesce a lavorare insieme all’altro, trovando soluzioni e sviluppando progetti mai pensati prima. Ied per l’Italia nasce da queste convinzioni, è una chiamata a raccolta dei creativi che compongo la comunità Ied e non solo, affinché tutte le loro migliori idee non vadano perse, ma anzi supportate nel loro sviluppo e messe al servizio del bene comune“.

Nella domanda di partecipazione è stato chiesto di descrivere a chi è rivolto il progetto, a quale necessità risponde, lo stato di avanzamento e di cosa ha ancora bisogno per essere finalizzato: sviluppo (supporto di collaboratori, tecnici o fornitori), produzione (supporto di strutture produttive) o attività di comunicazione.

Idee creative per superare la crisi

Qualche esempio? Fra i primi progetti ricevuti ci sono gallery virtuali per la fruizione di contenuti culturali e artistici. Oppure, piattaforme di informazione e formazione a distanza, progetti di edutainment per bambini, servizi e prodotti di protezione a supporto dell’attuale emergenza sanitaria. Ma anche, in vista del momento della ripresa economica, progetti per il futuro rilancio del Paese e del made in Italy, soprattutto rivolti all’area moda.

Una volta valutati tutti i progetti ricevuti, Ied selezionerà le migliori proposte e si attiverà per supportarle nella loro concretizzazione.

Visto il successo della prima fase, riservata alla community Ied, l’Istituto ha deciso di aprire la mobilitazione creativa a chiunque abbia un progetto da proporre. Per partecipare basterà compilare l’application a questo indirizzo. Il primo termine per la consegna è fissato al 20 maggio. In caso di dubbi o ulteriori informazioni è possibile scrivere a [email protected].

Il sindaco di Firenze: “Comune senza soldi, lampioni spenti”. Chiusi i musei

“Sto valutando addirittura l’ipotesi di non accendere l’illuminazione pubblica”, mentre i musei civici di Firenze resteranno chiusi anche dopo il 18 maggio, perché sarebbe troppo costoso tenerli aperti. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, lo ha detto più volte: i Comuni, piccoli e grandi, rischiano di precipitare in un baratro, con la crisi scatenata dal coronavirus, arrivando a bloccare i servizi essenziali per i cittadini e imprese perché non ci sono più soldi.

Da qui la proposta, che è anche una provocazione per il governo: se non arriveranno fondi da Roma il primo cittadino sta valutando se spegnere i lampioni per recuperare diversi milioni di euro che mancano all’appello. In questo modo Palazzo Vecchio potrebbe continuare a garantire, dice a titolo di esempio Nardella, l’assistenza ai più deboli, come anziani e diversamente abili, o i contributi economici per la famiglie in difficoltà.

Il sindaco di Firenze: i soldi da Roma non bastano

“Si parla di 3 miliardi per i Comuni – ha detto Nardella intervistato il 13 maggio su Radio 1 durante il programma Centocittà – apprezziamo lo sforzo, ma la realtà è che i Comuni da febbraio non incassano un euro e molti tributi sono stati annullati. Lo scenario è molto pesante”. Solo a Firenze, dice il sindaco, mancano 49 milioni di euro che sarebbero arrivati dalla tassa di soggiorno, versata dai turisti. “Con quella entrata io ci pago tutti servizi educativi, gran parte del trasporto pubblico, la pulizia città e il sostentamento teatri e musei”.

Senza un aiuto economico del Governo, le città non hanno più fondi per garantire i servizi ai cittadini. Il mio intervento al Tg2

Gepostet von Dario Nardella am Dienstag, 12. Mai 2020

I musei civici di Firenze non saranno aperti dal 18 maggio

Proprio sul fronte della cultura è arrivata una decisione sofferta: i musei civici – quelli che dipendono direttamente dal Comune come Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella – non saranno aperti dal 18 maggio, possibilità che dovrebbe essere prevista dal nuovo dpcm.

Le porte rimarranno serrate perché altrimenti i costi sarebbero insostenibili a fronte di un numero esiguo di visitatori: da qui a giugno, solo la riapertura parziale durante il weekend di 3 musei graverebbe sul bilancio mezzo milione di euro, fa sapere l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “Sono soldi che non abbiamo e senza le rassicurazioni che abbiamo richiesto al Governo nelle ultime 5 settimane sul ristoro anche parziale della tassa di soggiorno non possiamo impegnare questa spesa”, ha chiarito Sacchi.

Si possono vedere gli amici da lunedì 18 maggio?

È una voce che circola insistentemente da ore: da lunedì 18 maggio si possono vedere gli amici per una visita o un pranzo in bar e ristoranti. Si tratta però solo di un’ipotesi allo studio. Il governo e la maggioranza, dopo l’apertura alle visite ai “congiunti” (che si possono fare dall’inizio della fase 2), stanno adesso definendo il nuovo decreto sulle misure per il contenimento del coronavirus che entrerà in vigore il 18 maggio: tra i nodi da sciogliere anche se permettere o meno alle persone di incontrare gli amici, finora esclusi dalla definizione di “affetti stabili”.

Sempre da lunedì dovrebbe scattare la riapertura di negozi, bar e ristoranti, in base a ordinanze delle singole Regioni. La decisione sul dpcm arriverà entro il fine settimana, ha fatto sapere il Ministro della Salute Roberto Speranza. Slitta invece in avanti l’ok agli spostamenti tra le regioni, come spieghiamo in questo articolo, un aspetto di cui si parlerà meglio tra qualche settimana, quando sarà definita la situazione dei contagi nelle diverse zone d’Italia.

Coronavirus e fase 2: lunedì 18 maggio posso vedere gli amici?

Come detto si tratta solo di un’ipotesi di lavoro sul nuovo dpcm, quello che definirà il secondo step della fase 2, da lunedì prossimo: secondo le indiscrezioni riportate dalle agenzie di stampa e dai principali quotidiani, alcuni ministri sarebbero contro il via libera agli spostamenti per fare visita agli amici. Rimarrà comunque la possibilità di incontrare i congiunti (parenti fino al sesto grado, fidanzati e affetti stabili), eventualità che è permessa ma indossando la mascherina e rispettando le distanze di sicurezza di almeno un metro.

Cosa si può fare dal 4 maggio e cosa no

Quando sarà possibile la riapertura bar e ristoranti

Nel nuovo decreto dedicato alle misure per il contenimento del coronavirus, arriverà il via libera ai governatori delle Regioni che potranno stabilire autonomamente la riapertura di negozi, bar e ristoranti dal 18 maggio. Sui territori ci dovrà essere un basso indice di contagio e i locali dovranno seguire le raccomandazioni contenute nel protocollo di sicurezza dell’Inail per il mondo della ristorazione. E quindi tavoli distanziati con almeno 4 metri quadrati a disposizione di ogni cliente, mascherina obbligatoria per cuochi e camerieri e per i clienti (eccetto durante il pasto, è ovvio), no all’aperitivo con buffet.

In Toscana 15 nuovi casi: 5 scoperti grazie al test sierologico

Sono 15 i nuovi casi di coronavirus in Toscana, 5 dei quali scoperti grazie ai test sierologici. Si registrano poi 9 nuovi decessi: queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, martedì 12 maggio.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana: i dati del 12 maggio

Il totale dei casi rilevati dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 9.802 con i 15 casi rilevati da ieri. Di questi, come detto, 5 sono emersi grazie ai test effettuati attraverso la campagna di screening sierologico promossa dalla Regione. Stabile l’indice di contagiosità, il cosiddetto R0, ancora sotto lo 0,6.

In provincia di Firenze sono 3.333 i casi complessivamente rilevati fino a oggi, 11 in più rispetto a ieri. La mappa del contagio vede poi 542 casi a Prato (3 in più), 652 a Pistoia, 1.030 a Massa Carrara (1 in più), 1.329 a Lucca, 868 a Pisa, 535 a Livorno, 665 ad Arezzo, 427 a Siena, 421 a Grosseto.

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 263 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale, a ieri, era di circa 364 ogni 100.000 abitanti. Massa Carrara resta la provincia più colpita con 529 casi per 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 343 e Firenze con 330. Le più basse sono Siena e Livorno con 160.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie

Si contano oggi 3.462 persone in isolamento a casa con sintomi lievi o asintomatiche ma trovate positive al test (meno 187 rispetto a ieri). Altre 9.638 (meno 165 rispetto a ieri) persone sono isolate in sorveglianza attiva dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

I ricoverati scendono a 379, 45 in meno di ieri. Di questi, 72 sono in terapia intensiva (-5). È il numero più basso raggiunto dal 12 di marzo 2020 per le terapie intensive.

Guariti oltre quota 5.000

Con ben 238 nuovi guariti da ieri, il totale delle persone che hanno superato il virus in Toscana sale a 5.002. Di questi, 1.274 sono le persone “clinicamente guarite” (58 persone in più rispetto a ieri, più 4,8%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altre 3.728 (+180 persone, più 5,1%) sono le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Si registrano 9 nuovi decessi: 5 uomini e 4 donne con un’età media di 86,6 anni. Tre le persone decedute nella provincia di Firenze, 1 a Massa, 1 a Lucca, 2 a Livorno, 2 a Grosseto.

Il totale dei morti in Toscana per le conseguenze del coronavirus sale a 959. Sono 345 nella provincia di Firenze, 44 a Prato, 76 a Pistoia, 136 a Massa Carrara, 129 a Lucca, 78 a Pisa, 53 a Livorno, 44 ad Arezzo, 28 a Siena, 18 a Grosseto. Otto persone sono decedute sul suolo toscano, ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (rapporto tra numero di deceduti e popolazione residente) per Covid-19 è di 25,7 x 100.000 residenti. La media italiana è di 50,9 e la Toscana è la 12° regione per mortalità. Il tasso di mortalità più alto si riscontra in provincia di Massa Carrara (69,3 x 100.000), seguono Firenze (34,1x 100.000) e Lucca (33,3 x 100.000). Il più basso a Grosseto (8,1 x 100.000).

Per quanto riguarda i tamponi, il totale ha raggiunto 184.851. Sono 5.382 i test in più eseguiti rispetto a ieri, 4.472 quelli analizzati.

Sono i dati elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus e trasmessi alla Protezione civile nazionale.

Taglio Irap 2020, cosa prevede il Decreto rilancio

Un taglio della rata Irap 2020 che le imprese dovranno versare a giugno: è questa una delle misure previste nella bozza del Decreto rilancio e rivolta a tutte le aziende piccole e medie con fatturato inferiore a 250 milioni di euro. L’approvazione del testo definitivo è attesa per oggi, martedì 12 maggio.

Che cos’è l’Irap: il significato

Irap è l’acronimo di Imposta regionale sulle attività produttive: questo il significato della sigla che identifica l’imposta introdotta in Italia all’inizio del 1998 in sostituzione di altri tributi in vigore prima di allora.

È un’imposta che – semplificando – si calcola in modo proporzionale al fatturato, e quindi al valore della produzione, non agli utili. Si applica a tutti i soggetti che fanno impresa, qualsiasi sia la loro forma giuridica. La pagano le società in tutte le forme, i lavoratori autonomi (tranne quelli che rientrano nel regime dei minimi), i produttori agricoli. Pagano l’Irap anche le amministrazioni pubbliche e gli enti commerciali e non.

Il 90% del gettito Irap viene attribuito alle regioni e serve a finanziare il Fondo sanitario nazionale. L’Irap, secondo i dati 2011, finanzia il 30% della spesa sanitaria italiana.

L’Irap è una delle imposte più criticate e da almeno dieci anni si parla della sua possibile soppressione. Questo perché il fatto che venga calcolata in base al reddito comprensivo dei costi per il personale fa sì che pesi di più sulle grandi imprese, riducendone la redditività. In più, non tenendo conto dell’utile di esercizio, deve essere pagata anche dalle imprese con i conti in rosso, aggravandone la situazione.

Cosa dice il Decreto: taglio sulla rata Irap di giugno 2020

La bozza del Decreto rilancio prevede il taglio del saldo e dell’acconto Irap previsto per il 16 giugno 2020. Inizialmente era previsto che la misura riguardasse solo le imprese che avessero perso almeno un terzo del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Dopo le ultime discussioni il governo ha però deciso di togliere il vincolo della perdita nel volume di affari per snellire le procedure.

Il taglio dell’Irap riguarderà tutte le imprese con fatturato fino a 250 milioni di euro. La platea stimata è di 1,8 milioni di aziende. Non per tutte funzionerà però allo stesso modo. In particolare:

  • Le imprese più piccole, con ricavi fino a 5 milioni di euro, avranno il taglio totale della rata di giugno dell’Irap.
  • Quelle più grandi, con fatturato tra i 5 e i 250 milioni di euro, avranno uno sconto pari al 40% del primo acconto della rata Irap.

Le zanzare non possono trasmettere il coronavirus

Hanno iniziato a ronzare insistentemente nelle nostre case. Nelle grandi città sono iniziate a proliferare proprio perché le prime disinfestazioni sono saltate a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. L’Istituto Superiore di Sanità ci fa tirare comunque un sospiro di sollievo: le punture di zanzare non possono trasmettere il coronavirus, assicurano gli esperti, bollando come bufala la notizia su un’eventuale legame di questi insetti con l’epidemia in atto.

Giorno dopo giorno, l’ISS pubblica sul suo sito le risposte ai dubbi più comuni e ha chiarito anche questo aspetto.

Come si trasmette il coronavirus

Il Covid-19, come ormai è risaputo, è un virus respiratorio e i contagi avvengono principalmente attraverso il sistema respiratorio umano: si trasmette da persona a persona grazie alle piccole goccioline (quelle che gli esperti chiamano droplet) emesse da soggetti positivi con starnuti o colpi di tosse. Un ruolo nell’infezione lo giocano anche le superfici, dove si sono depositate queste particelle invisibili a occhio nudo: toccando gli oggetti contaminati e poi portandosi  le mani alla bocca, al naso o agli occhi, c’è infatti un alto rischio di contagio.

Le punture di zanzare non trasmettono il coronavirus

Ad oggi non esiste alcuna prova scientifica che le zanzare, quelle comuni o la zanzara tigre, possano trasmettere il coronavirus dopo aver punto un soggetto positivo, dice l’Istituto Superiore di Sanità, e questo discorso vale anche per insetti simili che succhiano il sangue, come le zecche. C’è un’altra famiglia di patogeni, gli arbovirus, completamente diversi dal Covid-19, che possono invece usare questi veicoli per infettare altre persone, provocando ad esempio la febbre gialla o la dengue.

E le mosche? La risposta degli esperti dell’ISS è la stessa: non ci sono evidenze scientifiche che questi insetti siano portatori del virus volando da individuo a individuo. Zampironi e dispositivi anti-zanzare, sono utili ad allonatare questi sgraditi ospiti, fastidiosi ma non pericolosi per il coronavirus. Sul sito del Ministero della Salute sono elencate altre bufale sul Covid-19.

Taglio bollette, come funziona il bonus per le imprese previsto dal Decreto rilancio

Un taglio alle bollette della luce, un bonus per aiutare le piccole e medie imprese a far fronte alla crisi causata dal coronavirus: è una delle proposte inserite nella bozza del Decreto rilancio, già noto come decreto maggio, che il governo approverà al più tardi domani.

Una misura che, come riporta il testo della bozza, ha lo scopo di alleviare il peso delle bollette elettriche alle piccole attività produttive e commerciali danneggiate dall’emergenza coronavirus.

Bonus bollette: come funziona

Il taglio riguarderà la quota fissa delle bollette: si definisce così l’insieme degli oneri di sistema, della spesa per il trasporto dell’energia e della gestione del contatore. Si tratta di voci che vengono stabilite annualmente dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) e che per questo sono uguali per tutti i fornitori.

A gestire il bonus delle bollette delle imprese per coronavirus sarà la stessa Arera. L’Agenzia si occuperà di rideterminare le tariffe di distribuzione e misura dell’energia elettrica in questo modo:

  • Per i clienti non domestici alimentati in bassa tensione, saranno azzerate le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza e gli oneri generali.
  • Per i clienti non domestici alimentati in bassa tensione e con potenza disponibile superiore a 3,3 kW le tariffe di rete e gli oneri saranno ricalcolati come se la loro potenza fosse pari a 3 kW. Senza che questo comporti, naturalmente, nessuna effettivamente limitazione di potenza.

Taglio delle bollette per le imprese, cosa prevede il Decreto rilancio

La misura riguarda un periodo di tre mesi: quelli di aprile, maggio e giugno 2020. Avrà un iter semplificato sia nelle procedure che nell’applicazione e le risorse saranno coperte direttamente dai fondi dell’Erario. Il costo dell’operazione stimato è di 600 milioni di euro.

Coronavirus in Toscana, nuovi casi al minimo: sono solo 13

Soltanto 13 nuovi casi in Toscana: un dato probabilmente condizionato dal minor numero di tamponi analizzati ieri (1.684) rispetto ai giorni feriali delle ultime settimane, ma resta il fatto che è l’aumento più contenuto addirittura dal 3 marzo scorso. Si registrano poi 79 nuovi guariti e 8 decessi: queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, lunedì 11 maggio.

Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia sale a 9.787, con un aumento dello 0,1% rispetto a ieri. Migliora anche R0, l’indice di contagiosità, stabilmente sotto lo 0,6.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana: i dati del 11 maggio

Nella mappa del contagio in Toscana, Firenze è la provincia più colpita con 3.322 casi (6 in più rispetto a ieri). Nelle altre province si contano 539 casi a Prato (1 in più), 652 a Pistoia, 1.029 a Massa Carrara (1 in più), 1.329 a Lucca (1 in più), 868 a Pisa (1 in più), 535 a Livorno, 665 ad Arezzo (3 in più), 427 a Siena, 421 a Grosseto.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 262 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, a ieri, era di circa 363. Resta Massa Carrara la provincia più colpita con 528 casi ogni 100.000 abitanti, seguono Lucca con 343, Firenze con 328. Le più basse Siena e Livorno con 160.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie: il punto su guariti e ricoverati

Le persone in isolamento a casa sono 3.649, 70 in meno rispetto a ieri. Si tratta di persone rilevate positive al virus ma che hanno sintomi lievi o sono asintomatiche. Sono poi 9.803 (meno 134 rispetto a ieri) le persone isolate per aver avuto contatti con persone contagiate.

Scendono, anche se di poco, i ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. Sono 424 (4 in meno di ieri), di cui 77 in terapia intensiva (meno 1 rispetto a ieri).

Con i 79 guariti certificati da ieri il totale sale a 4.764. Si tratta di 1.216 persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3.548 (+79 persone, tutti i nuovi guariti da ieri) dichiarate guarite a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

Otto nuovi decessi, 950 morti da inizio epidemia

I decessi sono 8, tre uomini e cinque donne con un’età media di 82 anni. Sei di questi in provincia di Firenze, uno a Massa Carrara, uno a Livorno. Il totale dei morti dall’inizio dell’epidemia tocca i 950. Sono 342 a Firenze 44 a Prato, 76 a Pistoia, 135 a Massa Carrara, 128 a Lucca, 78 a Pisa, 51 a Livorno, 44 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (rapporto tra numero di deceduti e popolazione residente) è di 25,5 x 100.000 residenti contro il 50,6 della media italiana. La Toscana è la 12esima regione in Italia. Il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (69,3 ogni 100.000), Lucca (33) e Firenze (33,8). Il più basso a Grosseto (7,2).

Per quanto riguarda i tamponi, i test eseguiti hanno raggiunto quota 179.469. Rispetto a ieri ci sono 1.261 test eseguiti in più e 1.684 test analizzati. Su questi numeri, circa la metà di quelli che si registrano abitualmente, pesa l’operatività limitata dei laboratori di analisi di domenica.

Quando esce il decreto maggio

È il provvedimento più atteso dell’anno, un pacchetto di misure straordinarie da 55 miliardi di euro, l’equivalente di quasi due finanziarie, per tentare di tenere in piedi tutto il sistema economico e produttivo del paese. Quando esce il decreto maggio? È ormai questione di pochi giorni per l’approvazione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Misure ancora più attese nel giorno in cui l’Unione Europea ha diffuso le sue stime sul calo del Pil della zona euro che prevedono per l’Italia un calo del 9,5% nel 2020, peggior dato dopo quello della Grecia.

Decreto maggio, attesa per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale

Il decreto maggio servirà a tamponare le emergenze e a impostare alcuni strumenti utili alla ripartenza. In questi giorni i membri del governo si stanno confrontando con le parti sociali per mettere a punto le misure. Per oggi, ad esempio, è fissata la videoconferenza tra il ministro dell’economia Roberto Gualtieri e i rappresentanti di Confindustria, Ance, Confapi e Confprofessioni.

Decreto rilancio: cosa prevede la bozza dell’ex Decreto maggio

Cosa prevede il decreto maggio

I contenuti definitivi del decreto maggio si conosceranno solo quando esce, ma in linea di massima il provvedimento prevede queste misure:

  • Il rinnovo degli ammortizzatori sociali. Dal reddito di emergenza ai congedi parentali e i bonus baby sitter.
  • Nuovi contributi alle imprese, compresi incentivi a fondo perduto per quelle fino ai 5 milioni di fatturato. Oltre a strumenti per facilitare l’accesso al credito.
  • Il possibile prolungamento della sospensione dei pagamenti fiscali per le imprese, che chiedono anche l’allungamento dei termini per la restituzione dei prestiti garantiti introdotti dal decreto Cura Italia.
  • I bonus per gli autonomi e le partite Iva. Per il mese di marzo la sola Inps ha erogato 3,4 milioni di euro, ai quali si aggiungono i bonus delle casse private. L’importo dovrebbe essere confermato anche per il mese di aprile, e da maggio potrebbe salire a 1000 euro.
  • Un super ecobonus con detrazioni fino al 110 per cento per lavori di ristrutturazione e messa a norma.
  • Un pacchetto di provvedimenti a sostegno del turismo, uno dei settori più colpiti. Dal ristoro degli affitti a varie forme di credito d’imposta. Fino a un possibile bonus vacanze per chi sceglierà di trascorrere l’estate 2020 in Italia.
  • La regolarizzazione dei braccianti e dei lavoratori domestici immigrati irregolari proposta dalla ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova, sulla quale il governo non ha ancora trovato l’accordo.
  • L’ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio prospettata dalla ministra del lavoro Nunzia Catalfo. Proposta che avrebbe però già subito un ridimensionamento.
  • Misure accessorie come il bonus bici.

Maggiori dettagli su cosa prevede la bozza del Decreto maggio, ribattezzato Decreto rilancio.

Decreto maggio, quando esce?

C’è ancora molta incertezza sui tempi del decreto maggio: al momento è impossibile sapere con certezza quando esce, ma non mancano le ipotesi. Si era fatta strada l’idea di uno “spacchettamento” del decreto. Il primo pacchetto avrebbe dovuto contenere il rinnovo degli ammortizzatori sociali e dei bonus ai lavoratori, dato che si avvicina la scadenza del periodo coperto dal precedente decreto.

Ma, col passare dei giorni, si è tornati alla scelta di un decreto unico che comprenderà tutte le misure.

Il prossimo consiglio dei ministri si riunirà – in ritardo di almeno una settimana rispetto a quanto inizialmente previsto – nella serata di lunedì 11 maggio.

E non è detto che non ci sia un ulteriore slittamento. La riunione preparatoria del Consiglio dei ministri era prevista infatti nel primo pomeriggio dell’11 maggio, ma è stata poi rinviata alle ore 18. In quella sede tutte le proposte ancora sul tavolo prenderanno una forma definitiva.

Decreto rilancio, approvazione prevista tra 11 e 12 maggio

Il consiglio dei ministri dedicato al decreto maggio, ora noto come Decreto rilancio, si svolgerà a seguire, in serata. Tutto dipende però dalla durata della riunione pre-consiglio. Se si dovesse andare per le lunghe è possibile anche che tutto venga rimandato a domani, martedì 12 maggio.

Proprio martedì 12 maggio è previsto che inizi il voto in aula (a cominciare dalla Camera dei deputati) sugli emendamenti.

Il termine ultimo per l’approvazione del Decreto rilancio era fissato per lunedì 11 maggio, ma a questo punto non è da escludere che possa esserci un ultimo rinvio e dunque che il decreto maggio esca martedì 12 maggio.

Prima di illustrare i contenuti del decreto, il premier Giuseppe Conte e i ministri dovranno riferire in parlamento. È quanto prevede un emendamento votato alla Camera che introduce l’ascolto preventivo da parte del Parlamento.