lunedì, 10 Agosto 2026
Home Blog Pagina 478

Cosa succede dopo il 15 febbraio: spostamenti, sci, concorsi e Dpcm

0

Una data segnata in rosso sul calendario. Il “vecchio” Dpcm ha stabilito cosa succede dopo il 15 febbraio 2021 e cosa cambia per alcuni aspetti della vita sociale, dagli spostamenti tra regioni, alla riapertura degli impianti di sci, fino alla ripresa dei concorsi pubblici. Sempre che il governo (quello uscente o un eventuale esecutivo tecnico-politico) non cambi le carte in tavola con un nuovo Dpcm a febbraio o con un decreto legge sull’emergenza Covid che preveda altre restrizioni. Ma vediamo cosa cambia dal 15 febbraio secondo il Dpcm varato un mese fa.

Cosa cambia: via agli impianti sci dal 15 febbraio

Il Cts si è espresso a favore dell’apertura degli impianti sciistici in zona gialla dopo il 15 febbraio: l’ultimo Dpcm infatti stabiliva la chiusura fino a questa data del mondo legato al turismo sulla neve. Si potrà tornare a sciare ma secondo le linee guida stabilite dalla Conferenza delle Regioni e passate al vaglio del Comitato tecnico scientifico. Gli esperti invece hanno bocciato l’ipotesi di riaprire gli impianti per lo sci in zona arancione.

Si attende adesso il via libera definitivo da parte del governo, ma difficilmente l’esecutivo andrà contro il parere del Cts. Niente da fare invece per il fitness, si parlerà della riapertura delle palestre solo dopo il 5 marzo.

Cosa succede per gli spostamenti tra regioni dopo il 15 febbraio: riaprono i confini? Cosa dice il Dpcm

È il punto del vecchio Dpcm più dibattuto in queste ore, per capire cosa succede dopo il 15 febbraio: ci si può spostare tra le regioni? Di certo non si potrà uscire dai territori in zona arancione e rossa, come successo finora. Per la zona gialla invece il Dpcm e il precedente decreto legge Covid stabiliscono che non ci si può muovere tra regioni anche in zona gialla fino al 15 febbraio, eccezion fatta per i viaggi compiuti per motivi di lavoro, salute, necessità o per fare rientro nella propria abitazione.

Una risposta certa su cosa succede dopo metà mese ancora non c’è e la crisi di governo complica le cose. Sull’apertura agli spostamenti tra regioni gialle si deve esprimere il Comitato tecnico scientifico, ma poi toccherà al governo decidere se dare il via libera dopo il 15 febbraio o cambiare le regole con un decreto o un Dpcm. Questo potrà essere fatto anche dal premier dimissionario Conte, se non ci sarà un nuovo esecutivo in tempi brevi: le misure e le restrizioni per l’emergenza Covid rientrano tra gli affari correnti di cui è incaricato in questa fase di transizione il governo uscente.

Cosa cambia dopo il 15 febbraio 2021 per le prove di concorsi pubblici

Le prove di selezione dei concorsi pubblici e privati sono state sospese dal Dpcm di gennaio fino al 15 febbraio, dopo questa data – prevede il decreto della Presidenza del Consiglio – possono riprendere i test. Ci sono però delle restrizioni, ecco cosa succede per i concorsi dopo il 15 febbraio. Le prove selettive possono svolgersi in presenza solo se è prevista la partecipazione di massimo 30 candidati per ogni sessione o sede.

Vanno poi seguite le linee guida anti-contagio stabilite dai protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Le regole prevedono, tra le altre cose, la mascherina obbligatoria e i candidati dovranno presentarsi senza alcun tipo di bagaglio.

Le regole del Dpcm per febbraio, cosa non cambia

Fin qui cosa succede dopo il 15 febbraio, ma ci sono anche molte cose che non cambiano. Il Dpcm prevede anche a febbraio il meccanismo dei colori Covid per le regioni con le relative restrizioni. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, la chiusura al pubblico alle ore 18 per ristoranti e bar (solo i primi possono fare take away fino alle 22) e rimangono tutte le misure per il contenimento del contagio: mascherine, distanza, igiene per le mani e le regole su quante persone portare in macchina.

Corsi di lingua cinese all’Istituto Confucio di Firenze

0

Ogni lingua è un mondo: letteratura, arte, antiche tradizioni e nuove ambizioni, affari, opportunità, cucina. E se davvero questo sarà il secolo cinese, sarà sempre più necessario avere dimestichezza con il grande paese orientale. L’Istituto Confucio dell’Università di Firenze offre corsi di lingua cinese e numerose attività per conoscere la cultura della Cina. Tutto quello che serve a chi studia, a chi lavora e a chi semplicemente vuole cedere al fascino del Dragone.

L’Istituto Confucio è l’ente ufficiale per l’insegnamento della lingua cinese nel mondo, riconosciuto e finanziato dal Ministero dell’Istruzione cinese. La sede dell’Istituto Confucio dell’Università di Firenze è nata nel marzo 2014 grazia alla collaborazione con la Tongji University di Shanghai.

Da allora offre ogni anno corsi di lingua cinese aperti a tutti, dal livello elementare, intermedio fino al livello avanzato, compreso l’esame certificato HSK e HSKK, nelle sue due sedi di Firenze. L’Istituto Confucio si trova al Polo delle Scienze Sociali di Novoli e al Polo universitario del centro storico, presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi interculturali in via Santa Reparata.

corso lingua cinese firenze istituto confucio hsk hskk

Corso di lingua cinese a Firenze

Ogni anno vengono organizzate due sessioni di corsi, una in primavera e l’altra in autunno. Ogni sessione consiste in un corso di lingua cinese della durata di 50 ore, con lezioni tenute per metà da docenti italiani altamente qualificati e per l’altra metà da docenti madrelingua cinese.

Vista l’impossibilità di garantire il regolare svolgimento dei corsi in presenza a causa dell’emergenza Covid-19, anche nella prossima sessione della primavera 2021 il corso di lingua cinese si terrà online, offrendo così un’opportunità anche per chi si trova lontano da Firenze. Le lezioni avranno inizio lunedì 8 marzo. Per iscriversi c’è tempo fino al 25 febbraio.

Esame HSK e HSKK: dove sostenerlo a Firenze

Il Chinese Proficiency Test o HSK (Hanyu Shuiping Kaoshi) è un esame riconosciuto a livello internazionale, in linea con il Chinese Language Proficiency Scales for Speakers of Other Languages e con il Common European Framework of Reference (CEF). È suddiviso in sei livelli di difficoltà crescente.

A Firenze è possibile sostenere sia l’esame di lingua cinese HSK che l’esame HSKK presso l’Istituto Confucio. Anche in questo caso l’esame può essere sostenuto online, direttamente da casa.

Le borse di studio dell’Istituto Confucio Firenze

Per promuovere lo studio della lingua cinese, l’Istituto Confucio di Firenze mette a disposizione ogni anno alcune borse di studio di diverse tipologie per soggiorni studio di diversa durata presso le migliori università cinesi. Le borse di studio sono rivolte agli studenti più meritevoli che abbiano frequentato i corsi dell’Istituto Confucio e a chi, avendo già raggiunto un alto livello di competenza in cinese, voglia frequentare corsi di specializzazione sulla didattica di questa lingua.

L’Istituto Confucio di Firenze organizza inoltre numerosi eventi e attività culturali inerenti i molteplici aspetti della cultura cinese. Lo scopo dell’Istituto è quello di promuovere la conoscenza di questa bellissima lingua e della immensa cultura cinese.

Informazione pubblicitaria

Tour gratis, Firenze Insolita: il programma delle visite guidate

Cosa fare durante il weekend? Vedere la città sotto una luce diversa. La partenza dei primi tour gratis del progetto “Firenze Insolita” ha fatto registrare un boom di richieste, ma c’è ancora qualche posto per partecipare al programma di visite guidate, basta prenotare con largo anticipo. Passeggiate teatrali alla scoperta degli scrittori che sono passati dal centro, trekking urbano nella città nascosta e “segreta”, itinerari nei giardini sulle colline di Firenze: sono tante le iniziative organizzate da varie realtà del territorio e finanziate dal Comune di Firenze con il bando “Firenze insolita” pensato per sostenere il settore turistico in questo difficile momento.

In pratica si tratta dei primi tour (gratis, grazie al sostegno pubblico) che ripartono a Firenze in questo 2021 dopo lo stop per la seconda ondata di Covid. La maggior parte si svolge nel weekend. E la risposta delle persone è stata forte, tant’è che molti degli eventi sono andati sold out in poco tempo. Ecco le principali proposte di “Firenze Insolita” in programma e tutti i rifermenti per prenotare.

Firenze insolita? Meglio con la guida

Dalle visite nella Firenze esoterica, alle antiche carceri toscane, fino al trekking urbano a caccia delle “stelle” medicee. Sono alcune delle proposte di Firenze insolita? Meglio con la guida, il calendario di tour gratis promosso dalle guide turistiche di Federagit Firenze, in collaborazione con Confesercenti Toscana e Confersercenti Firenze.

Questa iniziativa ha fatto registrare un boom di richieste, 500 in poche ore, ma dalla serata del 5 febbraio si riaprono le prenotazioni per le visite gratuite in programma dal 18 febbraio al 18 marzo. Meglio sbrigarsi, perché chi primo arriva meglio alloggia. Informazioni sul sito di Confersercenti.

Tour gratis a Firenze: il programma di visite guidate e passeggiate teatrali alla scoperta dei grandi scrittori

Questa proposta dell’associazione Archetipo unisce le visite guidate tenute da storiche dall’arte a incursioni teatrali dell’attore Rosario Campisi che fa rivivere i luoghi di Firenze dove sono passati grandi scrittori tra l’Ottocento e il Novecento. La casa di Carlo Collodi (alias Carlo Lorenzini) alle spalle di Sant’Orsola, il palazzo lungo il fiume in cui Alessandro Manzoni “sciacquò i panni in Arno”, i quartieri descritti da Vasco Pratolini, sono alcune delle tappe del viaggio.

Per questi tour gratis lungo le vie di Firenze, ogni venerdì, sabato e domenica, la lista di attesa è molto lunga (oltre mille persone), ma si sta già lavorando per un secondo capitolo degli itinerari, a marzo in Oltrarno. Per informazioni tel. 3381002655, mail [email protected].

Passeggiate invernali tra Firenze e Fiesole

Non solo visite guidate gratis nel centro di Firenze, ma anche tour alla periferia cittadina per riscoprire Villa Il Palmerino e il suo giardino (Quartiere 2). L’associazione culturale Il Palmerino organizza visite guidate per piccoli gruppi nel parco e poi un tour della mostra di ritratti “Sguardi d’Oltrarno” di Victoria Slichter.

Queste le date: 5, 6, 19 e 20 febbraio. Prenotazione obbligatoria: mail [email protected].

Firenze insolita, tour gratis tra bellezza e fede: il programma delle visite guidate

Al via il programma di visite guidate gratuite organizzate dalla Scuola di Arte Sacra e da Confguide all’interno del progetto “Firenze Insolita”. Si tratta di 6 itinerari d’arte sacra che vogliono far vedere sotto una luce diversa il patrimonio della città. Prima tappa il 6 febbraio alle ore 9.45 nei laboratori artistici  della Scuola di Arte Sacra di Firenze, poi le altre date toccheranno la “chiesa dell’Autostrada” dedicata a di San Giovanni Battista  (13 febbraio), Prato con le chiese di Santa Maria delle Carceri, di San Francesco e il Duomo (20 febbraio) e alcuni dei musei aperti a Firenze: Uffizi (27 febbraio), Galleria dell’Accademia (6 marzo) e Bargello (20 marzo).

La visita guidata è gratis, a pagamento l’eventuale biglietto di ingresso nei musei di Firenze e Prato. Prenotazione obbligatoria: tel. 055 350376 e 3534057340, mail [email protected].

Altri tour gratuiti del progetto Firenze Insolita saranno annunciati nelle prossime settimane.

Covid Toscana, casi ancora sopra quota 700: i dati del 5 febbraio

0

Restano sopra quota 700 i nuovi casi giornalieri di Covid riportati nel bollettino della Toscana di oggi, venerdì 5 febbraio. Sono infatti 703 i positivi rilevati nelle ultime 24 ore, un numero inferiore rispetto a ieri ma che desta comunque preoccupazione.

Era dall’inizio di dicembre che non veniva superata la soglia dei 700 infetti giornalieri in Toscana. Adesso questo è avvenuto per due giorni di seguito. Oggi l’Istituto superiore della sanità pubblicherà il monitoraggio settimanale sull’andamento del contagio nelle regioni italiane. Sulla base di questo verrà emanata l’ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che stabilirà i nuovi colori e le zone delle regioni. Secondo le prime simulazioni, la Toscana dovrebbe restare in zona gialla per un’altra settimana. Anche se i numeri degli ultimi giorni parlano in modo inequivocabile di un contagio in risalita, che potrebbe causa la retrocessione della Toscana in zona arancione nella seconda metà di febbraio.

Coronavirus in Toscana, l’andamento e il punto della situazione

I test effettuati nelle ultime 24 ore sono 16.946. Di questi, 10.120 sono tamponi molecolari e 6.826 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è del 4,15%, che sale però al 9,3% sulle prime diagnosi.

Secondo i dati del bollettino Covid regionale, sono in calo i ricoveri sia in area medica sia nelle terapie intensive, mentre aumentano del 4% le persone che attualmente sono positive al coronavirus. 16 i morti comunicati oggi (ma alcuni si riferiscono ai giorni passati) per un totale di 4.285 decessi dall’inizio dell’emergenza.

Ecco in sintesi i dati sui contagi di Covid in Toscana, aggiornati a oggi, venerdì 5 febbraio.

Covid in Toscana 5 febbraio, i dati di oggi sui contagi

  • Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (5 febbraio 2021): 703 (ieri erano 760)
  • Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 10.120 (il giorno precedente 10.510)
  • Test antigenici: 6.826 (ieri 6.141)
  • Rapporto positivi/tamponi in Toscana: 4,15% (ieri 4,6%)
  • Contagiati dall’inizio dell’emergenza: 137.242
  • Attualmente positivi al Covid: 10.092 (+4,1%)
  • Persone ricoverate: 748 (6 in meno rispetto a ieri)
  • di cui in terapia intensiva 105 (7 persone in meno)
  • Decessi: 16 comunicati oggi, per 4.285 morti dall’inizio dell’epidemia
  • Nuovi guariti: 285 (122.865 dall’inizio dell’emergenza)
  • Persone in quarantena per contatti con positivi: 21.111 (+615)

Ecco la situazione dei contagi nelle province della Toscana, con l’incremento di casi registrato nel bollettino di oggi (5 febbraio): 38.135 casi complessivi ad oggi a Firenze (191 in più rispetto a ieri), 11.609 a Prato (55 in più), 11.717 a Pistoia (67 in più), 8.684 a Massa (55 in più), 14.056 a Lucca (78 in più), 18.377 a Pisa (74 in più), 10.648 a Livorno (58 in più), 12.417 ad Arezzo (78 in più), 6.412 a Siena (17 in più), 4.632 a Grosseto (30 in più).

Rifle Jeans: svendita straordinaria e outlet a Barberino dopo il fallimento

Firenze perde un altro suoi marchi storici: dopo il fallimento della Rifle di Barberino, jeans, giacche e capi di abbigliamento saranno protagonisti di una svendita straordinaria a prezzi stracciati in un outlet che sarà allestito in Mugello, mentre è già in corso un’asta online. Lo anticipa un articolo comparso sulle pagine di Repubblica Firenze. L’azienda di denim, “erede” di quella nata negli anni Cinquanta, è stata dichiarata fallita e ora tutto ciò che è rimasto nei magazzini va all’asta.

Svendita straordinaria per la Rifle: jeans a 2 euro nell’outlet di Barbarino e asta online

La vendita straordinaria è già partita in questi giorni con un’asta online degli stock rimasti nei negozi monomarca della Rifle. Un appuntamento però riservato solo ai ai professionisti del settore, come i grossisti. Poi la Rifle di Barberino di Mugello allestirà un outlet temporaneo con la vendita straordinaria riservata ai singoli consumatori, a cui non resterà che mettersi in fila per comprare a prezzi stracciati 70.000 capi di abbigliamento: jeans anche a 2 – 3 euro,  giacche, felpe e accessori del brand di abbigliamento fiorentino.

Ancora la data non c’è, si ipotizza che questa grande vendita straordinaria della Rifle partirà nel mese di marzo 2021 e sarà comunicata dal curatore fallimentare (il sito ufficiale del marchio è off-line). Di sicuro dovranno essere stabilite delle regole per evitare gli assembramenti visti per svendite legate a fallimenti di marchi, come successe anni fa per la Sasch, altra griffe fiorentina costretta a chiudere i battenti.

La vicenda del brand di abbigliamento, dalla nascita fino al fallimento

Da tempo l’azienda non navigava in buone acque. Nonostante vari tentativi di salvataggio, la Rifle ha accumulato milioni di euro di perdite ed è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze a fine settembre, che ha disposto l’esercizio provvisorio con un curatore fallimentare. Al momento i 96 lavoratori della società sono in cassa integrazione straordinaria, in attesa che qualcuno si faccia avanti per “resuscitare” il marchio.

Il marchio Rifle è stato creato dai fratelli Giulio e Fiorenzo Fratini che negli anni Cinquanta iniziarono a importare in Italia i jeans creati da una società statunitense: nel 1958 nacque l’azienda, chiamata Super Rifle, e il successo dell’impresa risale soprattutto ai successivi due decenni. Le difficoltà, iniziate alla fine degli anni Novanta, hanno poi portato alla creazione di una nuova azienda e infine all’arrivo di capitali svizzeri nel 2017. Ora l’ultimo capitolo della storia della Rifle sarà la vendita straordinaria di quanto rimasto nei magazzini di Barberino del Mugello.

Governo Draghi, il calendario delle consultazioni: gli orari di oggi

0

Dove porterà la strada resta tutto da scoprire, ma intanto se ne conoscono le tappe. Proseguono i colloqui del presidente del consiglio incaricato Mario Draghi con i rappresentanti delle forze parlamentari: il calendario delle consultazioni di oggi vede una giornata intensa con incontri a tutti gli orari del mattino e del pomeriggio. Domani la conclusione del primo giro di consultazioni, in attesa di sapere se ne servirà un altro.

Solo dall’esito del confronto si saprà se esiste la possibilità di dar vita a un nuovo governo. Ad aprire il calendario delle consultazioni di oggi saranno gli incontri con i rappresentanti di Liberi e uguali e Italia Viva. Seguiranno Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia.

Ieri Draghi ha incontrato le varie componenti del Gruppo misto, sia alla Camera che al Senato. Formazioni numericamente ridotte e, secondo gli scenari più accreditati, non decisive per la formazione del nuovo governo.

Il calendario delle consultazioni di oggi

Venerdì 5 febbraio sarà la giornata più lunga di queste consultazioni. Dopo i gruppi delle autonomie, Draghi riceverà le delegazioni del centrosinistra e del centrodestra. Si inizia con Liberi e uguali, il cui sostegno all’ex governatore della Banca centrale europea è fortemente in bilico. Poi Italia Viva, la formazione di Matteo Renzi che ha di fatto aperto e determinato la crisi di governo e che appoggerà Draghi.

Nel pomeriggio tocca a Fratelli d’Italia, tendenzialmente contraria alla fiducia a Draghi anche se non esclude di astenersi in un eventuale voto in aula. Infine, il Partito democratico, che appoggia Draghi, e Forza Italia, in larga parte favorevole all’incarico.

La strada verso il governo Draghi

Il giorno decisivo è però quello di sabato 6 febbraio e non a caso Draghi ha collocato per ultime nel calendario delle consultazioni le due formazioni politiche dalle quali dipendono le sorti del governo nascente. Prima la Lega, che si dice disponibile al confronto ma pronta a valutare l’appoggio a Draghi solo se accoglierà nel programma di governo le richieste storiche del partito.

Chiude il Movimento 5 stelle, ad oggi la formazione più divisa al suo interno, tra chi spinge per la fiducia, chi pone la condizione di una partecipazione politica al nuovo esecutivo e chi invece la esclude del tutto.

Le dichiarazioni delle delegazioni politiche al termine del loro incontro con Draghi saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube della Camera dei deputati.

Al termine delle consultazioni si saprà anche quando parla Draghi davanti alle telecamere, probabilmente già nel primo pomeriggio di sabato una volta che il quadro sarà più chiaro.

Governo Draghi, il calendario delle consultazioni

Giovedì 4 febbraio

  • ore 15.30-16: Azione, + Europa, Radicali italiani (componente Gruppo misto Camera e Senato)
  • ore 16-16.30: Maie – Movimento associativo italiani all’estero, Psi (Gruppo misto Camera)
  • ore 16.30-17: Centro democratico, Italiani in Europa (Gruppo misto Camera)
  • ore 17-17.30: Gruppo europeisti, Maie, Centro democratico (Gruppo misto Senato)
  • ore 17.30-18: Gruppo misto della Camera, minoranze linguistiche
  • ore 18-18.30: Noi con l’Italia, Usei, Cambiamo!, Alleanza di centro (Camera), Idea, Cambiamo (Senato)

Venerdì 5 febbraio

  • ore 11-11.30: Gruppo per le autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato
  • ore 11.45-12.30: Gruppo Liberi e uguali della Camera, componenti Liberi e uguali del Gruppo misto al Senato
  • ore 12.45-13.45: Gruppo Italia Viva (Camera), Italia Viva-PSI (Senato)
  • ore 15-16: Fratelli d’Italia (Camera e Senato)
  • ore 16.15-17.15: Partito democratico (Camera e Senato)
  • ore 17.30-18.30: Forza Italia (Camera e Senato), Udc

Sabato 6 febbraio

  • ore 11-12: Lega (Camera e Senato)
  • ore 12.15-13.15: Movimento 5 Stelle (Camera e Senato)

Da quando si può andare a sciare (in zona gialla Covid)

0

Il 15 febbraio. È questa la data da segnare sul calendario per gli appassionati di sci e vacanze sulla neve. Adesso, secondo le norme dell’ultimo Dpcm anti-Covid, non si può andare a sciare o in settimana bianca: l’apertura degli impianti slittata fino a metà febbraio e sempre fino a quel momento sono vietati gli spostamenti tra regioni, anche in zona gialla. Intanto arriva un primo sì dal comitato tecnico scientifico sul coronavirus che ha promosso (per metà) il protocollo delle Regioni sulla riapertura di impianti e piste da sci.

Il protocollo Covid: le linee guida per gli impianti di sci

Le Regioni hanno presentato al Cts l’aggiornamento delle linee guida per il mondo dello sci, chiedendo l’apertura degli impianti di risalita al 100% in zona gialla e al 50% in zona arancione con l’uso delle mascherine ffp2 su seggiovie e funivie. Secondo le ultime notizie il comitato di esperti ha bocciato quest’ultima proposta: dal 15 febbraio non si può andare a sciare nelle regioni in fascia arancione, mentre un primo ok è arrivato per le piste in zona gialla.

Il protocollo Covid per chi vuole andare a sciare o in settimana bianca prevede, tra le altre cose, l’occupazione al 100% dei posti sulle seggiovie aperte, con mascherina chirurgica obbligatoria. Metà portata invece per le seggiovie chiuse con cupole paravento e per le funivie, sempre con mascherina chirurgica. E poi tetto massimo per gli skipass acquistabili ogni giorno.

Quando si può andare a sciare in zona gialla: le regole anti-Covid

Dunque dal 15 febbraio si può andare a sciare? Il via libera del Cts all’apertura degli impianti sciistici solo in zona gialla dovrà essere sottoposto al governo: sarà l’esecutivo (quello dimissionario che si occupa degli affari correnti o l’eventuale squadra guidata da Draghi) a prendere la decisione definitiva sia sul via libera gli sport invernali amatoriali dal 15 febbraio, sia alla fine del blocco dei viaggi interregionali.

Come detto, l’ultimo decreto Covid prevede fino al 15 febbraio restrizioni per gli spostamenti: anche in zona gialla non si può uscire dalla regione. Se questo divieto non sarà prorogato e se arriverà l’ok alla riapertura delle piste, si potrà andare a sciare da una regione in zona gialla a un altro territorio giallo. Una prima boccata di ossigeno per gli sportivi, visto che della riapertura delle palestre si discuterà solo in vista della scadenza del Dpcm, il 5 marzo.

Covid, “A Firenze oggi contagi altissimi”: ordinanza anti-assembramenti

0

Un dato “mai visto se non prima di Natale”, sono “numeri altissimi”. Così il sindaco Dario Nardella ha commentato i numeri del bollettino di oggi, 4 febbraio: nell’ultima giornata i nuovi contagi di Covid a Firenze e nella città metropolitana sono stati 221, con un’impennata rispetto ai giorni precedenti. Il primo cittadino è intervenuto alla trasmissione “L’aria che tira” su La7. Intanto, come annunciato nei giorni scorsi, arriva una nuova ordinanza del Comune contro gli assembramenti nel centro di Firenze: durante il weekend sono previsti maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e scatta il “divieto di sosta” per i pedoni nella zona di Sant’Ambrogio.

I dati di oggi: contagi di Covid a Firenze (4 febbraio)

I numeri fiorentini riflettono l’andamento della curva epidemiologica in Toscana, dove i nuovi casi positivi al coronavirus oggi sono schizzati a quota 760. Se si guardano i numeri assoluti, Firenze oggi (4 febbraio) è la provincia toscana dove si è registrato il dato maggiore di nuovi contagi da Covid-19: solo nel comune gigliato vengono segnalati 64 casi in più, 15 a Campi Bisenzio, 11 a Scandicci. 66 invece nei comuni dell’empolese. Per trovare cifre così alte bisogna andare indietro fino ai bollettini di inizio dicembre. E il trend negli ultimi giorni è in crescita.  Dei 22 morti comunicati oggi dalla Regione, 10 decessi sono stati registrati nella Città metropolitana di Firenze, che risulta seconda in Toscana per il tasso di letalità del coronavirus con una media di 143 vittime ogni 100.000 abitanti.

Il sindaco Nardella si dice preoccupato per la situazione. “Avevo messo in guardia più volte da questa impennata invitando tutti ad evitare assembramenti festaioli e ritrovi di gruppo soprattutto nel fine settimana – dice – Ora dobbiamo fare i conti con i fatti: niente è ancora perduto, possiamo evitare di passare in fascia superiore di restrizione, se ognuno fa per davvero la sua parte e se limitiamo ulteriormente le occasioni di contatto in ogni situazione, di lavoro, familiare e di divertimento”.

La nuova ordinanza anti-assembramenti nel centro di Firenze

Nardella ha firmato una nuova ordinanza anti-Covid per scoraggiare gli assembramenti nei luoghi più a rischio per i contagi. Dal 5 febbraio, ogni venerdì e sabato, dalle 18 alle 22, l’accesso alla zona di Sant’Ambrogio sarà limitato e sarà vietato lo stazionamento dei pedoni, eccezion fatta per chi si metterà in fila (mantenendo distanza e mascherina) davanti ai locali legittimamente aperti.

Il provvedimento riguarda l’area compresa tra piazza Beccaria (esclusa), Borgo La Croce, piazza Sant’Ambrogio, via Pietrapiana, via Giuseppe Verdi, via dell’Agnolo, viale Giovine Italia (escluso). Chi non rispetta l’ordinanza anti-Covid del Comune di Firenze rischia una multa da 400 a 1.000 euro, la stessa prevista per le altre misure contro il contagio. Annunciati maggiori controlli da parte di carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia municipale.

Covid, salgono i contagi in Toscana: il bollettino del 4 febbraio

0

I numeri salgono ancora. I nuovi contagi di Covid 19 rilevati in Toscana nelle ultime 24 ore sono 760: i dati del bollettino di oggi, giovedì 4 febbraio, indicano anche un tasso di positività in crescita. I test analizzati da ieri sono 16.651, di cui 10.510 tamponi molecolari e 6.141 test rapidi per un tasso di positività complessivo pari al 4,56%, che sale al 9,6% sulle prime diagnosi (cioè escludendo dal conteggio i tamponi di controllo).

Toscana, tra una settimana c’è il rischio zona arancione?

La Toscana resta in zona gialla, almeno per la prossima settimana, ma poi si ripresenterà il rischio di un declassamento in zona arancione visti i dati in salita degli ultimi giorni. Al momento, le simulazioni sull’indice Rt fanno sperare in una permanenza della nostra regione nella zona di rischio inferiore. Per la conferma bisognerà aspettare ancora qualche ora: domani l’Istituto superiore di sanità pubblicherà il suo report in base ai dati della settimana tra il 25 e il 31 gennaio. A seguire arriverà l’ordinanza del ministro della Salute.

Se il “declassamento” non avverrà per la prossima settimana, è tuttavia molto probabile che arrivi nella successiva per i dati riportati nei bollettini Covid diffusi questa settimana dalla Regione Toscana: la tendenza dei contagi è in crescita.

Covid, 220 casi a Firenze

Preoccupa in particolare la situazione del capoluogo di regione. A Firenze, oggi, 4 febbraio, si registrano ben 221 dei 760 nuovi casi toscani. Numeri che non si riportavano da settimane. Il sindaco Dario Nardella, intervenuto alla trasmissione “L’aria che tira” su La7, ha definito “altissimi” i dati di Firenze, aggiungendo che “i cittadini stessi, come la classe politica, devono essere responsabili”.

Questi i dati sui nuovi contagi di Covid nelle altre province della Toscana, diffusi oggi (4 febbraio) dalla Regione:  Prato 59 casi positivi in più, 112 a Pistoia, 46 a Massa-Carrara, 76 a Lucca, 54 a Pisa, 61 a Livorno, 56 ad Arezzo, 57 a Siena e 18 in più a Grosseto.

Covid in Toscana 4 febbraio, i dati di oggi sui contagi

  • Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (4 febbraio 2021): 760 (ieri erano 550)
  • Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 10.510 (il giorno precedente 10.508)
  • Test antigenici: 6.141 (ieri 7.078)
  • Rapporto positivi/tamponi in Toscana: 4,56% (ieri 3,13%)
  • Attualmente positivi: 9.690 (+3,7%)
  • Ricoverati: 754 (18 in meno)
  • di cui 112 in terapia intensiva (+3)
  • Decessi comunicati oggi: 22

Coronavirus in Toscana, l’andamento e il punto della situazione

  • Contagiati dall’inizio dell’emergenza: 136.539
  • Guariti dall’inizio dell’epidemia 122.580 (393 nell’ultima giornata)
  • Totale morti per Covid in Toscana a oggi (4 febbraio): 4.269

Intanto sul sito dell’Agenzia regionale di Sanità sono pubblicati i grafici sull’andamento del Covid-19 in Toscana, che verranno aggiornati alle ore 18.00  con i dati del bollettino di oggi, 4 febbraio.

Le 100 voci della Commedia

0

Tolti i grandi testi sacri, nessun libro nella storia è stato commentato quanto la Divina Commedia. Cominciarono già i contemporanei di Dante e da lì in poi non si è più o meno mai smesso di interpretarla, parola per parola. A Firenze, nell’anno 2021, lo si fa ancora. “Siamo circa a un terzo del Purgatorio”, dice Edoardo Rialti, curatore del progetto lanciato da L’Indiscreto, edizione online della storica rivista edita dalla casa d’aste fiorentina Pananti. Dice “siamo” a ragion veduta, perché questo è un commento diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto. Un commento collettivo: 100 autori, uno per ciascun canto.

“Abbiamo iniziato nel 2019 – racconta Rialti – proprio perché desideravamo che fosse in pieno svolgimento nel grande anno dantesco 2021. Le celebrazioni – prosegue – spesso sono eventi tanto necessari quanto però rigorosamente retorici, nei quali si misura la monumentalizzazione dell’autore. Fino a rischiare, paradossalmente, l’imbalsamazione: ampliare la distanza anziché avvicinarla”. Da lì, l’idea. “Con il mio direttore Francesco D’Isa volevamo portare nella natura de L’indiscreto – che è quella di essere una rivista di cultura, filosofia, letteratura, arte, di approfondimento, ma al tempo stesso di divulgazione – la tradizione nobile della lettura e del commento dantesco, che risale già ai tempi di Boccaccio. Un commento gratuito e disponibile per tutti, online. Che non fosse una prospettiva su Dante, ma cento prospettive, tante quanti sono i canti della Commedia”.

dante indiscreto commento collettivo
© “Venturino Venturi, illustrazioni per La Divina Commedia”, courtesy Galleria e Casa d’Aste Pananti, www.pananti.com

Come si scelgono 100 voci per commentare Dante?

La cultura è riconsegna dell’esperienza. George Steiner diceva che, in fondo, l’unico vero grande commento a un’opera letteraria è un’altra opera letteraria: il più grande commentatore di Omero è Virgilio, il più grande commentatore di Virgilio è Dante, i grandi commentatori di Dante sono Primo Levi, Mandel’štam, Pasternak. Volevamo fare la stessa cosa, chiedendo a delle sensibilità contemporanee di raccontare come agiscono per loro, oggi, quelle parole straordinarie e immortali. Cercando innanzitutto voci molto diverse tra loro. La proposta parte sempre dalla redazione seguendo giochi di associazione, o magari di contrasto, che ci sembrano suggestivi. Chiediamo, con largo anticipo, di entrare nel canto come si entra in una stanza. E in quella stanza di muoversi liberamente. C’è chi ha scritto commenti filologici, chi racconti, chi ha commentato con un’opera d’arte. Abbiamo avuto grandi scrittrici e grandi scrittori italiani come Loredana Lipperini, Michela Murgia, Matteo Strukul, Vanni Santoni. Registi teatrali come Federico Grazzini o cinematografici come Liliana Cavani, la teologa islamica Francesca Bocca-Aldaqre. Avremo artisti visivi, giornalisti politici, commentatori satirici e speriamo presto anche musicisti.

Quasi tutti giovani, under 40.

Le comunità letterarie sono luoghi in cui è possibile incontrarsi tra generazioni. Abbiamo avuto tanto le voci illustri di personalità ormai mature della cultura italiana, ma anche – e ne siamo profondamente fieri – tantissimi autori giovani, molto più di noi che curiamo il progetto. E che hanno, per competenza, finezza letteraria e artistica, prodotto commenti di grande profondità. Mi sono trovato più di una volta a pensare, anche da studioso della letteratura italiana e da critico letterario, di essere di fronte a grandi commenti, a profonde competenze filologiche, letterarie e a una grandiosa capacità di tratteggiare dei quadri di debito.

Un debito non ancora sanato: si parte da Dante e si arriva ai film di Tarkovskij, alle canzoni dei Radiohead…

Questa dovrebbe essere la natura profonda degli approfondimenti culturali. È solo il contemporaneo che libera quello che crediamo di conoscere dalla patina del “già saputo”: l’arte contemporanea ti riconsegna Raffaello, la musica contemporanea ti riconsegna l’assoluta e totale eternità di Mozart. Così è l’esperienza narrativa, musicale o drammaturgica contemporanea che dimostra quanto Dante sia costantemente con noi.

Quella “voce sempre inattuale e per questo sempre viva e contemporanea” di cui parla nell’introduzione al Commento?

Esattamente. Non abbiamo minimamente pensato che ci fosse bisogno di aggiornare Dante con una verniciata di contemporaneità. Come direttore del progetto, l’unico criterio per valutare la qualità di quello che abbiamo pubblicato di volta in volta è: quand’è che un commento funziona? Quando mi fa venire voglia di tornare a leggere il testo di cui parla.

Anche Dante, quando compie il suo viaggio, ha 35 anni, un’età di crisi. In un’epoca, la sua tanto quanto la nostra, di crisi anch’essa. Per questo risuona ancora?

È facile in questi casi cavarsela con delle espressioni un po’ scontate, ribadendo quanto siano simili i passaggi storici in cui si assiste alla transazione tra sistemi simbolici. Certamente anche il mondo di Dante è un mondo in cui un intero sistema scricchiolava sulla soglia della modernità e la sua è una crisi tanto individuale quanto collettiva: «nel mezzo del cammin di nostra vita». Credo però che la perennità di Dante, il fatto che sia stato letto, amato, tradotto e abbracciato da tutte le culture del mondo e da lettori di ogni tipo di estrazione e biografia, in realtà palesino quello che è un fiume carsico dell’esperienza umana. Certamente c’è l’elemento biografico del passaggio dai sogni della giovinezza agli spigoli dell’età adulta: cosa ne sarà delle aspirazioni, degli amori, degli ideali? Ma anche cosa ci aspetta al di là del fiume della morte, qual è il senso, com’è possibile leggere il mondo. Le grandi domande dell’esistenza, che Dante declina in una serie di incontri: una delle cose più straordinarie della Commedia è la sua continua interrogazione di storie, di dettagli. Non è un caso che Dante si muova in cerchio per tutto il tempo. All’inizio della Commedia Dante prova ad andare direttamente verso il colle della verità, ma il suo tentativo viene frustrato. Solo alla fine del Paradiso riuscirà a salire in verticale, fino ad allora deve muoversi in cerchio, per le balze dell’Inferno, del Purgatorio, per i cerchi celesti. Perché è così che ci si muove intorno alle cose e alle persone, girandogli intorno. La conoscenza diretta è impossibile.

Lei si occupa anche di letteratura fantasy e fantascientifica. Le è capitato di trovare rimandi inaspettati alla Commedia in quei mondi?

Una chicca non troppo nota è quella di un grande scrittore di fantascienza, C. S. Lewis, l’autore de Le cronache di Narnia. Durante un intervento sulla fantascienza disse che secondo lui il primo vero grande momento nella letteratura moderna, dal Medioevo in poi, è in Inferno 34, quando Dante sta scalando il corpo del diavolo al centro della Terra. Improvvisamente Virgilio lo fa girare, lui non capisce bene cosa stia succedendo, è come se avesse le vertigini, d’un tratto non si trova più il corpo di Satana che sporge dal ghiaccio dalla cintola in su, ma i piedi del diavolo che spuntano dal suolo, perché avendo girato al centro della Terra si sono invertiti i poli. Questo è Jules Verne secoli prima.

Come andrà avanti il Commento nell’anno dantesco?

Diventerà un libro per le edizioni Le lettere. Uscirà l’Inferno, cosa di cui siamo molto felici. Abbiamo scoperto che oltre a essere apprezzato dai lettori, alcuni docenti hanno ritenuto utile utilizzare il Commento con i loro studenti, proprio per la diversità del suo approccio. Quest’anno poi saremo al Salone del libro di Torino con un grande evento di cui stiamo definendo le modalità. Abbiamo già fatto un evento dal vivo al Festival di letteratura sociale a La polveriera (lo spazio autogestito nell’ex convento di Sant’Apollonia di Firenze, ndr), un “Commento collettivo live” che in un sabato sera di ottobre ha portato centinaia di persone ad ascoltare Dante, a dimostrazione di quanta fame e desiderio ci siano di potersi incontrare in certi spazi.

Perché affidarsi ancora a Dante?

In un momento come questo è ancora più dolorosamente palese quanto la letteratura sia un bene necessario. Non credo che avrei vissuto questi mesi nello stesso modo se non ci fosse stata la grande arte. Perché ci ricorda chi siamo, ci espone alla nostra vulnerabilità e quindi ci permette di tenerci strette le uniche cose che contano.

Edoardo Rialti, fiorentino, è traduttore di letteratura anglo-americana e letteratura fantasy, sci-fi, horror, per Mondadori, Lindau, Gargoyle, Multiplayer. Tra gli altri ha tradotto e curato opere di J.R.R. Martin, C. S. Lewis, J. Abercrombie, P. Brown, O. Wilde, W. Shakespeare. È collaboratore e critico letterario de Il Foglio. Ha insegnato letteratura comparata in Italia e Canada.

Intervista tratta da Il Reporter di gennaio/febbraio 2021