domenica, 12 Aprile 2026
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Mascherine lavabili, arrivano quelle della Supercazzola

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Nel vasto mondo delle mascherine lavabili, è appena arrivato sul mercato un nuovo prodotto, la mascherina della Supercazzola, ispirate a “Amici miei”. Per contrastare il Covid19 “come se fosse antani”. Un pizzico di ironia ci vuole in un periodo così difficile e anche se non hanno niente a che vedere con le mascherine chirurgiche o con le mascherine distribuite gratis dalla Regione Toscana, assicurano una buona dose di leggerezza e di protezione dagli agenti esterni.

Le protezioni strizzano l’occhio alla supercazzola di monicelliana memoria, perno attorno al quale ruota l’ironia di Mascetti, Perozzi, Melandri, Necchi e Sassaroli protagonisti senza tempo della celeberrima commedia diventata un cult della cinematografia italiana e firmata da Mario Monicelli.

Le mascherine ispirate a Amici Miei, come sono fatte

Le mascherine della Supercazzola®, che riportano alcune delle frasi più celebri del film, sono realizzate in due strati di tessuto non tessuto 70g/mq interno e policotone esterno, con elastici morbidi e sono Made In Italy, lavabili in lavatrice a 30°, conforme all’art.16 DL n.18 del 17 marzo 2020. Fanno parte di quella vastissima schiera di mascherine denominate “di comunità” ovvero prodotti lavabili e riutilizzabili, una misura igienica che contribuisce ad evitare sprechi e a ridurre l’impatto ambientale dell’uso delle protezioni usa e getta.

mascherine lavabili supercazzola modelli

Dove trovare le mascherine della Supercazzola

Gli amanti del genere (perfette anche per un regalo di Natale un po’ sui generis) possono trovare tutti i prodotti (ci sono anche magliette, felpe e altri gadget) del brand ispirato ad Amici Miei sul sito ufficiale.

No al caffè davanti al bar: ordinanza del Comune di Firenze sul cibo da asporto

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Nardella dice stop ai “furbetti del take away”. A Firenze arriva un’ordinanza del Comune per chiarire alcune regole della zona rossa Covid: non si può bere il caffè o consumare cibo d’asporto vicino al negozio, sia esso bar, ristorante, gelateria e via dicendo, mentre per gli spostamenti i fattorini e i rider dovranno munirsi di un’autocertificazione dettagliata. “Rispettiamo le regole, insieme ne usciremo”, è l’invito del primo cittadino che ha annunciato il nuovo provvedimento sulla sua pagina Facebook.

Cosa prevede l’ordinanza del Comune di Firenze sul cibo d’asporto: non si può bere il caffè davanti al bar

A Firenze, come in tutta la zona rossa toscana, l’ultimo Dpcm prevede che ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, rosticcerie, pasticcerie e servizi di ristorazione siano chiusi per la consumazione sul posto, ma possano restare aperti per l’asporto dalle ore 5.00 alle 22.00 e per la consegna a domicilio sempre. Da quando sono scattate le nuove restrizioni, si vedono però persone bere il caffè in bicchierini da asporto davanti ai bar: da adesso a Firenze non si può più farlo.

La nuova ordinanza firmata dal sindaco Dario Nardella e che entra in vigore immediatamente su tutto il territorio del Comune di Firenze vieta la consumazione di cibi e bevande d’asporto sul posto o nel raggio di 50 metri dal negozio in cui sono stati acquistati e comunque rispettando sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro dagli altri. Il provvedimento segue varie segnalazioni di assembramenti arrivate dalla polizia municipale.

L’autocertificazione dettagliata per fattorini e rider

L’ordinanza del Comune di Firenze oltre che il take away riguarda le consegne a domicilio, in particolare i rider e i fattorini: sull’autocertificazione per giustificare questi spostamenti in zona rossa devono essere indicati in modo dettagliato il venditore, il cliente e il percorso da compiere.

Il testo completo dell’ordinanza del Comune di Firenze su bar, ristoranti e asporto sarà pubblicato in rete civica.

Mascherine gratis della Regione Toscana: in corso la distribuzione

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Con il mese di novembre e l’entrata in zona rossa, torna la fornitura di mascherine gratis da parte della Regione Toscana, ma rispetto allo scorso lockdown cambia la modalità di distribuzione a i cittadini: non si trovano né davanti al supermercato, né in farmacia o in edicola, stavolta sono i Comuni a organizzarsi in autonomia. E soprattutto questi dispositivi di protezione a costo zero non sono ovunque per tutti.

Mascherine gratis della Regione Toscana: per chi

All’inizio di novembre il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha annunciato l’arrivo di 12 milioni di mascherine monouso da fornire gratis ai cittadini: prima sono state inviate ai comuni non capoluogo che proprio in questi giorni ne stanno organizzando la distribuzione, poi è iniziata la spedizione per le città più grandi.

Come successo la scorsa primavera, anche in questo mese di novembre verranno consegnati ai cittadini pacchi da 5 mascherine ciascuno. Il governatore toscano ha stabilito che saranno i sindaci a decidere a chi e come distribuire la nuova partita di dispositivi di protezione. I Comuni si stanno muovendo in ordine sparso: alcuni riservano la fornitura solo agli anziani, altri hanno aperto la consegna a tutti i cittadini, senza distinzione di età.

Mascherine gratis nei dintorni di Firenze, la distribuzione a novembre

A Scandicci, alle porte di Firenze, il Comune ha deciso di effettuare la distribuzione a domicilio delle 60.000 mascherine fornite gratuitamente dalla Regione, destinandole alle oltre 11.000 persone con più di 70 anni che vivono sul territorio e ai soggetti fragili segnalati dai servizi sociali. La consegna sarà affidata alle associazioni scandiccesi di volontariato.

Sempre intorno a Firenze, Bagno a Ripoli ha destinato questa fornitura agli over 65 residenti nel comune con una serie di punti di ritiro sparsi sul territorio e aperti durante il weekend del 21 e 22 novembre 2020, dove presentarsi con tessera sanitaria o un documento valido per evitare doppie consegne. Lastra a Signa invece ha stabilito che possono ritirarle tutti i residenti, presentandosi alla sala consiliare del comune negli orari indicati sul sito ufficiale.

Mascherine fai da te in stoffa e lavabili, i consigli dell’ISS su come crearle

E i comuni capoluogo

Dopo una prima fornitura ai comuni più piccoli da parte della Regione, in questi giorni sta arrivando una nuova tranche di mascherine gratis anche nelle città capoluogo. Al Comune di Lucca, ad esempio, sono state consegnate 450.000 mascherine che adesso il municipio distribuirà ai cittadini attivando da sabato 21 novembre 22 punti di ritiro sul territorio. Per quanto riguarda il Comune di Firenze si attendono ancora notizie sulle mascherine gratis. In ogni caso, come detto, per conoscere la modalità di distribuzione bisogna fare riferimento ai singoli comuni.

Bonus natalizio Inps 2020: come fare domanda? È una bufala

3.000 euro di bonus natalizio 2020, che le famiglie a basso reddito con figli a carico possono richiedere facendo domanda all’Inps. Tutti a caccia del form per avanzare la richiesta online, peccato che si tratti dell’ennesima bufala sul web. Non c’è alcuna sorpresa sotto l’albero per comprare i regali ai bambini più piccoli. Dopo il tam tam nato su internet, l’Istituto nazionale di previdenza sociale è stato costretto a precisare con un comunicato ufficiale che “La notizia di un bonus Natale 2020 è falsa”. Vere invece sono le altre agevolazioni e i sussidi presenti sul portale ufficiale.

Il falso bonus natalizio Inps 2020: non si può fare domanda

Tutto è nato da una frottola che ha fatto il giro del web in pochi giorni. Dopo il bonus vacanze, quello per la bici e il buono per internet e computer, il (presunto) arrivo di un “buono Natale 2020” ha subito fatto presa sul pubblico: secondo la falsa news questa agevolazione sarebbe dovuta andare alle famiglie con un Isee inferiore ai 25.000 euro con figli sotto i 3 anni iscritti all’asilo nido. Ma c’è di più. Per questo fantomatico bonus natalizio Inps da 3.000 euro era stata comunicata anche la data entro la quale presentare domanda: il 20 dicembre 2020. Peccato che le informazioni non siano del tutto corrette.

La smentita dell’Inps sul bonus natalizio

A seguito di queste notizie infondate, all’Inps sono arrivate numerose richieste di informazioni in merito al bonus natalizio. “L’Istituto smentisce categoricamente l’esistenza di benefici diversi da quelli già previsti dalle norme”, si legge nel comunicato ufficiale. L’Inps ha invitato gli utenti a fidarsi solo delle comunicazioni pubblicate sul proprio portale, perché soltanto qui sono presenti le varie agevolazioni (vere) di competenza dell’istituto.

Buono Natale, bonus nido o cash back?

Come spesso succede nelle fake news, la panzana è una mezza verità: si fa riferimento a una notizia vera, ma qualche informazione viene modificata per rendere la bufala verosimile. E così nel caso del bonus natalizio si è preso spunto dal bonus asilo nido (questa volta un’agevolazione autentica dell’Inps) per cui si può fare domanda entro il 31 dicembre 2020. Guarda caso prevede contributi per le famiglie con bambini iscritti al nido con un bonus fino a 3.000 euro, erogati in 11 rate mensili in favore dei per i nuclei con un basso o medio reddito.

Altra cosa è il “bonus cashback“, per cui si attende il decreto attuativo, misura inizialmente annunciata a dicembre, in occasione dello shopping natalizio. Prevede il rimborso del 10% degli acquisti fatti con carte di credito, bancomat e prepagate nei negozi fisici con un minimo di 10 transazioni in un mese, per una spesa massima di 1.500 euro, e un premio da 3.000 euro per i 100.000 utenti che useranno di più i pagamenti elettronici. La partenza di questo piano però potrebbe slittare al 2021 per effetto delle  zone rosse e delle limitazioni agli spostamenti tuttora in vigore.

Bonus computer 2020: buono da 500 euro pc e internet, come richiederlo

Da Tim a Vodafone, da Wind a Tiscali arriva il buono da 500 euro per l’acquisto di servizi di connessione veloce, insieme a computer o tablet: è il bonus pc e internet 2020 che ha preso il via il 9 novembre, non un semplice voucher per gli studenti, ma un pacchetto di agevolazioni per le famiglie in una fascia Isee bassa, che possono fare domanda agli operatori di tlc accreditati sul sito di Infratel. Il bonus pc e internet, coordinato dal Comitato per la banda ultra larga (COBUL), è partito: già nelle settimane scorse sono stati chiariti i dettagli del “Piano voucher per le famiglie meno abbienti – Fase 1” su come richiederlo, sui requisiti e sui soggetti a cui spetta, mentre Infratel, società in house dello stesso Ministero, si sta occupando dall’accreditamento degli operatori telefonici con cui è possibile usare lo sconto, grazie a offerte per la connessione internet a casa, e ottenere computer e tablet.

Il bonus pc e internet non fa parte direttamente delle agevolazioni pensate nel 2020 a seguito dell’emergenza Covid come le indennità pagate dall’Inps, il bonus mobilità o quello per le vacanze, ma è stato inserito dal governo nel piano triennale di riforme legato ai fondi europei per il rilancio economico, per favorire l’accesso alle rete e l’utilizzo del computer.

Bonus computer, tablet e internet da 500 euro: come funziona

Entriamo nel dettaglio. Il bonus spetta alle famiglie con redditi bassi per un importo massimo di 500 euro, ecco come funziona: lo sconto è riconosciuto per i servizi dei provider internet a banda larga (ossia per il prezzo della connessione fissa di casa) in un periodo di almeno un anno, con la possibilità di ottenere anche computer o tablet contestualmente all’attivazione del contratto.

Il buono potrà essere modulato in base a due soglie, relative alla connessione internet e alla fornitura di un computer o tablet:

  • dai 200 ai 400 euro – bonus riconosciuto sulla connessione internet fissa, scalato dalle bollette del telefono (dal costo dell’attivazione o da quello per il servizio)
  • dai 100 ai 300 euro – bonus per computer e tablet forniti contestualmente all’attivazione del contratto di connessione a banda larga
  • il totale massimo dei due bonus (pc + internet), come detto, non può superare i 500 euro. Ad esempio si possono ottenere 200 euro per la connessione e 300 per il computer o 400 per internet e 100 per il tablet.

Nel caso in cui non si spendesse tutta la cifra a disposizione per il buono, sarà possibile sfruttare la somma residua per un nuovo contratto di connessione internet, dopo il recesso dal primo.

Come ottenere pc e tablet: non c’è un “buono acquisto” da usare in negozio per comprare un computer

In sostanza ci sarà uno sconto sulle bollette per il collegamento a internet, ma gli operatori telefonici aderenti al bonus, nelle loro offerte, potranno prevedere anche la fornitura ai clienti di un pc o un tablet “di cui i beneficiari acquisiranno la proprietà trascorsi 12 mesi dall’attivazione del contratto”, spiega Infratel nel manuale operativo (quindi dopo un anno il computer rimarrà al consumatore).

Attenzione però non è possibile comprare un pc o un tablet in negozio e poi richiedere che il prezzo d’acquisto sia rimborsato tramite voucher: la strumentazione elettronica è fornita dalla società con cui si sottoscrive il contratto internet, secondo le modalità decise dallo stesso gestore.

Chi può fare domanda del buono per internet e computer

Ecco i requisiti per le agevolazioni del bonus computer e internet di massimo 500 euro, definiti dal decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico, per chi attiva per la prima volta un contratto di connessione al web o anche per chi ha già internet (ma a bassa velocità):

  • Isee inferiore a 20.000 euro (questa cifra si riferisce all’interno nucleo familiare che risiede nella stessa casa)*
  • non avere già un contratto per la connessione internet fissa oppure avere un contratto per la connessione con una velocità inferiore a 30Mbit/s (in download)
  • Non aver già usufruito del bonus pc e internet 2020 (il buono può essere richiesto solo una volta per famiglia)
  • scegliere una delle offerte per la rete fissa degli operatori di tlc accreditati da Infratel Italia Spa per il bonus pc e internet 2020, con velocità di almeno 30 Mbit/s in download e di almeno 15 Mbit/s in upload
  • Per chi abita in Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Liguria e Toscana, il bonus pc e internet si può richiedere solo dove si registra il maggior digital divide (vedi sotto)

* Come si legge sul sito di Infratel, è allo studio una seconda fase del piano voucher con un secondo bonus computer e internet anche per le famiglie con Isee fino a 50.000 euro.

I contratti per la connessione internet, stipulati grazie al bonus pc, non potranno prevedere vincoli sul recesso del servizio alla scadenza. L’operatore potrà presentare offerte di rinnovo ma quest’ultime dovranno avere, per i 12 mesi successivi, condizioni economiche uguali o migliori del contratto in scadenza.

Come e dove richiedere il bonus pc e internet 2020

Serve un modulo per ottenere il bonus pc e internet e come richiederlo? E bisogna registrarsi online? Le famiglie che vogliono ottenere lo sconto per l’attivazione della connessione internet a barda larga e ricevere tablet o pc possono contattare direttamente gli operatori telefonici accreditati sul portale di Infratel, non è necessario registrarsi online o fare una domanda specifica come successo invece per i bonus Inps.

Da quando parte il bonus pc e internet? Dal 9 novembre 2020 è possibile aderire a una delle offerte degli operatori di telecomunicazioni selezionati da Infratel. Il buono si può richiedere entro 1 anno dall’avvio del piano voucher (quindi dal 9 novembre 2020 al 9 novembre 2021) e comunque fino a quando saranno disponibili i fondi stanziati, per un totale di 200 milioni di euro. Sul sito del Comitato per la banda ultra larga sono consultabili i dati aggiornati su quante risorse sono ancora a disposizione per i voucher: al momento sono stati richiesti bonus per quasi 16 milioni di euro, pari a circa l’8% di quanto stanziato.

Il buono computer in Toscana, Lazio, Emilia, Liguria, Friuli: dove è previsto

Ci sono però dei casi particolari: 5 Regioni hanno infatti previsto che lo sconto sia riconosciuto solo in alcuni territori circoscritti, sempre rispettando i requisiti del buono. Si tratta di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria e Toscana che hanno fornito l’elenco dei Comuni dove si può fare richiesta del bonus internet e computer (qui le città della Toscana dove si può fare domanda).

Tim, Vodafone, Wind: la lista degli operatori di tlc aderenti al bonus pc con offerte internet casa

Nel modulo per il bonus pc e internet 2020, che viene fornito dagli stessi gestori ai consumatori, devono essere specificati i propri dati, il codice fiscale e bisogna dichiarare di avere i requisiti per il bonus. A oggi (17 novembre) sono solo 42 gli operatori accreditati per il bonus pc e internet che hanno presentato a Infratel offerte valide, tra cui Tim, Vodafone, Windtre, Fastnet e Tiscali, ma l’elenco viene via via aggiornato.

Sul portale di Infratel, a questo link, è possibile scaricare il file excel degli operatori aderenti, per poi controllare direttamente sui siti ufficiali le offerte per internet  legate al buono computer 2020. Sarà possibile utilizzare il modem o il router fornito dalla compagnia telefonica oppure comprare un apparecchio di propria scelta.

Covid Toscana, 18 novembre: curva dei contagi e dati sul coronavirus

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Non si arresta la corsa del Covid in Toscana, il 18 novembre 2020: la curva dei contagi oggi è sempre in salita, con oltre 2.500 nuovi casi positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, secondo le notizie contenute nel bollettino della Regione. Sempre alto il numero di morti, 55 i decessi comunicati oggi che si aggiungono ai 52 del precedente report; continua a preoccupare anche la situazione negli ospedali toscani con un aumento dei ricoverati, nei posti letto Covid e in terapia intensiva.

Buone notizie arrivano dal fronte dei tamponi con un record i test, oltre 22 mila in un giorno (il numero più alto dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Toscana) e il rapporto tra positivi e tamponi che scende, timido segnale positivo sulla minor contagiosità. Grazie al balzo in avanti dei guariti, quasi 2.500 in un giorno, scende leggermente anche il numero di individui attualmente contagiati da Covid-19 in Toscana.

Ecco in sintesi i dati sui contagi di coronavirus, contenuti nel bollettino Covid diffuso oggi, 18 novembre, dalla Regione Toscana.

Coronavirus in Toscana il bollettino Covid del 18 novembre 2020

  • Nuovi contagi di Covid-19 rilevati in Toscana  durante le ultime 24 ore: 2.508  (ieri erano stati 2.361)
  • Persone attualmente affette dal coronavirus: 54.110 (-0,1%, 42 persone in meno)
  • Ricoveri totali nei posti di letto Covid: 2.087 (+18 persone rispetto a ieri)
  • di questi 282 (+5 persone) sono in terapia intensiva
  • Tamponi effettuati: 1.385.511 (+22.365 tamponi in più rispetto al precedente bollettino)
  • Rapporto positivi – tamponi: 11,2%
  • rapporto tra casi postivi e numero di tamponi (esclusi i test di controllo): 23,9% (ieri questo parametro era al 33,9%)

Contagi, Toscana sopra 86.000 casi di Covid: i dati aggiornati al 18 novembre

  • Contagi totali di coronavirus in Toscana dall’inizio della pandemia a oggi, 18 novembre 2020: 86.705
  • Morti per coronavirus in Toscana: 2.022 (+55 decessi comunicati oggi, ma alcune morti sono avvenute nelle settimane scorse, età media 83 anni)
  • Guariti totali: 30.573 (+2.495 persone dichiarate guarite nelle ultime 24 ore, +8,9%)
  • incidenza del virus Covid-19 in Toscana: 2.325 casi ogni 100.000 abitanti (settima regione in Italia)
  • tasso grezzo di mortalità per coronavirus in toscana: 77 deceduti ogni 100.000 abitanti (undicesima regione in Italia)
curva contagi covid toscana situazione
La curva dei contagi in Toscana. Fonte: Ars

Covid in Toscana: i contagi suddivisi per provincia

  • 24.509 i casi complessi di coronavirus a Firenze (671 in più rispetto al bollettino di ieri)
  • 7.620 a Prato (219 in più)
  • 7.326 a Pistoia (197 in più)
  • 8.490 a Lucca (429 in più)
  • 5.433 a Massa (213 in più)
  • 12.013 a Pisa (354 in più)
  • 6.043Livorno (169 in più)
  • 3.639 a Siena (51 in più)
  • 8.171 ad Arezzo (124 in più)
  • 2.906 a Grosseto (81 in più).
  • Restano 555 i casi positivi al Covid-19 notificati in Toscana, ma riferiti a persone residenti in altre regioni. 

Approfondimenti sul sito dell’Agenzia regionale di Sanità, aggiornati alle ore 18.00. Le notizie sui contagiati di coronavirus in Italia arriveranno nel tardo pomeriggio di oggi.

Il miglior calendario dell’avvento 2020 da comprare online: da Venchi a Dior

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Il Natale 2020 non è Natale senza calendario dell’avvento, e se il Covid ostacola lo shopping in presenza, in attesa del dpcm con le regole da seguire durante le festività, ecco una selezione dei migliori da comprare online. Ventiquattro caselle da aprire, una al giorno, fino alla vigilia: il calendario dell’avvento nasce come tradizione per i bambini ma negli ultimi anni sta diventando sempre più un vezzo per adulti, prova ne sono i tanti prodotti brandizzati che spopolano sempre più, da quello per make up e beauty fino a quello con tè e tisane.

Venchi, Lindt e Ferrero, il calendario dell’avvento di cioccolato

Il calendario dell’avvento col cioccolato rimane un classico anche per il 2020, sia per grandi che per piccini. Le finestrelle della cioccolateria Venchi sono tra le più gettonate, seguite a ruota da Lindt (che realizza il calendario in diversi formati) e Ferrero, che propone sia la variante “prestige” più adatta agli adulti, sia quella Kinder, con illustrazioni e cioccolatini su misura di bambino. Gli amanti del genere possono trovare anche un’altra specialità, il calendario dell’avvento firmato Haribo, con una super selezione di caramelle gommose.

24 sfumature di make up e beauty: il calendario dell’avvento 2020 da Dior a Kiko

calendario avvento dior 2020
Il calendario dell’avvento di Dior – Photo: Pagina Facebook Dior make up

La vera rivoluzione per gli appassionati del genere è il calendario dell’avvento 2020 con i prodotti di make up, profumeria, trucchi e beauty in genere, che sta spopolando sempre più. In ognuna delle 24 caselle un campione di prodotto o, nel caso delle grandi maison, delle vere e proprie miniature. Ce n’è per tutte le tasche dai 40 ai 400 euro a seconda della casa di produzione e della tipologia di prodotto.

I più ambiti sono quello di Dior, che nel 2020 ha ingaggiato l’artista e illustratrice Safia Ouares per creare una notte di magia tra le strade di Parigi (si acquista sul sito della maison al prezzo di 350 euro). Calendario dell’avvento deluxe made in Italy per Acqua di Parma che per 400 euro offre un grande cofanetto con una ricca selezione di prodotti. Più a buon mercato (95 euro), ma già sold out, il calendario dell’avvento di Lancome. Altre alternative sono quelle proposte da l’Erbolario, a 49 euro, e quelli di Sephora (a 39 euro) e Kiko (39 euro).

Lego e Playmobil, il cofanetto 2020 online per bambini di ogni età

Calendario avvento Lego Online 2020
Il calendario dell’avvento di Lego – Photo: Lego.com

Non si mangia, non si spruzza, non si spalma ma è l’ideale per i bambini di ogni età: il calendario dell’avvento 2020 di Lego. C’è la versione Harry Potter e quella di Star Wars, il Lego City e il Lego Friens, insomma gli amanti dei mattoncini colorati avranno di che divertirsi anche nei giorni che precedono il Natale. Il prezzo va dai 19 ai 29 euro a seconda del modello. Stesso concetto anche per il mini-mondo Playmobil, che propone varie alternative (dai 17 ai 43 euro).

Nespresso e Kusmi tea il calendario dell’avvento 2020 per gli amanti di caffè e tè

Anche i palati più sofisticati troveranno nel 2020 calendari perfetti: Nespresso ad esempio offre una miscela di caffè al giorno per tutto il periodo dell’avvento per la modica, si fa per dire, cifra di 35 euro mentre Kusmi tea, per lo stesso prezzo, offre una selezione di tè biologici.

Pixum e Cheerz, l’avvento 2020 con le foto di chi si ama

C’è chi infine al calendario dell’avvento di una grande azienda preferisce per il 2020 qualcosa di più speciale, che parli di sé e delle persone che si amano. Allora l’ideale è affidarsi a chi lavora con le immagini, come Cheerz o Pixum, applicazioni che consentono di creare calendari con le proprie foto. Per un Natale indimenticabile, anche se vissuto a distanza.

Zona rossa FAQ: risposte alle domande comuni sulle regole anti-Covid

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Toscana, Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Campania, Calabria: i cittadini di queste 6 regioni (più la provincia autonoma di Bolzano) ormai ben conoscono le regole fondamentali della zona rossa, ma alcuni dubbi pratici spesso restano insoluti, ecco perché abbiamo raccolto in questo articolo le “FAQ sulla zona rossa”, le risposte alle domandi comuni riguardo alle limitazioni stabilite dal Dpcm del 3 novembre nelle zone ad alto rischio Covid.

Differenza tra zona arancione e zona rossa

Come detto Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Campania e Calabria sono al momento regioni in zona rossa: a differenza della fascia arancione, qui sono vietati gli spostamenti senza valide motivazioni (lavoro, salute, scuola, necessità) anche all’interno del proprio comune (e non solo fuori dal territorio comunale), per questo se si esce di casa bisogna portare con sé l’autocertificazione o compilarla davanti alle forze dell’ordine in caso di controlli.

L’altra differenza tra zona arancione e zona rossa è che nella seconda situazione sono chiuse anche le scuole medie, a eccezione delle prime classi. In zona rossa possono poi restare aperti solo i negozi di beni essenziali e ci sono limitazioni anche per lo sport con la chiusura dei centri sportivi e restrizioni per l’attività all’aperto.

Ma posso fare sport vicino casa o andare a fare la spesa anche fuori comune? E ancora si può fare visita ai congiunti? E affidare i bambini ai nonni? Ecco le FAQ della zona rossa, le risposte alle domande più comuni, con i link ai nostri articoli di approfondimento sulla regione Toscana, ma valide anche nelle altre zone ad alto rischio Covid.

Spesa fuori comune, shopping e negozi in zona rossa: le domande comuni

In zona rossa possono restare aperti solo i negozi di beni di prima necessità, individuati negli allegati 23 e 24 al Dpcm del 3 novembre, tra questi supermercati, alimentari, store di elettronica, tabaccai, edicole, ferramenta, farmacie, cartolerie, profumerie, lavanderie e negozi di sport. Ecco le domande più comuni in fatto di shopping e spesa nelle zone rosse.

Spostamenti in auto, attività motoria, sport: le FAQ per la zona rossa

Come detto si può uscire di casa solo per motivi di lavoro, salute, necessità e per andare a scuola alle lezioni in presenza, ma anche per fare una passeggiata e per fare attività sportiva (con molte limitazioni): ecco le FAQ agli spostamenti in zona rossa.

Visita ai congiunti e parenti in zona rossa, cimitero, messa e funerali: le regole del Dpcm

Le domande più comuni sulle regole del Dpcm, in una regione rossa come la Toscana, riguardano soprattutto due aspetti: le visite ai parenti e agli amici, oltre agli spostamenti verso i luoghi di culto, dalle chiese ai cimiteri. Ecco i link ai nostri articoli di approfondimento:

E le FAQ del governo sul coronavirus

Se non avete trovato chiarimenti sul vostro dubbio, è possibile consultare la pagina delle FAQ del governo, sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove sono riportate le risposte ai quesiti più comuni per la zona rossa, arancione e gialla: basta cliccare sulla regione di interesse. Ricordiamo che in Abruzzo, a differenza della Toscana e delle altre regioni in zona rossa, le restrizioni legate al grado massimo di rischio per il Covid dipendono da un’ordinanza della Regione e non dalle regole nazionali.

Prim.Olio, la fiera dell’olio di Bagno a Ripoli si sposta online

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Bagno a Ripoli non molla Prim.Olio e sposta online la fiera dell’olio d’eccellenza. Il comune alle porte di Firenze, dove si contano alcune delle migliori aziende produttrici di olio extra vergine di oliva non intende rinunciare a Prim.Olio, la manifestazione che celebra il nettare d’oro all’indomani della spremitura autunnale. E così, nonostante lo spostamento della Toscana in zona rossa e l’annullamento delle manifestazioni in presenza, ha pensato bene di organizzare la kermesse sulla rete, con tante iniziative a cui poter partecipare dal 20 novembre al 20 dicembre.

Prim.Olio, il programma della rassegna online

La ventunesima edizione di Prim.Olio non sarà dunque ai giardini Campeggi, come consuetudine, ma nel grande spazio virtuale del web dove non sarà possibile assaggiare e annusare l’olio ottenuto dalle olive appena frante ma si potrà conoscere le aziende agricole del territorio e i frutti del loro lavoro, tante ricette a Km zero che hanno l’olio “novo” come protagonista, dirette video con esperti e professionisti della degustazione e l’immancabile concorso “Gocciola d’oro”, che premia i tre oli ripolesi ritenuti migliori.

Bagno a Ripoli, Prim.Olio va sul web: ecco il programma

Venerdì 20 novembre alle 17.30 ci sarà il taglio del nastro virtuale in diretta streaming. Sarà l’occasione per fare il punto sulle prospettive della filiera agricola e agroalimentare nel territorio ripolese, fiorentino e toscano, con particolare attenzione all’olivicoltura. Ad inaugurare la rassegna ci sarà la vicepresidente della Regione Toscana e assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e l’assessore Francesca Cellini, oltre a Filippo Legnaioli, vicepresidente CIA Toscana Centro, Simon Querci, responsabile di zona Firenze e Prato di Coldiretti, Sergio Berziga, direttore dell’Unione Agricoltori di Firenze e infine il presidente della Commissione speciale Agricoltura del Comune Riccardo Forconi.

La prima settimana di dicembre appuntamento con il concorso Gocciola d’Oro: gli esperti di olio extra vergine dell’Anapoo annunceranno in video-diretta la classifica degli oli giudicati più buoni, precedentemente analizzati e degustati. Gran finale  il 20 dicembre, con un’iniziativa per annunciare l’adesione ufficiale da parte del Comune di Bagno a Ripoli ad uno dei principali network dedicati all’olio extra-vergine d’oliva.

“Non potremo ritrovarci al tradizionale quartier generale ai Ponti, tutti insieme come eravamo abituati – dice il sindaco Francesco Casini -. Ma nonostante il periodo complesso, Prim.Olio non si ferma e prosegue con la XXII edizione. Un segnale alle tante realtà del territorio, vere e proprie eccellenze riconosciute in tutto il mondo con il loro olio di qualità, che in questi mesi come tanti altri settori avvertono le ripercussioni della pandemia. Con l’impegno e la speranza di poterci ritrovare nel 2021 di nuovo tutti insieme, con una nuova edizione di Prim.Olio ancora più bella e rinnovata”.

 

 

Posso andare nella seconda casa in zona arancione e rossa? Le regole

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Al mare, in campagna, in montagna. In molti se lo saranno domandato: posso andare nella seconda casa, magari nella stessa regione o nello stesso comune, se si vive in zona arancione o in una regione dichiarata zona rossa? La risposta breve è: non sempre si può andare alla seconda casa in zona arancione e pure in quella rossa, anzi quasi mai. Vediamo perché.

Zona arancione e zona rossa, si può andare nella seconda casa?

Vivere in una regione classificata come zona arancione comporta dei severi limiti agli spostamenti. C’è il divieto di uscire dalla regione stessa, ma è vietato anche uscire dal proprio comune di residenza. L’unica circolazione sempre ammessa è quella all’interno del proprio comune dalle ore 5 alle 22, nel rispetto del coprifuoco nazionale. Nella zona rossa invece il blocco degli spostamenti riguarda anche quelli compiuti all’interno del proprio comune.

Divieto di uscire: le eccezioni

Divieti che ammettono però delle eccezioni. Gli spostamenti in zona arancione e rossa sono consentiti per motivi di lavoro, di studio, di salute o di assoluta urgenza. Si può anche uscire dal comune di residenza per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune. Le Faq del governo hanno fatto un po’ di chiarezza su quali siano le situazioni di urgenza e necessità.

E dunque, posso andare nella seconda casa in zona arancione? C’è un solo caso sempre ammesso, nel rispetto dell’orario tra le ore 5 e le 22: si può andare nella seconda casa se questa si trova nello stesso comune di residenza in zona arancione. Uno spostamento, questo, che viene equiparato a tutti gli altri spostamenti permessi all’interno del proprio comune.

Seconda casa in zona rossa o arancione: posso andare?

Se invece la seconda casa si trova in un altro comune in zona arancione o in un’altra regione, si può andare solo per “porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili”. Ad esempio, un guasto, un crollo, la rottura degli impianti idraulici o del gas, effrazioni di ladri. E, anche in questo caso, il tempo dello spostamento deve essere “strettamente funzionale a sopperire tali situazioni”. Il tempo di arrivare, rimediare all’urgenza e poi si deve tornare nel proprio comune. Le stesse emergenze valgono in orario di coprifuoco (dalle 5 alle 22) per la seconda casa che si trova nello stesso comune. Se c’è una simile urgenza si può quindi uscire anche di notte.

Regole simili valgono per gli spostamenti verso la seconda casa in zona rossa: anche in questo caso si può andare nell’abitazione di proprietà, diversa da quella principale, solo in caso di emergenze improvvise, che mettono a rischio l’edificio, come rotture di tubi, crolli, effrazioni e via dicendo. Pure in zona rossa lo spostamento è permesso solo per il tempo necessario per risolvere la problematica: al termine bisogna lasciare la seconda casa e fare rientro nell’abitazione principale.