lunedì, 6 Aprile 2026
Home Blog Pagina 102

Ztl, Firenze pensa a nuovi orari e regole (con controlli in uscita)

Una revisione della ztl di Firenze, per rafforzare la zona a traffico limitato, allungare gli orari dei divieti e rivedere le regole per l’accesso al centro storico, anche per lo scarico e il carico merci e con possibili controlli in uscita. Parte da questi punti il percorso che nei prossimi mesi impegnerà la giunta a riformare la disciplina delle porte telematiche, anche tenendo conto delle richieste dei residenti, delle associazioni di categoria, dei commercianti e del Quartiere 1. Il Consiglio Comunale nella seduta di ieri (7 ottobre) ha dato il via libera alla mozione presentata da Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), che in Commissione Ambiente aveva trovato d’accordo – sebbene con posizioni diverse – Pd, Alleanza Verdi Sinistra, Firenze Democratica, Italia Viva e Movimento 5 Stelle. Contrario invece il centrodestra.

I problemi della zona a traffico limitato

Tutto parte da una constatazione. Il sistema non funziona come dovrebbe, visto che in alcuni momenti della giornata anche le strette strade del centro sono ingolfate di veicoli e c’è anche chi entra nell’area “off limits” prima dell’accensione delle porte telematiche per poi lasciare parcheggiato il veicolo a lungo oppure non rispettando le tempistiche dello scarico merci.

Sul piatto al momento ci sono solo ipotesi. La mozione infatti è solo un primo passo verso una modifica delle regole e degli orari, dopo il confronto con cittadini, negozianti e Consiglio di Quartiere 1: Palagi ha rilanciato la proposta di una ztl 24 su 24, 7 giorni su 7, idea che però non trova una sponda nella maggioranza e che è stata stralciata dal testo originario proprio per far convergere i voti di forze politiche diverse. Altri fronti sono quelli della stretta sui permessi, in particolare sui caddy turistici, e l’estensione della ztl notturna estiva, che alcuni vorrebbero tutto l’anno affiancata da offerte serali nelle strutture di Firenze Parcheggi.

Il confronto sui nuovi orari e le nuove regole della ztl di Firenze

Le nuove norme sono quindi tutte la scrivere. I paletti sono stati fissati dal Consiglio comunale con l’approvazione della mozione. Gli obiettivi del rafforzamento della ztl, si legge nell’atto, sono “ridurre il traffico veicolare ed eliminare il fenomeno del parcheggio non consentito e tutelare il diritto alla sosta per le persone residenti in Ztl”. E poi una maggiore fruibilità del centro storico per chi vie la città e una migliore gestione dello scarico e carico merci  anche “in un’ottica di sostenibilità e riducendo l’impatto per la cittadinanza”. Al momento non si parla della mappa della ztl di Firenze, ma anche questo sarà un terreno di confronto.

Intanto l’assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini, in Consiglio Comunale, ha detto che “è intenzione dell’amministrazione procedere con una riorganizzazione della disciplina di carico e scarico merci all’interno della Ztl ‘centro storico’, oltre a procedere con controlli sempre maggiori”. In particolare, il Comune vuole ridefinire il sistema delle piazzole dedicate al carico/scarico con numero adeguato e l’impiego di strumenti tecnologici, ma anche verificherà la fattibilità di un sistema di controllo tramite porte telematiche anche in uscita dalla ztl del centro storico di Firenze, per garantire il rispetto degli orari di accesso fissati nei disciplinari anche per la consegna delle merci (fino alle ore 9).

Carta Docente 2024/2025: quando sarà attiva? Taglio per il bonus?

0

Dopo un’attesa più lunga del previsto, il Ministero dell’Istruzione e del merito ha annunciato quando sarà attiva la Carta del Docente 2024/2025 e sarà così possibile generare nuovi buoni acquisto. Con questo “bonus docenti” fino all’agosto 2025 si potranno comprare, nei negozi e sui siti convenzionati,  anche libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema.

Da quando sarà attiva la Carta del Docente 2024/2025

Con una nota dell’8 ottobre 2024, il Ministero dell’Istruzione e del merito ha comunicato che la piattaforma web della Carta del Docente sarà attiva dalle ore 14 di lunedì 14 ottobre, quando sarà possibile accedere nuovamente ai borsellini elettronici e alla generazione dei voucher per l’anno scolastico 2024/2025. L’accesso al sito www.cartadeldocente.istruzione.it avviene con le credenziali SPI o CIE.

Come in passato, ci sarà tempo fino al 31 agosto 2025 del prossimo anno per spendere il bonus docenti per l’aggiornamento professionale nelle attività convenzionate. Ad esempio per acquistare libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriversi a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso il Ministero dell’Istruzione.

In vista tagli: addio al bonus docenti da 500 euro?

La nota non specificava però la cifra della Carta del Docente per l’anno scolastico 2024/2025: nelle settimane scorse il sindacato FLC CGIL ha denunciato il rischio di un taglio del bonus da 500 a 425 euro. Dopo l’incontro con i sindacati sul tema del precariato, sempre l’8 ottobre, il ministro Giuseppe Valditara ha confermato che per quest’anno la cifra sarà sempre ferma a 500 euro.

Intanto la FLC CGIL e le altre sigle hanno avanzato la richiesta al Ministero di riconoscere durante l’anno scolastico 2024/2025 i benefici della Carta anche ai docenti precari, in base a quanto sancito da varie sentenze dei tribunali a seguito di diversi ricorsi. Una possibilità che però non è al momento prevista: “L’iniziativa è riservata ai soli docenti di ruolo” si legge sul sito ufficiale del progetto.

Carta Dedicata a Te smarrita: cosa fare e come recuperare il PIN

0

Al via il “bonus spesa” per le famiglie in difficoltà economica con il ritorno della card prepagata che permette di comprare beni di prima necessità. In più quest’anno è possibile utilizzarla anche per fare rifornimento o per acquistare abbonamenti ai trasporti pubblici. Ma cosa fare se si è smarrita la Carta Dedicata a Te e come recuperare il PIN se si è dimenticato?

Come fare se si è smarrita la Carta Dedicata a Te?

A chi ha già goduto in passato di questo sostegno economico, i 500 euro di bonus spesa vengono accreditati sulla vecchia card. E allora come fare se si è smarrita la Carta Dedicata a Te? In questa situazione, come anche in caso di furto, prima di tutto va bloccata chiamando il numero verde 800.210.170 (+39.06.4526.3322 se ci si trova all’estero). In questo modo si impedisce che altri spendano il credito residuo della Carta Dedicata a Te, soprattutto se sono riusciti a recuperare il PIN perché il codice è stato conservato insieme alla card. Poi è necessario presentare denuncia alle autorità competenti.

A questo punto il titolare potrà andare in un qualsiasi ufficio postale per richiederne una nuova compilando un modulo. La nuova Carta Dedicata a Te, al posto di quella smarrita, sarà consegnata solo dopo che Postepay avrà verificato l’effettiva presentazione della denuncia: a quel punto, esibendo un documento di identità, sarà possibile ritirarla e sulla carta sostitutiva sarà trasferito il saldo disponibile. Se invece la carta fosse smagnetizzata o malfunzionante, è possibile chiedere la sostituzione in qualsiasi momento presso uno sportello.

Come recuperare il PIN della Carta Dedicata a Te se si è smarrito il codice

Nel caso che il PIN della Carta Dedicata a Te sia stato dimenticato, oppure sia stato smarrito il documento dov’è riportato il codice personale segreto, la procedura è più semplice. Basta rivolgersi agli sportelli di un qualsiasi ufficio di Poste Italiane e chiedere un duplicato. Restano poi validi i classici consigli: non scrivere il PIN sulla Carta Dedicata a Te e non conservarlo insieme alla stessa card, perché in caso sia smarrita o rubata potrebbe essere usata da altre persone.

Gli altri approfondimenti

Iniziano i lavori per proteggere Firenze da una grande piena dell’Arno

Al via i primi lavori per mettere al riparo Firenze da una grande piena dell’Arno, come quella dell’alluvione del 1966, secondo quanto previsto nel progetto della Regione Toscana per migliorare la sicurezza idraulica lungo il corso urbano del fiume. Si parte da lungarno Diaz, che da giovedì 10 ottobre e fino all’inizio di gennaio sarà chiuso al traffico tra Ponte alle Grazie a piazza Mentana.

Il progetto della Regione

Nel complesso il piano della Regione, finanziato con oltre 14,7 milioni di euro del Pnrr, interesserà da qui al 2025 cinque chilometri di sponde, da ponte Santa Trinita fino a Nave a Rovezzano. I lavori comporteranno il rifacimento delle strutture di contenimento dell’Arno, in modo da riuscire a sostenere l’impatto di portate di piena con tempo di ritorno di 200 anni, eventi della dimensione della grande alluvione.

Nei tratti di Lungarno Diaz, Lungarno delle Grazie e Lungarno Acciaiuoli è previsto il consolidamento dei muraglioni d’argine, oltre alla demolizione e il rifacimento delle spallette. Sugli ultimi due lungarni saranno saranno anche creati gli alloggiamenti per poi installare, in caso di piena dell’Arno, barriere temporanee mobili alte 2 metri circa. Si tratta dei cosiddetti “panconi”, da montare nel giro di 8 ore sulle spallette in caso di bisogno. Da Rovezzano all’Anconella saranno poi risistemati gli argini in terra, mentre  tra l’Hotel Ville sull’Arno e il Torrente Affrico saranno realizzate barriere fisse in acciaio corten di altezza massima di un metro.

Lavori per proteggere Firenze da una grande piena dell’Arno

“Si tratta di un intervento strutturalmente importante per la mitigazione del rischio idraulico nell’abitato di Firenze, ma con lavori non impattanti” ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani durante la presentazione del piano. Misure che si aggiungono agli “altri interventi fatti a monte dell’Arno, come la Cassa d’espansione Pizziconi, quasi pronta e con una capacità di 3,1 mln di mc, il complesso di laminazione di Figline e l’innalzamento della diga di Levane“, ha spiegato il governatore. Qui il pdf con il dettaglio degli interventi.

Loggia Isozaki: si fa o no? Gli architetti scrivono al ministro Giuli

Ancora nessuna risposta sulla Loggia Isozaki, il progetto per la nuova uscita degli Uffizi. Dopo la lettera inviata nel novembre scorso a San Giuliano, l’Ordine degli Architetti di Firenze ha mandato una nuova missiva all’attuale ministro della Cultura Alessandro Giuli per chiedere lumi sull’opera ferma al palo ormai da decenni e sulla decisione di accantonarla. Il testo, firmato dal presidente Luca Scollo, è indirizzato per conoscenza anche alla sindaca di Firenze Sara Funaro e al direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde.

La prima lettera

La lettera del novembre 2023, sottoscritta da 96 Ordini provinciali degli architetti, dalla Fondazione Architetti Firenze e dalla Fondazione Michelucci, riguardava la decisione di non procedere alla realizzazione della Loggia progettata dall’architetto Arata Isozaki, vincitore del concorso internazionale bandito nel 1998 per la nuova uscita degli Uffizi. Venivano “sollevati interrogativi di assoluta rilevanza, sia in merito alla procedura adottata che alle ragioni di una scelta che appare, sotto molti aspetti, poco chiara. Ulteriori questioni vertevano sui costi già sostenuti per il progetto e sulla trasparenza delle future decisioni legate al destino dell’opera”.

Ordine degli Architetti: ancora nessuna risposta sulla Loggia Isozaki

Non avendo ricevuto riscontri in merito – scrive al ministro Giuli il presidente Scollo a nome di tutto il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze – ci permettiamo di rinnovare la nostra richiesta di chiarimenti, confidando che la sua attenzione possa contribuire a fornire le delucidazioni necessarie per dissipare i numerosi dubbi sollevati, non solo dalla comunità degli architetti, ma anche dagli operatori culturali e dai cittadini, interessati al buon governo dei beni culturali del Paese. Siamo certi che, attraverso un Suo cortese riscontro, sarà possibile fare chiarezza su una vicenda che ha sollevato un grande interesse pubblico e che riveste particolare importanza per l’immagine dell’Italia nel panorama culturale internazionale”.

“Restiamo a disposizione – conclude Scollo – per collaborare attivamente, affinché la progettazione della nuova uscita degli Uffizi possa avvenire nel rispetto delle migliori pratiche architettoniche e dei principi di trasparenza amministrativa”.

Accensione del riscaldamento a Firenze: le date 2024

L’accensione del riscaldamento a Firenze, nell’autunno 2024, si avvicina: salvo un’ordinanza in extremis, bisognerà aspettare ancora qualche settimana prima di attivare i termosifoni, nei condomini con caldaie centralizzate come nelle case con impianto autonomo o dotate di stufe e camini. È la normativa nazionale a fissare questo calendario, in base alla zona climatica in cui si trovano le diverse città. Vengono fissati anche gli orari, i limiti di temperatura per gli ambienti e il periodo massimo in cui il riscaldamento può restare acceso durante la giornata.

Le date 2024 per l’accensione e lo spegnimento del riscaldamento a Firenze

La nostra città ricade per gran parte nella zona climatica D, più o meno a “metà classifica” tra le aree d’Italia più fredde (zona F) e quelle invece più temperate (zona A). Solo una manciata di località del territorio comunale, a un’altezza superiore ai 200 metri sul livello del mare, si trova in zona E. Zona climatica D pure per la piana fiorentina, da Scandicci a Campi Bisenzio, da Sesto Fiorentino a Lastra a Signa. Alcuni comuni del Mugello invece si trovano in fascia E (Barberino, Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero a Sieve, Londa), come anche Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano, Tavarnelle.

Quindi quando si possono accendere i termosifoni a Firenze? Salvo situazioni meteo particolarmente rigide, gli impianti di riscaldamento centralizzati dei condomini e quelli autonomi delle abitazione potranno essere attivati dal 1° novembre 2024 (dal 15 ottobre per la zona E). Una data fissa che è stata spostata solo in occasione della crisi energetica del 2022. Secondo le norme nazionali, lo spegnimento degli impianti a Firenze, e nelle altre città della zona D ed E, è prevista il 15 aprile 2025. In caso di condizioni climatiche particolari però può essere prevista una proroga (o una fine in anticipo, se le temperature sono più miti).

Gli orari di accensione dei termosifoni a Firenze

L’impianto di riscaldamento può essere acceso nel territorio comunale di Firenze dal 1° novembre 2024 al 15 aprile 2024 per un massimo di 12 ore al giorno, comprese nell’orario che va dalle 5 del mattino alle 23. Fuori da questa finestra deve essere necessariamente spento.

Per le poche località di Firenze che si trovano sopra i 200 metri il limite giornaliero sale a 14 ore. Per quanto riguarda la temperatura interna degli ambienti i limiti sono fissati a 20 gradi per le abitazioni (con 2 gradi di tolleranza in più) e a 18 gradi per le attività industriali e artigianali. Ovviamente sono previste deroghe per utenze particolari, come ospedali, Rsa, scuole, asili, piscine, saune e le attività artigianali e industriali che richiedono temperature più alte per motivi tecnici o di produzione.

L’ordinanza di accensione dei termosifoni

In caso di condizioni climatiche particolarmente rigide, i sindaci possono firmare ordinanze per anticipare o per prorogare il periodo di accensione dei termosifoni, come successo l’anno scorso ad aprile in Toscana. In questi casi la durata massima dell’accensione degli impianti di riscaldamento non può superare la metà delle ore previste di norma, quindi a Firenze in caso di anticipi o proroghe non si può andare sopra le 6 ore giornaliere.

Il Comune, sul suo sito, specifica che regole e date riguardano non solo gli impianti termici a gas, ma anche stufe a legna o pellet, caminetti o termocamini. In Toscana, non è più obbligatorio l’accatastamento dei camini: la registrazione a questo “censimento” è volontaria ed è necessaria solo se si vorranno richiedere i i contributi regionali per riqualificare vecchi generatori alimentati a biomassa.

Ztl Firenze: mappa delle telecamere, orari e regole

La mappa della ztl di Firenze (zona a traffico limitato) può contare su oltre 30 telecamere che sorvegliano l’accesso a tutto il centro storico: le porte telematiche sono attive in orari specifici e, senza un permesso, se non si hanno ben chiari i divieti, si rischia una multa. Nella maggior parte dei settori gli occhi elettronici che rilevano automaticamente le targhe dei veicoli sono accese tutto l’anno (salvo la domenica e i festivi), mentre in altre aree durante la bella stagione scatta la ztl estiva notturna. Ecco la nostra guida:

La mappa della Ztl di Firenze e delle telecamere

La mappa della Ztl di Firenze è suddivisa in 5 sotto-zone, chiamate settori, che coprono tutto il centro storico della città e l’Oltrarno con orari diversi, eccole in dettaglio:

  • Settore A
    copre il cuoredel centro storico, da Santa Maria Novella a piazza dell’Unità, da San Lorenzo alla zona del Duomo fino a via dei Benci;
  • Settore B
    è tutta quella zona compresa dentro i viali di circonvallazione fiorentini (esclusa la parte più centrale di Firenze, che com’è detto fa parte del settore A), con qualche piccola eccezione per le piazze lungo il perimetro del settore;
  • Settore O
    La “O” sta per “Oltrarno” e interessa tutta questa zona di Firenze da San Frediano a piazza Tasso e Porta Romana, comprendendo al suo interno anche le aree di piazza del Carmine, piazza Santo Spirito, Palazzo Pitti;
  • Settore F
    riguarda in particolare la zona di San Niccolò e le strade dell’area tra piazzale Michelangelo e viale Galileo;
  • Settore G
    si tratta del settore più piccolo nella mappa della ztl di Firenze e interessa il tratto di lungarno della Zecca Vecchia che va da piazza Piave a piazza Cavalleggeri, davanti alla Biblioteca nazionale.

Cliccando sull’immagine qui sotto è possibile scaricare in pdf la mappa dettagliata della Ztl e delle telecamere presenti a Firenze.

Mappa Ztl Firenze zona traffico limitato porte telematiche

Gli orari della Ztl di Firenze (anche per l’accesso sabato, domenica e festivi)

Gli orari di funzionamento dei settori della Ztl di Firenze cambiano a seconda della zona riportata sulla mappa:

  • Settori A, B e O
    La ztl è attiva dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 20.00; sabato dalle 7.30 alle 16.00 (orari estesi in notturna per la Ztl estiva, vedi più avanti)
  • Settori F e G
    Dal primo giovedì di aprile alla prima domenica di ottobre in questi due settori scatta la ztl estiva notturna. Negli altri momenti dell’anno l’accesso dei veicoli non è regolamentato.

Ma quali sono gli orari della ztl di Firenze la domenica e nei festivi? Nei giorni rossi del calendario, la ztl di Firenze non è attiva (ma ovviamente restano in vigore le limitazioni per le aree pedonali), mentre il sabato le telecamere sono accese secondo gli orari riportati sopra.

La ztl estiva notturna: gli orari da aprile a ottobre

Un caso particolare è quello della Ztl estiva notturna che dal 2019 è attiva per tutti i settori (A, B, O, F e G) dal primo giovedì di aprile alla prima domenica di ottobre (per il 2024 da giovedì 4 aprile a domenica 6 ottobre), ecco con quali orari:

  • giovedì dalle ore 23 alle 3 del giorno successivo;
  • venerdì dalle ore 23 alle 3 del giorno successivo;
  • sabato dalle ore 23 alle 3 della domenica.

Dunque il giovedì e venerdì, per chi vuole accedere al centro di Firenze all’ora di cena, resta la finestra dalle 20 alle 23 in cui la ztl non è attiva, che si amplia il sabato dalle 16 alle 23.

Chi può entrare e chi no. Il parcheggio in centro

La mappa della Ztl di Firenze comprende oltre 30 porte telematiche con tecnologia “Telepass” dotate di telecamere che sorvegliano gli accessi e possono elevare multe: sono dotate di un pannello luminoso che informa gli automobilisti durante gli orari di funzionamento dei varchi elettronici (scritta rossa “Ztl attiva” o verde “Ztl non attiva”). I varchi che sorvegliano le corsie riservate a bus e mezzi di soccorso sono sempre accesi, 24 ore su 24.

Quando la ztl non è attiva, si può entrare nel centro storico di Firenze, ma attenzione a parcheggiare l’auto: i posti per residenti (che possono essere indicati con le strisce bianche o gialle) restano riservati a chi vive nella zona. La ztl di Firenze riguarda le auto, mentre le bicilette e i motorini possono entrare in tutti i settori (ma non passare nelle corsie preferenziali). Le auto elettriche (non quelle ibride) immatricolate per il trasporto delle persone possono accedere alla ztl di Firenze solo se inserite nella cosiddetta “lista bianca“, facendo richiesta online sulla piattaforma di SAS Servizi alla Strada.

Evitare la multa: il permesso per la ztl di Firenze

Ci sono poi dei permessi, rilasciati sempre da SAS Servizi alla Strada, per accedere alla Ztl di Firenze pagando una tariffa e in alcuni casi possono fare richiesta anche i non residenti. Ecco chi può fare domanda di permesso:

  • residenti in uno dei settori della ztl (con contrassegno);
  • Chi accompagna bambini o minori a scuola, asilo e materne, se l’istituto si trova in un settore della ztl;
  • Chi presta assistenza domiciliare nella ztl (per esempio a persone non autosufficienti);
  • Chi ha un’attività commerciale o artigianale con sede all’interno della ztl di Firenze;
  • Società di trasporto e consegna merce (con limiti orari);
  • Imprese di costruzione e impegnate in cantieri;
  • Artigiani e riparazione d’urgenza;
  • Agenti e rappresentati di commercio;
  • Lavoratori in orario notturno (dalle ore 20 alle 7.30);
  • Società di vigilanza privata;
  • Medici e personale sanitario;
  • Clienti di parcheggi; di alberghi, pensioni, B&B e strutture ricettive autorizzate; di autofficine, elettrauto, carrozzieri e gommisti che si trovano nella ztl di Firenze (inserimento in lista bianca da parte dell’attività commerciale o ricettiva);
  • Invalidi;
  • Chi è diretto a ospedali o strutture sanitarie in ztl;
  • Donne in gravidanza e famiglie con bambini fino a 2 anni.

Inoltre vengono rilasciati permessi giornalieri per la ztl, sempre con il pagamento di una tariffa: un permesso è per il solo transito nella zona a traffico limitato, l’altro anche per parcheggiare. Tutti i dettagli sono specificati nel disciplinare della Ztl disponibile sul sito del Comune di Firenze.

La ztl delle Cascine e la revisione delle regole

In passato si è parlato di un allargamento della mappa della zona a traffico limitato di Firenze, tramite le telecamere della ztl delle Cascine, con orari differenziati per le due direttici che attraversano il principale parco cittadino. Sono 4 le porte telematiche installate in viale dell’Aeronautica e in viale degli Olmi. Il progetto del Comune era quello di creare una ztl attiva 24 ore su 24 in viale dell’Aeronautica e un altro settore in viale degli Olmi attivo soltanto durante la notte. Un’idea che per il momento è rimasta nel cassetto: le porte telematiche al momento sono spente. Le regole però sono in via di revisione: una mozione passata in Consiglio Comunale il 7 ottobre 2024 impegna il Comune a un rafforzamento della ztl, rivedendo orari e norme.

Blocco del traffico: chi non può circolare a Firenze

Alle regole della ztl di Firenze si affiancano poi le ordinanze anti-smog del Comune che impongono il blocco dei veicoli più inquinanti in determinati orari e in specifiche aree, ecco i divieti in sintesi:

  • Centro abitato – blocco 24 ore su 24 per Euro 0 a benzina e diesel; auto diesel Euro 1
  • ZTL – non possono accedere Euro 0, diesel Euro 1 ed Euro 2; dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 non possono entrare i diesel Euro 3 e 4
  • Viali di circonvallazione (da piazza Beccaria a piazza della Liberà e via limitrofe) – blocco diesel euro 3,4 e 5 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30
Divieto traffico firenze blocco euro 4 3 5
Un posto di blocco della polizia municipale su Lungarno Cellini

L’evoluzione: lo scudo verde

Accanto alla ztl, sta per accendersi lo scudo verde di Firenze, ossia una mappa più ampia a basse emissioni, sorvegliata da un’ottantina di telecamere per impedire l’accesso al centro abitato dei mezzi più inquinanti. Al momento gli occhi elettronici sono usati solo per il monitoraggio dei flussi di traffico e delle tipologie di vetture che accedono alle zone urbane. L’introduzione di un eventuale pedaggio, ha fatto sapere il Comune di Firenze, potrà essere valutato solo dopo il 2026, quando il sistema tramviario fiorentino sarà concluso.

Allerta meteo arancione in Toscana e gialla a Firenze (8 ottobre)

Nuova allerta meteo in Toscana domani, martedì 8 ottobre 2024, per l’arrivo di piogge e temporali e per il conseguente rischio idraulico e idrogeologico: il codice sarà arancione per buona parte della regione, giallo invece a Firenze e in poche altre zone. Una nuova perturbazione è in arrivo da ovest e porterà rovesci anche intensi in particolare sulla costa.

Allerta meteo arancione in Toscana: le previsioni per martedì 8 ottobre

La Sala operativa della Protezione civile regione ha emesso per l’8 ottobre un’allerta meteo di codice arancione per buona parte della Toscana (tutta la costa, le isole, la parte Nord occidentale e orientale, la provincia di Grosseto e parte di quella di Siena e Arezzo), in giallo resteranno solo il territorio comunale di Firenze e le aree del Valdarno fiorentino e superiore, la Valtiberina, la Valdelsa-Valdera, la Valdichiana e l’alto bacino dell’Ombrone grossetano.

Ci sono diverse allerte arancio: in Lunigiana dalle 12 alle 24 per il reticolo principale; in tutta la Toscana, escluse le zone centrali interne, dalle 8 alle 24 per il rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore; nella zona nord orientale sempre dalle 8 alle 24 per temporali forti.

In particolare il bollettino meteo del Lamma prevede per martedì mattina precipitazioni sparse, che localmente potranno essere intense, concentrate sui settori di nord-ovest, dove sono attesi anche picchi massimi di 150 millimetri, e nel corso del pomeriggio si estenderanno al resto della Toscana. Nelle zone occidentali l’intensità massima potrà arrivare ai 70 millimetri in un’ora. Un miglioramento è previsto tra la serata e la nottata. Le temperature saranno stazionarie. La mappa delle diverse zone si trova sul sito www.regione.toscana.it/allertameteo.

L’allerta meteo a Firenze

Nella Città metropolitana di Firenze, martedì 8 ottobre l’allerta meteo per il rischio idrogeologico sarà a macchia di leopardo: arancione per i territori del Valdarno Inferiore, Ombrone-Bisenzio, Mugello e Alto Mugello, gialla altrove. La perturbazione porterà sul territorio della Metrocittà precipitazioni diffuse in particolare nella seconda parte della giornata. “La pioggia prevista per la giornata di domani e l’elevata saturazione del suolo dovuta alle precipitazioni dell’ultimo periodo potranno favorire l‘innesco di frane e il rapido innalzamento del reticolo idraulico minore – avverte la protezione civile della Sala di Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze – Si raccomanda massima attenzione, in particolare durante gli eventi più intensi”. Qui spieghiamo cosa fare in caso di allerta meteo arancione.

Nel territorio comunale di Firenze, Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa sarà allerta meteo gialla dalle ore 8 alle 24 di martedì. Viene segnalata la possibilità di forti temporali e il conseguente rischio idrogeologico/idraulico nel cosiddetto ‘reticolo minore’ che a Firenze comprende i corsi d’acqua secondari (in particolare Ema, Mugnone e Terzolle).

Storia di Santa Reparata e dell’antica chiesa sotto il Duomo di Firenze

Sotto il Duomo di Firenze si nasconde una storia particolare, legata ai resti dell’antica chiesa di Santa Reparata. Qui tutti possono accedere tramite una scala situata all’interno dell’odierna Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Per i lettori e visitatori più “amanti dell’avventura” cercheremo di raccontare l’origine di questo luogo, con curiosità e misteri che attorno vi alleggiano. Parleremo poi di quando e come si festeggia in città la figura di Santa Reparata, compatrona di San Giovanni Battista, celebrato ogni anno il 24 giugno. Questo breve articolo sarà utile a far arrivare preparato, chiunque vorrà, nel visitare questa antica basilica fiorentina.

Santa Reparata, compatrona di San Giovanni Battista: quando si festeggia a Firenze e come?

Chi era Santa Reparata? Da questo semplice quesito iniziamo il nostro viaggio. La giovane ragazza, di nobile stirpe, compare per la prima volta nel Martirologio di Beda il Venerabile come martire sotto l’imperatore Decio. Rifiutatasi di fare un sacrificio in favore degli dèi, Reparata venne torturata e uccisa attorno al 250 d.C. Perché allora divenne patrona di Firenze insieme a San Giovanni Battista? Si racconta che il suo culto sia legato ad un avvenimento fondamentale per la storia della città. Il 23 agosto del 406 d.C., grazie alla mediazione miracolosa di Reparata, furono sconfitti i barbari ostrogoti di Radagaiso che minacciavano e Firenze.

La tradizione vuole che la chiesa sia stata fatta costruire in seguito a questa vittoria e intitolata alla santa dal vescovo Zanobi, che invitò la popolazione a invocarla durante l’assedio della città. Nonostante la battaglia fu vinta il 23 agosto, a Firenze fu deciso di festeggiare Santa Reparata ogni 8 ottobre, giorno dedicato al suo martirio. Celebrazioni che si tengono tutt’oggi con una cerimonia in Duomo e la sfilata del Corteo Storico della Repubblica fiorentina.

Il segreto, ora svelato, nei sotterranei del Duomo

C’è una curiosità che si cela nei sotterranei del Duomo di Firenze: un percorso di visita aperto a tutti per vedere i resti archeologici dell’antica chiesa di Santa Reparata, “l’antico Duomo” della città. Gli scavi furono riportati alla luce in occasione di una grande campagna di scavi condotta tra il 1965 e il 1973. Entrando nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, fra il primo e il secondo pilastro del lato destro della navata centrale, vi è infatti una scala che conduce all’antica basilica. Cittadini e turisti possono così diventare degli “Indiana Jones” facendo esperienza di un viaggio indietro nel tempo, attraverso le fasi costruttive di uno dei primi templi cristiani della storia di Firenze, intitolato a Santa Reparata.

Cripta chiesa Santa Reparata
I resti della chiesa di Santa Reparata

La storia dell’antica chiesa di Santa Reparata a Firenze

L’antica basilica di Santa Reparata a Firenze rimase in piedi, celebrando al suo interno il rito della Messa, per più di otto secoli: dalla fondazione, avvenuta agli inizi del V secolo, fino alla sua demolizione nel 1379. In questo anno fu completato il corpo basilicale della nuova Santa Maria del Fiore, di dimensioni assai maggiori e che la contenne fino a quel momento come in un gioco di matriosche.

Il sito archeologico presenta i resti dell’edificio paleocristiano, tra le più grandi chiese della ‘Tuscia’ altomedievale, denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco, affermatosi a partire dalla Tarda antichità e per tutto l’Alto Medioevo. Lunga 50 metri per 25 di larghezza, a pianta basilicale e a tre navate, è ornata da un pavimento a mosaico decorato con motivi geometrici, nodi salomonici (un quadrato anseato sugli angoli) e dalla figura di un grande pavone, simbolo di eternità e resurrezione, affiancato da una targa con i nomi dei benefattori che finanziarono l’impresa.

Il ritrovamento della tomba di Filippo Brunelleschi

Dagli scavi condotti tra il 1965 e il 1973 sono emersi manufatti e sepolcri di alto pregio. Tra questi la tomba di Filippo Brunelleschi, autore della cupola del Duomo e padre del Rinascimento, morto a Firenze il 15 aprile 1446. Come pellegrini, ogni anno turisti da tutto il mondo vengono a vedere questa lapide in pietra serena con l’iscrizione citata dal Manetti nella sua biografia dell’amico architetto: “Corpo dell’uomo di grande ingegno Filippo di ser Brunelleschi fiorentino“.

Si racconta però che il corpo dell’artista fu prima provvisoriamente posto in un loculo nel campanile di Giotto. Il 30 dicembre dello stesso anno fu spostato poi all’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Qui fu posto a parete il monumento funebre scolpito dal Buggiano, mentre un marmo bianco nel pavimento ne indicava la posizione della sepoltura. Dimenticata per secoli, la tomba del maestro fiorentino è stata rinvenuta nel 1972 durante gli scavi archeologici effettuati sotto il Duomo. Alcuni documenti citano anche le tombe di Giotto e Arnolfo di Cambio all’interno dell’antica basilica di Santa Reparata, tuttavia mai ritrovate.

Dove e come acquistare i biglietti per visitare Santa Reparata

L’ingresso è dalla porta del campanile (lato sud) del Duomo di Firenze e la durata consigliata per la visita è di 20-30 minuti circa. Per vedere l’antica basilica di Santa Reparata è necessario acquistare il biglietto sul sito ufficiale dell’Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze. I visitatori dovranno accedere nella fascia oraria scelta al momento dell’acquisto.

Aumenti pensioni minime 2025: bonus per una super-rivalutazione

0

Il governo pensa a inserire, nella manovra finanziaria 2025, nuovi aumenti per le pensioni minime grazie a un mini-bonus che farà alzare l’importo ben al di sopra della rivalutazione automatica. Dodici mesi fa l’esecutivo aveva deciso di far crescere gli assegni più bassi con un una perequazione “maggiorata”, una misura transitoria che senza ulteriori provvedimenti scadrebbe quest’anno. Da qui è nata l’idea di far incrementare ancora il cedolino di chi riceve la pensione minima, seppur restano ancora lontani dai 1.000 euro fissati durante la campagna elettorale da Forza Italia come obiettivo della legislatura. Intanto si stanno limando le regole anche per la perequazione di tutti gli altri pensionati.

Quali sono gli aumenti 2025 per le pensioni minime

Andiamo con ordine. La scorsa legge di bilancio ha alzato da 598,61 a 614,77 euro il trattamento minimo Inps e ora il governo Meloni è al lavoro su nuovi aumenti per portare le pensioni minime a 621 euro mensili durante il 2025. Si pensa quindi a un “mini-bonus” per andare oltre al normale incremento legato alla rivalutazione, quel meccanismo che adegua gli assegni pensionistici al costo della vita (stavolta la perequazione si aggirerebbe secondo le stime intono all’1% o all’1,5%). Senza interventi la pensione minima arriverebbe invece a circa 607 euro.

Molto dipenderà dalle coperture finanziarie: per garantire gli incrementi a circa 1,8 milioni di pensionati che ricevono la minima serviranno 379 milioni di euro. Un’operazione “sostenibile” ha detto la direttrice generale dell’Inps Valeria Vittimberga, intervistata dal quotidiano Il Messaggero.  “La decisione spetta al governo – ha aggiunto – ma possiamo sostenere che è fondamentale difendere il potere d’acquisto dei pensionati, in particolare delle fasce più deboli, soprattutto alla luce dell’erosione causata dall’inflazione non ancora totalmente riassorbita”.

La rivalutazione automatica per tutte le altre pensioni

Accanto all’intervento per le minime, che risulta molto probabile, c’è poi la questione degli aumenti delle altre pensioni nel 2025 per effetto della rivalutazione automatica in base all’inflazione registrata quest’anno. Nell’ultimo biennio il governo ha riconosciuto l’adeguamento non a tutti i pensionati in modo eguale, secondo una tabella ben precisa: pieno per gli scaglioni medio-bassi, ridotto in proporzione per gli assegni più alti.

Secondo le prime indiscrezioni l’obiettivo sarebbe quello di garantire nella manovra 2025 il 100% di perequazione a tutti i pensionati, indipendentemente dal “peso” del cedolino. Ciò sarebbe possibile per gli scarsi aumenti previsti il prossimo anno, causati dalla frenata dell’inflazione: nel 2023 è arrivata a toccare l’8,1%, garantendo un discreto salto in avanti delle pensioni, nel 2024 si è abbassata al 5,4%, con un valore di rivalutazione pur sempre importante. Per il 2025 invece la crescita del costo della vita si aggira intorno all’1% o 1,5%. La tabella ufficiale degli aumenti 2025 potrà essere definita solo quando l’Inps, a dicembre, comunicherà la perequazione attesa per quest’anno, ma già nelle prossime settimane saranno definite le prime stime, in base alle decisioni del governo.