martedì, 21 Aprile 2026
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L’intervista di Commisso: “Non vendo la Fiorentina”

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Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso è tornato a parlare in un’intervista rilasciata a Italia7 e lo ha fatto su più argomenti: il club e l’eventuale cessione, lo stadio Artemio Franchi, il Viola Park.

L’intervista di Commisso: no alla vendita della Fiorentina

Uno dei punti principali dell’intervista del presidente della Fiorentina Commisso è legato alla cessione del club. Commisso ha detto che non è mai arrivata un’offerta da parte del fondo Pif che sembrava potesse essere interessato al club viola. E comunque, ha ribadito, “ho l’intenzione di tenere questa società, per fare ancora meglio”. Commisso dunque si tiene la Fiorentina e non ha intenzione di venderla. Nonostante le critiche: “Tutti mi criticano ma non è giusto – attacca -. Dai Pontello ai Della Valle, hanno speso 100 milioni in 40 anni. Forse a qualcuno non piaccio per come agisco, dalla politica fino al mondo del giornalismo”.

Commisso, lo stadio Franchi e la posizione del club

C’è spazio anche per alcune riflessioni sul restyling dello stadio Franchi. Nell’intervista il presidente della Fiorentina Commisso parla dell’incontro che ha avuto con gli architetti di Arup, che hanno vinto il concorso internazionale, e il Comune di Firenze. Sul Franchi però Commisso ha detto che deve capire dove gioca la Fiorentina, quanti soldi serviranno per l’affitto, i tempi di inizio e di fine dei lavori. Secondo il patron viola i tecnici di Arup hanno fatto un buon lavoro, di certo sarà il Comune a pensare allo stadio perché “non posso fare un altro investimento da 400 milioni”. E comunque “senza controllo poi Rocco non mette un centesimo”.

Commisso e il nuovo centro sportivo della Fiorentina

Il discorso è virato anche sul Viola Park, il centro sportivo della Fiorentina. Nell’intervista a Italia7 il presidente della Fiorentina Commisso ha detto che l’obiettivo è sempre stato lasciare qualcosa di importante per Firenze. Però Commisso ha rivelato che, al rientro in Italia un mese e mezzo fa, ha visto cose che non andavano bene. Insomma, il cantiere procedeva con lentezza rispetto alle aspettative. E per questo Commisso ha chiesto di accelerare i tempi anche se, dice un po’ sconsolato, i costi sono incrementati e c’è il problema che in Italia non si possono fare i doppi turni di lavoro.

Il flop del Pd in Toscana alle elezioni: le parole di Giani e Nardella

Il Pd a livello nazionale ha fatto il botto ma in senso negativo visto che è caduto rovinosamente. E anche in Toscana i risultati delle elezioni danno un Pd in grave difficoltà. Se Firenze si salva (Federico Gianassi, Emiliano Fossi eletti alla Camera, Ilaria Cucchi al Senato) nelle altre province le difficoltà sono evidenti.

Il tonfo del Pd in Toscana nelle elezioni politiche

I dati parlano chiaro. Le elezioni sono state un flop per il Pd in Toscana. Secondo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per il Pd occorrerà riflettere sugli errori compiuti e su un approccio diverso che deve essere costruito all’insegna di un rinnovamento, di una rigenerazione della politica, dei contenuti. Il problema, secondo Giani, è stato anche nelle alleanze. I collegi uninominali, ha detto Giani, “sembravano tutti già decisi nel momento in cui poi il risultato del centrodestra, se andiamo a guardare i numeri, è di chi governerà col 43-44%, quindi non avendo la maggioranza assoluta nel paese”. La vittoria del centrodestra, ha spiegato Giani, è stata comunque netta.

Le parole di Nardella

Il flop delle elezioni del Pd in Toscana salva in realtà Firenze e quindi anche il sindaco di Firenze Dario Nardella. Che spera sempre più di diventare segretario nazionale anche se direttamente non lo dice. La posizione in questo caso è simile a quella di Giani. Se il governatore toscano ha detto che oggi è prematuro parlare del futuro leader Pd, Nardella ha dichiarato che è “necessario cambiare partito prima che il segretario”. Di certo, secondo il sindaco, i dati di Firenze parlano di un Pd comunque forte. “Siamo di fronte ad un vento inarrestabile delle destre, a una situazione estremamente critica del Pd e con attacchi che vengono da tutte le parti – ha detto il sindaco -. Eppure il dato è che per buttare giù il Pd a Firenze ci vogliono 1000 Meloni, 1000 Calenda, 1000 Conte. Nessuno butta giù il Pd a Firenze, anche nel peggiore dei momenti”.

Bonus 200 euro per partite Iva, cococo e liberi professionisti: al via le domande

Il bonus 200 euro viene riconosciuto ai lavoratori autonomi (con e senza partita Iva), ai cococo (chi ha un contrattato di collaborazione coordinata e continuativa) e ai liberi professionisti (partite Iva) anche quelli iscritti alle casse private: un decreto attuativo ha stabilito come fare domanda, a chi spetta e i requisiti per richiederlo. Questo provvedimento, firmato dal Ministro del Lavoro uscente Andrea Orlando, è arrivato con qualche settimana di ritardo per recepire le novità introdotte dal decreto aiuti bis, che ha aumentato i fondi destinati alle partite Iva fino a 600 milioni di euro per il 2022. Ma vediamo caso per caso, come funziona il sussidio una tantum.

Bonus 200 euro per chi ha un contratto cococo e gli autonomi senza partita Iva: domanda online all’Inps

Il bonus da 200 euro spetta anche a chi ha un contratto cococo (collaborazione continuata e continuativa) ed è iscritto alla Gestione separata Inps: si deve fare domanda online all’istituto pensionistico. Ecco i requisiti da rispettare:

  • collaborazione attiva al 18 maggio 2022;
  • reddito annuale personale lordo non superiore a 35.000 euro durante l’anno scorso;
  •  aver versato almeno un contributo mensile nel 2021;
  • non aver percepito già l’indennità una tantum perché dipendenti, pensionati o percettori del reddito di cittadinanza.

Chi ha un contratto cococo deve fare domanda del bonus da 200 euro collegandosi al portale dell’Inps e selezionando il servizio. In alternativa è possibile rivolgersi ai patronati oppure telefonare al call center dell’Inps  (803164 gratis da rete fissa, 06 164164 da rete mobile, a pagamento) con il PIN telefonico temporaneo da ottenere nell’area riservata web “My Inps”. Allo stesso modo il sussidio viene riconosciuto anche ai lavoratori autonomi senza partita IVA iscritti alla Gestione separata Inps.

La scadenza per presentare richiesta è fissata al 31 ottobre 2022 e l’indennità sarà pagata a partire dal mese di ottobre. Discorso diverso per chi ha un contratto cococo ed è iscritto ad albi professionali con casse pensionistiche private o autonome, a cui si applicano le stesse regole delle partite Iva: per il bonus da 200 euro va fatta domanda.

Bonus 200 euro per le partite Iva e i liberi professionisti delle casse private: chi può richiederlo

Come detto lo scorso 9 agosto 2022 è stato firmato il decreto attuativo del Ministero del Lavoro che chiarisce i requisiti e le modalità di richiesta del bonus 200 euro da parte delle partite Iva, dei liberi professionisti iscritti e dei cococo iscritti a casse pensionistiche private/di categoria (ad esempio la cassa forense per gli avvocati, o l’Inarcassa per gli architetti e gli ingegneri). IL decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 settembre 2022. Vediamo allora i requisiti:

  • iscrizione alle casse previdenziali private/autonome prima del 18 maggio 2022 (data di entrata in vigore del primo decreto aiuti);
  • reddito 2021 non superiore ai 35.000 euro;
  • almeno un versamento, totale e parziale, dei contributi dovuti alla cassa previdenziale, a decorrere dal 2020;
  • non aver già ricevuto il pagamento del bonus 200 euro perché dipendenti o pensionati o facenti parte di altre categorie che hanno diritto all’indennità.

Partite Iva, liberi professionisti, casse private: la domanda per il bonus da 200 euro dal 26 settembre 2022

Il bonus una tantum di 200 euro per liberi professionisti, partite Iva, lavoratori iscritti alle casse private (compresi i cococo) non sarà pagato in modo automatico, ma andrà fatta domanda al proprio istituto pensionistico (Inps, Cassa forense, Inarcassa e via dicendo), in base alla modalità stabilite dallo stesso ente. Bisogna quindi fare riferimento ai canali ufficiali di comunicazione dei singoli istituti.

Le partite Iva, i liberi professionisti e gli iscritti alle casse pensionistiche private (anche i cococo che non fanno capo all’Inps) possono fare domanda del bonus 200 euro da oggi 26 settembre 2022, collegandosi ai siti dei rispettivi enti previdenziali.  In ogni ci sarà tempo fino al 30 novembre 2022 per presentare la richiesta e il pagamento avverrà, con tutta probabilità, a partire dallo stesso mese. Intanto il decreto aiuti ter ha introdotto un nuovo bonus da 150 euro, qui le ultime notizie.

Bonus 200 euro: proroga per agosto, settembre e ottobre?

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Ci sono novità per il bonus 200 euro: la proroga nei mesi di agosto e settembre 2022 non c’è stata per dipendenti e pensionati, ma dal 26 settembre partono le domande per i liberi professionisti e le partite Iva, che finora non avevano visto il pagamento. Il decreto aiuti bis, oltre ad estendere l’indennità euro ad alcune categorie, ha stabilito un taglio delle “tasse” fino al termine dell’anno per chi ha un contratto di lavoro. Intanto il decreto aiuti ter ha introdotto una nuova indennità nei confronti di dipendenti e pensionati: il vecchio bonus 200 euro non viene rinnovato, ma per ottobre l’indennità scende da 200 a 150 euro e anche il tetto di reddito viene ridotto.

Bonus 200 euro per dipendenti: no alla proroga ad agosto e settembre, ad ottobre arriva l’indennità da 150 euro

Per quanti mesi viene erogato il bonus 200 euro: è stato rinnovato? A differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno già percepito il bonus 200 euro a luglio, con il decreto aiuti bis non c’è stata la proroga del contributo per i mesi di agosto e di settembre. In compenso scatta una decontribuzione in busta paga (ossia uno “sconto” sui contributi pensionistici) che è dell’1,2% dal 1 luglio al 31 dicembre 2022 per chi ha un reddito fino a 35.000 euro. In sostanza, al posto del bonus aumenterà il netto in busta paga, anche se di poco.

Secondo le prime stime la decontribuzione porterà nelle tasche dei lavoratori, tra agosto e dicembre, un totale che va dai 49,8 euro lordi di chi ha un reddito inferiore ai 9.000 euro annuali, ai 226 euro lordi di chi guadagna 35.000 euro l’anno. Addio quindi al bonus da 200 euro, ma – come detto – per ottobre 2022 arriva un’indennità da 150 euro per dipendenti, pensionati e tutte le categorie che hanno già ricevuto il “vecchio” contributo sociale, questa volta però la soglia di reddito lordo scende a 20.000 euro l’anno (qui le informazioni sul bonus 150 euro)

Pensionati: il bonus 200 euro non è stato rinnovato ad agosto e settembre, ma a loro spetta la rivalutazione

Salta anche la proroga per i mesi di agosto e settembre 2022 nei confronti dei pensionati: il pagamento del bonus 200 euro da parte dell’Inps è stato previsto nel mese di agosto solo per i pensionati entro il 1° luglio 2022, rimasti esclusi dalla precedente misura che si fermava a chi era andato in pensione fino al 30 giugno. Ci sono però novità sul fronte della tutela di queste categorie dall’aumento dei prezzi.

Secondo il decreto aiuti bis la rivalutazione delle pensioni viene anticipata al 1 novembre 2022 (doveva scattare il 1 gennaio 2023) per i redditi fino ai 35.000 euro l’anno. Al posto del bonus da 200 euro, che non è stato rinnovato per agosto e settembre, i pensionati vedranno riconosciuto un 2% in più dall’Inps per gli assegni di ottobre, novembre e dicembre 2022 e per la tredicesima. Inoltre ai pensionati sotto i 20.000 euro annui l’Inps pagherà in automatico ad ottobre il nuovo bonus 150 euro stabilito dal decreto aiuti ter.

A chi spetta il bonus 200 euro tra agosto e settembre: autonomi, partite Iva, neo-pensionati

Se per i dipendenti pubblici e privati e per i pensionati che lo hanno già ricevuto non ci sarà un nuovo sussidio, il governo con il decreto aiuti bis ha esteso il bonus 200 euro a chi è rimasto finora escluso, ecco a chi spetta:

  • lavoratori dipendenti con contratto che è partito nel mese di luglio 2022– bonus di 200 euro in automatico nella busta paga di agosto 2022 (se non si è già percepito per un rapporto di lavoro precedente). Va presentata l’autocertificazione al datore di lavoro;
  • pensionati entro il 1° luglio 2022 (anziché entro il 30 giugno) pagamento in automatico del bonus di 200 euro dall’Inps ad agosto;
  • bonus di 200 euro per i collaboratori sportivi che hanno già beneficiato dei sussidi Covid, pagamento in automatico da Sport e Salute Spa;
  • bonus di 200 euro per lavoratori autonomi e partite IVA, grazie a un rifinanziamento del fondo che ha portato le risorse disponibili a 600 milioni di euro, pagamento dall’Inps e dalle casse privata, facendo domanda.

Partite Iva: il decreto attuativo sul bonus 200 euro per gli autonomi

Il bonus da 200 euro non viene pagato in automatico ad autonomi, iscritti alle casse pensionistiche private e alle partite Iva ma va fatta domanda al’Inps o alle altre  casse pensionistiche professionali. Lo ha stabilito il decreto attuativo firmato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando il 9 agosto 2022 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 settembre. Ecco in particolare i requisiti:

  • essere iscritto all’Inps o alle altre casse pensionistiche autonome prima del 18 maggio 2022;
  • aver fatto almeno un versamento, totale e parziale, dei contributi con competenza a decorrere dal 2020;
  • avere un reddito derivante da rapporti di lavoro non superiore a 35.000 euro in tutto il 2021;
  • non essere pensionati;
  • non aver già ricevuto il bonus 200 euro perché pensionato o dipendente.

L’Inps e gli altri istituti pensionistici dei liberi professioni (casse private) hanno aperto la procedura per fare domanda online da oggi, 26 settembre 2022: bisogna quindi collegarsi al sito del proprio ente previdenziale e seguire le istruzioni. Ci sarà comunque tempo fino al 30 novembre 2022 per fare richiesta e il pagamento del bonus di 200 euro è previsto a partire da ottobre-novembre. Inoltre l’Adepp, l’associazione nazionale degli enti previdenziali, ha fatto sapere che i fondi stanziati dal governo risultano sufficienti per la platea dei beneficiari e “non non c’è il rischio che i soggetti in possesso dei requisiti non accedano al bonus”.

Toscana, elezioni 2022: risultati per Camera e Senato, dati definitivi

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I risultati definitivi delle elezioni politiche 2022 anche in Toscana sanciscono una vittoria della coalizione di centro destra (circa il 38% delle preferenze contro il 34% del centro sinistra), mentre Firenze si conferma il “fortino rosso”, sebbene anche qui i dati del PD siano in calo rispetto all’esito delle ultime consultazioni nazionali. A trainare il centro destra è Fratelli d’Italia: alla Camera la formazione guidata da Giorgia Meloni sfiora il 26% e tallona da vicino il Pd, che con il 26,4% resta il primo partito per preferenze nella nostra regione, mentre al Senato c’è il sorpasso per pochi decimali. Terza forza il Movimento 5 Stelle con l’11% dei voti, mentre Azione è al 9%. Vediamo allora l’esito delle elezioni 2022 in Toscana, risultato per risultato, percentuale per percentuale.

Affluenza alle urne Firenze e in Toscana per le elezioni 2022: i dati

In Toscana il primo partito rimane quello del non voto, con l’affluenza alle urne in forte calo, circa l’8% in meno, rispetto alle scorse elezioni politiche: alle ore 23 del 25 settembre 2022, secondo i dati definitivi resi noti dal Ministero dell’Interno, ha votato il 69,75% degli e elettori per la Camera e il Senato, contro il 77,46% di quattro anni fa (77,32% al Senato). Ricordiamo che in questa tornata elettorale i diciottenni potevano votare anche per il Senato.

A Firenze l’affluenza alle urne per le elezioni è stata la più alta in Toscana attestandosi al 73,07%, ma sempre con un calo rispetto alle ultime politiche quando il 79,51% degli elettori si presentò ai seggi (il 79,49% per il Senato).

Toscana, i risultati delle elezioni 2022: chi ha vinto le politiche del 25 settembre, l’esito

Anche in Toscana i risultati delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, alla Camera e al Senato, registrano un boom di preferenze per Fratelli d’Italia, con il partito di Giorgia Meloni che quintuplica i voti ricevuti. Testa a testa con il Partito Democratico, le cui preferenze scendono però di circa il 9% rispetto alle scorse consultazioni nazionali. Qui gli eletti in Toscana e a Firenze: 4 senatori e 9 deputati.

Toscana, l’esito delle elezioni 2022 al Senato

Questo il risultato definitivo in Toscana delle elezioni politiche 2022 al Senato, secondo i dati del Ministero dell’Interno, con 3.934 scrutinate su 3.934:

  • Coalizione di centro destra – 38,53% 2 senatori eletti all’uninominale
    Fratelli d’Italia – 25,90%
    Lega – 6,42%
    Forza Italia – 5,76%
    Noi Moderati – 0,44%
  • Coalizione di centro sinistra – 33,85% 1 senatore eletto all’uninominale
    Partito Democratico – 25,83%
    Alleanza Verdi e Sinistra – 4,73%
    +Europa – 2,90%
    Impegno Civico – 0,39%
  • Movimento 5 Stelle – 11,30%
  • Azione – Italia VivaCalenda – 9,32%
  • Unione Popolare – 2,00%
  • Italexit per l’Italia – 1,65 %
  • Italia Sovrana e Popolare – 1,38%
  • PCI – 1,28%
  • Vita – 0,70%

I risultati definitivi alla Camera: l’esito delle urne toscane

Questi risultati in Toscana delle elezioni politiche 2022 alla Camera, secondo i dati del Ministero dell’Interno, con 3.934 scrutinate su 3.934:

  • Coalizione di centro destra – 38,58% 7 deputati eletti all’uninominale
    Fratelli d’Italia – 25,95%
    Lega – 6,57%
    Forza Italia – 5,58%
    Noi Moderati – 0,49%
  • Coalizione di centro sinistra – 34,64% 2 deputati eletti all’uninominale
    Partito Democratico – 26,39%
    Alleanza Verdi e Sinistra – 4,93%
    +Europa – 2,90%
    Impegno Civico – 0,43%
  • Movimento 5 Stelle – 11,14%
  • Azione – Italia Viva – Calenda – 9,4%
  • Unione Popolare – 2,24%
  • Italexit per l’Italia – 1,72%
  • Italia Sovrana e Popolare – 1,55%
  • Vita – 0,72%

Tutti i dati, collegio per collegio, sono consultabili sul sito del Ministero dell’Interno a questo link.

Risultati definitivi delle elezioni politiche 2022 a Firenze

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A Firenze i risultati definitivi delle elezioni politiche 2022, sia nell’uninominale che nei collegi plurinominali, fanno registrare un’affermazione del Pd – l’unico caso in Toscana – ma Fratelli d’Italia cresce e il Partito Democratico perde voti rispetto alle scorse consultazioni per il Parlamento di quattro anni fa. L’esito delle urne fa sì che i soli deputati del Pd eletti all’uninominale in Toscana siano proprio quelli scelti nel collegio di Firenze città e nel collegio della piana fiorentina. Per il Senato, l’unica a spuntarla in Toscana contro i candidati del centro destra al maggioritario è Ilaria Cucchi, eletta nel collegio della Città metropolitana di Firenze. Ma vediamo i risultati elettorali 2022 a Firenze, nel territorio del Comune e in quelli limitrofi.

Firenze, i risultati delle elezioni politiche 2022 per Camera e Senato

È proprio Firenze il territorio dove a livello nazionale il Pd e il centro sinistra riescono a conquistare il migliore risultato, contro un centro destra che vede comunque la crescita record per Fratelli d’Italia: a Firenze e nella piana la coalizione del centro sinistra supera il 40%, quella di centro destra è al 30%, mentre Azione-Italia Viva-Calenda e il Movimento 5 Stelle conquistano un risultato a doppia cifra, il primo al tra il 10 e il 13% in base alla Camera, la seconda formazione al 10%.

Anche nel “fortino rosso” il Pd perde voti rispetto alle elezioni politiche del 2018, dal 5 fino al 9% in meno a seconda del collegio (in questa tornata elettorale infatti la mappa del voto è stata ridisegnata). In città, come nella piana fiorentina, i primi due partiti per numero di preferenze al proporzionale sono appunto il Pd e Fratelli d’Italia, staccati di circa 10 punti percentuali. Qui i risultati delle elezioni 2022 in tutta la Toscana.

Elezioni 2022, i risultati definitivi alla Camera per i due collegi di Firenze

I collegi presi in esame sono l’U07 (quello che comprende il territorio comunale di Firenze) e l’U08 (che riguarda Scandicci, la piana fiorentina ed Empoli) per un totale di 834 sezioni, tutte scrutinate. Ecco i risultati elettorali definitivi divisi per Firenze città e piana fiorentina:

  • Coalizione di centro sinistra – 42,60% Comune di Firenze; 41,01% piana fiorentina
    Partito Democratico – 30,24% Comune di Firenze; 31,36% piana fiorentina
    Alleanza Verdi e Sinistra – 7,76% Comune di Firenze; 6,24%piana fiorentina
    +Europa – 4,25% Comune di Firenze; 3,03% piana fiorentina
    Impegno Civico – 0,35% Comune di Firenze; 0,38 piana fiorentina
  • Coalizione di centro destra – 26,88% Comune di Firenze; 31,09% piana fiorentina
    Fratelli d’Italia – 19,29% Comune di Firenze; 21,11% piana fiorentina
    Lega – 3,68% Comune di Firenze; 5,54% piana fiorentina
    Forza Italia – 3,47% Comune di Firenze; 4,11% piana fiorentina
    Noi Moderati – 0,44% Comune di Firenze; 0,33% piana fiorentina
  • Azione – Italia Viva – Calenda – 13,76% Comune di Firenze; 10,71% piana fiorentina
  • Movimento 5 Stelle – 10,02% Comune di Firenze; 10,98% piana fiorentina
  • Unione Popolare – 2,89% Comune di Firenze; 2,20% piana fiorentina
  • Italia Sovrana e Popolare – 1,65% Comune di Firenze; 1,63% piana fiorentina
  • Italexit per l’Italia – 1,49% Comune di Firenze; 1,58% piana fiorentina
  • Vita – 0,70% Comune di Firenze; 0,80% piana fiorentina

Senato: esito delle urne a Firenze

Per quanto riguarda il Senato questi i risultati delle elezioni politiche 2022 nel collegio U04, che comprende la Città metropolitana di Firenze, per un totale di 958 sezioni, di cui si conoscono tutti i dati definitivi.

  • Coalizione di centro sinistra – 40,08%
    Partito Democratico – 29,77%
    Alleanza Verdi e Sinistra – 6,51
    +Europa – 3,42%
    Impegno Civico – 0,38%
  • Coalizione di centro destra – 30,03%
    Fratelli d’Italia – 20,68%
    Lega – 4,83%
    Forza Italia – 4,13%
    Noi Moderati – 0,39%
  • Azione – Italia Viva – Calenda – 12,23%
  • Movimento 5 Stelle – 10,62%
  • Unione Popolare – 2,15%
  • Italexit per l’Italia – 1,49%
  • Italia Sovrana e Popolare – 1,42%
  • PCI – 1,23%
  • Vita – 0,75%

Chi è stato eletto in Parlamento

Mentre si attende la ripartizione dei seggi e i nomi degli eletti del sistema proporzionale, si conoscono già i risultati per l’uninominale, dati che a Firenze sono definitivi. Per il Senato Ilaria Cucchi (centro sinistra – Alleanza Verdi Sinistra) viene eletta con il 40,08% dei voti contro il 30,03% di Federica Picchi (centro destra – Fratelli d’Italia), il 12,23% di Stefania Saccardi (Azione – Italia Viva – Calenda) e il 10,62% di Claudia Cantella (Movimento 5 Stelle).

Per quanto riguarda la Camera dei deputati, nel collegio che comprende il Comune di Firenze i risultati definitivi delle elezioni politiche 2022 vedono andare in Parlamento l’attuale assessore al commercio di Palazzo Vecchio Federico Gianassi, mentre per la piana è stato eletto Emiliano Fossi, ex sindaco di Campi Bisenzio. I dati in dettaglio possono essere consultati sul sito del Ministero dell’Interno.

Crema viso: ecco come scegliere quella giusta

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Negli ultimi anni in molti, donne e uomini, hanno compreso l’importanza di una skincare routine. Per una giusta skincare routine è necessario trovare i giusti prodotti in base al proprio tipo di pelle, motivo per cui abbiamo deciso di scrivere per voi una guida.
Prima di capire come riuscire a trovare la crema giusta per la vostra skincare routine, non possiamo non consigliarvi di rivolgervi a Kiehl’s dove troverete tutto il necessario per voi dalla A alla Z.
Le proposte presenti sul mercato sono oggi tantissime e per tutte le esigenze e per questo è essenziale capire bene il tipo di pelle di cui si è in possesso, per evitare di peggiorare eventualmente la propria situazione.

Primo step: capire il tipo di pelle

La prima cosa da fare per poter dare inizio alla propria skincare routine è quella di capire il proprio tipo di pelle.
Per farlo occorre sicuramente effettuare un’attenta osservazione visiva, ma non basta farlo davanti allo specchio per qualche minuto, quello che occorre è verificare come questa cambia con il variare delle condizioni atmosferiche o comunque gli agenti esterni.
In generale, la pelle sana e priva di problematiche di altra origine (ad esempio ormonali), si suddivide in: pelle secca, pelle grassa, pelle mista e pelle normale.
La pelle secca è quella sensibile e che si arrossa spesso, motivo per cui occorre puntare sull’idratazione.
La pelle grassa è caratterizzata da una produzione eccessiva di sebo che determina un effetto “lucido”.
La pelle mista presenta la cosiddetta zona T composta da mento, naso e fronte tendenzialmente grassa e il resto della pelle è secco o normale.
La pelle normale non ha problematiche di nessun tipo ma che comunque va curata e mantenuta soprattutto per l’eventuale presenza di impurità.

Soluzioni per la pelle secca

La pelle secca è un tipo di pelle potenzialmente fastidioso soprattutto in inverno perché tende a diventare più secca ed in estate perché facilmente irritabile.
In questo caso quello di cui c’è maggior bisogno è sicuramente una crema dall’alto potere idratante, presente nelle skincare routine di tutti, indipendentemente dal tipo di pelle, ma che in chi ha la pelle secca è la vera protagonista.
L’obiettivo della propria crema idratante in chi ha la pelle secca è quello di ricreare un film lipidico sulla pelle che funga da protezione dagli agenti esterni e dalle condizioni ambientali in generale.
Tra gli ingredienti maggiormente in grado di fare questo, troviamo: la cera d’api, il burro di cacao, il latte, il burro di karité, l’olio d’oliva e l’olio di mandorle.
Non occorre dimenticare, poi, l’acido ialuronico, una molecola altamente idratante e in grado di trattenere l’acqua, determinando una maggiore elasticità della pelle.
Kiehl’s ha la sua linea di creme idratanti pensate per tutti i tipi di pelle perché sa quanto l’idratazione sia importante nella skincare ruotine. Vi sono creme pensate per pelli sensibili, pelli miste, pelli grasse, senza dimenticare chi ha necessità di distendere e ringiovanire, chi desidera illuminare la propria pelle o chi desidera ridurre le macchie del proprio viso.

Compenso scrutatori politiche 2022 per le elezioni del 25 settembre 2022

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Qual è il compenso per gli scrutatori e per i presidenti di seggio in occasione delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 (e delle regionali in Sicilia): quanto guadagnano, come funziona il pagamento e l’iscrizione all’albo? Per il ritorno alle urne, i Comuni hanno messo a punto tutte le procedure per individuare chi si occupa delle votazioni e dello spoglio delle schede durante la tornata elettorale, indetta per scegliere i parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato e, in Sicilia, anche per eleggere il presidente e l’assemblea regionale siciliana.

Come fare gli scrutatori: la domanda al Comune per l’iscrizione all’albo

Anche per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, per diventare scrutatori e ricevere il pagamento del compenso, bisogna aver fatto domanda al Comune di residenza per l’iscrizione nell’apposito albo. È necessario essere cittadini italiani, godere dei diritti politici, aver frequentato la scuola dell’obbligo ed essere residenti e iscritti nelle liste elettorali del Comune dove si fa richiesta. Per legge sono esclusi i dipendenti dei Ministeri dell’Interno, delle Poste e telecomunicazioni e dei Trasporti; chi è in servizio nelle forze dell’ordine; i dipendenti comunali che lavorano negli uffici elettorali; i candidati alle elezioni; i medici dell’Usl incaricati delle funzioni di competenza dei medici provinciali.

Salvo casi particolari, le domande sono già chiuse perché devono essere presentate entro il mese di novembre di ogni anno e l’iscrizione nell’elenco degli scrutatori avviene entro il successivo mese di gennaio. Alcune amministrazioni locali però hanno riaperto l’albo per l’iscrizione come “riserve”, nel caso mancassero scrutatori come successo per lo scorso referendum, e anche per la circoscrizione estero, il cui spoglio si svolge dalle prossime elezioni non solo a Roma, ma anche a Milano, Bologna, Firenze (che cerca 1.200 scrutatori) e Roma.

Entro sabato 10 settembre 2022 (o entro il 22 settembre nel caso di “rimpiazzi”), i singoli Comuni devono comunicare la nomina degli scrutatori e dei presidenti di seggio, ruolo a cui si può rinunciare solo per giustificati motivi come problemi di salute o impedimento grave, comunicandoli all’ufficio elettorale entro 48 ore dalla notifica. Gli scrutatori che hanno ricevuto la nomina e che, senza aver fatto rinuncia, non si presentano al seggio rischiano una multa da 309 a 516 euro.

Cosa fa lo scrutatore e per quali mansioni è previsto il pagamento del compenso

Le operazioni di voto delle elezioni politiche 2022 sono previste solo in un giorno, il 25 settembre (gli orari di apertura delle urne vanno dalle 7 alle 23, nella sola giornata di domenica), ma per il pagamento del compenso degli scrutatori e dei presidenti di seggio si prendono in considerazione anche le operazioni di preparazione sabato pomeriggio e lo spoglio delle schede dopo la chiusura dei seggi, nella notte tra domenica e lunedì. In occasione delle elezioni politiche i seggi saranno composti da un presidente e quattro scrutatori, tra cui sarà scelto un segretario.

Cosa fa quindi uno scrutatore? Nel giorno precedente alle votazioni, quindi il 24 settembre 2022, allestisce il seggio elettorale, conta e firma le schede. Durante l’apertura dei seggi, domenica 25 settembre, si occupa di registrare gli elettori e di seguire le operazioni durante l’intero orario delle elezioni politiche, con la possibilità di pause per pranzo e cena stabilite insieme agli altri componenti del seggio. Infine si occupa dello scrutinio dei voti, che inizia dalla chiusura delle urne alle ore 23.00 di domenica e prosegue fino alla conclusione dello spoglio delle schede. Per la circoscrizione estero il lavoro si concentra nella giornata di domenica e nella notte tra domenica e lunedì per lo spoglio delle schede arrivate per corrispondenza.

Qual è il compenso per gli scrutatori e i presidenti di seggio per le elezioni politiche del 25 settembre 2022

Gli scrutatori e i presidenti di seggio non ricevono il pagamento di un compenso “al giorno”, ma prendono un forfait per l’intera durata delle elezioni 2022, per i preparativi dei seggi e per lo scrutinio, onorario fisso esentasse che è fissato per legge. Il rimborso base è leggermente più alto rispetto a quello di partenza per un referendum.

A stabilire quanto guadagnano gli scrutatori e i presidenti di seggio per le politiche 2022 è l’articolo della legge n° 70 del 1980, così come modificato dalla legge n° 62 del 2022, secondo cui  le votazioni per Camera e Senato sono considerate una doppia elezione:

  • il presidente seggio riceve un rimborso di 187 euro (150 euro di “paga” base più una maggiorazione di 37 euro);
  • il compenso per gli scrutatori e i segretari di seggio delle elezioni politiche 2022 è di 145 euro (120 euro di onorario base più una maggiorazione di 25 euro per l’elezione concomitante);
  • per i seggi della circoscrizione estero sono previsti gli stessi onorari, 187 per i presidenti e 145 per i 4 scrutatori
  • per i seggi speciali (ospedali, case di cura, carceri) il rimborso è di 90 euro per il presidente di seggio e di 61 euro per ogni scrutatore, qualunque sia il numero di consultazioni.

Al presidente di seggio, oltre al compenso, vengono corrisposte anche alcune indennità per particolari situazioni. Le cifre sono state confermate dalla circolare del Ministero dell’Interno (qui il pdf) in merito al rimborso delle spese elettorali sostenute dai Comuni. Come detto non esiste un lordo o un netto: la somma non è soggetta a tassazione. La stessa circolare specifica che nel caso uno scrutatore o il presidente di seggio sia sostituito nel corso delle votazioni, l’onorario viene calcolato in proporzione alla durata della partecipazione alle operazioni del seggio. Il pagamento del compenso agli scrutatori e ai presidenti di seggio viene fatto dai singoli Comuni, dopo le elezioni, quando il Ministero dell’Interno assegna i fondi alle amministrazioni. Le circolari con le istruzioni per i seggi sono pubblicate sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Viminale.

25 settembre 2022, compenso degli scrutatori per le elezioni in Sicilia: regionali e politiche

Sempre domenica 25 settembre 2022, oltre alle politiche, in Sicilia si svolgono le elezioni regionali: anche qui il compenso degli scrutatori e dei presidenti di seggio è fisato dalla normativa. In base all’onorario previsto dalla legge n° 62 del 2002 il presidente di seggio guadagna per le regionali in Sicilia e le politiche 224 euro (150 euro di “paga” base più una maggiorazione di 37 euro per le elezioni del Senato e altri 37 per le regionali); il compenso per gli scrutatori invece sarà di 170 euro (di 120 euro per la prima elezione più 25 euro per la scheda del Senato e 25 per le consultazioni regionali).

Decreto aiuti bis e ter 2022 in Gazzetta Ufficiale (pdf)

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Il decreto aiuti bis 2022 arriva sul pdf della Gazzetta Ufficiale, dopo la conversione in legge, e a stretto gito c’è anche la pubblicazione del decreto aiuti ter, varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana, con l’entrata in vigore dei provvedimenti “salva-bollette”. Si tratta di due decreti che introducono misure per far fronte alla spirale inflattiva, ma che prevedono anche novità per lo smart working, l’indennità per dipendenti e pensionati e per l’installazione di vetrate e verande in terrazze e balconi.

Quando entra in vigore il decreto aiuti bis 2022

Il decreto aiuti bis (la legge n° 142 del 2022) è stato pubblicato sul pdf della Gazzetta Ufficiale il 21 settembre e quindi entra in vigore dal 22 settembre. L’iter è stato travagliato per la comparsa, nel testo varato la settimana scorsa dal Senato, dello stop al tetto agli stipendi per i manager della Pubblica amministrazione. Un emendamento criticato da molti e dallo stesso governo: il tetto è stato reintrodotto con un emendamento alla Camera (che ha dato l’ok il 15 settembre), ma così facendo il testo è dovuto tornare al Senato per l’approvazione definitiva in terza lettura, avvenuta il 20 settembre.

Tante le novità. Si va dalla proroga fino al 31 dicembre 2022 dello smart working di fragili e genitori di figli fino ai 14 anni, alle modifiche del superbonus (è stata limitata la responsabilità in solido delle imprese coinvolte nella cessione dei crediti ai soli casi di dolo e colpa grave), fino alle maggiori risorse per i bonus trasporti, bonus tv e psicologo. Il decreto aiuti bis, ora in Gazzetta Ufficiale, all’articolo 33 quater liberalizza inoltre gli interventi per installare vetrate scorrevoli e amovibili su terrazze e balconi: per le verande non serviranno più permessi. Si dovrà ora attendere che i Comuni recepiscano la norma.

Qui sotto i link utili per consultare il testo del decreto aiuti bis 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale:

Il nuovo decreto aiuti ter: quando arriva in Gazzetta Ufficiale e quando entra in vigore il decreto energia

Due giorni dopo la conclusione dell’iter del decreto aiuti bis, è arrivata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto legge energia “salva bollette”, il decreto aiuti ter che è stato varato il 16 settembre 2022 in Consiglio dei ministri con misure urgenti a sostegno di famiglie e imprese per far fronte ai rincari di elettricità e metano. Tra le novità, l’estensione del bonus sociale per luce e gas alle famiglie con un Isee fino a 15.000 euro (tetto finora fissato a 12.000 euro) e circa 10 miliardi in favore del tessuto produttivo con la proroga e l’estensione del credito di imposta contro il caro-bollette.

Prorogata poi la riduzione delle accise e dell’Iva su benzina, gpl e diesel fino al 31 ottobre 2022. Il decreto aiuti ter introduce inoltre un bonus da 150 euro per il mese di novembre ai dipendenti, pensionati e partite Iva con un reddito annuale inferiore a 20.000 euro. La pubblicazione del decreto aiuti ter (decreto legge n° 144 del 2022) è avvenuta sul pdf della Gazzetta Ufficiale venerdì 23 settembre 2022 e quindi entra in vigore il 24 settembre, ecco i link utili per scaricarlo:

Il nuovo allestimento del museo fiorentino di Palazzo Davanzati

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Dopo sei mesi di lavoro, Palazzo Davanzati cambia pelle grazie al suo nuovo allestimento e tantissime novità: della trecentesca Coperta Guicciardini ad un prezioso armario restaurato, fino alla nuova sala dedicata ai merletti antichi, con una delle collezioni più preziose e ricche d’Italia. Pur mantenendo viva la sua suggestiva e affascinante natura di antica dimora fiorentina, il visitatore potrà adesso assaporare questo importante vento di novità e attraversare tre piani di storia e arte, con ben 450 opere, a cui si aggiungono circa 2000 merletti.

La storia del Museo di Palazzo Davanzati a Firenze

Palazzo Davanzati, parte integrante del gruppo statale dei Musei del Bargello, porta sulle sue spalle il peso dello scorrere del tempo, con oltre sette secoli di vita: si tratta infatti di uno dei edifici più antichi e meglio conservati della città. Fatto costruire nella prima metà del Trecento, nel 1558 passò alla famiglia Davanzati. In questi anni risulta cruciale, quindi, il passaggio dalla casa torre medievale alla casa mercantile, in uno sviluppo verticale su quattro livelli, oltre al piano terra.

All’inizio del Novecento Elia Volpi, mercante d’arte e antiquario, recuperò poi il palazzo nel suo aspetto originario destinandolo a rappresentare la fiorentinità abitativa in epoca rinascimentale, seppur parziale e incompleta. Con il medesimo intento si mosse anche Luciano Berti nel 1956, quando inaugurò questo museo arredandolo con oggetti provenienti da collezioni fiorentine, arricchite successivamente grazie ad acquisti e donazioni. Mantenendo viva la memoria della volontà di questi due importanti personaggi della storia, oggi è stato effettuato un nuovo allestimento della collezione di Palazzo Davanzati integrata, quanto più possibile, con un nucleo di opere in prestito temporaneo dalle collezioni e dai depositi del Museo del Bargello. Questi ultimi oggetti sono stati scelti sia per la loro relazione culturale con le opere più rappresentative già presenti nel museo, sia per la loro connessione con le epoche più significative vissute dagli abitanti del Palazzo.

Il progetto del nuovo allestimento di Palazzo Davanzati

La necessità di ripensare il percorso espositivo di Palazzo Davanzati, che non ha mai visto modificarsi dopo l’anno 2009, è nata in seguito a due necessità: la prima, quella di renderlo didatticamente più fluido e comprensibile, soprattutto alle nuove generazioni; la seconda, quella di arricchirlo con altre opere di grande valore artistico. Il nuovo allestimento di Palazzo Davanzati è stato curato da Daniele Rapino, responsabile del museo, sotto la guida del direttore dei Musei del Bargello Paola D’Agostino, con la collaborazione dell’architetto Lorenzo Greppi.

Il progetto è stato reso possibile grazie a due importanti finanziamenti del Ministero della Cultura erogati nell’annualità 2019-2020: 500mila euro sono stati infatti destinati al riallestimento e alla messa in sicurezza delle sale del Museo e ulteriori 90mila euro specificatamente destinati alla Sala dei Merletti, con un nuovo allestimento e una nuova illuminazione a led- attenta alla fruizione e conservazione delle opere, e anche all’aspetto energetico – tali da valorizzare questa collezione straordinaria e unica nel suo genere.

Museo di Palazzo Davanzati Sala da giorno

Tutte le novità del riallestimento: tra sale, opere e artisti

Il nuovo allestimento di Palazzo Davanzati, dotato di supporti audiovisivi e pannelli esplicativi, è pertanto suddiviso per epoca: al primo piano troviamo opere e arredi del Trecento e Quattrocento; al secondo piano opere e arredi dal Cinquecento al Settecento; mentre il terzo piano rappresenta accoglie una nuova sala interamente dedicata a merletti e ricami, una sala destinata all’arte quattrocentesca e la sempre affascinante cucina. Il museo è inoltre impresso nell’immaginario di tutti grazie a molti celebri ambienti, quali la Sala dei Pappagalli, la Camera dei Pavoni e la camera con le storie tratte dalla leggenda medievale della Castellana di Vergi. Tutt’intorno ruotano grandi nomi della storia dell’arte, come Antonio Rossellino, Lorenzo Ghiberti e Mariotto di Nardo. 

Nuova vita e nuova collocazione anche per la cosiddetta Coperta Guicciardini, capolavoro tessile del Trecento che dopo più di trent’anni, salvo una breve parentesi nel 2010, torna ad essere visibile al pubblico. A compendio della Coperta Guicciardini è stato inoltre realizzato un video dedicato ai giovanissimi, reso possibile grazie al finanziamento di Fondazione CR Firenze, che illustra il significato delle scene ricamate sull’opera d’arte in tessuto.

Restaurato e nuovamente restituito alla fruizione del pubblico anche il bellissimo Armario, risalente al 1530. Questo raro mobile dipinto a grottesche, realizzato in ambito senese nella prima metà de XV secolo, era destinato alla custodia di armi, come indicano le iscrizioni a lettere capitali sull’architrave.

Le salette dedicate a Elia Volpi

Una novità sono le immagini che scorrono su una parete delle nuove salette dedicate a Elia Volpi, che mostrano il Palazzo nei primi anni del Novecento, con gli arredi raccolti dall’antiquario e alienati con un successo memorabile nelle aste del 1916 e del 1917 a New York. Completano le salette alcune opere pittoriche e grafiche che il Volpi realizzò quando cercava di farsi strada come pittore, alcuni mobili e un’inedita scultura già di sua proprietà, oltre a oggetti appartenenti a lui e ai suoi familiari.

La Camera delle Impannate

Tra le tante novità, nella Camera delle Impannate, hanno finalmente trovato una nuova sistemazione i cosiddetti Trionfi, derivanti dal poema di Francesco Petrarca e i dipinti da Giovanni di Ser Giovanni, detto Lo Scheggia, fratello minore di Masaccio. I quattro dipinti su tavola ricurva, di rara bellezza, realizzati intorno alla metà del Quattrocento e sulla cui destinazione d’uso gli studiosi continuano a interrogarsi, sono stati posizionati (insieme ad altre opere dello stesso autore, come il bellissimo desco da parto) in un ambiente più grande e arioso, ad un’altezza consona, per consentire al visitatore di apprezzarne al meglio l’unicità.

La sala dei merletti e dei ricami

Vanto del museo è infine la straordinaria collezione, tra le più importanti d’Italia, di merlettiricami e disegni per tessili (con ben 2000 pezzi provenienti da donazioni e acquisti dello Stato che vanno dal 1600 al 1900), che sono stati oggetto di una manutenzione conservativa e tutti nuovamente allestiti, oggi presentati in una nuova sala espositiva, intesa a valorizzare maggiormente le preziosità e le eleganze di questi prodotti manifatturieri. Per l’occasione, è stata inoltre realizzata una speciale esposizione – curata da Marina Carmignani, studiosa ed esperta di tessili antichi – di manufatti dedicata alla donna e al suo ruolo nella società tra Ottocento e Novecento con graziosi e preziosi capi di lingerie, oltre a abiti e accessori per neonati perfettamente conservati.