domenica, 5 Luglio 2026
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Omaggio a Michelangelo Pistoletto davanti alla riproduzione della cella di Mandela

Nel giorno del suo 93esimo compleanno, Michelangelo Pistoletto ha ricevuto le Mani della Pace davanti alla riproduzione della cella di Nelson Mandela all’ingresso del Nelson Mandela Forum di Firenze.
Un momento di grande valenza simbolica che si è tenuto nell’ambito dell’incontro “Michelangelo Pistoletto: vedere l’invisibile”, all’interno della rassegna Animae Loci – Generare futuro, promossa dall’Associazione Culturale La Nottola di Minerva ETS con il contributo della Regione Toscana e di Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Nelson Mandela Forum e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto.

Le Mani della Pace sono il simbolo del Nelson Mandela Forum. Il Maestro ha ricevuto una copia in terracotta dell’Impruneta che riproduce le mani bianca e nera che si stringono presenti nella sala di rappresentanza del Nelson Mandela Forum.

L’omaggio al Maestro davanti alla riproduzione della cella di Robben Island dove il leader sudafricano trascorse 18 dei suoi 27 anni di detenzione, ha voluto celebrare la convergenza fra queste due figure, il dialogo ideale tra la visione di Pistoletto di un’arte capace di generare comunità e l’eredità morale di Mandela, simbolo di resistenza e dignità umana.

“Sono veramente felice di essere qui oggi – ha commentato il Maestroper poter lanciare un nuovo messaggio di pace, per un progresso verso la pace preventiva. Chi ha lavorato per la pace ieri deve sopravvivere con coscienza nuova per chi vuole la pace oggi. Bisogna assumersi la responsabilità e avere tanta pazienza, di fronte a tanta guerra la pace preventiva deve essere assunta come metodo e come principio”.

“Michelangelo Pistoletto è un artista libero – afferma il Presidente dell’Associazione Nelson Mandela Forum Massimo Gramignie noi come Nelson Mandela Forum abbiamo l’obbligo di dare un riconoscimento a chi dà un contributo sulla libertà e sul rapporto tra esseri umani. Con Mandela che non è più in vita, dobbiamo essere coerenti e dare memoria alle sue battaglie: il colore della pelle non può dividere gli uomini e un uomo non può mai essere schiavo di un proprio simile. In questo contesto internazionale fa bene ricordarlo”.

La Fiorentina debutterà in Coppa Italia il 14 agosto allo stadio Artemio Franchi

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Si farà subito sul serio a partire da Ferragosto. La lega Calcio ha reso noto il tabellone della Coppa italia 2026/2027. La Fiorentina in serie A, Arezzo, Carrarese, Empoli e Pisa in serie B.

L’Arezzo, neo promosso, dovrà giocare uno spareggio contro l’Union Brescia. Se vinceranno lo spareggio giocheranno il 14 febbraio alle 18,30 a Cagliari in diretta su Italia 1.

La Fiorentina dovrà aspettare per conoscere il proprio avversario. I viola giocheranno il 14 febbraio alle 21,15 allo stadio Artemio Franchi contro la vincente dello spareggio tra Benevento e Ravenna, sempre in diretta su Italia 1.

La Carrarese giocherà sabato 15 agosto alle 21,15 a Torino contro i granata, sempre in diretta su Italia 1.

Derby, infine, tra Pisa ed Empoli lunedì 17 agosto alle 18, in diretta sul Canale 20.

La Fiorentina poi debutterà nella nuova serie A lunedì 24 agosto alle 20,45 all’Olimpico contro la Roma e festeggerà i 100 anni sabato 29 agosto alle 18,30 dopo la partita che si giocherà al Franchi contro il Frosinone.

Già decise date ed orari di altre tre giornate:

Sabato 5 settembre alle 15 Fiorentina – Torino.

Venerdì 11 settembre alle 20,45 Venezia – Fiorentina

Domenica 20 settembre alle 12,30 Fiorentina – Napoli.

Artigianato e Palazzo XXXII “Riconnettersi con la natura”

La XXXII edizione di Artigianato e Palazzo è attraversata da una riflessione sulla necessità di “Riconnettersi con la natura”, principio generativo da cui traggono origine processi creativi, pratiche artigianali e ricerca progettuale.
La Mostra, in programma dall’11 al 13 settembre al Giardino Corsini di Firenze, riunisce una nuova selezione di 100 artigiani e giovani designer e mette in dialogo le diverse declinazioni dell’artigianato contemporaneo, accomunate da una ricerca condivisa: osservare i processi di trasformazione della terra, dell’acqua e della materia come punto di partenza del proprio progetto creativo.

«Dalla riscoperta di materiali naturali e tecniche tradizionali fino alle più innovative pratiche di riuso e sperimentazione, gli artigiani e gli artisti selezionati per questa edizione testimoniano come la sostenibilità sia oggi non solo una scelta produttiva, ma una vera e propria visione culturale”, dichiarano gli organizzatori Sabina Corsini e Neri Torrigiani.
«La natura qui non è soltanto fonte di ispirazione formale, ma diventa materia viva del progetto, principio generativo che accomuna linguaggi, tecniche e discipline differenti.”.

Tra le novità di Artigianato e Palazzo 2026 si inseriscono tre interventi artistici che trasformano il Giardino Corsini in un’esperienza sensoriale e plurale, all’interno del percorso espositivo.
Gli organizzatori affidano al giovane designer Jonathan Bocca il progetto site-specific della manifestazione. Con “Linfa. La filosofia dello stupore,” Bocca propone un’esperienza immersiva sul tema della meraviglia come strumento di conoscenza. L’installazione si presenta come una grande forma organica, una sorta di linfa vitale che attraversa Palazzo e Giardino, creando un dialogo tra passato e contemporaneità.
Si aggiungono: Bosco Sonoro di Michel Vecchi, dove 25 sculture fungiformi trasformano uno spazio del Giardino in un paesaggio sensoriale e il Padiglione Thòlos di CanyaLab, struttura in bambù tra sostenibilità e artigianato, realizzata come cantiere aperto durante la manifestazione.

Per il 2026, il progetto Galleria dell’Artigianato promosso da ARTEX presenta la collettiva “Tra Natura e Artificio”, con la curatela scientifica di Jean Blanchaert. Il titolo vuole significare il rapporto tra la realtà naturale, che non è prodotta dall’uomo, e tutto ciò invece che l’uomo stesso trasforma in oggetti; mentre Starhotels, nell’ambito del suo progetto di mecenatismo “La Grande Bellezza. The Dream Factory” in favore dell’alto artigianato italiano, con il supporto di Fondazione Cologni e Gruppo Editoriale, presenta l’esposizione dedicata ad Antonietta Mazzotti Emaldi, artista-artigiana decana della ceramica faentina, affascinata dalla magia e dai misteri della natura.

Si rinnova inoltre lo spazio “Next Generation”, con una nuova selezione di giovani artigiani e designer, mentre si rafforza l’impegno sociale della Mostra grazie alla partecipazione di realtà inclusive al progetto “L’Artigianato che unisce, l’Artigianato che include” sostenute con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

La Fondazione CR Firenze, che dal 2000 sostiene Artigianato e Palazzo, presenta per la prima volta “RECREOS a Palazzo”: una selezione dei vincitori del Bando Recreos, iniziativa dedicata alla riqualificazione artigianale di via Palazzuolo a Firenze e annuncia i nomi delle botteghe artigiane che apriranno in autunno.

Si, confermano i premi “Perseo – Fondazione CR Firenze”, “Giorgiana Corsini” e “Eccellenza Italiana” insieme a un programma quotidiano di talk e laboratori aperti al pubblico.

Nel Giardino Segreto, che collega l’Orto delle Monache alle Scuderie del Palazzo, sarà possibile ammirare le auto d’epoca del principe Filippo Corsini e vivere l’esperienza del brunch nello spazio di Ditta Artigianale.
Artigianato e Palazzo propone inoltre programmi di confronto e partecipazione che estendono l’esperienza della mostra oltre lo spazio espositivo, favorendo lo scambio e la produzione culturale.

RICONNETTERSI CON LA NATURA
PROGETTI SPECIALI
INSTALLAZIONI, SUONO E ARCHITETTURA

Nel segno del tema di questa edizione, il percorso espositivo si arricchisce di tre progetti — installazione, suono e architettura — che offrono al pubblico un’esperienza immersiva e corale.

JONATHAN BOCCA, designer
Installazione
LINFA
La filosofia dello stupore

Gli organizzatori affidano quest’anno al giovane designer Jonathan Bocca il progetto artistico site-specific della manifestazione.
Con Linfa. La filofia dello stupore”, Jonathan Bocca trasforma il Giardino Corsini in un percorso immersivo ispirato al tema della meraviglia come strumento di scoperta e conoscenza. L’installazione si sviluppa come una grande forma organica, una sorta di linfa vitale che attraversa gli spazi del Palazzo e del Giardino, creando un dialogo tra passato e contemporaneità. Attraverso interventi che coinvolgono anche alcune statue storiche, l’artista reinterpreta il patrimonio esistente in chiave contemporanea, fondendo arte, design e manifattura in una narrazione che celebra la trasformazione e il cambiamento.

Come scrive la curator e design advisor Federica Sala, “se il concetto di meraviglia nel Rinascimento era il motore della conoscenza, così avviene per questa installazione, che cuce insieme le diverse aree del Palazzo e del Giardino come una lunga radice arborea. Forma, materiale, dimensioni e colore contribuiscono a creare una dimensione di stupore e straniamento che diventa incentivo alla scoperta e, di conseguenza, alla conoscenza”.
Un invito per i visitatori, a guardare il patrimonio storico con occhi nuovi, in un continuo dialogo tra memoria e contemporaneità.

Jonathan Bocca (Lucca, 1998) è un designer scultoreo italo-polacco. Si è laureato all’IED di Firenze e, durante il suo percorso di studi, ha frequentato la UAL di Londra.
Le sue radici creative affondano nel centro di ricerca Fabrica, e attualmente studia e sperimenta nuovi materiali per la realizzazione di sculture e oggetti capaci di mettere in discussione e rinnovare il modo in cui il design viene concepito.
È stato tra i protagonisti della prima edizione di Alcova e ha partecipato al Design Festival di Hong Kong.

“Il lavoro di Jonathan Bocca si colloca in un territorio di confine tra arte, design e pratica artigianale, in cui la centralità del fare manuale e della materia dà forma a un immaginario narrativo e visionario. Le sue opere costruiscono ambienti e presenze sospese tra realtà e invenzione, trasformando l’oggetto in dispositivo di racconto e di esperienza”, spiega il critico Enrico Morteo.

Le proposte immersive della mostra si arricchiscono con Bosco Sonoro di Michel Vecchi, artista della Land Art la cui opera esplora la relazione tra natura, trasformazione e percezione umana. Nell’Orto delle Monache, 25 sculture fungiformi ricavate da alberi caduti trasformano lo spazio in un paesaggio sensoriale. Attraverso un ascolto in cuffia, il visitatore viene introdotto in una dimensione sospesa e intima, dove il suono accompagna in modo silenzioso la scoperta delle sculture e il dialogo con il giardino.

Si completano con il Padiglione Thòlos, una struttura in bambù realizzata da CanyaLab: che prende forma nel Giardino Corsini come cantiere aperto durante la manifestazione.
Il progetto esplora un’architettura che nasce dal contesto naturale senza dominarlo, in cui la lavorazione del bambù diventa parte integrante del processo creativo. Attraverso materiali rinnovabili e pratiche costruttive condivise, il padiglione prende vita come spazio in trasformazione, unendo ricerca tecnica, sapere artigianale e sostenibilità.

ARTEX “Galleria dell’Artigianato: Tra Natura e Artificio”

Per il 2026, il progetto Galleria dell’Artigianato presenta la mostra Tra Natura e Artificio, con la curatela scientifica di Jean Blanchaert e l’allestimento dello Studio La Vanguardia. L’evento è realizzato da Artex nell’ambito del progetto Officina Creativa Lab, promosso da Regione Toscana e Comune di Firenze in collaborazione con CNA Toscana, Confartigianato Imprese Toscana.

Il titolo vuole significare il rapporto tra la realtà naturale, che non è prodotta dall’uomo, e tutto ciò invece che l’uomo stesso trasforma in oggetti, in prodotti, attraverso un processo creativo: l’artigiano, l’artifex, attraverso le proprie capacità creative e tecniche trasforma la materia prima naturale in un oggetto artificiale che però alla natura continua a fare riferimento in un rapporto dialettico e paritario.
Il percorso espositivo presenta quindi oggetti che si richiamano in vario modo al mondo naturale: i colori, in primis il verde; le forme; i decori ma anche percorsi tecnici e di ricerca che spingono verso un sempre maggior rispetto della natura e dell’ambiente.

LA GRANDE BELLEZZA – THE DREAM FACTORY by Starhotels presenta “Nostra Signora della Ceramica: Antonietta Mazzotti Emaldi”

Un grande ritorno a Firenze per questa importante artista, decana della ceramica faentina, che ha partecipato agli esordi di Artigianato e Palazzo grazie all’amicizia e alla stima di Giorgiana Corsini.
Antonietta Mazzotti Emaldi “rappresenta oggi in modo esemplare”, scrive di lei Ugo La Pietra, “il ruolo dell’artigiana-artista. Guardando le sue opere possiamo riconoscere un linguaggio espressivo originale nella tecnica e nella figurazione poetica. Dalla passione per la tradizionale ceramica faentina alla creazione “trasgressiva”, Antonietta Mazzotti, artista-artigiana affascinata dalla magia e dai misteri della natura, crea opere evocative di grande bellezza e suggestione.”

Per l’esposizione ad Artigianato e Palazzo la talentuosa maestra ha scelto opere dalla collezione Menadi, in maiolica e oro zecchino, legata all’universo simbolico e mitologico, con vasi modellati al tornio, volumi puri su cui si innestano elementi scultorei in oro, evocando il corpo femminile e il drappeggio del tessuto; opere della collezione Garofano – Faience Garden, in argilla bianca, vetrina, oro zecchino, che nasce da una riflessione sul tema della tradizione come materia viva, capace di trasformarsi e rigenerarsi nel tempo; pezzi della collezione Proserpina, ispirata al mito classico della divinità femminile e al suo legame simbolico con il frutto del melograno, emblema di ciclicità, fertilità e trasformazione: una serie di oggetti iconici dedicati alla tavola e al design di interni. E infine le opere della collezione Survival, in argilla, vetro, ossidi e oro, che nascono da una profonda riflessione sulla resilienza della natura e sulla sua capacità di attraversare il tempo, resistere alle avversità e continuare a generare bellezza.

La mostra si inscrive nelle azioni legate al progetto La Grande Bellezza. The Dream Factory by Starhotels con Fondazione Cologni e Gruppo Editoriale in favore dell’alto artigianato artistico italiano. “Con il progetto La Grande Bellezza desideriamo raccogliere il prezioso testimone di quel mecenatismo illuminato che ha protetto e fatto fiorire l’arte e l’alto artigianato italiani. Un giacimento di bellezza e saper fare che ci ha reso ciò che siamo e che il mondo intero ama e desidera”, Elisabetta Fabri, Presidente e AD di Starhotels.

RICONNETTERSI CON LA NATURA
QUANDO ISPIRA IL FARE ARTIGIANO INTERNAZIONALE

Recupero, sostenibilità, tradizione e innovazione attraversano la nuova selezione di artigiani, chiamati a raccontare, ciascuno attraverso il proprio linguaggio, il legame tra terra, creatività e cultura contemporanea.
Tra le presenze di Artigianato e Palazzo figurano realtà italiane e internazionali che interpretano in modi diversi il rapporto tra natura, materia e progetto. Dall’upcycling degli occhiali in corno naturale di Ushak Atelier di Meraviglie alle camicie di FRii Shirt realizzate recuperando la biancheria dismessa degli hotel; dalla tintura naturale con il guado di Guado Urbino alle creazioni in marmo di Carrara trasformato in gioiello da Ha.Ma., fino ai manufatti in cristallo recuperato di Studio Bojola e agli arredi di Nika Arts realizzati con legni e materiali di recupero.
Accanto a loro, maestri di antiche tradizioni come la lacca urushi di Kikumi Terada, la cesteria contemporanea di Intreccio Vivo e SpaziocreAttivando, la tessitura di fibre naturali su un antico telaio a mano del 1600 di C’era un Tessuto e la modisteria di Zanantoni Cappelli dialogano con nuove ricerche nel design, nella ceramica, nella porcellana e nella lavorazione della carta, dando vita a un percorso che intreccia memoria, innovazione e sostenibilità.

I GIOVANI E IL SOCIALE

“NEXT GENERATION”
Riuniti nello spazio “Next Generation”, grazie al sostegno di Fondazione Ferragamo, i giovani artigiani selezionati raccontano il lavoro come processo in evoluzione, in cui la materia diventa punto di partenza per percorsi autonomi e in continua trasformazione. Esperienze diverse che si sviluppano tra botteghe, atelier e contesti culturali eterogenei, ma accomunate dalla capacità di rileggere tecniche e saperi tradizionali attraverso uno sguardo personale e contemporaneo.
Ne fanno parte Ozio Piccolo Studio Tessile di Simone Falli, tessitore e designer che lavora su telai in legno autoprodotti con filati naturali e tinture vegetali; Eremons di Chen Yueting e Xu Weidong, studio tra Cina e Italia che rielabora i motivi delle minoranze etniche del Guizhou favorendo il dialogo interculturale; Lapo Giusti, ceramista che esplora gli smalti cristallini su grès e porcellana dando vita a pezzi unici; Tommaso Maselli, artigiano e restauratore nella conservazione di opere d’arte attraverso tecniche tradizionali apprese nella bottega di famiglia attiva a Firenze dal 1955; e Kimberly Bárcenas Hernández, artista-artigiana che realizza murales a sgraffito in dialogo con architettura e materia, tra tradizione messicana ed europea.

“L’ARTIGIANATO CHE UNISCE, L’ARTIGIANATO CHE INCLUDE.”
Prosegue l’impegno di Artigianato e Palazzo verso i temi dell’inclusione sociale grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, che anche quest’anno rendono possibile la partecipazione alla Mostra di realtà che utilizzano l’artigianato come strumento di formazione, integrazione e valorizzazione delle persone. I laboratori coinvolti potranno esporre e vendere le proprie creazioni, oltre a incontrare il pubblico attraverso dimostrazioni dal vivo e workshop. L’iniziativa si inserisce nel progetto “L’artigianato che unisce, l’artigianato che include”, promosso dall’Associazione Giardino Corsini per favorire la creazione di reti e opportunità tra esperienze che condividono i valori dell’inclusione sociale attraverso il lavoro artigianale.
Fra le realtà presenti in Mostra: la Cooperativa Alice di Milano, che attraverso laboratori di sartoria attivi anche nelle carceri promuove percorsi di autonomia e reinserimento per donne in condizioni di fragilità; Cooperativa Sociale FLO Concept, cooperativa sociale attiva a Firenze dal 2010 che, attraverso la moda, promuove inclusione e autonomia per persone in situazioni di fragilità economica, sociale o psicologica; Community Garden APS, nata dalla collaborazione tra la Cooperativa Gaetano Barberi e Orti Dipinti, dove la lavorazione della terracotta diventa occasione di inclusione e crescita personale; Cooperativa Sociale SolcoLibertas che attraverso i progetti LaVergata e Filalalana, due centri socio-occupazionali dell’Appennino bolognese, valorizzano competenze e creatività attraverso la legatoria artigianale e la lavorazione della lana; e per finire Associazione Progress, attiva nell’Istituto Penale per Minorenni di Firenze, dove l’arte rappresenta uno strumento di espressione, crescita e reinserimento.
Alcuni membri del Comitato Promotore di Artigianato e Palazzo affiancheranno le associazioni nel ruolo di tutor, accompagnandole durante l’esperienza espositiva.

Artigianato e Palazzo ospita, inoltre, la mostra a cura dell’associazione no-profit ‘Malles Design Mediterraneo’ dedicata alle ceramiche realizzate a mano in Tunisia dalle donne del villaggio di Sejnane. Ogni pezzo esposto è in vendita e andrà a sostenere l’artigiana che lo ha realizzato.

RICONNETTERSI CON LA STORIA
RICETTE DI FAMIGLIA
Le ricette di Suor Intingola: Albinia Lucarelli Becevello, la cuoca di Gabriele D’Annunzio
Ogni giorno alle 18.00 al Giardinetto delle Rose

È dedicato alla figura di Albinia Lucarelli Becevello, detta “Suor Intingola”, storica cuoca di Gabriele D’Annunzio e protagonista della vita domestica del Vittoriale l’appuntamento pomeridiano di “Ricette di Famiglia”, curato da Annamaria Tossani.
Attraverso il ricco epistolario conservato al Vittoriale – oltre 2.000 messaggi con cui il poeta le affidava desideri, richieste e curiosità gastronomiche – prende vita il racconto di un rapporto umano e professionale unico, fatto di affetto, fiducia e grande passione per la cucina.
L’incontro ripercorre le ricette, i sapori e le consuetudini della tavola dannunziana grazie agli interventi di Maddalena Santeroni, autrice e studiosa (venerdì 11 settembre) e il pronipote del Vate Federico D’Annunzio (sabato 12 e domenica 13 settembre), con la lettura di alcuni dei più curiosi messaggi del poeta affidata all’attrice Maria Cassi.
Al termine, il pubblico potrà degustare un assaggio delle preparazioni più amate da Suor Intingola e dal Vate, su piatti “Ricette di Famiglia” realizzati da Bitossi Home.

FONDAZIONE CR FIRENZE
“RECREOS A PALAZZO”
“PREMIO PERSEO – FONDAZIONE CR FIRENZE”

La Fondazione CR Firenze è presente ad Artigianato e Palazzo con la mostra “RECREOS a Palazzo”, che ospita una selezione dei vincitori del Bando Recreos, l’iniziativa dedicata alla riqualificazione artigianale di via Palazzuolo a Firenze promossa dalla stessa Fondazione. Un’ulteriore vetrina che valorizza produzioni contemporanee e rafforza il legame tra artigianato, rigenerazione urbana e sviluppo culturale del territorio. Per l’occasione verranno annunciate le attività che apriranno in autunno le loro botteghe nella via.
“Artigianato e Palazzo rappresenta un luogo privilegiato di incontro tra tradizione e innovazione, dove il patrimonio dei mestieri d’arte dialoga con le sfide del presente come dimostra il tema scelto in questa edizione – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, vice Presidente di Fondazione CR Firenze – Come Fondazione CR Firenze rinnoviamo il nostro contributo a questa manifestazione che siamo lieti di sostenere dal 2000. Quest’anno faremo anche di più: oltre al Premio-Fondazione CR Firenze, a Palazzo Corsini inaugureremo lo spazioRecreos a Palazzo che racconterà la nostra esperienza di valorizzazione dell’artigianato come leva di rigenerazione urbana in via Palazzuolo. Saranno presenti in anteprima gli artigiani che entreranno a far parte del progetto in autunno con l’apertura delle loro botteghe. Investire nell’artigianato, nei giovani talenti e nelle produzioni di qualità significa infatti investire nel futuro del territorio e nella sua capacità di generare bellezza, lavoro e coesione sociale”.

Inoltre, la Fondazione CR Firenze, da tempo impegnata nella promozione dei mestieri d’arte, sostiene la manifestazione e rafforza il proprio impegno con il “Premio Perseo – Fondazione CR Firenze”, assegnato allo stand più apprezzato dal pubblico tramite la apposita scheda di votazione consegnata a tutti i visitatori nei giorni della Mostra.

PREMI, TALK E LABORATORI

Accanto al “Premio Perseo – Fondazione CR Firenze”, si aggiungono il “Premio Giorgiana Corsini”, assegnato dal Comitato Promotore allo stand allestito con maggiore cura, che offrirà al vincitore l’opportunità di uno spazio gratuito all’edizione 2026. E il Premio “Eccellenza Italiana” di EGGroup Italy che ogni anno viene realizzato dal vincitore della precedente edizione.

Un ricco programma di incontri e laboratori gratuiti aperti ai visitatori completa la Mostra 2027, nel Giardinetto delle Rose e nell’Orto delle Monache, tutti i giorni:
• Laboratorio per bambini a cura di Fondazione Ferragamo
• Laboratori di decorazione, intreccio di vimini, sartoria
• Visite guidate al Giardino Corsini e al suo patrimonio arboreo

RACCOLTA FONDI: “ABBRACCIA LA LOGGIA DEL BUONTALENTI”

Si conclude con questa edizione la raccolta fondi per restaurare il capolavoro architettonico di Palazzo Corsini la seicentesca Loggia del Buontalenti, classificata come “bene monumentale” da tutelare e salvaguardare.
Al termine dei lavori che il Giardino Corsini sarà fruibile gratuitamente al pubblico secondo le indicazioni di una Convenzione che verrà stipulata in seguito con gli Enti preposti.

Per informazioni e donazioni: www.artigianatoepalazzo.it
La campagna si può sostenere in qualsiasi momento con una donazione libera.

Bonifico Bancario:
Associazione Giardino Corsini
c/c n. 50459100000004030 Intesa Sanpaolo Spa – Agenzia 8 / Via il Prato, Firenze ?
IBAN: IT09 K030 6902 9921 0000 0004 030 – SWIFT: BCITITMMXXX
Causale: Abbraccia la Loggia del Buontalenti
PayPal https://www.paypal.me/ARTIGIANATOEPALAZZO

ARTIGIANATO E PALAZZO
XXXII edizione
11/13 settembre 2026
Firenze Giardino Corsini
Via della Scala, 115
Via Il Prato, 58
Orario continuato 10,00/19,30

Ingresso
Donazione minima € 12,00
Ingresso gratuito per gli Under 25

Accesso libero venerdì 11 settembre in orario 10,00/13,00 per:
• Soci FAI Toscana
• Soci ADSI
• Tesserati Touring Club Italiano
• Soci Garden Club Firenze
• Soci Lion’s Club Firenze
• Membri del British Institute of Florence
• Titolari Rinascentecard e dipendenti Rinascente
• Possessori di biglietto di ingresso alla mostra “Firenze ’50, ’60, ‘70” e al Giardino di Villa Bardini.
La Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron ETS si impegna a riconoscere a tutti i singoli possessori di titolo di accesso al Giardino Corsini in occasione di ARTIGIANATO E PALAZZO il biglietto ridotto per l’ingresso alla mostra.
• Possessori di biglietto del Museo Ferragamo.
Ingresso libero al Museo Ferragamo da venerdì 11 a domenica 13 settembre per i possessori del titolo di accesso al Giardino Corsini in occasione di ARTIGIANATO E PALAZZO.

Per maggiori informazioni
www.artigianatoepalazzo.it
Tel. +39 055 2654588/89 – [email protected]

Instagram: artigianatoepalazzo _ TikTok: @artigianatoepalazzo_Facebook: artigianatoepalazzo
YouTube: artigianatoepalazzo?_ X: @MostraAeP
#artigianatoepalazzo #artigianatoepalazzo2026 #ricettedifamiglia
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SOSTENITORI E PARTNER
Fondazione CR Firenze, Otto per Mille Chiesa Valdese, Intesa Sanpaolo, Artex, Regione Toscana, Fondazione Ferragamo, Starhotels, Fondazione Cologni, Michelangelo Foundation, Guido Toschi Marazzani Visconti, Bitossi Home, Badiani, Principi Corsini

COMITATO PROMOTORE 2026
Stefano Aluffi Pentini (Roma), Jean Blanchaert (Milano), Benedikt Bolza (Perugia), Gentucca Bini (Milano), Marcantonio Brandolini d’Adda (Venezia), Fausto Calderai (Firenze), Nicolò Castellini Baldissera (Milano), Chiarastella Cattana (Venezia), Guendalina Cermel (Roma), Adelaide Corbetta (Milano), Matteo Corvino (Venezia/Parigi/New York), Maria de’ Peverelli Luschi (Londra/Zurigo), Costantino D’Orazio (Roma), Viola Emaldi (Faenza), Elisabetta Fabri (Firenze), Maria Sole Ferragamo (Firenze/Milano), Drusilla Foer (Firenze), Barnaba Fornasetti (Milano), Bona Frescobaldi (Firenze), Alessandra Galtrucco (Londra), Alvar Gonzales Palacios (Roma), Francesca Guicciardini (Firenze), Ferruccio Laviani (Milano), Federico Marchetti (Milano), Alessia Margiotta Broglio (Milano), Martino di Napoli Rampolla (Firenze), Carlo Orsi (Milano), Beatrice Paolozzi Strozzi (Firenze), Clarice Pecori Giraldi (Milano), Natalie Rucellai (Milano/Roma/Firenze), Maria Shollenbarger (Los Angeles), Guido Taroni (Milano), Simone Todorow (Roma/Firenze).

Belvedere Firenze: al via gli appuntamenti tra musica e attualità

Prende il via a Belvedere Firenze il programma di concerti e incontri che accompagnerà tutta l’estate la stagione 2026.

Si comincia con i primi due appuntamenti dedicati alla musica e all’attualità.

Mercoledì 24 giugno alle 20.30, giorno di San Giovanni si apre la rassegna “Forte in Musica” con il concerto di Mônica Salmaso, tra le voci più raffinate della scena musicale brasiliana contemporanea. Sul palco insieme a lei Teco Cardoso ai fiati e Nelson Ayres al pianoforte, per una serata che intreccia jazz e tradizione musicale brasiliana. L’artista, nata a San Paolo, ha collaborato nel corso della sua carriera con alcuni dei più importanti musicisti del Brasile e ha pubblicato nel 2025 l’album Minha Casa.

Giovedì 25 giugno alle 20.30 debutta invece il ciclo di incontri L’attualità del bello con Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera e direttore del magazine Sette, che presenterà il suo ultimo libro Le dieci parole tradite. Come abbiamo smarrito le radici della nostra civiltà: dalla democrazia al talento (Solferino), in dialogo con Agnese Pini, direttrice de La Nazione. Attraverso dieci parole chiave della nostra tradizione civile e culturale – dalla democrazia alla libertà, dalla verità alla pace – il volume riflette sui cambiamenti che hanno trasformato il significato di concetti fondamentali della convivenza contemporanea, interrogandosi sulle sfide del presente e sulla necessità di ritrovare un linguaggio condiviso.

Entrambi gli appuntamenti si svolgono negli spazi di Belvedere Firenze e sono a ingresso gratuito.

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Corridoio Vasariano: aperture serali speciali

Dal 3 luglio al 20 novembre, il Corridoio Vasariano, il celeberrimo passaggio sopraelevato che collega gli Uffizi a Palazzo Pitti attraversando il Ponte Vecchio e il cuore del centro storico, sarà visitabile ogni venerdì sera grazie ad una serie di aperture serali speciali.

Sono 21, in totale, gli appuntamenti previsti che prevedono tour accompagnati per gruppi di massimo 25 persone. 

L’orario dell’apertura speciale serale sarà dalle 19 alle 23 (con ultimo ingresso alle 21,50), secondo le modalità organizzative predisposte dalle Gallerie degli Uffizi.

Il meeting point sarà nel piazzale degli Uffizi lato loggia dei Lanzi. È necessario presentarsi almeno 10 minuti prima dell’inizio programmato della visita.

Qui il link per prenotarsi: https://tickets.uffizi.it/event/E93B7EAC-769C-05A3-70A4-019ED4E90BB5

 

“della provincia”: la mostra di Elia Mauceri a Firenze

Alla B.east Gallery fino al 5 luglio si può visitare a ingresso gratuito “della provincia”, la mostra di Elia Mauceri a Firenze.

Un trasloco che diventa esperienza interiore

La nuova serie di dipinti di Elia Mauceri, pittore fiorentino, nasce da una frattura biografica precisa: l’artista è costretto a lasciare Firenze insieme alla compagna e alla figlia per trasferirsi in “provincia”, a Dicomano. Tuttavia, questo passaggio non viene mai affrontato in chiave narrativa o sociale. Nei lavori di Mauceri il trasferimento si trasforma piuttosto in una condizione interiore che attraversa interni domestici, paesaggi quotidiani e relazioni familiari. Le figure sembrano sospese in una temporalità immobile, immerse in atmosfere silenziose dove ogni gesto appare rallentato, come trattenuto.

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Attraverso una palette dominata da verdi febbrili e luminosità attenuate, Mauceri costruisce immagini in cui il quotidiano perde progressivamente la propria evidenza realistica per entrare in una dimensione più ambigua e percettiva. È qui che emerge una forma di realismo magico contemporaneo: non come elemento fantastico o narrativo, ma come lieve alterazione dello sguardo. Gli interni domestici, le stazioni di provincia, gli animali, la neve o i momenti ordinari della vita familiare sembrano abitati da una tensione silenziosa che trasforma la realtà in qualcosa di quasi irreale. In questo senso, la ricerca di Mauceri si inserisce in una sensibilità condivisa anche da altri artisti passati dalla B.east Gallery, come Leonardo De Vito e Giulio Noccesi, dove l’intimità domestica e il paesaggio quotidiano diventano luoghi di tensione psicologica e metafisica.

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La famiglia al centro della ricerca artistica di Elia Mauceri

La famiglia rimane il centro iconologico della sua ricerca: la compagna, la figlia adolescente, gli animali, la tavola, gli spazi della nuova vita in provincia. Ma questo nucleo appare ora attraversato da nuovi equilibri e trasformazioni, segnati dal tempo che passa e dai mutamenti inevitabili della vita familiare. Senza mai cadere nell’autobiografia illustrativa, Mauceri trasforma la propria esperienza personale in immagini intime e vulnerabili, dove tutto sembra accadere in una soglia sospesa tra memoria, quotidianità e percezione.

La B.east Gallery è in Via di Mezzo 40a a Firenze. È aperta fino al 5 luglio dal giovedì alla domenica, 15.00-19.00. Ingresso gratuito

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Dopo 30 anni sparirà il “mostro” del Poggetto

Dopo oltre 30 anni è destinato a sparire il “mostro” del Poggetto. Lo ha annunciato la sindaca di Firenze Sara Funaro.

Al posto dello scheletro incompiuto del Poggetto, in via Burci sorgeranno sessanta nuove abitazioni in cinque edifici bassi e armonizzati con il tessuto urbanistico esistente – tra cui una palazzina interamente riservata al social housing – un nuovo giardino pubblico davanti al nido d’infanzia, un parcheggio interrato aperto al quartiere con circa sessanta posti auto, nuovo verde pubblico, alberi ad alto fusto, una strada totalmente riqualificata.

È quanto prevede la variante urbanistica al “Piano di Recupero via Burci” adottata con delibera dalla Giunta Comunale, che adesso sarà esaminata in Commissione consiliare per passare infine al Consiglio Comunale per la discussione e il voto finale.

“Dopo oltre trent’anni il ‘mostro’ del Poggetto potrà finalmente sparire, lasciando spazio a case, verde pubblico, servizi e social housing – spiega la sindaca Sara Funaro -. È una risposta concreta che diamo ai residenti e al quartiere, un intervento di riqualificazione atteso da tutta la città. Con questa delibera, portata avanti insieme all’assessora all’urbanistica Caterina Biti, introduciamo cambiamenti significativi rispetto alle previsioni originarie: una riduzione delle volumetrie, più verde pubblico con un nuovo giardino a servizio del quartiere, una quota importante di social housing e nuovi posti auto a disposizione dei cittadini. Abbiamo inoltre voluto inserire, per la prima volta nella convenzione, il diritto di prelazione per il Comune sugli alloggi a canone calmierato dopo gli affittuari, come previsto dalla legge, aggiungendo così un ulteriore strumento per dare risposte al tema della casa. Si tratta di un intervento a cui teniamo particolarmente perché restituisce ai residenti un’area che per troppo tempo è stata simbolo di degrado e abbandono, teatro negli anni di numerose segnalazioni e di interventi delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale. Oggi compiamo un passo in avanti per trasformare uno spazio incompiuto in un luogo riqualificato, vivibile e integrato nel quartiere”.

“Sarà un intervento di riqualificazione totale della zona, grazie al quale dopo più di 30 anni la città si riapproprierà di un intero spazio cittadino – ha detto l’assessora all’Urbanistica Caterina BitiLa variante al piano di recupero che abbiamo portato prevede l’inserimento di cinque nuove palazzine perfettamente armonizzate con il costruito circostante, e una di queste sarà interamente dedicata al social housing. Avremo inoltre dei parcheggi pubblici sui quali stiamo ancora lavorando in termini di numeri, e un verde pubblico ampliato rispetto alla previsione precedente che sarà interamente attrezzato con nuove alberature, panchine, giochi per i bambini e sarà gestito poi dal Comune di Firenze. È inoltre fissata la completa riqualificazione di Via Burci con l’ampliamento dei nuovi marciapiedi”.

La variante urbanistica fissa una riduzione di 400 mq di superficie utile lorda rispetto alle previsioni precedenti (4500 mq invece di 4900 mq), la costruzione di immobili con dimensioni e distribuzione affini a quelli della maglia urbana circostante già esistente, una destinazione esclusivamente residenziale al posto del mix di funzioni originario, 325 metri quadri di verde in più per un totale di 1842 mq pubblici in piena terra e con alberature di alto fusto (la previsione originaria fissava verde privato in uso pubblico da realizzare su un parcheggio interrato), oltre ai posti auto in uso pubblico perpetuo precedentemente non previsti.

Per gli alloggi destinati ad edilizia sociale ERC è prevista una superficie minima di 900 metri quadri complessivi.

Tra le opere di urbanizzazione, assieme alla realizzazione degli oltre 1800 mq di verde pubblico, la variante prevede anche la totale riqualificazione di via Burci con allargamento della carreggiata, mentre le previsioni originarie fissavano la sola riqualificazione del marciapiede sul lato destro.

Si apre la stagione 2026 del Forte Belvedere Firenze

Dal 24 giugno inizia la stagione 2026 del Forte Belvedere Firenze, con oltre 30 appuntamenti – tra arte contemporanea, musica, incontri, visite guidate e attività di mediazione culturale – che proseguiranno per quattro mesi fino al prossimo 16 ottobre.

La programmazione 2026 è promossa dal Comune di Firenze e realizzata da Fondazione MUS.E, che dal 2025 gestisce gli spazi del Forte Belvedere col nuovo nome di Belvedere Firenze.

Forte Belvedere Firenze Fondazione MUS.E 1

La stagione 2026 comincia con la mostra “God Year”

Ad inaugurare la stagione sarà il progetto espositivo “Drama: Four Acts” ideato e curato da Sergio Risaliti.
La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti: si inizierà il 24 giugno con “God Year”, la mostra personale di Paolo Canevari realizzata al primo piano della Palazzina.

Il 16 luglio sarà invece protagonista Marino Marini, uno dei grandi artisti del Novecento, di cui verranno esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo “No Heroes”. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogheranno con quelle di Canevari, in un allestimento di forte connotazione drammatica, mentre a settembre prenderà vita il terzo atto. Si tratterà di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay, “Oscuro Abbagliante”. Anche in questo caso le opere di Marino saranno relazionate a quelle di Barclay. A completare il percorso sarà inoltre un’installazione sonora di Friedrich Andreoni, collocata sul bastione affacciato su Firenze, pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo.

11. God Year Paolo Canevari Forte Belvedere

 

La rassegna musicale Forte in Musica: tutti i concerti

Al Forte Belvedere Firenze la rassegna musicale Forte in Musica, che accompagnerà l’intera stagione estiva con concerti e performance dal vivo. Il programma prenderà avvio lo stesso 24 giugno con Monica Salmaso (alle 20:30), tra le voci più raffinate della scena brasiliana contemporanea, affiancata da Teco Cardoso e Nelson Ayres; proseguirà con Francesco Cangi & Masneo (1 luglio), incontro tra il trombone del polistrumentista fiorentino e l’elettronica del dj e producer; Dj Barta il 3 luglio; Daniele di Bonaventura e Peo Alfonsi (8 luglio), duo tra bandoneón e chitarra in un percorso tra jazz, folklore e composizioni originali; Riccardo Tesi (15 luglio), compositore e organettista tra i protagonisti della world music europea; Don Antonio (22 luglio), musicista, produttore e autore di musiche per cinema e televisione, che presenterà il progetto Dopo tutto; Michela Lombardi (29 luglio), vocalist jazz tra le più apprezzate in Italia, con il progetto Ciampi, Endrigo, Buscaglione e gli altri; Alta Madera (5 agosto), trio che intreccia musica latinoamericana e jazz acustico contemporaneo; Glenn Ferris e Giulio Stracciati (26 agosto), incontro tra trombone e chitarra guidato da una delle figure del jazz contemporaneo; Petra Magoni & Ottolini (2 settembre), rilettura estrosa e imprevedibile dei grandi classici del cantautorato italiano; Free Shots (9 settembre), appuntamento in collaborazione con il Firenze Jazz Festival; Giulia Galliani e Gal (11 settembre), progetto personale della cantante e compositrice toscana tra jazz, alternative rock, dark-trip-pop e folk; Etna Calling (23 settembre), concerto-spettacolo nato dai canti di tradizione orale del Mediterraneo e dalle sonorità contemporanee di Femina Ridens; Tiziano Mazzoni (30 settembre) con Do You, Mr. Jones? omaggio alle canzoni di Bob Dylan; e Cecchini Funky con Soul Check (7 ottobre), progetto del sassofonista, flautista e compositore Dario Cecchini, fondatore dei Funk Off, tra jazz, soul e funk.

Il ciclo di incontri “L’attualità del bello”

La proposta culturale sarà arricchita da L’attualità del bello, il ciclo di incontri dedicato ai temi del nostro tempo attraverso il confronto con giornalisti, scrittori, studiosi, artisti e protagonisti della cultura contemporanea. Gli appuntamenti vedranno alternarsi sul palcoscenico di Belvedere Firenze Venanzio Postiglione (25 giugno), giornalista e vicedirettore di Corriere della Sera e direttore del magazine Sette, che presenterà il suo libro Le dieci parole tradite in dialogo con la direttrice del quotidiano La Nazione, Agnese Pini; Fra Paolo Benanti (7 luglio), teologo francescano tra le voci più autorevoli nel dibattito sull’etica dell’intelligenza artificiale; Luca Ward (9 luglio), attore e doppiatore, ha prestato la sua voce a protagonisti assoluti del cinema internazionale; la scrittrice Nicoletta Verna (16 luglio) che presenterà il romanzo L’inverno delle stelle; Elisa Del Mese (23 luglio), giornalista e autrice, che racconterà al pubblico di Belvedere Firenze il suo debutto da scrittrice Diffidare dalle cucine pulite; il giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli (30 luglio) con Decima MAS. La vera storia; Simona Rinaldi (27 agosto), protagonista di un incontro dedicato ai temi dell’arte e della cultura contemporanea; Cristina Dell’Acqua (3 settembre), scrittrice, grecista e divulgatrice culturale, con Il dono del mito; Claudio Cerasa (10 settembre), direttore del quotidiano Il Foglio, con L’antidoto; Alfredo Accatino (12 settembre), autore e creativo, presenta – in un appuntamento dedicato ai linguaggi della contemporaneità – il suo libro Outsiders circus; Alessandra Minello (17 settembre) demografa presso il Dipartimento di Scienze statistiche dell’Università di Padova, con il libro Senza figli; Vittorio Lingiardi (1 ottobre), psichiatra, psicoanalista e saggista, con la sua ultima pubblicazione Farsi male; l’8 ottobre la presentazione del volume sugli orti e sui vigneti in Firenze dal Medioevo all’Ottocento, teso a ricostruire l’immagine di una città, un progetto di ricerca della Fondazione MUS.E con il sostegno di Business strategies e il contributo di grandi esperti e studiosi. Serena Bortone (9 ottobre), giornalista, autrice e conduttrice televisiva, che presenterà il suo romanzo Le dirimpettaie e infine Mariangela Pira (15 ottobre), giornalista economica e volto di Sky TG24, con il suo 24 parole per capire l’economia.

1. Belvedere Firenze

Le attività di mediazione culturale

Un ruolo centrale sarà riservato inoltre alle attività di valorizzazione e mediazione culturale curate da Fondazione MUS.E. Tutti i venerdì, i sabati e le domeniche alle h17 e alle h18.30 saranno proposte visite guidate rivolte a giovani e adulti alla scoperta di Forte Belvedere, sorto sul finire del Cinquecento per volere del granduca Ferdinando I de’ Medici con la finalità di rafforzare la linea difensiva dell’Oltrarno e di porsi come appendice estrema della residenza granducale di Pitti. Le visite consentiranno di apprezzarne la storia e l’architettura, inclusi luoghi speciali come le cannoniere e la stanza del tesoro, nonché di approfondire la conoscenza delle opere di Paolo Canevari, a cui si affiancheranno anche quelle di Marino Marini da luglio e di Per Barclay da settembre.

La caffetteria panoramica del Forte Belvedere Firenze

La caffetteria panoramica di Belvedere Firenze, luogo di incontro e di sosta aperto a tutti, è accessibile anche indipendentemente dalla visita alla mostra e alle attività museali. Affacciata sul panorama della città, è uno spazio privilegiato per vivere il Forte nelle ore del giorno e della sera.

Orari biglietti e programma completo della stagione 2026 del Forte Belvedere Firenze

Museo aperto martedì-domenica 10-20 (ultimo ingresso 19).

Café aperto martedì 10-20, mercoledì-domenica 10-23 (ultimo ingresso 30 minuti prima)
Chiusura settimanale: lunedì

I concerti e i talk si terranno alle 20:30 nei mesi di giugno, luglio e agosto, alle 19:30 nel mese di settembre e alle 18:30 nel mese di ottobre.

L’accesso al Forte Belvedere è gratuito per i residenti della Città Metropolitana di Firenze, mentre sarà a pagamento per tutti gli altri visitatori (biglietto intero 8 €; ridotto 5 €).
Tariffe per visite guidate e attività culturali: intero: € 8,00 (oltre il prezzo del biglietto) – Non residenti della Città Metropolitana di Firenze; ridotto: € 4,00 (oltre il prezzo del biglietto) – Residenti della Città Metropolitana di Firenze.

L’accesso alla sola caffetteria e agli eventi ospitati nelle terrazze è gratuito per tutti.

Info e prenotazioni: [email protected] oppure 055-0541450.

Programma completo di concerti, incontri e attività disponibile su belvederefirenze.it

Voci, corpi e pensieri in omaggio a Giancarlo Cauteruccio

La Compagnia Krypton diretta da Fulvio Cauteruccio dà vita a Firenze all’evento “Qui, ancora, portatori di luce. Voci, corpi e pensieri in omaggio a Giancarlo Cauteruccio”.

L’iniziativa rientra nel programma dell’Estate Fiorentina 2026 e si articola in quattro appuntamenti: il 22, 25, 26 giugno con Paesaggio Beckettiano, la storica installazione/performance in tre quartieri fiorentini per concludersi con l’installazione immersiva TeatroImmagine e un talk in Sala d’Arme, a Palazzo Vecchio, il 1 luglio, data simbolica in cui il regista avrebbe compiuto 70 anni.

È nella città del Brunelleschi, scelta da un giovanissimo Cauteruccio studente di Architettura come propria terra d’elezione, che la Compagnia teatrale Krypton rende ora omaggio al proprio fondatore che negli anni Settanta avviò a Firenze una ricerca capace di integrare teatro, arti visive, architettura e tecnologia creando un linguaggio originale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. L’intento è anche quello di intraprendere una riflessione sulla sua eredità artistica.

Il programma degli appuntamenti

“Qui, ancora, portatori di luce. Voci, corpi e pensieri in omaggio a Giancarlo Cauteruccio” si apre il 22 giugno, alle ore 19.30, al giardino della biblioteca Buonarroti con l’installazione/performance site-specific, Paesaggio Beckettiano, ideata e diretta da Giancarlo Cauteruccio ispirata alle opere di Samuel Beckett e riallestita per l’occasione da Massimo Bevilacqua. L’opera, presentata per la prima volta a Firenze nel 2010, nel cortile di Michelozzo, a Palazzo Medici Riccardi, intreccia due temi centrali della sperimentazione del regista: l’universo poetico del suo “autore guida” Samuel Beckett e l’indagine sui luoghi urbani come dispositivi scenici e percettivi. La performance nasce dall’osservazione del paesaggio quotidiano, delle presenze, degli oggetti che lo abitano: figure marginali, gesti minimi, cose abbandonate, movimenti sospesi, dettagli apparentemente insignificanti che, grazie ad uno sguardo teatrale, si trasformano in “creature” beckettiane. In queste apparizioni si manifesta quella dimensione di attesa, immobilità, fragilità e resistenza che percorre le pagine dell’autore irlandese, dove il corpo diventa il luogo del teatro e della memoria. I personaggi di alcuni capolavori beckettiani coabitano in luoghi aperti della città come fantasmi contemporanei o segni scultorei immersi nel tempo e nello spazio. La circolarità delle voci di Giancarlo e Fulvio Cauteruccio evoca l’attesa, il tentativo d’azione e il fallimento come condizioni universali dell’esistenza. Il progetto coinvolge performer e abitanti dei tre quartieri che insieme concorrono alla costruzione dell’azione scenica, diventando essi stessi parte del paesaggio umano evocato dall’opera. La presenza di comunità differenti contribuisce a rendere ciascun intervento unico.

A seguire, le altre due installazioni/performance si tengono il 25 giugno, alle ore 19, negli spazi esterni de Il Conventino Caffè Letterario e il 26 giugno, alle ore 19.30 al Vivaio del Malcantone.

La giornata conclusiva del progetto, il 1 luglio, include l’installazione immersiva TeatroImmagine – visioni poetiche del Maestro della luce ospitata in Sala d’Arme a Palazzo Vecchio (dalle 10.30 alle 19.30, ingresso libero) e il talk condotto da Pietro Gaglianò e Fulvio Cauteruccio con la partecipazione di esponenti del panorama critico, artistico e culturale e dell’assessore alla cultura del comune di Firenze, Giovanni Bettarini.
L’installazione audio-video immersiva TeatroImmagine – visioni poetiche del Maestro della luce è una grande opera ambientale dedicata all’universo artistico di Cauteruccio e alla storia della compagnia Krypton. Proiezioni monumentali, frammenti video, fotografie di scena, ambienti sonori, architetture luminose e materiali provenienti da oltre quarant’anni di attività costruiscono un paesaggio dinamico in continua trasformazione. Lo spettatore entra letteralmente dentro le immagini, diventando parte della composizione visiva e percepisce tutta la forza innovativa del “teatro di luce” del regista. Come scriveva lui stesso: “l’immagine non è semplice strumento scenico ma elemento strutturale di una drammaturgia capace di amplificare la presenza del corpo, trasformando lo spazio in esperienza percettiva”. TeatroImmagine – visioni poetiche del Maestro della luce evidenzia gli elementi cardine dell’intero percorso artistico di Cauteruccio: il rapporto tra teatro e immagine, tra corpo e luce, tra memoria e visione. L’installazione prende origine da un precendente lavoro immaginato da Cauteruccio per il MuVIM di Valencia (Museo dell’Illustrazione e della Modernità) nel 2017 e allestito nel Centre del Carme (Centro di cultura contemporanea), che viene ampliata e sviluppata attraverso nuovi materiali audiovisivi, documenti d’archivio, elaborazioni digitali e ambienti immersivi realizzati da Massimo Bevilacqua e dal visual artist Stefano Fake, fondatore di The Fake Factory e figura di riferimento internazionale nell’ambito delle installazioni multimediali immersive.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero senza obbligo di prenotazione.
Info su www.teatrostudiokrypton.it[email protected]
+39 333 7823737

Eleganza senza tempo: reinterpretare il classicismo nel guardaroba moderno

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Il classicismo nel guardaroba moderno non è una questione di nostalgia, né di completi rigidi indossati come armature sociali. È piuttosto il sembrare impeccabili senza dare l’impressione di averci pensato troppo, che poi è forse la forma più difficile di eleganza.

Oggi vestirsi “classico” non significa replicare il passato, ma rileggerlo con più libertà. La camicia bianca non deve per forza vivere sotto una giacca da ufficio. Il mocassino può convivere con un denim morbido. Il cappotto cammello funziona anche sopra una felpa. Il segreto è non trattare i capi tradizionali come reliquie, ma come strumenti: solidi, versatili, capaci di adattarsi al presente senza perdere autorevolezza.

Il nuovo classico non è serio, è preciso

Per anni abbiamo associato l’eleganza classica a un certo tono solenne, quasi intimidatorio. Come se per essere raffinati bisognasse anche sembrare leggermente annoiati. Il guardaroba contemporaneo, per fortuna, ha alleggerito tutto: oggi il classicismo migliore è più rilassato, più intelligente, più personale.

Una giacca destrutturata, ad esempio, conserva l’idea di eleganza sartoriale ma la libera dalla rigidità. Un pantalone con pinces può essere portato con una maglia sottile invece che con la solita camicia. Una polo in maglia può sostituire il button-down e dare subito quell’aria da “so esattamente cosa sto facendo”, anche quando stai solo andando a bere un caffè.

Il punto non è vestirsi come un gentiluomo d’altri tempi. Il punto è prendere ciò che ha funzionato per decenni e farlo parlare una lingua nuova.

Gli accessori: dove il carattere si vede davvero

Se i capi costruiscono la struttura, sono gli accessori a definire il tono. Una cintura, una montatura, una borsa, un orologio: piccoli elementi, certo, ma capaci di cambiare la temperatura di tutto il look.

L’orologio, in particolare, resta uno degli oggetti più interessanti per reinterpretare il classicismo. Non perché sia “necessario” in senso pratico, visto che l’ora la controlliamo anche sul telefono, sul computer e probabilmente prima o poi pure sul tostapane. Ma perché un segnatempo al polso ha ancora una forza simbolica enorme: parla di misura, gusto, attenzione ai dettagli.

In questa prospettiva, la linea Jazzmaster Hamilton rappresenta bene l’idea di classicismo contemporaneo: forme pulite, eleganza quotidiana, un equilibrio tra tradizione orologiera e sensibilità moderna. È il tipo di accessorio che non cerca di dominare l’outfit, ma lo rende più consapevole.

Come si indossa il look classico oggi

Il modo più interessante per portare il classico, oggi, è evitare l’effetto “costume”. Troppi elementi tradizionali insieme rischiano di trasformare il look in una rievocazione storica con ottime intenzioni ma poca freschezza. Meglio lavorare per contrasti.

Una camicia Oxford con pantaloni ampi e sneaker essenziali. Un blazer blu con una t-shirt di qualità e un orologio elegante. Un trench sopra un look monocromatico. Una cravatta portata non per obbligo, ma quasi come vezzo, magari con un nodo leggermente morbido. Il classico funziona quando respira.

E soprattutto quando non si prende troppo sul serio. Un dettaglio inatteso, un colore meno prevedibile, una proporzione più contemporanea possono fare miracoli. L’eleganza non deve sembrare una verifica di latino: può essere colta, sì, ma anche naturale.