sabato, 4 Aprile 2026
Home Blog Pagina 549

Il restyling del padiglione delle Nazioni alla Fortezza da Basso

Ripartire in sicurezza e con un’offerta di spazi fieristici e congressuali ancora più belli, funzionali e competitivi.  E’ questo il diktat di Firenze Fiera che durante il lockdown non si è mai fermata ma beneficiando dello slittamento degli eventi riprogrammati da settembre in avanti, ha intrapreso tutta una serie di interventi di restyling e abbellimento delle sue strutture.

Un nuovo edificio polivalente

Come il padiglione delle Nazioni, un edificio polivalente di 2mila metri quadri all’interno della Fortezza da Basso, che in questi ultimi anni è diventato, grazie anche alle sue elevate altezze che permettono di sviluppare ampie scenografie, il padiglione di punta per i grandi eventi corporate su scala nazionale e internazionale (come  meeting finanziari o la mega kermesse natalizia della maison fiorentina di Stefano Ricci), oltreché una location ambita per alcune aziende di importanti eventi fieristici come Pitti Immagine Uomo.

L’intervento di riqualificazione è stato pienamente coerente e in linea con gli elevati standard qualitativi che caratterizzano il polo fiorentino: si è proceduto ad una nuova pavimentazione di tipo industriale ad alta densità in cemento con una superficie completamente nera che coniuga principi ‘etici’ di investimento a lungo termine con tocchi di eleganza contemporanea.

Un ingresso dedicato

Fra i plus del padiglione delle Nazioni – dotato anche di nuovi servizi igienici e di un nuovo impianto di condizionamento – la presenza di un ingresso dedicato (porta Mugnone) per l’accesso di veicoli quali navette e bus granturismo, la prossimità dell’ingresso al Parcheggio interrato Stazione-Fortezza-Fiera e la possibilità di usufruire di un parcheggio interno, prospiciente l’edificio.

La città dei lettori non si ferma: “Esserci è una responsabilità”

Malgrado quella che si annuncia come un’estate tremenda per le manifestazioni culturali, qualcuno ci ha voluto credere. Proprio nei giorni in cui gran parte degli organizzatori di festival e rassegne erano impegnati ad annullare, rimandare, inventare eventi dalle formule alternative, La città dei lettori ha deciso invece di esserci. La terza edizione si farà da giovedì 27 a domenica 30 agosto, nel cuore della prima estate post coronavirus. Ad oggi l’unica tra le maggiori rassegne letterarie in Italia a tenersi dal vivo.

Perché, secondo Gabriele Ametrano, direttore del festival, “l’operatore culturale in questo momento ha anche un ruolo sociale. Annullare gli eventi, convertire tutto in video o spostare all’anno prossimo è segno di minore responsabilità”.

“La cultura è incontro, è confronto”, continua Ametrano. “Il filtro delle dirette online è stato sicuramente utile nel momento peggiore della pandemia. Ora però tocca a noi organizzatori dare un segnale di fiducia: possiamo tornare alla normalità. Tornare a esserci.

Con un’edizione per forza di cose diversa. In cosa?

Seguiremo ovviamente tutte le direttive sanitarie per garantire la sicurezza di pubblico, autori e organizzatori. Le iniziative si terranno solo negli spazi aperti, dove le restrizioni sanitarie probabilmente saranno più leggere. Il pubblico sarà monitorato e accompagnato al proprio posto. Stiamo prevedendo anche un sistema di prenotazione degli ingressi, anche se vogliamo essere positivi e pensare che per fine agosto non sarà più necessario.

La città dei lettori direttore Ametrano
Gabriele Ametrano, direttore de La città dei lettori

Agosto è una collocazione insolita per un evento culturale.

Dobbiamo cambiare i canoni e l’idea che abbiamo dell’estate. Quest’anno specialmente, con tutto quello che è successo, in molti non potranno permettersi di andare in vacanza o di partire tutti i fine settimana. Noi proviamo a riempire un vuoto, dare la possibilità a chi rimane a Firenze di poter godere di un momento di intrattenimento. Tant’è che se nelle scorse edizioni avevamo sempre fatto un festival di tre giorni, quest’anno lo allunghiamo a quattro, dal giovedì alla domenica, e tutto nel tardo pomeriggio, dalle 17.

Che festival sarà?

Con tutte le difficoltà del caso: abbiamo un budget che, tra sponsor e investitori, è stato tagliato di almeno il 50%. Sarà difficile ricreare in toto La città dei lettori degli anni scorsi. Avremo meno incontri ma la qualità resterà la stessa. Ci sarà il Premio Strega, una collaborazione esclusiva per Firenze che siamo felici di portare avanti. A fine agosto il premio sarà già assegnato quindi non avremo ospiti i 12 semifinalisti come negli anni scorsi, ma ci saranno sicuramente il vincitore assoluto dello Strega 2020 e i vincitori di tutte le altre sezioni del premio. Manterremo la sezione ragazzi del festival, tutte le giornate saranno aperte da uno spettacolo o un laboratorio per i lettori più giovani. E come sempre, avremo autori di qualità, reading e le visite letterarie in città accompagnate da un autore e una guida turistica. Il festival resta a ingresso gratuito e non rinunciamo alla nostra tradizione di regalare un libro all’ingresso a chiunque verrà, anche se quest’anno dal punto di vista finanziario sarebbe stato più saggio farlo. Ma è nell’identità del festival e non lo vogliamo cambiare.

La Città dei lettori 2020, festival rimandato ad agosto: le nuove date

Cosa resta di questi mesi di lockdown?

Abbiamo familiarizzato con le dirette social, che in questo periodo di pandemia hanno tenuto compagnia al pubblico. Come detto, credo che questo tipo di attività non rappresenti la vita della cultura, però sono un nuovo strumento per far conoscere quello che facciamo. Per questo trasmetteremo tutti gli incontri del festival sui social e registreremo tutti gli appuntamenti, in modo che chi non potrà essere a La città dei lettori potrà comunque seguirla da altri luoghi e anche successivamente.

La città dei lettori Villa Bardini a Firenze

Succede sempre più spesso che rassegne e festival si propongano non solo come raccoglitori, ma anche come produttori di contenuti culturali. Una tendenza che voi avete anticipato creando la rivista La città dei lettori. A che punto è il progetto?

Avevamo voglia di sviluppare uno spazio in cui pubblico e lettori potessero incontrarsi oltre il festival. E abbiamo pensato a questa formula: un contenitore di voci in cui gli autori che sono stati ospiti al festival e altri autori amici consigliano un libro. Non attraverso la classica recensione, ma in forma di racconto, un’esperienza che li ha portati ad avvicinarsi al libro scelto. Come quando si sta al tavolino di un bar con un amico e parlando di un viaggio, di un ricordo, a un certo punto ci viene in mente che c’è un libro in cui si parla proprio della stessa cosa. Siamo partiti a gennaio, per il momento solo online. Ma diventerà anche una rivista cartacea che esce una volta l’anno, un ibrido tra rivista e raccolta di racconti, in forma di libro. Un libro che consiglia altri libri.

A quale pubblico?

I dati statistici sugli accessi al sito e ai social della rivista sono sorprendenti: la maggior parte dei lettori è nella fascia che va dai 13 ai 25 anni di età. Giovani e giovanissimi. Mi fa pensare che c’è voglia e necessità di parlare dei libri, ma in maniera diversa. In più gli autori sono completamente liberi di scegliere il libro di cui parlare e di farlo come vogliono, spesso così si scopre anche una parte diversa dell’autore.

Eppure l’editoria è in una crisi profondissima e la pandemia non ha fatto che peggiorarla. L’Associazione italiana editori parla di 8 milioni di copie perse e un calo di fatturato di 900 milioni di euro nei primi quattro mesi del 2020. Come se ne esce?

Il mondo dell’editoria deve ripensare a tutto quello che ha fatto fino ad adesso. C’è stato un eccesso. Quei dati parlano anche di 21 mila titoli in meno che saranno pubblicati nel 2020. Ventunomila. C’è un eccesso di pubblicazione, di proposta. E dipende da un errore di fondo che noi con La città dei lettori cerchiamo di superare: considerare il pubblico solo come acquirente. Succede anche alle grandi fiere del libro. Biglietto di ingresso, nessuno spazio per l’accoglienza o per far riposare le persone, magari mentre un libro lo sfogliano. È un mercato. Non a caso abbiamo scelto di chiamarci “La città dei lettori” e non “La città del libro” o “degli autori”. Regaliamo un libro all’ingresso, è uno sforzo enorme ma è anche un messaggio: sei il benvenuto, tornerai comunque a casa con un libro. Al centro ci sono i lettori e anche gli autori nostri ospiti capiscono questo spirito, si pongono al loro fianco, non sono incontri in cattedra. Credo che anche l’editoria dovrebbe pensarla così.

Vacanze con l’app Sardegna sicura (e il modulo di registrazione)

Il monitoraggio del coronavirus modifica anche il modo viaggiare. E così cambiano le regole per i tanti turisti che hanno deciso di andare in Sardegna per le vacanze: la Regione ha stabilito l’obbligo di registrazione per tutti i passeggeri dei traghetti e degli aerei diretti sull’isola, per rintracciare velocemente eventuali casi positivi al Covid, grazie a un modulo oppure facendo il download sul proprio smartphone della app “Sardegna Sicura” prima di entrare sul territorio regionale.

Niente passaporto sanitario, si pensa invece a bonus e voucher per chi si sottoporrà in modo volontario ai test sierologici. Nonostante dal 3 giugno sia consentito spostarsi tra zone diverse d’Italia senza autocertificazione, le singole Regioni possono prevedere norme particolari. Le norme sarde si applicano non solo ai turisti, ma a tutti i viaggiatori che devono sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea. Chi risulterà con più di 37,5° non potrà partire. Le nuove disposizioni, contenute nell’ordinanza 27/2020 firmata dal governatore sardo Christian Solinas, entrano in vigore con diversi step. Ecco tutti i dettagli.

Il modulo di registrazione per entrare in Sardegna: dove scaricarlo (pdf)

Non si tratta di un’autocertificazione, simile a quelle che siamo stati abituati a compilare nei mesi scorsi per gli spostamenti lontano da casa, ma di un modello di registrazione in cui riportare i dati principali legati al soggiorno o alle vacanze in Sardegna  e alle proprie condizioni di salute.

In particolare vanno indicati i dati anagrafici, il numero di un documento di riconoscimento e un contatto telefonico (cellulare), oltre ai riferimenti della struttura dove si alloggerà (hotel, campeggio, casa in affitto, ecc). Il modello comprende inoltre una serie di domande su eventuali sintomi riconducibili al coronavirus (ad esempio se negli ultimi 21 giorni si ha avuto febbre o tosse) e sul contatto con casi accertati di Covid-19.

Fino al 12 giugno sarà possibile compilare questo modello di registrazione anche a bordo dei traghetti o degli aerei e andrà consegnato ai presidi medici sanitari dei porti o dell’aeroporto. Dal sito della regione è possibile scaricare il modello in formato pdf per compilarlo e averlo già pronto al momento dell’imbarco.

App Sardegna Sicura per andare in vacanza: download dal 13 giugno

Dal 13 giugno scatta la registrazione web sulla piattaforma del SUS (Sportello Unico dei Servizi) grazie a un form online oppure scaricando l’applicazione per smartphone “Sardegna sicura” che sarà disponibile per il download su Google Play Store (sistemi Android) e Apple Store (iOS). Al momento non è prevista invece per i cellulari Windows Phone.

Si tratta di un software diverso da “Immuni”, l’app sperimentata a livello nazionale in 4 regioni per il tracciamento dei contatti, ma “Sardegna Sicura” è stata comunque “progettata con funzionalità di contact tracing su base volontaria”, specifica l’ordinanza regionale.

Coronavirus: le informazioni su come viaggiare verso la Sardegna

Ogni passeggero dovrà presentare copia della ricevuta di avvenuta registrazione insieme alla carta d’imbarco e a un documento d’identità valido. Attenzione però: la registrazione tramite l’app “Sardegna Sicura” è prevista solo dal 13 giugno in poi, prima è necessario compilare il modulo di registrazione.

La Regione Sardegna ha messo a disposizione una mail per chiedere informazioni sulle nuove regole per andare sull’isola: [email protected]. A questo link è possibile scaricare il testo dell’ordinanza regionale sarda n°27/2020 con le disposizioni legate al monitoraggio del coronavirus.

Solo un nuovo caso di coronavirus in Toscana: dati e notizie del 4 giugno

Buone notizie, la Toscana sfiora il contagio zero: nell’ultima giornata si è registrato solo un nuovo caso positivo di coronavirus sul territorio regionale, secondo i dati riportati nel bollettino di oggi, 4 giugno 2020. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia sale così a 10.122 persone.

Crescono i guariti, sono 87 in più (+1,1%) e raggiungono quota 8.180, circa l’80% dei casi totali, mentre diminuisce ancora il numero di persone attualmente positive al Covid: 883. Stabili decessi, con 4 morti nelle ultime 24 ore, un uomo e 3 donne per un’età media di 89,5 anni.

L’unico nuovo caso di coronavirus registrato dal bollettino del 4 giugno è stato scoperto a Pistoia (qui la mappa del contagio in Toscana). La nostra regione si conferma quindi al decimo posto in Italia come numerosità di casi, con circa 271 casi per 100.000 abitanti, contro la media nazionale di 387.

Coronavirus in Toscana, i dati del 4 giugno

Al momento 794 persone sono in isolamento a casa, con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere (meno 78 rispetto a ieri), e calano ancora i ricoverati nei posti letto Covid, che oggi sono complessivamente 89, 12 in meno di ieri, di cui 24 in terapia intensiva. Si tratta del dato più basso da inizio marzo 2020.

Sono 5.308 (86 in meno) le persone isolate e in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con soggetti positivi. Come detto le guarigioni totali sono 8.180: 977 pazienti “clinicamente guariti”, perché ormai privi dei sintomi, e 7.203 completamenti guariti avendo negativizzato il virus.

Al 4 giugno si registrano 4 nuovi morti con coronavirus in Toscana, ecco i dati nel dettagli:  un decesso a Firenze, 3 a Massa Carrara. Sono 1.059 i deceduti dall’inizio dell’epidemia così ripartiti: 388 a Firenze, 48 a Prato, 80 a Pistoia, 156 a Massa Carrara, 135 a Lucca, 86 a Pisa, 59 a Livorno, 46 ad Arezzo, 30 a Siena, 23 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano, ma erano residenti fuori regione. Il tasso grezzo di mortalità toscano (ossia il rapporto tra il numero di deceduti e la popolazione residente) per Covid-19 è di 28,4 ogni 100.000 residenti contro il 55,7 della media italiana. Questi dati sono stati elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.

Università di Firenze, nel 2021 lezioni in aula e in diretta online

Le lezioni si faranno in aula ma saranno anche trasmesse tutte online, in videoconferenza: è questa la più grande novità dell’Università di Firenze in vista dell’anno accademico 2020 – 2021, il primo con le nuove regole anti coronavirus.

Ritorno in aula

Si tornerà in aula dunque, anche se il numero di studenti che potranno assistere di persona alle lezioni potrebbe essere limitato. La capienza massima verrà determinata infatti in base alle dimensioni delle aule e alle regole di distanziamento interpersonale che saranno in vigore il prossimo autunno. Con la possibilità di introdurre un sistema a turni così che tutti gli studenti possano prender parte alle lezioni dal vivo.

Universit di Firenze, lezioni in diretta online

Nessuno, in ogni caso, resterà tagliato fuori. Tutti i corsi saranno fruibili online in diretta per tutti gli studenti frequentanti e successivamente la loro registrazione sarà resa disponibile su una piattaforma online. Una modalità che ha già avuto una prima sperimentazione negli ultimi tre mesi, da quando le lezioni in presenza sono state sospese per l’emergenza sanitaria. In questo periodo, rende noto l’ateneo, alle attività didattiche a distanza hanno partecipato circa 3.300 studenti.

“Vogliamo riportare le studentesse e gli studenti in aula – ha affermato il rettore Luigi Dei – l’Università è presenza, è scambio e dialogo. Stiamo lavorando per ripartire: abbiamo ricalcolato la capienza delle aule, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, e stiamo pensando a turnazioni per assicurare il diritto a frequentare dal vivo. Garantiremo però online le lezioni e il materiale didattico per coloro che per tanti motivi, di salute o anche economici, potrebbero avere difficoltà a tornare in aula”.

Tasse universitarie congelate nel 2021

Nell’anno accademico 2020 – 2021 le tasse universitarie dell’Università di Firenze non aumenteranno. “Abbiamo una tassazione media tra le più basse in Italia, fortemente progressiva, a protezione dei redditi più bassi”, spiega ancora Luigi Dei. “Non è intenzione dell’ateneo, in un momento così difficile, gravare ulteriormente sulla situazione economica delle famiglie. E stiamo aspettando il decreto del Miur che dovrebbe innalzare la fascia di esenzione, la cosiddetta no tax area“.

Nel frattempo, nei mesi di giugno e luglio 2020 esami e tesi dell’Università di Firenze continueranno a svolgersi a distanza. L’ateneo ha promosso un questionario fra gli studenti per conoscere eventuali problematiche di connessione o carenze di strumenti informatici e per organizzare soluzioni alternative.

L’offerta formativa dell’Università di Firenze per l’anno accademico 2020-2021 conterà 58 corsi triennali, 9 corsi magistrali a ciclo unico, 71 corsi magistrali. Sono 29 i percorsi internazionali che rilasciano doppio titolo o titolo congiunto.

Un assaggio di come saranno i corsi del prossimo anno accademico lo si potrà avere giovedì 4 e venerdì 5 giugno, dalle 14 alle 17.30, con l’iniziativa online “Un giorno all’Università”. Un docente per ogni Scuola terrà un intervento in diretta streaming, visibile per tutti dal sito www.unifi.it , dal canale YouTube e da Facebook.

Non solo auto elettriche: l’idea, ampliare gli incentivi del decreto rilancio

Inserire nel decreto rilancio, accanto agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride, uno sconto rottamazione per chi comprerà tra il 2020 e il 2021 macchine di ultima generazione (Euro 6) benzina o anche diesel. È questa l’ipotesi per ampliare l’ecobonus auto, con altre agevolazioni: il provvedimento del governo, varato per far fronte alla crisi economica scatenata dal virus Covid-19, deve ora passare dal Parlamento e qui potrebbero essere decisi degli aggiustamenti.

A spingere in questa direzione è la sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessia Morani, anche per dare un aiuto al settore dell’auto, in forte difficoltà, e smaltire così le 350 mila vetture già prodotte prima della crisi e ferme nei piazzali. “Bisogna ampliare l’ecobonus – ha detto Morani – anche alle auto a motore termico più all’avanguardia, che consentiranno l’abbattimento delle emissioni. Questo consentirà di raggiungere i target previsti per il 2030 senza perdere posti di lavoro”.

La rottamazione e gli incentivi auto 2020 per le auto elettriche e ibride

Al momento nel decreto rilancio è stato confermato l’ecobonus auto con incentivi statali per la rottamazione di veicoli vecchi, per l’acquisto di macchine elettriche e ibride plug-in con un costo inferiore ai 50 mila euro (IVA esclusa), prevedendo agevolazioni che possono arrivare fino ai 6 mila euro, in particolare:

  • 1.500 euro di incentivi per comprare un’auto con emissioni di CO2 tra 21 e 60 g/km, più un bonus di altri 1.000 euro in caso di rottamazione (da Euro 0 a Euro 4)
  • 4.000 euro di bonus per l’acquisto di un’auto che produce emissioni compre tra 0 e 20 g/km, più 2.000 euro di sconto se si rottama la vecchia auto (da Euro 0 a Euro 4)

Decreto rilancio: ipotesi incentivi auto Covid 2020/2021

Adesso il governo apre alla possibilità, con la conversione del decreto rilancio in legge, di ampliare l’ecobonus e il bonus rottamazione auto anche alle macchine “tradizionali”, di ultima generazione, ma non è ancora chiaro se questi incentivi interesseranno sia i veicoli a benzina sia quelli diesel. “Occorre introdurre uno strumento-incentivo – ha spiegato la sottosegretaria Morani – che si concentri soprattutto sul 2020 e il 2021 e che consenta di smaltire lo stock di auto prodotte che hanno comunque standard elevati per quanto riguarda la riduzione delle emissioni”.

Il bonus mobilità 2020: non solo bici

Intanto il decreto rilancio prevede altri incentivi con il buono mobilità ideato dai Ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti: non c’è solo il bonus bici 2020 ma anche delle agevolazioni per chi nel 2021 deciderà di rottamare la sua auto o la moto e di spostarsi con mezzi verdi, come biciclette elettriche o trasporto pubblico locale. In particolare:

  • 1.500 euro per ogni auto (da Euro 0 a Euro 3) rottamata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021
  • 500 euro per ogni moto (Euro 2 o Euro 3 a due tempi) rottamata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021

Le agevolazioni potranno essere utilizzate entro i 3 anni successivi per l’acquisto, anche per  persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico  locale  e  regionale,  biciclette tradizionali ed elettriche a pedalata assistita, veicoli per la  mobilità personale prevalentemente elettrici (ad esempio monopattini, hoverboard e segway).

Coronavirus, restano meno di mille casi attivi in Toscana. Le notizie del 3 giugno

Ci sono 4 nuovi casi di coronavirus in Toscana, dove rispetto a ieri si registrano anche 2 decessi. Il numero delle persone attualmente positive scende però sotto le mille unità per la prima volta dal 16 marzo scorso. Ecco le ultime notizie sul coronavirus in Toscana dal bollettino regionale di oggi, mercoledì 3 giugno.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana

Il totale dei casi rilevati dall’inizio dell’epidemia sale a 10.121, di cui 973 attualmente positivi. La mappa del coronavirus in Toscana conta 3.473 casi complessivi in provincia di Firenze (2 in più rispetto a ieri), 565 a Prato, 676 a Pistoia, 1.049 a Massa Carrara, 1.364 a Lucca (1 in più), 896 a Pisa, 557 a Livorno (1 in più), 677 ad Arezzo, 438 a Siena, 426 a Grosseto.

La Toscana si conferma così al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 271 casi ogni 100.000 abitanti. La media nazionale, aggiornata a ieri, è di circa 387. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 538 casi ogni 100.000 abitanti, Lucca con 352, Firenze con 343. La più bassa Siena con 164.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (3 giugno)

Le persone in isolamento, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche, sono oggi 872. Altre 5.394 (-300 rispetto a ieri) persone sono isolate a loro volta dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

I ricoverati nei posti letto degli ospedali Covid sono 101, 9 in meno di ieri. È il dato più basso dall’8 marzo. Di questi, 25 sono in terapia intensiva, il dato più basso dal 9 marzo.

Ci sono poi 40 nuovi guariti, per un totale che sale a 8.093. Si dividono tra 1.033 “clinicamente guariti”, divenuti cioè asintomatici, e 7.060 (+119 rispetto a ieri) guariti a tutti gli effetti con doppio tampone negativo.

I due nuovi decessi sono quelli di un uomo e una donna, con un’età media di 87 anni, notificati in provincia di Massa Carrara e Livorno. Sono 1.055 i deceduti dall’inizio dell’epidemia, così ripartiti per provincia: 387 a Firenze, 48 a Prato, 80 a Pistoia, 153 a Massa Carrara, 135 a Lucca, 86 a Pisa, 59 a Livorno, 46 ad Arezzo, 30 a Siena, 23 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano, ovvero il numero di deceduti in proporzione alla popolazione residente è di 28,3 ogni 100.000 residenti. La media italiana è di 55,6 e la Toscana è l’11° regione più colpita. Il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (78,5), Firenze (38,3) e Lucca (34,8). Il più basso a Grosseto (10,4).

Da ieri sono 1.989 i tamponi eseguiti e 2.187 quelli analizzati. Il totale dei tamponi eseguiti in Toscana dall’inizio dell’epidemia di coronavirus è di 259.167.

I dati, aggiornati alle ore 12 di oggi, sono quelli riportati dal bollettino regionale sul coronavirus in Toscana, elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi coronavirus.

Bonus 600 euro aprile: partite Iva, Inps e casse private, le novità

Il Decreto rilancio arriva in Parlamento: giorni decisivi per conoscere quale sarà la versione definitiva del bonus 600 euro per partite Iva Inps, lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle casse private. Tra nuovi aventi diritto e procedure per la domanda, ecco le ultime novità.

Bonus 600 euro Inps, i requisiti

Il bonus 600 euro è riconosciuto ai liberi professionisti titolari di partite Iva e ai titolari di contratti co.co.co. attive al 23 febbraio, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps e non titolari di pensione. Considerando però che dalla data di apertura della partita Iva ci sono 30 giorni di tempo per l’iscrizione alla Gestione separata, l’Inps ha precisato che il bonus da 600 euro spetterà anche a chi avesse una partita Iva registrata al 23 febbraio ma che a quella data non si fosse ancora iscritto alla Gestione separata.

Chi lo riceve senza fare domanda

Il Decreto rilancio, all’articolo 84, stabilisce che chi ha già ricevuto il bonus del mese di marzo riceverà in automatico anche quello di aprile. In questo caso, insomma, non ci sarà bisogno di fare domanda per ricevere i 600 euro. Questo riguarda, in particolare:

  • I titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata dell’Inps.
  • I collaboratori coordinati e continuativi (contratti co.co.co.) iscritti alla gestione separata dell’Inps.
  • Artigiani e commercianti iscritti alle gestioni speciali dell’Ago Inps.
  • I lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e stabilimenti termali
  • Gli operai agricoli con contratti a termine che abbiano accumulato almeno 50 giornate effettive di lavoro agricolo nel 2019.
  • I lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati il cui reddito 2019 non sia superiore a 50 mila euro.

Per tutti vale l’obbligo di non essere titolari di pensione.

Cosa cambia dal 3 giugno: cosa si può fare e dove si può andare

La platea è stata poi allargata ad altre categorie di lavoratori che, per ricevere il bonus di 600 euro, dovranno fare domanda. Si tratta di:

  • I lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri versati nel 2019, dai quali deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.
  • I lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità.

Due categorie di lavoratori che erano stati precedentemente esclusi dal bonus 600 euro e che vengono ora riammessi. Potranno richiedere anche il bonus arretrato di marzo, presentando la domanda entro il 3 giugno. Per richiedere il bonus del mese di aprile avranno tempo fino all’8 giugno. La domanda si fa attraverso la procedura sul sito dell’Inps.

Conte, conferenza stampa oggi 3 giugno: a che ora seguirla in diretta

Bonus 600 euro e casse private: come funziona per i professionisti

Il bonus di 600 euro del mese di aprile 2020 sarà prorogato anche per i professionisti iscritti alle casse private: avvocati, ingegneri, architetti e tutte le professioni ordinistiche.

In questo caso però restano due nodi da sciogliere. Il primo: il testo definitivo del Decreto rilancio contiene due articoli contrastanti tra di loro. L’articolo 78 conferma la misura del bonus da 600 euro di aprile 2020 a tutti quelli che lo avevano già ricevuto a marzo, quindi anche ai professionisti. L’articolo 86 stabilisce invece che il bonus già erogato è incompatibile con quello dei mesi successivi. Si tratta di una svista e il governo ha già precisato che verrà corretta. Il bonus da 600 euro spetterà agli iscritti alle casse private anche per il mese di aprile 2020.

Il secondo punto è che l’erogazione del bonus non potrà avvenire prima di un Decreto interministeriale che ne disciplini le modalità operative. Sono infatti le casse private a gestire l’erogazione del bonus da 600 euro ai propri iscritti che ne hanno il diritto. Il decreto dovrà dire come farlo e in che modo le risorse saranno destinate alle casse dei professionisti.

Conte, conferenza stampa oggi 3 giugno: a che ora seguirla in diretta

Un discorso a tutti gli italiani nel giorno della riapertura dei confini tra regioni: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà protagonista oggi, 3 giugno, alle ore 18.00 di una conferenza stampa sulla nuova fase legata all’emergenza coronavirus, in diretta tv e in streaming. Cresce l’attesa per le parole del premier che saranno sì legate alla giornata importante che sta vivendo il Paese con il via libera alla mobilità interregionale, ma che saranno incentrate – secondo alcune indiscrezioni – anche su una nuova stagione politica di riforme.

Conferenza stampa di Conte a Palazzo Chigi: quando parla, dove vederla in diretta

È stato lo stesso Conte, sui suoi profili social, ad annunciare il nuovo discorso da Palazzo Chigi: l’orario della conferenza stampa del 3 giugno è indicativo, perché in passato si sono registrati slittamenti in avanti a causa dei ritardi delle riunioni del premier. Tutti i principali canali tv all news, come Sky tg 24 (canale 501 del digitale terrestre) e Rainews 24 (canale 48), trasmetteranno in diretta il discorso di oggi, e sarà possibile seguire la conferenza stampa pure in streaming sul web:

Secondo le anticipazioni, Conte non parlerà soltanto della gestione dell’emergenza sanitaria, ma anche delle misure per fronteggiare la crisi economica scatenata dal virus Covid-19.

Oggi pomeriggio, alle 18, conferenza stampa in diretta da Palazzo Chigi

Gepostet von Giuseppe Conte am Mittwoch, 3. Juni 2020

La nuova fase del 3 giugno

La conferenza stampa di Conte era attesa già nei giorni scorsi, per spiegare le novità previste il 3 giugno, ma è stata spostata per non accavallarsi con i festeggiamenti per il 74esimo anniversario della Repubblica.

Da oggi è possibile compiere spostamenti fuori regione, senza autocertificazione e senza l’obbligo di test sierologici. Le singole Regioni stanno però pensando a misure specifiche (qui il nostro articolo su cosa cambia dal 3 giugno). Restano in vigore le regole anti-coronavirus: distanza interpersonale di almeno un metro e mascherina obbligatoria nei luoghi chiusi accessibili al pubblico.

Uffizi: la riapertura della galleria, i biglietti e i nuovi orari

0

L’arte riparte, anche con i suoi big. Con il 3 giugno scatta la riapertura della Galleria degli Uffizi, ma in “modalità coronavirus”: ingresso per meno visitatori, indicatori di distanza davanti alle opere più famose,  due giorni di riposo e nuovi orari per uno dei musei più famosi di Firenze. Si allunga così la lista dei musei statali che sono tornati a spalancare le porte, dal giardino di Boboli, a Palazzo Pitti fino alla Galleria dell’Accademia.

Uffizi, i giorni di apertura e i nuovi orari degli Uffizi dal 3 giugno

Dopo essere rimasti chiusi per 85 giorni, gli Uffizi accolgono di nuovo i visitatori a patire dal 3 giugno 2020 dal mercoledì alla domenica, con un orario ridotto:

  • mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 14.00 alle 18.30
  • sabato e domenica dalle 9.00 alle 18.30

L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura. Possono entrare contemporaneamente al massimo 450 persone, la metà rispetto a quanto previsto prima del coronavirus. A ogni visitatore sono così garantiti durante il tour nel museo in media 44 metri quadrati di spazio e il personale può impedire l’accesso alle sale quando viene raggiunto il numero massimo di persone consentito.

Nelle stanze dove sono ospitati i principali capolavori come la Venere e la Primavera del Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo e la Medusa di Caravaggio, sul pavimento si trovano degli adesivi che indicano alle persone dove disporsi per ammirare le opere in tutta sicurezza.

Biglietti, prenotazioni e regole anti-Covid per la riapertura degli Uffizi

All’ingresso viene misurata la temperatura corporea con termoscanner ed è vietato l’accesso alle persone con più di 37,5°. Durante tutta la visita nel museo la mascherina è obbligatoria, per coprire bocca e naso, ed è necessario mantenere la distanza dalle altre persone di almeno 1,80 metri. Con la riapertura degli Uffizi cala anche il numero dei componenti dei gruppi ammessi nel museo più grande di Firenze: per evitare assembramenti i gruppi di visita possono essere composti al massimo da 10 persone, che devono mantenere la distanza di sicurezza.

Sul sito ufficiale degli Uffizi è possibile comprare online i biglietti e fare la prenotazione  dell’ingresso al costo di 4 euro (oppure via telefono al numero 055294883).