sabato, 4 Aprile 2026
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Bonus occhiali e lenti a contatto: 50 euro di sconto per l’acquisto nel 2020, come richiederlo

È al momento solo una proposta, ma tra gli emendamenti al Decreto rilancio di cui si sta discutendo in Parlamento c’è anche questo: un bonus occhiali da vista, un buono sconto da 50 euro per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto correttive per le fasce di reddito Isee più basse.

Decreto rilancio, ipotesi bonus per l’acquisto di occhiali e lenti a contatto

Una proposta, si legge nel testo dell’emendamento, che nasce “al fine di tutelare la salute della vista, anche in considerazione delle difficoltà economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica Covid-19″. Secondo quanto previsto dall’emendamento, il cui primo firmatario è Ubaldo Pagano del Pd, si tratterebbe di un buono destinato solo ai nuclei familiari a basso reddito.

Più precisamente, tra i requisiti per ottenere il bonus occhiali da vista e lenti a contatto ci sarebbe un valore Isee non superiore a 15 mila euro. In questo caso si potrebbe far richiesta del voucher.

Voucher da 50 euro per gli occhiali da vista: i requisiti

Il testo dell’emendamento parla di bonus erogato in forma di voucher una tantum riconosciuto per l’anno 2020 dal valore di 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto. Dunque quello ipotizzato sarebbe un vero e proprio buono sconto e non un credito d’imposta da utilizzare in dichiarazione dei redditi.

La strada resta lunga. Per capire da quando e come si potrà richiedere il bonus occhiali da vista bisogna tener conto dell’iter parlamentare della proposta. Prima di tutto, l’emendamento deve essere approvato dalle Camere. Se ciò avverrà, finirà nel testo definitivo di conversione in legge del Decreto rilancio. A quel punto servirà però un ulteriore decreto attuativo, probabilmente interministeriale. La misura coinvolge infatti il ministero della Salute per lo “spirito” del bonus, e quello dell’Economia per le coperture finanziarie. Il decreto attuativo servirà a stabilire la procedura per presentare la domanda e ottenere il bonus occhiali da vista e lenti a contatto.

Se approvato, il bonus occhiali per il 2020 andrebbe ad aggiungersi agli altri incentivi già previsti nel Decreto rilancio. Tra questi, i nuovi sostegni alle famiglie introdotti dopo l’emergenza coronavirus come Reddito di emergenza, bonus colf, badanti e lavoratori domestici, il bonus vacanze, il voucher per baby sitter e centri estivi e il bonus bici e monopattini elettrici. Oltre alle misure in favore dei lavoratori, come gli indennizzi per partite Iva e autonomi e la Cassa integrazione. Infine, gli aiuti alle imprese: dall’ecobonus ai contributi a fondo perduto.

Giardini e parchi aperti a Firenze, i più belli da vedere (gratis e non)

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Visite sì, ma all’aria aperta. Non esiste una stagione ideale per immergersi nella bellezza dei giardini di Firenze, che offrono panorami mozzafiato e scorci quasi segreti: ecco una panoramica dei parchi più belli da vedere (aperti dopo il lockdown per il coronavirus), dal centro alla periferia, dal più celebre al meno frequentato fino a quelli più originali, senza dimenticare quelli gratis.

Boboli, il giardino di Firenze per eccellenza

Il parco granducale è certamente il più conosciuto della città (e uno dei più conosciuti al mondo). Vero e proprio museo a cielo aperto, il giardino di Boboli che si espande alle spalle di Palazzo Pitti è ricco di opere d’arte e di percorsi che fanno sentire il visitatore un componente della famiglia Medici. Vi sono tre diversi accessi, ciascuno munito di biglietteria. E’ tra i primi musei statali di Firenze aperti dopo il lockdown. L’ingresso è a pagamento, ma i residenti nel Comune di Firenze entrano gratis da via Romana (entrata di Annalena).

Giardino Bardini, il parco più romantico della città

Confina con Boboli e si estende sulla collina attigua. Il Giardino di Villa Bardini, un tempo appartenuto all’antiquario Stefano Bardini, con i suoi fiori (celebre il suo pergolato di glicine che in primavera regala una fioritura straordinaria da seguire anche via webcam) e i suoi affacci inediti sul centro di Firenze è uno dei parchi più amati da instagramer e visitatori alla ricerca dello scatto perfetto. Due gli accessi, con annessa biglietteria: da via de Bardi e dalla Costa San Giorgio. I residenti nella Città metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto hanno diritto al biglietto gratuito.

Giardino Bardini Firenze riapertura orario gratis
La vista dal giardino Bardini

I parchi fuori dal centro: Villa il Ventaglio, museo-giardino inedito

Fuori dal perimetro del centro storico, il parco di Villa il Ventaglio fa parte del circuito museale ed è uno dei parchi monumentali meno frequentati di Firenze. Se si è alla ricerca di un polmone verde e di poca confusione, questo è il posto perfetto per una visita. L’ingresso è gratuito. Si trova tra Campo di Marte e le Cure.

I parchi da vedere a Firenze: Stibbert, il giardino del collezionista che amò l’arte

Uno dei giardini più singolari di Firenze è certamente quello appartenuto a Frederick Stibbert e collocato fuori dal centro. Il collezionista e imprenditore, nato e vissuto nell’Ottocento, era un grande appassionato d’arte con all’attivo una delle collezioni di armi e armature antiche più importante del mondo. Stibbert fece ristrutture il parco intorno alla sua villa dall’architetto Giuseppe Poggi (lo stesso che realizzò il Piazzale Michelangelo) trasformandolo in un giardino all’inglese con tempietti, giochi d’acqua e grotte. L’ingresso al parco è gratuito mentre è previsto un biglietto per il museo.

Cosa vedere a Firenze: Giardino delle rose, hotspot (gratis) per innamorati

E’ uno dei parchi di Firenze ideale per gli innamorati alla ricerca di un posto speciale dove scambiarsi promesse: il giardino delle rose è situato proprio sotto il Piazzale Michelangelo e vanta, lo dice il nome stesso, una bellissima varietà di piante di rosa provenienti da tutto il mondo, insieme a una vista unica sulla città.

Qui sono ospitate anche le opere dello scultore belga Jean Michel Folon e un piccolo giardino giapponese. L’apertura va ben oltre il periodo delle fioritura, è accessibile tutto l’anno e figura tra i parchi aperti dopo il lockdown.

Giardino rose Firenze
La vista su Firenze dal giardino delle rose

Parco delle Cascine, il giardino dei fiorentini

È il polmone verde della città, circa 160 ettari, e uno dei parchi urbani più grandi d’Europa. Le Cascine sono il posto ideale dove fare sport, dedicarsi a lunghe camminate, fare yoga, leggere un libro, esplorare il fiume Arno e molto altro ancora. Vi si accede gratuitamente e gli ingressi sono numerosi e sparpagliati dal centro alla periferia.

Orto Botanico di Firenze: il Giardino dei semplici, un capolavoro a due passi dal David

Il Giardino dei semplici è uno degli orti botanici più antichi e meglio conservati d’Italia, sezione del Museo di storia naturale dell’Università di Firenze. Situato in centro, a due passi da piazza San Marco e dalla Galleria dell’Accademia che ospita il David di Michelangelo, conserva un numero elevatissimo di specie vegetali, circa 9 mila. L’ingresso (con biglietteria) è in via Micheli ed è il luogo perfetto per chi è alla ricerca di uno spazio verde poco frequentato.

Il giardino dell’orticoltura, la serra liberty a prova di Instagram

Uno tra i parchi a prova di macchina fotografica è il giardino dell’Orticoltura, alla prima periferia di Firenze, con il suo bellissimo tepidarium del Roster, serra costruita a cavallo tra Ottocento e Novecento in stile liberty. Il bel giardino, appena fuori dai viali di circonvallazione (l’ingresso è gratis) regala i suoi scorci più belli in primavera e in autunno, con la fioritura e il foliage, che danno un’atmosfera ancora più idilliaca al giardino.

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La serra del Roster nel giardino dell’Orticoltura

Villa Rusciano, il giardino segreto a Firenze sud

Poco conosciuto e ancor meno frequentato, il parco di Villa Rusciano, nel quartiere di Gavinana, è un parco pubblico che pochi conoscono. L’area verde, che circonda la bella villa oggi sede dell’assessorato all’ambiente del Comune di Firenze, offre vedute cartolinesche del centro e dei monumenti e garantisce una tranquillità che sfiora a tratti la solitudine. Ingresso gratuito.

Picnic sì, picnic no: i giardini dove è permesso

Bello stendere una coperta su un prato e concedersi un picnic, ma non dappertutto è concesso. Nei giardini monumentali e nei parchi-museo ad esempio non si può. Niente picnic dunque a Boboli, Villa Bardini, Villa il Ventaglio, ma neanche al Giardino dei Semplici o al Giardino dell’Iris. Via libera invece alle Cascine, al parco di Villa Rusciano e, senza “strafare”, al Giardino dell’Orticoltura e al parco di Villa Stibbert.

I parchi e i giardini di Firenze più belli, cosa vedere: quelli aperti (e gratis)

Ecco in sintesi le perle verdi della città da visitare:

  • Giardino di Boboli (Oltrarno), gratis per i residenti del Comune di Firenze dall’entrata di Annalena (via Romana)
  • Giardino di Villa Bardini (appena sopra il centro storico) – gratis per i residenti nella Città Metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto
  • Giardino dei Semplici, Orto Botanico di Firenze (centro storico, zona piazza San Marco)
  • Giardino delle Rose (sotto piazzale Michelangelo) – gratis
  • Parco di Villa Il Ventaglio (zona Campo di Marte) – gratis
  • Parco Stibbert (zona Rifredi) – gratis
  • Parco delle Cascine – gratis
  • Giardino dell’Orticoltura (zona piazza Libertà) – gratis
  • Villa di Rusciano (Firenze sud) – gratis

Bambini: i giardini di Firenze ideali per i piccoli

Premesso che i piccini, ovviamente, possono entrare in tutti questi giardini, ci sono dei parchi di Firenze più a misura di bambino di altri. O meglio, se ci sono dei luoghi dove la fa da padrona la cultura – come al Giardino Bardini o a Boboli – ce ne sono altri dove un piccolo si trova più a suo agio e, munito di un pallone o una bicicletta può divertisti molto di più.

  • A Villa Rusciano c’è un bel pratone dove correre e ulivi frondosi tra cui giocare a nascondino
  • al parco dell’Orticoltura c’è un’area giochi (che riapre il 19 giugno, dopo lo stop per le misure anti-Covid)
  • alle Cascine c’è spazio a sufficienza per ogni tipo di attività
  • al parco Stibbert si può sempre giocare al piccolo esploratore tra una sfinge e un tempietto con vista su un lago popolato da tartarughe

“Rimuovere il David di Michelangelo”: a Firenze una petizione (goliardica)

“Era un bullo” e pure “un esibizionista”, quindi non ha il diritto di stare sull’arengario di Palazzo Vecchio per essere utilizzato per “fini turistici”. Rimuovere il David di Michelangelo dal salotto buono di Firenze: è questa la singolare richiesta di una petizione-burla lanciata sulla piattaforma Change.org e indirizzata al sindaco Dario Nardella dal gruppo DLGF, “Delicati Liberi Golianelli Fiorentini”.

L’ironia toscana si abbatte anche su un simbolo della città, in un momento in cui le statue – per fatti ben più gravi – sono protagoniste di danneggiamenti e proteste Oltreoceano. Al centro  dello scherzo la copia del celebre capolavoro di Michelangelo Buonarroti collocata in piazza della Signoria (l’originale, come è noto, si trova nella Galleria dell’Accademia).

La petizione per spostare il David di Michelangelo da Firenze

#iostocongolia è l’hashtag scelto per questa petizione sui generis. “David contro Golia è un assassinio. David è un vigliacco, intollerante, bullo ed esibizionista”, si legge nel testo indirizzato con sarcasmo al primo cittadino e al Consiglio Comunale fiorentino, perché il tema sia protagonista di una discussione in aula.

“David non è un eroe, è un meschino – prosegue il testo – non cerca una soluzione pacifica della contesa con Golia e, anziché aspettare il via della leale competizione, scaglia una vigliacca sassata con la fionda nella testa del povero gigante che, sportivamente, contava solo sulla forza delle sue braccia”. E poi ancora: “È vergognoso esaltare un assassino, David trucida e fa scempio di Golia, un uomo deforme, colpevole solo di non incarnare i canoni del bello. Essere giovane, biondo e di bell’aspetto non autorizza ad uccidere chi non sia come lui”.

I “Delicati Liberi Golianelli Fiorentini” si scagliano inoltre contro la nudità del David di Michelangelo. “Un esibizionista: andava in giro mostrando le sue nudità con la volontà di umiliare tutti quelli non belli, magri, muscolosi e ben dotati sessualmente come lui”.

I firmatari della burla

L’obiettivo è raccogliere almeno 100 sostenitori online. A far sorridere sono anche i commenti ironici comparsi a corredo della petizione su Change.org (questo il link), che conta una trentina di firmatari. C’è ci si disgusta perché il David mostra i genitali in pubblico e chi propone un trasloco coatto del David di Michelangelo da Firenze a Forte dei Marmi. Insomma neanche il difficile momento sembra aver scalfito l’ironia fiorentina.

Elezioni regionali 2020 e referendum: ipotesi seggi elettorali fuori dalle scuole

Un primo passo verso l’election day. La Camera ha approvato il decreto elezioni, necessario per accorpare in un’unica data le elezioni regionali 2020, le amministrative e il referendum: si voterà a settembre, e si fa strada l’ipotesi di aprire i seggi elettorali in luoghi diversi dalle scuole, dalle palestre alle caserme.

Elezioni 2020, regionali e referendum nella stessa data: il voto a settembre

L’idea di portare i seggi elettorali fuori dalle scuole nasce per evitare di interrompere l’attività didattica a pochi giorni dalla ripresa dell’anno scolastico: la data ipotizzata per le elezioni regionali 2020 è infatti quella del 20 settembre, la settimana successiva al rientro degli studenti a scuola. Per di più, dopo il lungo stop dovuto all’emergenza coronavirus.

Interruzione che potrebbe ripetersi due settimane più tardi, il 6 ottobre, per gli eventuali turni di ballottaggio delle elezioni regionali in Toscana (l’unica regione in cui è previsto) e per le amministrative.

Si vota in palestra? Ipotesi seggi elettorali fuori dalle scuole

L’ipotesi di portare i seggi elettorali fuori dalle scuole ha riscosso consensi bipartisan. Resta però di difficile applicazione. Anche per questo il governo sembra orientato a non farne una soluzione obbligatoria e di lasciare ai sindaci la possibilità di adottarla o meno.

Elezioni 2020 regionali e referendum: quando si vota a settembre, la data

Sulla data delle elezioni regionali e del referendum 2020 invece l’accordo sembra vicino. Il decreto approvato alla Camera apre la finestra elettorale per le regionali il 15 settembre. Il 20 settembre 2020 sarebbe quindi la prima domenica utile per il voto, il quale sarebbe accorpato a quello per il referendum.

L’indicazione del governo è quella di accorpare tutti i voti in una sola tornata, allungata anche al lunedì successivo per evitare assembramenti eccessivi alle urne. Così l’election day verrebbe convocato per il 20 e 21 settembre 2020. In particolare, si voterà per:

  • le elezioni regionali in Toscana, Veneto, Campania, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta.
  • le elezioni comunali in più di 1.100 Comuni. Tra questi si segnalano Aosta, Trento e Venezia, oltre a vari capoluoghi di provincia come Agrigento, Andria, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani.
  • il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari
  • le elezioni suppletive del Senato per il collegio numero 9 del Veneto

Coronavirus: in Toscana 3 nuovi casi, tutti ad Arezzo

Tre nuovi casi di coronavirus in Toscana, un piccolo sollievo dopo cinque giorni consecutivi in cui se ne erano registrati almeno sette. Tre anche i decessi: queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana riportate dal bollettino di oggi, martedì 16 giugno.

Il totale dei casi rilevati dall’inizio dell’epidemia sale a 10.191, di cui 463 attualmente positivi. I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 296.812: 3.129 quelli eseguiti in più rispetto a ieri, 2.912 quelli analizzati.

Ad Arezzo tutti i nuovi casi

Tutti e tre i nuovi casi sono in provincia di Arezzo, dove già ieri ne erano stati trovati quattro. La mappa del coronavirus in Toscana si aggiorna quindi così: 3.513 casi complessivi in provincia di Firenze, 569 a Prato, 680 a Pistoia, 1.051 a Massa, 1.366 a Lucca, 897 a Pisa, 558 a Livorno, 686 ad Arezzo, 441 a Siena, 430 a Grosseto.

La Toscana resta al 10° posto in Italia per numerosità di casi con circa 273 positivi ogni 100.000 abitanti. La media nazionale, aggiornata a ieri, è di circa 393. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 539 casi ogni 100.000 abitanti, Lucca con 352, Firenze con 347. La più bassa Siena con 165.

Coronavirus, ultime notizie in Toscana (16 giugno)

Le persone isolate a casa restano 415, 27 in meno da ieri. Sono positive ma con sintomi lievi o asintomatiche. Altre 3.011 persone (-40 da ieri) sono isolate a loro volta dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

Torna ad aumentare, anche se solo di una unità, il numero dei ricoverati nei reparti Covid. Oggi sono quindi 48 i ricoverati, di cui 14 in terapia intensiva (2 in meno rispetto a ieri).

Ci sono però 26 nuovi guariti, per un totale che sale a 8.637. Si tratta di 366 persone “clinicamente guarite” (-50 rispetto a ieri) divenute cioè asintomatiche, e 8.271 (+76) guariti a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

I tre nuovi decessi sono quelli di un uomo e due donne dall’età media di 86,3 anni. Tutti e tre notificati in provincia di Firenze. I morti per le conseguenze del coronavirus in Toscana sono 1.091, così ripartiti per provincia: 400 a Firenze, 51 a Prato, 80 a Pistoia, 162 a Massa Carrara, 140 a Lucca, 89 a Pisa, 61 a Livorno, 46 ad Arezzo, 31 a Siena, 23 a Grosseto. Ci sono poi 8 persone decedute sul suolo toscano ma residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano è di 29,3 morti ogni 100.000 residenti contro il 56,9 della media italiana. La Toscana è l’11° regione più colpita. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (83,1), Firenze (39,6) e Lucca (36,1), il più basso a Grosseto (10,4).

Sono i dati, aggiornati alle ore 12 di oggi, elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus e riportati nel bollettino regionale della Toscana sul coronavirus del 16 giugno.

Ordinanza della Regione Toscana: no all’uso dei guanti, meglio lavarsi le mani

Non usare i guanti, meglio lavarsi le mani spesso e bene: è quanto raccomanda la Regione Toscana con l’ordinanza 67 del 16 giugno firmata oggi dal presidente Enrico Rossi sulle misure di prevenzione del contagio da coronavirus. Un provvedimento che, spiega la Regione in una nota, viene preso “alla luce anche delle ultime indicazioni scientifiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Coronavirus, la Toscana: lavarsi le mani è meglio dei guanti

L’ordinanza 67 ribalta quanto finora consigliato anche dalla stessa Regione Toscana. Se finora l’indicazione era quella di indossare guanti monouso nelle situazioni potenzialmente contagiose, il nuovo provvedimento suggerisce un cambio di abitudine.

Mascherina con o senza: l’obbligo c’è ancora dopo il 15 giugno?

Al posto dei guanti meglio “ricorrere al lavaggio regolare delle mani con acqua e sapone e ai gel disinfettanti”. Un indicazione che si applica anche nei casi in cui le precedenti ordinanze suggerivano, al contrario, l’uso dei guanti. Il provvedimento non vale, naturalmente, negli ambienti di lavoro socio-sanitari e in tutti gli ambienti di lavoro in cui i guanti costituiscono un dispositivo di protezione individuale.

Mascherine gratis in edicola, dove trovarle: l’elenco delle edicole che aderiscono

Enrico Rossi: “Guanti no, mascherina sempre”

“Si può fare a meno dei guanti – ha detto Enrico Rossi –, almeno quando non si maneggiano generi alimentari, purché la pulizia e l’igiene delle mani sia rigorosamente rispettato. Lo abbiamo deciso anche in conseguenza a come si è espressa l’Oms che non raccomanda di indossare guanti in quanto non servono per proteggersi dall’infezione, ma anzi potrebbero essere dannosi, dando un falso senso di protezione e sicurezza. Permane invece l’obbligo di usare la mascherina all’aperto in presenza di assembramenti, quando non è possibile stare distanti circa due metri”.

L’ordinanza 67 della Regione Toscana

“So che è noioso – prosegue Rossi – e con il caldo persino faticoso per la respirazione, ma sarebbe un errore smettere ora. È bene invece continuare con le doverose precauzioni e i corretti comportamenti. I dati sui nuovi casi, per quanto in calo, dimostrano che il virus persiste e che nessuno può dare la sicurezza che tutto sia solo un brutto ricordo. Infine, una raccomandazione banale ma necessaria: disperdere nell’ambiente mascherine e guanti è veramente da incivili e deve essere evitato per rispetto di noi stessi e degli altri”.

Il testo completo dell’ordinanza 67 della Regione Toscana, “Ulteriori misure sulla igiene e pulizia delle mani”, è disponibile in formato pdf a questo indirizzo.

Dpcm coronavirus: dal 15 giugno cosa si può fare, cosa riapre, cosa cambia

Ormai è stata ribattezza fase 3. Dal 15 giugno si cambia ancora con un nuovo  decreto, firmato dal premier Conte nella serata dell’11 giugno, che detta le regole e le disposizioni per tutto ciò che riapre e tutto ciò che si può fare dopo il lockdown per il coronavirus: il dpcm, disponibile anche in pdf, prevede il via libera a cinema e teatri, bisognerà invece aspettare per l’apertura delle discoteche e delle fiere, retromarcia anche per il calcetto e gli sport di contatto, perché si tornerà a giocare non il 15 ma il 25 giugno.

Restano poi la distanza di sicurezza e l’obbligo delle mascherine nei luoghi al chiuso, accessibili al pubblico. Vediamo allora le ultime disposizioni su cosa cambia dal 15 giugno con la riapertura delle attività e cosa si può fare.

Dpcm coronavirus: apertura delle discoteche dal 15 giugno? No, da luglio

A differenza di quanto ipotizzato inizialmente, secondo il nuovo dpcm la riapertura delle discoteche, al chiuso o all’aperto, non avverrà il 15 giugno ma le sale da ballo resteranno chiuse fino al 14 luglio. Le Regioni stanno però decidendo una partenza differenziata dei balli,  secondo dell’andamento del coronavirus sui territori.

La Conferenza delle Regioni ha già stabilito le linee guida per la le discoteche (qui i dettagli): quando riapriranno si potrà ballare, ma solo negli spazi all’aperto delle discoteche, come giardini e terrazze, e mantenendo una distanza dalle altre persone di almeno 2 metri. E poi accessi contingentati, niente ressa in pista e in sala, no alla consumazione dei drink al bancone, distanziamento sociale di un metro dalle altre persone quando non si balla e mascherina se non è possibile rispettare questo limite. Una serie di disposizioni che però sono state fortemente criticate dai gestori dei club.

Spostamenti in auto dal 3 giugno: in quanti si può viaggiare in macchina?

Quando si può tornare a giocare a calcetto: il 15 o il 25 giugno?

Nel dpcm per le riaperture del 15 giugno c’era in ballo anche il via libera agli sport di base e amatoriali, come il calcetto, ma secondo il nuovo decreto per tornare a giocare le partite sui campi bisognerà aspettare giovedì 25 giugno.

Il decreto del premier Conte sospende gli sport di contatto amatoriali fino al termine del mese, quando le Regioni dovranno fare il punto con il Ministero della Salute sulll’andamento dell’epidemia di coronavirus prima di stabilire il ritorno sui campetti. Se i contagi risulteranno sotto controllo si potrà tornare a giocare. Dal 12 giugno riprendono invece gli eventi dello sport agonistico, a porte chiuse e secondo i protocolli di sicurezza stabiliti dalle diverse Federazioni sportive.

Riapertura dei cinema (anche con i “vecchi” film) e gli spettacoli dal vivo

Dal 15 giugno si può andare a vedere un film o fare un’uscita per assistere a uno spettacolo o un concerto: lunedì riapre il mondo dell’intrattenimento, dai cinema ai teatri agli spettacoli live, cosa che farà piacere a molti, nonostante siano poche le attività che hanno deciso di ripartire viste le disposizioni anti-Covid. Pure in questo caso la Conferenza delle Regioni ha stabilito delle limitazioni, come ad esempio la distanza di sicurezza tra i posti a sedere (ad eccezione delle persone conviventi) e anche tra gli artisti sul palco. E poi il limite massimo di 200 spettatori al chiuso e di 1.000 all’aperto. Ok anche alle sale da concerto.

Riaprono i cinema, ma le produzioni sono ferme: sul grande schermo rivedremo quindi le pellicole in programmazione nei mesi scorsi e subito prima del lockdown, oltre a qualche nuova uscita già prevista e slittata all’estate. Inoltre nelle grandi città, come a Firenze, le arene estive si stanno attrezzando per una stagione di cinema all’aperto in tutta sicurezza.

Coronavirus: restano le mascherine, via all’app Immuni

Non passeremo l’estate senza le mascherine: dal 15 giugno resta l’obbligo di indossarle nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come ad esempio nei negozi, sui mezzi pubblici e ovunque non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 metro.

Da lunedì 15 giugno l’app Immuni per il tracciamento dei contatti funzionerà su tutto il territorio nazionale e non solo nelle 4 Regioni pilota (qui i dettagli su come scaricare l’applicazione sul proprio cellulare).

Cosa riapre dal 15 giugno e cosa si potrà fare: sale scommesse e bingo, fiere, terme

Quando riaprono i centri scommesse, le sale bingo e quelle delle slot machine dopo la chiusura forzata per l’emergenza coronavirus? Il dpcm firmato l’11 giugno prevede l’apertura di queste attività su tutto il territorio nazionale dal 15 giugno, a patto che le Regioni abbiano prima accertato l’andamento della curva epidemiologica.

Ripartono anche centri benessere, terme, centri culturali e centri sociali, mentre la situazione dei contagi da coronavirus non consente al momento la riapertura di fiere e congressi, sospesi fino al 14 luglio. Ok ai corsi di formazione professionale in aula e in presenza.

Sì al biliardo e alle bocce, ma non si può giocare a carte

Dal 15 giugno possono riaprire anche i circoli culturali e ricreativi, anche per queste realtà sono state stabilite delle regole. In particolare è prevista la sanificazione degli oggetti usati durante le diverse attività (dal biliardo alle bocce), ma è vietato giocare a carte al bar e nei circoli (qui i dettagli).

Centri estivi 2020, al via anche con quelli 0-3 (con il bonus)

Per quanto riguarda i bambini e i ragazzi, dal 15 giugno si può tirare un sospiro di sollievo: lunedì è la data fissata dal governo per la partenza dei centri estivi 2020 anche per quelli dedicati ai bambini tra gli 0 e i 3 anni, cosa molto attesa dai genitori. Le Regioni hanno già stabilito le linee guida per questi servizi, mentre nel decreto rilancio è previsto che il bonus baby sitter possa essere usato per i centri estivi, facendo richiesta all’Inps.

Dalla Francia alla Svizzera, la riapertura delle frontiere UE dal 15 giugno

Lasciando da parte il dpcm e passando alle disposizioni degli altri Stati, dal 15 giugno si può fare viaggi all’estero, con la riapertura di alcune frontiere dei Paesi dell’Unione Europea senza quarantena per il coronavirus: Francia e Svizzera da lunedì 15 giugno danno il via libera all’entrata degli italiani sul loro territorio, mentre la Grecia lo farà in modo graduale con diversi step fino alla fine del mese (qui il nostro approfondimento sui viaggi in UE).

Per quanto riguarda l’apertura delle frontiere extra-UE, per i viaggi in entrata, Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea, ha indicato la data del 1° luglio, ma con una lista parziale di nazioni a cui spalancare le porte e regole diverse a seconda degli Stati membri.

Il dpcm dell’11 giugno: le date delle riaperture e il pdf

Ecco in sintesi le date delle riaperture stabilite dal nuovo dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, va tenuto presente però che le singole Regioni possono decidere limiti o anticipi:

  • cinema, teatri, spettacoli, sale da concerto riaprono il 15 giugno 2020
  • centri scommesse, sale bingo e sale giochi (slot machine) apertura il 15 giugno 2020
  • centri estivi anche per 0-3 anni al via dal 15 giugno 2020
  • sport di contatto e calcetto, il nuovo dpcm stabilisce il via libera dal 25 giugno 2020
  • sport agonistici, partire a porte chiuse dal 12 giugno 2020
  • discoteche, sale da ballo e locali assimilati apertura rinviata al 14 luglio
  • fiere e congressi sospesi fino al 14 luglio

Sul sito del governo è disponibile il testo in pdf del nuovo dpcm sull’emergenza coronavirus.

Contributo fondo perduto: come presentare istanza all’Agenzia delle Entrate

Da un minimo di mille a un massimo di 50.000 euro: dal 15 giugno si può presentare all’Agenzia delle Entrate l’istanza per il contributo a fondo perduto destinato alle aziende e ai professionisti danneggiati dall’emergenza Covid. Una misura introdotta dall’articolo 25 del Decreto Rilancio. La stessa Agenzia ha chiarito con la circolare 15 E del 13 giugno 2020 i dettagli della misura introdotta dal decreto rilancio e anche come fare domanda.

Contributo a fondo perduto, quanto spetta: da 1000 euro in su

L’importo del ristoro a fondo perduto è calcolato in modo proporzionale alle perdite di fatturato registrate durante l’emergenza Covid. Si va da un bonus minimo di 1000 euro a un massimo di 50 mila euro. Il confronto deve essere fatto tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Per determinare quanto spetta per ogni istanza di contributo a fondo perduto, sono previste tre fasce, secondo quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate. Verrà indennizzato:

  • il 20% delle perdite registrate ad aprile 2020 a chi fattura fino a 400 mila euro.
  • il 15% delle perdite a chi ha fatturati fra 400 mila e 1 milione di euro.
  • il 10% per volumi d’affari fra 1 milione di euro e 5 milioni di euro.

Ci sono comunque due importi minimi al di sotto dei quali non si potrà scendere: 1000 euro per le persone fisiche (come i liberi professionisti) e 2000 euro per le persone giuridiche.

Contributo a fondo perduto: ammessi e esclusi, secondo l’Agenzia delle Entrate

Il testo del decreto lasciava però spazio a diversi dubbi su chi fossero gli ammessi e gli esclusi dal contributo a fondo perduto: professionisti, forfetari, aziende neo costituite. L’Agenzia delle entrate ha quindi chiarito i punti più controversi con la circolare 15 E del 13 giugno 2020 intitolata appunto “Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto”.

Prima questione: cosa succede alle nuove aziende, quelle imprese neo costituite che hanno aperto partita Iva dopo l’aprile 2019? Per loro è impossibile dimostrare il calo del fatturato, ma avrebbero comunque beneficio dal ristoro a fondo perduto.

La circolare 15 E del 13 giugno ha chiarito che il contributo a fondo perduto spetta anche a loro. “Possono beneficiare altresì del contributo minimo anche i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che in fase di start up non avevano ancora conseguito ricavi nel 2019”. In questo caso spetterà il contributo minimo.

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C’è però un’eccezione a quelle che si possono considerare imprese neo costituite. Sono quelle attività nate sì nel 2019, ma da “operazione di conferimento d’azienda o di cessioni di azienda“. In questo caso le aziende non possono essere considerate come neo costituite e dunque non rientrano automaticamente tra i beneficiari del ristoro a fondo perduto.

Fondo perduto: quanto spetta a professionisti e forfetari

La regola base stabilita dal Decreto rilancio è che il contributo a fondo perduto spetta a “i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva”.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 15 E del 13 giugno, chiarisce inoltre la situazione di casi di potenziali beneficiari del contributo a fondo perduto che presentavano delle ambiguità.

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Tra gli ammessi, le imprese esercenti attività agricola o commerciale, comprese quelle in forma di cooperativa.

Nonostante il Decreto Rilancio escluda esplicitamente dal fondo perduto tutti i soggetti che hanno beneficiato degli altri bonus, l’Agenzia delle Entrate specifica che rientrano nel contributo a fondo perduto anche le società tra professionisti. Anche quelle i cui soci abbiano ricevuto il bonus autonomi. Questo perché il reddito delle società tra professionisti si qualifica comunque come reddito d’impresa.

Si precisa poi che anche i lavoratori in regime forfetario sono ammessi tra i beneficiari del contributo a fondo perduto. Questo perché il Decreto non fa distinzione tra i regimi fiscali.

L’articolo 25 comma 2 del Decreto rilancio

A disciplinare chi sono gli ammessi e chi gli esclusi al contributo a fondo perduto per le imprese è l’articolo 25 comma 2 del Decreto Rilancio. Il quale recita:

Il contributo a fondo perduto di cui al comma 1 non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza di cui al comma 8, agli enti pubblici di cui all’articolo 74, ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, e 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, nonché ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.

Decreto rilancio, il testo in Gazzetta ufficiale (pdf)

Casse private e gli altri: ammessi ed esclusi dal fondo perduto

Gli esclusi dal contributo a fondo perduto sono pertanto:

  • tutti gli organi e le amministrazioni dello Stato
  • gli intermediari finanziari, le società di partecipazione finanziaria, le società di partecipazione non finanziaria e i soggetti assimilati
  • enti e persone fisiche che producono redditi non inclusi tra i quelli d’impresa o agrario. Ad esempio, chi svolge attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo conseguentemente redditi diversi.
  • I lavoratori che hanno diritto al Bonus autonomi, professionisti e co.co.co. o al bonus per i lavoratori dello spettacolo.
  • i lavoratori dipendenti
  • i professionisti iscritti alle casse previdenziali private degli ordini professionali

Dpcm sulle riaperture di giugno: il testo del decreto sulla “fase 3” (pdf)

Istanza per il contributo a fondo perduto: domanda online, sul sito dell’Agenzie delle entrate

La domanda per il contributo a fondo perduto può essere presentata online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, compilando il modello per via telematica. La procedura può essere completata dal pomeriggio del 15 giugno fino al 24 agosto 2020.

Per predisporre e trasmettere l’istanza si può usare un software e il canale telematico Entratel – Fisconline o una specifica procedura web, nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate dedicata a Fatture e Corrispettivi.

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Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali. L’esito delle due elaborazioni sarà comunicato con apposite ricevute restituite al soggetto che ha trasmesso l’istanza. L’Agenzia delle Entrate ha predisposto una guida operativa (in pdf).

Fondo perduto, la circolare 15 E del 13 giugno

Il testo completo in pdf della circolare 15 E del 13 giugno 2020 dell’Agenzia delle Entrate, “Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto”, è disponibile qui.

Perché non si può giocare a carte nei bar e circoli: le regole anti-Covid

L’allerta Covid mette in crisi anche la briscola e la scala quaranta tra amici: niente mazzi condivisi e partitelle nei bar o nei circoli culturali e ricreativi, al momento le regole anti-coronavirus parlano chiaro, non si può giocare a carte in tutti i luoghi di aggregazione (se non si è conviventi). Ma c’è già chi ha un asso nella manica e propone una serie di linee guida per tornare a ritrovarsi intorno a un tavolo, dai mazzi in quarantena al gel a profusione ogni volta che le carte vengono distribuite ai giocatori.

Si può giocare a bocce e biliardo, non a carte. Regole e linee guida

Secondo il vademecum stilato dalla Conferenza delle Regioni per la riapertura delle attività dopo il 15 giugno, nei circoli culturali, nei club ricreativi e nei centri anziani e di aggregazione sociale vanno privilegiate le attività a piccoli gruppi di persone, sempre rispettando almeno un metro di distanza dagli altri. Giochi da tavolo, biliardo e bocce sono consentiti ma è obbligatorio indossare la mascherina e igienizzarsi le mani prima di ogni nuovo turno, mentre tutti gli oggetti di gioco vanno disinfettati prima e dopo ciascun turno di utilizzo.

Non si può invece giocare a carte al bar e nei circoli, perché le linee guida anti-Covid della Conferenza delle regioni  “squalificano” i mazzi da briscola e da poker, specificando che

È vietato l’utilizzo di strumenti di gioco per i quali non è possibile una disinfezione ad ogni turno (es. carte da gioco).

Il problema è tutto qui: non si possono usare i mazzi di carte intorno a un tavolo da gioco perché non possono essere igienizzati e quindi possono essere veicolo di trasmissione del coronavirus, visto che sono toccati da tutti i partecipanti. Qui il documento in pdf con tutte le linee guida delle Regioni.

Quando si potrà tornare a giocare a carte in bar e circoli? La proposta

C’è chi non si è dato per vinto. Un’idea arriva dal Piemonte. Le Acli provinciali di Cuneo  hanno raccolto in 4 pagine una serie di idee per tornare a giocare a carte sui tavoli di bar e circoli, stabilendo cosa si può fare e cosa no per l’allerta coronavirus. Non solo mascherina e gel, ma anche tovaglie usa e getta per il tavolo da gioco da buttare via a ogni turno, mazzi in “quarantena” per 72 ore, igienizzazione delle mani dopo ogni distribuzione delle carte, sanificazione di tavoli e sedie a ogni turno. Vietato poi toccarsi naso, bocca e occhi (e questo renderà più difficile lanciare segnali in codice ai compagni di squadra).

Insomma, la partita è ancora aperta: al momento rimane il divieto di giocare a carte, ma presto il mazzo potrebbe riservare qualche sorpresa.

Cinema e fase 3: a Firenze riapertura per Uci e Portico

I cinema al tempo del Covid: da lunedì 15 giugno è stata decisa la riapertura delle sale in tutta Italia e anche a Firenze comincia una timida ripresa delle proiezioni con i primi film in programmazione. E se le arene estive, a partire dall’Arena di Marte, sono già quasi tutte attrezzate, per il grande schermo al chiuso c’è un po’ di reticenza in più.

La riapertura dei cinema a Firenze e le regole anti-Covid

Due le sale che per ora hanno già annunciato – e pianificato – la loro riapertura: il Cinema Portico a Campo di Marte (via Capo di Mondo 66) e l’Uci Luxe di Campi Bisenzio (accanto ai Gigli), mentre l’Uci di via del Cavallaccio, alla periferia di Firenze, resta al momento chiuso.

Entrambi ripartono garantendo agli spettatori il rispetto dei protocolli anti-Covid, ovvero:

  • distanziamento sociale
  • limitazioni nel numero di posti disponibili per ogni spettacolo
  • garanzia di avere delle poltrone vuote tra gli spettatori
  • potenziamento delle procedure di pulizia con interventi più regolari

Inoltre il percorso all’interno del cinema avviene senza alcun tipo di contatto diretto.

Uci Campi Bisenzio (Firenze), la programmazione

Tra i titoli che verranno proposti al pubblico dell’Uci di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, ci sono tutti i film della stagione, in programma dal tardo pomeriggio alla serata: Sonic, Playmobil: The Movie, Pinocchio, Tappo – Cucciolo in un Mare di Guai, Maleficent – Signora del Male, Doctor Strange, Joker, 1917, Tolo Tolo, The Grudge, Dark Water, Richard Jewell, I Miserabili, Odio l’Estate, Fantasy Island, Parasite, Cena con Delitto, Bad Boys for Life, Jumanji: The Next Level e Birds of Play.

Cinema Portico a Firenze: 2 sale aperte

Al Cinema Portico invece, si riparte con due titoli, in programma tra il 15 e il 17 giugno  I Miserabili di Lady Lay (orario proiezione 17.30 e 21.00)e Favolacce di Fabio d’Innocenzo (ore 17.45 e 21.15)

Dall’Alfieri allo Spazio Uno fino al Fiorella: quando riaprono gli altri cinema?

Lo Spazio Uno dovrebbe riaprire a fine agosto mentre lo Spazio Alfieri a settembre (ma nel frattempo offrirà un programma all’aperto nel chiostro di Santa Maria Novella). Ancora nessuna certezza sulle tempistiche di riapertura di altre sale molto amate come il Cinema Odeon (che continua con una programmazione in streaming dei film che sarebbero stati proiettati nella sala di piazza Strozzi), il Cinema Fiorella, lo Stensen (che però cura la programmazione dell’arena estiva alla Manifattura Tabacchi e al Teatro Romano di Fiesole), il Flora e The Space di Novoli.