Ristoranti aperti fino alle 18 in zona gialla, regole diverse in zona arancione e in fascia rossa: chiusi al pubblico, ma attivi per l’asporto anche dopo le 18, consegne a domicilio no stop. Nel Dpcm del 16 gennaio per i ristoranti c’è la conferma delle regole anti-Covid fin qui stabilite dai vari decreti della Presidenza del Consiglio, mentre è prevista un stretta per l’asporto dopo le 18 dei bar.
Le regole dei Dpcm sui ristoranti aperti in zona gialla e arancione
Il nuovo Dpcm ha rinnovato le limitazioni Covid per il mondo della ristorazione dal 16 gennaio al 5 marzo: in zona gialla i ristoranti possono stare aperti a pranzo e fino alle 18, ma non per cena, perché dalle 18 alle 22 è consentito solo l’asporto. La consegna a domicilio invece non ha limiti di orario. Resta anche il limite su quante persone possono stare al tavolo al ristorante: è stata ripresa la norma stabilita negli ultimi Dpcm secondo cui il numero massimo di persone non conviventi che mangiano insieme a tavola non deve superare i 4 commensali.
In zona arancione e rossa i ristoranti invece sono chiusi al pubblico, quindi niente pranzo al tavolo, e possono fare solo take away fino alle 22 e consegne a domicilio sempre. Con il decreto legge Covid del 14 gennaio è stata però introdotta una quarta fascia per le regioni a basso rischio di contagio, la cosiddetta zona bianca (incidenza settimanale dei contagi sotto 50 casi ogni 100.000 abitanti), dove tutte le principali attività saranno aperte e verranno ridotte le limitazioni anti-Covid: resta da capire se i ristoranti in zona bianca potranno restare aperti anche a cena.
Nuovo Dpcm e ristoranti: stop asporto dalle 18 solo per i bar
Una qualche confusione si è generata dopo la novità prevista dal Dpcm del 16 gennaio, con uno stop all’asporto dei bar dopo le 18 per combattere gli assembramenti non autorizzati che si sono creati davanti ai locali in molte città d’Italia. Questa regola vale in tutte le zone (gialla, arancione o rossa).
Quindi in zona gialla i bar possono restare aperti dalle 5 alle 18, ma dopo questo orario non è consentito l’asporto per i locali individuati dai codici Ateco 56.3 (bar senza cucina e altri esercizi simili) e 47.25 o (commercio al dettaglio di bevande). In zona arancione e rossa i bar sono aperti solo per il take away fino alle 18. Confermato il divieto di consumare cibi e bevande nei pressi delle attività di ristorazione, come successo finora.
Non c’è zona gialla, arancione o rossa che tenga. Anche nel mese di gennaio 2021 la pulizia delle strade a Firenze non è sospesa, ma – chiarisce Alia – non c’è l’obbligo di spostare l’auto. Dunque no alle multe e no alla rimozione del veicolo per chi si scorda di togliere la macchina dal parcheggio sotto casa quando passa la spazzatrice.
Come successo a primavera nei mesi di lockdown, il Comune di Firenze ha deciso di “graziare” gli automobilisti su questo fronte, per dare una mano anche a chi non può lasciare la propria abitazione perché in quarantena o in isolamento per Covid-19. Inoltre l’ultimo Dpcm invita a ridurre al minimo gli spostamenti, mentre molti fiorentini hanno diminuito gli spostamenti quotidiani, anche per effetto dello smart working e delle chiusure di varie attività.
Alia, pulizia strade a Firenze: sospensione dell’obbligo anche a gennaio 2021
La pulizia delle strade a Firenze, dallo spazzamento manuale al lavaggio, viene effettuata regolarmente sia di giorno che di notte, spiega Alia, nel mese di gennaio 2021, ma resta in vigore la sospensione dell’obbligo di spostare l’auto. Chi è iscritto al servizio di allert di Alia continua a ricevere via mail il promemoria della pulizia strade: muovere la propria macchina per facilitare le operazioni di lavaggio meccanizzato rappresenta sempre un comportamento civile, ma in questo momento non si rischia la multa se si sgarra.
Senza spostare l’auto: fino a quando
Questa decisione è stata presa nello scorso mese di novembre dal sindaco Dario Nardella e resta in vigore fino a nuova comunicazione. Sul sito del Comune di Firenze si possono consultare tutte le informazioni utili per l’emergenza Covid, anche riguardo alla pulizia delle strade.
Un balzo in avanti dei contagi di Covid-19 in Toscana, con 443 nuovi casi positivi, contro i 241 di ieri: sono i dati di oggi (20 gennaio) che arrivano dal bollettino sul coronavirus pubblicato dalla Regione. In aumento però anche i tamponi molecolari e i test rapidi effettuati, mentre diminuisce ancora il tasso di positività: il 2,3% delle persone testate sono risultate positive (439 confermate con tampone molecolare e 4 da test rapido antigenico).
Gli altri dati del bollettino Covid del 20 gennaio fotografano una situazione in leggero miglioramento nei servizi sanitari con 27 posti letto che si liberano negli ospedali, dove sono ad oggi ricoverate 809 persone, di cui 113 in terapia intensiva (8 in meno rispetto a ieri). 18 i decessi comunicati oggi.
Contagi oggi in Toscana: i dati del bollettino Covid di oggi (20 gennaio)
Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (20 gennaio 2021): 443 (ieri erano 241)
Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 10.180 (il giorno precedente 7.623)
Test antigenici: 9.347 (ieri 5.619)
Tasso di positività: il 2,3% dei soggetti testati è risultato positivo (ieri 3,16%)
Persone attualmente positive al coronavirus: 8.282 (+0,3% rispetto a ieri)
Ricoverati nei posti di letto Covid della Toscana: 809 (27 in meno)
di cui 113 in terapia intensiva (8 in meno)
Deceduti comunicati oggi per Covid-19: 18 morti
Guariti nelle ultime 24 ore: 398
Coronavirus in Toscana: l’andamento dei casi dall’inizio dell’emergenza
Contagi di Covid-19 totali, dall’inizio dell’epidemia a oggi: 128.881
Guariti totali 116.561
Deceduti dall’inizio dell’epidemia: 4.038
Questi i dati sui contagi di Covid-19 nelle diverse province della Toscana, con l’aggiornamento dei nuovi casi di oggi (20 gennaio):
35.839 casi complessivi aa Firenze (123 in più rispetto a ieri)
10.970 a Prato (24 in più)
10.934 a Pistoia (26 in più)
8.107 a Massa (49 in più)
13.370 a Lucca (32 in più)
17.627 a Pisa (40 in più)
9.738 a Livorno (32 in più)
11.609 ad Arezzo (71 in più)
5.778 a Siena (39 in più)
4.354 a Grosseto (7 in più)
555 casi positivi sono stati notificati in Toscana, ma si riferiscono a residenti in altre regioni. Approfondimenti sul sito dell’Agenzia regionale di Sanità (Ars).
Dopo la roboante sconfitta contro il Napoli, la Fiorentina si appresta ad incontrare il Crotone nel prossimo incontro di campionato, che si terrà sabato 23 gennaio alle ore 20.45 allo Stadio Artemio Franchi: ma dove vederla, su Sky o Dazn?
Dove vedere Fiorentina Crotone in tv: Sky o Dazn?
La partita tra Fiorentina e Crotone sarà trasmessa su Dazn, il servizio di video streaming online dedicato agli eventi sportivi. Dazn è accessibile su smart tv, computer, tablet e smartphone, oltre che console per videogiochi e praticamente tutti i dispositivi in grado di trasmettere.
Gli abbonati Sky però non disperino. Grazie all’accordo tra Sky e Dazn, anche i clienti del servizio di pay tv satellitare possono vedere le partite trasmesse su Dazn. Gli abbonati a Sky Q, My Sky HD o Sky HD possono infatti attivare il canale satellitare Dazn 1 che andrà ad aggiungersi alla loro offerta. Maggiori informazioni sul sito di Sky.
Fiorentina Crotone in streaming
Fiorentina Crotone non sarà invece trasmessa su SkyGo, l’app di streaming di Sky per pc, tablet e smartphone, né su NowTv, la piattaforma di streaming a pagamento.
La radiocronaca in diretta sarà trasmessa da RadioRai.
Fiorentina Crotone in chiaro?
Non ci sono opzioni per vedere Fiorentina Crotone in chiaro.
Un doppio discorso seguito in diretta dalle principali tv all news e trasmesso in streaming: oggi il premier Giuseppe Conte parla al Senato in vista del voto di fiducia sul governo, ma a che ora parla, quando è prevista la votazione su questa crisi e in che orario si saprà l’esito?
A che ora parla Conte in Senato: la diretta tv e in streaming
Dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera dei deputati con 321 sì, oggi il presidente del Consiglio si presenta nell’altro ramo del Parlamento. 9.30: ecco a che ora parla Giuseppe Conte davanti al Senato, in vista del voto di fiducia. Il suo discorso viene trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube e sulla Web Tv del Senato, ma è possibile seguire il suo intervento anche sulle principali tv all news, come Sky tg 24 o Rainews 24.
Sarà però una giornata lunga: il voto di fiducia sul Governo Conte non arriverà subito, ma dopo che avrà parlato il premier inizierà la discussione nell’aula del Senato e il verdetto è atteso ore dopo.
Gli interventi dei senatori e la replica del premier
Conte non parla solo una volta al Senato: in coda agli interventi dei senatori riprenderà la parola per la replica. Dopo il discorso dell’avvocato pugliese, in Senato sono previste 5 ore di discussione ma nel programma di Palazzo Madama ci sono anche due pause, per pranzo dalle 12.30 alle 13.30 e nel pomeriggio, tra le 16.30 e le 17.30.
Se non ci saranno ritardi sulla tabella di marcia, alla ripresa della seduta, quindi alle ore 17.30, il premier Giuseppe Conte prenderà la parola nuovamente per la sua replica prima delle dichiarazioni di voto perla fiducia al governo.
Crisi di governo, caduta o conferma: l’orario del voto di fiducia al Senato
Quindi a che ora c’è il voto di fiducia sul governo Conte in Senato? Quando si saprà se Conte ha avuto la fiducia o no? Il verdetto finale sull’esecutivo è atteso in serata. Se il cronoprogramma sarà rispettato l’orario di inizio delle dichiarazioni di voto, per la fiducia al governo Conte, è previsto dalle 19.30 in poi, mentre i risultati sono attesi un’ora dopo. Anche questa fase delle votazione potrà essere seguita in diretta sulla web tv del Senato o sul canale YouTube (vedi qui sotto).
50 anni dopo la grande mostra al Forte Belvedere di Firenze, le opere di Henry Moore, scultore inglese tra i più illuminati del secolo scorso, tornano a Firenze per un’esposizione al Museo Novecento.
“Nel corso della mia vita credo di aver passato pochi periodi peggiori di quello che seguì al mio viaggio in Italia nel 1925-26. Sei mesi di fila sotto il fuoco dei capolavori dell’arte europea avevano scatenato un violento conflitto con i miei ideali precedenti – ero avvilito e incapace di lavorare. A poco a poco, però, riuscii a tirarmi fuori dalle mie perplessità, e la direzione fu quella dei miei primitivi interessi”.
A parlare è proprio Henry Moore, che nel 1972 fu protagonista di una grande mostra al Forte Belvedere di Firenze. Un evento rimasto nella storia, perché proprio in quell’occasione il Forte riaprì i battenti al pubblico dopo un lunghissimo periodo di chiusura. Esposte sui prati, negli interni e tra i bastioni dell’ex fortezza militare fiorentina, c’erano le grandi sculture dell’artista, una corposa selezione, e poi disegni, bozzetti, schizzi, incisioni e litografie. Inaugurata in pompa magna sotto l’egida del Comune di Firenze e del British Council, alla presenza della principessa Margaret, per molti quel giorno segna il momento in cui Firenze si è aperta all’arte contemporanea internazionale.
Antonio Natali e l’importanza dell’educazione all’arte
Tra i molti testimoni (e visitatori) di quella mostra ci fu anche Antonio Natali, storico dell’arte ed ex direttore della Galleria degli Uffizi, all’epoca un giovane studente della Facoltà di storia dell’arte, poco più che ventenne. “Ricordo nitidamente la mostra e conservo memoria della giornata passata a visitarla insieme a un’amica – inizia a raccontare –. Portai con me con la mia nuova macchina fotografica. Era una bella giornata di sole e ne approfittai per fare degli scatti. In quel periodo facevo foto e le stampavo, realizzai tutto un servizio sulla mostra e sugli scorci della città che era possibile ritagliare guardando attraverso i “buchi” delle statue di Moore. Erano giochi senza poesia i miei, al contrario delle opere in mostra, lavori di un artista la cui poetica è certamente una delle più alte tra gli scultori del Novecento”.
Sembrava davvero che l’arte contemporanea si stesse facendo spazio a Firenze, che quei corpi e quelle forme, quelle “rime” in bronzo, potessero aprire le porte e la mente della città a un futuro fatto di arte nuova, diversa, audace. “Oggi contemporaneo non è più un attributo cronologico ma stilistico – continua Natali –. Come a dire inedito, innovativo. Invece per me contemporanea è qualsiasi cosa che viva la mia stessa stagione, compresi quei pittori e scultori che si muovono nel solco della tradizione. Probabilmente, quando venne pensata la mostra di Henry Moore, c’era una disponibilità e una convinzione della grandezza di questa città fondata non esclusivamente sulla conservazione della sua ricca eredità. Oggi invece, e da un po’ di tempo, i fiorentini coltivano la convinzione di essere i figli del Rinascimento, eredi diretti di Leonardo, Verrocchio, Michelangelo, Donatello e via discorrendo. Ma non si rendono conto che il coraggio, l’anticonformismo e la spregiudicatezza che erano alcune delle caratteristiche di quei patriarchi, nulla sarebbero state senza la cultura. Perché il coraggio, l’anticonformismo e la spregiudicatezza senza cultura diventano disastri. Ed è per questo che è tanto importante l’educazione. All’arte ma non solo”.
Il guerriero di Henry Moore e Firenze
Poi Natali prosegue: “Abbiamo la vista corta, noi fiorentini. E infatti, nonostante fosse stata organizzata una mostra di tale portata, ricordo bene il trattamento che allo stesso Moore venne riservato quando voleva lasciare una delle sue opere a Firenze”. Già, perché, l’artista avrebbe voluto donare una delle sue opere – Il guerriero – alla città, in cambio di un indennizzo di 35mila sterline, equivalenti alle spese sostenute per la fusione della scultura. Ma il Comune non rispettò gli accordi presi: collocò l’opera nel cortile di Palazzo Vecchio fino a quando, alla morte dell’artista, la Fondazione Moore ne ottenne la restituzione.
Il guerriero
In realtà poi Il guerriero è tornato ad abitare sulle rive dell’Arno, perché nel corso degli anni è diventato di proprietà del British Institute of Florence ed è stato collocato nel primo chiostro della Basilica di Santa Croce, anche se non certo in una posizione da protagonista. Fu più lungimirante la città di Prato, che invece un’opera di Henry Moore la comprò al termine della mostra per collocarla nella centrale piazza San Marco. Chissà cosa avrà pensato Moore, all’epoca, e chissà cosa penserebbe oggi di Firenze, se tornasse a guardarla dall’alto del Forte Belvedere. “Che penserebbe? Glielo dico io – chiosa Natali –. V’ho lasciato cinquant’anni fa, ma non siete cambiati per nulla”.
La mostra su Henry Moore al Museo Novecento di Firenze
A quasi cinquant’anni (era il 1972) dalla memorabile mostra al Forte di Belvedere che vide protagonista il maestro della scultura inglese, il Museo Novecento decide di rendergli omaggio con Il disegno dello scultore. Henry Moore, mostra curata da Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento, e Sebastiano Barassi, direttore della Henry Moore Collections and Exhibitions.
La mostra, organizzata in collaborazione con la Henry Moore Foundation, dal 18 gennaio 2021 al 18 luglio 2021 (pandemia permettendo) vede il museo fiorentino ospitare una corposa selezione di disegni (circa settanta), assieme a grafiche e sculture. Questo luogo d’arte è infatti tra i musei di Firenze aperti in zona gialla (qui gli orari).
“Questa mostra è motivo di vanto e di immensa soddisfazione – ha detto Sergio Risaliti –. Il disegno dello scultore. Henry Moore vuole essere un dono alla città che ha sofferto una crisi drammatica e che sta uscendo a fatica ma con coraggio e orgoglio da questa situazione così difficile”.
C’è un deciso calo dei nuovi contagi nel bollettino Covid della Toscana di oggi, martedì 19 gennaio: i casi sono infatti 241. È il dato giornaliero più basso riportato nel 2021. Torna a salire il numero dei tamponi, che resta però ancora al di sotto delle medie delle ultime settimane.
I tamponi molecolari analizzati dai laboratori toscani nelle ultime 24 ore sono infatti 7.623, oltre a 5.619 test rapidi. I dati sono quelli anticipati, come di consueto, dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sulla sua pagina Facebook. I dettagli sul numero di morti, ricoverati e attualmente positivi al coronavirus saranno riportati nel bollettino completo del pomeriggio.
Ecco intanto i dati che già si conoscono sui contagi di Covid in Toscana oggi, martedì 19 gennaio.
Covid in Toscana 19 gennaio, i dati di oggi sui contagi
Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (19 gennaio 2021): 241 (ieri erano 345)
Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 7.623 (il giorno precedente 5.057)
Test antigenici: 5.619 (ieri 3.164)
Rapporto positivi/tamponi in Toscana: 3,16% (ieri 6,8%)
Coronavirus in Toscana, l’andamento e il punto della situazione
Contagiati dall’inizio dell’emergenza: 128.438
Tamponi totali dall’inizio dell’emergenza: 1.693.529
Intanto sul sito dell’Agenzia regionale di Sanità sono pubblicati i grafici sull’andamento del Covid-19 in Toscana, che verranno aggiornati alle ore 18.00 con i dati del bollettino di oggi, 19 gennaio. Nel tardo pomeriggio si conosceranno anche quanti contagiati ci sono in Italia oggi.
Firenze è una città molto affascinante e crocevia di turisti provenienti da tutto il mondo, da tempo immemore. Il commercio, le bellezze architettoniche, i musei, le vie del centro attirano molti visitatori sia per ragioni meramente ludiche che più strettamente professionali. Questo si traduce in una costante ricerca da parte dei suoi avventori di appartamenti in affitto più o meno brevi a seconda delle finalità che li conducono nella città d’arte per eccellenza.
La tendenza, in ogni caso, rimane quella di preferire le zone più afferenti al centro storico che alla periferia. È proprio in quest’area della città che sono concentrate le principali attrattive e, di conseguenza, la ricerca da parte dei fuori sede di ottime sistemazioni in affitto. I quartieri presi d’assalto sono prevalentemente quattro, da sempre considerati i pilastri storici del capoluogo toscano.
Si tratta di rioni che vengono identificati con i nomi dei luoghi sacri che ospitano e sono noti anche per le sfide a calcio che normalmente hanno luogo ogni anno, il calcio in livrea. Il primo tra tutti è il quartiere di Santa Maria Novella, come il nome della storica Basilica, ed è collocato nella parte nord-ovest della città. Nel suo perimetro sono inclusi monumenti famosi in tutto il mondo, come Ponte Vecchio, il lungarno, Porta al Prato.
Al lato opposto, quindi nel quadrante nord-est della città, si staglia il quartiere di San Giovanni, che include, invece, parte di Borgo Pinti, Borgo degli Albizi, del Mercato Vecchio e il Corso. Nell’area Sud della città, invece, c’è Santa Croce, circoscritta tra Porta a Pinti, l’Arno, le vie di Calimara e di Por S. Maria.
Infine, Santo Spirito viene identificato, prevalentemente, per l’omonima Basilica. Insomma, un vero potpourri di palazzi e chiese che farebbero gola a chiunque, come cornice alla propria abitazione. La vera questione, appunto, è trovare un’abitazione che coniughi la collocazione in zone così rinomate, in condizioni strutturali accettabili e prezzi abbordabili.
Si sa, infatti, che più ci si avvicina alle aree centrali di una città così importante come Firenze, più aumenta la pressione sul portafoglio, in termini di costi d’affitto. Ecco perché ricorrere a uno strumento di supporto come ZappyRent, in grado di presentare innumerevoli proposte di affitti a Firenze, in modo semplice intuitivo e vantaggioso, può fare la differenza in termini di costi e tempi.
ZappyRent è una piattaforma online specializzata negli affitti di appartamenti, completamente gratuita e di facile consultazione. Le proposte pubblicate dai proprietari sono infatti organizzate per città, budget, formula abitativa, periodo di permanenza e zona. Impostando questi pochi parametri si potranno visualizzare solo gli annunci più in linea con le proprie esigenze, evitando così di perdere tempo con proposte poco allettanti.
Circoscrivendo la ricerca ai quartieri storici di Firenze, non sarà difficile scovare offerte estremamente vantaggiose e convenienti in termini di canoni di locazione. Scrutando tra le diverse proposte, infatti, visibili sulla mappa, si possono individuare offerte molto convenienti nel quartiere di Santa Croce, dove i prezzi degli appartamenti partono da 400 euro.
Leggermente più caro, invece, il quartiere di San Giovanni con 500 euro al mese. Santa Maria Novella e Santo Spirito quelli con i costi d’affitto più cari, che si attestano sugli 800 euro al mese. Per completare la consultazione, cliccando su ogni annuncio, si possono scoprire i dettagli relativi alle caratteristiche dell’immobile, il prezzo, una galleria immagini e la possibilità di rilanciare anche una controproposta nel caso il prezzo sia leggermente superiore alle proprie disponibilità.
Scattano le nuove regole, ma con calendari diversi. Se il Dpcm dura per un mese e mezzo, lo stop agli spostamenti tra regioni scade tra meno di 30 giorni, mentre il declassamento in zona arancione o rossa è in vigore per almeno per 2 settimane: ecco fino a quando è valido ogni provvedimento.
Fino a quando sono vietati gli spostamenti tra regioni
Qualche giorno prima dell’entrata in vigore del Dpcm del 16 gennaio, è arrivato un nuovo decreto legge Covid con le limitazioni per la circolazione delle persone: vietati gli spostamenti tra regioni, anche da e verso quelle in zona gialla, fino a lunedì 15 febbraio 2021. Fino a questa data non è possibile uscire dalla regione se non per motivi di lavoro, salute e necessità.
È inoltre possibile spostarsi per fare rientro alla propria abitazione abituale e, a differenza di quanto previsto dal Dpcm precedente, si può andare nelle seconde case fuori regione, in zona gialla, arancione e rossa, se a spostarsi è soltanto il nucleo familiare proprietario dell’abitazione. Quando scadrà il divieto, il governo deciderà se prorogare o meno il blocco della circolazione tra regioni con un nuovo decreto o con un Dpcm.
Nuovo Dpcm di gennaio: fino a quando dura e quando scade
L’ultimo Dpcm ha rinnovato il meccanismo dei colori Covid, introducendo come novità il divieto di asporto dai bar dopo le 18 e la riapertura dei musei in zona gialla, dal lunedì al venerdì. Ma fino a quando dura il nuovo Dpcm? Il decreto della Presidenza del Consiglio è in vigore dal 16 gennaio e scade venerdì 5 marzo 2021: fino a questa data è valido il Dpcm del 16 gennaio con tutte le sue restrizioni, come il coprifuoco e la chiusura di cinema, teatri e palestre, di cui si sta però discutendo la riapertura almeno per le lezioni individuali.
Va inoltre detto che l’ultimo decreto legge Covid ha introdotto una zona bianca: nelle regioni a basso contagio che saranno promosse in questa quarta fascia di rischio, non si applicheranno le restrizioni previste per le altre zone (gialla, arancione e rossa), anche se tramite Dcpm potranno essere introdotte limitazioni per singole attività che impattano maggiormente sul contagio. Per diventare bianchi serve un’incidenza settimanale di contagi inferiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti, per 3 settimane consecutive.
Zona gialla, arancione e rossa: fino a quando e quanto dura
Ad eccezione di Toscana, Campania, Molise, Basilicata e della provincia di Trento, il resto d’Italia è in zona rossa (Lombardia, Bolzano, Sicilia) o arancione: ma fino a quando dura questa classificazione? Mentre per le regioni gialle la retrocessione può arrivare ogni 7 giorni, con l’aggiornamento del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, chi si trova in zona arancione o rossa deve restare in questa fascia di rischio almeno per 14 giorni consecutivi.
Insomma per diventare zona gialla, se si è finiti in arancione, o per passare da zona rossa ad arancio servono almeno due settimane con un costante calo dei contagi. Ad esempio se tutto andrà bene la Lombardia diventerà zona arancione il 31 gennaio.
Fino a quando dura: il calendario per Dpcm, spostamenti e zone colorate
Ecco in sintesi quando scadono le varie misure (sempre che non ci siano nuovi decreti da parte dal governo):
Stop agli spostamenti tra regioni fino al 15 febbraio 2021
Il Dpcm del 16 gennaio 2021 dura fino al 5 marzo 2021 (coprifuoco, chiusura bar e ristoranti alle 18, chiusura cinema, teatri, palestre, divisione in colori Covid)
Zona gialla: la permanenza in questa fascia di rischio viene valutata ogni 7 giorni
Zona arancione e rossa: la classificazione dura almeno 14 giorni. Se i contagi migliorano dopo 2 settimane può essere decisa una promozione nella fascia di rischio inferiore
Sono state moltissime le coppie costrette a spostare il proprio matrimonio dal 2020 al 2021 a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid, ma cosa prevede il dpcm del 16 gennaio per nozze, ricevimenti e feste? Si possono fare i matrimoni e quali sono le regole, in chiesa e fuori?
Tra le tante cose andate a monte nell’annus horribilis del coronavirus ci sono anche tantissime unioni, rimandate per impossibilità di celebrarle durante il lockdown o per le regole che impedivano di organizzare il ricevimento dei propri sogni. Ma cosa è cambiato negli ultimi mesi e cosa cambierà con il nuovo dpcm?
Tutte le regole del Dpcm del 16 gennaio 2021: quanti invitati al matrimonio in chiesa?
Ad oggi il matrimonio, sia civile in Comune sia religioso in chiesa, può essere fatto purché sia celebrato rispettando le regole anti contagio, quindi distanziamento obbligatorio, utilizzo di mascherina e igiene delle mani. E dunque quanti invitati possono esserci al matrimonio in base alla restrizioni Covid stabilite dal primo Dpcm del 2021? Anche per quanto riguarda le funzioni religiose, non esiste un numero fisso di persone, ma varia a seconda dei luoghi. Nel nuovo Dpcm del 16 gennaio sono state confermate le disposizioni degli ultimi decreti, secondo cui “le funzioni religiose con la partecipazione di persone si possono svolgere, purché nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni”.
Questo significa che il numero massimo di invitati alle nozze dipende dalla capienza dei luoghi dove il rito viene celebrato, perché a seconda della location scelta per il matrimonio – si potrebbe trattare di una piccola chiesa o di una basilica, della sala adibita alle unioni di un piccolo comune o di un ambiente di più grandi dimensioni o magari uno spazio esterno – cambia anche la quantità di persone che possono accedervi. Il numero di invitati alla celebrazione del matrimonio deve infatti garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone (che sale a uno e mezzo quando si entra ed esce dalla chiesa). E poi niente baci e abbracci.
Ricevimento e festa di matrimonio nel 2021, cosa si può fare secondo il Dpcm
Il Dpcm del 16 gennaio 2021 ha confermato lo stop dei ricevimenti e di tutte le feste private che seguono il cerimonie civili o religiose, come anche matrimoni, battesimi e via dicendo. E questo vale sia all’aperto sia al chiuso. Dunque niente pranzi, nessun buffet e no ai party per amici e parenti. Inoltre bisogna tenere presente che fino al 15 febbraio sono in vigore le limitazioni agli spostamenti fuori regione.
Insomma, in parole povere, chi vuole può sposarsi ma dovrà dire addio (o quantomeno arrivederci) alla festa dei propri sogni per il matrimonio. Le regole attuali scadono il prossimo 5 marzo, ma con buona probabilità saranno prorogate fino a quando la situazione dei contagi e dei vaccini non migliorerà.
Addio bonus matrimonio, niente sgravi per i neo sposi
E il bonus matrimonio? Dopo il lockdown si era fatto un gran parlare di questa misura, che prevedeva uno sgravio del 25% sulle spese sostenute per l’organizzazione del matrimonio, da portare in detrazione nella successiva dichiarazione dei redditi. Il cosiddetto Bonus matrimonio non è però rientrato nel Decreto Rilancio, quindi nessuna agevolazione è stata prevista per gli sposini che hanno deciso di convolare a nozze nel 2021. Non resterà che attendere. O accontentarsi di un matrimonio intimo, all’insegna della sobrietà.