giovedì, 21 Maggio 2026
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Nuova mostra al MAD Murate Art District: la prima personale istituzionale in Italia di Anna Perach

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Arriva una nuova mostra al MAD Murate Art District di Firenze: è Dis/Enchanted Interiors, la prima personale istituzionale in Italia dell’artista Anna Perach prodotta da MAD Murate Art District, Fondazione MUS.E, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze.

La mostra è allestita presso MAD e presso il Museo di Antropologia e Etnologia-Sistema Museale di Ateneo e proseguirà fino al 12 luglio 2026 a ingresso gratuito.

Il progetto

Il progetto, finanziato nel quadro del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, promosso dall’Unione Europea, valorizza la relazione tra Patrimonio e produzione contemporanea, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e alla pluralità delle prospettive culturali, quale attività di disseminazione nell’ambito del progetto PN Metro MAD Murate Art District: la cultura come driver di ripresa, a fianco del primo master in Mediazione Trans-culturale del Patrimonio e del Contemporaneo, coordinato da Valentina Gensini e attivato da Fondazione MUS.E con Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli. La mostra  rappresenta il quarto anno di collaborazione tra le due istituzioni.

Il progetto, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD, si propone come una retrospettiva sull’opera dell’artista nell’ultimo decennio, ma anche come esposizione site-specific che indaga i temi del colonialismo, dell’esotismo, delle tradizioni popolari, dell’identità e del femminile.

Chi è Anna Perach

Nata a Zaporizhzhia (URSS, 1985) Anna Perach vive e lavora a Londra. Il suo lavoro si concentra sull’interpretazione del folklore, della mitologia e delle tradizioni narrative in una prospettiva di genere. Perach crea ambienti abitati da sculture utilizzando la tecnica di tessitura nota come tufting, spesso impiegata per la realizzazione di tappeti. Le sue sculture, indossabili, risiedono nello spazio liminale tra oggetto e “pelle”, e vengono attivate in performances. Il tappeto, inteso come simbolo domestico che accompagna i viaggi dell’artista sin dagli inizi della sua carriera, accoglie e innesca una serie di riflessioni sulla migrazione culturale.

La selezione di opere della nuova mostra al MAD Murate Art District

MAD presenta una selezione di opere, realizzate tra il 2019 a oggi.

Mother of Monsters si ispira all’omonimo racconto di Guy de Maupassant del 1883 in cui una donna realizza corsetti in grado di deformare il corpo durante la gravidanza, causando la nascita di bambini con anomalie fisiche per farne un commercio lucroso. Perach rielabora questa inquietante narrazione per interrogare le forme di controllo e disciplinamento imposte al corpo femminile. Il corsetto diventa così un dispositivo ambiguo: una struttura rigida che protegge e al contempo costringe, contenendo i fluidi, comprimendo il cambiamento e rendendo visibile la tensione tra generazione, violenza e trasformazione.

Alkonost incarna la donna-uccello della mitologia slava: sposa abbandonata dal suo futuro marito, umiliata e disperata, questa figura archetipica si lascia annegare nel fiume da cui riemerge come creatura ibrida, donna-uccello. Appollaiata sui rami degli alberi, intona canti seduttivi, allo scopo di divorare i corpi degli uomini che le si avvicinano. “Nella mia rivisitazione della storia di Alkonost mi interessa la trasformazione femminile da una posizione di vittima, abbandonata e priva di potere, a quella di una ‘femme fatale’ che è al tempo stesso affascinante ed estremamente pericolosa. Impotente rispetto alla possibilità di conformarsi con la società patriarcale attraverso il matrimonio, Alkonost reagisce allora scatenando il suo ‘appetito’ per il piacere e la distruzione” (Anna Perach).

In Uncanny Valley una serie di teste ricamate ripropone la macabra processione di teste mozzate che circondano la casa della Baba Yaga nella fiaba russa Vasilisa la Bella. La tecnica del tufting di Perach infonde a ciascuna testa un aspetto distinto ma stranamente familiare, rendendole veicolo di memoria culturale ma evocando al contempo la sensazione inquietante di ’“uncanny valley”, un termine coniato nel 1970 dal robotico giapponese Masahiro Mori per descrivere il disagio provato quando si incontra una figura dalle sembianze quasi umane, ma inquietantemente non del tutto.

Questa e altre opere riflettono la recente ricerca di Anna Perach, concentrata sulla storia della stregoneria e su come sia stata demonizzata durante il periodo dell’Illuminismo, sminuendo il ruolo della donna e confinandola nello spazio domestico. La sua Dismembered Venus trae ispirazione sia da fonti archetipiche in cui il corpo femminile appare accompagnato da presenze bestiali, che storiche, in cui esso viene frammentato, rispetto alla pratica scientifica delle “veneri anatomiche” del XVIII secolo, raffiguranti cere femminili passive, a disposizione del medico maschio, che poteva sezionarle e ricostruirle a proprio piacimento.

Due nuovi lavori dell’artista nella galleria al primo piano di MAD e al Museo di Antropologia e Etnologia

Per l’occasione, l’artista ha inoltre realizzato due nuovi lavori esposti in galleria al primo piano di MAD, mentre il giorno dell’inaugurazione, giovedì 14 maggio alle 18:00, sarà possibile assistere all’attivazione di alcune opere in una performance ideata in dialogo con la coreografa Barbara Carulli e interpretata dalle performer Margherita Bugli, Claudia Querusti e Laura Ciani, allieve danzatrici di Centro Culturale Garage P., Toscana Media Arte, sviluppata grazie alla collaborazione con il sound artist SADI.

Per il Museo di Antropologia e Etnologia, l’artista realizzerà un’opera che tradisce una profonda autocritica disvelando vedute di interni della casa di famiglia. Emigrati dall’Unione Sovietica dopo il crollo del regime comunista, i genitori di Perach si trasferirono nel paesaggio desertico del sud di Israele e arredarono la loro casa con oggetti che, all’epoca del regime, erano considerati simboli di status sociale. Tra questi figurano sfarzose carte da parati e tessuti ispirati alle tradizioni francesi e italiane, maschere africane e statuine asiatiche in porcellana. Questi manufatti rappresentavano la ricchezza e il potere dell’Occidente dalla prospettiva sovietica e indicavano il privilegio di poter viaggiare, limitatamente a una élite, a causa delle restrizioni di uscita imposte dall’URSS. Perach decide significativamente di collocare questo lavoro fuori dal percorso museale, che decide di non abitare.

MAD Murate Art District
Piazza delle Murate, Firenze
Martedì-Sabato 14:30-19:30
murateartdistrict.it

Museo di Antropologia e Etnologia-Sistema Museale di Ateneo
Via del Proconsolo 12, Firenze
Martedì-Domenica 9-17
sma.unifi.it

Centenario viola, annunciato in anteprima uno degli eventi

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Cento anni di storia, di passione, di identità.

ACF Fiorentina si prepara a celebrare un traguardo straordinario, il centenario dalla sua fondazione, che ricorrerà il 29 agosto 2026 e sarà festeggiato con un ricco programma di eventi, progetti e iniziative che animeranno il 2026 coinvolgendo i tifosi vicini e lontani e che avrà come palcoscenico la città Firenze.

L’annuncio in anteprima di una tra le numerose attività in calendario è dedicato ad uno speciale appuntamento con la storia, il campo e i suoi protagonisti: martedì 2 settembre 2026 alle ore 20:00 presso lo Stadio Artemio Franchi di Firenze si giocherà una partita celebrativa che vedrà affrontarsi la Fiorentina All Stars e la formazione delle Legends di Operazione Nostalgia.

Un evento che celebra il passato guardando al presente, reso possibile anche grazie alla collaborazione con Operazione Nostalgia, che affiancherà la Fiorentina nell’organizzazione di questo storico appuntamento.

Una realtà nata sui social che negli anni ha saputo trasformare il seguito da online a offline diventando un fenomeno culturale e aggregativo, riportando in campo grandi protagonisti del calcio e coinvolgendo nei propri eventi più di 150.000 spettatori.

Se da un lato la Fiorentina rappresenta una delle pagine più importanti del calcio italiano, con una tradizione che attraversa un secolo di sport e appartenenza, dall’altro Operazione Nostalgia è oggi sinonimo di memoria condivisa e amore per il calcio autentico.

Due mondi che si incontrano nel nome della passione e del desiderio di celebrare il gioco nella sua essenza più pura.

L’unione tra queste due realtà ha portato alla nascita di un evento dedicato ai tifosi e alla loro passione senza tempo.

I biglietti per assistere alla partita saranno disponibili a partire dal 19 maggio 2026 e tutte le informazioni per l’acquisto verranno comunicate sui canali ufficiali della Fiorentina.

Musei in Musica al Museo Bardini: il 17 maggio a Firenze

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Domenica 17 maggio appuntamento con Musei in Musica al Museo Bardini di Firenze.

È il quarto appuntamento del 2026 del progetto curato dalla Fondazione MUS.E e La Filharmonie – Orchestra Filarmonica di Firenze e sarà dedicato alla figura della Vergine.

L’iniziativa si svolgerà con un doppio appuntamento, alle ore 14 e alle ore 15.30, negli spazi del Museo Stefano Bardini, in via dei Renai 37.

L’evento unirà una visita tematica alle opere della collezione Bardini a un momento musicale dal vivo affidato all’ensemble Cappella Semifonti.

Musei in Musica al Museo Bardini: visita alle Madonne della collezione

Il focus della visita sarà dedicato alle Madonne conservate all’interno della collezione Bardini. Il museo fiorentino riserva infatti un’intera sala alla figura di Maria, rappresentata in numerosi rilievi quattrocenteschi che testimoniano una devozione intima e domestica.

Tra le opere esposte figurano anche lavori attribuiti ad alcuni dei più importanti artisti del XV secolo, tra cui Donatello e Jacopo della Quercia. Nei diversi rilievi emerge il rapporto tra la Madonna e il Bambino attraverso gesti e sguardi che restituiscono una dimensione universale della maternità.

Il concerto medievale con Cappella Semifonti

A seguire, “Musei in Musica” proseguirà con il concerto dell’ensemble Cappella Semifonti, composto da Giovanni Oldani alla voce, Debora Tempestini alla voce e alle percussioni e Dimitri Betti all’organetto medievale.

Il programma musicale, intitolato “Stella matutina, dele scelera”, esplorerà la figura di Maria come “stella del mattino”, guida e mediatrice di salvezza, attraverso un confronto tra le tradizioni musicali della Toscana e della Spagna medievale.

Orari e informazioni

L’iniziativa è rivolta a giovani e adulti e avrà una durata di circa un’ora e trenta minuti. L’appuntamento è per domenica 17 maggio alle ore 14 e alle ore 15.30 al Museo Stefano Bardini di Firenze, in via dei Renai 37.

La partecipazione prevede l’acquisto del biglietto del museo, con tariffa intera a 10 euro e ridotta a 7 euro per giovani tra i 18 e i 25 anni e studenti universitari. L’ingresso è gratuito per possessori della Card del Fiorentino, minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatori, guide turistiche, giornalisti accreditati e membri ICOM, ICOMOS e ICCROM. Il costo dell’attività culturale è di 4 euro per i residenti della Città Metropolitana di Firenze e di 8 euro per i non residenti. Prevista anche la riduzione 2×1 per i soci Unicoop Firenze.

La prenotazione è obbligatoria scrivendo a [email protected] oppure chiamando il numero 055 0541450.

Modello Rari Nantes Florentia, dove lo sport diventa lavoro

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Lo sport non è soltanto agonismo, risultati e medaglie. È lavoro, educazione, responsabilità sociale, salute personale, inclusione e presidio quotidiano del territorio. Alla Rari Nantes Florentia questa visione, negli ultimi vent’anni di presidenza Andrea Pieri, è diventata un modello gestionale, organizzativo e sportivo solido, riconoscibile e misurabile, capace di unire crescita agonistica, occupazione, formazione, sostegno alle famiglie e servizio alla comunità.

I numeri raccontano la portata di questo percorso: da 8 dipendenti a 26 lavoratori a tempo indeterminato, da 150 a 330 collaboratori tra bagnini, istruttori, atleti e allenatori, oggi inquadrati con contratti sportivi; da 3 impianti a 7 strutture gestite tra Firenze e provincia. Dietro queste cifre ci sono posti di lavoro, servizi garantiti, competenze costruite e un rapporto quotidiano con migliaia di famiglie.

La Florentia non è una società privata orientata al profitto, ma una storica associazione sportiva che ha trasformato la propria identità in un sistema sociale, educativo e gestionale. La gestione degli impianti non è separata dalla missione sportiva, ma ne rappresenta la base concreta: piscine, corsi, attività agonistica, formazione, lavoro e inclusione fanno parte di un’unica filiera.

Attraverso la cura, la gestione e la manutenzione di impianti di proprietà pubblica, la Rari Nantes Florentia svolge un servizio di valore pubblico, in collaborazione e spesso in supplenza rispetto all’amministrazione. Non si limita a tenere aperte le piscine: le rende vive, sicure, accessibili e capaci di rispondere a bisogni reali, dalla pratica natatoria alla prevenzione, dall’attività motoria alla salute, dall’educazione sportiva alla socialità.

La diffusione dello sport, oggi riconosciuta anche nel suo valore costituzionale, diventa parte di una responsabilità più ampia: promuovere benessere personale e salute sociale. La piscina è uno spazio pubblico vissuto ogni giorno da bambini, ragazzi, famiglie, anziani, persone con disabilità, atleti e cittadini.

Uno degli elementi più significativi del modello Florentia è la sua capacità di autoalimentarsi. Tanti ragazzi entrano da bambini e, negli anni, restano legati all’ambiente: alcuni passano dalla vasca alla scrivania, altri diventano bagnini, istruttori, educatori, allenatori o collaboratori. Una fucina di persone, dove si cresce, si impara, si lavora e si restituisce alla comunità ciò che si è ricevuto.

A rafforzare questa vocazione c’è anche l’attività della propria Onlus, attraverso la quale la Florentia sostiene le famiglie in difficoltà e rende lo sport più accessibile, inclusivo e vicino a chi ha più bisogno.

Dentro questa visione si inserisce anche la pallanuoto paralimpica, fiore all’occhiello del progetto biancorosso. La Florentia vanta la squadra più titolata della FINP, capace nel 2025 di realizzare un en plein storico con Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. A questo si aggiunge la presenza di un nuotatore con sindrome di Down campione del mondo della specialità e primatista mondiale nei 200 farfalla: risultati che confermano la forza di un modello inclusivo capace di produrre appartenenza, talento e alto livello sportivo.

Da questo sistema nascono anche risultati di valore storico. In vent’anni la Rari Nantes Florentia ha consolidato la propria tradizione nella pallanuoto e costruito un percorso di eccellenza anche nel nuoto e nel nuoto artistico, diventando una realtà unica nel panorama acquatico italiano per ampiezza, continuità e qualità del progetto.

Il dato olimpico è il simbolo più alto di questa crescita. Dopo i tre atleti presenti ai Giochi di Tokyo, a Parigi la Florentia ha scritto una pagina senza precedenti nella storia del club, dello sport fiorentino e del movimento toscano: per la prima volta cinque rappresentanti biancorossi hanno preso parte alla spedizione azzurra, con quattro nuotatori, una pallanuotista e un tecnico. Un risultato che certifica la capacità della società di formare, accompagnare e portare atleti e figure tecniche fino al massimo palcoscenico internazionale.

Non si tratta di exploit isolati, ma del frutto di una visione costruita nel tempo, di investimenti sulle persone, di competenza tecnica, continuità gestionale e capacità organizzativa. Alla Florentia il risultato sportivo non è separato dal modello sociale: ne è la conseguenza più visibile.

Alla Rari Nantes Florentia non si formano soltanto atleti. Si formano persone, professionisti, cittadini e campioni: nello sport, quando il talento incontra il metodo; nella vita, quando la disciplina incontra i valori.

Savino Del Bene Volley: Marco Gaspari sarà il tecnico anche nella stagione 2026-2027

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La Savino Del Bene Volley è lieta di confermare che coach Marco Gaspari guiderà la prima squadra anche nella stagione sportiva 2026-2027, proseguendo il proprio percorso alla guida del club in virtù dell’accordo biennale ufficializzato nel maggio 2025.
Il tecnico marchigiano, nato ad Ancona il 20 settembre 1982, continuerà dunque a sedere sulla panchina della Savino Del Bene Volley dopo essere approdato a Scandicci il 15 ottobre 2024, quando subentrò in corso d’opera alla guida della squadra.
Nella stagione 2024-2025 Gaspari ha condotto il club a raggiungere la prima storica Final Four di CEV Champions League, culminata con la partecipazione alla finale della massima competizione europea.
L’annata sportiva 2025-2026 ha rappresentato la prima stagione completa di Marco Gaspari alla guida della Savino Del Bene Volley, un percorso impreziosito da risultati di grande rilievo sia in ambito nazionale che internazionale.
In campionato, la formazione scandiccese ha chiuso la regular season di Serie A1 al secondo posto in classifica, fermando poi il proprio cammino in semifinale dei Play Off Scudetto. Grazie al piazzamento ottenuto, la Savino Del Bene Volley ha conquistato la qualificazione alla CEV Champions League 2026-2027, competizione che il club disputerà per la settima volta nella propria storia.
Sempre entro i confini nazionali, la stagione ha visto la Savino Del Bene Volley raggiungere per la prima volta la finale di Coppa Italia, un traguardo storico che consentirà alla società di prendere parte alla Supercoppa Italiana 2026, segnando la seconda partecipazione del club alla competizione.
In campo europeo, la squadra guidata da Gaspari ha bissato la partecipazione alla Final Four di CEV Champions League, confermandosi tra le migliori quattro formazioni del continente.
A livello mondiale, il risultato più prestigioso è arrivato nel dicembre 2025, quando la Savino Del Bene Volley ha conquistato il Campionato Mondiale per Club FIVB a San Paolo, in Brasile, centrando il primo titolo iridato della propria storia.
Nella stagione 2026-2027 Marco Gaspari guiderà la Savino Del Bene Volley in quattro competizioni: Serie A1, Coppa Italia, CEV Champions League e Supercoppa Italiana.
La società è lieta di poter proseguire il proprio percorso insieme a Marco Gaspari, confermando la volontà di dare continuità a un progetto tecnico che nelle ultime stagioni ha consentito alla Savino Del Bene Volley di raggiungere traguardi di assoluto prestigio.
Photo Credit: Maurizio Anatrini

Proseguono i lavori in via Panzani: restringimenti e sensi unici

Lavori via Panzani: da lunedì 11 maggio è scattata una nuova fase dell’intervento. Il cantiere interessa la carreggiata lato San Lorenzo nel tratto tra via del Giglio e piazza dell’Unità Italiana.

Per quanto riguarda l’impatto sulla circolazione, sarà istituito un restringimento con un senso unico in direzione di piazza della Stazione. Sono previsti inoltre altri provvedimenti tra cui il senso unico sulla direttrice via del Giglio-piazza Madonna degli Aldobrandini in direzione di via Faenza; stesso provvedimento anche in via del Melarancio (da piazza dell’Unità Italiana verso via del Giglio) e in via dei Conti (da via Zannetti verso via Cerretani).

Questo l’itinerario alternativo previsto per i veicoli provenienti da piazza della Stazione e diretti in via Panzani/via dei Rondinelli: piazza dell’Unità Italiana-via del Melarancio-piazza Madonna degli Aldobrandini-via dei Conti-via dei Cerretani.

Questi provvedimenti saranno in vigore fino al 7 agosto.

La riqualificazione di via Panzani

L’intervento in di via Panzani si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione del centro storico mirato alla vivibilità e alla qualità urbana.

Da lunedì 2 marzo sono partiti i lavori nel tratto compreso tra via del Giglio e piazza dell’Unità Italiana, ultimo tassello della riqualificazione dell’asse pedonale e viario che collega il Duomo a piazza dell’Unità Italiana, completando gli interventi già realizzati su Via Cerretani e sul primo tratto di via Panzani.

L’intervento prevede il rifacimento e l’allargamento dei marciapiedi in pietra arenaria extradura, mentre per la carreggiata sarà utilizzato l’asfalto con finitura architettonica già presente nel tratto precedente di via Panzani. Una scelta, questa, ritenuta più adeguata rispetto al lastrico in pietra, impiegato in via Cerretani fino a Piazza Santa Maria Maggiore, per garantire una migliore resistenza al frequente passaggio dei mezzi del trasporto pubblico.

Nel programma sono compresi anche gli interventi preliminari di Publiacqua sulla rete idrica e quelli di Firenze Smart per la predisposizione dell’interramento della fibra ottica e l’installazione di nuovi semafori agli incroci con via del Giglio e piazza dell’Unità Italiana.

Il cantiere, articolato in più fasi, avrà una durata complessiva massima di 42 settimane, comprensive dei lavori sulla rete idrica (per questi sono stimate 16 settimane di durata massima).

Le lavorazioni sono iniziate dalla riqualificazione della rete idrica in corrispondenza dell’incrocio via Panzani-via del Giglio.

Il cantiere sarà allestito prima verso via dei Banchi poi verso San Lorenzo con chiusura alternata e successiva dei due tratti di via del Giglio mentre in via Panzani sarà in vigore un senso unico alternato.

Seguirà la riqualificazione dei marciapiedi, prima sul lato dei numeri civici pari e poi su quello dei dispari, e infine l’asfaltatura della carreggiata con conglomerato bituminoso pigmentato nelle tonalità del grigio.

L’investimento complessivo è di circa 770mila euro.

Riqualificazione Piazza dell’Unità Italiana a Firenze: ecco come sarà

È stato presentato nei giorni scorsi il progetto di riqualificazione Piazza dell’Unità Italiana a Firenze.

Ogni giorno migliaia di persone transitano da questa Piazza, che si trova nel cuore del percorso tra la stazione di Santa Maria Novella e il Duomo: uno spazio centrale, ma oggi disordinato, privo di identità, con pochi punti adatti ad accogliere la sosta dei numerosi passanti e con una forte presenza di veicoli.

I numeri della riqualificazione di Piazza dell’Unità Italiana a Firenze

L’intervento di riqualificazione, dal valore complessivo di circa 1,77 milioni di euro, punta a restituire dignità e vivibilità alla piazza riducendo il traffico, ampliando lo spazio pubblico fruibile dai cittadini e investendo sulla qualità urbana attraverso la collocazione di 13 nuovi alberi e nuove sedute. L’obiettivo è quello di trasformare Piazza dell’Unità Italiana da spazio di passaggio dominato dalle auto a piazza urbana capace di offrire ombra, sosta e qualità ambientale.

La parte pedonale centrale si allarga dagli attuali 1.035 ai 1.822 metri quadrati (+76%), mentre la carreggiata si riduce del 44% (da 2.424 a 1.677 mq). Cresce anche la superficie disponibile per manifestazioni e cerimonie, da 480 a 630 metri quadrati. Complessivamente, tra marciapiedi allargati e area pedonale centrale, oltre il 66% della piazza diventerà pedonale.
Sosta e transito saranno riorganizzati nella fascia compresa tra i marciapiedi e la zona pedonale: sarà mantenuta la circolazione attuale su una sede stradale ridotta e i posti auto saranno destinati a residenti e carico/scarico merci.

Più alberi, pavimentazione drenante, materiali anti-calore

Saranno piantati 13 nuovi alberi (3 Cinnamomum Camphora, 2 Paulownia Tomentosa, 7 Prunus Subhirtella nella piazza e un ulteriore Prunus Subhirtella sul marciapiede all’angolo con via del Melarancio) scelti per garantire ombra, varietà delle fioriture stagionali e resistenza al contesto urbano. A questi si aggiungono anche i tre alberi già piantati nello stralcio fronte Hotel W già realizzato dai privati. Le chiome copriranno circa il 60% dell’area verde, creando zone ombreggiate che renderanno la piazza significativamente più vivibile nei mesi estivi.
L’introduzione di alberature, superfici permeabili e materiali a basso assorbimento termico rappresenta una risposta concreta al fenomeno delle isole di calore urbane. Oltre mille metri quadrati della parte pedonale (per la precisione 1.170) diventeranno drenanti, consentendo all’acqua di infiltrarsi naturalmente e contribuendo al raffrescamento dell’ambiente. Una modifica rispetto alla precedente progettazione che risponde alle sollecitazioni della Direzione Ambiente e della Soprintendenza ai Beni Ambientali che ha dato il via libera al progetto. Il materiale scelto per l’area centrale è la terra stabilizzata, composta da inerti fini di origine calcarea che garantisce un aspetto naturale e un alto grado di permeabilità. L’area sarà delimitata da una lista in pietra e suddivisa in settori da inserti metallici, analoghi a quelle di piazza Santa Maria Novella, disegnate per guidare lo sguardo e i percorsi verso l’obelisco dedicato ai Caduti, fulcro simbolico della piazza e delle cerimonie commemorative.
Anche la parte carrabile utilizzerà materiali a ridotto accumulo di calore rispetto all’asfalto tradizionale: cemento architettonico simile, per tipologia e colore, a quello di piazza del Carmine.

Per i marciapiedi, che saranno ampliati come il tratto già realizzato a stralcio davanti all’Hotel W, è prevista pietra arenaria extra dura, in coerenza con via Cerretani e via Panzani. Per la fascia esterna lato Santa Maria Novella, dove si concentreranno i flussi pedonali maggiori, sarà utilizzata la pietra forte grigio-ocra con finitura fiammata già presente sull’altro lato della piazza, garantendo continuità stilistica tra i due spazi.

Più sedute e più illuminazione

Al posto dei gradoni dell’obelisco attualmente utilizzati, potranno essere utilizzate sedute distribuite nell’area centrale (una quindicina), offrendo punti di sosta discreti e ben integrati nello spazio. L’illuminazione, una rivisitazione contemporanea delle lanterne in ghisa del centro storico, garantirà sicurezza e qualità ambientale anche nelle ore serali (previsti sette nuovi impianti). Completano il progetto una rastrelliera per biciclette e dissuasori a protezione dell’area pedonale.

Viadotto Marco Polo: al via la sostituzione delle barriere laterali

Sul Viadotto Marco Polo cominciano oggi le operazioni di sostituzione delle barriere laterali.

L’intervento sul Viadotto Marco Polo, finalizzato alla sicurezza stradale, è articolato in due fasi e interessa la direttrice in uscita città con restringimento di carreggiata.

Inizialmente i lavori si concentreranno sul tratto più vicino al casello autostradale, successivamente si sposteranno sulla porzione a partire dalla rampa da viale Europa.

Il termine previsto dei lavori è fissato per il 10 luglio.

Sui cantieri in corso a Firenze leggi anche:

 

Nasce l’identità visiva di GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello

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Nasce l’identità visiva di GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, il nuovo istituto museale autonomo che riunisce alcuni dei principali luoghi della cultura fiorentina. Il progetto è firmato dallo studio Migliore+Servetto.

L’iniziativa, fortemente voluta dal Direttore generale Andreina Contessa, rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di un sistema museale integrato, capace di valorizzare una costellazione di sedi museali nel centro storico di Firenze e di rafforzarne la riconoscibilità complessiva. GAMB nasce dalla volontà di dare forma unitaria a una realtà articolata che comprende, oltre alla Galleria dell’Accademia e al Museo Nazionale del Bargello, Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo.

Cosa rappresenta la nuova identità visiva di GAMB

Il pittogramma rappresenta una sintesi dinamica della distribuzione geografica delle sette sedi nel centro storico: un nucleo unitario da cui si diramano diversi bracci verso le diverse componenti del Polo, trasformando la mappa in elemento narrativo e simbolico dell’unità del sistema e della sua proiezione nella città.

«La nuova identità visiva – sottolinea il Direttore generale Andreina Contessarappresenta uno strumento fondamentale per rendere riconoscibile e coerente un sistema museale complesso e diffuso. È il segno di una visione condivisa, capace di restituire unità a una pluralità di sedi e di storie e di consolidarne il dialogo con la città e con i diversi pubblici. Il pittogramma ideato da Migliore+Servetto è un segno dinamico che suggerisce movimento e connessione, percorso e intersezione, ed evoca la possibilità di esplorazione e scoperta. Di fatto disegna una mappa che è al contempo geografica e concettuale, che unisce luoghi di arte e storia e genera esperienze e conoscenza intrecciate».

Un vero e proprio diagramma urbano che restituisce immediatamente il valore distintivo del sistema museale: l’arte non è confinata in un contenitore, ma si dispiega nel territorio che l’ha generata attraverso un linguaggio coerente e riconoscibile.

In questa prospettiva, il sistema valorizza un patrimonio architettonico e artistico diffuso nel tessuto urbano, offrendo un viaggio attraverso le molteplici epoche e i differenti volti di Firenze e dando vita a itinerari tematici e percorsi incrociati (Nel segno del genio, Firenze e i suoi simboli, L’arte nel dettaglio).

«Non abbiamo disegnato solo un simbolo, ma una mappa capace di connettere la cultura al suo territorio» affermano Ico Migliore e Mara Servetto. «L’identità di GAMB è un segno vivo che unisce sette luoghi straordinari a partire da un centro comune. È un’opera d’arte diffusa che invita le persone a riscoprire la storia camminando nel cuore di Firenze».

Il segno grafico si configura come simbolo di pluralità e di vitalità, rafforzando l’identità condivisa e valorizzando, al contempo, la specificità di ciascuna istituzione nel dialogo reciproco.

«Progettare un’identità oggi non significa solo tracciare un segno, ma esplorare il rapporto tra progetto, memoria e luogo attraverso una nuova autorialità collettiva» spiegano Ico Migliore e Mara Servetto. «Questo logo costruisce connessioni e nasce da una sintesi di stimoli fatta di dialoghi e sguardi nel tessuto della città».

Per il logotipo è stato scelto il carattere Divenire (Cast Type Foundry), un sans-serif dall’anima organica e dalla personalità decisa. Le sue forme squadrate, a tratti irregolari, discontinue – come se portassero i segni del tempo e della mano dell’uomo – rimandano idealmente ai percorsi che collegano le sedi: tracciati non rettilinei, mai uniformi, eppure capaci di generare armonia. È un carattere moderno che comunica autorevolezza istituzionale e affidabilità, portando con sé un’eleganza razionale, mai fredda, tipicamente italiana.

Un colore per ogni sede museale

La palette cromatica attinge profondamente al territorio e alla storia, armonizzando le diverse anime del sistema museale e connotando ogni sede con un proprio carattere peculiare:

  • Blu Cobalto per la Galleria dell’Accademia e il Museo del Bargello: una tonalità che evoca un senso di autorevolezza e prestigio attraverso la preziosità dei lapislazzuli.
  • Verde Smeraldo per Palazzo Davanzati: un omaggio cromatico ai decori della celebre “Sala dei pappagalli”.
  • Rosso Borgogna per Casa Martelli: ispirato alle tonalità araldiche dello stemma della famiglia.
  • Oro per Orsanmichele: una citazione dello splendore del Tabernacolo dell’Orcagna.
  • Grigio Pietra Serena per le Cappelle Medicee: riprende fedelmente l’atmosfera materica e il rigore della Sagrestia Nuova.
  • Porpora per l’Ex Chiesa di San Procolo: una scelta simbolica che rimanda alla tradizione e ai paramenti ecclesiastici.

Restauro del basamento del Perseo: al via il cantiere “live”

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All’interno del Museo Nazionale del Bargello prende il via il restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini, uno dei capolavori assoluti della scultura fiorentina del Cinquecento.

Dopo le operazioni di disallestimento del basamento marmoreo iniziate nei giorni scorsi, il restauro prevede d’ora in poi un cantiere “live” allestito nella sala mostre al piano terra del museo.

A partire dal 12 maggio, il pubblico potrà accedere allo spazio di lavoro e seguire da vicino le diverse fasi dell’intervento, in programma fino al 5 settembre 2026.

“Aprire al pubblico un restauro così delicato e complesso significa condividere non solo il risultato finale, ma anche il processo di conoscenza che accompagna ogni intervento conservativo – spiega Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello – Il cantiere live del basamento del Perseo permette ai visitatori di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e di cogliere dettagli tecnici, esecutivi e materici spesso invisibili a uno sguardo non esperto. È un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico alla comprensione profonda dell’opera e alla sua storia conservativa”.

Cos’è il basamento del Perseo

Realizzato tra il 1549 e il 1553 su commissione di Cosimo I de’ Medici per accompagnare il celebre bronzo destinato alla Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo – conservato nella Sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento del Museo Nazionale del Bargello – costituisce un raffinato capolavoro di intaglio scultoreo, concepito come un’ara riccamente decorata e densa di significati simbolici. Ai quattro angoli si trovano protomi di caprone, allusive al segno zodiacale del Capricorno riconducibile al duca, mentre un articolato sistema decorativo fatto di fiaccole e mascheroni allude al trionfo della verità sull’inganno. Più in basso, le erme femminili, rappresentanti la figura di Diana Efesia, evocano la natura e la prosperità, mentre nelle nicchie trovano posto le quattro statuette bronzee raffiguranti Giove, Minerva, Mercurio e Danae con il piccolo Perseo.

Quasi trent’anni fa l’ultimo restauro del basamento del Perseo

Dopo quasi trent’anni dall’ultimo restauro, risalente al periodo 1995–2000, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo volto a stabilizzare i processi di degrado e a migliorare la leggibilità estetica e materica dell’opera, compromessa da disomogeneità cromatiche e discontinuità formali. L’intervento rappresenta anche un’importante occasione di studio, che consentirà di approfondire la conoscenza del complesso sotto il profilo storico, conservativo e tecnologico, grazie all’impiego di metodologie aggiornate. Insieme al basamento e alle statuette bronzee sarà restaurata anche la spada in ferro del Perseo, solitamente esposta in una delle vetrine della sala dell’Armeria del museo.

Fino a settembre il cantiere aperto al pubblico

Elemento centrale dell’iniziativa è il cantiere aperto al pubblico, che permetterà ai visitatori di osservare da vicino tutte le fasi del restauro durante il normale orario di apertura del museo. Il percorso sarà arricchito da pannelli informativi dedicati agli aspetti storico-artistici e tecnici e da un video che documenta, attraverso immagini storiche e contemporanee, le complesse vicende conservative dell’opera nel corso del Novecento. Accanto al cantiere, il museo promuoverà un programma di attività, tra cui appuntamenti condotti dai restauratori e dal personale del museo, con percorsi accessibili.

Il progetto di restauro è affidato a Martina Paladini per i bronzi e la spada, e a Nicoletta Carniel e Laura Benucci per il basamento lapideo, sotto la direzione lavori di Chiara Valcepina.

La storia conservativa del basamento del Perseo è intensa e ampiamente documentata. Tra i tanti episodi che la vedono coinvolta ricordiamo il periodo dei bombardamenti, durante la Seconda guerra mondiale, quando il Perseo e la sua base furono ricoverati in un locale sotto la Loggia dei Lanzi per garantirne al meglio l’incolumità. Nel 1945 Bruno Bearzi, lungimirante restauratore e punto di riferimento per la tutela della scultura in bronzo, venne incaricato di ricollocare tutte le opere d’arte al loro posto, una volta scongiurati i rischi legati al conflitto. In quella occasione Bearzi intervenne per consolidare l’ancoraggio della scultura alla sua base e sostituire la spada in ferro con una copia in bronzo che vediamo ancora oggi nella mano di Perseo. Nel 1980 la spada originale in ferro è stata trasferita presso il Museo Nazionale del Bargello, dove già erano pervenuti, sempre per ovviare all’inarrestabile processo di degrado, il rilievo bronzeo con Perseo che libera Andromeda e i quattro bronzetti del basamento marmoreo. Ritenuto inadatto al ricollocamento nella Loggia dei Lanzi, il basamento marmoreo è stato definitivamente ricoverato presso la sede museale del Bargello nel 2000 e qui ricongiunto alle quattro sculture in bronzo.