Parte la discussione sulla prossima manovra finanziaria e subito si fa strada l’ipotesi di una doppia proroga per cassa integrazione Cig e blocco dei licenziamenti, le due misure anti Covid 19 centrali per la strategia governativa per il mondo del lavoro: fino a quando saranno prolungate?
La proroga della cassa integrazione (Cig) Covid
Il criterio, secondo quanto riporta anche Il Sole 24 Ore, sarà lo stesso già adottato con il Decreto agosto. La proroga della cassa integrazione Covid sarà garantita e gratuita alle imprese che nei primi tre trimestri 2020 abbiano riportato perdite di fatturato per almeno il 20% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le imprese che hanno fatturati in perdita ma in percentuale inferiore potranno comunque richiedere la Cig, versando un contributo. Per approfondire:pagina dedicata sul sito Inps.
La proroga della cassa integrazione (Cig) per Covid scatterà a gennaio e sarà retroattiva. La si potrà attivare per periodi a decorrere dalla metà del prossimo novembre, quando per le prime aziende inizierà a scadere la precedente proroga. La durata sarà di 9 o 18 settimane. La misura costerà, secondo una prima stima, tra i 3 e i 5 miliardi di euro.
Se questa era una misura attesa, ha colto più di sorpresa l’idea del governo di concedere un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, almeno fino a quando durerà la cassa integrazione stessa.
L’idea di cui si sta discutendo in questi giorni è quella di legare il blocco dei licenziamenti alla proroga della Cig per Covid, di modo che mentre le imprese ne beneficiano non possano licenziare. Questo è già previsto dalla normativa vigente fino al 31 dicembre. La proroga della cassa integrazione potrebbe portare con sé un ulteriore allungamento del blocco dei licenziamenti fino a quando durerà la cassa, e dunque fino al 2021 inoltrato.
Per le imprese che invece non utilizzano la cassa arriverà presto invece lo sblocco dei licenziamenti: già dal 15 novembre, quando alcune di queste avranno esaurito la cassa integrazione Covid e – se non ne chiederanno la proroga – potranno di nuovo licenziare.
Una storia che parte dall’antico Egitto e arriva fino a Firenze con la mostra “Tutankhamon: viaggio verso l’eternità”, prorogata fino al 31 ottobre 2020, nella gallerie delle carrozze di Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione mette insieme fedeli riproduzioni provenienti dal Cairo, reperti originali e inediti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, tecnologia 3D e un innovativo tour virtuale. Un viaggio che porta i visitatori alla scoperta dei segreti della tomba di Tutankhamon facendo conoscere i tesori destinati ad accompagnare il faraone nel suo ultimo viaggio.
La mostra, realizzata con la consulenza di Maria CristinaGuidotti, curatrice del Museo Egizio di Firenze, e di Pasquale Barile, presidente della Ancient World Society, è stata presentata nelle principali città italiane ed europee, passando da Stati Uniti, Centro America e America del Sud.
La tomba di Tutankhamon: cosa c’è in mostra a Firenze
La tomba di Tutankhamon è l’unico esempio di sepoltura regale con corredo ritrovata intatta. Scoperta il 4 novembre del 1922 da Howard Carter, archeologo e appassionato acquerellista, è la sola a permetterci di sapere in che modo venisse seppellito un faraone. A consentirne la ricostruzione in mostra a Firenze, numerose riproduzioni: i vasi canopi e la statua di Anubis, con la funzione di proteggere la camera del tesoro, il trono d’oro e la meravigliosa maschera aurea che proteggeva il volto e le spalle della mummia.
Presenti anche reperti inediti, come il sarcofago ligneo dipinto di Padihorpakhered, mentre un accurato lavoro di ricostruzione in 3D permette la visita virtuale della tomba, tramite un visore e due controller.
La visita virtuale alla tomba Tutankhamon
La mostra è organizzata dalla Società italiana Discovery Time, il Ministero delle Antichità del Cairo e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e la collaborazione di MUS.E. La realtà virtuale è stata realizzata da La macchina del tempo di Bologna.
Orari, prezzi dei biglietti e ingressi gratuiti
La mostra Tutankhamon: viaggio nell’eternità è aperta nella galleria delle carrozze di Palazzo Medici Riccardi (ingresso da via Cavour 5, Firenze), tutti i giornidalle 10.00 alle 20.00 (a seguito del lockdown per il coronavirus è stata prorogata al 31 ottobre 2020). Ultimo accesso un’ora prima della chiusura. Per la realtà virtuale è obbligatoria la prenotazione sul sito della mostra.
Visite vietate nelle Rsa della Toscana, anche ai familiari degli ospiti: è la misura anti Covid prevista dall’ordinanza 93 firmata oggi, 15 ottobre 2020, dal presidente della Regione Eugenio Giani. Proprio tra gli anziani e il personale delle strutture residenziali socio-sanitarie nei mesi scorsi si erano sviluppati numerosi focolai proprio durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Le nuove misure saranno valide da lunedì 19 ottobre.
Stop alle visite dei familiari nelle Rsa della Toscana
La diffusione del virus, si legge nell’allegato all’ordinanza 93 della Regione Toscana, “provoca focolai anche di dimensioni rilevanti”. Vista la situazione epidemiologica regionale ci sono, secondo il neo presidente Eugenio Giani, “le condizioni oggettive per il mantenimento delle disposizioni emergenziali e urgenti”.
Pertanto nelle Rsa della Toscananon sarà consentito l’accesso ai familiari degli anziani e degli ospiti delle strutture, neppure per le visite, “fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica da Covid 19″, si legge nel testo dell’ordinanza. Anche i rientri in famiglia degli anziani sono sospesi fino al termine dello stato di emergenza”.
L’accesso per le visite sarà consentito solo in caso di situazioni particolari la cui valutazione è rimessa alle direzioni delle strutture.
Giani: “Atto doveroso”
“Un atto doveroso per proteggere le persone più fragili e, quindi, più a rischio”, ha detto Giani. “Ci aspettano momenti complessi – ha aggiunto il presidente della Regione Toscana –, ma l’esperienza, che abbiamo maturato durante la prima ondata del Covid, farà la differenza, dando continuità a un lavoro ben avviato e sempre migliorabile. La nostra è una comunità coesa, con un forte senso di responsabilità, pronta a dare il meglio di sé nelle situazioni più difficili”.
L’ordinanza 93 della Regione Toscana sulle visite nelle Rsa
Per rimanere in contatto con i familiari, l’ordinanza 93 della Regione Toscana disciplina anche la comunicazione tra gli anziani ospiti e i propri parenti a casa, con telefonate, videochiamate e messaggistica.
Le linee di indirizzo per la gestione delle Rsa della Toscana prevedono poi regole specifiche per i nuovi ingressi in Rsa e per chi rientra dopo un periodo di ospedalizzazione. In questi casi gli ospiti saranno sottoposti a tampone e comunque posti in un ulteriore filtraggio di 10 giorni anche in caso di esito negativo. Nelle linee di indirizzo anche le regole per la campagna di vaccinazioni antinfluenzale all’interno delle strutture e il protocollo in caso di positività accertata all’interno della struttura.
Il testo integrale dell’ordinanza 93 della Regione Toscana, in formato pdf, è disponibile qui.
Il testo dell’allegato 1, che contiene le Linee di indirizzo regionali per la gestione delle strutture residenziali sociosanitarie, è disponibile qui.
La prenotazione online è fortemente consigliata, visto che alcuni luoghi sono già sold out per le Giornate Fai d’autunno 2020 a Firenze. Nei weekend del 17 e 18 ottobre e del 24 e 25 ottobre sarà possibile entrare, grazie ai volontari del Fondo Ambiente Italiano, in 5 suggestive location, tra giardini storici, musei d’industria e mete normalmente inaccessibili al pubblico.
Questa edizione della manifestazione è dedicata alla fondatrice del Fai, Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio. Per l’ingresso è necessario versare un contributo minimo di 3 euro (i bambini sotto i 6 anni entrano gratis) che vanno in favore delle attività del Fondo Ambiente Italiano. In vigore, prima e durante la visita, tutte le regole anti-contagio, dalla mascherina obbligatoria alla distanza di sicurezza tra i partecipanti.
Cosa visitare a Firenze per le Giornate Fai d’autunno 2020
Sono tre i luoghi aperti in città a Firenze per le giornate Fai in versione autunnale, mentre altre 2 mete si trovano nell’hiterland. L’apertura più curiosa è certamente quella della centrale termica dello Stazione Santa Maria Novella, normalmente inaccessibile al pubblico, un piccolo gioiello di architettura novecentesca che molti fiorentini conoscono solo di vista perché si trova proprio a fianco dei binari: i posti per il weekend del 17 e 18 ottobre sono esauriti ma è possibile prenotare la visita per il fine settimana successivo. Progettata da Angiolo Mazzoni e realizzata tra il 1932 e il 1934, la centrale termica è ancora oggi attiva, dopo la riconversione a gas, e all’interno sono visibili anche le vecchie attrezzature per il carbone.
La centrale termica della Stazione Santa Maria Novella di Firenze. Foto Michele Squillantini
Su piazza Savonarola si affacciano poi due chicche: la galleria Rinaldo Carnielo che è chiusa al pubblico da 30 anni, dove vedere la collezione delle opere scultore, oggi di proprietà del Comune di Firenze, e la palazzina novecentesca della Fondazione Carlo Marchi (qui l’accesso è riservato a chi ha la tessera Fai, solo sabato 17 e domenica 18 ottobre) con raffinati interni e una collezione privata di dipinti, sculture e oggetti di arte applicata dal Quattrocento al Novecento.
I luoghi aperti nei dintorni di Firenze per le Giornata del Fai
Concludono questo elenco, due luoghi da visitare nei dintorni di Firenze per le Giornate Fai d’autunno 2020. Posti esauriti per il Museo delle Officine Galileo a Campi Bisenzio (aperto solo il 24 e 25 ottobre) dedicato alla storia degli strumenti ottici ad altra precisione, mentre si può ancora prenotare la visita al giardino di Villa Guicciardini Corsi Salviati a Sesto Fiorentino, accessibile solo il 24 e il 25 ottobre, un parco arricchito nel corso dei secoli da giochi d’acqua, piante esotiche, serre e un laghetto artificiale con tanto di ponticello.
Le giornate Fai si fanno in quattro, anche in Toscana, per due weekend d’autunno in cui chiese, ville, castelli e giardini, sono visitabili grazie ai volontari del Fondo Ambiente Italiano: da Firenze a Livorno, da Lucca a Grossetto, sono oltre 30 i luoghi aperti al pubblico per le Giornate Fai d’autunno 2020, dedicate quest’anno a Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente Onoraria del Fai. La prenotazione online è consigliata perché i posti sono limitati.
Tra le chicche che sarà possibile visitare anche la centrale termica della Stazione Santa Maria Novella di Firenze, esempio di architettura del Novecento, il dedalo dei sotterranei della Fortezza Nuova di Livorno, la quercia delle Checche in Val d’Orcia (detta anche Quercia delle streghe), oltre a un treno-ospedale a Massa che è stato il set del Paziente Inglese.
Quando e come partecipare: le date e le prenotazioni
L’appuntamento è sabato 17, domenica 18 ottobre e poi sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020. Dopo il successo delle giornate Fai all’aperto, il Fondo Ambiente ha deciso di raddoppiare le date delle Giornate d’autunno nel 2020, per permettere a più persone possibile di partecipare all’evento senza assembramenti: per le visite, anche in Toscana, è consigliata la prenotazione online, partita lo scorso 6 ottobre. Alcuni luoghi sono già sold out, ma rimangono posti soprattutto per il secondo weekend.
Sarà possibile comunque presentarsi davanti ai luoghi nei weekend delle aperture (facendo attenzione a non creare assembramenti), ma l’entrata non è garantita: si potranno visitare le location solo se saranno rimasti posti liberi. Alcune aperture delle Giornate d’autunno sono riservate ai soci Fai ed è possibile sottoscrivere la tessera sul posto, mentre per ogni persona che prende alle visite è richiesto il versamento di un contributo minimo di 3 euro (da pagare con carta di credito o PayPal) che andrà in favore delle attività del Fondo Ambiente, impegnato nella tutela di questi luoghi unici (i bambini sotto i 6 anni entrano gratis). Confermate le regole anti-Covid: durante le visite è obbligatorio indossare la mascherina, mantenere la distanza di sicurezza e lavarsi spesso le mani.
Giornate Fai d’autunno 2020 a Firenze: cosa visitare
L’elenco dei luoghi aperti a Firenze e dintorni per la Giornate Fai d’autunno 2020 comprende 5 meraviglie tutte da scoprire. Si potrà entrare in due palazzi affacciati su piazza Savonarola, poco fuori dal centro cittadino: la Galleria Rinaldo Carnielo, casa-studio dell’artista ormai chiusa da 30 anni che custodisce la collezione dello scultore, e la Fondazione Carlo Marchi ospitata all’interno di un elegante villino di inizio Novecento visitabile però dai soli soci Fai (è possibile fare la tessera sul posto), con una guida d’eccezione Giulio Marchi, fratello di Carlo.
Fondazione Carlo Marchi, uno dei luoghi aperti in Toscana per le Giornate Fai d’autunno 2020 Foto di Laura Terzoni
Il Fondo Ambiente Italiano apre le porte inoltre della centrale termica della stazione Santa Maria Novella, progettata nei primi anni Trenta dall’architetto delle stazioni Angiolo Mazzoni con le sue grandi caldaie, mentre nell’hinterland sono previste visite al Museo delle Officine Galileo a Campi Bisenzio (solo nel weekend del 24) dedicato alla storia degli strumenti ottici ad alta precisione e al giardino della Villa barocca Guicciardini Corsi Salviati (anche questo visitabile solo nel weekend del 24) nato nel Cinquecento ma poi abbellito durante i secoli successivi.
I luoghi aperti in Toscana per le Giornate Fai d’autunno 2020: cosa vistare
In giro per la Toscana, le Giornate Fai d’autunno 2020 propongono anche alcuni tour: a Livorno una passeggiata tra il municipio e le gallerie della Fortezza Nuova, all’interno dei sotterranei normalmente chiusi al pubblico per incontrare anche le barche del palio marinari; a Pisa i volontari organizzano una passeggiata tra i luoghi amati di Leopardi nel centro città; nel grossetano è in programma un itinerario sul colle più alto della Maremma, quello di Campagnatico, tra chiese e ville; ad Arezzo viene organizzato un tour tra i monumenti del centro storico; a Prato aprono anche gli antichi orti e il chiostro maggiore del convento di San Niccolò.
E ancora nel pistoiese è visitabile il borgo medievale di Larciano Castello, che domina la Valdinievole, a San Gimignano il Fai apre la Torre e casa Campatelli, palazzo settecentesco che ingloba una delle famosi torri della città, mentre a Pescaglia (Lucca) sarà possibile ammirare il teatrino di Vetriano, una struttura ottocentesca da 60 posti con un palco di soli 30 metri quadri entrato nel Guiness dei Primati.
Ci sono anche luoghi curiosi da visitare in Toscana durante le Giornate Fai d’autunno 2020. A Massa si può entrare in 3 carrozze “centoporte” che durante la Seconda Guerra Mondiale furono trasformate in vagoni-ospedale: oggi sono le uniche in Italia ad essere arredate con attrezzature d’epoca e qui sono state girate alcune scene del film Il paziente inglese, vincitore di 9 premi Oscar. A Pienza infine i volontari portano i visitatori alla scoperta della meravigliosa quercia solitaria “delle Checche” o “delle Streghe”: 22 metri di altezza, oltre 3 secoli e mezzo di vita e dal 2017 il primo Monumento Verde d’Italia.
Giornate Fai d’autunno 2020 in Toscana: l’elenco completo
Ecco la lista dei luoghi aperti per le giornate Fai d’autunno 2020 nelle varie province toscane
Giornate Fai d’autunno 2020 in Toscana: i luoghi aperti a Firenze
Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, Firenze
Galleria Rinaldo Carnielo, Firenze
Fondazione Carlo Marchi, Firenze (riservato ai soci Fai)
Museo delle officine Galileo (Campi Bisenzio)
Giardino di Villa Guicciardini Corsi Salviati (Sesto Fiorentino) – solo il 24 e 25 ottobre
Giornate Fai d’autunno a Prato e Pistoia
Conservatorio San Niccolò Prato
Chiesa di San Lorenzo a Montalbiolo, Carmignano (Prato)
Villa Guicciardini Usella, Cantagallo (Prato)
Pieve di San Giovanni Decollato, Montemurlo (Prato)
Fondazione Jorio Vivarelli, Pistoia
Borgo museo di Castagno di Piteccio (Pistoia)
Casa Tommaso Paloscia, Castagno di Piteccio (Pistoia) (riservato ai soci Fai) – solo il weekend del 24 e 25
Visita alla Art Gallery del Dynamo Camp, San Marcello Pistoiese (riservato ai soci Fai) – solo il weekend del 24 e 25
Il borgo di Larciano Castello (Pistoia)
Villa La Magia, Quarrata (Pistoia) (riservato ai soci Fai)
Giornate Fai d’autunno a Lucca
Chiesa di Santa Caterina, Lucca – solo il weekend del 17 e 18
Oratorio degli Angeli custodi, Lucca
Teatrino di Vetriano, Pescaglia (Lucca)
San Cassiano di Controne (Lucca) – solo il weekend del 24 e 25
Vico Pancellorum, Bagni di Lucca – solo il weekend del 24 e 25
I luoghi aperti in provincia di Massa Carrara
Laboratori di scultura in pietra Carlo Nicoli, Carrara
Il treno ospedale Centoporte, Massa
Giornate Fai d’autunno a Pisa e Livorno
Tour a Livorno, il pentagono del Buontalenti, sotterranei della Fortezza Nuova, Palazzo Comunale
Tour a Pisa, alla scoperta dei luoghi di Leopardi
Certosa di Calci (Pisa)
Giornate fai d’autunno a Siena e Arezzo
Quercia delle Checche in Val d’Orcia (Pienza – Siena)
Torre e Casa Campatelli, San Gimigano (Siena)
Santuario di Romituzzo, Poggibonsi (Siena)
Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Valli della Compagnia Laicale Madonna delle Nevi Siena
Tour nel centro di Arezzo, alla scoperta degli aretini più illustri
Complesso del Benedettino S.S. Flora e Lucilla e Chiesa della Badia – Arezzo
Giornate fai d’autunno a Grosseto
Tour a Porto Ercole (riservato ai soci Fai) – solo il weekend del 24 e 25
Tour a Campagnatico
Campagnatico + scuderia e selleria di Villa Rossi (riservato ai soci Fai)
Dopo l’ok del Senato e della Camera alla conversione in legge del cosiddetto “decreto agosto 2020”, il testo integrale del terzo provvedimento varato dal Parlamento per far fronte alla crisi scatenata dal Covid-19 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrando in vigore con novità e conferme per cassa integrazione, blocco dei licenziamenti, bonus affitto e piano cash back.
Rispetto alla versione iniziale del decreto legge n° 104 varato dal governo il 14 agosto 2020, nella legge n° 126/2020 sono stati aggiunti 50 articoli, per un totale di 165 articoli incentrati sulle “misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”, come recita il titolo del documento.
Cassa integrazione, licenziamenti e bonus affitto: le principali novità dal decreto agosto
Con la legge di conversione del decreto agosto c’è la proroga della cassa integrazione dal 13 luglio al 31 dicembre 2020 per 18 settimane ma le aziende, dopo le prime 9 settimane pagate dallo Stato, dovranno contribuire alla cig ed è previsto il blocco dei licenziamenti.
Sul fronte del bonus affitto, l’articolo 77 del decreto agosto convertito in legge, fa salire il credito di imposta per gli edifici non abitativi dal 30 al 50% ed è prorogato per le strutture turistico ricettive fino al 31 dicembre 2020 (categoria in cui rientrano adesso anche le terme). L’articolo 65 proroga inoltre la moratoria straordinaria per i debiti delle piccole e medie imprese fino al 31 gennaio 2021.
Arriva inoltre un bonus terme con voucher sconto per gli utenti (qui i dettagli), mentre dal 1° dicembre 2020 partirà l’operazione cash back, con un bonus per chi pagherà con la carta di credito o il bancomat. Al momento si sa solo che il funzionamento sarà in base al numero di pagamenti elettronici con rimborsi fino a 2.000 euro ogni 6 mesi. Le regole precise saranno decise con un decreto attuativo che dovrà arrivare entro fine novembre.
Legge di conversione del decreto agosto 2020: il testo integrale in Gazzetta Ufficiale (anche in pdf)
La legge di conversione del decreto agosto (n° 126 del 13 ottobre 2020) è entrata in vigore il 14 ottobre, ossia il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, qui è possibile consultare il testo coordinato del provvedimento, ossia il contenuto integrale del primo decreto legge del governo completato con tutte le modifiche fapprovate dal Parlamento.
A questo link è possibile consultare articolo per articolo, in versione web, la legge che prevede “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” (testo coordinato)
Qui invece il pdf del supplemento dell’edizione della Gazzetta Ufficiale con le modifiche al decreto legge agosto e il testo coordinato
La società Sport e Salute Spa ha chiarito quando arriva il pagamento del bonus da 600 euro per i collaboratori sportivi: le prime indennità Covid, riconosciute per il mese di giugno 2020, sono state pagate via bonifico e ora continueranno i versamenti in favore di chi ha fatto domanda del contributo.
Questo indennizzo era stato previsto inizialmente nel Cura Italia, poi è stato confermato con il decreto agosto ma subito dopo il decreto attuativo è stato bloccato dalla Corte dei Conti. Dopo i correttivi al testo del provvedimento, è finalmente arrivata la versione definitiva del decreto attuativo del Ministero dell’Economia.
Bonus giugno 2020 per i collaboratori sportivi, a chi spetta l’indennità da 600 euro
Atleti, tecnici, lavoratori amministrativi e molte altre categorie che gravitano nel mondo sportivo, e che ancora non avevano goduto dell’aiuto economico a marzo e aprile, possono quindi adesso fare domanda, in base ai requisiti fissati dalle norme. A chi ha già ricevuto il bonus a marzo e aprile il pagamento della nuova tranche da 600 euro avverrà in automatico, senza bisogno di fare l’ennesima richiesta.
La misura è stata confermata dal decreto legge di agosto, adesso convertito in legge. Per il bonus da 600 di giugno in favore dei collaboratori sportivi sono stati stanziati 90 milioni di euro per il 2020 e questa misura si va ad aggiungere alle altre indennità previste ad esempio per gli stagionali del turismo, i lavoratori dello spettacolo e i professionisti iscritti alle casse previdenziali private.
La nuova tranche del bonus è riconosciuta ai collaboratori sportivi con contratto attivo al 23 febbraio 2020 che abbiano ridotto, sospeso o cessato la loro attività per effetto dell’emergenza Covid. In particolare questo sostegno economico riguarda collaboratori come atleti, tecnici, addetti amministrativi e gestionali, ma anche tutor del progetto “Sport di classe” e i contratti di collaborazione in forma di stage, spiega nelle FAQ la società Sport e Salute, a patto di essere impiegati presso:
Coni (Comitato Olimpico Nazionale)
Cip (Comitato Paralimpico Italiano)
Federazioni sportive nazionali
Discipline sportive associate
Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip
Società e associazioni sportive dilettantistiche
Il pagamento del bonus non concorre alla formazione del reddito, quindi non sono previste tasse su questa indennità anche in sede di dichiarazione dei redditi il prossimo anno.
I requisiti fissati dal decreto agosto: quando non si può avere il bonus
Ci sono però delle situazioni per cui non si ha diritto al bonus da 600 euro per i collaboratori sportivi, riferito al mese di giugno: la regola generale è che non è cumulabile, quindi chi ha già percepito o fatto domanda per altre indennità Covid del decreto di agosto e dei precedenti provvedimenti, non può fare richiesta. Ecco in particolare i requisiti:
Non avere un altro reddito da lavoro (anche liberi professionisti, partite Iva e lavoratori autonomi)
Non percepire il reddito di cittadinanza
Non godere del reddito di emergenza
Non percepire Cassa integrazione straordinaria e in deroga per Covid
Collaboratori sportivi, come e quando fare domanda a Sport e Salute
Secondo quanto stabilito dal decreto agosto, la domanda dei collaboratori sportivi, insieme alle autocertificazioni del caso, devono essere presentate alla Società Sport e Salute Spa tramite la specifica piattaforma informatica: come detto, i lavoratori che hanno già ricevuto l’indennità di 600 euro a marzo e aprile 2020 non devono fare richiesta, il pagamento del bonus di giugno avviene in modo automatico tramite bonifico bancario.
Se ancora non si è fatta domanda del bonus riservato ai collaboratori sportivi, per richiedere l’indennità del mese di giugno 2020 serve copia fronte retro di un documento di identità valido, oltre ai documenti che attestano il rapporto (copia del contratto di collaborazione oppure copia della lettera di incarico o dell’attestazione della società sportiva o ancora – in assenza di questi – la prova dell’avvenuto pagamento nel mese di febbraio). Sarà poi necessario autocertificare la presenza dei requisiti, dare l’assenso al trattamento dei dati personali e indicare l’Iban che servirà per il pagamento del bonus per i collaboratori sportivi. Sono previsti controlli a campione della Società Sport e Salute.
Quando arriva il pagamento del bonus di giugno 2020 per i collaboratori sportivi. E se non è arrivata la mail?
La Società Sport e Salute ha annunciato di aver iniziato il pagamento dei primi bonus di giugno per i collaboratori sportivi il 12 ottobre 2020 e adesso saranno fatti altri versamenti in favore di chi ha fatto richiesta: i 600 euro vengono versati tramite bonifico sull’Iban indicato nella domanda.
La prima tranche di indennità è stata pagata a oltre 108.000 persone hanno ancora i requisiti e ad altre 3.000 che hanno fatto richiesta e che sono state ammesse senza necessità di integrazione della documentazione, mentre per 4.000 domande sono stati avviati accertamenti perché i documenti presentati sono difformi dai dati in possesso dall’Agenzia delle Entrate. I pagamenti del bonus da 600 euro per il mese di giugno continueranno nei prossimi giorni una volta che la società Sport e Salute avrà verificato le mail di approfondimento inviate dai collaboratori sportivi.
La Francia sta per introdurre quella che è probabilmente la misura anti Covid più restrittiva adottata in Europa fino a oggi: coprifuoco dalle 21 alle16 6. E dunque anche nel nostro paese ci si comincia a chiedere se un provvedimento simile sia possibile. Fino a ieri veniva escluso, ma in serata si è fatta strada l’ipotesi di un coprifuoco anti Covid anche in Italia, con chiusura degli esercizi pubblici alle ore 22. Limitazioni simili si sono viste soltanto nei momenti più drammatici della storia recente, durante la Seconda guerra mondiale e negli Anni di piombo.
Francia, vietato uscire dalle 21 alle 6
In cosa consiste il coprifuoco che entrerà in vigore in Francia nelle prossime ore? Da sabato 17 ottobre, dalle ore 21 alle 6, resteranno chiusi tutti i ristoranti, i bar, i cinema, i teatri e in generale tutti i locali pubblici di aggregazione. Non un divieto di circolazione tout court, ma una misura che punta a una forte riduzione dei contatti tra le persone. Tanto che il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha chiesto ai suoi cittadini di ridurre al minimo anche i contatti privati.
La misura non è valida in tutto il paese. Riguarda infatti 9 città, comprese molte tra le più popolose e importanti della Francia. Coprifuoco dunque nell’Île de France – la regione di Parigi – e nelle aree metropolitane di Grenoble, Lille, Lione, Aix-Marseille, Rouen, Tolosa, Montpellier, Saint Etienne. Il coprifuoco della Francia durerà 4 settimane, con la possibilità (e la volontà da parte del governo) di prolungarlo fino a 6, ovvero farlo durare fino al 1° dicembre.
Si continuerà a lavorare, ci saranno autorizzazioni per chi rientra tardi dal lavoro o lavora di notte e saranno ovviamente esentate tutte le situazioni di emergenza, ad esempio per chi dovrà recarsi in ospedale.
Coprifuoco anche in Italia per contrastare il Covid?
Uno scenario ipotizzabile anche da noi? Di coprifuoco anti Covid in Italia non si era mai parlato, neanche durante la fase più drammatica dell’emergenza, nella primavera scorsa.
Da giovedì, però, il governo ha preso in considerazione l’ipotesi. L’idea è quella di un coprifuoco “leggero”, con chiusura di tutti gli esercizi pubblici in Italia alle ore 22: bar, ristoranti, locali dovrebbero abbassare la saracinesca subito dopo cena. Questo per stroncare sul nascere la movida e prevenire i grandi assembramenti di persone per le strade delle città in orario notturno.
D’altra parte l’idea di un coprifuoco in Italia rimanda proprio ai momenti più difficili della storia nazionale del Novecento.
Venne imposto nel luglio del 1943, dopo la caduta del regime fascista, con un paese ancora in guerra e in preda al caos. In misura meno severa, una sorta di coprifuoco venne adottato in alcune città d’Italia nel dicembre 1973. Era un paese già spaventato per i primi fatti di quelli che saranno poi ricordati come Anni di piombo. La crisi energetica in seguito all’aumento del prezzo al barile del petrolio costrinse alla chiusura anticipata di cinema e ristoranti, oltre che alla riduzione dell’illuminazione notturna.
Mezzo milione di euro in favore delle famiglie con nuovi nati, più esposte alla crisi causata dal Covid: il Comune di Firenze riconoscerà ai nuclei in difficoltà che ne faranno domanda un “bonus bebè” fino a un massimo di 1.500 euro, a seconda della fascia Isee, per i nuovi nati nel 2020.
Lo ha deciso la giunta di Palazzo Vecchio, approvando la delibera presentata dall’assessore al Welfare Andrea Vannucci.
Bonus nuovi nati a Firenze: a quanto ammonta, a chi spetta, i requisiti
Questo sostegno economico va in favore delle famiglie residenti sul territorio comunale di Firenze con un Isee corrente non superiore ai 20.000 euro: il bebè deve far parte del nucleo anagrafico del genitore che fa domanda del bonus e deve essere nato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.
L’ammontare della cifra del “bonus nuovi nati” del Comune di Firenze varia in base alla fasce Isee e il buono viene corrisposto solo una volta:
bonus 1.500 euro per chi ha un Isee corrente inferiore a 10.000 euro
bonus 1.000 euro per chi ha un Isee corrente tra 10.000 e 20.000 euro
Se i fondi a disposizione non basteranno per tutte le richieste di bonus, verrà redatta una graduatoria dando priorità alle famiglie con il valore Isee più basso e con un numero maggiore di figli sotto i 18 anni.
Per fare la domanda del bonus nuovi nati del Comune di Firenze è necessario l’Isee corrente, ossia l’indicatore che permette di fotografe la situazione del reddito attuale, anche per quelle famiglie che hanno visto ridursi gli introiti a seguito dell’emergenza coronavirus.
Sarà possibile presentare richiesta dal 16 novembre 2020 fino al 16 febbraio 2021, compilando i moduli che saranno messi a disposizione sul sito ufficiale del Comune di Firenze e presentandoli alla direzione servizi sociali in viale De Amicis 21 il martedì e il giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00 oppure inviando una raccomandata o ancora via pec ([email protected]).
Il pagamento del bonus
Il bonus sarà pagato con bonifico sul conto corrente di chi lo richiederà, entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, che sarà redatta entro il mese di febbraio 2021.
“Il bonus nuovi nati è una delle azioni amministrative destinate al supporto delle famiglie che va nell’ottica della realizzazione di un patto per la natalità – ha spiegato l’assessore al Welfare del Comune di Firenze Andrea Vannucci – questa misura è la dimostrazione che la nostra amministrazione è vicina alle famiglie in difficoltà che hanno neonati perché la crisi si è fatta sentire anche per questa fascia di popolazione. Il nostro obiettivo è dare un aiuto concreto per affrontare le spese quotidiane”.
Continuano a crescere i contagi da coronavirus in Toscana: i dati del bollettino Covid della Regione Toscana diffuso oggi, 14 ottobre 2020, parlano di 575 casi positivi in più rispetto a 24 ore fa (ieri i nuovi contagi erano stati 480) e di 2 nuovi morti, registrati entrambi a Pisa, con un’età media di 81 anni. Aumentano anche i ricoverati e i pazienti nelle terapie intensive.
In tutto, dall’inizio della pandemia, in Toscana si conta un totale di 19.681 positivi al coronavirus, con 1.183 i deceduti e 11.071 guariti (56,3% dei casi totali).
I contagi di oggi in Toscana: i dati del bollettino del 14 ottobre 2020
I nuovi casi sono il 3% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei 575 contagi di coronavirus di oggi in Toscana è di 42 anni circa (il 19% ha meno di 20 anni, il 27% tra 20 e 39 anni, il 29% tra 40 e 59 anni, il 21% tra 60 e 79 anni, il 4% ha 80 anni o più). 408 sono stati identificati nel corso di tracciamento e 167 da attività di screening. 11.033 in più i tamponi effettuati in una giornata, 7.405 se si escludono i tamponi di controllo: il 7,8% è risultato positivo.
Toscana, la situazione negli ospedali e in terapia intensiva
A oggi, 14 ottobre, in Toscana risultano ancora malati di coronavirus 7.427 soggetti: la maggior parte, 7.152 persone, è in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure in ospedale o perché prive di sintomi (497 in più rispetto a ieri, più 7,5%); 275 pazienti sono ricoverati nei posti letto Covid (13 in più rispetto a ieri, più 5%), di cui 46 in terapia intensiva (2 in più rispetto a ieri, più 4,5%). I guariti crescono dello 0,6%, sono 63 in più .
I contagi di coronavirus in Toscana, la “mappa” provincia per provincia
Questa la situazione dei contagi complessivi di coronavirus nelle diverse province della Toscana, in base al domicilio dei positivi: 5.541 i casi totali ad oggi a Firenze (196 in più rispetto a ieri), 1.374 a Prato (44 in più), 1.322 a Pistoia (36 in più), 1.713 a Massa Carrara (19 in più), 2.305 a Lucca (37 in più), 2.432 a Pisa (85 in più), 999 a Livorno (37 in più), 1.797 ad Arezzo (77 in più), 924 a Siena (27 in più), 724 a Grosseto (17 in più). Sono 550 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.
La Toscana si conferma la decima regione in Italia per numerosità di casi, con circa 528 positivi ogni 100.000 abitanti. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara, Lucca e Pisa. La più bassa Livorno. In Toscana il tasso grezzo di mortalitàper Covid-19 (ossia il rapporto tra il numero di deceduti e il numero di abitanti residenti) è di 31,7 per 100.000 residenti (11esima regione in Italia). Il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara, Firenze e Lucca, il più basso a Grosseto. Approfondimenti riguardo al coronavirus in Toscana sul sito dell’Ars.