Il fotografo Oliviero Toscani è morto all’età di 82 anni all’ospedale di Cecina (Livorno), dove era ricoverato dal 10 gennaio scorso: soffriva da due anni di amiloidosi, una rara malattia. A comunicare la notizia in una nota è stata la famiglia. La moglie Kirsti insieme ai figli Rocco, Lola e Ali Toscani hanno chiesto “riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità”. Ma cos’è l’amiloidosi?
Cos’è l’amiloidosi, la malattia rara di cui soffriva Oliviero Toscani
Era stato lo stesso Oliviero Toscani, in un’intervista al Corriere della Sera del 28 agosto scorso, a raccontare di soffrire da due anni di amiloidosi, malattia per cui nel giro di 12 mesi aveva perso 40 chili, pur essendosi sottoposto a una cura sperimentale. Si tratta di una patologia rara e grave che – secondo quanto spiega l‘Istituto Superiore di Sanità – in Italia colpisce circa 800 persone ogni anno.
Le cause dell’amiloidosi sono legate a depositi di proteine anomale prodotte dal midollo osseo (chiamate appunto amiloidi), nei tessuti e negli organi di tutto il corpo con sintomi iniziali che variano da soggetto a soggetto, perché dipendono dalle condizioni del singolo paziente. Se ci si chiede infatti cos’è l’amiloidosi, bisogna sapere che esistono diversi tipi di questa patologia: alcune hanno origine ereditaria, mentre altre derivano da malattie infiammatorie o terapie dialitiche di lungo periodo.
I sintomi e la cura dell’amiloidosi
Gli effetti della malattia possono essere localizzati solo in alcune parti del corpo o la patologia può essere sistemica se colpisce più organi, come cuore, fegato, reni, milza, sistema nervoso e apparato digestivo. Questo accumulo di proteine anomale può provocare un ingrossamento dell’organo, inficiandone la funzionalità. Nella lunga lista dei possibili sintomi dell’amiloidosi figurano ad esempio la vistosa perdita di peso (come ha raccontato lo stesso Oliviero Toscani), forte debolezza, vertigini, svenimenti, ingrossamento della lingua, macchie cutanee violacee intorno agli occhi, battito cardiaco irregolare.
A causa di questa varietà di sintomi, può essere difficile da diagnosticare, soprattutto nelle fasi iniziali. Esistono diverse terapie, che permettono nella maggior parte dei casi di controllare alcuni sintomi e limitare la produzione di amiloide, ma non esiste una cura che permetta di sconfiggere totalmente l’amiloidosi.
L’addio ad Oliviero Toscani
Oliviero Toscani, nato a Milano nel 1942, dagli anni ’70 si era trasferito in una tenuta di Casale Marittimo, in provincia di Pisa. Ha avuto 3 mogli e 6 figli, 3 di loro sono nati dall’ultima compagna, la modella norvegese Kirsti Moseng. Il nome di Oliviero Toscani, fotografo pluripremiato, è legato soprattutto alle sue opere: “un occhio” della luce e della creatività, che con i suoi scatti ha scandalizzato e suscitato polemiche e dibattiti.
Tra le immagini più celebri il bacio tra un prete e una suora, i ritratti dei volti dei condannati a morte, il corpo di una donna consumata dall’anoressia, i calendari con in primo piano peni e vagine, fino alle note campagne pubblicitarie firmate per Benetton. Una lunga carriera iniziata a 14 anni, quando pubblicò sul Corriere la sua prima foto: il volto di Rachele Mussolini, al momento della tumulazione di Benito Mussolini nella tomba di famiglia a Predappio.
Il Carnevale di Firenze 2025 è in programma tra sabato 8 e domenica 9 febbraio: nella prima delle due date, nel cuore di Palazzo Vecchio, si svolgerà il gran ballo in maschera, mentre nella seconda si terrà la sfilata in costume lungo le vie del centro storico. Torna l’evento che unisce tradizione e divertimento, celebrando l’antica usanza dei balli in maschera, nati alla corte di Lorenzo de’ Medici. Gli eventi sono promossi dall’associazione culturale “Il Carnevale di Firenze”, in collaborazione con Città metropolitana, Comune, Regione Toscana e Confcommercio.
Il Gran ballo di Carnevale
Nella serata di sabato 8 febbraio 2025, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ospiterà il “Gran Ballo Regine a Palazzo” del Carnevale di Firenze, spettacolo curato dalla stilista Antonia Sautter, ideatrice del celebre Ballo del Doge di Venezia. Quest’anno lo show è ispirato a Leonardo da Vinci e segue il tema “Sogno di Volare”. Prima dell’evento, il benvenuto agli invitati nel Cortile del Michelozzo e una cena di gala per gli ospiti internazionali, con un menù ispirato alla tradizione culinaria toscana, come al tempo dei Medici.
L’appuntamento è nato per ricordare la tradizione del carnevale fiorentino, una festa popolare che con il tempo è diventata un’occasione di ritrovo per i nobili, con sfarzosi balli in maschera che animavano teatri, palazzi e piazze sotto il Granducato dei Lorena, fino alle feste carnevalesche di fine Ottocento. La manifestazione è anche l’occasione per raccogliere fondi a favore di due progetti benefici: la Lega del Filo d’Oro e la YOU Foundation. L’ingresso è a pagamento. Info su www.carnevaledifirenze.com.
Gli orari e il percorso della sfilata del Carnevale di Firenze 2025
Torna, dopo il successo dell’anno scorso, anche la sfilata del Carnevale di Firenze, aperta a tutti, in programma domenica 9 febbraio, con ritrovo alle ore 14 in piazza Santa Maria Novella (dove è previsto anche uno spettacolo) e partenza alle 15. In apertura della parata ci saranno le maschere tipiche della Toscana da Stenterello fino ai simboli del Carnevale di Viareggio, Burlamacco e Ondina. Il colorato serpentone, che vedrà sfilare anche 300 artisti con coreografie e performance, seguirà questo percorso: via de’ Banchi, via Barbadori, via de’ Rondinelli, via Tornabuoni, lungarno degli Acciaioli, por Santa Maria e via Vacchereccia.
Alle 15.30 circa l’arrivo in piazza della Signoria, dove inizierà l’animazione sull’arengario di Palazzo Vecchio. Il gran giurì assegnerà premi alle migliori maschere, tra questi lo “Stenterello 2025” realizzato dal maestro orafo Paolo Penko.
Sarà il Monza, nella prima giornata del girone di ritorno, a misurare le ambizioni della Fiorentina che dopo e otto vittorie consecutive ha chiuso l’anno con qualche incertezza. Sarà una partita particolare per Raffaele Palladino che torna in Brianza dopo due anni da avversario. Si gioca lunedì 13 gennaio alle 20,45 (arbitra Dionisi, diretta tv su DAZN e Sky)
Le probabili formazioni
Palladino deciderà solo poco prima della partita se schierare Gudmundsson o Beltran. Tra i due potrebbe esserci un ballottaggio. Conferma in porta per De Gea. Gosens pronto al rientro in una difesa che prevede anche Dodo, Comuzzo e Ranieri. A centrocampo Cataldi e Adli, sulla trequarti, come accennato, ballottaggio tra Gudmundsson e Beltran per affiancare Colpani, anche lui un ex, e Sottil alle spalle della punta Kean.
A caccia di punti salvezza il Monza che si schiererà con Turati tra i pali, Izzo, Marì e Carboni in difesa, Pereira e Birindelli sulle corsie. Bocchetti confermerà Bondo e Sensi come interni con Ciurria e Caprari a fare le mezzepunte dietro Djuric.
Ancora la data delle elezioni regionali 2025 in Toscana non c’è, ma intanto i vari schieramenti si stanno muovendo per definire i nomi dei candidati alla carica di presidente. Sono 6 le regioni italiane in cui si torna alle urne. Anche i cittadini di Campania, Marche, Puglia, Veneto e Valle d’Aosta saranno chiamati al voto. Da noi la sfida è di respiro nazionale visto che la Toscana è considerata un “fortino rosso”. Qui la sinistra non ha mai perso le regionali.
Quando si vota per le regionali?
Sembra probabile che per le 5 regioni a statuto ordinario, Toscana compresa, si converga per un election day che accomuni tutti i territori, con le elezioni durante l’autunno, tra settembre e ottobre 2025. Questo perché il mandato scadrà dopo l’estate, visto che nel 2020 – in piena emergenza Covid – si votò in via del tutto eccezionale durante il mese di settembre.
Sul tavolo c’è anche un’altra ipotesi: lo slittamento fino alla primavera 2026, come deciso dal Ministero dell’Interno con una circolare per i Comuni in scadenza alla fine di quest’anno. La Valle d’Aosta, essendo a statuto speciale, può invece decidere autonomamente la data delle regionali.
I possibili nomi dei candidati in Toscana alle elezioni regionali 2025
Intanto, con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale, entrano nel vivo le manovre politiche per decidere chi correrà per la carica di governatore. Il presidente uscente, Eugenio Giani (65 anni, in quota Pd) ha annunciato di stare lavorando a un campo largo che metta insieme centrosinistra, Italia Viva e Movimento 5 Stelle, per sostenere la sua candidatura. “Un’alleanza che ha già dato i suoi frutti in Emilia-Romagna e in Umbria”, ha detto in una recente intervista al quotidiano La Nazione.
Sul fronte del centrodestra, il toto-candidati indica da mesi Alessandro Tomasi come l’uomo giusto per le elezioni regionali 2025 in Toscana. 45 anni, al secondo mandato come sindaco di Pistoia e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, sarebbe sostenuto anche da una lista civica per drenare voti, sulla scia di quanto successo già nella sua città. Sembra quindi sulla via del tramonto la proposta di indire primarie nel centrodestra, tanto cara a Forza Italia.
Sulla candidatura di Tomasi però da qualche tempo aleggia lo spettro di Roberto Vannacci, il generale eurodeputato del Carroccio. “Io sono nella Lega, vedremo il modo per presentare la nostra formazione nel modo più efficace possibile in Toscana, dove ci saremo, saremo influenti e sicuramente determinanti”, ha detto ai giornalisti che lo pungolavano su una sua possibile candidatura alle elezioni regionali.
Nel duello sinistra-destra, spunta adesso un terzo incomodo: il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, classe 1959, anche lui al secondo mandato, che in questi giorni ha chiamato a raccolta sulla costa varie forze civiche della Toscana per costruire una candidatura alternativa in vista delle prossime elezioni regionali. L’obiettivo sarebbe quello di strizzare l’occhio ai delusi del Pd e ai moderati. Insomma i giochi sono ancora aperti.
Per l’Assegno Unico 2025, riconosciuto alle famiglie che hanno figli a carico, scatta l’adeguamento dell’importo all’aumento del costo della vita, con modifiche alle tabelle del sussidio. In gergo si parla di “rivalutazione“, un meccanismo simile a quello delle pensioni che prevede dei ritocchi in base all’andamento dell’inflazione. Quest’anno ci sarà un lieve incremento della cifra, visto il rallentamento della corsa dei prezzi. Attenzione poi alla scadenza dell’Isee: è necessario aggiornare questo indicatore per non rischiare di vedersi pagare l’importo minimo dell’Assegno Unico. Ecco una guida pratica.
La scadenza dell’Isee: cosa fare per il “rinnovo” dell’Assegno Unico 2025
Come successo negli anni passati, le famiglie che già ricevevano l’Assegno Unico 2025 – in base alle tabelle Isee – non devono presentare una nuova domanda, ma devono fare attenzione alla scadenza dell’Indicatore della situazione economica equivalente. Se non si aggiornerà entro il 28 febbraio 2025, l’Inps dal 1° marzo in poi pagherà solo l’importo minimo.
Ci sarà comunque tempo fino al 30 giugno 2025 per presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell’Isee e vedersi così riconosciuti gli arretrati. Si può fare online sul sito dell’Inps o rivolgendosi a Caf e patronati. Se non si aggiorna l’Isee entro il 30 giugno, si riceverà l’importo minimo per tutto l’anno.
L’aumento dell’Assegno Unico 2025: ridefinite le tabelle
Il pagamento della nuova annualità dell’Assegno Unico parte dal 1° marzo, da quando scatta anche l’aumento dell’importo del +0,8%, calcolato in base alla propria fascia Isee. Si tratta di un lieve incremento, pochi centesimi di euro, che si basa sull’indice di rivalutazione fissato dall’Istat. Dunque la cifra minima, riconosciuta per ciascun figlio a carico in favore delle famiglie con i Isee superiore a 45.574,96 euro o a chi non ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica, passa da 57 a 57,45 euro mensili. La cifra massima dell’Assegno Unico per i nuclei familiari nella fascia Isee fino a 17.090,61 euro dal 1° marzo 2025 salirà da 199,40 euro a 200,99 euro.
Il calcolo dell’importo dell’Assegno Unico non dipende soltanto dalla tabella delle fasce Isee. Sono previste maggiorazioni in questi casi:
nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo);
Famiglie con 4 o più figli e genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
Mamme con meno di 21 anni;
figli affetti da disabilità;
figli piccoli con meno di un anno;
figli tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino a 45.574,96 euro.
Per il primo mese del 2025, chi percepisce l’Assegno Unico riceverà il pagamento tra il 15 e il 17 gennaio. L’Inps non ha ancora diffuso il calendario per i successivi mesi, si attende un messaggio dell’Istituto di previdenza.
Cos’altro cambia nel 2025
La legge di bilancio 2025 ha introdotto una novità per chi riceve questo sostegno: nel 2025 il pagamento dell’Assegno Unico (AU) non influirà sul calcolo dell’Isee.
Incidente per la linea 2 della tramvia di Firenze, che è deragliata a seguito di uno scontro con un’auto, durante il pomeriggio di giovedì 9 gennaio. Intorno alle ore 15.45, in viale Fratelli Rosselli, poco prima della Fortezza da Basso, la vettura è finita contro un convoglio che stava transitando da via Guido Monaco in direzione di via Alamanni, all’altezza del semaforo. A causa dell’impatto i vagoni sono rimasti fermi in mezzo alla carreggiata, bloccando il viale che è stato riaperto solo in serata e mandando in tilt il traffico in un punto nevralgico della viabilità di Firenze. Due i feriti non gravi, l’uomo che conduceva la macchina e l’autista della T2.
Tramvia di Firenze deragliata: da cosa è stato causato l’incidente
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e la polizia municipale che ha ricostruito quanto successo. Secondo le prime informazioni, il conducente dell’auto, un 74enne, è stato colto da un malore mentre era fermo al semaforo e la sua Jeep nera ha “bucato” il rosso, finendo contro i vagoni della tramvia. Sia il 74enne che l’autista 44enne della tramvia sono stati trasportati in ospedale dopo l’incidente, per ferite non gravi.
Traffico in tilt a Firenze: chiuso viale Rosselli
A seguito dell’incidente della tramvia, viale Fratelli Rosselli è stato chiuso alla circolazione fino alle ore 21.30 in modo da consentire le operazioni di ripristino. Sul posto è arrivata la gru per rimuovere il convoglio, che è stato posizionato in via Guido Monaco per poi essere portato dai tecnici di Gest fino al deposito di Scandicci durante la notte.
A seguito dell’incidente la linea 2 della tramvia è rimasta in funzione solo nel tratto tra il capolinea dell’aeroporto di Firenze e la fermata Redi, con l’attivazione di bus sostitutivi, mentre il servizio della T1 è continuato regolarmente. Pesanti le ripercussioni sul traffico: il Comune ha deciso di aprire la ztl per alleggerire la circolazione.
L’Epifania è la ricorrenza che “tutte le feste si porta via”, ma questa volta la Befana sembra essersi burlata di noi portandosi via anche le tante iniziative, che solitamente rallegrano la città. In questa breve guida del weekend di sabato 11 e domenica 12 gennaio 2025 segnaliamo comunque i migliori eventi: ecco cosa fare a Firenze tra mostre, teatro e mercatini.
Le mostre da non perdere e prossime alla chiusura
Le feste natalizie si stanno “portando via” anche due importanti mostre fiorentine. La prima è quella dedicata alla pittrice Helen Frankenthaler e ospitata negli ambienti di Palazzo Strozzi. In esposizione fino al 26 gennaio 2025 un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002 a fianco di alcuni capolavori di suoi contemporanei, come Pollock, Morris e tanti altri.
La seconda si trova a Palazzo Vecchio: “Michelangelo e il potere”, a cura di Cristina Acidini e Sergio Risaliti, chiuderà ufficialmente le sue porte lunedì 26 gennaio. Un percorso che presenta più di cinquanta opere – tra sculture, dipinti, disegni, lettere autografe e calchi in gesso – scelti per illustrare il rapporto di Michelangelo con il potere, la sua visione politica e la sua determinazione nel porsi alla pari con i potenti della terra. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale di MUS.E.
C’è tempo fino al 4 maggio 2025 per visitare invece la mostra Impressionisti in NormandiaalMuseo degli Innocenti di Firenze: un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell’impressionismo: tra pennellate, luci e atmosfere di fine Ottocento. Nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita di questo importante movimento artistico, si decide di accogliere in questo luogo oltre 70 opere di Monet, Corot, Courbet, Renoir, Delacroix e tanti altri ancora. I capolavori in mostra raccontano la storia della corrente impressionista sin dai suoi esordi in Normandia, terra che per luce e colori dei suoi paesaggi, è diventata un punto di riferimento importante per la nuova pittura.
Un ambiente della mostra “Impressionisti in Normandia”. Foto: Giorgio Magini
Cosa fare a Firenze l’11 e 12 gennaio 2025: un giro sulla pista di pattinaggio sul ghiaccio
Anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza Vittorio Veneto, all’ombra della ruota panoramica, sta per chiudere. Domenica 19 gennaio 2025 (il prossimo weekend) sarà l’ultima possibilità per visitare il villaggio invernale di Firenze alle Cascine, facilmente raggiungibile grazie alla fermata della linea 1 della tramvia. La pista di pattinaggio su ghiaccio è aperta tutti i giorni, dalle 10:00 a mezzanotte con l’ultimo giro fino alle 01:00 di notte, mentre la ruota panoramica rimarrà attiva fino al 31 marzo.
Mercatini: gli eventi a Firenze e dintorni (11-12 gennaio)
Tra gli eventi a Firenze e dintorni di sabato 11 e domenica 12 gennaio non si possono certo non citare i tanti mercatini. Torna infatti la Fierucoladi piazza del Carmine, il mercatino dei prodotti dell’agricoltura biologica e naturale su piccola scala, dell’artigianato manuale e della vita vernacolare (domenica 12 gennaio, dalle 09:00 alle 14:00). Only Usato Market festeggia invece i suoi primi 10 anni di attività alla Limonaia di Villa Strozzi con abbigliamento, accessori, articoli per la casa e dj-set di accompagnamento (domenica 12, dalle 11:00 alle 19:00).
Piglia e porta a casa, mercatino dello scambio e del dono, vi aprirà le braccia a Instabile – Culture in movimento in via della Funga n. 27 (sempre domenica 12, dalle 11:00 fino al tramonto). Qui si potranno trovare oggetti portati da persone a cui non servono più, ma che a qualcuno potrebbero ancora far comodo.
Si prosegue con Bio-mercatino Mangiasano, allestito domenica 12 gennaio in piazza Buondelmonti all’Impruneta. Qui, dalle 09:00 di mattina fino a sera, si troveranno prodotti locali, distribuiti direttamente dai produttori di Impruneta e delle campagne circostanti. Ad animare la giornata ci saranno anche eventi come laboratori e incontri.
A Empoli si troverà invece la Fiera del Disco e del Fumetto, sia sabato 11 che domenica 12 (dalle 09:00 alle 19:00). Presso il Palazzo delle Esposizioni in piazza G. Guerra, n. 13, più di 70 espositori provenienti da tutta Italia proporranno un vasto assortimento di musica in vinile e CD di artisti e gruppi di tutti i generi. A questi si aggiungeranno anche fumetti e manga, giocattoli, videogiochi giocattoli, videogiochi e figurine. Qui non si potrà solo comprare, ma anche vendere ad esperti del settore o farvi fare una valutazione gratuita.
La Compagnia di prosa “La Soffianella” presenta “L’Acqua cheta”, regia di Claudio Frosini
Dopo il successo delle prime due rappresentazioni estive nel palcoscenico rurale di fronte alla Chiesa di Sant’Angelo Vico l’Abate, la Compagnia di prosa “La Soffianella” torna a far parlare di sé, presentando nuovamente “L’Acqua Cheta”, una commedia in tre atti per la regia di Claudio Frosini con Massimo Curradi, Barbara Cei, Irene Biondi, Maria Magini, Guido Sensi, Edoardo Stefano Frosini, Omar Landini Dettori, Andrea Baldassarre, Francesco Pagliani, Lucia Ammendola, Vera Bartolini e Maria Novella Alioto. L’appuntamento è quindi per sabato 11 gennaio, alle ore 21:00, e domenica 12, alle 16:00. Entrambi gli spettacoli si terranno presso la Parrocchia Immacolata e San Martino a Montughi (viale Paoletti, n. 32), nella Sala Il Faro. Ingresso a offerta libera, fino a esaurimento posti.
L’Acqua cheta, regia di Claudio Frosini.
La Compagnia di prosa “La Soffianella” nasce negli anni Ottanta nel quartiere fiorentino di Soffiano, sotto il campanile della Chiesa di San Paolo. Continuando una tradizione teatrale avviata nel 1965 dal “Piccolo teatro San Paolo”, la compagnia si è sempre caratterizzata per una ricerca approfondita in tutti gli aspetti della rappresentazione: scenografia, costumi, luci e musiche. Nel corso di quarant’anni, diversi membri si sono alternati, ma l’obiettivo è sempre stato quello di unire persone di tutte le età, giovani e meno giovani, in un percorso condiviso, con passione, entusiasmo e sacrificio.
Gli ultimi presepi da vedere
Nonostante le feste siano finite, alcuni presepi sono ancora visitabili nel fine settimana dell’11 e del 12 gennaio. Tra questi si ricorda quello di Petroio, frazione di Vinci. Viene creato ogni anno da volontari, all’aperto, sul fianco di una collinetta sulla quale si erge la chiesetta del paese. Lungo il declivio naturale sono state ricreate le architetture di Betlemme e lo scenario è arricchito con cascate d’acqua. Qui sino collocati oltre 100 personaggi in movimento e tanti dettagli, come le statuette dei mestieri, dal forno del pane al falegname. Il momento migliore per vederlo? Al calar del sole, quando si accendono le luci (fino al 12 gennaio, dalle 09:30 alle 20:00).
La via dei Presepi di Cerreto Guidi mette invece in mostra un centinaio di creazioni dei maestri presepisti, disseminate lungo le vie del borgo. Fino al 12 gennaio abbelliscono balconi, finestre, vetrine e perfino la storica villa medicea. Per info 0571 55671; [email protected]. Un’altra città dove è possibile respirare ancora aria natalizia è Empoli, grazie a Città del Natale 2024, che si chiude domenica 12 gennaio. Qui il programma.
Si avvicina l’inizio dei lavori più impattanti sulla viabilità per costruire la nuova linea 3 della tramvia, tra Firenze e Bagno a Ripoli, partendo dal “cuore” di Gavinana. Una data certa ancora non c’è (il cronoprogramma dovrebbe essere svelato dal Comune a breve), ma intanto circolano le prime indiscrezioni, dopo l’incontro organizzato con l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio da Confcommercio. A febbraio gli operai entreranno in azione in viale Giannotti, nel tratto fra via Traversari e piazza Elia Dalla Costa. Sarà un intervento più “soft”, ha assicurato Giorgio, rispetto a quanto visto sui viali per la Variante al centro storico. In estate poi i cantieri si sposteranno verso viale Europa. I negozianti chiedono certezze sui tempi, mentre Palazzo Vecchio ha annunciato un tavolo permanente per monitorare l’andamento dell’opera insieme alle categorie economiche e sconti sulla Tari che potranno arrivare fino al 100%.
L’inizio dei lavori per la linea 3 della tramvia di Firenze: si parte da viale Giannotti
I primi dettagli del nuovo piano di lavori per la linea 3 della tramvia sono emersi dall‘incontro organizzato da Confcommercio Firenze nel pomeriggio dell’8 gennaio, che ha messo a confronto i negozianti della zona di Gavinana e viale Europa con l’assessore Giorgio e i tecnici del Comune. Non ci saranno cantieri estesi, è stato spiegato, ma si procederà per porzioni più limitate, a macchia di leopardo, in modo da cercare di ridurre i disagi. Dopo l’avvio, l’anno scorso, della costruzione del nuovo ponte tra Bellariva e Gavinana e dei parcheggi scambiatori alla fine di viale Europa, a febbraio prenderanno il via i primi lavori con qualche cambiamento di viabilità nella zona di piazza Elia Dalla Costa, dove saranno recuperati anche alcuni parcheggi per i residenti.
Le lavorazioni si svolgeranno in primavera e poi in estate si procederà verso viale Europa, mentre in autunno i lavori per la linea 3 della tramvia dovrebbero arrivare in piazza Beccaria. “Nei prossimi giorni verrà reso pubblico il cronogramma con i dettagli su tempi e modalità dei cantieri”, ha detto l’assessore.
Aiuti per i negozi e parcheggi per i residenti
Durante l’incontro è stato annunciato lo stanziamento da parte del Comune di Firenze di 2 milioni di euro per gli sgravi sulla Tari in favore dei negozi che si trovano sulle strade interessate lavori per la linea 3 e nelle zone vicine alla futura tramvia. Saranno erogati senza lungaggini burocratiche, ha assicurato Giorgio. Si potrà arrivare fino all’azzeramento della tassa sui rifiuti, in base all’impatto sull’attività commerciale. Previsto inoltre un tavolo permanente di confronto con le categorie economiche, che coinvolgerà pure l’assessore allo Sviluppo Economico Jacopo Vicini.
“Questo tavolo – ha affermato Giorgio – consentirà di fare analisi puntali, cantiere per cantiere, ex ante e in itinere, di modo da minimizzarne gli impatti e prendere in carico le richieste dei commercianti nelle varie zone per migliorare la gestione delle lavorazioni ascoltando in tempo reale le necessità e fornire risposte puntuali”. Durante l’assemblea sono emerse le rivendicazioni degli esercenti, dalla certezza dei tempi alla previsione di misure per garantire il carico e lo scarico merci, la sosta dei clienti e per assicurare la visibilità di vetrine e insegne nonostante la presenza delle transenne.
Il Comune sta lavorando anche a convenzioni con i privati (ad esempio con la Coop di piazza Bartali) perché mettano a disposizione i loro parcheggi per i residenti in orario notturno, mentre è stato stilato un piano per recuperare posti auto: dall’ingresso del parco dell’Albereta (lato piazza Ravenna) alla zona vicino al nuovo ponte in via di costruzione.
Quando saranno finiti i lavori della linea 3 della tramvia Firenze – Bagno a Ripoli?
In attesa della partenza della tratta per San Marco, i lavori per la linea 3 della tramvia sono iniziati in sordina, in zone limitate tra Firenze e Bagno a Ripoli senza riflessi negativi sulla viabilità. Ora bisognerà marciare con un buon ritmo, perché il limite per concludere l’opera è il mese di ottobre 2026, in modo da non perdere i finanziamenti del Pnrr.
Il progetto della T3 prevede 7,2 chilometri di percorso con 17 fermate, tra piazza della Libertà e Bagno a Ripoli: i convogli in futuro percorreranno i viali di circonvallazione, imboccheranno i lungarni all’altezza della Torre della Zecca e poi passeranno al centro del Ponte da Verrazzano. Da qui proseguiranno per piazza Gavinana, viale Giannotti, viale Europa e via Pian di Ripoli, con capolinea a Bagno a Ripoli in via Granacci vicino al Viola Park della Fiorentina. In progetto l’estensione da piazza della Libertà verso Campo di Marte e Rovezzano.
Le regole Covid nel 2025 non cambiano: la normativa e il protocollo sono stati riscritti con l’eliminazione di molte restrizioni per chi è positivo, come l’abolizione dell’isolamentoe dellaquarantena. Rimangono solo delle raccomandazioni per chi è malato con sintomi, indicate al Ministero della Salute, non degli obblighi. Sta alla coscienza di ognuno applicarli o meno. Insomma cosa fare se si è positivi al Covid?
Regole Covid 2025, posso uscire se sono positivo? Restrizioni e isolamento
La normativa in vigore durante il 2025 è sempre quella aggiornata dalla circolare n° 25613 del Ministero della Salute, pubblicata nell’estate di due anni fa (11 agosto 2023): secondo queste regole per i positivi al Covid non è più previstol’isolamento. Resta però la raccomandazione (non più l’obbligo) di evitare contatti, anche per limitare i contagi. Inoltre il monitoraggio della diffusione del coronavirus ha qualche pecca, perché al conteggio sfuggono i molti che non si sottopongono più al tampone “ufficiale”, visto che i sintomi sono simili a quelli di una comune influenza.
Quindi la risposta alla domanda “Se ho il Covid posso uscire?” è questa: il Ministero della Salute raccomanda di non entrare in contatto con altre persone, specialmente se fragili, ma la decisione sul restare o meno in casa è delegata alla responsabilità del singolo. Non sono previste sanzioni per chi non si mette in isolamento.
Ecco in dettaglio le linee guida del Ministero della Salute con le raccomandazioni su cosa fare se si è positivi al Covid:
Indossare la mascherina (chirurgica o Ffp2) se si è postivi al Covid e si entra in contatto con altre persone;
Rimanere a casa fino alla fine dei sintomi del Covid (ma la normativa, come detto, non prevede più l’obbligo di isolamento domiciliare, la scelta di uscire è lasciata ai singoli);
Seguire una corretta igiene delle mani;
Evitare ambienti affollati;
Evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza ed evitare di frequentare ospedali o RSA;
Informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni precedenti al tampone positivo, se anziane, fragili o immunodepresse;
Se si è una persona fragile o immunodepressa, contattare il proprio medico curante se i sintomi non passano dopo 3 giorni e se le condizioni di salute peggiorano.
E la quarantena per i contatti diretti con positivi al Covid? Le linee guida non cambiano
Le regole in vigore anche in questo 2025 non prevedono restrizioni o un protocollo specifico (come la quarantena) per le persone che sono venute in contatto con positivi al Covid. Il Ministero della Salute raccomanda comunque di fare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi compatibili con il coronavirus (come febbre, tosse, mal di gola, stanchezza) nei giorni immediatamente successivi al contatto.
L’altra raccomandazione è evitare di frequentare persone fragili o immunodepresse, donne in gravidanza durante questo stesso periodo. Non c’è più l’obbligo di fare il tampone anti-Covid: il test rimane consigliato(anche quello fai-da-te) se si manifestano sintomi come febbre, tosse, mal di gola e stanchezza e se nei giorni precedenti si è stati a contatto con un positivo.
Fino all’agosto 2023 invece le norme Covid prevedevano un isolamento di massimo 5 giorni, senza tampone di uscita. Dopo la pubblicazione del decreto legge che ha sancito la fine dell’isolamento, sono state aggiornate le pagine del sito del Ministero della Salute con le regole Covid.
Dove serve la mascherina
Fin qui le regole in vigore anche nel 2025, con la fine dell’isolamento Covid. Per quanto riguarda l’obbligo di mascherina, l’ultima circolare del Ministero della Salute su questa materia, datata 1° luglio 2024, dà la possibilità ai direttori sanitari di instituire l’obbligo di mascherina in alcuni spazi o reparti degli ospedali e delle strutture sanitarie. In particolare, si legge nel testo del provvedimento, si raccomanda ” di valutare l’opportunità di disporre l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei propri contesti, tenendo conto della diffusione dei virus a trasmissione aerea, delle caratteristiche degli ambienti nonché della tipologia di pazienti, lavoratori o visitatori che li frequentano, in funzione del livello di rischio di infezione e/o trasmissione e del potenziale di sviluppo di malattia grave in caso di esposizione”. In sostanza l’obbligo di indossare la mascherina dipende dalle decisioni delle singole strutture. L’uso del green pass invece è stato abolito da tempo.
L’aumento dell’addizionale regionale toscana dell’Irpef è stato deciso per il 2024, ma gli effetti sulle tasche dei contribuenti si inizieranno a sentire proprio da quest’anno, con la dichiarazione dei redditi 2025 e il calcolo delle tasse dovute da ogni cittadino. L’aliquota dell’imposta è salita soprattutto per i redditi più alti con incrementi superiori al 90%.
Cos’è l’addizionale regionale dell’Irpef
Ma facciamo un passo indietro. Accanto all’Irpef nazionale (tassa sul reddito delle persone fisiche pagata in base al proprio reddito) esistono due imposte addizionali, una stabilita dai Comuni (a Firenze ad esempio è azzerata fino ai 25.000 euro di reddito, sopra è pari allo 0,2%) e l’altra stabilita dalle regioni. Il 21 dicembre 2023 il Consiglio regionale della Toscana ha approvato l’aumento dell’addizionale, inserita nel Documento di Economia e Finanza regionale per il 2024, una sorta di “legge di bilancio” locale.
Il rincaro, deciso per i redditi sopra i 28.000 euro, è stato introdotto per ripianare il rosso del bilancio della Sanità toscana, che la Regione ha imputato alla mancata erogazione da parte dello Stato delle risorse del “payback”. Si tratta di un meccanismo stabilito a livello nazionale (ma fortemente criticato dal mondo produttivo) che prevede una sorta di “rimborso” in favore delle Regioni da parte delle imprese del settore dei dispositivi sanitari se la spesa sostenuta per questi prodotti supera una soglia prefissata.
Per la Toscana il conto supera i 400 milioni di euro. Nonostante più volte il presidente della Regione Eugenio Giani abbia chiesto risposte al Governo, per arrivare a un azzeramento dell’aumento dell’addizionale, non ci sono state risposte da Roma. Il rincaro quindi resta.
A quanto ammonta l’aumento dell’addizionale Irpef regionale toscana per i redditi 2024
Dunque in riferimento ai redditi percepiti nel 2024, l’addizionale regionale per chi ha il domicilio fiscale in Toscana è stata ritoccata e, in sede di dichiarazione dei redditi (che si potrà presentare dal 15 aprile 2025 in poi) saranno calcolate le nuove aliquote Irpef. Ecco cosa cambia e quali scaglioni restano fermi:
Reddito fino a 15.000 euro – addizionale regionale toscana 1,42% Non ci sono aumenti rispetto al 2023
Reddito da 15.001 a 28.000 euro – addizionale regionale toscana 1,43% Non ci sono aumenti rispetto al 2023
Reddito da 28.001 a 50.000 euro – addizionale regionale toscana 3,32% Aumento rispetto al 2023, quando era all’1,68%
Reddito oltre 50.001 euro – addizionale regionale toscana 3,33% Aumento rispetto al 2023, quando era all’1,73%
Come viene fatto il calcolo
Il calcolo dell’addizionale regionale, come succede per l’Irpef nazionale, viene effettuata per scaglioni di reddito. Questo vuol dire, ad esempio, che se il proprio reddito imponibile è di 29.000 euro, sui primi 15.000 euro si pagherà un’aliquota dell’1,42%; sulla restante cifra che arriva fino ai 28.000 euro (ossia 13.000 euro) sarà calcolata un’addizionale regionale all’1,43%; sul restante del reddito (1.000 euro) si applicherà infine l’aliquota del 3,32%.