lunedì, 13 Aprile 2026
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Quarantena obbligatoria e rientro in Italia: chi la deve fare, la lista dei Paesi

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Viaggiare all’estero è sempre più difficile. Le regole dell’ultimo Dpcm di dicembre estendono la quarantena obbligatoria per il rientro in Italia nel periodo di Natale anche a chi fa turismo in Europa e riscrive le norme sul tampone obbligatorio: ma chi deve fare la quarantena, quando e per quanti giorni? E qual è la lista dei Paesi per cui è prevista questa misura restrittiva? Va detto che il Ministero degli Esteri, visto l’evolversi dell’emergenza sanitaria per il Covid-19, sconsiglia di viaggiare all’estero, se non per ragioni strettamente necessarie.

La durata: per quanti giorni bisogna fare la quarantena al rientro in Italia?

Prima di tutto vediamo le regole sulla quarantena (chiamata in gergo tecnico isolamento fiduciario). La quarantena obbligatoria, quando prevista, dura 14 giorni come l’incubazione del virus Covid-19 e dipende dal Paese da cui si proviene, indipendentemente dalla nazionalità dei viaggiatori: le regole del Dcpm valgono quindi anche per i cittadini italiani che tornano a casa dopo un viaggio all’estero.

Nel caso sia prevista quarantena, l’isolamento fiduciario scatta subito dopo il rientro in Italia: è necessario raggiungere nel minor tempo possibile la propria casa (o l’abitazione individuata per fare la quarantena) ma senza usare mezzi di mezzi di trasporto pubblico diversi da quello con cui si è rientrati sul suolo nazionale. Per esempio se si arriva in aereo è possibile prendere un velivolo per un’altra destinazione. Via libera invece alla auto a noleggio o ai taxi.

Il modello di autocertificazione per il rientro in Italia

Qualsiasi sia il Paese di provenienza, quando si rientra in Italia dall’estero va compilato il modello di autocertificazione (sul sito del Ministero degli Esteri il modulo in pdf aggiornato), in cui riportare i propri dati personali, la località estera da cui si rientra e la lista dei Paesi in cui si è viaggiato negli ultimi 14 giorni, oltre a dichiarare di non essere risultato positivo al Covid-19 e il luogo dell’isolamento fiduciario (se previsto).

Le regole del Dpcm di dicembre, chi deve fare la quarantena anti-Covid dopo il rientro in Italia?

Secondo il Dpcm di dicembre, deve fare la quarantena obbligatoria al rientro in Italia chi arriva da Paesi extra Unione Europea ed extra Schengen. Per quanto riguarda gli Stati dell’UE e dell’area Schengen dal 10 dicembre al 21 dicembre è previsto il tampone obbligatorio (molecolare o antigenico per il Covid-19), da fare 48 ore prima di arrivare sul territorio nazionale: in caso non si faccia il test è previsto l’isolamento fiduciario.

Per chi soggiorna in Paesi dell’Unione Europea o dell’area Schengen dal 21 dicembre al 6 gennaio, il Dpcm prevede regole più restrittive: niente più tampone, scatta direttamente la quarantena obbligatoria al rientro in Italia per chi viaggia per motivi non considerati di necessità (come il turismo), lavoro e salute. Quarantena obbligatoria anche per chi si reca in Europa tra il 21 dicembre e il 6 gennaio e torna in Italia entro il 15 gennaio (giorno di scadenza del Dpcm del 3 dicembre). In caso di viaggi per necessità, lavoro e salute è obbligatorio solo il tampone negativo e non la quarantena. Gli unici Stati per cui non sono previste limitazioni sono San Marino e il Vaticano.

Obbligo di tampone: l’elenco dei Paesi europei

Il nuovo Dpcm prevede, dal 10 al 21 dicembre, il tampone obbligatorio effettuato nelle 48 ore prima del rientro in Italia, per chi proviene da questi Paesi:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte)
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Regno Unito (incluse isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro)
  • Slovacchia
  • Slovenia,
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Svezia
  • Ungheria
  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein
  • Svizzera
  • Andorra
  • Principato di Monaco

Se non viene effettuato il tampone, al rientro in Italia scatta la quarantena obbligatoria di 14 giorni.

Viaggi all’estero e turismo, chi deve fare la quarantena al rientro in Italia

Come detto ci sono delle regole più restrittive per chi viaggia tra il 21 dicembre e il 6 gennaio in Unione Europea e in area Schengen e rientra in Italia entro il 15 gennaio: in questo caso, all’arrivo sul territorio nazionale, scatta la quarantena obbligatoria di 14 giorni. 3 le eccezioni per cui non è prevista la quarantena obbligatoria, ma solo il tampone negativo (da effettuare nelle 48 ore prima del rientro): chi viaggia per motivi di salute, lavoro o necessità. Queste le provenienze per cui sono valide le limitazioni:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca(incluse isole Faer Oer e Groenlandia)
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte)
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Regno Unito (incluse isole del Canale, Isola di Man, Gibilterra e basi britanniche nell’isola di Cipro)
  • Slovacchia
  • Slovenia,
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Svezia
  • Ungheria
  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein
  • Svizzera
  • Andorra
  • Principato di Monaco

La quarantena obbligatoria è prevista sempre per tutti gli italiani che rientrano da Paesi extra area Schengen.

I casi particolari: per Svizzera, Ucraina e Croazia al rientro in Italia è prevista la quarantena obbligatoria?

Facciamo quindi degli esempi concreti. Se si rientra in Italia dalla Svizzera entro il 20 dicembre è necessario fare un tampone nelle 48 ore precedenti l’arrivo sul suolo nazionale, ma se si va a sciare o per motivi di turismo nel paese elvetico tra il 21 dicembre e il 6 gennaio quando si torna in Italia bisognerà fare la quarantena obbligatoria. Stesso discorso per una nazione che fa parte dell’Unione Europea, come la Croazia: tampone se il rientro in Italia precede il 21 dicembre, dopo questa data bisogna stare in isolamento per 14 giorni se si sono compiuti viaggi per motivi diversi da quelli di necessità.

Per quanto riguarda Paesi extra Schengen, come ad esempio l’Ucraina, è sempre prevista la quarantena obbligatoria. Sul sito Viaggiare sicuri le informazioni sugli spostamenti da e verso l’estero in questo momento di allerta Covid con le indicazioni sulla quarantena per chi rientra in Italia.

Luminarie a Firenze, la top five delle luci di Natale 2020

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A Firenze le luminarie di Natale non si lasciano “spegnere” nemmeno nel 2020, anzi: la città si veste di luci per portare un po’ di serenità e di atmosfera natalizia alla famiglie. Complice F-Light, Florence Light Festival che ormai da tradizione accende Firenze di bagliori colorati nel periodo delle feste, (quasi) ogni angolo di Firenze sembra “sbrilluccicare”. Ecco la top 5 delle luminarie preferite dalla redazione del Reporter, in centro e non solo.

F-Light: da Ponte Vecchio a Palazzo Medici Riccardi

Luminarie Firenze Flight Ponte Vecchio
Il Ponte Vecchio con la proiezione ispirata ai versi danteschi in occasione di Flight. Foto: Nicola Neri

Si intitola “Sight, dalla Selva oscura alla luce” l’edizione di quest’anno del Florence Light Festival, in omaggio a Dante. Promosso dal Comune di Firenze e organizzato da MUS.E, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, F-Light Sight, fino al 6 gennaio rivestirà di luce gli spazi urbani, grazie a video-mapping, proiezioni, lightshow e installazioni artistiche. La manifestazione coinvolge come sempre numerosi luoghi fiorentini, ridelineando il profilo notturno della città: dalle piazze principali a Ponte Vecchio, dal Forte Belvedere alle torri e porte medievali, da Palazzo Medici Riccardi al Museo Novecento. Un omaggio particolare è dedicato alle strutture ospedaliere, baluardo prezioso nella resistenza al Covid, nemico che ha stravolto il nostro presente.

Luminarie di Natale: gli alberi d’artista in tre piazze fiorentine

Albero d'artista Flight Piazza santo Spirito
L’albero d’artista di Mimmo Paladino in piazza Santo Spirito – Foto: Nicola Neri

Si rinnova anche l’appuntamento con Three artist trees, i tre alberi d’artista firmati da Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi installati rispettivamente in Piazza Gino Bartali, Piazza Santo Spirito e Piazza Santa Maria Novella.

Un grande classico, le luminarie di Natale della Rinascente

Rinascente Luminarie Firenze
La facciata della Rinascente di Firenze

Torna come ogni anno il grande cubo di luce del centro storico fiorentino, ovvero le illuminazioni del maxistore Rinascente, che quest’anno impreziosisce l’allestimento con una scritta (anch’essa luminosa). Una cascata di lucine che copre interamente le due facciate dello stabile che ospita i grandi magazzini affacciate su piazza della Repubblica e via degli Speziali.

Le luminarie 2020 nel centro di Firenze, da Piazza Duomo a via Tornabuoni

Natale 2020 Firenze Tornabuoni
Uno scorcio di via Tornabuoni

Oltre al più classico degli alberi di Natale del centro di Firenze, ovvero il bellissimo abete di piazza Duomo, acceso come da tradizione dal sindaco Dario Nardella l’8 dicembre, un’altra amatissima tappa per gli amanti delle luminarie è via Tornabuoni che risplende ogni anno di più. Anche per il 2020 tra cascate di luci, stelle e fiocchi è un vero e proprio “pacchetto regalo” sotto il quale passeggiare (mantenendo rigorosamente il distanziamento).

… E le luminarie di Firenze fuori dal centro: dall’Isolotto alle Cure

Natale 2020 luminarie cure
Piazza delle Cure – Foto: Nicola Neri

Ma le luminarie fiorentine luccicano anche fuori dal centro storico, per dare un barlume di speranza in questo buio 2020. È così che si accende il grande albero in piazza dell’Isolotto e alle Cure, e si accendono le luminarie alle Piagge e a San Donato a Novoli, nei piccoli borghi e nei centri commerciali naturali. Perché senza luci non è Natale, nemmeno questo Natale fuori dall’ordinario.

 

Covid in Toscana: 15 dicembre, i dati dei contagi. Il bollettino della Regione

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Calano i nuovi contagi di Covid in Toscana oggi, 15 dicembre, e aumentano i tamponi, anche se i test sono inferiori alla media delle scorse settimane: i dati del bollettino della Regione parlano di 332 casi positivi al coronavirus in più a fronte di 8.572 tamponi molecolari. 4.135 i test rapidi effettuati. Stando alle ultime notizie, cala anche il rapporto tra positivi e tamponi, dal 6,2% di ieri al 3,9% di oggi (12% se si escludono gli esami di controllo per persone già contagiate).

Diminuisce il numero di soggetti attualmente infetti dal virus Sars Cov2, scendono anche i ricoverati (meno 33 in un giorno), ma ci sono 4 letti in più occupati in terapia intensiva. Ancora preoccupante il numero di morti: 45 quelli comunicati oggi dalla Regione. Ecco in sintesi dati sui contagi di Covid in Toscana oggi, martedì 15 dicembre 2020.

Covid in Toscana  15 dicembre, i dati di oggi sui contagi

  • Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (15 dicembre 2020): 332 (ieri erano 445)
  • Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 8.572 (il giorno precedente 7.132)
  • Test antigenici rapidi: 4.135
  • Rapporto positivi/tamponi in Toscana: 3,9% (12% se si escludono i tamponi di controllo)
  • Attualmente positivi: 16.264 (-7% rispetto a ieri)
  • Numero di ricoverati: 1.370 (-33 rispetto al bollettino di ieri)
  • cui in terapia intensiva: 214 (+4 rispetto a ieri)
  • Quanti morti oggi in Toscana per Covid 19: 45 decessi (età media di 82 anni)
  • Guariti nelle ultime 24 ore: 1.502

* Nota: alcuni dei decessi comunicati oggi si riferiscono a morti avvenute nei giorni precedenti.

Coronavirus in Toscana, l’andamento al 15 dicembre e il punto della situazione

  • Contagiati dall’inizio dell’emergenza: 113.121
  • Tamponi totali dall’inizio dell’emergenza: 1.733.863
  • Guariti dall’inizio della pandemia: 93.619
  • Morti totali in Toscana da febbraio a oggi: 3.238

I dati dei contagi per provincia

Ecco la situazione provincia per provincia, in base ai dati del bollettino della Regione Toscana del 15 dicembre.

  • 31.567 casi complessivi ad oggi a Firenze (81 in più rispetto a ieri)
  • 9.925 a Prato (12 in più)
  • 10.029 a Pistoia (27 in più)
  • 7.251 a Massa (16 in più)
  • 11.532 a Lucca (48 in più)
  • 15.788 a Pisa (48 in più)
  • 7.896 a Livorno (14 in più)
  • 10.075 ad Arezzo (26 in più)
  • 4.570 a Siena (13 in più)
  • 3.933 a Grosseto (47 in più).
  • 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma riferiti a persone residenti in altre regioni.

Sul sito dell’Agenzia regionale di Sanità sono pubblicati i grafici sull’andamento del Covid-19 in Toscana, che verranno aggiornati alle ore 18.00  con i dati del bollettino di oggi, 15 dicembre. Nel tardo pomeriggio si conosceranno anche quanti contagiati ci sono in Italia oggi.

Dove vedere Fiorentina Sassuolo in tv: Sky o Dazn?

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La Fiorentina, reduce dalla brutta sconfitta contro l’Atalanta, incontra il Sassuolo mercoledì 16 dicembre alle 20.45, allo Stadio Artemio Franchi: ma dove vederla in tv, su Sky o Dazn?

Dove vedere Fiorentina Sassuolo in tv: sky o dazn?

La partita sarà trasmessa in diretta e in esclusiva dai canali satellitari Sky: Sky Sport  (numero 252 del satellite) anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. 

Dove vedere Fiorentina Sassuolo in streaming

Gli abbonati Sky potranno seguire la partita anche su Sky Go, l’app di streaming in diretta per seguire i programmi del proprio pacchetto Sky anche su pc, tablet e smartphone.
Fiorentina Sassuolo sarà trasmessa inoltre anche su NowTv, la piattaforma di streaming a pagamento.
La radiocronaca in diretta sarà trasmessa da RadioRai.

Fiorentina Sassuolo in chiaro? 

Non ci sono opzioni per vedere Fiorentina Sassuolo in chiaro.

Museo Novecento, nasce il premio (in denaro) per artisti under 40

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Arriva il premio in denaro per artisti under 40 al Museo Novecento di Firenze. Si chiama Wonderful! l’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze in collaborazione con MUS.E e realizzato grazie all’impegno di Publiacqua, che contribuisce a finanziare il premio.

Wonderful! Il premio da 5mila euro per giovani artisti

Ma di cosa si tratta nello specifico? Wonderful! è un premio, del valore di 5.000 euro, destinato al sostegno dell’attività di giovani artisti e collettivi nati e/o residenti in Italia, che potranno partecipare alla selezione inviando la propria candidatura attraverso la open call pubblicata sul sito del Museo Novecento entro il mese di dicembre. Quattro artisti, selezionati tra i migliori del bel paese da una giuria tutta al femminile, a cui verrà destinata una somma complessiva di 20mila euro.

“Fin dall’inizio della pandemia, abbiamo detto che la crisi economica avrebbe coinvolto le nuove generazioni artistiche – ha spiegato Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento – Assieme all’amministrazione e a MUS.E, in questi mesi abbiamo pensato come passare dalle parole ai fatti. Mai come oggi ci appare necessario incentivare la creatività e la ricerca artistica contemporanea e i musei devono fare la loro parte. La pandemia sta avendo effetti disastrosi sul settore culturale del nostro paese colpendo duramente musei e città d’arte, minacciando l’esistenza futura di molte realtà artistiche e soprattutto rendendo ancor più precaria la condizione di artisti italiani e operatori indipendenti. Il Museo Novecento deve prendersi cura del talento italiano, anche impegnandosi economicamente”.

Museo Novecento, come partecipare al premio

Per partecipare alla selezione, gli artisti che rientrano nella categoria dovranno inviare il loro portfolio al Museo Novecento. I più meritevoli verranno selezionati da una giuria specializzata composta da una direttrice di museo, una direttrice di galleria, una curatrice freelance e una collezionista, che sceglierà i 4 artisti a cui sarà destinato il premio, pensato per sostenere la loro ricerca più sperimentale. Una preselezione verrà effettuata dallo staff scientifico del Museo Novecento e da una commissione di esperti esterni, che sceglieranno 12 artisti da presentare alla giuria per la decisione finale. La scelta dei 4 vincitori avverrà nei primi mesi del 2021 in base alla valutazione dei dossier presentati dagli artisti che risponderanno all’Open Call lanciata dal Museo nei prossimi giorni.

Covid, in Toscana casi in calo ma meno tamponi: i dati del 14 dicembre

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Sono 445 i nuovi casi di coronavirus in Toscana, un dato in calo rispetto agli ultimi giorni ma a fronte di un numero più basso di tamponi analizzati. Non solo: la percentuale dei soggettivi positivi sul totale di quelli testati è molto alta, pari al 17%. Molti anche i decessi, 42. Ecco i dati del bollettino sul Covid in Toscana di oggi, lunedì 14 dicembre.

Covid in Toscana: i dati di oggi, 14 dicembre

Una flessione del tutto attesa nel numero dei nuovi positivi, visto che fin da inizio epidemia i dati del lunedì risentono della minore capacità di analisi dei laboratori durante il fine settimana. I tamponi analizzati sono infatti 7.132, ma i soggetti testati, se si escludono da questo dato i tamponi di controlli, sono solo 2.614. Di questi, il 17% è risultato positivo. Percentuale altissima, ma vista la già citata minore capacità di analisi nei giorni festivi è facile ipotizzare che i tamponi siano stati fatti prevalentemente a soggetti sintomatici o comunque ad elevato rischio di infezione, da cui il dato particolarmente alto. Ai tamponi si aggiungono poi i 496 test antigenici rapidi.

L’età media dei nuovi casi è di 47 anni e il totale dei soggetti risultati positivi in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 112.789. Questo il dettaglio per province:

  • 31.486 a Firenze (95 in più rispetto a ieri)
  • 9.913 a Prato (38 in più)
  • 10.002 a Pistoia (51 in più)
  • 7.235 a Massa-Carrara (33 in più)
  • 11.484 a Lucca (60 in più)
  • 15.740 a Pisa (64 in più)
  • 7.882 a Livorno (45 in più)
  • 10.049 ad Arezzo (36 in più)
  • 4.557 a Siena (18 in più)
  • 3.886 a Grosseto (5 in più)

Altri 555 casi positivi sono stati notificati in Toscana ma riguardano residenti in altre regioni.

Salgono i guariti, 1.038 in più da ieri, ma salgono anche i ricoverati, anche se di sole 4 unità e con 9 ricoverati in terapia intensiva in meno rispetto a ieri. Complessivamente in Toscana ci sono ad oggi 1.403 pazienti negli ospedali Covid, di cui 210 in terapia intensiva. Proprio quest’ultimo, il dato delle terapie intensive, è quello da tenere maggiormente sott’occhio per quanto riguarda il possibile ritorno della Toscana in zona gialla. Le terapie intensive sono in calo, ma restano a livelli preoccupanti sia in termini assoluti che per quanto riguarda la percentuale dei ricoverati in terapia intensiva sul totale dei positivi.

I 42 nuovi decessi per Covid riportati dal bollettino della Regione Toscana di oggi, 14 dicembre, sono 24 uomini e 18 donne con un’età media di 82,4 anni. Così i decessi per provincia: 11 a Firenze, 2 a Prato, 5 a Pistoia, 3 a Massa-Carrara, 6 a Pisa, 1 a Livorno, 5 a Arezzo, 3 a Siena, 6 residenti fuori Toscana.

La Toscana intanto resta in attesa di sapere quando potrà tornare zona gialla. Sulla carta non avverrà prima di venerdì prossimo, con entrata in vigore da domenica 20 dicembre, ma già oggi il governo potrebbe prendere in analisi la richiesta di affrettare i tempi inoltrata nei giorni scorsi dallo stesso Giani al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza.

Natale, via libera agli spostamenti tra piccoli comuni

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Non ci sarà il “liberi tutti” e le poche deroghe riguarderanno solo chi abita nei centri minori. Gli spostamenti tra comuni saranno consentiti nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio, ma solo tra i piccoli comuni: piccoli per davvero, da meno di 5 mila abitanti, mentre sembra tramontata l’ipotesi di consentire la libera circolazione all’interno delle province.

Più volte invitato a rivedere le restrizioni introdotte dal Dpcm 3 dicembre per le tre giornate festive, il governo ha deciso di lasciare al parlamento la facoltà di rivedere i limiti di queste restrizioni. Per Natale alcuni spostamenti tra comuni, specialmente tra i comuni piccoli, saranno consentiti. Resta da capire quali, di preciso.

Spostamenti sì, ma tra piccoli comuni: le regole per il Natale

A chiedere una modifica dei divieti rafforzati previsti per i tre giorni festivi erano stati in primis l’opposizione e molti sindaci, ma l’ipotesi era appoggiata anche da alcuni esponenti della maggioranza parlamentare. Tra i sostenitori della possibilità di consentire gli spostamenti anche a Natale si sono aggiunti poi anche alcuni esponenti del governo stesso, come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

In attesa del provvedimento

In un primo momento si era fatta strada un’ipotesi più concessiva, che avrebbe aperto agli spostamenti liberi all’interno delle province. Possibilità che sembra ormai tramontata. Le immagini delle vie dello shopping affollate nel fine settimana hanno risvegliato le preoccupazioni per una terza ondata, tanto che si lavora a un mini lockdown a Natale e nei prossimi giorni festivi.

Ora tutto sta nell’interpretazione del parlamento, a partire dal Senato. Se gli spostamenti saranno consentiti, il punto è stabilire cosa si intende per piccoli comuni: è all’analisi una mozione della maggioranza che considera piccoli i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, con uno spostamento massimo di 30 chilometri consentito.

Non sono invece previsti allentamenti per quanto riguarda il coprifuoco dalle ore 22 alle 6.

 

Lockdown di Natale, tutta l’Italia in zona rossa: l’ipotesi anti Covid

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Fermare il paese, vietare ogni spostamento, chiudere negozi, ristoranti e bar. È l’ipotesi di un nuovo mini lockdown di Natale che metterebbe tutta l’Italia in zona rossa nei principali giorni festivi, il 25 dicembre, Santo Stefano e Capodanno per limitare il diffondersi del contagio da Covid, sulla falsariga del lockdown adottato in Germania. Un’ipotesi sulla quale il governo sta lavorando e che potrebbe diventare realtà nelle prossime ore.

Il punto è che il contagio ha sì frenato, ma ancora è tutt’altro che fermo. Si teme che aumentare la mobilità nel periodo festivo dia origine a una terza ondata che per la verità, visto l’andamento, non sembra ormai più neanche una possibilità ma una certezza.

Come in Germania: lockdown di Natale in tutta Italia

Il governo potrebbe decidere di fare come la Germania: lockdown di Natale con tutta Italia considerata zona rossa. Cosa comporta? La chiusura di tutti i negozi e gli esercizi pubblici e il divieto di tutti gli spostamenti al di fuori del proprio comune. Divieto che peraltro era già stato stabilito dal cosiddetto decreto Natale per i giorni del 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio. Molte forze politiche, di opposizione ma anche della stessa maggioranza, avevano chiesto di allentare i divieti, ampliando la possibilità di potersi spostare tra comuni. Richiesta alla quale il governo aveva mostrato ampie aperture. Lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva di fatto lasciato al parlamento la libertà di decidere su questo punto.

Oggi però l’esecutivo sembra fare marcia indietro. L’unica deroga che ci potrà essere è quella per gli spostamenti tra piccoli comuni. Piccoli per davvero: si parla di consentire i movimenti solo a chi abita in municipalità con meno di 5 mila abitanti.

Per il resto, con il lockdown di Natale sarà impedita la possibilità di pranzi di Natale nei ristoranti, aperitivi, shopping, soste nei bar: come nella zona rossa, gli unici spostamenti ammessi saranno quelli per necessità, lavoro e motivi di salute.

Fiorentina alla deriva. Tonfo a Bergamo

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La Fiorentina regge quasi un tempo, il primo, prima di vedere l’Atalanta dilagare con un netto 3-0 grazie alle reti di Gosens, Malinovskyi e Toloi. Neanche stavolta Cesare Prandelli è riuscito a conquistare la prima vittoria, in campionato, da quando è tornato alla guida dei viola. La situazione è sempre più tragica. Quartultimo posto in classifica, a soli quattro punti dal Crotone fanalino di coda. Prandelli sceglie Venuti in difesa e lascia Caceres in panchina. A centrocampo giocano Lirola ed Eysseric con Castrovilli che entra solo nella ripresa per rilevare Pulgar. In attacco il tecnico persevera con Vlahovic e lascia in panchina sia Callejon che Ribery che entrano solo nella ripresa. Gasperini fa a meno di Ilicic e lascia l’altro ex, Muriel, in panchina. Non gioca Gomez e in attacco si vede Zapata.

Primo Tempo

Primo tempo tutto sommato equilibrato con Dragowski che però sventa diversi tentativi a rete degli orobici. Al 9’ il portiere viola devia un colpo di testa di Zapata, la palla poi finisce ad Hateboer ma il secondo tentativo viene neutralizzato da Biraghi in angolo. Al 19’ ci prova di testa Romero ma Dragowski riesce ancora a deviare. Al 21’ l’unica azione viola con Vlahovic che colpisce la traversa su deviazione di Gollini. Dragowski è bravo anche al 28’ a neutralizzare ancora un’incursione dell’Atalanta ancora con Zapata. Al 43’ è ancora Zapata a servire Gosens che, di sinistro, porta in vantaggio i nerazzurri. Il laterale orobico si è però portato il pallone avanti con un braccio. Per l’arbitro Mariani tutto regolare e si va al riposo con l’Atalanta in vantaggio.

© Tiziano Pucci – Agenzia fotografica italiana

Secondo Tempo

Nella ripresa l’Atalanta dilaga. Al 55’ il raddoppio con Malinovskyi direttamente su calcio di punizione. Nessuno della barriera salta e Dragowski non può far niente per salvare la propria rete. Al 62’ è Toloi che viene lasciato completamente solo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. È il 3-0 finale che chiude virtualmente la gara. Per la Fiorentina la zona retrocessione è sempre lì, a un passo. Nove punti dopo undici gare. Le prossime tre gare saranno decisive seppure difficili. Mercoledì, al Franchi arriva il Sassuolo, sabato la Fiorentina gioca ancora in casa contro il Verona poi la sfida contro la Juventus prima della sosta per le festività natalizie. Tre gare decisive per capire la stagione dei viola.

L’allenatore

Prandelli analizza, a fine gara, la sconfitta dando una sua visione. “Sul 3-0, paradossalmente, ci siamo liberati dei fantasmi provando ad aggredire l’avversario che è stato molto organizzato. Sono arrabbiato per aver preso gol al 44’ del primo tempo, non è una vergogna difendersi, ma dobbiamo farlo tutti con tenacia. Sul 3-0 la squadra si è liberata delle sue paure, siamo andati in alto cercando di segnare. Stiamo provando ad uscire da una situazione di paura. Siamo a quattro punti da una zona in cui non dovremmo stare – aggiunge il tecnico – perché i valori dovrebbero uscire. Dobbiamo crescere sul piano della tenacia e dell’aggressività. Dobbiamo essere chiari e pensare alla prossima partita, contro il Sassuolo, che dovrà essere completamente diversa. Quando vogliamo riconquistare la palla, dobbiamo riconquistarla con aggressività”.

Covid, i nuovi colori delle regioni: dove avviene il cambio con l’ordinanza di oggi

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Sparisce il rosso dalla mappa e restano soltanto cinque “macchie” arancioni. Questo è lo scenario disegnato dall’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che ha stabilito il cambio di fascia di rischio Covid e dunque i nuovi colori delle regioni. Il cambio di colore, deciso venerdì 11 dicembre, entrerà in vigore da domenica 13 dicembre.

Covid, il cambio dei colori delle regioni

Sono cinque le regioni interessate dal cambio di colore. Lombardia e Piemonte erano sicure già alla vigilia: passeranno dalla zona arancione a quella gialla. Stesso percorso per Basilicata e Calabria. Per l’Abruzzo, ad oggi l’unica regione in zona rossa, arriva la “promozione” a zona arancione. Qui però resta aperta, almeno per un paio di giorni, la querelle tra l’amministrazione regionale e il governo centrale dopo che il presidente della Regione Marco Marsilio aveva firmato un’ordinanza che di fatto riportava autonomamente l’Abruzzo dalla zona arancione a quella rossa. Il Tar dell’Aquila venerdì ha sospeso l’ordinanza. Così, sabato l’Abruzzo torna rosso, domenica di nuovo arancione per effetto dell’ordinanza di Speranza.

Il cambio dei colori delle regioni è stato determinato dall’ordinanza del ministro Speranza, ma entrerà in vigore da domenica 13 dicembre.

Non c’è stato, come anticipato ieri, il passaggio della Toscana dalla zona arancione a quella gialla dopo soltanto una settimana dal cambio di colore. Discorso del tutto simile per la Campania, che è rimasta arancione. Arancioni erano e rimangono anche Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano.

La nuova mappa dei colori delle regioni d’Italia dopo il cambio determinato dall’ordinanza del ministro Speranza sarà dunque così composta:

Cambio colore delle regioni: da zona rossa a zona arancione

  • Abruzzo

Cambio colore delle regioni: da zona arancione a zona gialla

  • Lombardia
  • Piemonte
  • Basilicata
  • Calabria

Regioni in zona gialla

  • Piemonte
  • Lombardia
  • Veneto
  • Friuli – Venezia Giulia
  • Provincia autonoma di Trento
  • Liguria
  • Emilia-Romagna
  • Marche
  • Umbria
  • Lazio
  • Molise
  • Puglia
  • Basilicata
  • Calabria
  • Sardegna
  • Sicilia

Regioni in zona arancione

  • Valle d’Aosta
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Toscana
  • Abruzzo
  • Campania

La mappa dei colori delle regioni di oggi (11 dicembre)

La mappa dei colori delle regioni dal 13 dicembre