martedì, 7 Aprile 2026
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Tutti a casa? Le anatre no, passeggiano nel centro commerciale

Una bella passeggiata nel centro commerciale vicino casa, visto che in giro non si vede anima viva: nessuno sgarro ai divieti per il coronavirus, perché le regole a loro non si applicano. Una famiglia di anatre ha pensato bene di lasciare il suo laghetto, in un parco alla periferia di Firenze, per andare a salutare gli amici umani, entrando addirittura in una parafarmacia. Il luogo della singolare escursione animalesca? Il centro polifunzionale di San Donato, nel quartiere di Novoli, che si trova a pochi passi da un parco pubblico chiuso ormai da 10 giorni.

La visita inaspettata

La gita di mamma anatra con i suoi dieci anatroccoli risale alla mattinata di mercoledì 25 marzo ed è stata immortalata da uno scatto diventato virale su Facebook. La foto ritrae l’allegra comitiva davanti all’ingresso della parafarmacia ed erboristeria Herbasalus. È stata la titolare del negozio, Florinda, a trovarsi davanti l’insolita scena.

Non era mai successo prima che una famigliola di anatre si spingesse così lontano dal suo habitat urbano, la grande vasca del parco San Donato o il fiume Mugnone, che scorre a poche centinaia di metri dal centro centro commerciale. Qui quasi tutti i negozi sono ormai chiusi: sprangato il cinema multisala, fermi i ristoranti. Restano aperte solo le poche attività essenziali del centro polifunzionale come il supermercato e la parafarmacia.

La “gita” delle anatre nel centro commerciale San Donato di Firenze, perché?

Forse la simpatica famigliola aveva bisogno di compagnia? La parafarmacista è corsa in negozio per offrire un po’ di cibo alle anatre, ma loro non hanno mangiato: hanno continuato a curiosare in giro per poi proseguire come se nulla fosse la passeggiata. E così, mentre gli umani sono tappati in casa, gli animali si prendono una piccola rivincita.

I nuovi codici Ateco: la lista delle attività essenziali che possono lavorare

Cambia la lista delle attività produttive essenziali, che a seguito dell’emergenza coronavirus possono continuare a lavorare: nella tarda serata di mercoledì 25 marzo 2020 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto del governo con l’elenco dei “nuovi” codici ateco delle industrie e delle attività produttive che potranno restare aperte. Le modifiche rispetto al decreto del 22 marzo sono arrivate dopo l’accordo tra l’esecutivo e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Coronavirus, le novità sulle attività produttive essenziali

È stato così ridotto il numero di chi può rimanere aperto. Restano garantite le filiere alimentari, dall’agricoltura alla pesca, dalle industrie di cibo a quelle di bevande. Assicurati i servizi finanziari di banche e assicurazioni. Via libera anche ai corrieri delle consegne a domicilio, servizi postali, trasporti, alle attività impegnate nelle riparazioni di prodotti di elettronica, elettrodomestici, auto e motorini.

Limitato invece il lavoro dei call center, che possono rimanere aperti principalmente per attività di assistenza, ma non ad esempio per le chiamate di marketing verso gli utenti, ridotto anche il campo di azione delle industrie di carta e plastica. Il nuovo decreto sulle attività essenziali dice stop invece al lavoro nelle industrie che producono macchinari per l’agricoltura e per l’industria alimentare.

Resta la possibilità di deroghe: le società il cui codice ateco non rientri nella nuova lista riportata nel decreto del 25 marzo, ma che sono funzionali a filiere produttive strategiche, possono continuare a lavorare a patto che presentino una comunicazione al Prefetto, il quale sentirà sulla questione i sindacati locali (questa è una delle novità scaturite dall’accordo con il governo).

La lista delle attività che possono continuare a lavorare: i nuovi codici ateco in pdf e word

Ecco in dettaglio, codice per codice, tutte le attività produttive che possono rimanere aperte durante l’emergenza coronavirus: nell’elenco vengono riportati prima i codici ateco e poi la descrizione. Il decreto sarà in vigore fino al 3 aprile 2020.

ATECO

DESCRIZIONE

1

Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali

3

Pesca e acquacoltura

5

Estrazione di carbone

6

Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale

09.1

Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale

10

Industrie alimentari

11

Industria delle bevande

13.96.20

Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali

13.95

Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)

14.12.00

Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro

16.24

Fabbricazione di imballaggi in legno

17

Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)

18

Stampa e riproduzione di supporti registrati

19

Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio

20

Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 – 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)

21

Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici

22.2

Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici: 22.29.01 e 22.29.02)

23.13

Fabbricazione di vetro cavo

23.19.10

Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia

25.21

Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale

25.92

Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo

26.6

Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche

27.1

Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità

27.2

Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici

28.29.30

Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio

28.95.00

Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)

28.96

Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)

32.50

Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche

32.99.1

Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza

32.99.4

Fabbricazione di casse funebri

33

Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature (ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17)

35

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata

36

Raccolta, trattamento e fornitura di acqua

37

Gestione delle reti fognarie

38

Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali

39

Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti

42

Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10)

43.2

Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni

45.2

Manutenzione e riparazione di autoveicoli

45.3

Commercio di parti e accessori di autoveicoli

45.4

Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori

46.2

Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi

46.3

Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco

46.46

Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici

46.49.2

Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali

46.61

Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori

46.69.91

Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico

46.69.94

Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici

46.71

Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento

49

Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte

50

Trasporto marittimo e per vie d’acqua

51

Trasporto aereo

52

Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti

53

Servizi postali e attività di corriere

55.1

Alberghi e strutture simili

j (DA 58 A 63)

Servizi di informazione e comunicazione

K (da 64 a 66)

Attività finanziarie e assicurative

69

Attività legali e contabili

70

Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale

71

Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche

72

Ricerca scientifica e sviluppo

74

Attività professionali, scientifiche e tecniche

75

Servizi veterinari

78.2

Attività delle agenzie di lavoro temporaneo interinale (vedi nota 1)

80.1

Servizi di vigilanza privata

80.2

Servizi connessi ai sistemi di vigilanza

81.2

Attività di pulizia e disinfestazione

82.20

Attività dei call center (vedi nota 2)

82.92

Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi

82.99.2

Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste

82.99.99

Altri servizi di sostegno alle imprese (vedi nota 3)

84

Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria

85

Istruzione

86

Assistenza sanitaria

87

Servizi di assistenza sociale residenziale

88

Assistenza sociale non residenziale

94

Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali

95.11.00

Riparazione e manutenzione di computer e periferiche

95.12.01

Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari

95.12.09

Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni

95.22.01

Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa

97

Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

Note:
1 Nei limiti del dpcm dell’11 marzo 2020 
2. Limitatamente all’attività di call center in entrata (secondo quanto previsto dal dpcm dell’11 marzo), con l’esclusione delle attività in uscita e dei servizi telefonici a carattere ricreativo. 
3. Limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti.

Informazioni e aggiornamenti sul sito del Mise, il Ministero per lo Sviluppo economico.

Le audio storie per bambini sono online (e gratis)

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Di favola in favola, di racconto in filastrocca: arriva “Una Fiaba Per Te”, il nuovo progetto di audio storie dedicato ai bambini firmato da Ocarina, azienda Toscana con sede a Firenze che realizza lettori musicali per i più piccoli. L’iniziativa, con il relativo hastag #Unafiabaperte, mette a disposizione una selezione che va dai grandi classici ai racconti popolari provenienti da diversi Paesi. Accedendo alla pagina dedicata sul sito di Ocarina, si possono infatti scaricare gratuitamente audio storie e canzoni per bambini in formato mp3 in continuo aggiornamento e in cinque lingue diverse: italiano, francese, spagnolo, tedesco e inglese. 

Scaricati i file e premuto “play”, via all’ascolto e spazio alla fantasia. Tra i titoli dei racconti vocali in italiano, tratti dalla playlist di Ocarina, possiamo trovare Frau Holle, I tre porcellini, La capretta e la Iena e Il Gatto con gli stivali. Fiabe diverse e con diverso significato, di una durata che va dai 5 ai 10 minuti, per dedicare un momento a quel gioco che unisce magia, immaginazione e tradizione.

Condividi il tuo racconto con Ocarina

L’iniziativa pensata per i bambini e nata in contemporanea alle disposizioni che ci vedono alle prese con una prolungata permanenza a casa, offre anche l’opportunità di interagire direttamente con il progetto: chiunque voglia donare e condividere una propria storia può inviarla all’indirizzo mail [email protected], i materiali verranno poi condivisi nell’apposita sezione del sito Ocarina. Oltre alle favole, ci sono anche molti link che rimandano a iniziative digitali, canali YouTube e pagine Facebook dove poter ascoltare e scaricare audio o video letture. Tanti contenuti educativi e l’idea di riscoprire il modo naturale di vivere l’esperienza dell’ascolto per bambini e genitori.

Fiabe, racconti, audio storie per bambini: gli altri progetti online

In questi giorni di emergenza sanitaria anche i bambini sono costretti a rimanere a casa, lontano da scuole, sport e amici e non sempre è facile ritrovare una routine quotidiana. Ma è proprio nei momenti più difficili che a volte nascono le soluzioni più creative. Le fiabe diventano strumenti importanti che uniscono e aiutano a far comprendere anche ai più piccoli una realtà non semplice da affrontare.

Tra i progetti online volti al coinvolgimento di bambini, oltre ad Ocarina, troviamo il portale Tuttoscuola, che insieme ad alcuni insegnanti ha realizzato delle audio storie tutte da ascoltare e le fiabe al telefono de l’Arcolaio. Lezioni sul Sofà, progetto cominciato il 25 febbraio 2020, è invece il portale dove è possibile trovare racconti, poesie, filastrocche, video, giochi, laboratori per bambini e ragazzi. E poi ci sono le librerie per bambini, noi ad esempio vi abbiamo raccontato delle video letture su Facebook di Farollo e Falpalà, affiatata coppia di librai fiorentini.

Tante iniziative che insieme contribuiscono a ricreare quel filo rosso che collega i più giovani oltre i social network, che genera uno spazio in cui è possibile non sentirsi soli, sorridere e, perché no, imparare in modo alternativo.

Auser Gavinana, spesa e medicinali a domicilio per i più anziani

Dai volontari Auser del Q3 arriva un aiuto concreto a tutti coloro che ne hanno bisogno. L’associazione Auser Q3 infatti offre un servizio di recapito spesa e medicinali per gli anziani con maggiori difficoltà. L’iniziativa è rivolta agli anziani soli del quartiere di Gavinana.

“L’idea per Auser è nata spontaneamente – dichiara Paolo Pranzini, presidente di Auser Gavinana –. L’associazione è nata per gli anziani e con gli anziani, è presente sul territorio cittadino da più di 30 anni e siamo sempre stati attenti ai loro bisogni. Sono loro i protagonisti”

La spesa? Direttamente a casa, grazie ad Auser Gavinana

Un occhio attento alle esigenze di chi ha bisogno fa parte della storia di Auser, del suo DNA, e affonda le radici proprio nel tessuto intrinseco e storico dell’associazione. “Il momento particolare – prosegue Pranzini – ci ha resi ancora più sensibili a quanti, tra gli anziani, vivono in solitudine in questa quarantena. L’attenzione si è focalizzata sui più anziani tra gli anziani e sulle loro indifferibili necessità di assistenza per i beni e servizi di prima necessità”. Come vi siete organizzati sul territorio? “Ho lanciato un appello tra i soci che è stato raccolto da sei volontari. Cercheranno di dare risposta intanto alle prime richieste che stanno giungendo da Gavinana, ma non solo. L’augurio è che anche altre persone si uniscano a noi. Il sindaco ha affermato che in città gli anziani soli ultraottantenni sono 15 mila. La sfida per dare loro una mano è stata raccolta da tante realtà del volontariato fiorentino. Auser è orgogliosa di essere in campo da decenni per far sentire loro la vicinanza a 360 gradi, oggi con un servizio per loro vitale”.

Dove fare la spesa? Firenze mette online la mappa dei negozi aperti

Grazie a questa rete di volontari, presente su tutto il territorio del quartiere 3, l’Auser scende in campo tra i protagonisti per venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli.  Auser da sempre si pone come ponte di collegamento tra il suo bacino di giovani volontari e gli anziani.

Fedele alla sua missione, apre le sue porte alle offerte di volontari disponibili alla consegna sia di spesa che di medicinali. Basterà contattare il numero 339.2559661 oppure scrivere a [email protected].

Coronavirus, il “mercato nero” di parrucchieri ed estetiste a domicilio

Estetiste e parrucchieri abusivi che operano a domicilio o da casa propria, in barba ai divieti del decreto coronavirus che li vorrebbero chiusi. Perché per alcuni la messa in piega è più importante dell’emergenza sanitaria e di una pandemia mondiale. Le segnalazioni si moltiplicano in tutta Italia, da Milano a Roma, da Firenze a Napoli, e sono le stesse associazioni di categoria a mettere in guardia i cittadini dai rischi di questo singolare mercato clandestino di tinture e tagli di capelli, chiedendo alle autorità di contrastare il fenomeno.

“Taglio coronavirus”, parrucchieri (abusivi) a domicilio e foto sui social

Passate due settimane dalla chiusura per decreto dei centri estetici, dei parrucchieri e dei barbieri, è in crescita il numero di abusivi che operano nel settore del benessere ricevendo in casa oppure offrendo i propri servizi direttamente a domicilio dei clienti. Pericolosi escamotage che non prendono in minima considerazione i rischi legati al contagio da Covid-19. C’è addirittura chi posta sui social network le foto dei lavori e delle acconciature.

Taglio a casa e tinta dei capelli fai da te? I consigli dei parrucchieri

La denuncia arriva dalla Cna Benessere Firenze, che parla di  “comportamento scellerato e irresponsabile”  e invita tutti i cittadini ad anteporre la salute alla propria bellezza e le amministrazioni pubbliche a contrastare il fenomeno. “Chiediamo a tutti i sindaci controlli specifici e di informare la popolazione con i mezzi ritenuti più opportuni – dice Fabrizio Cecconi, Direttore Generale CNA Firenze Metropolitana – È un problema, adesso, non solo di lavoro nero e evasione fiscale, ma di salute pubblica”.

E se il “parrucchiere” ha mascherina, guanti e tuta?

È bene precisare che per i parrucchieri, i barbieri e gli estetisti, le regole anti-coronavirus non prevedono in alcun modo la possibilità di servizi a domicilio, né per i professionisti del settore, né per gli abusivi che si improvvisano esperti di bellezza. E poco importa se questi “coiffeur clandestini” sono dotati di mascherine, guanti e tute protettive. Il divieto c’è e restano anche i rischi legati al coronavirus.

“I consumatori devono essere consapevoli dei rischi a cui si espongono ed espongono poi coloro con cui vengono in contatto rivolgendosi ad operatori non regolari e fuori controllo – commentano Daniela Vallarano e Antonella Batacchi presidenti di CNA Firenze Estetica e CNA Firenze Acconciatura – rischi che, in questo momento di emergenza, sono prioritariamente sanitari ma che, quando la situazione tornerà alla normalità torneranno a tradursi in una perdita di fatturato di circa il 30% per le imprese e in lavoro nero ed evasione fiscale”.

Quando torneranno aperti i parrucchieri?

Può sembrare folle, ma in tanti cercano online la data di riapertura dei parrucchieri e dei centri estetici. Ebbene non è possibile saperlo, come non è possibile sapere quando passerà di preciso questa emergenza sanitaria legata al coronavirus che sta lasciando dietro di sé una nera scia fatta di migliaia di morti. Forse l’acconciatura all’ultima moda può aspettare ancora.

Coronavirus Toscana, dati ancora in aumento: 273 nuovi casi e 13 morti

Continuano ad aumentare i contagiati, scende invece il numero dei morti. I dati del bollettino di oggi, mercoledì 25 marzo, parlano di 273 nuovi casi di coronavirus e 13 morti per le conseguenze del contagio in Toscana. Ben 87 dei nuovi casi di coronavirus sono stati segnalati nella sola provincia di Firenze.

Un aumento di 35 casi rispetto al numero di nuovi contagiati registrato ieri, quando furono 238. E già allora i nuovi casi furono 54 in più rispetto al giorno precedente. Il lieve calo di due giorni fa resta dunque, almeno per adesso, un episodio: il contagio non sembra ancora frenare.

I contagiati totali dall’inizio dell’epidemia salgono a 2.972, come riporta il bollettino della Regione Toscana del 25 marzo.

Scende però il numero dei nuovi decessi. Ieri furono 21, il giorno precedente 18. Oggi i morti per le conseguenze del coronavirus sono 13 e il totale dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 142.

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Questi i pazienti deceduti nelle 24 ore dal precedente bollettino, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 89, Fivizzano; F, 97, Pontremoli; F, 80, Bagni di Lucca; M, 85, Strada in Chianti; F, 78, Pistoia; M, 84, Santa Croce (Pi); M, 93, San Miniato (Pi); M, 81 Carmignano; F, 84, Pontassieve; F, 89, Firenze; M, 95, Firenze; M, 87, Quarrata (Pt); M, 77, Torrita di Siena.

Ci sono poi tre nuovi “negativizzati” che portano il totale delle guarigioni virali a 24. Resta invariato il numero delle guarigioni cliniche, 30. I guariti in Toscana salgono così a 54. Al netto di morti e guariti, restano attualmente 2.776 casi positivi.

Coronavirus, Firenze oltre quota 700 casi

Si registrano poi nel bollettino del 25 marzo, 88 nuovi ricoveri in ospedale per coronavirus in Toscana. Il totale sale a 1.250, di cui 251 in terapia intensiva (sette in più di ieri).

Di 2.972 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 709 Firenze, 254 Pistoia, 178 Prato (totale Asl centro: 1.141), 436 Lucca, 330 Massa-Carrara, 317 Pisa, 179 Livorno (totale Asl nord ovest: 1.262 ), 147 Grosseto, 193 Siena, 229 Arezzo (totale sud est: 569).

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (24 marzo)

Il numero di tampone eseguiti in toscana sale a 17.868, su 15.977 persone (su alcuni pazienti il test è stato ripetuto più volte). Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 2.167 tamponi in Toscana, fin qui un record. Questo anche grazie all’entrata in funzione dei nuovi laboratori di analisi. Al momento sono 9 i laboratori toscani impegnati sui test. Si tratta dei tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio. A questi si sono aggiunti negli ultimi giorni altri 6: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno e Lucca (Asl nord ovest), più un laboratorio privato.

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 10.893 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 5.92 nella Asl centro, 3.828 nella Asl nord ovest, 1.973 nella Asl sud est.

I dati e le ultime notizie sono stati comunicati dalla Regione Toscana con il consueto bollettino giornaliero. Fotografano al situazione alle ore 15 di oggi. Si tratta degli stessi dati comunicati al Ministero della salute per l’aggiornamento giornaliero del bollettino nazionale.

Bonus 600 euro, Inps: pin semplificato per fare domanda

L’Inps sta mettendo a punto la procedura con cui 5 milioni di lavoratori potranno fare domanda online, grazie a un pin “semplificato”, del bonus da 600 euro che spetta anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti con partite Iva. Si tratta degli aiuti economici previsti dal decreto “Cura Italia” a seguito dell’emergenza coronavirus.

La partenza del procedimento online è stata annunciata da Pasquale Tridico, presidente dell’istituto nazionale di previdenza sociale durante alcune interviste televisive.

Come e quando fare domanda del bonus da 600 euro

Dal primo aprile 2020 sul sito dell’Inps sarà attivata una procedura semplificata per chiedere il bonus da 600 euro, ha detto il numero uno dell’istituto nazionale di previdenza sociale. Non c’è però bisogno di una “corsa al computer”: l’ente precisa che non ci sarà un click day, ossia una finestra temporale molto limitata entro la quale bisognerà fare richiesta, le domande potranno essere presentate anche nei giorni successivi alla partenza dei procedimenti telematici.

Pin dispositivo o pin semplificato per fare richiesta?

Per poter presentare domanda sarà necessario un codice: per chi fosse sprovvisto del “pin dispositivo”, che di norma serve per le prestazioni di natura economica dell’ente, l’Inps ha annunciato che metterà a disposizione un “pin semplificato” da richiedere online.

Partite Iva, lavoratori autonomi: chi sono i beneficiari, a chi spetta bonus da 600 euro

La platea di persone interessate dal bonus da 600 euro una tantum (ossia un’indennità solo per il mese di marzo) è molto ampia e riguarda una grande fetta di lavoratori autonomi e non. In particolare gli aiuti economici sono riservati a:

  • liberi professionisti con partite Iva attive alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla gestione separata dell’Inps
  • cococo (collaborazioni coordinate e continuative) con un contratto attivo al 23 febbraio 2020 e iscritti alla gestione separata dell’Inps
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (assicurazione generale obbligatoria), in particolare artigiani, commercianti, agricoltori
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano terminato il rapporto di lavoro dal primo gennaio 2019 al 17 marzo 2020
  • operai agricoli che possono far valere nell’anno almeno 50 giornate di lavoro agricolo dipendente
  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri nel 2019 e un reddito inferiore ai 50mila euro

L’Inps sul suo sito precisa inoltre che il bonus da 600 euro per l’emergenza coronavirus non è cumulabile, ad esempio un lavoratore autonomo non può chiederlo due volte se è anche titolare di partita Iva.

Come funzionano le mascherine FFP2 e FFP3

Sono diventate un vero e proprio bene di lusso in questi giorni di epidemia, i ntrovabili nelle farmacie, praticamente sparite anche dai negozi online. Al di là di stravaganti (e pericolose) soluzioni fai da te, le uniche mascherine che sembrano garantire una qualche protezione dal coronavirus sono le ormai celebri FFP2 e FFP3. Come funzionano?

Cosa sono le mascherine FFP2 e FFP3

Intanto, la sigla FFP sta per filtering facepiece, cioè strumento facciale di filtraggio. Tutte le maschere respiratorie sono di fatto degli FFP. Ma filtraggio di cosa? Dei vari tipi di particelle che si trovano nell’aria, da quelle più “grandi” come le polveri a quelle di dimensioni via via più piccole come i virus, i batteri e le particelle estremamente fini come quelle di silice e amianto. Le mascherine FFP non riescono invece a filtrare in modo efficace i gas.

Per ottenere la classificazione FFP1, FFP2 o FFP3 le mascherine devono rispondere a dei requisiti fissati da una norma europea chiamata EN 149. Conta la capacità di filtraggio di ciascun dispositivo, ma vengono anche analizzati i materiali, la fuga del flusso d’aria, l’imballaggio. Per ottenere la classificazione FFP1, FFP2 o FFP3 le mascherine vengono sottoposte a test pratici e di laboratorio. Migliori sono i risultati, più alto è il grado assegnato.

La FFP1

In linea di massima, la mascherina FFP1 è quella con una percentuale di filtraggio pari almeno all’80% e con una fuoriuscita d’aria non superiore al 22%. Funziona soprattutto come maschera antipolvere, soprattutto polveri da lavoro. La si riconosce dagli elastici, che sono di colore giallo.

La FFP2

Le mascherine consigliate per proteggersi e proteggere dal coronavirus sono le FFP2 e le FFP3. La mascherina FFP2 ha una percentuale minima di filtraggio del 94% e una fuoriuscita massima dell’8%. Gli elastici sono di colore bianco o blu, a seconda del produttore. È utile contro virus e batteri ma anche contro polveri di origine chimica che possono originarsi in alcuni processi industriali.

La FFP3

La più efficace della classe, almeno per quanto riguarda il filtraggio, è la mascherina FFP3. Per classificarsi come tale il dispositivo deve essere in grado di filtrare almeno il 99% delle particelle con una fuoriuscita verso l’esterno massima del 2%. È la protezione che si usa contro le particelle di amianto e di silice e ha l’elastico rosso.

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Mascherine FFP2 e FFP3, come si riconoscono?

Riconoscere se la propria mascherina è di categoria FFP1, FFP2 o FFP3 è facile. Al di là del già menzionato colore dell’elastico (giallo, bianco o blu, rosso), nella parte frontale delle mascherine omologate è stampato il codice EN 149 della norma europea seguito proprio dal codice della categoria.

La mascherina va indossata aderente al viso. Per questo ha una fascia metallica nella parte superiore che permette di adattarla all’arco del naso. Prima di toccarla è bene lavarsi le mani e non va toccata durante l’uso.

Tutte le mascherine sono, almeno teoricamente, monouso. In ogni caso è bene attenersi alle indicazioni del produttore. È bene ricordare che non si può uscire di casa se non per compravate esigenze lavorative, casi di assoluta urgenza o per motivi di salute e che bisogna avere con sé il modulo di autocertificazione compilato.

Le mascherine funzionano?

Su questo punto i messaggi delle autorità sono stati spesso contraddittori: una risposta univoca sembra non esserci. L’Organizzazione mondiale della sanità, sul suo sito, suggerisce di indossare la mascherina solo se si è contagiati dal virus, se se ne hanno i sintomi o se si deve assistere a una persona contagiata.

Solo che è difficile sapere se si è contagiati, visto che la grandissima parte dei positivi sembra essere asintomatica. E, inoltre, il doverla usare quando si hanno contatti con persone positive sembra suggerire che la mascherina offra una certa protezione anche a chi non è contagiato.

In definitiva, le mascherine FFP2 e FFP3 offrono certamente un qualche grado di protezione. Indossarle non vuol dire però essere al riparo dai rischi e la cosa più importante è adottare sempre tutte le precauzioni, a partire dalla distanza di sicurezza dagli altri.

 

 

Firenze a domicilio: pizza, torta o sushi? I ristoranti con consegna a casa

Non solo la spesa, ma anche altri “beni di conforto” vengono portati direttamente a casa, dalla pizza fino ai dolci. Ma come e dove trovare ristoranti, pizzerie e pasticcerie che garantiscono la consegna a domicilio in tutta Firenze? La stragrande maggioranza delle attività hanno tirato giù il bandone, alcune – nonostante la chiusura al pubblico dei propri locali – hanno deciso di continuare ad accendere i fornelli, offrendo ai clienti un servizio di delivery autonomo oppure con i rider, rispettando le regole per la tutela della salute. Dai piatti vegetariani al sushi fino alla pizza napoletana, il menù della “Firenze a domicilio” è piuttosto vario e permette di regalarsi una cena speciale in un momento difficile oppure un pasto caldo quando non si è riusciti a fare la spesa dopo il lavoro a causa delle lunghe file davanti ai supermercati.

Le realtà fiorentine che hanno scelto questa strada però sono poche e sono distribuite a macchia di leopardo: spesso non è facile trovarle. Abbiamo raccolto in questa mini-guida i principali strumenti per ordinare piatti da ricevere direttamente a casa.

Deliveroo, Glovo, Just Eat, Uber Eats a Firenze

Sono la soluzione più diffusa: le app di food delivery nei giorni dell’emergenza coronavirus hanno visto aumentare il numero dei ristoranti che richiedono il servizio. Anche a Firenze Deliveroo, Glovo, Just Eat e Uber Eats hanno messo in atto le linee guida per la sicurezza e la tutela della salute che prevedono tra le altre cose consegne “senza contatto”, con il rispetto delle distanze di sicurezza. Qui i link dei diversi servizi:

Spesa dove come, la mappa online del Comune di Firenze

Dagli strumenti nazionali, a quelli locali. Il Comune di Firenze da qualche giorno ha attivato una mappa online che permette ai negozi aperti di registrarsi: oltre a supermercati e negozi di alimentari, ci sono anche ristoranti e pasticcerie che effettuato la consegna a domicilio di piatti pronti, pizza, torte, addirittura di sushi. Le attività che garantiscono il servizio di food delivery sono individuate sulla mappa da un’icona verde con il disegno stilizzato di un motorino. Disponibili online anche i numeri di telefono.

The Fork e la consegna a domicilio (non solo a Firenze)

Anche una famosa app di prenotazioni online di ristoranti e pizzerie si adegua all’emergenza coronavirus: The Fork, la celebre applicazione ideata da TripAdvisor, mette a disposizione i contatti dei locali che fanno consegne a domicilio nelle principali città italiane, da Milano a Firenze, da Roma a Napoli. In pratica si tratta di un aggregatore: non è possibile ordinare online, ma vengono mostrati i numeri di telefono da chiamare, con un semplice tocco, per contattare direttamente le attività di ristorazione.

A Firenze sono una quindicina i ristoranti presenti su The Fork che portano il loro menù a domicilio, dalla pizza dei Fratelli Cuore alle proposte vegetariane del ristorante bio Ramerino, ai piatti della cucina cinese, giapponese e tailandese di Firenzen Noodle Bar.

Ristoranti chiusi, consegna a domicilio aperta: Facebook

L’ultimo metodo è più artigianale, ma dà i suoi frutti. Molti ristoranti e pizzerie, non avendo un sito o non potendolo aggiornare, si affidano alle rispettive pagine Facebook per rimanere in contatto con i clienti. Spulciando tra i social dei locali più vicini a casa (o tra quelli che in genere preferiamo) è possibile sapere in poco tempo se mettono a disposizione le consegne a domicilio.

consegna domicilio Firenze dolci coronavirus
Foto: pagina Facebook Todo Modo

Tra le proposte più curiose in cui ci siamo imbattuti, il servizio di delivery che unisce S.forno e la libreria Todo Modo, per ricevere a casa un pacchetto di beni di prima necessità, come pane, dolci, pasta, pelati e… libri. E ancora la pasticceria Cavini realizza uova di Pasqua personalizzate con consegna a domicilio, mentre il ristorante Momoyama ha ideato un menù a domicilio di sushi con consegne ogni sera all’ora di cena.

Dove fare la spesa? Firenze mette online la mappa dei negozi aperti

Non ci sono solo i supermercati, ma anche una rete diffusa di piccole botteghe alimentari che tirano su il bandone nonostante l’emergenza coronavirus, oltre a ristoranti, pasticcerie e pizzerie che fanno servizio delivery. La mappa online messa a punto dal Comune di Firenze riunisce tutti i negozi della città aperti per la spesa alimentare e che effettuano la consegna a domicilio di cibo e pasti, dal pane ai piatti pronti, dalla pizza al sushi fino a frutta e verdura biologiche. Il tutto nel rispetto delle norme previste dai decreti sull’emergenza Covid-19. Il servizio, chiamato inizialmente “Spesa dove come”, si è poi ampliato includendo in pochi giorni 280 attività e diventando “Le botteghe di Firenze”.

Per ogni esercizio viene riportato l’indirizzo preciso, il numero di telefono e anche l’eventuale consegna a domicilio della spesa grazie a icone di colore diverse. Questa “bussola degli acquisti”, dove trovare in pochi click indirizzi e contatti delle attività commerciali attive, è stata realizzata grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria fiorentine: Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato Imprese.

Come funziona la mappa online della spesa a Firenze

Tutti i negozi alimentari aperti  a Firenze possono registrarsi sul sito per poi comparire in questa mappa della spesa di vicinato. Non affollare i supermercati, ma rivolgersi anche alle botteghe della porta accanto: il sito nasce anche da questo obiettivo. Molti di questi negozi offrono ai propri clienti anche la consegna a domicilio gratuita, come succede ad esempio in una dozzina di centri commerciali naturali, dal centro alla periferia di Firenze.

Sul sito “Spesa dove come” e sul portale “Le botteghe di Firenze” sono raccolte anche le diverse iniziative attivate dal Comune di Firenze, insieme a una rete di associazioni, per la consegna a domicilio gratuita della spesa per anziani, persone immunodepresse e affette da più patologie.

Questo il link della mappa online della spesa nei negozi di Firenze
La stessa mappa è visibile collegandosi all’indirzzio www.lebotteghedifirenze.it

“È importantissimo evitare code e assembramenti di persone – spiega  l’assessore alle attività produttive Federico Gianassi – questa mappa è una risposta importante che va incontro alla necessità di uscire il meno possibile da casa e che sposa anche le esigenze dei commercianti che così possono continuare a lavorare in questo momento di grave difficoltà economica”.

Spesa dove come, l’idea

La mappa online della spesa è nata dalla trasformazione di un progetto su cui stava lavorando il Comune di Firenze per far conoscere i negozi plastic free: il lavoro già fatto per il portale è stato sfruttato e adattato per offrire un nuovo servizio legato all’emergenza coronavirus. E il portale potrà restare attivo anche in futuro. “È un modo per promuovere questi esercizi, che ringraziamo per il loro servizio in questo momento di difficoltà – dice l’assessore ai Servizi informativi e all’innovazione digitale Cecilia Del Re -. Mai come in questo periodo vediamo come il digitale riesca ad accompagnarci per affrontare in modo resiliente la nostra nuova quotidianità, adattandosi a nuovi obiettivi”.