martedì, 7 Aprile 2026
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Sanificazione ambienti e Covid: cosa si intende e come si fa in un negozio?

Scattano riaperture dei negozi a patto però del rispetto delle regole anti-coronavirus, tra queste l’uso delle mascherine, l’accesso contingentato delle persone, dispenser di gel igienizzanti mani, oltre all’obbligo della sanificazione degli ambienti prima di ritirare su il bandone come succede ad esempio in Toscana: ma cosa si intende e come si fa la sanificazione di un negozio? Esistono ditte specializzate che sanificano i luoghi ad esempio con l’ozono per un costo medio di circa 60 euro per 50 metri quadrati, ma ci sono anche le indicazioni del Ministero della Salute, contenute in una circolare dello scorso 22 febbraio riguardo alla prevenzione della diffusione del coronavirus Covid-19.

Il decreto cura Italia e il successivo decreto rilancio hanno inoltre previsto un bonus sanificazione, riconoscendo un credito di imposta alle aziende che predispongono operazioni per rendere sicuri ambienti e strumenti di lavoro.

Cosa si intende per sanificazione degli ambienti? Cosa significa?

Iniziamo dai tre gradini previsti dalla “scala” per rendere sicuri gli ambienti dal punto di vista igienico e sanitario: sul più basso c’è la comune pulizia, seguita dalla sanificazione, per arrivare infine alla disinfezione. Prima di sanificare un ambiente si parte dalla normale pulizia con acqua e sapone. Passare un comune detergente permette di rimuovere lo sporco visibile, come polvere, grasso e materiale organico.

Come si fa una sanificazione, dall’ozono all’alcol: risponde l’esperto

Il secondo step è appunto la sanificazione, con questo termine si intende un intervento che elimina batteri e agenti contaminanti, abbassando drasticamente la carica batterica presente negli ambienti come quelli di un negozio o di una fabbrica, grazie a prodotti chimici specifici. Interessa sia i pavimenti, sia le varie superfici come tavoli, banconi e gli strumenti di lavoro.

Come si fa la sanificazione degli ambienti e di un negozio. I prodotti

Una definizione di sanificazione si trova nella circolare del 22 febbraio 2020 diffusa dal Ministero della Salute che indica le misure di igiene da prendere nei locali dove siano state presenti persone contagiate da coronavirus. La fase preventiva è quella di lavare i locali con acqua e con i comuni saponi.

Per la decontaminazione il Ministero della Salute raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1% (il che significa semplicemente candeggina). Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, per la sanificazione viene suggerito l’utilizzo di prodotti a base di etanolo (alcool etilico) al 70% dopo la pulizia con un detergente neutro: queste sostanze eliminano i patogeni, inclusi quelli legati al virus Covid-19.

Vanno sanificate con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, come muri, porte, maniglie, finestre. La biancheria, come  le tende e altri materiali di tessuto, deve essere sottoposta a un lavaggio con sapone e acqua calda a 90 gradi. Se non è possibile a causa delle caratteristiche del tessuto, va aggiunto al ciclo di lavaggio candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio. Qui in dettaglio i prodotti per la disinfettare le superfici e la procedura per sanificare i vestiti nei negozi di abbigliamento.

Sanificazione dei condizionatori, il rapporto anti-Covid dell’ISS e le regole

Cosa dice la circolare del 22 febbraio del Ministero della Salute

Queste indicazioni, come detto, sono riportate nero su bianco nella circolare numero 5443 del 22 febbraio 2020 sul Covid-19, redatta dal Ministero della Salute: ecco quindi in sintesi cosa prevede per la sanificazione degli ambienti non sanitari (stanze, uffici, mezzi di trasporto, negozi).

  1. Procedere prima di tutto alla normale pulizia con acqua e sapone;
  2. Per la sanificazione degli ambienti vengono raccomandati questi prodotti: ipoclorito di sodio 0,1% (candeggina) o dove non è possibile usarlo etanolo al 70% (alcol etilico);
  3. Questa pulizia approfondita deve riguardare in particolare le superfici toccate di frequente come porte, maniglie, finestre, banconi, bagni;
  4. Durante la sanificazione con prodotti chimici è meglio assicurare la ventilazione degli ambienti ed è consigliato indossare la mascherina

Qui il testo in pdf della circolare del Ministero della Salute.

Il bonus sanificazione Covid-19, come funziona il credito d’imposta

Il decreto rilancio ha rinnovato le misure in favore delle aziende che igienizzano gli ambienti di lavoro, grazie a un bonus sanificazione che prevede un meccanismo di credito d’imposta, pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per un massimo di 60 mila euro per ciascun beneficiario. Ne possono usufruire soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione; associazioni; fondazioni e gli altri enti privati, compresi quelli del terzo del settore.

Bonus affitto, credito d’imposta per imprese danneggiate dal coronavirus

Un bonus per le imprese piccole e medie in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus, un credito d’imposta per coprire fino al 60% dei costi di affitto dedicato a imprese e negozi: è la misura prevista nella bozza del Decreto rilancio. Il testo definitivo è atteso per i prossimi giorni.

Come funziona il bonus affitto

Il bonus affitto previsto dal Decreto Rilancio, il più ampio pacchetto di misure straordinarie di sostegno all’economia per le conseguenze del coronavirus, è a tutti gli effetti un credito di imposta. Ciò significa una detrazione – uno sconto – sulle tasse dovute da chi lo riceve, in questo caso le imprese che ne faranno richiesta.

Dall’industria al commerciale

Servirà a coprire parte dei costi dell’affitto di uffici, negozi e locali delle imprese di tutti i tipi che vorranno richiedere il bonus affitto: industriali, commerciali, artigianali, agricole e ogni azienda di servizi e di attività professionali.

Il bonus affitto sarà concesso anche agli enti non commerciali, ai soggetti del Terzo settore e a quelli religiosi.

Credito di imposta al 60%: i requisiti del bonus affitto

Il credito di imposta verrà riconosciuto fino al 60% del valore dell’affitto. Ma non sarà per tutti. Chi può richiedere il bonus affitto? Le imprese che soddisfino questi due requisiti:

  • ricavi non superiori ai 5 milioni di euro nel 2019.
  • una diminuzione del fatturato di almeno il 50% nel mese di aprile 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente.

Unica eccezione le strutture alberghiere e ricettive, per le quali il credito non avrà requisiti legati al fatturato.

Il bonus affitto, così come previsto nella bozza del Decreto rilancio all’esame del governo, avrà durata di tre mesi. Il credito di imposta sarà cioè riconosciuto alle imprese che ne avranno diritto sugli affitti dei mesi di aprile, maggio e giugno.

Pacchetto scuola 2020/2021 a Firenze: come fare domanda

Dai libri scolastici al materiale didattico, fino al pagamento dei servizi. È aperto il bando del Comune di Firenze per fare domanda dei contributi previsti dal “Pacchetto scuola 2020/2021” per i bambini e i ragazzi iscritti alle scuole medie e superiori, provenienti da famiglie con basso reddito.

Per un mese e mezzo sarà possibile presentare richiesta online e poi sarà stilata una graduatoria per assegnate i fondi stanziati dalla Regione Toscana per il sostegno allo studio.

Pacchetto scuola 2020/2021, a chi spetta e come fare domanda

Possono fare domanda le famiglie con un Isee fino a 15.748,78, dall’11 maggio fino alle ore 20.00 del 30 giugno 2020, collegandosi alla rete civica con le credenziali per i servizi online. L’ordine di arrivo delle richieste non incide sulla graduatoria finale.

Ecco gli altri requisiti. Gli studenti o le studentesse devono essere residenti nel Comune di Firenze e iscritti a una scuola secondaria di primo o secondo grado (medio o superiori) oppure a un percorso di istruzione e formazione professionale  attivato in una scuola secondaria di secondo grado o promosso da un’agenzia formativa accreditata.

L’importo dei contributi

Alle famiglie che rientreranno nella graduatoria il pacchetto scuola 2020/2021 del Comune di Firenze prevede due tipi di contributi: quello standard da 300 euro e l’importo ridotto da 180 euro. I fondi saranno versati sul conto corrente indicato dal nucleo familiare.

“Sono fondi molto utili per garantire il diritto allo studio – ha detto l’assessore all’educazione del Comune di Firenze Sara Funaro – si finanziano benefici economici a favore degli studenti a basso reddito. Un aiuto importante che lo scorso anno ha visto l’erogazione del contributo a circa 2500 studenti fiorentini”. Tutte le informazioni sul sito del Comune di Firenze (questo il link).

Casalinghitudine: resto a casa e impasto

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“Spazi privati, modernità a ritmo lento e tanti, tanti carboidrati”. Casalinghitudine di Simona Santelli è un progetto nato col lockdown, durante l’emergenza Covid-19. Ideato da una professionista della comunicazione amante di lievitati e affini, come spesso accade alle idee vincenti nasce da un bisogno. Fin dall’inizio della quarantena infatti Simona riceve decine di richieste al giorno a tema lievitati. Per aiutare concretamente i neofiti panificatori casalinghi decide di unire il suo lavoro alla sua passione, che è cucinare. Nasce così Casalinghitudine, un contenitore interattivo aperto a chiunque sia curioso di imparare e condividere saperi ed esperienze. Ogni settimana una newsletter che contiene un breve racconto, consigli di lettura, suggerimenti su film, video, podcast e l’invito per il workshop online del sabato, ogni sabato l’incontro tramite piattaforma virtuale e la lezione di panificazione collettiva.

Lievito e web: il progetto Casalinghitudine

Gli ingredienti alla base del successo di Casalinghitudine, diventato un appuntamento fisso per decine di persone dall’inizio della quarantena ad oggi, sono semplici come il pane: socialità, condivisione e voglia di impastare.

“Abbiamo iniziato tra amici e in poco tempo siamo diventati molti di più”, racconta Simona Santelli. “In tantissimi mi scrivono per ringraziarmi di averli avvicinati alla panificazione, da sempre vista come una montagna invalicabile”. “Il lavoro che faccio – prosegue – è adattare ricette che sono ormai entrate nel mio quotidiano per un pubblico neofita, cercando di eliminare passaggi complessi e spiegando in maniera chiara le difficoltà. Quando, finita la diretta, i partecipanti postano sui social le loro opere percepire la loro soddisfazione è molto gratificante”.

Impastare è condividere

L’idea alla base del progetto di Simona è quello che rende l’esperienza qualcosa di più di una semplice lezione di cucina ed è la ricerca di rinnovate forme di socialità e condivisione. Casalinghitudine è l’esempio di come incontri digitali possano trasformarsi in vere occasioni di scambio e confronto avvicinando anche i meno avvezzi al web all’esperienza, con tanto di brindisi collettivo a fine lezione.

zoom
Una delle lezioni online di Casalinghitudine

“Siamo solo all’inizio di questo progetto. Il sito è in costruzione, a breve vorrei caricare i contenuti delle lezioni e avere una piattaforma che unisca le mie passioni: scrittura, cucina e fotografia. Non sono e non voglio essere una food blogger. Quello che mi piacerebbe fare è creare sinergia tra le persone, che oggi vedo animate da una consapevolezza nuova diventata estremamente forte durante il lockdown: il piacere di essere “casalinghi” in un’accezione moderna, intesa come tempo speso bene, per sé stessi e insieme agli altri, con la spina della routine staccata e la mente accesa, lucida, pensante”.

Il giro del mondo dei panificatori

Con i workshop online di Casalinghitudine, che sono gratuiti e aperti a tutti, fino ad oggi si è potuto imparare e impastare le seguenti ricette: schiacchiata toscana, buns (panini per hamburger), challa (pane tradizionale ebraico), taralli, bao (panini cinesi al vapore), schiacciata di Recco, pane arabo, rugbrød (pane di segale danese).

Per info e iscrizioni alla newsletter visitare il sito simonasantelli.it e seguire @simonasantelli su Instagram

Simona Santelli si racconta: “Mi pensato di prendermi un ufficio”

“Mi occupo di comunicazione e strategie digitali per le aziende da 12 anni. Sono free-lance da 3 anni e da 3 anni lavoro da casa. Non ho mai pensato di prendermi un ufficio: nel mio appartamento ci sto bene, ma proprio tanto. Non ho (quasi) mai avuto paura di abbrutirmi, ho sempre visto questa situazione come altamente privilegiata: tempo per alzarmi con calma, senza dover forzatamente parlare con colleghi di prima mattina, tempo per mangiare bene, tempo per farsi la dormitina post pranzo (sì, la faccio spesso). Il contrappasso: instabilità, emotività, continua lotta con se stessi.

Questa quarantena ci forza tutti in casa e molti fra i miei amici, mossi da istinto di sopravvivenza, stanno sperimentando un insolito ottimismo nonostante la situazione drammatica.

Uno dei miei motti preferiti è da sempre “let’s stay home”. Adesso ho voglia di provare a raccontarlo”.

Coronavirus in Toscana: 29 casi, 325 nuovi guariti

Ottavo giorno consecutivo sotto ai quaranta nuovi casi di coronavirus in Toscana: sono infatti 29 quelli riportati dal bollettino di oggi, 5 i decessi: queste le ultime notizie sul contagio di domenica 10 maggio.

L’indice di contagiosità, come informa il bollettino della Regione, si assesta stabilmente sotto 0,6. Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia raggiunge 9.774, di cui 4.147 oggi attualmente attivi.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana: i dati del 10 maggio

La mappa del contagio in Toscana vede Firenze come provincia più colpita in termini assoluti, con 3.316 casi complessivi (11 in più rispetto a ieri). Per quanto riguarda le altre province, sono 538 i casi a Prato (2 in più), 652 a Pistoia, 1.028 a Massa Carrara (6 in più), 1.328 a Lucca (4 in più), 867 a Pisa, 535 a Livorno, 662 ad b (2 in più), 427 a Siena, 421 a Grosseto (4 in più).

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 262 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 362 ogni 100.000. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 528 casi ogni 100.000 abitanti, Lucca con 342, Firenze con 328, le più basse Arezzo e Livorno con 160.

Complessivamente, 3.719 persone sono in isolamento a casa con sintomi lievi o asintomatiche ma risultate positive (meno 286 rispetto a ieri, meno 7,1%). Altre 9.937 persone, anch’esse isolate, sono in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Scende, sebbene oggi lievemente, il numero dei pazienti ricoverati nei posti letto dedicati al Covid. Sono 428, 15 in meno di ieri. Di questi, 78 in terapia intensiva (meno 1 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 16 di marzo 2020 per i ricoveri totali dal 13 marzo per le terapie intensive.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie: 325 nuovi guariti

I guariti salgono a 4.685 con un balzo in avanti di ben 325 rispetto a ieri, il 7,5% in più. Si dividono tra 1.216 persone “clinicamente guarite” (meno 18 persone), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3.469 (+343 persone, più 11,0%) guarite a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

Si registrano poi 5 nuovi decessi: 2 uomini e 3 donne con un’età media di 83,4 anni.
Relativamente alla provincia di notifica del decesso, sono 2 le persone decedute nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 1 a Lucca, 1 a Pisa. Sono 942 i deceduti dall’inizio dell’epidemia così ripartiti: 336 a Firenze 44 a Prato, 76 a Pistoia, 134 a Massa Carrara, 128 a Lucca, 78 a Pisa, 50 a Livorno, 44 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano, cioè il numero di deceduti sulla popolazione residente, è di 25,3 ogni 100.000 residenti, contro il 50,6 x 100.000 della media italiana. La Toscana è la 12esima regione italiana per tasso di mortalità. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (68,8 x 100.000), e Firenze (33,2 x 100.000) e Lucca (33,0 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000).

Coronavirus, solo 24 nuovi casi e 7 decessi in Toscana: le notizie del 9 maggio

Appena 24 contagi, il minimo giornaliero dal 6 marzo scorso, e 7 decessi. Le ultime notizie  indicano che il contagio da coronavirus in Toscana ha rallentato in maniera decisa, secondo il bollettino di oggi, sabato 9 maggio, diffuso dalla Regione.

Covid-19 in Toscana, le ultime notizie: frena il contagio

Il totale dei casi di positività al Coronavirus in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 9.745. È ancora Firenze la provincia più colpita, con 3.305 casi complessivi (9 in più rispetto a ieri). La mappa del contagio in Toscana vede oggi cinque province su dieci a contagio zero. In dettaglio, il totale dei positivi è di 536 a Prato, 652 a Pistoia (4 in più), 1.022 a Massa Carrara, 1.324 a Lucca (5 in più), 867 a Pisa (2 in più), 535 a Livorno (4 in più), 660 ad Arezzo, 427 a Siena, 417 a Grosseto.

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 261 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 360 ogni 100.000, secondo il dato aggiornato a ieri. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 524 ogni 100.000 abitanti, Lucca con 341, Firenze con 327. Le più basse Arezzo e Livorno con 160.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana: i dati del 9 maggio

Ci sono, ad oggi, 4.005 persone in isolamento a casa con sintomi lievi oppure prive di sintomi (104 in meno rispetto a ieri, il 2,5%). Sono 7.759 (meno 3.650 rispetto a ieri, meno 32%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Continua a scendere il numero dei pazienti ricoverati nei posti letto dedicati Covid. Oggi sono 443, 40 in meno di ieri (meno 8,3%), di cui 79 in terapia intensiva (meno 5 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 16 di marzo 2020 per i ricoveri totali, dal 13 di marzo per le terapie intensive.

Aumentano intanto i guariti, 161 in più da ieri per un totale di 4.360. Di questi, 1.234 sono le persone “clinicamente guarite” (-111), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altre 3.126 (+272 persone, più 9,5%) sono quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Sono 7, invece, i nuovi decessi: 6 uomini e 1 donna con un’età media di 80,3 anni. Di questi, 4 sono le persone decedute nella provincia di Firenze, 1 a Lucca, 2 ad Arezzo. Sono 937 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 334 a Firenze 43 a Prato, 76 a Pistoia, 134 a Massa Carrara, 127 a Lucca, 77 a Pisa, 50 a Livorno, 44 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (il rapporto tra il numero dei deceduti e la popolazione residente) per Covid-19 è di 25,1 x 100.000 residenti contro il 50 x 100.000 della media italiana (12esima regione). Il tasso di mortalità più alto si riscontra nella provincia di Massa Carrara (68,8 x 100.000), Lucca (28,9 x 100.000) e Firenze (32,7 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2x 100.000).

Il totale dei test eseguiti tocca quota 174.596, 4.300 in più rispetto a ieri, quelli analizzati oggi sono 4.285. Questi i dati accertati alle ore 12 di oggi e inviati alla Protezione Civile Nazionale e diffusi dalla Regione Toscana nel suo bollettino quotidiano.

Reddito di emergenza: a chi spetta e come funziona

Un reddito di emergenza tra i 400 e gli 800 euro al mese per le famiglie meno abbienti, con bonus a salire per quelle più numerose: è la proposta del ministero del Lavoro che potrebbe finire nel Decreto rilancio, il testo definitivo di quello che fino a qualche giorno fa veniva chiamato decreto maggio, atteso nei prossimi giorni. Una misura per la quale è previsto uno stanziamento da un miliardo di euro. Vediamo quali sono i requisiti, a chi spetta e come funziona.

Reddito di emergenza, a chi spetta: i requisiti minimi

Per poter ottenere il reddito di emergenza una volta che sarà introdotto e disciplinato dal Decreto rilancio, si dovranno rispettare alcuni requisiti minimi.

  • Essere residenti in Italia.
  • Avere un reddito familiare che sia complessivamente inferiore al totale del reddito di emergenza che spetterebbe.
  • Avere un patrimonio mobiliare familiare inferiore ai 10.000 euro (con riferimento all’anno 2019). Il tetto massimo aumenta di 5 mila euro per ogni componente del nucleo familiare oltre al primo, fino a un massimo di 20 mila euro.
  • Avere un Isee inferiore a 15 mila euro.

Non solo. Il reddito di emergenza non spetta a chi già percepisce o ha percepito una delle indennità introdotte dal decreto Cura Italia, il provvedimento varato all’inizio dell’emergenza coronavirus che ha preceduto il Decreto rilancio. Non spetta dunque se un componente del nucleo familiare ha ricevuto, ad esempio, la cassa integrazione o il bonus autonomi e partite Iva.

Decreto rilancio: cosa prevede la bozza dell’ex Decreto maggio

Come funziona il reddito di emergenza

Si tratta di un’indennità dal valore variabile tra i 400 e gli 800 euro, da calcolare a seconda della composizione del nucleo familiare. Il reddito di emergenza partirà a maggio ed è al momento garantito per due mesi. È possibile però che nel testo finale del Decreto rilancio la sua durata venga allungata a tre mesi.

Reddito di emergenza e reddito di cittadinanza

Le due misure sono compatibili: chi già percepisce il reddito di cittadinanza potrà ricevere una sorta di reddito di emergenza integrativo fino a un totale massimo di 600 euro.

In pratica, chi ad oggi riceve un reddito di cittadinanza di importo inferiore, se lo vedrà aumentare fino a 600 euro.

Reddito di emergenza, quando la domanda all’Inps?

Non si conoscono ancora i dettagli operativi del nuovo reddito di emergenza: si sa però che a gestire l’indennità sarà l’Inps. Nel Decreto rilancio è prevista infatti una spesa intorno ai 5 milioni di euro per la stipula della convenzione con l’Istituto previdenziale che si occuperà delle domande.

La bozza del Decreto rilancio fissa alcuni dettagli in più sui tempi e i modi di erogazione. Ad esempio, si sa quando verrà versato: il reddito di emergenza verrà erogato in due tranche dal valore massimo di 400 euro ciascuna.

Le domande per il reddito di emergenza dovranno essere presentate entro giugno.

La bozza del Decreto rilancio

Il reddito di emergenza viene introdotto dall’articolo 87 del Decreto rilancio. Qui di seguito il testo riportato nella bozza del provvedimento.

Art.87
Reddito di emergenza
1. Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati secondo le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3, è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”). Le domande per il Rem possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote, ciascuna pari all’ammontare di cui al comma 5.

2. Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:
a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui al comma 5;
c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000, il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
d) un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.

L’esame di terza media si farà: nel 2020 tesina online, l’ordinanza del Miur

È pronta l’ordinanza del Miur, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sull’esame di terza media 2020, che nell’era del coronavirus si farà online, grazie alla valutazione di una tesina che sarà consegnata in anticipo ai professori e poi discussa con la cosiddetta “modalità telematica”. Ora manca solo l’ok del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione prima della pubblicazione delle disposizioni per gli esami.

Secondo quanto già annunciato dalla ministra Lucia Azzolina, la valutazione degli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado avverrà anche in base alla discussione orale di un elaborato.

La consegna della testina per l’esame di terza media: entro quando

La tesina, che varrà come prova di valutazione per gli esami di terza media, dovrà essere svolta su un argomento concordato con i professori, per valorizzare il percorso di studi di ciascuno studente, e dovrà essere consegnata entro il 30 maggio 2020.

L’elaborato verrà poi presentato dai ragazzi e dalle ragazze oralmente, in modalità online davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in base all’originalità, alla coerenza con il tema assegnato e alla chiarezza nell’esposizione. Entro quando? Ancora non è chiaro: il Miur vorrebbe fissare la data finale per l’orale dell’esame di terza media prima della fine delle lezioni (a distanza), mentre l’associazione nazionale presidi ha chiesto di far slittare in avanti questo termine, per i tempi molto stretti previsiti dall’ordinanza.

Tutti promossi “grazie” al coronavirus? No, l’esame si farà e non ci sarà il 6 politico in pagella

Secondo quanto riporta l’ordinanza del Miur, gli studenti potranno essere promossi anche se avranno insufficienze in una o più materie, ma non ci sarà il 6 politico: i voti più bassi della sufficienza saranno scritti nero su bianco sul documento che uscirà dalla scrutinio finale, che si svolgerà dopo l’esame di terza media (ossia, per il 2020 la discussione della tesina). Le materie insufficienti andranno poi recuperate a settembre, in base a un piano personalizzato, predisposto dagli insegnanti e allegato alla pagella.

Per quanto riguarda gli esami di terza media, non tutti gli studenti dovranno necessariamente essere promossi: l’ordinanza prevede infatti che sia possibile bocciare i ragazzi e le ragazze con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico, quello che ancora non era “bloccato” dall’emergenza coronavirus.

Saldi estivi 2020: quando iniziano? Più tardi, date posticipate

Non più a luglio, ma svendite di fine stagione rinviate sotto il Solleone. L’onda lunga del coronavirus travolge anche il mondo del’abbigliamento e del commercio al dettaglio e così il calendario degli sconti cambia: le date di inizio e fine dei saldi estivi 2020 saranno posticipate. Lo ha stabilito la Conferenza delle Regioni, presieduta da Stefano Bonaccini, che dopo le sollecitazioni arrivate da vari assessori alle attività produttive ha invitato tutte le Regioni e le province autonome a seguire una linea comune in questo campo.

Quando iniziano i saldi estivi 2020: le date di inizio e fine

La data ipotizzata per la partenza dei saldi estivi in tutta Italia è sabato 1° agosto 2020, quasi un mese dopo il normale inizio degli sconti. Per quanto riguarda la conclusione non è stato fissato un giorno preciso, ma in genere le svendite finiscono nel giro di 60 giorni.

Perché i saldi vengono posticipati?

Il motivo di questo rinvio dello shopping scontato? L’emergenza sanitaria in atto per il Covid-19 e “le conseguenti misure”, spiega la Conferenza delle Regioni in una nota. Difficile infatti gestire gli acquisti forsennati che generano i saldi (e i conseguenti assembramenti nei negozi e nei grandi magazzini) in un momento dominato dalla paura di contagio. Sempre che le famiglie abbiano abbastanza soldi da spendere. Andrà poi capito, quali saranno le limitazioni e le regole per il commercio nei mesi estivi, dalla gestione dei flussi di clienti, alla distanza di sicurezza, fino alla sanificazione dei vestiti.

Alcune Regioni hanno già risposto all’appello. In Liguria è stato deciso un inizio dei saldi estivi a doppio binario: le svendite ufficiali cominceranno il 1° agosto 2020, invece che il 4 luglio come inizialmente previsto, ma nei 40 giorni precedenti (quindi già da fine giugno) i commercianti potranno fare promozioni sulla merce non venduta, ad esempio sui capi di abbigliamento rimasti nei magazzini a seguito della chiusura per il lockdown da coronavirus.

Altre Regioni, come la Lombardia, ci stanno pensando, mentre in Toscana ben prima dell’emergenza coronavirus era partito un confronto con i commercianti per valutare se spostare in avanti l’inizio dei saldi estivi e aiutare così un settore messo a dura prova dal clima pazzo degli ultimi anni, oltre che dalla concorrenza dell’online, da Amazon a Zalando.

Coronavirus, 38 nuovi casi. Salgono i guariti, +147: le notizie dell’8 maggio

Sono 38 i nuovi casi di coronavirus rilevati in Toscana da ieri, 15 i decessi: numeri in lieve rialzo, ma resta positivo il trend di guariti e ricoverati. Queste le ultime notizie diffuse sul contagio da coronavirus secondo il bollettino della Regione Toscana di oggi, venerdì 8 maggio.

Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 9.721. La mappa del contagio conta 3.296 in totale nella provincia di Firenze (21 in più i rispetto a ieri), 536 a Prato (1 in più), 648 a Pistoia (1 in più), 1.022 a Massa Carrara (1 in più), 1.319 a Lucca (3 in più), 865 a Pisa (2 in più), 531 a Livorno (1 in più), 660 ad Arezzo (5 in più), 427 a Siena (2 in più), 417 a Grosseto (1 in più).

8 maggio, i dati sui casi di coronavirus in Toscana

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 261 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale, a ieri, era di circa 359 ogni 100.000 abitanti. Massa Carrara resta la provincia con il tasso più alto, 524 casi per 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 340 e Firenze con 326. La più bassa è Livorno con 159.

Ad oggi ci sono 4.109 persone sono in isolamento a casa, con sintomi lievi o asintomatici (79 in meno rispetto a ieri, -2,6%). Sono 11.409 (meno 1.293 rispetto a ieri, il 10,2%) le persone isolate e in sorveglianza attiva dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

Continua a diminuire il numero di ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, che oggi sono complessivamente 483, 45 in meno di ieri (-8,5%). Di questi, 84 in terapia intensiva (meno 7 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 17 di marzo 2020 per i ricoveri totali, al 13 marzo per le terapie intensive.

Covid-19 in Toscana, le ultime notizie: i morti e i guariti

Ci sono poi 147 guariti in più, per un totale che sale a 4.199. Di questi, 1.345 sono le persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altre 2.854 (147 persone, più 5,4%) sono le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Si registrano però anche 15 nuovi decessi: si tratta di 10 uomini e 5 donne con un’età media di 84,1 anni. Sono 11 le persone decedute nella provincia di Firenze, 3 a Massa Carrara, 1 ad Arezzo. I morti dall’inizio dell’epidemia in Toscana salgono a 930, così ripartiti per provincia: 330 a Firenze, 43 a Prato, 76 a Pistoia, 134 a Massa Carrara, 126 a Lucca, 77 a Pisa, 50 a Livorno, 42 ad Arezzo, 28 a Siena, 16 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano, ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (il rapporto tra deceduti e popolazione residente) per Covid-19 è di 24,9 ogni 100.000 residenti. La media nazionale è di circa il doppio, 50,6 ogni 100.000. La Toscana è la 12esima regione più colpita. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (68,8x 100.000), Firenze (32,6 x 100.000), Lucca (32,5 x 100.000) e, il più basso a Grosseto (7,2x 100.000). Sono i dati accertati alle ore 12 di oggi e trasmessi alla Protezione Civile Nazionale.