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Quando si può giocare a calcetto e beach volley: la riapertura dei campi

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Come non detto, c’è il “posticipo” per i calciatori fai da te e per i pallavolisti sulla sabbia. Non si può (ancora) giocare a calcetto e a beach volley: la ripresa delle partite amatoriali slitta dal 15 giugno a fine mese, quando il nuovo dpcm sull’emergenza coronavirus firmato dal premier Giuseppe Conte ha previsto il via libera agli sport di contatto con la riapertura dei campi per i match non agonistici. In un primo momento il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora aveva ipotizzato il fischio di inizio delle partitelle già da lunedì 15, insieme alla riapertura di cinema, teatri e centri benessere, ma alla fine è prevalsa la linea di cautela dettata dal Comitato Tecnico Scientifico.

Via invece agli incontri del campionato di calcio e degli sport agonistici di interesse nazionale secondo il CONI, ma a porte chiuse, senza presenza di pubblico, e in base alle regole anti-Covid decise dalle Federazioni sportive.

Calcetto e beach volley, quando si può giocare sui campi: il via dal 25 giugno

La riapertura dei campi è stata fissata tra 10 giorni: da giovedì 25 giugno 2020 il dpcm firmato l’11 giugno dal presidente del Consiglio consente lo svolgimento degli sport di contatto, come il calcetto e il beach volley, a patto che le singole Regioni verifichino insieme al Ministero della Salute l’andamento dei contagi da coronavirus sui diversi territori. Se la situazione sarà sotto controllo, si potrà di nuovo giocare.

Dal 15 giugno invece riaprono molte attività, chiuse fino a oggi per l’emergenza sanitaria, come cinema, teatri, sale da concerto, centri scommesse, spa: in questo articolo il dettaglio di cosa si potrà fare dal 15 giugno secondo il nuovo dpcm. Rinviata di un mese la riapertura delle discoteche.

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Foto di mastermind76 da Pixabay

L’apertura alle partite di calcetto, le regole in campo ai tempi del Covid

Anche il mondo del pallone amatoriale dovrà però fare i conti con le regole per limitare la diffusione del coronavirus in base alle linee guida già dettate dall’Ufficio per lo Sport di Palazzo Chigi per il settore sportivo. Niente assembramenti e attenzione alla distanza (quando possibile).

In particolare il dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei Ministri) emanato l’11 giugno specifica nel suo primo articolo, alla lettera g, le nuove disposizioni per tornare a giocare a calcetto e a praticare gli sporti di contatto individuali in cui ricade anche il beach volley. Ecco il testo:

A decorrere dal 25 giugno 2020 è consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province Autonome che, d’intesa con il Ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, abbiano preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui alla lettera f per quanto compatibili

Assegno universale, cosa prevede il Family act: più figli, maggiore l’importo

Un contributo mensile per ogni figlio, dalla gravidanza alla maggiore età, il cui importo sale all’aumentare del numero dei figli: è l’assegno universale, una delle misure del Family act, il pacchetto di aiuti alle famiglie per il 2020 previsto nel disegno di legge approvato ieri sera dal Governo.

Family act, ecco l’assegno universale

L’assegno universale prevede un importo minimo di base che verrebbe riconosciuto a chiunque abbia figli, a prescindere dalla condizione economica. Al quale verrà aggiunta una quota progressiva calcolata in rapporto all’Isee, che aumenta per ogni figlio o figlia a carico oltre al primo. In particolare, per ciascun figlio o figlia oltre al primo l’importo dell’assegno è aumentato del 20%.

Stessa ulteriore maggiorazione prevista in caso di per i figli con disabilità. Per questi, il Family act prevede che l’assegno universale non cessa al raggiungimento del limite d’età dei 18 anni.

L’incentivo non non concorre alla determinazione del reddito complessivo familiare e non incide nemmeno sul calcolo del reddito necessario per altre agevolazioni e prestazioni di welfare.

Più figli, maggiore l’importo: come funziona l’assegno universale

Dalla culla all’università. L’assegno universale sarà erogato infatti dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento dei 18 anni del figlio. Ogni mese, con un versamento vero e proprio in denaro oppure con un credito di imposta che potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi e in tutte le situazioni in cui è spendibile.

Assegno universale, quando arriva?

Queste le linee guida. La fisionomia definitiva dell’assegno universale è però ancora tutta da definire: il disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri delega il governo ad adottare una misura definitiva entro il 30 novembre 2020.

Family act, nuovi incentivi per le famiglie

Per fare ordine tra le varie misure a favore delle famiglie attualmente in vigore, il disegno di legge stabilisce anche che il governo deliberi – entro un anno dall’entrata in vigore della legge – una razionalizzazione di tutti gli incentivi, anche alla luce del nuovo assegno universale.

Sono attese anche agevolazioni per il pagamento di asili nido, microasili e scuole dell’infanzia. Oltre a incentivi per le spese dei libri scolastici, l’iscrizione a corsi di musica,  arte e lingue straniere, la pratica dello sport.

Dpcm sulle riaperture di giugno: il testo del decreto sulla “fase 3” (pdf)

Nella serata di giovedì 11 giugno, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le disposizioni che riguardano le riaperture tra il 15 giugno e il 14 luglio 2020, per quella che ormai tutti chiamano “fase 3”: il testo del documento, disponibile anche in pdf, stabilisce le date di ripartenza per le ultime attività rimaste chiuse dopo il lockdown da coronavirus, dai cinema alle discoteche, dalle fiere fino alle partite di calcetto.

Previste novità anche per chi arriva dall’estero. Il nuovo provvedimento del premier aumenta a 5 giorni il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena, per chi entra in Italia per ragioni di lavoro, così come per il personale di imprese nazionali che si reca all’estero per comprovate ragioni lavorative. Stop poi agli spostamenti extra UE fino al 30 giugno.

Il decreto sul 15 giugno: le riaperture e le nuove disposizioni

Per quanto riguarda le aperture, nel nuovo decreto del presidente del Consiglio ci sono conferme e anche qualche marcia indietro rispetto alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni sul dpcm, firmato l’11 giugno 2020: restano chiuse ancora per un mese le discoteche, stop anche a fiere e congressi, mentre da lunedì 15 giugno riaprono cinema, teatri, sale da concerto, sale scommesse, centri benessere e terme, con alcuni limiti legati all’andamento del coronavirus sui singoli territori regionali.

Bisognerà aspettare ancora per tornare a giocare a calcetto sui campi amatoriali, il via libera è slittato 10 giorni in avanti. Tutte le date dettagliate nel nostro approfondimento su cosa si può fare e cosa riapre dal 15 giugno.

Dpcm dell’11 giugno 2020: il testo in pdf del nuovo decreto

22 pagine, 11 articoli, il testo del decreto firmato nella serata dell’11 giugno dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte è disponibile sul sito ufficiale del governo: questo il link diretto per scaricare il dpcm in formato pdf.

Discoteche e coronavirus, l’apertura slitta: chiuse fino a luglio, linee guida

Dj e consolle dovranno ancora aspettare. Le casse restano mute, niente feste con musica a tutto volume. A differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, il nuovo dpcm del premier Giuseppe Conte sull’emergenza coronavirus ha rimandato l’apertura delle discoteche e delle sale da ballo in Italia: non riaprono il 15 giugno per la fase 3, ma resteranno chiuse almeno fino a metà luglio.

Nei giorni scorsi si era pensato a un imminente via libera alle danze, perché la Conferenza delle Regioni aveva aggiornato il documento delle linee guida anti-coronavirus prevedendo anche quelle per la riapertura delle discoteche. Una serie di regole che ha mandato su tutte le furie i gestori dei locali notturni e dei club per i molti limiti: capienza ridotta, no alla folla e stop alla ressa sui dancefloor.

Quando la riapertura delle discoteche: la data

Secondo il nuovo dpcm sul 15 giugno, l’apertura delle discoteche, delle sale da ballo e di locali analoghi potrà avvenire solo dopo il 14 luglio 2020, mentre riaprono cinema, teatri, sale da concerto e spettacoli live con pubblico contingentato (massimo 200 persone al chiuso, mille all’aperto). Ecco cosa dice il dpcm fimato l’11 giugno:

Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi.

Ci sono però delle eccezioni: singole Regioni hanno anticipato l’apertura delle discoteche (qui i dettagli).

Le discoteche riaprono a luglio ma non si potrà ballare?

Quando riapriranno le discoteche, i frequentatori affronteranno la “nuova normalità” anche sulla pista da ballo. Secondo le linee guida Covid aggiornate dalla Conferenza delle Regioni, in discoteca non si potrà ballare al chiuso, ma solo negli spazi aperti come giardini e terrazze, garantendo la distanza tra le persone di almeno due metri durante le danze. Il distanziamento scenderà a un metro invece se si sta fermi, ad esempio ai tavoli.

Disposizioni difficili da far osservare ai clienti e così alcune Regioni, come Sicilia e Liguria, stanno pensando all’apertura di questi locali solo come “sale d’ascolto”: balli vietati, ma la possibilità di dj set e di servire cocktail e cibo alle persone (non al bancone e senza buffet condiviso tra i clienti come succede in bar e ristoranti).

Cosa cambia per chi va nei locali notturni, le regole anti-Covid

Nei locali, rispetto a prima, potrà entrare un numero inferiore di persone. Per l’apertura anche le discoteche devono definire la capienza massima del locale, garantendo la distanza di sicurezza tra i clienti (1 metro di norma, il doppio se si balla nelle aree esterne) per limitare la diffusione del coronavirus ed è consigliato l’impiego di sistemi contapersone. Bisognerà indossare la mascherina ogni volta che non sarà possibile mantenere il distanziamento sociale, mascherina obbligatoria poi per tutto il personale della discoteca.

Le linee guida della Conferenza delle Regioni consigliano alle discoteche di dotarsi di sistemi di prenotazione degli ingressi, meglio online, e i nominativi potranno essere conservati per due settimane. All’ingresso potrà essere rilevata la temperatura corporea con termoscanner, per impedire l’accesso di chi ha la febbre sopra i 37 gradi e mezzo.

Obbligatorio inoltre pulirsi le mani con gel disinfettanti, messi a disposizione dal locale, quando ci si sposterà da un’area all’altra della discoteca, dalle zone all’aperto a quelle del bar, fino ai bagni. Non sarà possibile consumare i cocktail al bancone e anche quando si farà la fila per ordinare una bevuta o pagarla andrà mantenuto il metro di distanza dalle altre persone.

Coronavirus, Conferenza delle Regioni: le linee guida per la riapertura delle discoteche

Per quanto riguarda i gestori delle discoteche, la riapertura comporterà anche altre novità, tra queste:

  • Divisori e barriere alle casse, favorendo il pagamento con carte e bancomat
  • Nei guardaroba i vestiti e gli oggetti personali andranno messi in appositi sacchetti
  • Sedie e tavoli disposti in modo da garantire almeno un metro di distanza tra i clienti, in alternativa è possibile installare barriere fisiche
  • Tutti gli oggetti forniti ai clienti, come secchielli per il ghiaccio e apribottiglie, dovranno essere disinfettati prima della consegna
  • Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni e, se tecnicamente possibile, andrà esclusa la funzione di ricircolo dell’aria dai sistemi di ventilazione, i cui filtri vanno puliti (qui l’approfondimento sulla sanificazione dei condizionatori). Nei servizi igienici estrattore d’aria sempre in funzione
  • Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle superfici, con particolare attenzione a quelle più toccate dai clienti e ai servizi igienici

Sul sito della Conferenza delle Regioni si trova il testo completo in pdf con le linee guida per la riapertura delle discoteche, a cui è dedicata l’ultima scheda del documento.

Viaggi e Covid, le regole per rimborso e annullamento

Pensando alle vacanze estive 2020, sono due le paure: se sarà sicuro viaggiare dopo l’emergenza Covid e se si avrà diritto a un rimborso in caso di annullamento del viaggio. Per chi ha già rinunciato a un viaggio prenotato durante il periodo delle restrizioni, le disposizioni sono chiare. Quanto ai soggiorni e le vacanze prenotate per i mesi dell’estate 2020, si dovrà valutare caso per caso.

Emergenza Covid, un voucher come rimborso per i viaggi annullati

L’Italia ha scelto la via del voucher. Una modalità introdotta dal decreto Cura Italia e poi ampliata dalla sua legge di conversione. Di che si tratta? In buona parte dei casi i viaggi, i voli, i pacchetti turistici e i soggiorni annullati possono essere rimborsati non tramite la restituzione della somma di denaro spesa per acquistarli, ma con un buono di pari valore da spendere entro un anno per lo stesso tipo di servizi. Un voucher, appunto.

Coronavirus: dal 15 giugno cosa si potrà fare, cosa riapre e cosa cambia

Per essere più precisi, la Legge 24 aprile 2020 n.27, quella che ha convertito il Cura Italia, stabilisce che è l’operatore dei servizi turisti a scegliere come rimborsare il cliente. Può farlo in denaro oppure con un voucher nominativo, non cedibile, non frazionabile e di pari valore.

Viaggi e Covid, cosa spetta come rimborso

Una misura che nasce per non costringere le imprese del settore turistico a cedere liquidità proprio nel momento in cui il volume di affari è quasi azzerato. Misura che però non è piaciuta alle associazioni dei consumatori e neppure all’Unione europea.

Il commissario Ue per la Giustizia Didier Reynders ha detto: “Non esiteremo a intraprendere le misure necessarie per garantire la piena conformità dei comportamenti delle agenzie di viaggio e per proteggere i diritti dei clienti”. In più, ha aggiunto Reynders durante un’audizione presso la commissione Affari interni del Parlamento Ue, “monitoreremo anche le responsabilità di compagnie aeree e dei tour operators che si rimbalzano le responsabilità a vicenda”.

L’Ue punta il dito contro i voucher

La Commissione Ue ha già inviato a 12 Stati membri, tra i quali l’Italia, una lettera con le proprie raccomandazioni sulla questione del rimborso tramite voucher in caso di annullamento dei viaggi. Lo stesso Reynders, in un’intervista a Il Sole 24 Ore di qualche settimana fa, si era detto pronto ad aprire una procedura di infrazione contro l’Italia se la normativa non fosse stata corretta. La linea dell’Ue, in sostanza, è questa: il voucher deve essere una delle possibilità proposte al cliente, il quale deve poterla rifiutare in favore del rimborso della cifra spesa.

L’Europa riapre: viaggi all’estero e coronavirus, in quali paesi si può viaggiare

In attesa di verificare se ci saranno le modifiche richieste da Bruxelles, la legge italiana al momento riconosce il coronavirus come motivo valido per l’annullamento di viaggi e pacchetti turistici, stabilendo le modalità di rimborso.

Quando si può chiedere il rimborso per l’annullamento dei viaggi

In particolare, l’impossibilità della prestazione per Covid si applica ai “contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, ai contratti di soggiorno e ai contratti di pacchetto turistico” aventi come destinazione uno dei luoghi verso i quali è stato impedito lo sbarco o l’arrivo.

Sardegna, Corsica, Elba: come viaggiare sui traghetti e le regole anti-Covid

Per richiedere il voucher si dovrà comunicare la propria rinuncia alla compagnia o l’agenzia. L’operatore avrà poi 30 giorni di tempo dall’annullamento del viaggio per erogare il rimborso.

Lo stesso vale se è la compagnia di trasporto, l’agenzia turistica o l’organizzatore di viaggi a cancellare il viaggio. L’operatore dovrà rimborsare il prezzo pagato, ma sarà lui stesso a decidere se farlo in denaro o con un voucher. Anche in questo caso dovrà farlo entro 30 giorni dall’annullamento.

Viaggiare dopo l’emergenza Covid

Questo, come detto, per quanto riguarda i viaggi persi dall’inizio dell’emergenza fino al giorno in cui saranno in vigore i divieti imposti dal paese di destinazione. Ma dal 15 giugno buona parte delle frontiere interne in Europa riapriranno. E, più o meno da quella data in poi, le condizioni cambiano.

Viaggi 2020: cosa succede alla prenotazione per luglio, agosto e settembre

Non appena il paese di destinazione rimuove le restrizioni all’ingresso, il viaggio risulta di nuovo possibile. Dato che un titolo di viaggio o un pacchetto vacanze prenotato è di fatto un contratto, se viene meno la causa di impossibilità il contratto va rispettato. Ciò significa che per la prenotazione di voli, viaggi e vacanze nei mesi di luglio, agosto, settembre e così via non risentiranno delle misure restrittive e dunque non si potrà scegliere la cancellazione a condizioni “agevolate”. Funzionerà insomma come per tutti i viaggi prima del Covid: il recesso e la cancellazione saranno regolate dalle condizioni contrattuali ed è possibile che il viaggiatore debba pagare una penale in caso di rinuncia. A meno che non fossero previste condizioni specifiche al momento dell’acquisto.

L’unica condizione che continuerà a valere come impossibilità è il caso in cui il titolare del biglietto venga messo in quarantena perché positivo al coronavirus o in isolamento domiciliare dopo aver avuto contatti con persone positive.

Altrimenti l’unico modo per ottenere un rimborso in caso di cancellazione o rinuncia è quello di aver stipulato un’assicurazione di viaggio. Una regola universale non c’è perché le compagnie assicurative, in quanto soggetti privati, sono libere di applicare le condizioni che vogliono. In generale però il rimborso delle spese di viaggio viene riconosciuto solo in caso di decesso, malattia o infortunio. Valgono spesso anche le questioni lavorative, come licenziamento, sospensione o nuova assunzione, e anche i danni materiali all’abitazione come incendi e furti. Situazioni, ovviamente, che devono poter essere dimostrate.

È praticamente impossibile che una compagnia stipuli un’assicurazione offrendo il rimborso delle spese di viaggio in caso di annullamento dovuto solo al timore del Covid.

Coronavirus in Toscana, i nuovi casi e i dati di oggi 11 giugno

Anche oggi non c’è il contagio zero, ma i nuovi casi di coronavirus in Toscana restano limitati, secondo le ultime news: il bollettino della Regione, con i dati aggiornati alle ore 12.00 di giovedì 11 giugno 2020, segnala solo 10 positivi in più nelle ultime 24 ore, a fronte di 3.408 tamponi analizzati nei laboratori. Nel giro di una giornata si è registrato solo un morto in più, una donna di 86 anni deceduta con Covid-19.

Salgono leggermente le persone in cura in ospedale, ma crescono anche i guariti con un trend che viaggia più veloce rispetto ai ricoverati.

Casi di coronavirus in Toscana: i dati di oggi, 11 giugno 2020

521 soggetti sono attualmente positivi al coronavirus in Toscana, il 3,3% in meno rispetto a ieri, mentre dall’inizio dell’epidemia a oggi si sono registrati in totale 10.158 casi di positività, con questa diffusione: 3.492 a Firenze (5 in più rispetto a ieri), 569 a Prato, 678 a Pistoia, 1.051 a Massa Carrara (uno in più), 1.366 a Lucca (uno in più), 897 a Pisa (uno in più), 557 a Livorno, 678 ad Arezzo, 441 a Siena, 429 a Grosseto (due in più).

La Toscana si conferma così al decimo posto in Italia per i contagi (rapporto tra numero di malati e abitanti), con il tasso più alto a Massa Carrara, Lucca e Firenze. Qui la mappa del contagio in Toscana e i grafici sull’andamento del coronavirus.

Covid-19 in Toscana: ricoverati e guariti

I ricoverati nei posti letto Covid degli ospedali sono due in più di ieri (57 in totale), di cui 15 in terapia intensiva (stabili). In Toscana l’11 giugno, la maggior parte dei positivi al coronavirus, ossia 464 persone, è in isolamento a casa, perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o privi di sintomi (20 in meno rispetto a ieri, – 4,1%). 3.370 persone (88 in meno rispetto al giorno precedente) sono in isolamento domiciliare a seguito di contatti con soggetti contagiati.

Sono 27 i guariti per un totale di 8.558 dall’inizio dell’epidemia: 727 “clinicamente guariti” (senza più i sintomi della malattia) e 7.831 guarigioni virali, ossia pazienti completamente guariti con doppio tampone negativo.

I morti per coronavirus in Toscana (11 giugno)

Sono 1.079 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 394 a Firenze, 49 a Prato, 80 a Pistoia, 162 a Massa Carrara, 136 a Lucca, 89 a Pisa, 61 a Livorno, 46 ad Arezzo, 31 a Siena, 23 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano per Covid-19 è di 28,9 deceduti ogni 100.000 residenti, circa la metà della media italiana. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (83,1), Firenze (39,0) e Lucca (35,), mentre il più basso è a Grosseto (10,4). I dati sulla diffusione del coronavirus in Toscana sono pubblicati nel bollettino diffuso l’11 giugno dalla Regione Toscana.

Toscana, test sierologico gratuito per i donatori di sangue

Test sierologici gratuiti per i donatori di sangue e plasma: lo ha deciso la Regione Toscana come ulteriore misura di contrasto e tracciamento del coronavirus. I donatori abituali potranno sottoporsi al test a partire da lunedì 15 giugno, anche direttamente prima di una donazione.

La richiesta dei donatori di sangue accolta dalla Regione Toscana: test sierologico gratis

A sollecitare la decisione erano state le principali associazioni di donatori, Avis, Fratres e Anpas. Da loro era partita la richiesta di inserire anche i donatori di sangue e plasma tra le categorie che hanno diritto al test sierologico gratuito nell’ambito della campagna di screening promossa dalla Regione Toscana.

Richiesta accolta dal Centro Regionale Sangue e dall’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi.

Come sottoporsi al test sierologico

I donatori che hanno già un appuntamento prenotato sul sistema AgenDona potranno  sottoporsi al test sierologico il giorno stesso in cui si presentano a donare. Si tratta di un test volontario e chi non lo volesse fare non sarà obbligato.

Il test sierologico rileva l’eventuale presenza degli anticorpi specifici ed è una indicazione ad elevato livello di probabilità del fatto che l’organismo sia venuto a contatto con il coronavirus responsabile del Covid-19.

In caso di test positivo, la persona dovrà sottoporsi al tampone nasofaringeo per escludere che l’infezione sia ancora in corso. I donatori che dovessero risultare positivi verranno contattati personalmente, sottoposti a tampone e presi in carico dalla medicina territoriale fino alla guarigione definitiva. Potranno inoltre essere arruolati, sempre su base volontaria, per lo studio Tsunami e donare plasma iperimmune.

“Questa ulteriore iniziativa – dice l’assessore Saccardi – costituisce un tassello importante della politica adottata dalla Regione Toscana di testare, tracciare e trattare. Dopo gli operatori sanitari, le Forze dell’ordine e i dipendenti pubblici che svolgono attività di front office, abbiamo deciso di inserire i donatori periodici di sangue e plasma tra le categorie che verranno sottoposte al test sierologico, al fine di ricostruire la storia epidemiologica del Covid-19 sul territorio toscano”.

Visite (gratis) nelle ville medicee di Castello, Petraia e Cerreto Guidi

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Anche a casa Medici si riaprono le porte dopo il lockdown. E per chi ha voglia di tornare a visitare un museo gratis, nel weekend del 12 giugno a Firenze ripartono le visite guidate (in sicurezza) in tre delle più belle dimore del granducato, patrimonio Unesco: i giardini della Villa medicea di Castello e di Petraia oltre alla Villa medicea e giardino di Cerreto Guidi.

Villa Medicea aperta gratis, su prenotazione e in sicurezza

La riapertura – esclusivamente su prenotazione e con attenzione alle norme di sicurezza anti-Covid per i visitatori, il personale, l’ambiente e le opere – prevede anche la partecipazione ai percorsi narrativi I giardini della bizzarria, realizzati in collaborazione con Unicoop Firenze e con la collaborazione di Stazione Utopia. Una serie di percorsi tematici per grandi e piccini (differenziati per gruppi da 3 a 6 anni e da 6 a 10) che invitano alla scoperta della storia e della grande varietà botanica delle straordinarie Ville Medicee vissute prima dalla famiglia Medici e poi dai Lorena e dai Savoia.

villa medicea weekend gratis museo

Un museo a cielo aperto: dal 12 giugno aperture solo nei weekend

Queste meravigliose tenute nei dintorni di Firenze, teatro della vita di corte tra arte e mecenatismo, caccia, vita nella natura e convivialità, fanno parte dei 49 tra musei e luoghi della cultura del Mibact sul territorio toscano. Una riapertura cauta, che dal 12 giugno vede riaperti i giardini (e la villa di Cerreto Guidi) solamente nei fine settimana, mentre dal 1° luglio si ripartirà con un’apertura più ampia e regolare. I percorsi guidati de “I Giardini della Bizzarria” saranno a disposizione dei visitatori gratuitamente per tutti i fine settimana dal 12 giugno al 5 luglio.

Visite guidate alle ville medicee di Firenze per grandi e piccini: le date

Ecco il calendario completo delle visite guidate:

  • Visite alla Villa Medicea di Cerreto Guidi e al Museo Storico della Caccia e del Territorio
    Dal 12 giugno al 5 luglio, tutti i venerdì, sabato, domenica ore 10.00 – 11.00 – 12.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00, 40 min per piccoli gruppi max 6 persone – Visite narrate sabato 13 giugno, 20 giugno, 27 giugno, 4 luglio h. 16.00 – durata 40 min.
  • Visite al giardino della Villa Medicea di Castello (Firenze)
    Sabato 13 giugno, 20 giugno, 27 giugno, 4 luglio ore 9.30 – 11.00 – 15.30 – 17.00 – durata 1h e 15 min – Visite narrate per bambini dal 6 ai 10 anni sabato 13 giugno, 20 giugno, 27 giugno, 4 luglio h. 11.30 – durata 40 min.
  • Visite al giardino della Villa Medicea di Petraia (Firenze)
    Domenica 14 giugno, 21 giugno, 28 giugno, 5 luglio -ore 9.30 – 15.30 – 17.00 – durata 1h e 15 min. – Visite narrate per bambini dai 3 ai 6 anni Domenica 14 giugno, 21 giugno, 28 giugno, 5 luglio h. 11.30 – durata 40 min.

Le prenotazioni sono già attive con link eventbrite sul sito della Direzione regionale musei della Toscana e di Stazione Utopia.

Sardegna, Corsica, Elba: come viaggiare sui traghetti e le regole anti-Covid

Finché la barca va, lasciala andare, suonava un vecchio adagio di Orietta Berti. Ma anche le barche, o meglio i traghetti, hanno subito una battuta d’arresto durante il lockdown: ora che i mezzi di trasporto hanno ripreso a funzionare, ecco le regole anti-Covid disposte dalle compagnie per viaggiare in sicurezza verso le principali isole come Sardegna, Elba e Corsica.

Con l’inizio della fase 3 le più importanti società di trasporto marittimo che partono e arrivano in Toscana – Moby, Toremar, Sardinia e Corsica Ferries – hanno ripreso a viaggiare regolarmente. Fatto che riempie di gioia i tanti che vogliono spostarsi dal continente verso le isole in vista delle vacanze estive. Ma attenzione, anche a bordo di navi e traghetti vanno rispettate delle regole per garantire una traversata sicura.

Dai principali porti della Toscana – Livorno e Piombino – hanno ripreso a viaggiare traghetti diretti nelle isole dell’arcipelago toscano (in tutte tranne a Gorgona, dove sono ancora interdette le visite) ma anche in Sardegna e Corsica.

Piombino, traghetti regolari per l’Elba

Si può andare all’Isola d’Elba, una delle destinazioni preferite dai vacanzieri toscani e non solo, per raggiungere la quale sono ripresi gran parte (ancora non tutti) dei servizi in partenza da Piombino. Da Porto Santo Stefano, nell’Argentario, invece si viaggia regolarmente alla volta dell’Isola del Giglio.

Vacanze in Corsica? Ancora no

Sebbene non sia necessaria la quarantena per chi arriva dall’Italia, verso la grande isola francese gli spostamenti sono limitati ai viaggi necessari. Per effettuare la traversata in traghetto per la Corsica va compilato e portato con sé un documento che attesti il motivo e il giustificativo dello spostamento. Senza questa dichiarazione l’imbarco viene negato. Per il momento dunque, niente vacanze in Corsica.

Sardegna: niente passaporto sanitario sui traghetti

Nessun “passaporto sanitario” per i passeggeri intenzionati a dirigersi in Sardegna. Basterà infatti fare una registrazione online e compilare un questionario, che fino al 12 giugno potrà essere fatto anche a bordo grazie a un modulo cartaceo.

Quasi tutte le compagnie consentono inoltre di modificare le date dei viaggi senza penali, per agevolare i viaggiatori nei loro spostamenti durante il periodo dell’emergenza.

Le linee guida Covid e le regole per chi va in vacanza con i traghetti

Le compagnie di trasporto marittimo, come Moby, Sardinia e Corsica Ferries e Toremar, hanno stilato una serie di regole da rispettare per chi sale a bordo dei traghetti, in ottemperanza alle regole anti-Covid, in particolare:

  • Obbligo di indossare la mascherina durante il viaggio

  • Imbarco regolamentato e distanziato sia che si viaggi a piedi sia che si viaggi a bordo di un veicolo

  • Distanza di sicurezza da rispettare sia durante la traversata sia durante le operazioni di imbarco e sbarco

  • Divieto di assembramento

Il mare più bello della Toscana: i posti dove andare per le vacanze

Tutte le garanzie fornite dalle compagnie marittime

  • Presenza di un medico a bordo

  • Servizi di ristorazione aperti nel rispetto delle regole

  • Toilette sanificate

  • Colonnine con gel igienizzante a disposizione dei passeggeri

  • Pulizia scrupolosa dell’imbarcazione ad ogni scalo

  • In caso di presenza di cabine a bordo: sanificazione e igienizzazione dei locali e della biancheria

  • Impianti di ventilazione impostati per un ricambio di aria al 100%
  • Chiusura delle sale con giochi per bambini

Green Day in concerto a Firenze Rocks e Milano: le date 2021

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Bisognerà aspettare ancora un’estate per intonare il brano simbolo “Boulevard of broken dreams” davanti al palco, ma intanto ci sono due giornate da segnare sul calendario. I Green Day hanno riprogrammato per il 2021 le date del loro tour, sempre accompagnati dai Weezer, e Live Nation ha definito il nuovo calendario dei concerti a Firenze Rocks e al Milano Summer Festival. Restano validi i biglietti già comprati per le due manifestazioni che avrebbero dovuto svolgersi quest’anno.

La tournée di Billie Joe Armstrong e compagni, come tutti gli altri grandi eventi estivi, è stata infatti rimandata per effetto dell’emergenza coronavirus.

Green Day al Milano Summer Festival 2021: il rinvio

Il tour italiano 2021 dei Green Day partirà dall’Ippodromo Snai di San Siro mercoledì 16 giugno, per il Milano Summer Festival, data che recupererà il concerto inizialmente previsto il 10 giugno di quest’anno e poi annullato per la pandemia del virus Covid-19.

Green Day in concerto a Firenze Rocks 2021, le date

La seconda tappa dei Green Day sarà invece a Firenze nel festival più rock della città, ospitato sempre alla Visarno Arena: la data scelta per il concerto è giovedì 17 giugno 2021. Ad aprire la serata saranno sempre i Weezer. I biglietti già acquistati per l’esibizione che avrebbe dovuto tenersi all’interno di Firenze Rocks il 10 giugno 2020 rimangono validi per la nuova data, senza che gli spettatori debbano fare nulla.

l rimborso dei biglietti

Chi non vorrà utilizzare i biglietti per le nuove date dei Green Day a Firenze e Milano può chiedere un rimborso, riconosciuto sotto forma di voucher, entro 30 giugno dalla comunicazione delle nuove date 2021 (quindi entro il 10 luglio) secondo le modalità riportate sul sito di Live Nation. Il buono, che comprenderà anche i diritti di prevendita e sarà cumulabile con altri voucher, dovrà essere usato entro 18 mesi dalla sua emissione.

Comprare nuovi biglietti per i Green Day a Firenze e Milano

Chi invece non ha già comprato un biglietto per i concerti dei Green Day potrà farlo per le nuove date del 16 giugno 2021 (Milano Summer festival) e 17 giugno 2021 (Firenze Rocks) sui consueti siti, ecco i link diretti: