lunedì, 6 Aprile 2026
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Assistenti civici, in arrivo il bando: saranno volontari, nessuno stipendio

Una schiera di 60 mila volontari che avranno il compito di aiutare i cittadini durante questa fase 2, caratterizzata dal distanziamento sociale e da altre misure di sicurezza anti coronavirus, per le strade, nelle spiagge, nei parchi e negli altri luoghi delle città italiane. Sono gli assistenti civici, nuova figura che verrà reclutata attraverso un bando rivolto a disoccupati, inoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di altri ammortizzatori sociali: si tratta di volontari che in quanto tali non percepiranno uno stipendio, anche se sarà prevista qualche forma di rimborso spese.

Ad annunciare la novità sono il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia e il presidente dell’Anci Antonio Decaro, in un comunicato congiunto.

Dai parchi alla movida, i compiti dell’assistente civico

“È il momento di reclutare tutti quei cittadini che hanno voglia di dare una mano al Paese dando dimostrazione di grande senso civico”, ha detto Boccia. I volontari, è stato chiarito dopo un confronto all’interno del governo, non avranno un ruolo di controllo e vigilanza (cosa che compete alle forze dell’ordine), ma saranno coinvolti in azioni di pubblica utilità ad esempio – ha chiarito Boccia – portare cibo e medicine ai soggetti fragili che non possono uscire di casa, aprire e chiudere parchi e altre attività utili ai Comuni in questa particolare fase.

“Sono stati i volontari, con noi amministratori – ha aggiunto Decaro – a prendersi cura di chi aveva più bisogno nella fase del lockdown. È ai volontari che vogliamo affidare le nostre comunità in questa nuova e complessa fase: quella in cui proviamo a convivere con il virus e impariamo a difenderci, anche tornando a una vita meno compressa dai divieti”.

Assistenti civici, quando esce il bando e i requisiti

Il bando per reclutare i 60 mila assistenti civici sarà rivolto a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, ai percettori di reddito di cittadinanza o a chi riceve altri ammortizzatori sociali. Questi gli unici requisiti. Gli assistenti saranno coordinati dalla Protezione civile, che distribuirà i volontari tra le Regioni in base alla disponibilità e alla necessità.

Ma quando esce il bando per gli assistenti civici? Boccia e Decaro hanno annunciato che il bando verrà pubblicato entro questa settimana.

Assistenti civici, nessuno stipendio

Gli assistenti civici saranno volontari e in quanto tali non vengono pagati: non riceveranno uno stipendio vero e proprio, ma è molto probabile che siano previste alcune forme di compenso o rimborso spese. Trattandosi di figure chiamate a muoversi su tutti il territorio nazionale, almeno le spese per i trasporti e per i pasti verranno rimborsate.

Coronavirus: 15 nuovi casi, 79 i guariti. Il bollettino del 24 maggio

Quindici nuovi casi, 5 dei quali emersi grazie ai test sierologici, e due decessi: questo il bilancio del bollettino di oggi, 24 maggio, sul coronavirus in Toscana. Le ultime notizie confermano una situazione sotto controllo, con il numero dei guariti che continua ad aumentare: il 73% dei contagiati dall’inizio dell’epidemia, ad oggi, ha superato il virus.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (24 maggio)

Il totale dei casi di coronavirus in Toscana dall’inizio dell’epidemia raggiunge i 10.062, distribuiti così per provincia: 3.451 a Firenze (6 in più rispetto a ieri), 562 a Prato (3 in più), 671 a Pistoia (2 in più), 1.044 a Massa Carrara, 1.360 a Lucca (3 in più), 886 a Pisa (1 in più), 551 a Livorno, 676 ad Arezzo, 438 a Siena, 423 a Grosseto.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 270 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 380 ogni 100.000 abitanti. Le province di notifica con il tasso più alto restano Massa Carrara con 536 casi per 100.000 abitanti, Lucca con 351, Firenze con 341, la più bassa Siena con 164.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Complessivamente, 1.514 persone sono in isolamento a casa, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche (meno 55 rispetto a ieri, meno 3,5%). Sono 7.730 (meno 89 rispetto a ieri, meno 1,1%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Si riducono ancora le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid che oggi sono complessivamente 186 (11 in meno di ieri), di cui 38 in terapia intensiva (2 in meno rispetto a ieri). È il punto più basso dal 9 marzo per le terapie intensive e dal 12 marzo per i ricoveri totali.

Le persone complessivamente guarite salgono a 7.349 (più 79 rispetto a ieri): 1.567 persone “clinicamente guarite” (meno 110 rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 5.782 (più 189 rispetto a ieri) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Si registrano poi due nuovi decessi, un uomo e una donna, con un’età media di 83 anni, entrambi notificati nella provincia di Firenze. I deceduti dall’inizio dell’epidemia sono 1.013, cosi ripartiti per provincia: 369 a Firenze, 45 a Prato, 79 a Pistoia, 141 a Massa Carrara, 134 a Lucca, 85 a Pisa, 58 a Livorno, 45 ad Arezzo, 29 a Siena, 20 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 27,2 x100.000 residenti contro il 54,2 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (72,4 x100.000), Firenze (36,5 x100.000) e Lucca (34,5 x100.000), il più basso a Grosseto (9,0 x100.000).

Infine i tamponi, che hanno raggiunto quota 229.135: 3.089 eseguiti in più rispetto a ieri, 3.698 quelli analizzati. I dati riportati nel bollettino di oggi sono stati elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.

Coronavirus, 12 nuovi casi in Toscana. Solo due i decessi

Il contagio da coronavirus in Toscana Resta in linea con il trend degli ultimi giorni, con 12 nuovi casi rilevati da ieri e 21° giorno con aumenti al di sotto delle 40 unità: queste le notizie del bollettino regionale di oggi, sabato 23 maggio. Si registrano poi due soli decessi e 30 nuovi guariti.

Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia raggiunge quota 10.047. Dei 12 nuovi rilevati da ieri, due sono emersi grazie alla campagna di test sierologici avviata dalla Regione Toscana alla fine di aprile.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana

L’aumento più consistente è ancora in provincia di Firenze, la più colpita in termini assoluti. Qui i casi sono in totale 3.445 (9 in più rispetto a ieri). Nella mappa del contagio da coronavirus in Toscana si segnalano poi 559 casi a Prato, 669 a Pistoia, 1.044 a Massa, 1.357 a Lucca (1 in più), 885 a Pisa, 551 a Livorno (1 in più), 676 ad Arezzo, 438 a Siena (1 in più), 423 a Grosseto.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 269 ogni 100.000 abitanti. La media italiana, a ieri, era di circa 379 ogni 100.000. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 536 casi ogni 100.000 abitanti, Lucca con 350, Firenze con 341. La più bassa Siena con 164.

Ci sono 1.569 persone (-13 rispetto a ieri) in isolamento a casa, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi. Altre 7.819 sono le persone isolate dopo aver avuto contatti con pazienti positivi (-175 rispetto a ieri).

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (23 maggio)

I pazienti ricoverati nei posti letto Covid sono 197, 7 in meno di ieri. Di questi, 40 sono in terapia intensiva (2 in meno rispetto a ieri). È il punto più basso dal 10 marzo 2020 per le terapie intensive.

Le persone complessivamente guarite salgono a 7.270 (più 30 rispetto a ieri): 1.677 persone “clinicamente guarite” (più 13 rispetto a ieri, più 0,8%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 5.593 (più 17 rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Si registrano due nuovi decessi, due uomini, con un’età media di 76 anni. Si trovavano uno in provincia di Firenze e uno di Livorno. Sono 1.011 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 367 a Firenze, 45 a Prato, 79 a Pistoia, 141 a Massa Carrara, 134 a Lucca, 85 a Pisa, 58 a Livorno, 45 ad Arezzo, 29 a Siena, 20 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso toscano grezzo di mortalità (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 27,1 x100.000 residenti contro il 54,0 x100.000 della media italiana (siamo l’11esima regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (72,4 x100.000), Firenze (36,3 x100.000) e Lucca (34,5 x100.000), il più basso a Grosseto (9,0 x100.000).

I test eseguiti hanno raggiunto quota 226.046, 3.541 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi sono 3.666. Gli attualmente positivi sono 1.766, -1,1% rispetto a ieri. Si registrano 2 nuovi decessi: 2 uomini, con un’età media di 76 anni.

Questi i dati accertati alle ore 12 di oggi ed eleborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.

Regionali Toscana, ipotesi election day il 13 settembre

Un giorno solo, il 13 settembre, per votare le comunali, le regionali, il referendum per il taglio dei parlamentari e le elezioni suppletive per Camera e Senato: si fa strada insomma l’ipotesi di un election day che coinvolgerebbe anche le elezioni regionali 2020 in Toscana.

Niente di concreto, ma questo è l’orientamento del governo. A dirlo è stato il sottosegretario all’Interno Achille Variati durante la discussione del decreto in materia elettorale in commissione alla Camera.

Il decreto che ha rinviato la data delle elezioni prevista in primavera stabilisce che non si possa andare al voto prima del 15 settembre. È stato però presentato un emendamento per anticipare di due giorni il termine.

Questo perché, raccogliendo anche il suggerimento del comitato tecnico scientifico,  è meglio che si vada a votare quando le temperature sono ancora calde e una seconda ondata del coronavirus è meno probabile.

L’election day consentirebbe anche di accorpare tutti gli imminenti appuntamenti elettorali in un giorno solo, evitando di far tornare gli elettori più volte alle urne, creando assembramenti. Si ragiona anche su due date alternative: il 20 e il 27 settembre, le due domeniche successive.

Se convocato per il 13 settembre, l’election day vedrebbe svolgersi le elezioni regionali in Toscana, Campania, Veneto, Puglia, Liguria, Marche, Valle D’Aosta.

La proposta ha però raccolto la contrarietà delle opposizioni e fa discutere anche all’interno della maggioranza. Votare a metà settembre vorrebbe dire concentrare nel pieno dell’estate la raccolta delle firme e l’organizzazione dei comitati elettorali. Oltre a una campagna elettorale nel mese di agosto.

Seconde case in Toscana, dal 3 giugno si può andare (anche in vacanza)

La Toscana toglie il veto: dal 3 giugno si potrà andare nelle seconde case, anche quelle di chi risiede fuori regione. Via libera dunque ai weekend e alle vacanze al mare, in montagna o nelle campagne toscane. Resta però l’incognita delle eventuali disposizioni governative sulla libertà di spostamento tra le regioni.

Coronavirus: l’indice Rt nelle regioni e il livello di rischio secondo l’ISS

Seconde case in Toscana: via libera alle vacanze dal 3 giugno

Il governo ha infatti stabilito per decreto che dal 3 giugno possano riprendere gli spostamenti liberi tra regioni diverse. Un’apertura che potrebbe però essere vincolata all’indice di rischio di ogni regione. Ciò significa che gli spostamenti sarebbero consentiti solo tra regioni con lo stesso indice.

Ad oggi, Lombardia, Umbria e Molise hanno un indice “moderato”, contro l’indice “basso” delle altre regioni italiane. Ciò significa che, se passerà questa linea, chi abita dove l’indice è “moderato” potrà spostarsi solo tra quelle tre regioni. E dunque, lombardi, umbri e molisani proprietari di seconde case in Toscana non potrebbero raggiungerle, nemmeno dal 3 giugno.

La prossima settimana sarà cruciale, sia per l’evoluzione del contagio che per le decisioni del governo in tema di spostamenti. Intanto però la Regione Toscana ha tolto il vincolo per l’accesso alle seconde case. Ad oggi infatti è permesso raggiungerle solo a chi ha il proprio medico curante in Toscana. Di fatto, solo ai residenti.

Viaggi all’estero e coronavirus, quando si potrà andare

Una disposizione che cesserà di avere efficacia il 3 giugno 2020, come stabilisce l’ordinanza 59 della Regione Toscana: porte aperte dunque ai proprietari di seconde case anche per le vacanze. Sempre che la legge nazionale lo permetta.

Trekking in Toscana, ripartono le escursioni con le guide ambientali

Se in solitaria o in piccoli gruppi si era già liberi di farlo, in Toscana adesso ripartono anche le escursioni, i trekking e l’arrampicata in gruppo accompagnati dalle guide ambientali e alpine. L’ordinanza 59 della Regione Toscana stabilisce le regole anti coronavirus da rispettare: distanziamento, igiene e mascherina.

Come cambia il trekking: le regole anti coronavirus della Regione Toscana

Prima di tutto la distanza interpersonale. Trekking, escursionismo, arrampicata, quando praticati in gruppo e con l’accompagnamento di una guida ambientale, sono da equiparare all’attività sportiva. Dunque, distanza minima di due metri da mantenere per tutta la durata dell’escursione.

Viaggi all’estero e coronavirus, quando si potrà andare

La mascherina è obbligatoria negli spazi al chiuso. All’aperto lo è solo quando non è possibile mantenere i due metri di distanza. L’obbligo non vale per i bambini sotto ai sei anni, i soggetti con disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i loro accompagnatori.

I conviventi, tra di sé, non sono tenuti a rispettare la distanza né a indossare la mascherina.

Mascherine e distanza, ripartono le escursioni con guide ambientali

Ci si dovrà lavare le mani a inizio e a fine attività, ma anche ogni volta che sarà possibile durante l’attività, usando gel o spray igienizzante. Si dovrà poi evitare di scambiarsi qualsiasi oggetto e, se non fosse possibile fare altrimenti, igienizzare tutti i materiali prima e dopo ogni utilizzo.

Musei di Firenze, la riapertura: Uffizi, Boboli, Palazzo Pitti e Duomo

L’ordinanza 59 della Regione Toscana

Escursioni e trekking in gruppo dovranno essere prenotati in anticipo, in modo che le guide ambientali possano organizzare l’attività garantendo il rispetto del distanziamento interpersonale. Per questo la presenza negli spazi chiusi dovrà essere contingentata. La guida ambientale o alpina dovrà anche accertarsi che il percorso non presenti necessità di contatto fisico coi partecipanti, ad esempio per superare guadi, passaggi impervi e simili.

Ai partecipanti potrà essere misurata la temperatura corporea. Il testo completo dell’ordinanza 59 della Regione Toscana. Il dettaglio sulle attività delle guide ambientali e alpine è contenuto nell’allegato 4.

Nuovi casi trovati con il sierologico: le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

I nuovi casi di coronavirus in Toscana risalgono sopra quota 30 dopo quattro giorni al di sotto: sono 35 in più rispetto a ieri, 4 dei quali trovati grazie ai test sierologici. Stabile il trend dei decessi, 5 nelle ultime ventiquattro ore. Queste le ultime notizie e i dati del bollettino di oggi, venerdì 22 maggio, sull’andamento del coronavirus in Toscana.

Ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Il totale dei casi rilevati in Toscana dall’inizio dell’emergenza sale così a 10.035. I tamponi eseguiti sono 222.505, 3.890 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi 4.003.

Anche oggi è Firenze la provincia che segna il maggior aumento dei casi, 16 in più da ieri per un totale di 3.436. Nella mappa del contagio in Toscana figurano poi i 559 casi a Prato (2 in più), 669 a Pistoia (3 in più), 1.044 a Massa Carrara, 1.356 a Lucca (4 in più), 885 a Pisa, 550 a Livorno (4 in più), 676 ad Arezzo (1 in più), 437 a Siena (5 in più), 423 a Grosseto.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (22 maggio)

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 269 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, a ieri, è di circa 378 ogni 100.000 abitanti. Massa Carrara è la provincia con il tasso di notifica più alto, 536 casi per 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 350 e Firenze con 340. Le più basse sono Siena e Livorno con 164.

Ci sono attualmente 1.582 persone in isolamento a casa, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche (meno 85 rispetto a ieri, meno 5,1%). Altre 7.994 persone (meno 376 rispetto a ieri, meno 4,5%) sono isolate in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Posti letto Covid, il dato migliora solo di 6 unità

Scende anche oggi, sebbene di poco, il numero dei pazienti ricoverati: sono 204, 6 in meno di ieri. Di questi, 42 sono in terapia intensiva (1 in più rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 12 marzo 2020 per i ricoveri totali.

Ci sono poi 121 nuovi guariti, per un totale che sale a 7.240. Di questi, 1.664 sono le persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Le altre 5.576 (+121 persone, più 2,2%) sono le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

I 5 nuovi decessi sono quelli di due uomini e tre donne con un’età media di 86,4 anni. Quattro di questi notificati nella provincia di Firenze, uno a Pisa. I deceduti dall’inizio dell’epidemia in Toscana salgono a 1.009, così ripartiti: 366 a Firenze 45 a Prato, 79 a Pistoia, 141 a Massa Carrara, 134 a Lucca, 85 a Pisa, 57 a Livorno, 45 ad Arezzo, 29 a Siena, 20 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti sulla popolazione residente) per Covid-19 è di 27,1 ogni 100.000 residenti. La media italiana è di 53,8 e la Toscana è l’11° regione più colpita. Il tasso di mortalità si riscontra in provincia di Massa Carrara (72,4 per 100.000 abitanti), seguono Firenze (36,2) e Lucca (34,5). Il più basso è a Grosseto (9)

Sono i dati aggiornati alle ore 12 di oggi ed elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus per il bollettino giornaliero di oggi.

Coronavirus: l’indice Rt nelle regioni e il livello di rischio secondo l’ISS

Tutte sotto la soglia psicologica (Rt 1), eccetto la Valle d’Aosta. L’indice di trasmissibilità Rt però non serve a stilare una pagella delle regioni più a rischio coronavirus, mette in guardia l’ISS, l’Istituto superiore di sanità, che ha presentato il rapporto settimanale sull’andamento dell’epidemia in Italia. In base al prossimo report, il 29 maggio, il governo stabilirà tra quali regioni a  basso e medio rischio saranno consentiti gli spostamenti: per capire la reale situazione non basterà solo l’indice Rt regione per regione, ha spiegato il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, ma andranno incrociati diversi dati.

Il monitoraggio sul coronavirus, ogni settimana, si riferisce infatti a 21 parametri diversi, dal numero di tamponi effettuati, allo stato di salute dei sistemi sanitari regionali e delle terapie intensive, fino all’indice di trasmissibilità Rt che durante la fase 2 ha sostituto l’indice R0 perché prende in considerazione anche il contesto delle contromisure per limitare l’infezione.

Il livello di rischio medio-basso nelle regioni: Italia a più velocità per il coronavirus

Ecco la buona notizia: “la curva epidemica è stabile ed in calo”, ha spiegato Brusaferro, con i contagi da coronavirus in diminuzione in tutte le regioni. Il Covid-19 però continua a circolare e non bisogna abbassare la guardia perché rimangono “differenze tra le regioni che dividono sostanzialmente in tre aree il paese”. Nonostante questo, i picchi che si sono registrati nelle ultime settimane in Molise e Umbria sono rapidamente rientrati, sintomo che c’è una capacità di risposta in tempi brevi.

Non deve sorprendere il dato della Valle d’Aosta (l’indice Rt più alto in Italia a 1,06) perché questo valore – ha chiarito l’ISS – può salire molto con pochi casi in più, registrati in un’area dove il virus ha circolato poco. Insomma, usando una metafora, gli strumenti utilizzati sono molto sensibili e anche un numero limitato di contagi può far squillare il campanello d’allarme, perché è importante agire tempestivamente.

E’ troppo presto inoltre per capire gli effetti delle riaperture della fase 2. L’Istituto Superiore di Sanità non esclude che nelle prossime settimane ci possa essere un aumento dei contagi,  “ma sapendo che abbiamo un sistema capace di intercettarli”, ha aggiunto il presidente dell’ISS Brusaferro.

Coronavirus: l’indice Rt regione per regione

Ecco quindi in sintesi i principali dati sul livello di rischio delle diverse regioni diffusi dall’ISS: qui sotto viene indicata prima la stima dell’indice Rt, poi l’incidenza settimanale del coronavirus su 100 mila abitanti e infine la situazione negli ospedali. Come detto per valutare il livello di rischio delle regioni, vanno presi in considerazione tutti i 21 parametri del report.

  • Abruzzo Rt 0,86
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Basilicata Rt 0,63
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Calabria Rt 0,17
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Campania Rt 0,45
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Emilia Romagna Rt 0,46
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Friuli Venezia Giulia Rt 0,63
    incidenza a livello medio-basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Lazio Rt 0,71
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Liguria Rt 0,52
    incidenza a livello alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Lombardia Rt 0,51
    incidenza a livello alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Marche Rt 0,48
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Molise Rt 0,51
    incidenza a livello alto
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Piemonte Rt 0,39
    incidenza a livello alto
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Provincia autonoma di Bolzano Rt 0,45
    incidenza a livello medio-basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Provincia autonoma di Trento Rt 0,77
    incidenza a livello alto
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Puglia Rt 0,56
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Sardegna Rt 0,27
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Sicilia Rt 0,69
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, 1 allerta segnalata
  • Toscana Rt 0,59
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Umbria Rt 0,53 
    incidenza a livello basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Valle d’Aosta Rt 1,06
    incidenza a livello medio-alto
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta
  • Veneto Rt 0,56 
    incidenza a livello medio-basso
    stato dei servizi sanitari, nessuna allerta

Il rapporto ISS su Rt e livello di rischio delle regioni

Da questo link è possibile scaricare in pdf il report dell’Iss del 22 maggio.

Viaggi all’estero e coronavirus, quando si potrà andare

Il peggio sembra passato. Con un po’ di timore e molte precauzioni in più si comincia a pensare alle vacanze estive. Restare in Italia (magari sfruttando il bonus vacanze) o invece guardare oltreconfine? In tempi di coronavirus, quando si potrà riprendere a fare viaggi all’estero? La data c’è: dal 3 giugno si può andare all’estero, ma sul dove e sul come pesano ancora diverse incertezze.

Coronavirus e viaggi all’estero

Gli italiani potranno ricominciare a spostarsi liberamente sul territorio nazionale, anche al di fuori della propria regione, a partire da mercoledì 3 giugno. Questa, almeno, è la data fissata dal governo. Ma il governo sta valutando la possibilità di consentire spostamenti solo tra regioni con lo stesso livello di rischio.

Ad oggi, ad esempio, tutte le regioni italiane hanno un indice “basso”, tranne Lombardia, Umbria e Molise considerate a rischio “moderato”. Ciò significa che gli italiani non potrebbero entrare in quelle tre regioni, mentre i residenti in Lombardia, Umbria e Molise potrebbero spostarsi solo tra le loro regioni. La situazione potrebbe però cambiare nelle prossime settimane.

Quando si potrà tornare a viaggiare all’estero?

Sempre mercoledì 3 giugno è la data fissata dal Dpcm 17 maggio per la ripresa degli spostamenti da e per l’estero. I viaggi all’estero, per la verità, non sono stati mai vietati nemmeno durante l’emergenza coronavirus, ma limitati alle comprovate esigenze lavorative, alle situazioni di assoluta urgenza e ai motivi di salute, dovendo poi adeguarsi alle normative nazionali del paese di destinazione. Stesse limitazioni applicate agli stranieri in arrivo in Italia, che dovevano poi sottoporsi  all’obbligo di quarantena.

In quali paesi all’estero si può andare

Molti spostamenti sono stati quindi rimandati a quando si potrà andare all’estero senza limitazioni, per viaggiare o per le vacanze. La data fissata dall’Italia è quella del 3 giugno. Da allora non saranno soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i paesi dell’Unione Europea, dell’Area Schengen, il Regno Unito e i “microstati” d’Europa. Saranno permessi i viaggi nei seguenti paesi.

  • Paesi membri dell’Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
  • Paesi extra-Ue dello Spazio Schengen: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
  • Microstati europei: Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano.

mappa paesi estero 3 giugno low

I cittadini degli stessi paesi potranno a loro volta fare liberamente ingresso in Italia, senza l’obbligo di quarantena.

Ogni paese con le sue regole

Sul come e quando si potrà andare all’estero pesa però quanto precisa il primo comma dall’articolo 6 del decreto. Vale a dire, spostamenti liberi “fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale […] nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori”.

Tradotto: potranno esserci delle aree dalle quali sarà vietato partire e altre in cui non sarà permesso di entrare. E se le frontiere riaprono in uscita, non è detto che gli italiani trovino quelle degli altri paesi aperte anche per loro. La Germania, ad esempio, aprirà le proprie ai turisti dal 15 giugno, ma l’ingresso resta vietato a italiani e spagnoli. La Grecia riaprirà ai turisti stranieri solo il 1° luglio. In altri paesi vige ancora l’obbligo di quarantena.

E per quanto riguarda i paesi extra europei? Tutto ancora da decidere. Al momento si sa solo che i viaggi all’estero nei paesi non elencati nel decreto sono vietati fino al 15 giugno. Da lì in poi ci si dovrà adeguare alle decisioni di ogni singolo stato e ad accordi internazionali ancora tutti da scrivere. Meglio aspettare, dunque, prima di prenotare un viaggio in America, in Asia o in qualche meta tropicale.

“Mettete la mascherina”: il video di Dolcenera

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Un grande sorriso e un invito: indossare la mascherina e rispettare le regole. Anche Dolcenera, al secolo Emanuela Trane, ha aderito alla campagna #IoMettoLaMascherina lanciata dal Comune di Bagno a Ripoli. La cantante, salentina di nascita, abita nella cittadina alle porte di Firenze e ha registrato un breve video per sensibilizzare tutti sull’uso dei dispositivi di sicurezza, per limitare la diffusione del coronavirus.

“Cittadini di Bagno a Ripoli, vi invito a rispettare le regole, non mandiamo all’aria gli sforzi fatti per proteggerci l’un l’altro”, dice Dolcenera, ricordando importanza di “seguire le regole e indossare la mascherina” perché adesso, in questa delicata fase 2, “dipende tutto da noi”.

Dolcenera… e la mascherina: il video