martedì, 6 Ottobre 2026
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Un appuntamento al supermercato: la Generazione Z testa la chimica nella vita di tutti i giorni, non durante una cena

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La Generazione Z fa molte cose in modo diverso dai millennial, e gli appuntamenti non fanno eccezione. La Gen Z ha poco interesse a scambiarsi sguardi prolungati durante una cena a lume di candela. Invece, sono molto più interessati a uscite che permettano loro di vedere una persona per quello che è realmente. Ecco perché la Generazione Z sta sempre più scegliendo il formato “appuntamento delle commissioni” per testare se ci sarebbe chimica nella vita quotidiana. Allora perché un ambiente ordinario sta superando la classica situazione da romanzo romantico? Scopriamolo insieme.

Dagli appuntamenti a cena alla produttività

La Generazione Z è probabilmente la più pragmatica di tutte. Pensateci bene: secondo le statistiche, circa il 75% degli utenti negli Stati Uniti è disposto a dare priorità agli obiettivi finanziari condivisi rispetto alla storia d’amore. Da un lato, questo approccio è perfettamente comprensibile. Oggi, l’alfabetizzazione finanziaria e la capacità di gestire il denaro con saggezza non sono solo competenze utili, ma anche indicatori importanti della compatibilità. La Gen Z vuole un partner che sappia guadagnare molto denaro e gestirlo responsabilmente.

Inoltre, il tempo è la risorsa più preziosa per la Generazione Z. Ecco perché gli appuntamenti “quotidiani” sono così popolari tra gli zoomer, permettendo loro di combinare il dovere con il piacere. In realtà, anche una semplice spesa può rivelare molto su una persona nella vita di tutti i giorni. Puoi vedere se le persone sanno pianificare gli acquisti o tendono a fare acquisti impulsivi, quanto sono attente al denaro e molto altro. Un incontro del genere mostra anche come una persona interagisce con il personale, risponde ai conflitti, se è disposta a scendere a compromessi e come generalmente gestisce le mansioni di routine. Ed è proprio questo che conta per la Gen Z: vogliono vedere fin dall’inizio quanto si sentono a loro agio con qualcuno in situazioni quotidiane.

D’altra parte, gli appuntamenti al supermercato sono davvero un modo per testare la compatibilità, o sono semplicemente un modo per risparmiare? Per alcune persone motivate finanziariamente, questo tipo di appuntamento è semplicemente un’opportunità per ridurre le spese. Ecco perché è importante rendersi conto che non tutti scelgono questo formato solo per conoscere meglio un potenziale partner. Tuttavia, questo è diventato uno dei tipi di incontri più comuni tra la Generazione Z.

Come organizzare un “appuntamento per commissioni”

Per rendere un’uscita ordinaria più simile a un appuntamento romantico, è importante pianificarla correttamente. Dopotutto, l’obiettivo principale è trasformare un’attività di routine in un’opportunità per passare del tempo insieme e conoscerci meglio. Ecco perché scegliere il luogo giusto è così importante, permettendovi di parlare comodamente mentre si fa qualcosa insieme. Luoghi come IKEA, un mercato contadino, una libreria o un negozio di fiori sono ideali. Questi luoghi vi aiutano a scoprire le abitudini, i gusti e le preferenze reciproche, incoraggiando naturalmente la conversazione.

Per evitare che la routine diventi noiosa o stancante, puoi anche aggiungere un elemento di divertimento. Ad esempio, potreste creare insieme un menù per la cena rispettando un budget fisso. Potresti anche trasformare lo shopping in una competizione amichevole vedendo chi riesce a trovare tutto nella lista per primo. Un’altra opzione è scegliere tre prodotti sconosciuti e organizzare una degustazione al buio a casa dopo.

Allo stesso tempo, è importante ricordare che lo scopo principale di un “appuntamento per commissioni” è godersi il tempo trascorso insieme, non completare il maggior numero possibile di commissioni. Per questo motivo è meglio evitare attività che causano stress, irritazione o emozioni negative. Andare insieme dal medico, occuparsi della burocrazia, andare all’ufficio delle imposte o risolvere questioni amministrative complicate non sono certo le migliori idee per un appuntamento. Tali esperienze difficilmente lasceranno ricordi piacevoli. Inoltre, sarebbe molto difficile avere una conversazione rilassata in quell’ambiente.

CooMeet videochat come ponte digitale verso gli appuntamenti quotidiani

Ovviamente, questo formato di appuntamenti non è adatto a tutti. Molti zoomer preferiscono imparare qualcosa su una persona prima di decidere se valga la pena incontrarla nella vita reale. Allo stesso tempo, la Generazione Z non è particolarmente appassionata di app di incontri tradizionali come Tinder. Sono molto più attratti dalle videochiamate. Ecco perché:

  • Una videochiamata online riduce la distanza tra le persone trasformando un utente astratto in una persona reale. Parlando in video, puoi osservare lo stile comunicativo di qualcuno e capire immediatamente se il tuo partner di chat ti attira. Questo ti permette di filtrare le corrispondenze inadatte fin da una fase iniziale.
  • In una chat roulette, ci sono molte meno probabilità di incontrare profili falsi. Ad esempio, su CooMeet videochat, tutte le ragazze sono tenute a registrarsi e far verificare la propria identità. Questo significa che puoi sempre essere sicuro che il partner di chat dall’altra parte dello schermo sia genuino e non stia fingendo di essere qualcun altro.
  • La comunicazione video fa anche risparmiare tempo. In pochi minuti si può capire se c’è un terreno comune e un’attrazione reciproca. E se non ti piace la persona, non c’è bisogno di inventare scuse per chiudere la conversazione. Basta premere il pulsante “Avanti” e in pochi secondi appare un nuovo partner di chat sullo schermo.

In generale, parlare in una chat webcam è molto più vicino all’interazione reale rispetto ai messaggi di testo. La comunicazione video appare più naturale e sincera, rendendo la roulette delle videochat il luogo perfetto per conoscere qualcuno in un ambiente autentico e quotidiano.

È iniziata una nuova era di autenticità

Sempre più persone ammettono apertamente di essere stanche delle immagini online perfette e delle conversazioni infinite che spesso non portano da nessuna parte. Le app di incontri stanno gradualmente perdendo utenti attivi perché meno persone sono interessate a piattaforme in cui la comunicazione consiste solo in swipe e messaggi. Quello che le persone vogliono davvero è conoscere la persona, non studiare la sua immagine digitale accuratamente costruita. Cercano un’interazione sincera e onesta. Questa è una delle ragioni per cui gli appuntamenti quotidiani stanno diventando più popolari rispetto agli appuntamenti tradizionali. Dà alle persone l’opportunità di passare del tempo insieme senza una sceneggiatura accuratamente preparata o tentativi costanti di impressionarsi a vicenda.

Questo non significa che il romanticismo stia scomparendo. Piuttosto, la Generazione Z ha semplicemente ridefinito cosa significa romanticismo, dandogli una nuova forma. Per gli zoomer, il romanticismo non riguarda necessariamente cene lussuose, regali costosi o gesti grandiosi. Ciò che conta molto di più è come si sentono quando sono con qualcuno in situazioni quotidiane ordinarie. Dopotutto, se due persone riescono a trasformare una normale spesa in un appuntamento piacevole, hanno tutte le possibilità di costruire qualcosa di più significativo. Tali relazioni non si basano su illusioni, ma su comprensione reciproca, fiducia e un interesse genuino reciproco.

Firenze, 135 capre all’Isolotto: il proprietario le considera animali da compagnia

Centotrentacinque capre all’Isolotto, a Firenze, e considerate dal proprietario animali da compagnia. È la singolare situazione emersa durante una serie di controlli effettuati dalla Polizia Municipale insieme ai veterinari dell’Asl Toscana Centro.

Gli accertamenti sono iniziati dopo la segnalazione di oltre un centinaio di capre lasciate a pascolare in un’area verde del quartiere, con conseguenti danni alla vegetazione. Il primo intervento del Reparto territoriale dell’Isolotto risale alla fine di luglio e ha confermato la presenza degli animali.

Le capre all’Isolotto lasciate al pascolo

Durante il sopralluogo gli agenti hanno chiesto spiegazioni al proprietario, presente sul posto. L’uomo ha riferito di custodire le capre in una struttura di sua proprietà nella stessa zona e di lasciarle nell’area verde sia durante il giorno, mentre era al lavoro, sia nelle ore notturne.

Secondo quanto dichiarato agli agenti, per lui le capre erano animali da compagnia. Una spiegazione che, soprattutto alla luce dell’elevato numero di esemplari, ha spinto la Polizia Municipale ad approfondire la situazione.

Per verificare le condizioni in cui venivano tenuti gli animali e la regolarità dell’allevamento, il 6 agosto è stato quindi organizzato un controllo congiunto con il personale dell’Asl Toscana Centro.

Animali senza marchio auricolare e documenti sanitari

Nel corso dell’ispezione sono emerse diverse irregolarità. Una parte consistente delle capre era priva dell’identificazione prevista dalla normativa, effettuata attraverso il marchio auricolare. Per molti animali mancava inoltre un’adeguata documentazione relativa agli adempimenti sanitari.

È stato anche accertato che il numero dei capi era nettamente superiore a quello previsto per gli allevamenti di tipo familiare.

Le verifiche sono proseguite l’11 agosto, quando gli agenti del Reparto Isolotto e i veterinari dell’Asl hanno contato tutti gli animali presenti nella struttura: complessivamente sono risultate 135 capre.

Capre all’Isolotto: nuovi controlli sulla struttura

Al proprietario delle capre all’Isolotto è stato prescritto di regolarizzare la situazione attraverso l’acquisto dei marchi auricolari, l’identificazione e la registrazione degli animali, oltre agli altri adempimenti previsti.

Anche i reparti di Polizia Edilizia e Ambientale hanno effettuato un sopralluogo per verificare la regolarità della struttura utilizzata per il ricovero delle capre e dei relativi annessi.

La situazione resterà sotto osservazione. Polizia Municipale e Asl Toscana Centro programmeranno ulteriori controlli congiunti per verificare il rispetto delle prescrizioni, le condizioni di detenzione degli animali e la piena regolarità dell’allevamento.

PAS Vet: a Firenze arrivano gli ambulatori veterinari delle Pubbliche Assistenze

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Prendersi cura di un animale d’affezione, oggi, significa anche fare i conti con spese sanitarie che possono pesare parecchio sul bilancio familiare. Da qui nasce PAS Vet, il nuovo progetto di ambulatori e clinica veterinaria promosso dalla Fondazione PAS insieme alle Pubbliche Assistenze del territorio fiorentino, in collaborazione con Ambulatori Specialistici Toscani srl. Un servizio pensato per garantire cure di qualità a tariffe accessibili, con l’obiettivo di rendere la salute degli animali un diritto più facile da tutelare per tutte le famiglie.

Che cos’è PAS Vet

PAS Vet è nato come costola veterinaria della lunga esperienza delle Pubbliche Assistenze fiorentine, da sempre attive nell’assistenza sanitaria di prossimità. L’idea alla base del progetto è semplice: applicare agli animali da compagnia lo stesso modello che da anni caratterizza gli ambulatori PAS dedicati alle persone, cioè prestazioni sanitarie erogate da professionisti qualificati a prezzi sostenibili, senza rinunciare alla qualità delle cure.

La direzione sanitaria del progetto è affidata al dottor Francesco Coralli, mentre a guidare l’iniziativa sul piano organizzativo sono la Fondazione PAS, presieduta da Mario Pacinotti, e PAS Vet stessa, presieduta da Paolo Nacci. Dietro al progetto c’è la convinzione che occuparsi del benessere degli animali significhi, indirettamente, occuparsi anche del benessere delle persone: in tempi segnati da solitudine e fragilità relazionali, la presenza di un animale in casa rappresenta spesso un sostegno concreto.

Dove si trova e cosa prevede il servizio

Il progetto PAS Vet si articola su due strutture, entrambe a Firenze:

gli ambulatori veterinari di via Lombardia 15, alle Piagge, all’interno della Galleria Coop di Firenze Le Piagge, aperti dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 20.00;

la clinica veterinaria di via Baccio da Montelupo 180, presso la Cooperativa Agricola Legnaia, attiva dal 13 aprile 2026, aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

La clinica di Legnaia, definita da PAS Vet il “primo centro veterinario completo” del progetto, offre anche un servizio di pronto soccorso diurno e gestione delle urgenze negli stessi orari di apertura, con triage e stabilizzazione del paziente critico, oltre a due sale operatorie, un’area diagnostica integrata e un day hospital per la degenza post-operatoria.

Presso queste sedi è possibile accedere a una gamma completa di prestazioni, pensate per seguire l’animale in ogni fase della sua vita:

  • Visite di base, che comprendono i piani salute personalizzati, la prima visita del cucciolo e le pratiche di anagrafe animale (come l’iscrizione all’anagrafe canina).
  • Medicina preventiva, con il check up annuale, la profilassi vaccinale, il controllo parassitario e il servizio di day hospital.
  • Diagnostica moderna, grazie a un laboratorio di analisi interno, oltre a ecografia e radiologia.
  • Chirurgia, sia per interventi sui tessuti molli sia per l’odontostomatologia.
  • Visite specialistiche, che spaziano dalla dermatologia all’ortopedia, dal comportamento all’alimentazione, fino alla fisioterapia.

Un’offerta pensata per coprire tutte le esigenze del proprietario di un animale d’affezione, dalla semplice visita di controllo agli interventi più complessi, evitando così di doversi rivolgere a più strutture diverse per ogni tipo di prestazione.

A chi si rivolge PAS Vet

PAS Vet è pensato per tutti i proprietari di animali domestici, cani e gatti in primo luogo, che vivono nell’area fiorentina e cercano un punto di riferimento affidabile e conveniente per la salute dei propri compagni a quattro zampe. Non serve essere soci di qualche associazione particolare per accedere alle prestazioni: gli ambulatori sono aperti a chiunque abbia bisogno di una visita, di un controllo o di un intervento per il proprio animale.

Il servizio si rivolge in particolare a chi cerca professionalità e attenzione senza dover sostenere i costi spesso elevati delle cliniche private, mantenendo comunque standard qualitativi elevati grazie a un’equipe di veterinari qualificati.

Come prenotare

Per richiedere informazioni o fissare un appuntamento, PAS Vet mette a disposizione il numero di telefono unico 055 71.11.11. Chiamando questo numero è possibile prenotare una visita o una prestazione presso gli ambulatori delle Piagge o presso la clinica di via Baccio da Montelupo. In alternativa, è possibile scrivere una email all’indirizzo [email protected] oppure consultare il sito ufficiale www.pasvet.com, dove è presente anche un’area utenti dedicata e una sezione con le indicazioni su come funziona il servizio.

Chi preferisce prenotare online può farlo attraverso PAS CUP (pascup.com), il portale di prenotazione condiviso dalla Rete PAS, dove è possibile scegliere sede, data e professionista preferito e, per alcune prestazioni, pagare direttamente online con carta di credito o PayPal. Il portale è disponibile anche come app per smartphone.

Il legame PAS Vet-Unicoop Firenze: sconti per i soci

La Rete PAS ha attivato una collaborazione con Unicoop Firenze proprio in questo settore: dal 1° gennaio 2026 le due realtà hanno siglato un accordo per offrire nuovi vantaggi ai soci della cooperativa nell’ambito dei servizi sanitari, della prevenzione e della cura, con pacchetti di check up a tariffe agevolate (vedi anche ulteriori notizie qui).

In questo contesto si inserisce anche l’apertura dell’ambulatorio veterinario PAS Vet all’interno del Centro Coop di Firenze Le Piagge.

La novità più interessante per chi fa la spesa alle Piagge riguarda proprio i vantaggi economici: i soci Unicoop Firenze possono infatti usufruire di uno sconto del 10% sulle prestazioni erogate dall’ambulatorio, a patto di esibire la propria carta socio in corso di validità al momento della prenotazione. L’ambulatorio delle Piagge è aperto dal lunedì al venerdì, con orario 10.00-14.00 e 16.00-20.00, e propone lo stesso ventaglio di prestazioni descritto in precedenza: visite di base, medicina preventiva, diagnostica, chirurgia e visite specialistiche.

L’obiettivo dell’iniziativa è venire incontro a una voce di spesa che, per sempre più famiglie fiorentine, è diventata significativa: quella delle cure veterinarie. In assenza di un servizio sanitario pubblico dedicato agli animali, la convenzione con PAS Vet punta a offrire un riferimento accessibile e affidabile per chi possiede un cane, un gatto o un altro animale da compagnia, unendo la comodità di trovarlo all’interno di un punto vendita già frequentato abitualmente a un risparmio concreto sulle prestazioni sanitarie.

Cantieri tramvia Firenze: cosa cambia tra agosto e settembre 2026

Cantieri tramvia Firenze? Agosto è un mese decisivo. Tra la seconda metà del mese e l’inizio di settembre alcune chiusure temporanee arriveranno alla scadenza prevista, ma entrerà pienamente in funzione anche una nuova organizzazione della viabilità nel quadrante tra piazza della Libertà, Campo di Marte, piazza Alberti e i lungarni.

Intanto si prepara un altro passaggio delicato per la linea 3.2.1 Firenze-Bagno a Ripoli: i lavori di riqualificazione del Ponte da Verrazzano, che potrebbero iniziare con le prime attività propedeutiche già nel mese di settembre.

Ecco, quindi, cosa cambia per i cantieri della tramvia a Firenze tra agosto e settembre 2026, con le date principali da ricordare.

Piazza San Marco: lavori dal 14 al 23 agosto e T2 limitata

Uno dei primi cambiamenti riguarda piazza San Marco. Dal 14 al 23 agosto saranno sostituite alcune parti della pavimentazione in pietra in corrispondenza degli incroci con via degli Arazzieri e via Cesare Battisti. Al loro posto arriverà un asfalto stampato, studiato per riprodurre l’aspetto della pietra ma più resistente al passaggio quotidiano di autobus e tram.

Durante i lavori saranno chiusi gli incroci interessati e la circolazione sarà interrotta in una parte della piazza. Sono previste deviazioni anche per nove linee degli autobus. Il maggiore impatto sulla tramvia è atteso il 19 e 20 agosto, quando la T2 farà servizio soltanto tra Peretola Aeroporto e la fermata Poliziano. Tra Poliziano e San Marco sarà attivato un collegamento sostitutivo con autobus.

La limitazione della T2 è programmata soltanto per queste due giornate. Salvo variazioni legate all’andamento dei lavori, dopo il 20 agosto il servizio tornerà quindi a raggiungere piazza San Marco.

Viale Matteotti e piazzale Donatello: asfaltature fino al 30 agosto

Proseguono nel frattempo le asfaltature definitive in viale Matteotti, nel tratto tra via La Marmora e piazza Isidoro del Lungo, e in piazzale Donatello. Gli interventi vengono effettuati durante la notte, indicativamente tra le ore 21 e le 5.

Le diverse fasi comportano restringimenti della carreggiata e chiusure temporanee delle strade laterali, tra cui via Cherubini, via Valori e via Benivieni. Successivamente le lavorazioni si sposteranno sui diversi tratti di piazzale Donatello.

La conclusione di questa fase è prevista per il 30 agosto. Non si tratta della fine di tutti i lavori della tramvia nella zona, ma del termine programmato delle asfaltature e dei relativi provvedimenti notturni.

Via Traversari chiusa fino al 28 agosto

A Firenze sud resta chiusa anche via Traversari, nel tratto compreso tra via di Ripoli e viale Giannotti. Il provvedimento serve a completare i sottoservizi in corrispondenza del futuro tracciato della tramvia.

La riapertura è programmata per il 28 agosto. Fino a quella data gli automobilisti dovranno utilizzare la viabilità alternativa della zona, già interessata dai cantieri presenti lungo viale Giannotti.

Viale Europa: a fine agosto termina l’attuale deviazione sui controviali

Un’altra scadenza importante riguarda viale Europa. Per i lavori all’incrocio con via Danimarca e via Olanda, fino alla fine di agosto il traffico viene deviato sui controviali: quello sul lato dei numeri civici pari è utilizzato per uscire dalla città, mentre il controviale sul lato dei numeri dispari serve la direttrice verso il centro.

Tra via Olanda e via San Marino restano inoltre restringimenti e divieti di sosta. Via Danimarca è a senso unico verso via Norvegia e, per chi proviene da via Olanda, non è consentita la svolta a sinistra in direzione dell’uscita dalla città.

La fine di agosto rappresenta la scadenza dell’assetto attuale, ma non la conclusione del cantiere in viale Europa. Le lavorazioni proseguiranno con le fasi successive e sarà quindi necessario verificare quale configurazione della viabilità entrerà in vigore a settembre.

Sempre entro la fine di agosto dovrebbero concludersi i provvedimenti collegati alla realizzazione della nuova alimentazione elettrica della tramvia tra via del Bisarno, via delle Lame, via di Badia a Ripoli e via di San Piero in Palco.

Via Mannelli e piazza Alberti: da settembre cambia la viabilità

Il cambiamento più duraturo non riguarda una semplice chiusura temporanea. Durante agosto viene infatti attivato per fasi il nuovo sistema di circolazione tra via Mannelli, piazza Alberti, via De Sanctis e i lungarni, studiato anche come viabilità alternativa ai viali interessati dai cantieri della linea 3.

A regime, via Mannelli sarà percorribile a senso unico da via degli Artisti verso via Lapini. Da qui la direttrice passerà sotto il cavalcavia dell’Affrico, entrerà in via di Credi, attraverserà piazza Alberti e continuerà lungo via De Sanctis verso i lungarni e il nuovo Ponte Nencioni.

Cambiano anche il senso di marcia di via Andrea del Castagno e la circolazione sotto il cavalcavia dell’Affrico, dove sarà istituito il doppio senso. Via Masaccio sarà invece a senso unico, nel tratto tra via Scialoja e via Giambologna, verso viale Don Minzoni.

Dopo il 20 agosto è prevista l’attivazione del nuovo assetto di piazza Alberti, insieme alle ultime inversioni di marcia in via Mannelli e via Lapini. Il collegamento diretto tra via Luca Giordano e via Mannelli dovrebbe essere completato entro il 29 agosto. Da settembre, quindi, chi attraversa questo quadrante troverà una viabilità profondamente diversa rispetto a quella precedente.

Ponte al Pino: riapertura programmata il 14 settembre

Anche se non fa parte dei cantieri della tramvia, il Ponte al Pino è un elemento importante per la mobilità dell’intera zona. Il cavalcaferrovia è chiuso al traffico veicolare dal 25 maggio per i lavori di sostituzione eseguiti da Rete Ferroviaria Italiana.

Secondo il cronoprogramma attualmente comunicato dal Comune, la chiusura dovrebbe terminare il 14 settembre. La riapertura potrebbe alleggerire il traffico nel quadrante proprio mentre entrerà pienamente in funzione la nuova viabilità di via Mannelli e piazza Alberti.

Ponte da Verrazzano: il nuovo cantiere atteso da settembre

La principale incognita di settembre riguarda il Ponte da Verrazzano, sul quale dovrà transitare la futura linea della tramvia per Bagno a Ripoli.

Le verifiche strutturali VAL4 hanno escluso la necessità di demolire e ricostruire il ponte, ma hanno individuato interventi di manutenzione e consolidamento della durata stimata di circa sette mesi. Il costo previsto è di circa 7 milioni di euro.

I lavori riguarderanno, tra le altre cose, il rinforzo dei tiranti e della soletta, il ripristino del calcestruzzo degradato, il consolidamento delle travi laterali, la sostituzione di appoggi e giunti e il rifacimento dell’impermeabilizzazione e del sistema di smaltimento delle acque. Il Comune ha dichiarato che gli interventi partiranno il prima possibile e ha confermato come obiettivo l’avvio della linea per Bagno a Ripoli nell’estate 2027.

Le prime attività propedeutiche potrebbero iniziare già a settembre 2026. Durante le fasi più invasive sarà necessario chiudere il Ponte da Verrazzano al traffico, spostando buona parte dei flussi sul nuovo Ponte Nencioni. Al 13 agosto, tuttavia, non è stato ancora reso noto un calendario definitivo delle chiusure: date e modalità della viabilità alternativa dovranno quindi essere aggiornate prima dell’apertura effettiva del cantiere.

Proseguono anche i lavori della linea Leopolda-Le Piagge

Nel quadro complessivo dei cantieri della tramvia a Firenze rientra anche la nuova linea T4.1 Leopolda-Le Piagge, i cui lavori sono iniziati il 20 luglio.

In questa prima fase, definita “fase 0”, le attività riguardano soprattutto la preparazione logistica delle aree di cantiere e di deposito, tra via Piemonte, via del Pesciolino e via Lombardia, oltre allo spostamento di alcuni sottoservizi. Non si tratta ancora della costruzione completa della sede tranviaria, ma di opere preliminari necessarie alle lavorazioni successive.

Come controllare gli aggiornamenti su cantieri tramvia Firenze

Quello tra agosto e settembre sarà quindi un passaggio complesso: alcune chiusure temporanee dovrebbero terminare, ma entreranno in funzione nuovi sensi di marcia e potrebbe aprirsi il delicato cantiere del Ponte da Verrazzano.

Poiché date e provvedimenti possono cambiare in base all’andamento dei lavori, prima di mettersi in viaggio è consigliabile consultare la mappa dei cantieri sul portale Firenze Tramvia e l’applicazione IF – Infomobilità Firenze del Comune

Cosa è aperto a Firenze a agosto 2026: musei, biblioteche, uffici e servizi

Ecco cosa è aperto a Firenze ad agosto 2026, perché il mese delle vacanze per eccellenza non significa necessariamente trovare Firenze “chiusa per ferie”. Tra musei aperti, biblioteche che alternano periodi di stop, uffici comunali con orari ridotti e servizi che si fermano soltanto nei giorni intorno a Ferragosto, anche nel 2026 è bene controllare il calendario prima di uscire di casa.

Musei aperti a Firenze ad agosto 2026

Ad agosto 2026 sono regolarmente aperti numerosi musei e luoghi della cultura di Firenze, anche se per Ferragosto e per eventuali aperture straordinarie è sempre utile controllare gli orari della singola struttura.

Tra i musei civici si possono visitare il Museo di Palazzo Vecchio, il Museo Novecento, Palazzo Medici Riccardi, la Cappella Brancacci e il Complesso di Santa Maria Novella.

Aperto anche il Forte di Belvedere, uno dei luoghi più suggestivi da frequentare durante l’estate fiorentina. Oltre alle mostre in corso, il Forte ospita una caffetteria panoramica con vista sulla città, una possibilità interessante anche per chi cerca un luogo dove concedersi una pausa durante la visita.

Tra le altre mete culturali aperte ad agosto c’è Villa Bardini, dove è possibile visitare anche la mostra temporanea “Firenze ’50-’60-’70. Immagini dall’archivio Foto Locchi“, in corso fino al 18 ottobre.

Regolare apertura inoltre per alcuni dei principali musei statali di Firenze: la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale del Bargello, il Museo delle Cappelle Medicee, il Complesso di Orsanmichele e il Museo di Palazzo Davanzati.

Il quadro rende quindi agosto tutt’altro che un mese “vuoto” dal punto di vista culturale: chi resta a Firenze o visita la città durante le vacanze ha a disposizione un’offerta molto ampia, dai grandi musei statali ai musei civici, fino a ville, mostre temporanee e spazi panoramici.

Biblioteche aperte e chiuse a Firenze ad agosto

Più articolato il quadro delle biblioteche comunali di Firenze, che durante agosto osservano chiusure estive a rotazione.

La Biblioteca delle Oblate è chiusa dal 7 al 15 agosto e riapre quindi dopo Ferragosto.

La Biblioteca Pietro Thouar resta chiusa dal 10 al 22 agosto. Nel resto del mese segue l’orario estivo e il sabato, fino al 29 agosto, è aperta dalle 9 alle 13.

La Biblioteca Dino Pieraccioni è chiusa dal 10 al 22 agosto. La Biblioteca Villa Bandini osserva invece la chiusura dal 3 al 15 agosto.

BiblioteCaNova Isolotto è chiusa dal 14 al 22 agosto, mentre la Biblioteca Filippo Buonarroti resta chiusa dal 3 al 15 agosto.

La Biblioteca dell’Orticoltura chiude dal 15 al 29 agosto, mentre la Biblioteca del Galluzzo osserva la pausa estiva dal 17 al 29 agosto.

Chiusura più lunga per la Biblioteca Leonardo da Vinci, che non apre dal 1° al 29 agosto, e per il Punto lettura Luciano Gori, chiuso per tutto il mese.

La Biblioteca dei Ragazzi resta chiusa dal 1° al 29 agosto. Il servizio Bibliobus è invece sospeso nel periodo estivo.

Il Comune avverte inoltre che ad agosto il prestito interbibliotecario può subire rallentamenti, mentre il prestito a domicilio è sospeso nei mesi di luglio e agosto.

Uffici comunali: le chiusure di agosto 2026

Anche alcuni uffici del Comune di Firenze modificano gli orari nel periodo centrale di agosto.

Tra i Punti Anagrafici Decentrati, il PAD del Parterre è chiuso sabato 15 agosto. Il PAD Alberti, in piazza Alberti, resta invece chiuso dal 17 al 21 agosto.

Più lunghe le chiusure estive dei PAD di Sorgane, Villa Pallini e Santa Croce, che rimangono chiusi fino a sabato 12 settembre.

L’Ufficio elettorale, leva e AIRE di viale Guidoni è chiuso venerdì 14 agosto.

Per pratiche anagrafiche e Carta di identità elettronica è quindi opportuno verificare la disponibilità dell’ufficio scelto e prenotare l’appuntamento attraverso i canali del Comune.

Sportelli e servizi sociali: cosa chiude

Lo Sportello Immigrazione di Villa Pallini resta chiuso dal 10 al 21 agosto 2026 e riapre lunedì 24 agosto.

Lo Sportello Europe Direct osserva lo stesso periodo di chiusura, dal 10 al 21 agosto.

L’Ufficio Farmacie e Autorizzazioni Sanitarie, in via Palazzuolo, è chiuso dal 10 al 14 agosto.

Dal 10 al 14 agosto non è inoltre attivo il numero verde del Segretariato Sociale 800 50 82 86.

Per l’Ufficio Assegni di maternità sono previste chiusure nelle giornate del 4, 6, 11 e 13 agosto.

Archivio storico e altri servizi

L’Archivio Storico del Comune di Firenze resta chiuso dal 17 al 21 agosto compresi.

Anche i punti di prestito Bibliocoop seguono un calendario estivo particolare. Quello alla Coop di via Cimabue è chiuso fino al 27 agosto; quello di Gavinana fino al 31 agosto. Il punto di Ponte a Greve resta invece aperto nei mercoledì di agosto, compresi il 12, 19 e 26 agosto, dalle 9.30 alle 12.30.

Cosa è aperto a Firenze a Ferragosto 2026

La data a cui prestare più attenzione è naturalmente sabato 15 agosto.

Diverso il discorso per biblioteche e uffici: molte strutture comunali sono chiuse proprio nella settimana centrale di agosto. Tra queste le Oblate, Villa Bandini, Filippo Buonarroti e vari servizi amministrativi.

Prima di raggiungere musei, sportelli o biblioteche è quindi sempre consigliabile controllare gli ultimi aggiornamenti pubblicati dai singoli enti, perché durante agosto possono essere introdotte variazioni straordinarie di orario.

Articolo aggiornato al 13 agosto 2026.

Ponte da Verrazzano, al via 7 mesi di lavori: ecco tempi, disagi e il nodo tramvia

Il Ponte da Verrazzano, dopo mesi di attesa, dibattiti e voci contrastanti sul suo reale stato di salute, ha finalmente una diagnosi ufficiale e un calendario di interventi. La sindaca Sara Funaro e l’assessore alla Mobilità, Viabilità e Tramvia Andrea Giorgio hanno presentato i risultati della verifica VAL4 — il livello di analisi strutturale più approfondito e rigoroso previsto dalle linee guida del 2022 — commissionata al professor Giacomo Morano dell’Università di Firenze. Il verdetto: il ponte che collega Campo di Marte a Gavinana non dovrà essere demolito né ricostruito, ma necessita di un intervento di manutenzione e rinforzo strutturale che durerà circa sette mesi, con un costo stimato di 7 milioni di euro.

Un ponte “in salute”, ma da curare

La relazione tecnica, frutto di una campagna di indagini imponente — tra rilievi laser scanner, videoispezioni, prove di carico, radiografie sui tiranti e tomografie ultrasoniche sul calcestruzzo — restituisce un quadro rassicurante rispetto alle ipotesi più allarmistiche circolate nei mesi scorsi, quando si era parlato addirittura di un possibile abbattimento della struttura.

La sindaca Funaro ha voluto sgombrare il campo da equivoci, sottolineando che le analisi hanno richiesto tempi lunghi proprio perché in gioco c’era la sicurezza dei cittadini, e che i risultati offrono oggi un quadro molto più tranquillizzante di quanto ipotizzato in alcune ricostruzioni circolate nei mesi scorsi. Come ha detto la stessa Funaro, “il tempo è galantuomo”: le ipotesi più drastiche, quelle di una demolizione integrale, non hanno trovato conferma nei dati raccolti sul campo.

Il ponte da Verrazzano, realizzato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta su progetto dell’architetto Leonardo Savioli, presenta uno stato di conservazione complessivamente accettabile, con criticità localizzate legate soprattutto all’età della struttura: cinquant’anni di vita, un sistema di precompressione con circa 640 cavi, e alcuni punti deboli individuati sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione della soletta e sulle armature delle travi esterne. È stato inoltre riscontrato un problema diffuso di impermeabilizzazione e smaltimento delle acque piovane, senza tuttavia danni strutturali gravi.

Il nodo tramvia: nessun aggravio di peso

Il punto più atteso della relazione riguardava proprio la compatibilità del ponte con il futuro passaggio della tramvia, la linea 3.2.1 diretta a Bagno a Ripoli. Le analisi hanno chiarito che la configurazione futura con i binari del tram non comporta un carico strutturale superiore rispetto a quello di un ponte stradale aperto senza limitazioni di peso, risultando anzi inferiore rispetto a quanto previsto nel progetto originario degli anni Settanta. In altre parole, non è il peso del convoglio a preoccupare i tecnici, ma la necessità di riportare l’intera struttura a una condizione di piena efficienza, oggi limitata dal divieto di transito ai mezzi sopra le 3,5 tonnellate.

L’assessore Giorgio ha spiegato che l’obiettivo resta quello di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli nell’estate del 2027, aggiungendo che il quadro emerso, per quanto complesso, conferma sostanzialmente le ipotesi già contenute nel progetto iniziale, con alcune lavorazioni aggiuntive individuate grazie ai dati più recenti raccolti sul campo. Secondo l’assessore, la mole di prove effettuate — centinaia in totale — permette ora di definire tempi e costi in un intervallo affidabile, così da poter avviare i cantieri il prima possibile, procedendo con una progettazione per stralci che dovrebbe contribuire a comprimere ulteriormente la durata complessiva dei lavori.

Tempi: cantieri al via da settembre, fine prevista in primavera

Secondo quanto emerso dalla presentazione, le prime lavorazioni propedeutiche potrebbero partire già a settembre 2026, con le demolizioni funzionali che segneranno l’avvio del cantiere vero e proprio. I lavori principali dovrebbero concludersi in primavera, rientrando nella tempistica complessiva del progetto tramviario, che prevede la fine dei cantieri della linea entro l’anno e, a seguire, i collaudi e la fase di pre-esercizio prima dell’apertura al pubblico.

Gli interventi individuati riguarderanno in particolare il rinforzo dei tiranti sulle spalle, il ripristino del calcestruzzo degradato, il rafforzamento della soletta e delle travi laterali, la riparazione delle fessure, il rifacimento dell’impermeabilizzazione e dello smaltimento delle acque, la sostituzione di appoggi e giunti sulla campata metallica centrale e la riqualificazione dei parapetti. Non sono previste sostituzioni massicce di parti dell’opera, ma un lavoro diffuso di riparazione e consolidamento, pensato anche per rendere il ponte più facilmente ispezionabile in futuro.

Disagi e viabilità: la chiusura e il ruolo del ponte Nencioni

Il capitolo più delicato per i cittadini riguarda inevitabilmente la viabilità. Durante l’esecuzione dei lavori più invasivi il Ponte da Verrazzano resterà chiuso al traffico. Una scelta che l’amministrazione ha potuto compiere solo grazie all’apertura, avvenuta il 30 maggio scorso, del nuovo ponte Nencioni tra Bellariva e Gavinana, pensato fin dall’inizio anche come infrastruttura di scorta proprio in vista di questo scenario (leggi qui il giorno dell’apertura).

La sindaca Funaro ha spiegato che la scelta di condurre le analisi più approfondite solo dopo l’apertura del ponte Nencioni al traffico non è stata casuale: l’amministrazione non poteva permettersi di avere contemporaneamente due attraversamenti dell’Arno chiusi, lasciando la zona sud-est della città senza collegamenti alternativi. Un tassello che si completerà entro la fine di ottobre, quando il ponte Nencioni dovrebbe passare dalle attuali due corsie a tre, con due corsie dedicate alla direzione Bellariva e una verso Gavinana, aumentando così la capacità di assorbire il traffico deviato dal Verrazzano.

Nel frattempo, chi si sposta abitualmente tra Campo di Marte, Gavinana e Bellariva dovrà quindi fare i conti con un instradamento diverso da quello consueto, con un possibile aumento dei flussi veicolari su via Aretina, viale Europa e sulle direttrici che convergono verso il nuovo ponte. Al termine del cantiere, invece, il Ponte da Verrazzano riaprirà senza alcuna limitazione di carico: potranno tornare a percorrerlo liberamente automobili, mezzi pesanti e, soprattutto, i convogli della tramvia diretta a Bagno a Ripoli, chiudendo così un capitolo lungo e discusso della mobilità fiorentina.

Le prossime tappe

Il cronoprogramma resta ora legato alla progettazione esecutiva, in corso in queste settimane, e all’avvio dei primi interventi propedeutici che potrebbero anticipare l’apertura del cantiere vero e proprio già entro fine estate. L’amministrazione comunale ha assicurato che continuerà a fornire aggiornamenti periodici sull’andamento dei lavori, mentre il confronto in consiglio comunale e con i quartieri interessati proseguirà nelle prossime settimane per definire nel dettaglio le modalità di gestione della viabilità alternativa durante i mesi di chiusura.

Per l’aggiornamento in tempo reale dei cantieri della tramvia consultare questo link

Graduatoria Libri gratis Toscana 2026/27: la domanda è stata accolta?

È stata pubblicata la graduatoria di Libri Gratis Toscana 2026, il contributo della Regione destinato alle famiglie per sostenere le spese per l’acquisto dei libri di testo. Chi ha presentato domanda può quindi verificare se risulta tra gli aventi diritto, ma anche controllare l’eventuale presenza della propria pratica tra quelle sospese o non ammesse.

Il bando Libri Gratis è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado residenti in Toscana, con meno di 24 anni e appartenenti a nuclei familiari con ISEE fino a 15.800 euro. Possono beneficiarne anche gli studenti residenti in Toscana che frequentano una scuola in una regione confinante.

Graduatoria Libri Gratis Toscana 2026/2027: dove controllare

La graduatoria degli aventi diritto è pubblicata sulla pagina dedicata al bando Libri Gratis 2026/2027 della Regione Toscana.

Per controllare la propria situazione è possibile consultare gli elenchi pubblicati dalla Regione e accedere anche all’applicativo regionale Libri Gratis, utilizzato in precedenza per l’invio della domanda. L’accesso all’area personale resta infatti disponibile durante le diverse fasi del procedimento per consentire ai cittadini di consultare le domande presentate.

Per entrare nella piattaforma è necessario identificarsi tramite SPID, CIE o CNS.

Nella graduatoria e negli eventuali elenchi collegati è importante verificare con attenzione il riferimento associato alla propria domanda, distinguendo tra richieste ammesse al contributo, non ammesse e pratiche eventualmente sospese.

Cosa significa se la domanda di Libri Gratis è sospesa

Una domanda sospesa non è necessariamente una domanda respinta. La sospensione indica in genere una pratica che non può ancora essere ammessa definitivamente al contributo perché sono necessari ulteriori accertamenti o aggiornamenti.

Un caso particolarmente rilevante riguarda gli studenti che al termine dell’anno scolastico risultano “sospesi in giudizio”, cioè devono sostenere le prove per il recupero dei debiti formativi prima di conoscere l’ammissione alla classe successiva.

Nella precedente edizione di Libri Gratis la Regione aveva inserito queste richieste in un apposito elenco di domande sospese, chiedendo successivamente ai richiedenti di aggiornare i dati dopo l’esito degli esami di recupero. La sospensione serviva quindi a mantenere la domanda in attesa della verifica definitiva del requisito scolastico.

La stessa logica è collegata al fatto che, per il bando 2026/2027, il requisito dell’iscrizione a una scuola secondaria deve permanere fino all’inizio del nuovo anno scolastico e viene verificato dalla Regione.

Domanda sospesa: cosa bisogna fare

Chi trova la propria domanda tra quelle sospese deve innanzitutto controllare la motivazione indicata dalla Regione e verificare nell’area personale dell’applicativo Libri Gratis se è richiesta un’integrazione o un aggiornamento.

Particolare attenzione va prestata ai dati relativi alla scuola frequentata, alla classe di iscrizione per l’anno scolastico 2026/2027 e all’IBAN indicato per l’eventuale accredito.

Per gli studenti sospesi in giudizio sarà necessario attendere l’esito delle prove di recupero e quindi aggiornare, quando la Regione aprirà la relativa finestra sull’applicativo, le informazioni sulla classe effettivamente frequentata nel nuovo anno scolastico.

È quindi importante non considerare automaticamente perduto il contributo se la domanda compare tra quelle sospese e seguire gli aggiornamenti pubblicati sulla pagina ufficiale del bando.

Chi ha diritto a Libri Gratis 2026/2027

Il contributo è destinato agli studenti che, al momento della domanda, rispettavano tutti questi requisiti:

  • residenza in un Comune della Toscana;
  • età inferiore ai 24 anni;
  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.800 euro;
  • iscrizione per l’anno scolastico 2026/2027 a una scuola secondaria di primo o secondo grado pubblica o paritaria in Toscana oppure in Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche o Umbria.

Il requisito relativo all’iscrizione scolastica deve inoltre permanere all’inizio dell’anno scolastico 2026/2027.

Quanto spetta con Libri Gratis Toscana

L’importo di Libri Gratis 2026/2027 non è uguale per tutti. Il contributo viene stabilito in base all’ordine di scuola e alla classe frequentata e viene calcolato secondo le Unità di costo standard previste dalla Regione Toscana.

Le risorse complessivamente disponibili per il bando ammontano a 15 milioni di euro (del Programma regionale Fse+ 2021-2027 attività 2.f.15 del Pad), con la possibilità di un successivo incremento delle disponibilità per finanziare eventuali scorrimenti della graduatoria.

Come chiedere informazioni sulla graduatoria

Per dubbi sulla graduatoria di Libri Gratis Toscana 2026/2027 o sulla situazione della propria domanda è possibile rivolgersi direttamente agli uffici regionali.

La Regione mette a disposizione l’indirizzo [email protected]. È inoltre possibile contattare Giovanisì all’indirizzo [email protected] oppure al numero verde 800 098 719, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 16.

Chi ha una domanda sospesa dovrebbe comunque controllare periodicamente sia l’area personale dell’applicativo sia la pagina ufficiale del bando, dove vengono pubblicati gli aggiornamenti sul procedimento e gli eventuali termini per integrare la pratica.

Ex OGR: parte il percorso di informazione partecipata sull’area di trasformazione urbanistica. Online il sito exogrfirenze.it

E’ online il nuovo sito exogrfirenze.it, il primo tassello del percorso di informazione partecipata sull’area delle ex Officine Grandi Riparazioni a Firenze.

L’area, che fino al 2023 era di proprietà di FS Sistemi Urbani (Gruppo Ferrovie dello Stato), si estende per circa 80.300 mq nel quartiere di Porta al Prato, tra il Nuovo Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Manifattura Tabacchi e il Parco delle Cascine.

Flora Development S.r.l., che l’ha acquistata nel febbraio 2023, ha deciso di avviare, in accordo con il Comune di Firenze, un percorso informativo per dare risposte agli interrogativi delle comunità che vivono nel quartiere e nel resto della città, un approccio innovativo e una sperimentazione che punta a stabilire un nuovo tipo di dialogo tra investitori, amministrazione comunale e comunità locale.

Un percorso di “informazione partecipata”

Il percorso di “informazione partecipata” – voluto dal Comune e finanziato da Flora Development – mette al centro l’ascolto dei bisogni informativi di chi vive il quartiere e la trasparenza rispetto al progetto di intervento, garantendo un monitoraggio costante e una relazione continua tra l’investimento privato e le componenti della comunità più toccate dal processo di trasformazione dell’area.

I canali e gli strumenti che saranno attivati sono diversi e il sito internet è uno dei più significativi.

Il sito exogrfirenze.it, curato dalla cooperativa impresa sociale Sociolab e dall’agenzia di comunicazione Flod, raccoglie in ordine cronologico tutti gli atti formali e ufficiali che riguardano l’area ex OGR, dalle prime previsioni urbanistiche agli sviluppi più recenti. L’obiettivo è mettere a disposizione di tutta la cittadinanza, in modo trasparente e verificabile, la documentazione che ricostruisce la storia urbanistica e amministrativa dell’area, attraverso un archivio che viene progressivamente aggiornato.

Il sito fornisce anche l’elenco completo degli attori privati e pubblici coinvolti nell’intervento, con l’indicazione del ruolo specifico che svolgono.

Il proprietario è Flora Development srl, il soggetto che ha acquistato l’area da Ferrovie dello Stato e che gestisce il processo di sviluppo immobiliare e propone il Piano Urbanistico Attuativo. La progettazione architettonica e urbanistica è dello studio ABDR di Roma, lo stesso che ha seguito la realizzazione del Teatro del Maggio musicale, mentre quella del verde e del paesaggio, compresa la riqualificazione del Fosso Macinante, è dello studio LAND di Milano.

Un’ampia sezione è dedicata alle immagini che documentano l’evoluzione dell’area nel tempo: le viste satellitari degli ultimi vent’anni, i capannoni industriali prima delle demolizioni e l’area come si presenta oggi, nonché il masterplan dell’intervento (il progetto è in fase di sviluppo). La documentazione visiva viene messa a disposizione per permettere a tutti di osservare com’era l’area, com’è attualmente e come potrà diventare.

L’ascolto dei cittadini e di chi vive il quartiere

La messa online del sito va di pari passo con l’attività di ascolto del territorio, attraverso una serie di interviste, che hanno già preso il via, a chi vive e lavora nel quartiere (residenti, circoli, associazioni, parrocchie, comitati di cittadini, categorie economiche, istituti scolastici…). Le interviste sono realizzate da Sociolab nei quartieri San Jacopino, Porta al Prato e Novoli. Alla luce di questa attività il sito sarà progressivamente arricchito di informazioni e approfondimenti rispetto ai bisogni informativi che emergeranno.

A partire da settembre saranno previste ulteriori attività di coinvolgimento e informazione della popolazione: visita dell’area con illustrazione in loco del masterplan e dell’idea progettuale, incontri pubblici tematici con approfondimenti specifici dedicati ai diversi aspetti del progetto di trasformazione e incontri itineranti nei luoghi più frequentati del quartiere per raccogliere ulteriori domande e offrire informazioni sul processo in corso e sull’intervento.

10 libri di autori toscani da leggere nell’estate 2026

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Nove autori toscani e una toscana d’adozione. Per scegliere 10 libri da leggere nell’estate 2026 abbiamo deciso di partire da qui: niente giro del mondo sotto l’ombrellone, questa volta si resta in Toscana.

O quasi. Perché accanto a scrittori nati a Firenze, Siena, Pisa, Prato, Viareggio, Forte dei Marmi e Montevarchi abbiamo fatto posto anche a Nicoletta Verna, romagnola di nascita ma fiorentina d’adozione ormai da molti anni.

Il risultato è una piccola geografia letteraria della regione, costruita senza la pretesa di indicare i “migliori libri toscani di sempre”. Piuttosto, abbiamo scelto dieci libri da mettere in valigia, alternando classici e narrativa contemporanea, gialli, romanzi di formazione, ironia e memoria.

Ecco allora i 10 libri di autori toscani scelti dalla redazione de Il Reporter, da leggere sotto l’ombrellone. Se invece si è alla ricerca di qualche altra suggestione si può sempre rispolverare i suggerimenti degli scorsi anni. Qui ad esempio, si consigliavano tre libri dedicati al cambiamento climatico, mentre qui, tre romanzi ambientati in montagna.

1. Le ragazze di Sanfrediano, Vasco Pratolini

La Toscana: Firenze e l’Oltrarno

Cominciamo da Firenze e da uno degli scrittori che più di ogni altro è riuscito a trasformare le sue strade in letteratura.

In Le ragazze di Sanfrediano, Vasco Pratolini racconta le avventure sentimentali di Bob, giovane seduttore del quartiere convinto di poter conquistare una ragazza dopo l’altra senza subirne le conseguenze. Ma le ragazze di San Frediano hanno altri programmi.

Breve, ironico, popolare nel senso migliore del termine, è un classico che conserva una sorprendente freschezza. E permette di ritrovare una Firenze lontana da quella monumentale delle cartoline: fatta di botteghe, cortili, chiacchiere e vita di quartiere.

Da leggere se: cercate un classico fiorentino divertente e molto più moderno di quanto immaginiate.

2. L’idiota di famiglia, Dario Ferrari

La Toscana: Viareggio e la Versilia

Dario Ferrari è una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea e con L’idiota di famiglia torna nel 2026 con un romanzo che intreccia vicende private e storia collettiva.

Viareggino, Ferrari porta nella nostra lista una Versilia che non è soltanto mare e stabilimenti balneari. La sua è soprattutto una terra di personaggi, famiglie, memorie, contraddizioni e irresistibile ironia.

La scrittura gioca continuamente tra registri alti e bassi, cultura e comicità, intelligenza e assurdità. Una combinazione ideale per chi sotto l’ombrellone vuole divertirsi senza rinunciare a un libro capace di sorprendere.

Da leggere se: amate i romanzi intelligenti che non hanno paura di essere anche molto divertenti.

3. Il mare dove non si tocca, Fabio Genovesi

La Toscana: Forte dei Marmi e la Versilia

Se esiste uno scrittore che sembra particolarmente adatto a una lista di letture estive, è Fabio Genovesi.

Nato a Forte dei Marmi, Genovesi ha fatto della Versilia uno dei territori più riconoscibili della propria narrativa. In Il mare dove non si tocca racconta l’infanzia di Fabio, cresciuto in una famiglia decisamente fuori dall’ordinario e popolata quasi esclusivamente da uomini.

È un romanzo di formazione tenero e buffo, attraversato dal mare e dalla scoperta del mondo. Si ride molto, ma dietro l’ironia affiorano continuamente la paura di crescere, gli affetti e quella malinconia che accompagna inevitabilmente la fine dell’infanzia.

Da leggere se: volete un libro capace di far ridere e commuovere nella stessa pagina.

4. La briscola in cinque, Marco Malvaldi

La Toscana: Pisa e la costa

Un bar, quattro pensionati, un barista e un omicidio. È da questa combinazione che nasce il mondo del BarLume di Marco Malvaldi.

La briscola in cinque è il primo romanzo della fortunata serie ambientata nell’immaginaria Pineta, sulla costa toscana. Il delitto conta, naturalmente, ma almeno quanto l’indagine contano le conversazioni, le battute, le partite a carte e l’irresistibile capacità dei vecchietti del bar di impicciarsi degli affari altrui.

Malvaldi mette insieme giallo e commedia di costume, costruendo una lettura praticamente progettata per l’ombrellone.

Da leggere se: volete un mistero, ma non avete nessuna intenzione di rinunciare alle risate.

5. Morte a Firenze, Marco Vichi

La Toscana: Firenze e l’alluvione del 1966

Un’altra Firenze, completamente diversa da quella di Pratolini.

In Morte a Firenze, Marco Vichi riporta in scena il commissario Bordelli alle prese con la scomparsa di un bambino nell’autunno del 1966. Poi arriva il 4 novembre e l’Arno invade la città.

L’indagine si intreccia così con una delle pagine più drammatiche della storia recente fiorentina. Le strade, il fango, le case e la città ferita diventano parte integrante del romanzo.

Non è soltanto un giallo ambientato a Firenze: è un libro nel quale Firenze diventa un personaggio.

Da leggere se: amate i polizieschi e volete attraversare anche un pezzo della memoria della città.

6. Con gli occhi chiusi, Federigo Tozzi

La Toscana: Siena e la campagna senese

La Toscana di Federigo Tozzi è lontanissima da quella delle vacanze da cartolina.

In Con gli occhi chiusi, Siena e la campagna circostante fanno da sfondo a una storia di formazione, desiderio, conflitto familiare e incapacità di comprendere pienamente se stessi e gli altri.

È il titolo probabilmente più letterario della nostra selezione, ma anche una buona occasione per scoprire o riscoprire uno degli autori fondamentali del Novecento italiano.

E le vacanze servono anche a questo: affrontare finalmente quel classico che durante l’anno continuiamo a rimandare.

Da leggere se: avete voglia di un romanzo breve, intenso e molto meno rassicurante della Toscana da dépliant turistico.

7. Storia della mia gente, Edoardo Nesi

La Toscana: Prato e il distretto tessile

Non esistono soltanto la Toscana delle colline, delle città d’arte e del mare. C’è anche quella delle fabbriche.

Con Storia della mia gente, Edoardo Nesi racconta Prato e la crisi del suo distretto tessile intrecciando autobiografia, economia, memoria familiare e trasformazione sociale.

È il racconto di un mondo che sembrava solidissimo e che invece cambia rapidamente sotto la pressione della globalizzazione. Ma è anche una storia profondamente toscana, fatta di lavoro, imprese familiari e identità.

Da leggere se: volete conoscere una Toscana diversa, lontana dalle immagini più turistiche della regione.

8. La stanza profonda, Vanni Santoni

La Toscana: il Valdarno e la Firenze contemporanea

Con Vanni Santoni cambia ancora una volta il paesaggio.

Nato a Montevarchi e legato da molti anni a Firenze, Santoni in La stanza profonda racconta un gruppo di amici uniti dalla passione per i giochi di ruolo.

Draghi, dungeon e mondi immaginari diventano però il punto di partenza per parlare di amicizia, provincia, generazioni, tempo che passa e spazi di libertà costruiti ai margini della vita adulta.

È forse il titolo più insolito della nostra top ten e proprio per questo merita un posto in valigia.

Da leggere se: avete passato almeno una parte della vostra vita a costruire mondi immaginari, oppure siete curiosi di capire chi lo fa.

9. L’inverno delle stelle, Nicoletta Verna

La Toscana: Fiesole e Firenze

Ed ecco l’unica eccezione alla nostra regola.

Nicoletta Verna non è toscana di nascita: è nata a Forlì, ma vive da molti anni a Firenze. Possiamo quindi concederle senza troppe esitazioni il titolo di fiorentina d’adozione.

A renderla ancora più adatta alla nostra lista è L’inverno delle stelle, ambientato tra Fiesole e Firenze durante la Seconda guerra mondiale.

Al centro del romanzo c’è Sirio, una ragazzina che vede il proprio mondo cambiare mentre la guerra entra prepotentemente nella quotidianità. L’infanzia e i giochi lasciano spazio a occupazione, fascismo, Resistenza e scelte che improvvisamente diventano enormi.

Firenze e le colline di Fiesole emergono così in una veste lontanissima da quella abituale, attraverso lo sguardo di chi sta crescendo proprio mentre tutto intorno sembra crollare.

Da leggere se: cercate un romanzo storico capace di raccontare la grande Storia attraverso gli occhi dei più giovani.

10. Caos calmo, Sandro Veronesi

La Toscana: Firenze e uno sguardo che va oltre i suoi confini

Chiudiamo tornando a Firenze con Sandro Veronesi.

Caos calmo comincia con una morte e con una decisione apparentemente incomprensibile. Dopo la scomparsa improvvisa della compagna, Pietro Paladini accompagna la figlia a scuola e decide di rimanere lì, davanti all’edificio, invece di tornare alla propria vita.

Quell’immobilità diventa progressivamente il centro del romanzo. Mentre Pietro resta fermo, sono gli altri a raggiungerlo, portandogli problemi, confessioni e pezzi delle proprie esistenze.

Un libro sul lutto, sulla famiglia e sul modo imprevedibile con cui reagiamo quando la normalità improvvisamente si spezza.

Da leggere se: cercate un romanzo importante ma capace di trascinarvi senza sembrare un “compito per le vacanze”.

Dieci libri, dieci modi di raccontare la Toscana

Da San Frediano alle colline di Fiesole, dalla Versilia alla costa pisana, passando per Siena, Prato e il Valdarno: questi dieci libri raccontano Toscane molto diverse tra loro.

Ci sono quella popolare di Pratolini e quella investigativa di Vichi, la Versilia ironica di Ferrari e Genovesi, il microcosmo costiero di Malvaldi, la provincia inquieta di Tozzi, la Prato industriale di Nesi e le nuove generazioni raccontate da Santoni.

Nove scrittori sono toscani di nascita. Nicoletta Verna no, ma dopo tanti anni a Firenze possiamo permetterci di considerarla, almeno per questa estate, la nostra toscana d’adozione.

Perché in fondo sotto l’ombrellone non importa soltanto dove è nato chi scrive. Conta soprattutto dove riesce a portarci.

Caldo a Firenze, codice rosso fino a giovedì 13 agosto

Il caldo a Firenze non allenta la presa. Il codice rosso per le ondate di calore è confermato fino a giovedì 13 agosto con picchi di 40°.

È quanto emerge dal nuovo bollettino del Ministero della Salute, che assegna a Firenze il livello 3, il più elevato anche per mercoledì 12 e giovedì 13 agosto.

Caldo a Firenze: fino a 40 gradi percepiti

Mercoledì 12 agosto sono previsti 23 gradi alle 8, 37 gradi alle 14 e una massima percepita di 39 gradi. Giovedì 13 agosto le temperature indicate sono invece di 24 gradi alle 8, 37 alle 14 e 38 gradi di massima percepita.

Il quadro resta quindi caratterizzato da condizioni di caldo intenso e persistente, senza un significativo sollievo almeno fino a giovedì.

Ieri sfiorati i 40 gradi all’Orto Botanico

Anche i dati della giornata di ieri confermano l’intensità dell’ondata di calore che sta interessando Firenze.

La temperatura massima ha raggiunto 39,3 gradi all’Orto Botanico, 38,9 gradi al Giardino di Boboli e 37,5 gradi nella stazione di Firenze Università.

Le carte meteorologiche confermano inoltre la persistenza sulla Toscana di condizioni favorevoli a temperature molto elevate, senza indicare nell’immediato un deciso ricambio d’aria capace di interrompere l’ondata di calore.

Cosa significa il codice rosso per il caldo

Il codice rosso, o livello 3, rappresenta il livello di allerta più elevato previsto dal sistema nazionale di prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute.

Indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute non soltanto delle persone considerate più vulnerabili, ma potenzialmente anche della popolazione sana e attiva. L’allerta comporta inoltre l’attivazione dei servizi sanitari e sociali predisposti per affrontare le conseguenze delle temperature estreme.

Con più giorni consecutivi di caldo intenso, resta quindi fondamentale adottare comportamenti prudenti, soprattutto durante le ore centrali della giornata.

Come proteggersi dal caldo a Firenze: le raccomandazioni

Il Ministero della Salute raccomanda in particolare di evitare, quando possibile, l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, bere con regolarità, limitare l’attività fisica intensa e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti fragili che possono usufruire dei rifugi climatici.

Il decalogo del Ministero della Salute con i dieci consigli utili per proteggersi dalle alte temperature è disponibile sul sito istituzionale del Ministero.