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Giuseppe Conte torna all’Università di Firenze come professore

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Da capo del governo a prof universitario. L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte tornerà all’Università di Firenze dove prima del suo impegno a Palazzo Chigi insegnava diritto privato. Ai cronisti che a Roma gli chiedevano lumi sul suo futuro, l’avvocato pugliese ha risposto che “è terminata l’aspettativa e quindi riprenderò sicuramente ad andare a Firenze, come professore dell’università”. L’ex premier non chiude però la porta all’impegno politico.

Il decreto del rettore: Giuseppe Conte torna all’Università di Firenze come professore

Intanto il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei ha firmato oggi (15 febbraio) il decreto con cui Giuseppe Conte riprende servizio presso l’ateneo, come professore ordinario a tempo definito di Diritto privato presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche. L’aspettativa (obbligatoria e non retribuita) era scattata per legge il 31 maggio 2018, giorno in cui Conte era stato incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare il nuovo governo.

Adesso l’ex premier incontrerà il rettore, che nei giorni scorsi aveva detto di “aspettare a braccia aperte” il ritorno di Conte. Probabilmente il suo vero e proprio rientro all’insegnamento slitterà in avanti, visto che è già stata stabilita la programmazione didattica per il secondo semestre di questo anno accademico. Le lezioni in presenza nelle aule dell’ateneo fiorentino riprendono in questi giorni, solo per il primo anno delle lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, con prenotazione online.

L’impegno politico

Intanto l’ex presidente del Consiglio rimane possibilista sul suo futuro politico, dopo essersi messo a disposizione del Movimento 5 Stelle. Non si sbilancia però su come proseguirà l’impegno. “Ci sono tanti modi di partecipare alla vita politica – ha detto un’intervista video al sito del Fatto Quotidiano – lo vedremo insieme agli amici con cui abbiamo lavorato”.

Giuseppe Conte era già tornato all’Università di Firenze, due anni e mezzo fa, per una  lectio magistralis alla facoltà di Giurisprudenza.

Dante Alighieri non era un tipo pop. La Crusca e il Sommo Poeta

Se Dante Alighieri si ritrovasse per qualche ora nel XXI secolo probabilmente non è davanti a un pc o a uno smartphone che passerebbe il tempo a disposizione. Mettiamo però che, per caso, si imbatta in uno dei tanti video pubblicati da popolarissimi youtuber: cosa penserebbe? Li considererebbe ambasciatori moderni della lingua italiana? “Non penso proprio. Con ottime probabilità li disprezzerebbe”. È granitico il professor Claudio Marazzini, linguista e presidente dell’Accademia della Crusca che nell’anno in cui ricorrono i 700 anni dalla morte del sommo poeta dedica mostre e iniziative alla sua memoria.

“In vita Dante non ebbe nessun atteggiamento di simpatia popolare. L’unica scelta popolare che fece fu quella della lingua, e in questo senso ebbe la sensibilità del divulgatore. Ma per il resto fu sempre un aristocratico – continua Marazzini –.  È celebre la novella di Franco Sacchetti (che fa parte della raccolta Il Trecentonovelle, scritte dal Sacchetti alla fine del Trecento, ndr) intitolata “Dante Alighieri fa conoscente uno fabbro e uno asinaio del loro errore, perché con nuovi volgari cantavano il libro suo” in cui Dante sente un fabbro recitare male i versi della Divina Commedia, così prende i suoi ferri e li butta in strada. Alle rimostranze del fabbro risponde in soldoni, Tu rovini l’opera mia e io la tua”. Dante era aristocratico e superbo”.

Sommo Poeta sì, ma solo col passare del tempo

Insomma, l’autore del Convivio e del De vulgari eloquentia non era proprio un tipo simpatico. Tant’è che a lungo non riscosse – per vari motivi, da ricercare anche nel suo impegno politico – nemmeno l’approvazione di molti studiosi. Difatti “sommo”, Dante, lo è diventato col tempo. Il poeta, scrittore e uomo politico, conosciuto nei cinque continenti e considerato il padre della lingua italiana, non è sempre stato una star. O meglio, era un personaggio molto popolare anche al suo tempo, ma non era universalmente apprezzato e riconosciuto come un maestro.

Ad esempio Pietro Bembo, grammatico, poeta e umanista, un paio di secoli dopo la morte di Dante si guardava indietro additandolo come un modello imperfetto, talvolta volgare, autore di testi che avrebbe fatto meglio a non scrivere. Meglio Petrarca, se si doveva scegliere una guida tra i padri fondatori della lingua. E questa storia è andata avanti nel tempo. “Anche nei secoli successivi non era sempre il preferito – continua Marazzini –. La preferenza per Dante arriva nell’Ottocento, negli anni in cui nasce l’Italia. Giuseppe Mazzini lo dice con chiarezza: non si può esser italiani senza aver letto Dante”.

L’Accademia della Crusca e Dante Alighieri

“Gli accademici hanno sempre guardato a Dante con interesse speciale. Ma alla fine del Cinquecento, quando nasce l’Accademia della Crusca, qualcuno aveva fatto le pulci al sommo poeta”. Nessuno oggi oserebbe contestare un verso dell’autore della Divina Commedia. Schiere di studenti potrebbero giurare di essersi sognati l’Alighieri, con la sua veste purpurea, bacchettarli per un accento sbagliato o una terzina dimenticata. Eppure è così. Ma arriva un momento in cui l’Italia salda il conto lasciato in sospeso con Dante e questo momento è l’Unità.

“La Crusca, come tutti gli italiani, considera Dante il padre della nostra lingua. E già nel Seicento gli accademici lo collocano al primo posto della loro personale classifica pubblicando, nel 1695, la Divina Commedia con il marchio dell’Accademia della Crusca”. Ma, sempre ritornando a quella famosa macchina del tempo, cosa penserebbe Dante di neologismi come “friendzonare” o “blastare”? “Non lo so. Quello che posso dire è che Dante stesso fu autore di alcuni neologismi, quindi probabilmente non si scandalizzerebbe molto. Però c’è da specificare una cosa al riguardo: l’Accademia della Crusca riceve ogni anno numerosissime segnalazioni di neologismi (da bofu a whattsappare, da fasarsi a skillare, da svapare a vegefobia e la lista sarebbe ancora molto lunga, ndr), ma non tutte queste parole diventano poi di uso comune ed entrano a far parte dei vocabolari ufficiali”.

I neologismi e Dante

Per intendersi, prima che un nuovo termine entri ufficialmente a far parte del lessico italiano devono passare un po’ di anni e deve entrare veramente nella testa e nelle abitudini delle persone. Non si deve trattare di occasionalismi, ovvero di meteore linguistiche. “Non so se friendzonare entrerà a tutti gli effetti a far parte della nostra lingua, ma – ad esempio – spoilerare viene ormai utilizzato con grande frequenza di alcuni anni”. Insomma, anche le nuove parole si ritrovano a un certo punto in una selva oscura e non si sa se il loro destino sarà poi uscirne o smarrirsi per sempre ed essere dimenticate. “Tutti possono inventare un neologismo ma non tutti sono sicuri che duri nel tempo”, prosegue il professore.

Ma quali erano i neologismi danteschi? “Ad esempio immiarsi e intuarsi sono neologismi di Dante e significano, rispettivamente, io che mi faccio te e tu che ti fai me”. Molto poetici ma non esattamente di uso quotidiano. “Eppure, per l’autorevolezza dantesca, questi termini sono riportati in tutti i vocabolari italiani”. Come a dire: ubi maior… friendzonare cessat.

Fino a quando dura la zona arancione in Toscana

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Fino al 1° marzo o ancora per tre settimane? La retrocessione è cosa recente, ma in tanti si chiedono fino a quando dura la zona arancione in Toscana. Se è bastata una settimana di dati in peggioramento per dire addio alla fascia gialla dopo oltre un mese di permanenza, servirà di più per tornare nella “zona promozione”. A stabilire per quanto tempo la Toscana deve rimanere in zona arancione prima di ambire a un cambio di colore Covid sono le regole del Dpcm, ma influire  sull’eventuale ritorno in giallo sarà anche l’evoluzione dei contagi.

Per quanto tempo la Toscana deve restare in zona arancione: almeno due settimane

Partiamo dalle regole del Dpcm. L’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio, valido fino al 5 marzo, disciplina la mappa dell’Italia a colori e stabilisce fino a quando deve durare la zona arancione – in Toscana come nel resto del Paese – prima che si valuti un’eventuale ritorno in fascia gialla. Nel caso di una retrocessione, la permanenza minima in una zona di rischio maggiore è di almeno 15 giorni, ossia il tempo della validità dell’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza. Sempre che nel frattempo i parametri epidemiologici non peggiorino ulteriormente, spingendo la regione in zona rossa.

Quindi in Toscana la zona arancione deve durare almeno fino a lunedì 1° marzo, ma per una promozione servono due settimane consecutive di dati da fascia gialla, uniformi. E i numeri dell’ultima settimana, in base ai quali sarà elaborato il nuovo monitoraggio settimanale per i cambi di colore, rischiano di allungare i tempi. Tra l’8 e il 14 febbraio i contagi di Covid in Toscana sono stati in tutto 4.757 con un aumento del 14% rispetto alla settimana precedente e un picco che ha superato gli 800 positivi giornalieri.

In Toscana fino a quando dura la zona arancione Covid. Gli esperti: rischio anche a marzo

La Toscana potrebbe rimanere in zona arancione non solo per due settimane, mette in guardia l’Ars, l’Agenzia regionale di Sanità nel suo report settimanale sul Covid. Nelle ultime 5 settimane, dicono gli esperti, sono aumentati i contagi, soprattutto tra gli under 44 con sintomi lievi, ma la pressione sugli ospedali è ancora sotto controllo, con solo il 15% dei posti letto occupato da pazienti Covid. A preoccupare sono le varianti, che velocizzano la diffusione del virus.

La crescita dei sintomatici anche con forme più leggere della malattia fa alzare comunque l’indice Rt, che misura la trasmissibilità del virus. Sopra 1, come successo per la Toscana, scatta in automatico la retrocessione in arancione e sopra 1,25 il passaggio in zona rossa è obbligato. Difficile dire quindi fino a quando dura la zona arancione in Toscana, se due, tre o quattro settimane: un quadro più limpido si potrà avere con la pubblicazione del monitoraggio di venerdì.

Il calendario del cambio di colore

In conclusione quindi la Toscana resterà in zona arancione di sicuro fino al 1° marzo, ma visti i dati della settimana scorsa (su cui sarà elaborato il nuovo monitoraggio) il rischio è di rimanerci almeno fino all’8 marzo, se le regole saranno confermate anche dal nuovo Dpcm. Secondo l’Ars per prossimi tre mesi e mezzo a livello nazionale l’introduzione di misure anti Covid sarà “a elastico”: promozioni in zona gialla, seguite poi da retrocessioni in fasce di rischio maggiore per l’aumento dei contagi. Una flebile speranza arriva dalla campagna vaccinale che ora in Toscana prosegue con over 80 e insegnanti.

Covid Toscana, oggi (15 febbraio) giù i contagi, ma meno tamponi: i dati

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428 nuovi contagi di Covid in Toscana, oggi (15 febbraio 2021), ma a influire sul bollettino della Regione, come succede ogni lunedì, è il basso numero di tamponi effettuati durante il weekend. I test compiuti in una giornata sono stati poco più di 7.600, tra tamponi molecolari e test antigenici rapidi, contro gli oltre 16.000 della giornata precedente. Tutto ciò si riflette sull‘aumento del tasso dei nuovi positivi, che sale dal 7,7% di ieri al 9,6%, di oggi. Questo significa che su 100 persone sottoposte al tampone in Toscana per la prima diagnosi, quasi 10 sono risultate positive al Covid.

Secondo i dati del bollettino del 15 febbraio, in Toscana aumentano le persone attualmente positive al Covid, segno più anche per i ricoverati. 18 i morti comunicati oggi, che portano il totale delle vittime dall’inizio dell’emergenza coronavirus a  4.449 vittime. Intanto la Toscana vive il suo secondo giorno in zona arancione.

Covid in Toscana: i dati del bollettino di oggi (15 febbraio)

  • Nuovi contagi di Covid in Toscana: 428 (ieri 725)
  • Tamponi molecolari in un giorno: 5.225 (11.852 nella giornata passata)
  • Tamponi antigenici rapidi in un giorno: 2.459 (ieri 4.288)
  • Totale test in un giorno: 7.684 (ieri 16.140)
  • Tasso di positività, inclusi i tamponi di controllo: 5,57%
  • Tasso di positività, prime diagnosi: 9,6% (ieri 7,7%)
  • Persone attualmente positive:  12.336 (+1,4%)
  • Ricoverati in ospedale: 845 (+22)
  • di cui 132 in terapia intensiva
  • Decessi comunicati oggi: 18
  • Totale contagiati dall’inizio dell’emergenza: 143.803
  • Totale morti dall’inizio dell’emergenza: 4.449
  • Totale guariti dall’inizio dell’emergenza: 127.018 (239 nell’ultima giornata)

Questa la situazione nelle province della Toscana, con i dati totali dei contagi di Covid dall’inizio dell’emergenza e la variazione di positivi comunicata nel bollettino di oggi, 15 febbraio: 39.781 casi complessivi a Firenze (87 in più rispetto a ieri), 12.099 a Prato (39 in più), 12.556 a Pistoia (63 in più), 9.172 a Massa (43 in più), 14.714 a Lucca (56 in più), 19.067 a Pisa (47 in più), 11.187 a Livorno (48 in più), 12.895 ad Arezzo (17 in più), 6.963 a Siena (25 in più), 4.814 a Grosseto (3 in più).

Vaccino anti-Covid, la situazione

Oggi è partita la fase di test per il vaccino anti-Covid destinato agli over 80, con 84 somministrazioni in 12 studi medici toscani. Questi i dati aggiornati:

  • Totale vaccini anti-Covid somministrati in Toscana: 196.196.419419 (dato aggiornato alle ore 13.30 di oggi)

di cui

  • prime dosi 124.789
  • richiami 71.630

Dove vedere Fiorentina Spezia in tv: Sky o Dazn?

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Dopo la seconda sconfitta consecutiva, per i viola la classifica inizia a farsi preoccupante. Venerdì 19 febbraio alle 18.30, la Fiorentina incontrerà lo Spezia allo Stadio Artemio Franchi. Un incontro da non perdere: ma dove vederlo in tv, su Sky o Dazn?

Dove vedere Fiorentina Spezia in tv: sky o dazn?

La partita sarà trasmessa in diretta e in esclusiva dai canali satellitari Sky: Sky Sport  (numero 252 del satellite) anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. 

Dove vedere Fiorentina Spezia in streaming

Gli abbonati Sky potranno seguire la partita anche su Sky Go, l’app di streaming in diretta per seguire i programmi del proprio pacchetto Sky anche su pc, tablet e smartphone.
Fiorentina Spezia sarà trasmessa inoltre anche su NowTv, la piattaforma di streaming a pagamento.
La radiocronaca in diretta sarà trasmessa da RadioRai.

Fiorentina Spezia in chiaro? 

Non ci sono opzioni per vedere Fiorentina Spezia in chiaro.

La Fiorentina perde con la Samp e la classifica è preoccupante

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Seconda sconfitta consecutiva per la Fiorentina che dopo l’Inter perde anche a Genova contro la Sampdoria una gara che doveva essere, invece, vinta per migliorare una classifica che si fa sempre più preoccupante: quintultimo posto, sette punti dal Cagliari, terzultimo. Cesare Prandelli senza Ribery, che si è fermato per il riacutizzarsi di un vecchio problema fisico, si è affidato a Pulgar a centrocampo, con la coppia Kouame Vlahovic in attacco. Claudio Ranieri sceglie Damsgaard, lasciando Candreva in panchina.

Primo Tempo

La Fiorentina soffre a centrocampo e la Sampdoria ci prova all’11’ Damsgaard. Il tiro però è parato facilmente da Dragowski. Al 30’ Thorsby supera Castrovilli al limite dell’area, sugli sviluppi dell’angolo battuto da Ramirez, Keita è abile a infilarsi sul primo palo fra Vlahovic e Dragowski che pasticciano e subiscono l’1-0. La reazione viola è immediata. Al 35’ c’è una punizione dal limite di Pulgar che viene respinta da Audero. Sulla ribattuta interviene Vlahovic che segna il pareggio. Al 43’ ci prova Thorsby, di testa, su cross di Augello. Si va al riposo in parità.

© Tiziano Pucci – Agenzia Fotografica Italiana

Secondo Tempo

La Fiorentina parte bene dopo l’intervallo e al 53’ Milenkovic colpisce di testa un bel pallone che Audero devia sul palo, la successiva conclusione di Pezzella è in fuorigioco. Un minuto dopo Bonaventura sfiora il vantaggio ma la sfera non entra. Al 72’ triangolazione tra Thorsby, Quagliarella e Candreva, questi ultimi due appena entrati in campo, e rete di Quaglarella con un diagonale che beffa Dragowski dopo  una deviazione involontaria di Pezzella. All’85’ ci prova Biraghi con un destro che viene intercettato da Colley. In pieno recupero ci prova Milenkovic di testa ma il difensore manda a lato di un soffio su cross di Biraghi. La Samp vince e la Fiorentina non migliora il sedicesimo posto in classifica anche se rimane inalterato il distacco dalla terzultima.

L’allenatore

Cesare Prandelli non nasconde il rammarico a fine gara. “Sono in difficoltà a commentare questa partita. Ero arrabbiato già sul pareggio, figurarsi uscendo dal campo sconfitti. Abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio tante volte. Siamo troppo frenetici in area di rigore avversaria. La realtà è questa – aggiunge Prandelli – e dobbiamo fare ancora di più per fare punti. Stiamo lavorando per migliorare la mentalità, da un punto di vista tattico e della personalità. Non dobbiamo demoralizzarci, continuare così ed essere meno frenetici in area di rigore avversaria”.

“Voci adolescenti”: al MAD il grido dei ragazzi contro il virus

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È un invito rivolto agli adolescenti di tutto il mondo quello ideato dall’artista Benedetta Manfriani e raccolto da Murate Art District che se ne è fatto promotore. C’è tempo fino al 15 febbraio per partecipare al bando “Voci adolescenti. Call for Quaranteens”. Il progetto raccoglierà una serie di registrazioni audio lunghe al massimo venti secondi nelle quali i ragazzi raccontano il loro punto di vista sui disagi e il dramma della pandemia.

Il progetto dell’artista Benedetta Manfriani

“Il progetto nasce dall’esperienza vissuta quotidianamente da mia figlia adolescente, alle prese con la didattica a distanza da marzo scorso”, spiega Benedetta Manfriani. “Mia figlia, come tutti gli studenti in Dad, trascorre l’intera giornata davanti al monitor per le lezioni e per lo svolgimento dei compiti, parla con gli amici in chat o su una piattaforma online e se ha tempo guarda qualche serie”. “La fatica del primo lockdown – continua Manfriani –, è stata superata con la speranza che tutto si risolvesse velocemente. Ora però, dopo quasi un anno di didattica a distanza, i ragazzi cominciano a manifestare segnali di disagio importanti. Questa impressione di sofferenza è stata confermata dall’incontro con gli alunni di alcune scuole medie che hanno manifestato ansia per la salute dei propri cari, preoccupazione per la situazione economica della famiglia, angoscia per il timore di contagiare i nonni provocandone la morte, grande paura per il futuro”.

Da questa esperienza vissuta in prima persona l’artista ha deciso di trarre ispirazione per la sua prossima opera, un lavoro corale che raccoglierà il “grido” dei ragazzi coinvolti nella pandemia, in tutto il mondo.

“Voci Adolescenti”: un’installazione sonora

L’azione di arte partecipativa proposta dal progetto “Voci Adolescenti” – che al termine del lavoro di ricezione degli audio verrà trasformata in un’installazione sonora – mira a raccogliere la voce dei ragazzi di tutto il mondo (infatti il bando è stato diffuso in italiano e inglese), perché possano lasciare una sorta di traccia sonora emozionale, un unico grido che superi i limiti dello spazio, comunicando attraverso il suono come si percepiscono, come si sentono e chi sono. Una voce, il pezzo di una canzone, un suono, il canto di un uccello, un grido, un rumore.

Il contributo è totalmente libero e anonimo. Chi vuole partecipare può mandare un audio al numero dedicato 320.2505022 o alla mail [email protected] con oggetto “Voci adolescenti”.

Toscana, zona arancione: le regole. Cosa si può fare, cosa prevede, i divieti

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La Toscana diventa zona arancione, con regole più stringenti per gli spostamenti e restrizioni per aperture dei ristoranti e dei bar: ecco cosa prevede il Dpcm per questa fascia di rischio Covid, cosa cambia, cosa si può fare e cosa non si può fare. In Toscana l’Rt, l’indice di trasmissibilità del coronavirus, è salito sopra 1 e scatta in automatico il cambio di colore da domenica 14 febbraio. Così in molti si chiedono qual è la differenza tra zona gialla e arancione, visto che la Toscana era nell’area con le minori restrizioni da 5 settimane consecutive.

Le regole da seguire in zona arancione, previste dal Dpcm, sono ormai un ricordo: l’ultima giornata in cui i toscani hanno “visto” le restrizioni di questo colore Covid risale a più di un mese fa. Vediamo quindi cosa si può fare e cosa no in zona arancione.

Zona arancione toscana: le regole per gli spostamenti tra comuni, ristoranti e bar, divieti e restrizioni

A differenza della zona gialla, in arancione le regole dell’ultimo Dpcm non consentono gli spostamenti tra comuni: da domenica 14 febbraio, quando la Toscana cambia colore, non si può uscire dal proprio comune se non per motivi di lavoro, salute e necessità, da giustificare con l’autocertificazione. Niente gita fuori porta per San Valentino, dunque. In zona arancione è possibile varcare i confini comunali per fare la spesa in un supermercato (vicino) più conveniente, cosa prevista dal Dpcm. Restano poi le regole su quante persone portare in macchina, uguali in tutte le zone.

L’ultimo decreto Covid ha però cambiato la deroga per la mobilità tra comuni: il provvedimento prevede che in zona arancione ci si possa spostare verso un’altra abitazione privata, una volta al giorno tra le 5 e le 22, in massimo 2 persone (a cui aggiungere eventuali figli under 14 e non autosufficienti conviventi) solo all’interno del proprio comune. E quindi stop alle visite a congiunti, ad amici e a fidanzati non conviventi che vivono in comuni diversi. Chi abita in comuni fino a 5.000 abitanti può invece uscire dalla cittadina, se lo spostamento si compie nel raggio di 30 chilometri e senza andare verso i capoluoghi di provincia.

Toscana, zona arancione: regole per negozi, ristoranti e bar. Quando sono aperti

Cosa si può fare in zona arancione? Shopping. Dall’abbigliamento alle scarpe, dai parrucchieri ai centri estetici, nella Toscana color arancione per i negozi non cambia niente, possono restare aperti regolarmente, eccezion fatta per quelli nei centri commerciali, chiusi il sabato e la domenica in tutte le zone. Battuta di arresto per i musei. Restano chiuse tutte le altre attività già bloccate nel resto d’Italia come cinema, teatri, palestre, piscine e centri scommesse.

Con la Toscana in zona arancione, da domenica 14 febbraio, giorno di San Valentino, cambiano le regole per i ristoranti e i bar, ecco cosa prevede il Dpcm: possono rimanere aperti solo per le consegne a domicilio e l’asporto, no alla consumazione al tavolo, al bancone o nei pressi dell’attività. I ristoranti possono fare take away fino alle 22, i bar chiudono alle 18. Nessuna differenza per il coprifuoco: in zona arancione, come in zona gialla, resta il divieto per gli spostamenti dalle ore 22 alle 5. In questa fascia oraria si può uscire di casa solo per motivi di lavoro, salute o necessità. Non è consentito tornare a casa dopo le 22 al termine di una cena da amici.

Si va a scuola, le scuole superiori aperte per metà

Nulla cambia per le scuole anche per quelle superiori, dopo che la Toscana torna in zona arancione: si va a scuola anche nelle prossime settimane. Asili e scuole materne restano in attività. In zona arancione sono aperte le scuole elementari, medie (pure le classi seconde e terze), mentre per gli studenti delle scuole superiori restano le lezioni in presenza al 50%-75% e il resto in didattica a distanza.

È bene ricordare che secondo le regole dell’ultimo Dpcm, gli spostamenti per andare a scuola o accompagnare i figli a lezione sono consentiti, dunque si può uscire dal comune per recarsi in aula.

Toscana, cosa non si può fare in zona arancione: caccia e sport, messa e funerali

Le FAQ del governo sulle regole e le restrizioni della zona arancione chiariscono anche che è vietato andare a caccia fuori dal proprio comune di residenza o di domicilio e così succederà anche in Toscana nel caso di una retrocessione in questa fascia. Stesso discorso per lo sport: si può andare a correre o fare passeggiate all’interno del proprio comune, mentre per allenarsi all’aperto in centri sportivi (sport di base) è possibile uscire dal comune solo se queste strutture non sono presenti nelle città dove si vive.

È possibile andare a messa in una chiesa all’interno del proprio comune, stesso discorso per chi si reca al cimitero. Per quanto riguarda i funerali fuori dal comune di residenza o domicilio, è possibile partecipare a queste esequie solo se si è parenti stretti, fino al 2° grado, oppure se si è l’ultimo parente rimasto in vita.

Cosa si può fare e cosa no in sintesi: cosa prevede la zona arancione

Quindi ecco cosa si può fare in Toscana, da quando scatta la zona arancione:

  • In zona arancione non si può uscire dalla regione se non per motivi di lavoro, salute, necessità
  •  ci si può spostare fuori dal proprio comune solo per motivi di lavoro, salute, necessità e di studio (per andare alle lezioni in presenza)
  • I negozi sono regolarmente aperti, quelli dei centri commerciali chiusi il sabato e la domenica
  • Ristoranti e bar aperti solo per consegne a domicilio e asporto (take away fino alle 22 al ristorante, mentre i bar sono chiusi dalle 18)
  • Le scuole sono aperte in zona arancione, quelle superiori con lezioni in presenza al 50%
  • I musei sono chiusi, come teatri, cinema, palestre, centri scommesse
  • Si può fare una passeggiata all’interno del proprio comune, ma non fuori. Stesse regole per jogging e sport di base all’aperto
  • Si può andare a caccia solo all’interno del proprio comune

Toscana arancione, da quando parte il cambio di colore e zona

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Da quando parte la zona arancione in Toscana: dai gestori dei ristoranti ai comuni cittadini nelle ultime ore la domanda è questa, ci si chiede fino a quando la regione può “godere” delle libertà della zona gialla, prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza del Ministro della Salute (uscente) Roberto Speranza. Sì, perché ormai il cambio di colore della Toscana è ufficiale. Confermata la crescita dell’indice Rt toscano sopra 1, la fatidica soglia che fa scattare in automatico il declassamento.

Intanto preoccupa la situazione dei territori al confine con l’Umbria, tra Chiusi e la Valtiberina, dove si registra la comparsa delle varianti più aggressive del Covid. Venerdì scorso la Toscana ha evitato per un soffio il declassamento dalla zona gialla verso quella arancione, nonostante i primi segnali di allerta. Adesso però la situazione è peggiorata.

Fino a quando la Toscana resta in zona gialla

Da quando è partita la quinta settimana di zona gialla è risultato chiaro che la Toscana stava scivolando verso la zona arancione già dal weekend di San Valentino, per il peggioramento dei parametri Covid. Bisogna infatti tenere in considerazione che il monitoraggio nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità in base al quale si decidono i colori delle regioni si riferisce ai dati di 7 giorni prima, quindi l’incremento dei contagi registrato la settimana scorsa in Toscana si riflette sul nuovo monitoraggio del Ministero della Salute.

Sotto la lente d’ingrandimento degli esperti sono finiti i dati registrati dal 1° al 7 febbraio, quando per la prima volta da dicembre i contagi giornalieri da Covid-19 in Toscana hanno superato quota 700: un andamento tutto in salita. La scorsa settimana i contagi settimanali sono stati 4.162 contro i 3.596 di 7 giorni prima, con un incremento del 15%. I dati impongono un cambio di colore per la Toscana, in zona arancione da quando entrerà in vigore l’ordinanza del Ministro Speranza.

Toscana arancione, da quando parte la nuova zona. Il giorno del cambio di colore Covid

Pubblicato il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, il Ministro della Salute Roberto Speranza firmerà la nuova ordinanza sul cambio di colore delle regioni: ma da quando parte la zona arancione in Toscana? La Toscana diventa zona arancione da domenica 14 febbraio, bocciato invece lo slittamento a lunedì 15, chiesto dai ristoratori che con il cambio di colore perderanno tutto il lavoro pianificato per il pranzo di San Valentino.

La Toscana resterà in zona arancione fino a quando i dati non miglioreranno e – secondo le regole del Dpcm – per almeno 15 giorni. Servono infatti 2 settimane di numeri stabili per ambire alla “promozione”. La Toscana diventa zona arancione da domenica 14 febbraio e, fatti due conti, potrà sperare di tornare in zona gialla solo da lunedì 1° marzo, quando scadrà il periodo minimo di permanenza. Sempre che il miglioramento dei dati sia uniforme e continuo, ma i bollettini di questa settimana fanno presagire nuvole all’orizzonte.

Cosa si può fare: le regole in arancione

Da quando la Toscana passa da zona gialla ad arancione, tornano le limitazioni agli spostamenti fuori comune, bar e ristoranti sono aperti solo per l’asporto e anche i musei sono costretti a chiudere. In zona arancione nulla cambia per le scuole superiori: si va sempre a scuola, ma i ragazzi della secondaria di secondo grado fanno lezione in presenza al 50% e l’altra metà in didattica a distanza.  Qui, in dettaglio, le regole e le restrizioni: cosa si può fare nella zona arancione toscana.

Covid Toscana, più di 700 i nuovi casi: i dati del 12 febbraio

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Non ai livelli del picco di ieri, ma resta alto il numero di nuovi casi di Covid in Toscana secondo i primi dati del bollettino regionale di oggi, venerdì 12 febbraio: sono 727 i nuovi contagi registrati proprio nel giorno in cui è attesa la nuova ordinanza del ministro della Salute che riporterà la Toscana in zona arancione.

I 727 casi sono stati rilevati dall’analisi di 19.158 test, divisi tra 11.544 tamponi molecolari e 7.614 test rapidi. Il tasso di positività resta comunque in linea con quello dei giorni scorsi, al 3,79%. Dato che sale al 7,6% per quanto riguarda le prime diagnosi, ovvero escludendo i test di controllo. In leggero aumento i ricoveri, più marcata invece la salita dei casi più gravi che necessitano di cure in terapia intensiva, dove sono 126 i posti letto occupati. 17 i morti comunicati oggi, per un totale di 4.400 vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Per fare il punto della situazione, ecco i principali dati del bollettino Covid della Regione Toscana aggiornato a oggi, venerdì 12 febbraio.

Covid Toscana 12 febbraio: dati di oggi e nuovi casi positivi

  • Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana: 727 (ieri i casi positivi sono stati 894)
  • Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 11.544 (ieri 12.306)
  • Test antigenici rapidi effettuati in 24 ore: 7.614 (ieri 7.116)
  • Totale test in un giorno: 19.158 (ieri 19.422)
  • Tasso di positività complessivo, compresi i test di controllo: 3,79% (ieri 4,60%)
  • Tasso di positività sulle prime diagnosi: 7,6% (ieri 9,0%)
  • Totale casi di Covid 19 in Toscana dall’inizio dell’epidemia: 141.886
  • Casi attualmente positivi: 11.549 (+1,7%)
  • Ricoverati in ospedale: 811 (+3 persone rispetto a ieri)
  • di cui 126 in terapia intensiva (+6)
  • Totale decessi dall’inizio dell’emergenza: 4.400 (17 morti comunicate oggi)
  • Totale guariti dall’inizio dell’emergenza: 125.937 (522 nell’ultima giornata)

Questo l’andamento del Covid-19 nelle province della Toscana, con la variazione dei casi comunicata oggi: 39.309 i casi complessivi dall’inizio dell’emergenza a Firenze (197 in più rispetto a ieri), 11.945 a Prato (42 in più), 12.327 a Pistoia (98 in più), 9.029 a Massa (55 in più), 14.511 a Lucca (103 in più), 18.829 a Pisa (51 in più), 11.055 a Livorno (57 in più), 12.742 ad Arezzo (49 in più), 6.814 a Siena (64 in più), 4.770 a Grosseto (11 in più).

Toscana verso la zona arancione

Visto il peggioramento delle ultime settimane, come atteso, nel pomeriggio arriverà l’ordinanza del ministro della Salute che “retrocederà” la Toscana in zona arancione. Il cambio di colore scatterà da domenica 14 febbraio e la zona arancione in Toscana resterà fino a quando gli indicatori non indicheranno un miglioramento costante per un periodo di almeno due settimane. Sebbene sia prematuro fare delle stime, lo scenario più accreditato è che la Toscana resti in arancione fino almeno ai primi di marzo. Meglio allora ripassare le regole della zona arancione.