mercoledì, 19 Agosto 2026
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La palestra è in casa: esercizi e giochi motori da fare con i bambini VIDEO

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Come creare un percorso a ostacoli in casa, realizzare un tiro al bersaglio fai da te o dare il via a una gara domestica di equilibrio. Bastano semplici oggetti come carta igienica, cannucce e nastro adesivo per realizzare una baby-palestra in casa propria e far fare ai bambini esercizi, giochi motori e di coordinazione durante la quarantena da coronavirus. Un modo per passare il tempo, divertirsi ma anche per fare del sano movimento senza lasciare le quattro mura.

Il Comitato Uisp di Firenze ha realizzato un video tutorial per dare una mano ai genitori alle prese con questo lungo periodo di isolamento. In pochi minuti sono illustrate 5 diverse attività ludico-motorie facili da replicare in ogni abitazione, piccola o grande.

Fare movimento è un gioco, anche a casa: gli esercizi per i bambini

Così un rotolo di carta igienica può diventare un utile strumento: fissando le bianche strisce alle pareti del corridoio di casa è possibile realizzare una giungla a prova di bimbo, utile per coordinare il corpo e i movimenti, ma anche per una sfida intergenerazionale. Chi vincerà, i grandi o i piccoli? Con del nastro adesivo, delle cannucce e del cotone mamma e papà possono invece creare la ragnatela: un tiro a bersaglio per giocare e imparare a prendere bene la mira.

Tra gli esercizi di coordinazione per bambini c’è anche quello da realizzare semplicemente mettendo alcuni libri sotto le gambe del tavolo di cucina: sfruttando la pendenza possiamo far scivolare oggetti che il bimbo deve “acciuffare” con una ciotola.

La “palestra” e i baby equilibristi, per la coordinazione motoria

Poi c’è la gara di equilibro: in questo caso non servono funi e non c’è alcun pericolo di caduta per i bambini. Basta armarsi di nastro adesivo per imbianchino (quello che comunemente viene chiamato scotch di carta) per disegnare sul pavimento un percorso sui cui i più piccoli dovranno cimentarsi quotidianamente, senza lasciare la linea bianca. Giorno dopo giorno è possibile poi aggiungere tante varianti al tragitto, come salti o cambi di direzione.

E alla fine dell’allenamento, il comitato Uisp di Firenze propone anche una simpatica “caccia al mostro”, per esorcizzare la paura del coronavirus. Come fare? Basta guardare il video qui sotto.

E per mamma e papà? Sempre il Comitato Uisp di Firenze ha realizzato un altro video con utili esercizi per restare in forma, mentre sui suoi canali social pubblica tutorial e consigli per trasformare casa in una piccola palestra fai da te.

Coronavirus, in Toscana contagiati oltre quota 6 mila

Il numero di nuovi contagi tocca un nuovo minimo (154) dalla fase acuta dell’epidemia da coronavirus in Toscana, dove però i decessi (25) tornano a salire: queste le ultime notizie contenute nel bollettino di oggi, lunedì 6 aprile. I contagiati totali superano i seimila.

Complice della diminuzione dei casi è probabilmente anche il numero contenuto di tamponi: 1.843 quelli analizzati nelle ultime ventiquattro ore, quando nell’ultima settimana si era stati stabilmente sopra i tremila al giorno. C’entra anche il fatto che ieri fosse un giorno festivo.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (6 aprile)

Il conto totale dei contagiati supera (appena) i seimila: sono 6.001, con 350 decessi dall’inizio dell’emergenza. Stabile ma continua la crescita delle guarigioni: 106 quelle virali (+5 rispetto a ieri) e 244 (+8) le guarigioni cliniche.

Tornano ad aumentare, ma in modo assai contenuto, i ricoveri in ospedale: +5 rispetto a ieri, con tre ricoverati in terapia intensiva in più. In totale, ad oggi i ricoveri sono 1.116 (non in terapia intensiva) e 279 in terapia intensiva.

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Questi i 25 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: M, 82, Lucca; M, 77, Carrara; M, 62, Massa; M, 87, Carrara; F, 75, Viareggio;  F, 77, Camaiore; M, 71, Forte dei Marmi; M, 82, Capannori; F, 93, Firenze; M, 75, Firenze; F, 58, Pelago; M, 69, Barberino Tavarnelle; M, 70, Firenze; M, 85, Reggello; F, 64, Fiesole; F, 80, Firenze; M, 94, Rignano sull’Arno; M, 84, Bagno a Ripoli; F, 85, Firenze; F, 90, Firenze; M, 74, Certaldo; M, 88, Villa Basilica (Lucca); F, 89, Prato; F, 87, Monterotondo Marittimo; M, 66, Piancastagnaio.

Il bollettino del 6 aprile sul coronavirus in Toscana

Per quanto riguarda la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza, i casi positivi sono distribuiti così: 1.769 Firenze, 400 Pistoia, 342 Prato (totale Asl centro: 2.511), 888 Lucca, 698 Massa-Carrara, 560 Pisa, 323 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.469), 284 Grosseto, 350 Siena, 387 Arezzo (totale sud est: 1.021).

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.400 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.402 nella Asl centro, 6.584 nella Asl nord ovest, 1.414 nella Asl sud est. Il totale dei tamponi analizzati aumenta a 52.849 su 45.725 persone.

Come cambiano gli spostamenti con il coronavirus: i dati di Google sulla Toscana

Divertimenti e gite nei parchi quasi azzerati, limitate al massimo le uscite per fare la spesa e anche i tragitti verso il lavoro scendono del 62%. I dati sugli spostamenti in Toscana tracciati e resi pubblici da Google danno la misura di come, con il lockdown, la nostra regione e l’Italia intera si siano fermate per contrastare il coronavirus.

Si chiamano Community Mobility Reports, rapporti sulla mobilità della comunità, e sono uno studio su scala mondiale pubblicato dall’azienda di Mountain View.

Come cambiano gli spostamenti con il coronavirus: i dati di Google

Google ha raccolto in maniera anonima i dati sulla mobilità dei propri utenti in tutto il mondo, analizzando poi i trend sugli spostamenti suddivisi per categorie e per aree geografiche nel periodo che va dal 16 febbraio al 29 marzo. Un arco di tempo che per molti paesi coincide con le prime avvisaglie del contagio e l’entrata in vigore delle misure restrittive.

La mappa del contagio in Toscana

Si tratta degli stessi dati che Google raccoglie abitualmente per alcuni dei suoi strumenti come Google Maps. Dati in grado – ad esempio – di indicare il traffico in tempo reale o suggerire i luoghi più popolari del momento.

C’è un valore base, calcolato sulla mediana delle presenze registrate nello stesso giorno della settimana nel periodo dal 3 gennaio al 6 febbraio 2020, prima del lockdown. E, comparato a questo, c’è l’indicazione in percentuale di quanto lo stesso tipo spostamenti sia aumentato o diminuito.

Coronavirus, i dati sugli spostamenti in Toscana tracciati da Google

mobilita spostamenti google toscanaSi vede così che gli spostamenti in Toscana, secondo i dati tracciati da Google, sono diminuiti del 94% verso i luoghi di shopping e divertimento. Ristoranti, bar, centri commerciali, musei, librerie, cinema: presenze quasi azzerate. Idem per quanto riguarda parchi e giardini pubblici: -91%.

Scendono dell’84% gli spostamenti verso negozi alimentari e farmacie, dell’85% i passaggi nelle stazioni del trasporto pubblico. Anche i tragitti verso i luoghi di lavoro calano del 62%. Gli unici che salgono, per forza di cose, sono gli spostamenti verso i luoghi di residenza: +25%.

Toscana, -62% in strada verso il lavoro

“Mentre le comunità stanno rispondendo a Covid-19 – ha scritto Google nella nota che accompagna lo studio – i funzionari della sanità pubblica ci hanno riferito che lo stesso tipo di informazioni anonime e aggregate che utilizziamo per prodotti come Google Maps potrebbe essere di aiuto per le decisioni critiche che sono chiamati a prendere per combattere Covid-19“.

I rapporti, spiega l’azienda, hanno l’obiettivo di fornire informazioni utili in merito a come i cittadini hanno risposto alle politiche di contrasto a Covid-19.

Scuola, quando iniziano le vacanze di Pasqua?

Nonostante per il mondo della scuola il 2020 sia diventato un anno particolare a causa dell’emergenza coronavirus, bambini e ragazzi avranno comunque le loro vacanze di Pasqua, con lo stop della didattica oline come previsto inizialmente dal calendario delle lezioni: ma quando è fissato l’inizio di queste “ferie” per gli studenti (e per gli insegnanti)? Nulla è cambiato: rimangono ferme le date già stabilite dai singoli consigli di istituto e dalle Regioni, in base alle indicazioni generali del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Restano però anche alcune eccezioni.

Gli istituti, in virtù dell’autonomia scolastica, posso decidere di accorciare questo periodo di pausa, per recuperare i giorni di lezione persi.

Vacanze di Pasqua 2020: le date di inizio e fine

Quando iniziano? Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte alla Toscana, in tutte le regioni d’Italia, il primo giorno delle vacanze pasquali è fissato per giovedì santo (9 aprile 2020) e lo stop durerà meno di una settimana, fino al martedì dopo Pasqua e Pasquetta (14 aprile). A metà settimana quindi la fine della pausa: da mercoledì 15 aprile gli studenti tornano sui banchi (virtuali). Le scuole resteranno chiuse per l’emergenza coronavirus, ma gli alunni cominceranno di nuovo ad accendere computer e tablet per seguire le lezioni a distanza della didattica online.

Si tratta dell’ultimo periodo di vacanza prima della fine dell’anno scolastico 2020/2021 (in Toscana le lezioni si concluderanno il 10 giugno, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto per l’emergenza coronavirus). Le altre giornate di festa previste da qui a giugno sono il 25 aprile per la festa della Liberazione (ma che cade di sabato, giorno di sospensione delle lezioni per molti istituti), venerdì primo maggio per la festa dei lavoratori e martedì 2 giugno per la festa della Repubblica. Eventuali ponti dipendono sempre dai singoli istituti, sempre in virtù dell’autonomia scolastica. Intanto il Miur sta mettendo a punto un piano per gli esami di terza media e per la maturità, a seguito dei cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria.

Al via la distribuzione di mascherine a Firenze

Comincerà domani, lunedì 6 aprile, la distribuzione gratuita a domicilio di mascherine a Firenze. Di casa in casa, una task force di 250 persone consegnerà poco meno di un milione di dispositivi di protezione. L’operazione durerà qualche giorno, dopodiché indossare la mascherina sarà obbligatorio fuori dalla propria casa.

Mascherine a domicilio, parte la distribuzione a Firenze

Ad annunciarlo è il Comune di Firenze in una nota. Si tratta delle mascherine acquistate dalla Regione Toscana che oggi, tramite il presidente Enrico Rossi, ha annunciato un’ordinanza che rende obbligatorie le mascherine per qualsiasi spostamento fuori casa.

L’obbligo scatterà non appena ciascun Comune avrà completato la consegna sul suo territorio. Il Comune di Firenze sarà tra i primi a partire con la distribuzione di mascherine casa per casa. Dei 10 milioni di dispositivi acquistati in totale dalla Regione, a Firenze ne toccheranno un po’ meno di un milione.

Cosa dice l’ordinanza della Regione Toscana sull’obbligo delle mascherine

“Saranno consegnate capillarmente, casa per casa, in tutti e cinque i quartieri della città”, ha spiegato la vicesindaca Cristina Giachi.

La distribuzione di mascherine sarà effettuata sulla base del numero dei componenti di ciascun nucleo familiare, così come risulta dall’archivio dell’anagrafe comunale. Ne saranno distribuite un minimo di due a testa.

Firenze, scatta l’obbligo di mascherine

“Visto il grande numero di famiglie da raggiungere – ha aggiunto Giachi – le operazioni richiederanno più giorni. Nessuno però deve allarmarsi se non le riceverà subito, perché ce ne sono per tutti”.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

Ad occuparsi della distribuzione di mascherine sarà una task force composta da 150 volontari della protezione civile, 50 agenti della polizia municipale e 50 tra autisti e altri dipendenti del Comune.

“Ribadisco – ha sottolineato la vicesindaca – che i cittadini non dovranno dare soldi per ricevere le mascherine perché sono gratuite. Chi, al termine delle operazioni di distribuzione, non avesse ricevuto le mascherine potrà mettersi in contatto con la protezione civile per essere rifornito. Nei prossimi giorni comunicheremo numeri da chiamare e indirizzi ai quali scrivere per coloro che, alla fine della distribuzione non saranno stati raggiunti”.

Coronavirus, i guariti superano i morti in Toscana

Sono 175 i nuovi casi di coronavirus rilevati nelle ultime ventiquattro ore in Toscana, 18 invece i morti: le ultime notizie del bollettino di oggi, domenica 5 aprile, dicono però che per la prima volta il numero totale dei guariti supera quello dei decessi.

Il trend dei nuovi casi e dei decessi resta sostanzialmente stazionario rispetto agli ultimi giorni. Ma continuano a diminuire i ricoveri complessivi: oggi 28 in meno rispetto a ieri, così come calano di 10 unità i pazienti in terapia intensiva. Si continua poi a viaggiare stabilmente sopra i tremila tamponi analizzati al giorno: 3.120 quelli fatti nelle ultime 24 ore.

Coronavirus, il bollettino del 5 aprile in Toscana

Qualche segnale incoraggiante, insomma, c’è. Per la prima volta, come detto, il numero totale (337) dei guariti (tra questi, 101 guarigioni virali e 236 pazienti clinicamente guariti) supera il numero complessivo dei decessi (325). Rispetto a ieri si registrano 13 nuove guarigioni cliniche e 14 virali.

I contagiati dall’inizio dell’emergenza salgono a 5.847. I casi attualmente positivi in cura sono 5.185, come riporta il bollettino di oggi della Regione Toscana.

Questi gli 18 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: F. 98, Pontedera; F. 82, Pontedera; F. 61, Massa; M. 64, Seravezza; M. 68 Viareggio; M. 68, Licciana Nardi; M. 78, Pisa; F. 88, Pietrasanta; F. 91, Capannori; M. 79, Gallicano; F. 84, Livorno; M. 77 San Miniato; M. 92, Pistoia; M.81, Pistoia; M. 72 Pistoia; F. 82, Firenze; M. 64, Sesto Fiorentino; M. 92, Grosseto.

Mascherine obbligatorie in Toscana: al via la consegna di 10 milioni di dispositivi

I ricoverati sono, a oggi, 1.387 (ieri erano 1.415), di cui 276 in terapia intensiva.

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (5 aprile)

I casi di positività si dividono così per provincia di segnalazione: 1.715 Firenze, 394 Pistoia, 338 Prato (totale Asl centro: 2.447), 872 Lucca, 667 Massa-Carrara, 544 Pisa, 322 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.405), 277 Grosseto, 340 Siena, 378 Arezzo (totale sud est: 995).

Guarda la mappa del contagio in Toscana

I tamponi effettuati dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono 51.006 tamponi, su 44.178 persone.

Restano 15.306 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.343 nella Asl centro, 6.555 nella Asl nord ovest, 1.408 nella Asl sud est.

Casi in calo, tamponi verso quota 50 mila: il bollettino del 4 aprile in Toscana

Continua a calare il numero dei nuovi casi di positività al coronavirus in Toscana: le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana e i dati del bollettino di oggi, sabato 4 aprile, parlano di 173 e 18 morti. Va avanti la corsa al tampone: 3.426 quelli analizzati nell’ultimo giorno.

Coronavirus, il bollettino del 4 aprile in Toscana

I 173 positivi al coronavirus confermano l’andamento in discesa della curva dei nuovi casi scoperti, che ieri erano stati 226. Scendono, rispetto all’ultimo bollettino, anche i decessi, da 22 a 18, anche se il dato è ancora lontano dall’indicare un’inversione di tendenza.

Il totale dei contagiati sale così a 5.672 dall’inizio dell’epidemia. Aumentano intanto i guariti. Questo vale sia per quanto riguarda i pazienti clinicamente guariti, +7 (da 216 a 223), che per le guarigioni virali, +3 (da 84 a 87).

Guarda la mappa del contagio in Toscana

Diminuisce il numero dei ricoveri in ospedale, -20 rispetto a ieri, e anche le terapie intensive registrano un calo di due unità.

I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 5.054. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: nella quasi totalità dei casi, si tratta infatti di persone che avevano patologie concomitanti.

Con gli ultimi 18 decessi, il totale delle morti dall’inizio del contagio da coronavirus in Toscana sale a 308. Queste le generalità dei deceduti da ieri, con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: F. 88, Filattiera; M. 66, Mulazzo; M. 72, Lucca; M. 75 Pietrasanta; F. 77, Borgo a Mozzano; M. 88, Capannori; F. 68, Livorno; F. 82, Livorno; M. 95, Livorno; F. 90, Carrara; M., 85, Firenze; F. 95, Firenze; F. 80, Firenze; F., 82, Pistoia; F. 99, Pistoia; M., 82, Pescia; M. 64, Firenze; M., 79, Montevarchi.

Coronavirus, le ultime notizie dalla Toscana (4 aprile)

Per quanto riguarda i ricoveri, a oggi sono in totale 1.415 (ieri erano 1.437), di cui 286 in terapia intensiva.

Di 5.672 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.626 Firenze, 374 Pistoia, 332 Prato (totale Asl centro: 2.332), 856 Lucca, 659 Massa-Carrara, 527 Pisa, 316 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.358), 273 Grosseto, 339 Siena, 370 Arezzo (totale sud est: 982).

La Toscana si dimostra ormai vicina all’obiettivo dichiarato dei 3.500 tamponi analizzati al giorno, peraltro già superato in un’occasione. Nelle ultime 24 ore sono stati 3.426 i test eseguiti, per un totale che sale a 47.886 tamponi su 41.571 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente).

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.237 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.230 nella Asl centro, 6469 nella Asl nord ovest, 1.538 nella Asl sud est.

Pizza in casa, la ricetta dello chef: dall’impasto alla teglia

Farina e lievito sembrano essere al momento i beni più preziosi da doversi accaparrare, perché in qualche modo ci siamo un po’ tutti scoperti pastai o pizzaioli allo sbaraglio. Così, per affinare la tecnica, abbiamo deciso di svelarvi i trucchi del mestiere per fare in casa una pizza buona quanto quella che si mangerebbe in pizzeria: una ricetta infallibile, dall’impasto alla teglia.

A rivelarci i segreti del mestiere è Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e Il Mare, pizzeria tra le più note di Firenze.

La ricetta della pizza fatta in casa: ingredienti

Partiamo dagli ingredienti: 1 kg di farina tipo 1 o tipo 2, in modo da avere fibra, sali minerali, vitamine; 5 g di lievito di birra fresco; 25 g di sale; 30 g di olio EVO; 650 g di acqua a temperatura ambiente.

Iniziamo impastando la farina insieme a 550 g di acqua per 3-4 minuti all’interno di un recipiente che poi vado a coprire con un panno e lasciare riposare per 30 minuti.

Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e il Mare di Firenze
Mario Cipriano, pizzaiolo pluripremiato de Il Vecchio e il Mare di Firenze

Quanto deve lievitare la pizza fatta in casa?

Trascorsa la mezz’ora riprendo il recipiente ed aggiungo un po’ alla volta altri 100 g di acqua con il lievito che avrò già sciolto all’interno e continuo a lavorare l’impasto fino a che sarà asciutto. Poi aggiungo il sale e continuo a lavorare l’impasto per altri 3-4 minuti fino a che non ottengo un panetto liscio.

Tagliatelle in casa, i consigli di Food Reporter

A questo punto aggiungo un po’ di olio e lavoro l’impasto per altri 3-4 minuti, poi aggiungo un altro po’ di acqua fino a che non si è incorporata tutta.

Poi piego l’impasto a metà e poi lo rigiro e lo ripiego a metà per dargli una forza maggiore. Rimetto un filo d’olio sopra per non farlo seccare e copro bene l’impasto o con della pellicola o con un panno umido. L’importante è che non prenda aria e che rimanga a temperatura ambiente.

Luisanna Messeri e le video ricette della quarantena (da rifare a casa)

Dopo 45 minuti faccio la pezzatura del peso di cui necessito. La pezzatura di una qualsiasi teglia si trova calcolando base per altezza diviso due. Ad esempio, se la nostra teglia misura 30x 40, il risultato finale sarà 600 g di pasta per non avere né un prodotto troppo alto né troppo basso.

Finita la pezzatura, metto i panetti divisi in frigorifero e li lascio da 18 a 24 ore, affinché la pasta risulti altamente digeribile.

Dall’impasto alla teglia: la pizza fatta in casa secondo Mario Cipriano

Il giorno seguente tiro fuori i panetti almeno 3 ore prima di mangiare la pizza per stemperarli. Trascorse le ore, l’impasto si sarà ammorbidito e quindi potrò iniziare a stenderlo sul tavolo dando le misure della teglia, possibilmente senza mattarello. Sconsiglio di lavorarlo direttamente in teglia perché risulta più scomodo. Pertanto poi strofino un po’ di farina sulla pasta che mi permetterà di spostarla agilmente sulla teglia dove con le mani aggiusterò gli angoli.

Accendo il forno alla massima temperatura.

Nel frattempo si condisce la pizza a piacimento. Consiglio, per quelle a base rosse, di mettere un filo di pomodoro, per quelle a base bianca con la forchetta andrò a bucherellare la pizza in diverse zone. Questo serve per non far creare le bolle d’aria nella pizza che poi si andrebbero a bruciare.

pizza 1

Nel forno

Non appena il forno avrà raggiunto la massima temperatura, inserisco un pentolino d’acqua sul fondo per creare la cosiddetta vaporiera, che ci servirà per non far seccare il prodotto, ed inserisco la teglia per 10-12 minuti a forno statico. Dopodiché tolgo la teglia ed aggiungo i condimenti a piacimento e la reinserisco nel forno per altri 3-4 minuti, togliendo il pentolino con l’acqua. A questo punto se voglio far asciugare un po’ la mia pizza posso mettere il forno a modalità ventilato.

Appena pronta, non vi resta che gustarvela!

Pizza fatta in casa, i migliori condimenti

Riguardo ai condimenti, ve ne suggerisco un paio, molto casalinghi: la parmigiana con melanzane a funghetto saltate precedentemente, della provola affumicata e del parmigiano, olio e pepe. Altrimenti bianca con pomodorino confit o secco, stracciatella e prosciutto crudo.

Coronavirus, stop ai test sierologici privati in Toscana

Stop ai test sierologici fatti da privati: la priorità va data alle categorie a rischio e chi si muoverà in autonomia verrà denunciato alla Protezione civile nazionale chiedendo il sequestro dei kit. È quanto stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi firmata oggi.

Nei giorni scorsi erano emerse le prime iniziative di laboratori privati che offrivano la possibilità di sottoporsi a un test sierologico per rilevare l’eventuale presenza di anticorpi da coronavirus, segno di una probabile infezione.

La Toscana dice stop ai test sierologici privati

Con questa ordinanza, la Regione dice stop al “liberi tutti”: fare i test sì, ma bisogna procedere secondo un ordine di priorità. A cominciare dai soggetti più a rischio esposizione, come gli operatori sanitari, e quelli che manifestano i sintomi del contagio.

I laboratori privati che vogliano mettersi a disposizione potranno comunque eseguire i test sierologici, ma dovranno convenzionarsi con la Regione in modo da ricevere pazienti secondo l’ordine di priorità.

Altrimenti si rischia grosso. Se i laboratori procederanno a fare i test in autonomia, la Regione potrà denunciarli alla Protezione civile nazionale, chiedendo la requisizione dei kit per i test sierologici. Questo, si spiega, anche a causa della scarsità dei test sierologici rapidi a disposizione.

Coronavirus, test sierologici in Toscana: a chi saranno fatte le analisi del sangue

Coronavirus, chi può fare il test in Toscana

L’ordinanza chiarisce anche quali siano le categorie ritenute più a rischio, sulle quali si precederà da subito con i test sierologici. Queste sono:

  • Operatori sanitari e soggetti operanti a vario titolo nelle Aziende ed Enti del SSR, operatori nelle strutture sanitarie private e di altri Enti nel territorio regionale.
  • Operatori e ospiti delle strutture socio-sanitarie e di accoglienza, con particolare riferimento alle RSA (Residenze sanitarie assistite)e RSD (Residenze sanitarie disabili).
  • Personale del volontariato impegnato nella emergenza sanitaria e di protezione sociale in genere.
  • Personale delle farmacie.
  • Personale addetto agli Istituti penitenziari, con particolare attenzione al personale sanitario.
  • Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco.
  • Chiunque, in forma singola o associata, svolga un’attività lavorativa di assistenza o sostegno alla popolazione anziana e/o fragile.

Altre priorità di intervento, in rapporto a comunità e gruppi identificabili, potranno essere successivamente individuati, in ragione della progressiva disponibilità dei test.

Su richiesta del medico e del pediatra di famiglia si potrà eseguire il test sierologico anche sui cittadini che manifestano sintomi che possano far sospettare l’infezione da coronavirus.

Test sierologici: privati sì, ma solo su convenzione

“Abbiamo deciso di mettere ordine nel campo dei test sierologici – ha detto il presidente Enrico Rossi in un videomessaggio trasmesso in diretta su Facebook –Faremo il test sierologico secondo un ordine di priorità che in futuro potrà anche allargarsi. Prima di tutto abbiamo pensato agli operatori sanitari, e poi a quelli delle Rsa, Rsd, strutture socio-sanitarie e di accoglienza. Al volontariato, le farmacie, le forze dell’ordine, il personale penitenziario. Anche ai singoli cittadini, se il medico o pediatra di famiglia lo riterrà necessario”.

“Ma al di fuori di queste categorie – ha precisato Rossi –, non si potranno fare i test rapidi. E i privati che vorranno farli, dovranno convenzionarsi con noi. Se il test viene effettuato al di fuori della sanità pubblica, dove viene fatto gratuitamente, per noi non ha nessun valore. Noi siamo disponibili a collaborare con il privato, ma non possiamo permettere che i cittadini vengano turlupinati, né che ci sia spreco di risorse al di fuori di un quadro di priorità stabilito dalla sanità pubblica”.

Nell’ordinanza si precisa anche che il test sierologico rapido da solo non ha valenza diagnostica. A seguito di esito positivo o dubbio del test, si dovrà procedere al test diagnostico molecolare (tampone orofaringeo).

Sedie d’artista per rendere omaggio a Milano e Wuhan

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Dall’Oltrarno fiorentino a Milano e Wuhan, passando dalle capitali e dai luoghi più famosi al mondo. Stiamo parlando di Cityng, l’ultimo progetto di Cosimo De Vita, giovane artigiano fiorentino autore delle sedie più iconiche della città, che nel loro schienale in legno raffigurano le facciate di celebri chiese. La Basilica di Santo Spirito è stata il primo soggetto, adesso arriva la nuova linea Cityng con 16 sedute, che rendono omaggio anche alle metropoli più colpite dal coronavirus, con il Duomo di Milano e la Pagoda della Gru Gialla di Wuhan, in Cina.

Il nome del progetto deriva dall’unione delle parole “City” e “Sitting”: doveva essere presentato al Salone del Mobile 2020, rimandato ormai al 2021, insieme all’azienda Savio Firmino.

Una città, in un salotto

L’idea Cosimo De Vita l’ha avuta proprio mentre sedeva sulla sedia di Santo Spirito, uno dei primi prototipi a cui è più legato e che conserva ancora in soggiorno. “Stavo riflettendo su questo momento di quarantena obbligata. Oggi più che mani abbiamo bisogno di avere vicino a noi i nostri simboli – spiega l’artigiano – non possiamo vivere le nostre città, le magnifiche architetture, che diamo per scontate nella frenesia della vita di tutti i giorni. Allora perché non trasportare la città nel nostro salotto, per ricordare il privilegio della libertà, la bellezza che ci circonda, la nostra identità nazionale che deve essere celebrata in questi giorni difficili”.

Questa linea di sedie permette di accoglie i luoghi simbolo del mondo nella sfera privata.  Il Duomo di Firenze, il Colosseo e il Pantheon di Roma, la Mole Antonelliana di Torino, la cattedrale di Milano. E ancora la parigina Notre Dame, la Sagrada Familia di Barcellona, il Cremlino di Mosca, il Taj Mahal in India, il Chrysler Building e il Ponte di Brooklin a New York ed infine Wuhan, in Cina.

Nell’intimità di una dimora, queste figure si aggiungono a quegli oggetti che servono a condividere un momento in compagnia, il riposo dalla stanchezza, il lavoro che si deve adattare all’interno delle mura di casa. I monumenti entrano a fare parte della quotidianità e continuano a comunicare e simboleggiare un’identità. L’identità di un Paese e un po’ anche della nostra identità. Questo è ciò che sta al centro di Cityng, a cui Cosimo De Vita e l’azienda Savio Firmino, che si occupa della commercializzazione e dell’internalizzazione del progetto, ha voluto rendere omaggio. Una connessione tra città così lontane eppure mai state così vicine come oggi.

Chi è Cosimo De Vita, il creatore delle “sedie d’artista”

Metà artigiano, metà designer Cosimo De Vita muove i suoi passi nel mondo dell’arte già negli anni della formazione, per poi approfondire con gli studi in scultura. Arte e architettura fanno comunque parte della sua famiglia da generazioni: padre decoratore, nonno architetto e bisnonno che realizzava sedie da cinema. Qualcosa più di una semplice tradizione. Ma la vera ispirazione è venuta mentre stava facendo tutt’altro. Un giorno, dopo il lavoro, seduto sulle gradinate di Santo Spirito, l’idea. Un’idea che arrivato a casa diventa un disegno; lo schienale di una sedia  che prende la forma della Basilica di Santo Spirito, sotto gli occhi di chi ancora oggi non riesce a credere che sia diventato realtà.

“Ho amato e odiato questo mestiere. Non sempre è semplice ma penso che questa sia l’essenza di una passione e ciò che rende questo legame molto forte. Ho capito che questo è un lavoro da cui non riesco ad allontanarmi. Ogni volta che ho provato o pensato ad accantonarlo sono sempre tornato a quello.”

Quando torneremo a uscire, basterà fare due passi in Oltrarno, in piazza del Carmine o in alcuni locali del centro per imbattersi negli schienali che riflettono come uno specchio alcune chiese simbolo di Firenze. Il racconto di una grande passione unita ad originalità e contemporaneità per una storia che parte proprio da Firenze.