martedì, 21 Aprile 2026
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Manifestazione, oggi a Firenze taxi in corteo. Problemi per il traffico

Si prevedono disagi al traffico per la manifestazione indetta oggi (29 aprile) a Firenze dalle associazioni di categoria dei taxi per chiedere sostegno al settore, messo in ginocchio dall’emergenza Covid e dal crollo del turismo. Il corteo della auto bianche partirà dalla periferia e, passando lungo le principali strade della città e lungo i viali di circonvallazione, il percorso arriverà fino al centro storico con un presidio in piazza Duomo. La manifestazione regionale dei tassisti è stata indetta da Acai taxi, Cna taxi, Confartigianato taxi, Fast-Confsal, Legacoop, Sna Casartigiani, Silt, Tras, Unica taxi Cgil, Uri, Uritaxi.

Manifestazione oggi a Firenze: il percorso dei taxi, dal Ponte all’Indiano a Novoli e ai viali di circonvallazione

Secondo quanto reso noto dalle stesse associazioni di categoria, la manifestazione dei taxi a Firenze prenderà il via alle ore 10 di oggi da via Simone Martini, nella zona del Cavalaccio, per poi imboccare il Ponte all’Indiano e dirigersi a Novoli. Da viale Guidoni il serpentone di vetture passerà da via del Ponte di Mezzo e viale Corsica, per arrivare prima nella zona di Porta a Prato (viale Belfiore) e poi sull’asse Fortezza-piazza della Libertà-viali di circonvallazione, area interessata in questo periodo anche dai lavori per la tramvia (viale Fratelli Rosselli, viale Lavagnini, piazza della Libertà, viale Matteotti, viale Gramsci).

Dopo piazza Beccaria il corteo toccherà viale Giovine Italia, via dell’Agnolo, via Verdi, via dell’Oriuolo, via del Proconsolo, via della Condotta, via dei Magazzini con arrivo in piazza della Signoria e presidio in piazza Duomo. Secondo le previsioni degli organizzatori la manifestazione dovrebbe terminare intorno alle ore 13 nel cuore di Firenze.

I motivi della protesta dei tassisti in Toscana

Al termine della manifestazione sei donne che guidano taxi saranno ricevute dal Prefetto di Firenze Alessandra Guidi, alla quale porteranno le richieste della categoria. Tra queste misure di sostegno economico al settore con un fondo da 800 milioni di euro per il 2021, la sospensione e la proroga dei mutui, dei leasing e dei finanziamenti e un anno bianco fiscale e contributivo per il 2021 e 2022.

Publiacqua, nasce a Firenze l’Officina prevenzione sicurezza

Publiacqua inaugura l’Officina prevenzione sicurezza il cui obiettivo sarà quello di aumentare la cultura della sicurezza all’interno dell’azienda e, conseguentemente, ridurre gli infortuni sul lavoro. La struttura sarà a Firenze, vicina all’impianto di potabilizzazione dell’Anconella. Come descritto dall’azienda sarà “una vera e propria palestra dove allenare la sicurezza e ridurre al minimo i rischi”.

Officina prevenzione sicurezza: come sarà

All’interno sono, ad esempio, riprodotti due ambienti di chiusini stradali (ovvero i tombini), dotati di strumenti di manovra ed è anche possibile allenarsi a lavori che richiedono particolari sforzi fisici come ad esempio il trasporto di prodotti chimici. Attenzione anche al rischio elettrico: dentro Ops è riprodotta una cabina elettrica e sono presenti varie tipologie di quadri elettrici.

A breve ci sarà anche un visore per l’allenamento in realtà virtuale in modo da simulare il trattamento e la movimentazione dei prodotti chimici di uso più comune per le operazioni all’interno di impianti dell’acquedotto. Spazio anche alle aule per la formazione e ad un ambulatorio medico.

Lorenzo Perra: “l’Officina sarà un luogo dedicato all’addestramento”

“La struttura che inauguriamo oggi è un vanto per Publiacqua e per tutti i suoi lavoratori – ha detto il presidente di Publiacqua Lorenzo Perra -. L’attenzione alla sicurezza ed alla salute è fondamentale in assoluto e lo è a maggior ragione per un’azienda come la nostra che gestisce un servizio di prima necessità per i cittadini. Da oggi i nostri lavoratori hanno a disposizione un luogo dedicato all’addestramento dove apprendere la cultura della sicurezza e dove simulare nel modo più realistico possibile operazioni complesse e situazioni difficili a cui poi si trovano di fronte nell’operare quotidiano”.

Zona arancione: quando posso andare in un negozio fuori dal mio comune

Quali negozi sono aperti in zona arancione secondo le regole dei Dpcm e dei decreti Covid? Posso andare in un negozio fuori dal mio comune o in un centro commerciale in un comune diverso per fare shopping se mi trovo in zona arancione? Le boutique di abbigliamento sono chiuse? Con il passaggio di alcune regioni nella zona arancione sono molti i dubbi che riguardano lo shopping, dalle piccole botteghe, ai grandi centri commerciali. Ecco una guida sintetica per capire cosa si può fare e cosa no.

I negozi sono aperti in zona arancione, quelli dei centri commerciali sono chiusi il weekend

Dai negozi di abbigliamento ai parrucchieri, dai fiorai ai centri estetici in zona arancione tutti gli esercizi commerciali al dettaglio possono restare aperti secondo i consueti orari, anche sabato e domenica rispettando i limiti su quante persone possono entrare. Fanno eccezione i negozi dei centri commerciali, che come in fascia gialla e rossa, anche in zona arancione sono aperti solo dal lunedì al venerdì e devono stare chiusi durante il weekend e nei giorni festivi.

All’interno dei centri commerciali, nei fine settimana, possono restare attivi solo i punti vendita alimentari, le farmacie e parafarmacie, i presidi sanitari, i negozi di prodotti agricoli e florovivaistici (per esempio i fioristi), le lavanderie, le tabaccherie, le edicole e le librerie. Secondo le regole del “vecchio” Dpcm e del nuovo decreto riaperture in zona arancione non sono consentiti gli spostamenti intercomunali e si può andare nei negozi fuori comune solo in casi specifici (vedi sotto). Chiusi invece i ristoranti e i bar, anche a pranzo: i primi possono fare asporto fino alle 22, i secondi chiudono alle 18 anche per il take away.

Zona arancione, posso andare in negozi fuori comune? E a fare shopping in un centro commerciale?

Come detto in zona arancione non si può lasciare il territorio del proprio comune di residenza se non per motivi di salute, lavoro o necessità: ad esempio non è possibile fare visita a congiunti, amici e fidanzati non conviventi che vivono in comuni diversi. Non c’è più la deroga che consente lo spostamento fuori dai confini comunali, una volta al giorno, ma solo all’interno del comune (per 4 persone). Per quanto riguarda i negozi e centri commerciali fuori comune, in zona arancione questo tipo di spostamento per lo shopping è consentito solo a specifiche condizioni, come riportano le FAQ sulle regole anti-contagio pubblicate sul sito del governo.

Si può uscire dal comune per andare in un negozio per comprare un “bene durevole” di una determinata marca (ad esempio un’automobile, una cucina, una scrivania) se nella propria città non sono disponibili “punti vendita necessari alle proprie esigenze“, si legge sul sito della presidenza del Consiglio. In questo caso “lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati” (qui il modulo di autocertificazione per la zona arancione). Allo stesso modo si può fare la spesa in un supermercato fuori comune se una città vicina presenta “una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze”.

A che distanza posso andare?

Nelle FAQ del governo viene specificato che il negozio (anche dentro un centro commerciale), non disponibile sul territorio della propria città o più conveniente, si deve trovare in un comune contiguo, quindi confinante, ma non viene chiarita la distanza massima percorribile. Non si può comunque macinare chilometri per andare in un centro commerciale o in un negozio dall’altra parte della regione.

Ogni quanto cambiano i colori delle regioni: quando si decide la zona

Un’Italia divisa tra zona gialla, arancione e rossa. Ma ogni quanto cambiano i colori delle regioni e quando si decide il cambio di zona? La mappa viene stabilita ogni settimana, quando l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fa il punto sull’andamento dell’epidemia e il Ministro della Salute Roberto Speranza firma l’ordinanza sul “semaforo Covid”, ma non tutti i colori delle regioni cambiano ogni 7 giorni: dipende infatti dalla situazione di rischio di ogni zona. Il nuovo decreto legge riaperture, in vigore fino al 31 luglio 2021, ha rinnovato le regole dell’ultimo Dpcm sulla permanenza minima nelle fasce di rischio maggiori, come la zona arancione e rossa. Facciamo il punto su quando cambiano i colori delle regioni d’Italia.

Ogni quanto cambiano colore le regioni italiane e quando si decide il cambio di zona

Il calendario che scandisce il cambio di colore delle regioni italiane è ormai rodato: ogni venerdì nel primo pomeriggio arriva l’aggiornamento del monitoraggio settimanale dell’Istituto di Sanità che prende in considerazione 21 parametri diversi, tra cui anche l’indice Rt (che misure la trasmissibilità del virus) e l’incidenza dei contagi ogni 100.000 abitanti; sempre venerdì pomeriggio il Ministero della Salute decide quali regioni cambiano zona e colore; nella stessa giornata il ministro Roberto Speranza firma l’ordinanza con la “mappa” dei nuovi colori.

Con l’arrivo del governo Draghi, l’entrata in vigore dei cambi di colore, da una zona di rischio minore a una fascia di allerta maggiore (ad esempio dalla zona arancione a quella rossa), è fissata il lunedì successivo all’ordinanza. In sostanza ogni venerdì vengono decisi i colori delle regioni e chi va in zona bianca, gialla, arancione e rossa dalla settimana successiva, mentre il cambio di colore scatta quando entra in vigore l’ordinanza. Discorso diverso per le zone rosse locali, che riguardano singoli comuni o singole province che vanno in lockdown. Queste vengono decise anche durante la settimana dai sindaci e dai governatori delle Regioni d’intesa con in governo.

Ogni quanto cambiano i colori delle regioni: fino a quando dura la zona rossa e quella arancione

Il decreto Draghi del 22 aprile 2021 ha confermato solo in parte le regole del Dpcm di marzo per la zona rossa. Nel caso di una retrocessione per un indice Rt uguale o superiore a 1,25, la permanenza minima di una regione in zona rossa e arancione è di almeno 15 giorni: ciò vuol dire che chi finisce nella fascia di rischio maggiore deve rimanerci per almeno due settimane. Il cambio di colore entra in vigore dal lunedì e se per due settimane i dati dei contagi restano sotto controllo, la promozione nella zona di rischio inferiore avviene dal terzo martedì successivo all’ordinanza.

Discorso diverso invece per le regioni che diventano zona rossa per aver “sforato” il limite di 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti: in questo caso il nuovo decreto non dice ogni quanto cambiano i colori. Dunque è possibile essere promossi da zona rossa ad arancione anche dopo una settimana.

Il prossimo cambio dei colori Covid: fino a quando dura la zona gialla

Per quanto riguarda la zona gialla e quella bianca il decreto non prevede un periodo minimo di permanenza in zona gialla: basta una settimana di dati in peggioramento per finire nei successivi 15 giorni in arancione o addirittura in zona rossa se la situazione è gravemente peggiorata.

Fino a quando dura la zona gialla? Ecco i parametri che entrano in gioco:

  • con un’incidenza dei contagi inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per 3 settimane consecutive si è in zona bianca
  • con un indice Rt sotto 1 si è in zona gialla
  • con un indice Rt superiore o uguale a 1 le regioni cambiano colore e passano in automatico dalla zona gialla a quella arancione e qui devono rimanere per almeno 15 giorni
  • con un indice Rt superiore a 1,25 c’è la retrocessione automatica in zona rossa e qui si deve restare per almeno 15 giorni
  • con un’incidenza dei casi superiore a 250 positivi ogni 100.000 abitanti le regioni vanno in automatico in zona rossa dal lunedì successivo. In questo caso la zona rossa può durare anche solo 1 settimana

Le norme non escludono, nel caso di una situazione dei contagi in netto aggravamento, un passaggio diretto da zona bianca (o gialla) a rossa.

La promozione in una zona con un rischio minore: quando si può tornare in gialla

Il cambio di colore delle regioni deve essere graduale: quando finisce la zona rossa si viene promossi in zona arancione, ma non è possibile saltare direttamente in gialla. Ecco quindi ogni quanto le regioni cambiano colore, con la spiegazione sintetica del meccanismo dei colori e delle zone Covid:

  • Le regioni in zona bianca e gialla rischiano la retrocessione ogni 7 giorni, se i dati sono in peggioramento (Rt uguale o superiore a 1).
  • se nelle regioni in zona arancione i dati peggiorano (Rt uguale o superiore a 1,25 o un incidenza di 250 casi ogni 100.000 abitanti) si finisce automaticamente in zona rossa dal lunedì successivo. Per tornare in zona gialla servono dati in miglioramento per 2 settimane consecutive
  • con dati in costante miglioramento, il cambio di colore da zona rossa ad arancione avviene dopo almeno 15 giorni se le restrizioni sono state decise per le regioni a seguito di un Rt uguale o superiore a 1,25. Se si è finiti in zona rossa per l’incidenza dei casi superiore a 250 ogni 100.000 abitanti, la promozione in arancione può avvenire anche dopo una settimana.

Tutto questo al netto di eventuali ricorsi delle Regioni o errori nella comunicazione dei dati sui contagi alla cabina di regia.

Firenze Rocks 2021, festival annullato: si farà nel 2022. Il rimborso dei biglietti

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Niente da fare. Firenze Rocks 2021 è stato annullato: il grande festival alla Visarno Arena che era già stato riprogrammato per via dell’emergenza Covid si farà nel 2022. Per l’anno prossimo sono stati confermati i concerti in programma dei Green Day e dei Weezer, mentre novità sull’esibizione dei Red Hot Chili Peppers al Firenze Rocks e sul programma dell’evento saranno annunciate presto, fa sapere Live Nation Italia. Rese note anche le modalità per richiedere il rimborso dei biglietti già emessi per Firenze Rocks 2021.

Firenze Rocks 2022: le nuove date in programma alla Visarno Arena

Confermata la location della Visarno Arena. Firenze Rocks 2022 si farà dal 16 al 19 giugno, da giovedì a domenica, in un periodo analogo a quello scelto per il 2021 e, prima ancora, per il 2020 quando il festival era stato annullato a seguito dell’emergenza coronavirus. “Mai avremmo pensato di dover rimandare il nostro appuntamento non una, ma due volte – si legge in una nota ufficiale di Live Nation – la sicurezza di tutti rimane però l’assoluta priorità, e desideriamo garantirvi la migliore esperienza di festival possibile, quando la situazione ci permetterà di riunirci ancora”.

Per quanto riguarda il programma di Firenze Rocks 2022 i Green Day e i Weezer sono stati confermati nella data di apertura, il 16 giugno, per i Red Hot Chili Peppers, come detto, si attende la conferma ufficiale del giorno, mentre il concerto di Vasco Rossi non sarà all’interno del festival. Il Non Stop Live tour farà tappa sempre all’Ippodromo del Visarno di Firenze il 3 giugno 2022.

Firenze Rocks 2021 annullato, come richiedere il rimborso dei biglietti

I  biglietti precedentemente acquistati per la data di Firenze Rocks 2021 del 17 giugno resteranno validi per i concerti dei Green Day e dei Weezer del 16 giugno 2022, ma si potrà richiedere anche il rimborso tramite voucher entro il 27 maggio 2021. Chi invece ha comprato l’abbonamento a 3 o 4 giorni dell’edizione 2020 o 2021 può richiedere il rimborso entro il 27 maggio 2021 sui siti presso i quali si sono stati acquistati i biglietti, seguendo le modalità riportate sui portali Ticketone, Ticketmaster o Vivaticket. Informazioni sul sito di Firenze Rocks.

Giani: “Auspico portare coprifuoco un’ora dopo”

I cittadini toscani possono sperare di poter portare il coprifuoco dalle ore 22 alle 23. A dirlo il governatore della Toscana Eugenio Giani, intervenuto a ‘Un giorno da pecora‘ su Rai Radio 1.

Giani: “Risultati dei contagi in diminuizione. Il coprifuoco sarà messo in discussione”

“Nell’arco – ha spiegato Eugenio Giani – di un paio di settimane si ridiscute sulla base di come va l’andamento pandemico, e i risultati dei contagi almeno qua in Toscana sono in riduzione netta, quindi sono convinto che anche questo aspetto del coprifuoco alle 22 sarà rimesso in discussione. Il mio auspicio è che possa essere portato magari a un’ora dopo, quantomeno da metà maggio, e poi nel periodo estivo possa essere superato”.
Giani ha ricordato che “in Toscana siamo già a 1,1 milioni di dosi di vaccino che sono state somministrate” e per questo si spera in un calo dei contagi.

Dalla Regione Toscana 19 milioni per le persone con disabilità gravissima

La Giunta regionale della Toscana, su proposta dell’assessore al sociale Serena Spinelli, ha approvato una delibera con la quale stanzia 18,7 milioni destinati alle persone con gravissime disabilità perché possano assumere chi è in grado di prendersi cura di loro.

Fondo nazionale per la non autosufficienza

Lo stanziamento, che deriva dal Fondo nazionale per la non Autosufficienza, riguarda i 7 milioni che vanno a saldare le quote relative al 2019 e gli oltre 11 che sono una parte del fondo 2020. Le risorse andranno alle 16 Società della salute e alle 10 Zone distretto. Il contributo sarà variabile: da un minimo di 700 a un massimo di 1000 euro al mese. Le persone con gravissime disabilità alle quali è stata data una risposta in termini di contributo per il sostegno all’assistenza al domicilio sono ad oggi circa 1.640 in tutta la regione.

Regione Toscana: un contributo per i percorsi domiciliari di assistenza per le disabilità

“Confermiamo un contributo – ha spiegato Spinelli – destinato a chi non è autosufficiente ma ha diritto a continuare a vivere nel miglior modo possibile nel proprio ambiente domestico e familiare, secondo le proprie aspettative. E che per farlo ha bisogno dell’aiuto di un assistente personale. Un contributo tramite il quale da anni la Regione intende sostenere i percorsi domiciliari di assistenza e cura per persone con gravissime disabilità, con l’obiettivo, appunto, di evitare o comunque differire il più possibile il ricovero in strutture sociosanitarie”.

Zanzara tigre, a Firenze l’ordinanza per prevenire malattie infettive

Prevenire e controllare malattie infettive trasmissibili all’uomo attraverso la puntura della zanzara tigre. È l’obiettivo dell’ordinanza sindacale a Firenze che introduce obblighi per soggetti pubblici e privati e in particolare per i responsabili di aree particolarmente critiche come cantieri, aree dismesse, piazzali di deposito, parcheggi, vivai e altre attività che possano dar luogo a piccole raccolte d’acqua e quindi a focolai larvali.

Zanzara tigre: obblighi e regole a Firenze

L’ordinanza resterà in vigore fino al 30 novembre prossimo. Gli obblighi riguardano in primo luogo tutti i privati cittadini, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive e in generale tutti coloro che hanno l’effettiva disponibilità di abitazioni o aree aperte, anche inutilizzate.

Zanzara tigre: il Comune di Firenze effettuerà trattamenti specifici

In presenza di casi accertati di malattie virali trasmesse da zanzara tigre o di infestazioni localizzate di particolare consistenza, specie nelle aree vicine a luoghi sensibili come scuole, ospedali, strutture per anziani, il Comune provvederà – su indicazione dell’autorità sanitaria – a effettuare specifici trattamenti per la rimozione dei focolai larvali. Le violazioni all’ordinanza sono soggette a una sanzione amministrativa fino a 500 euro.

 

Zanzara tigre, il decalogo per ”salvarsi”

 

Meteo Firenze oggi (mercoledì 28 aprile): niente sole, resta la pioggia

Cielo ancora grigio e con pioggia anche oggi (mercoledì 28 aprile) a Firenze: secondo gli esperti meteo del LaMMa sembra difficile, se non impossibile, che nelle prossime ore il sole torni spuntare da dietro le nuvole. Il tempo non migliorerà nemmeno domani (giovedì 29 aprile) a Firenze: si preannuncia una giornata ancora piovosa, con deboli piogge che potranno portare anche a possibili temporali intorno a metà pomeriggio.

Il meteo di oggi (28 aprile) a Firenze: cielo ancora coperto nel pomeriggio e in serata possibile pioggia

Dopo una prima mattinata, quella di oggi (28 aprile), caratterizzata dalla pioggia, nel pomeriggio il cielo rimarrà prevalentemente nuvoloso e coperto. Secondo le previsioni meteo del LaMMA per la Toscana, le precipitazioni tenderanno a isolarsi nelle zone Appenniniche nella seconda parte della giornata soprattutto in serata.
Qualche pioggia debole, alternata a schiarite, potrebbe tornare a cadere in serata a Firenze (intorno alle 20). Nella giornata di oggi le temperature massime resteranno stazionarie (per Firenze la massima stimata 18°).

Le previsioni per domani (giovedì 29 aprile) in Toscana e a Firenze

La nuvole e la pioggia saranno protagoniste anche nella giornata di domani (giovedì 29 aprile). In Toscana secondo le previsioni diffuse dal LaMMA, la giornata sarà caratterizzata da cielo nuvoloso o molto nuvoloso soprattutto la mattina con deboli precipitazioni più probabili sulle zone occidentali della regione, mentre una maggiore variabilità caratterizzerà invece le ore pomeridiane. A Firenze per tutta la giornata di giovedì le previsioni degli esperti segnalano deboli piogge, che intorno a metà pomeriggio potrebbero dar luogo a temporali. Per domani la temperatura massima stimata a Firenze è 20°.

Zona arancione, bar e ristoranti aperti o chiusi a pranzo? Le regole

In zona arancione bar e ristoranti non sono aperti a pranzo, secondo il decreto riaperture entrato in vigore ad aprile e che resterà valido a maggio, giugno e fino al 31 luglio 2021. Il segnale positivo è arrivato invece per la zona gialla, reintrodotta dal 26 aprile per le regioni con contagi sotto controllo: in questi territori, a differenza della fascia arancione, è consentita l’apertura dei ristoranti a pranzo e a cena, ma solo negli spazi aperti ed entro i limiti del coprifuoco.

In zona arancione i bar e ristoranti sono aperti o chiusi a pranzo? Cosa dicono le regole anti-Covid del decreto

Il decreto legge del 22 aprile del governo Draghi ha rinnovato le regole dell’ultimo Dpcm, anche per bar e ristoranti: in zona arancione sono chiusi al pubblico e possono restare aperti solo per l’asporto. I primi possono fare take away fino alle 22, i bar classificati con il codice Ateco 56.3 chiudono invece alle 18 e dopo quell’ora non possono fare asporto. No quindi al pranzo e alla cena al ristorante in zona arancione.

Stesse restrizioni anche per la zona rossa. Secondo le regole anti-Covid in zona gialla è prevista l’apertura di bar e ristoranti a pranzo e a cena, escludendo l’attività al chiuso, e con un limite di persone al tavolo.

Le regole per l’apertura dei ristoranti in zona arancione (e rossa)

Dunque dal 26 aprile non è cambiato nulla per il mondo della ristorazione in zona arancione, ecco in sintesi le regole:

  • in zona arancione bar e ristoranti non sono aperti né a pranzo, né a cena. Vietato il servizio ai tavoli all’aperto e la consumazione nei pressi dei locali
  • i ristoranti e i bar possono essere attivi solo per l’asporto di cibo e bevande
  • in zona arancione i ristoranti sono aperti per l’asporto fino alle 22, i bar con codice Ateco 56.3 sono chiusi dalle ore 18
  • non ci sono limiti di orario per la consegna a domicilio

Sul sito del governo le risposte ai dubbi più comuni su cosa si può fare nei diversi colori Covid.