sabato, 18 Aprile 2026
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Fino a che ora è consentito l’asporto in zona gialla per bar e ristoranti

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I peccati di gola, nell’era del Covid, hanno i loro orari. L’ultimo Dpcm in vigore anche a febbraio stabilisce fino a che ora è consentito l’asporto di bar e ristoranti in zona gialla, arancione e rossa. Dal sushi take away, alla pizza da portare via, fino al cofanetto di gelato e alla torta per finire in bellezza la cena: alla sera i minuti sono contati per ritarare il cibo da mettere in tavola, mentre il drink “prendi e fuggi” è off limits.

Ristoranti: fino a che ora l’asporto di cibo (anche in zona gialla)

In tutte le fasce di rischio (zona gialla, arancione e rossa) l’orario dell’asporto dei ristoranti arriva fino al coprifuoco: si può andare a ritirare cibi e bevande, da consumare poi lontano dal locale, fino alle 22. Non è possibile mangiare o bere nei pressi delle attività di ristorazione. Se in zona gialla i ristoranti possono stare aperti fino alle 18, in fascia arancione e rossa è consentito solo il take away, sempre fino alle ore 22.

Al momento si discute della riapertura alla sera dei ristoranti in zona gialla: il comitato tecnico scientifico è stato interpellato sulla questione, ma ha rimandato la decisione finale al governo.

L’orario dell’asporto dei bar: stop dopo le 18 anche in zona gialla

Fino a che ora possono fare asporto i bar? Come i ristoranti, i bar chiudono in zona gialla alle 18, ma a differenza dei colleghi non possono più fare take away dopo questo orario, ha stabilito l’ultimo Dpcm (qui il testo in pdf). In zona arancione e rossa sono aperti solo per l’asporto e soltanto fino alle 18. La stretta è arrivata e gennaio e rimarrà in vigore fino al 5 marzo, per limitare gli assembramenti non autorizzati fuori dai locali che vendono alcolici.

Asporto vietato dopo le 18 per due particolari tipologie di esercizi pubblici, quelle individuate dai seguenti codici ateco:

  • codice ateco 47.25 – commercio al dettaglio di bevande
  • codice ateco 56.3 – bar e altri esercizi pubblici simili senza cucina, come ad esempio pub, birrerie, caffetterie, enoteche

E la consegna a domicilio

A differenza dell’asporto, non ci sono limiti di orario invece per la consegna a domicilio di bar e ristoranti, in tutte le zone di rischio (zona gialla, arancione e rossa).

Toscana fino quando in zona gialla: il colore della prossima settimana. Rt sotto1

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La Toscana resta in zona gialla, c’è una prima conferma sul colore della prossima settimana: secondo la bozza del monitoraggio dell’ISS di oggi, l’indice Rt è sotto quota 1, la soglia che fa scattare in automatico la zona arancione. La conferma ufficiale arriverà solo con la pubblicazione con l’ordinanza del Ministro della Salute prevista in serata. La Toscana però potrà rimanere in zona gialla solo fino a quando la curva epidemiologica sarà sotto controllo.

L’impennata di contagi registrata in questi giorni fa temere una retrocessione da zona gialla ad arancione per la seconda metà di febbraio. I numeri del monitoraggio per il cambio di colore sono infatti “vecchi” di 7 giorni, perché il dossier contiene un’elaborazione dei dati della settimana precedente.

Che colore è la Toscana la prossima settimana: resta in zona gialla, Rt sotto 1

Secondo la bozza del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità nella settimana tra il 25 e il 31 gennaio in Toscana l’indice di trasmissibilità del Covid-19, l’Rt è compreso tra 0,93 e 1,03 (media 0,98). La risalita dei contagi della settimana scorsa ha influito relativamente sulla crescita dell’Rt. “Siamo proprio sul filo”, ha ammesso nei giorni scorsi il governatore Eugenio Giani.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe intanto segnala la Toscana tra le 9 regioni in controtendenza a livello nazionale, con una crescita percentuale dei contagi (+2,7%) e tra i 5 territori italiani dove aumentano gli attualmente positivi (247 ogni 100.000 abitanti). Verdi però gli altri indicatori dal tasso di positività (7,9%) all’occupazione dei posti letto in area medica (13%) e in terapia intensiva (20%), lontani quindi dalla soglia critica (40% in area medica e 30% in intensiva). Fino a quando non verrà pubblicato il monitoraggio settimanale dell’Istituto di Sanità, previsto venerdì, non ci sarà però la conferma ufficiale della permanenza della Toscana in zona gialla dall’8 febbraio.

Fino a quando la Toscana è in zona gialla: rischio arancione nella seconda metà di febbraio?

La Toscana è diventata zona gialla lo scorso 11 gennaio, con dati tra i migliori a livello nazionale per il contenimento del Covid, e secondo l’ultima ordinanza resta in questa fascia fino a domenica 7 febbraio. Come detto, è molto probabile che il colore della Toscana la prossima settimana sia sempre lo stesso.

Potrebbe tuttavia essere l’ultima settimana in zona gialla per la Toscana. I dati sono in peggioramento e a mettere in guardia è anche il governatore Eugenio Giani. Oggi, 5 febbraio, ci sono stati 703 nuovi contagi, ieri il bollettino della Regione ne segnalava 760, un dato così alto non si registrava da inizio dicembre. Giani parla di un campanello di allarme. “Siamo stati 4 settimane in zona gialla e la maggiore mobilità crea più opportunità di contagio”. L’invito è quello di rispettare le norme anti-Covid.

Che differenza c’è tra zona gialla e zona arancione: le regole anti-Covid

La Toscana è già stata in zona arancione, tra novembre e dicembre e anche a inizio gennaio. Sono due le principali differenze tra la zona gialla e la zona arancione. La prima riguarda gli spostamenti: in fascia arancione non si può uscire dal comune se non per motivi di lavoro, salute e necessità. La seconda riguarda ristoranti e bar che nella zona arancione non possono stare aperti al pubblico, se non per l’asporto (fino alle 22 i ristoranti, fino alle 18 i bar).

A differenza della zona gialla, nelle regioni arancioni i musei sono chiusi. Aperti invece in entrambe le zone i negozi, i parrucchieri e i centri estetici, con la chiusura dei centri commerciali nel weekend. Sempre in vigore il coprifuoco tra le 22 e le 5, indipendentemente da che colore sarà la Toscana durante la prossima settimana.

Quando parla Draghi: proseguono le consultazioni per dar vita al governo

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L’agenda è già piena. Proseguono le consultazioni del presidente del consiglio incaricato Mario Draghi, che anche oggi e fino al pomeriggio di sabato continuerà a incontrare i rappresentanti di tutte le forze presenti in parlamento per provare a dar vita a una nuova formazione di governo. Tutto è ancora in bilico, ma nelle ultime ore questa possibilità sembra via via prendere corpo. Anche se è già partito il totoministri, resta prima da verificare se ci saranno i numeri, poi se sarà un governo tecnico o un governo politico: ci vorranno insomma un paio di giorni per sapere quando parla Mario Draghi.

Al via le consultazioni: governo tecnico o politico?

Come prevede l’etichetta istituzionale, Draghi ha dato il via alle consultazioni una volta accettato l’incarico del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e incontrati i presidenti di Camera e Senato e il premier uscente Giuseppe Conte.

Il calendario delle consultazioni di Mario Draghi con i partiti è fitto. Dai colloqui emergeranno le intenzioni dei partiti e si potrà capire su quali presupposti sarà possibile fondare il nuovo governo. La crisi ha bisogno di essere risolta in fretta ma non sono passaggi semplici e la stima prudenziale è che richiederanno almeno un paio di giorni.

Quando parla Draghi: oggi le consultazioni

È prematuro immaginare con certezza quando parla Draghi: l’ipotesi più accreditata è che il premier incaricato compaia davanti ai microfoni nel primo pomeriggio di sabato, al termine del primo giro di consultazioni.

Non è detto, peraltro, che un solo giro basti. Se non si dovesse raggiungere una quadra di massima tra le intenzioni delle forze politiche, Draghi potrebbe optare per un secondo giro di colloqui da chiudere nei primi giorni della prossima settimana. Una decisione che in ogni caso sarà lui stesso a comunicare pubblicamente con un suo discorso in diretta tv e streaming.

Cosa succede dopo il 15 febbraio: spostamenti, sci, concorsi e Dpcm

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Una data segnata in rosso sul calendario. Il “vecchio” Dpcm ha stabilito cosa succede dopo il 15 febbraio 2021 e cosa cambia per alcuni aspetti della vita sociale, dagli spostamenti tra regioni, alla riapertura degli impianti di sci, fino alla ripresa dei concorsi pubblici. Sempre che il governo (quello uscente o un eventuale esecutivo tecnico-politico) non cambi le carte in tavola con un nuovo Dpcm a febbraio o con un decreto legge sull’emergenza Covid che preveda altre restrizioni. Ma vediamo cosa cambia dal 15 febbraio secondo il Dpcm varato un mese fa.

Cosa cambia: via agli impianti sci dal 15 febbraio

Il Cts si è espresso a favore dell’apertura degli impianti sciistici in zona gialla dopo il 15 febbraio: l’ultimo Dpcm infatti stabiliva la chiusura fino a questa data del mondo legato al turismo sulla neve. Si potrà tornare a sciare ma secondo le linee guida stabilite dalla Conferenza delle Regioni e passate al vaglio del Comitato tecnico scientifico. Gli esperti invece hanno bocciato l’ipotesi di riaprire gli impianti per lo sci in zona arancione.

Si attende adesso il via libera definitivo da parte del governo, ma difficilmente l’esecutivo andrà contro il parere del Cts. Niente da fare invece per il fitness, si parlerà della riapertura delle palestre solo dopo il 5 marzo.

Cosa succede per gli spostamenti tra regioni dopo il 15 febbraio: riaprono i confini? Cosa dice il Dpcm

È il punto del vecchio Dpcm più dibattuto in queste ore, per capire cosa succede dopo il 15 febbraio: ci si può spostare tra le regioni? Di certo non si potrà uscire dai territori in zona arancione e rossa, come successo finora. Per la zona gialla invece il Dpcm e il precedente decreto legge Covid stabiliscono che non ci si può muovere tra regioni anche in zona gialla fino al 15 febbraio, eccezion fatta per i viaggi compiuti per motivi di lavoro, salute, necessità o per fare rientro nella propria abitazione.

Una risposta certa su cosa succede dopo metà mese ancora non c’è e la crisi di governo complica le cose. Sull’apertura agli spostamenti tra regioni gialle si deve esprimere il Comitato tecnico scientifico, ma poi toccherà al governo decidere se dare il via libera dopo il 15 febbraio o cambiare le regole con un decreto o un Dpcm. Questo potrà essere fatto anche dal premier dimissionario Conte, se non ci sarà un nuovo esecutivo in tempi brevi: le misure e le restrizioni per l’emergenza Covid rientrano tra gli affari correnti di cui è incaricato in questa fase di transizione il governo uscente.

Cosa cambia dopo il 15 febbraio 2021 per le prove di concorsi pubblici

Le prove di selezione dei concorsi pubblici e privati sono state sospese dal Dpcm di gennaio fino al 15 febbraio, dopo questa data – prevede il decreto della Presidenza del Consiglio – possono riprendere i test. Ci sono però delle restrizioni, ecco cosa succede per i concorsi dopo il 15 febbraio. Le prove selettive possono svolgersi in presenza solo se è prevista la partecipazione di massimo 30 candidati per ogni sessione o sede.

Vanno poi seguite le linee guida anti-contagio stabilite dai protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Le regole prevedono, tra le altre cose, la mascherina obbligatoria e i candidati dovranno presentarsi senza alcun tipo di bagaglio.

Le regole del Dpcm per febbraio, cosa non cambia

Fin qui cosa succede dopo il 15 febbraio, ma ci sono anche molte cose che non cambiano. Il Dpcm prevede anche a febbraio il meccanismo dei colori Covid per le regioni con le relative restrizioni. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, la chiusura al pubblico alle ore 18 per ristoranti e bar (solo i primi possono fare take away fino alle 22) e rimangono tutte le misure per il contenimento del contagio: mascherine, distanza, igiene per le mani e le regole su quante persone portare in macchina.

Corsi di lingua cinese all’Istituto Confucio di Firenze

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Ogni lingua è un mondo: letteratura, arte, antiche tradizioni e nuove ambizioni, affari, opportunità, cucina. E se davvero questo sarà il secolo cinese, sarà sempre più necessario avere dimestichezza con il grande paese orientale. L’Istituto Confucio dell’Università di Firenze offre corsi di lingua cinese e numerose attività per conoscere la cultura della Cina. Tutto quello che serve a chi studia, a chi lavora e a chi semplicemente vuole cedere al fascino del Dragone.

L’Istituto Confucio è l’ente ufficiale per l’insegnamento della lingua cinese nel mondo, riconosciuto e finanziato dal Ministero dell’Istruzione cinese. La sede dell’Istituto Confucio dell’Università di Firenze è nata nel marzo 2014 grazia alla collaborazione con la Tongji University di Shanghai.

Da allora offre ogni anno corsi di lingua cinese aperti a tutti, dal livello elementare, intermedio fino al livello avanzato, compreso l’esame certificato HSK e HSKK, nelle sue due sedi di Firenze. L’Istituto Confucio si trova al Polo delle Scienze Sociali di Novoli e al Polo universitario del centro storico, presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi interculturali in via Santa Reparata.

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Corso di lingua cinese a Firenze

Ogni anno vengono organizzate due sessioni di corsi, una in primavera e l’altra in autunno. Ogni sessione consiste in un corso di lingua cinese della durata di 50 ore, con lezioni tenute per metà da docenti italiani altamente qualificati e per l’altra metà da docenti madrelingua cinese.

Vista l’impossibilità di garantire il regolare svolgimento dei corsi in presenza a causa dell’emergenza Covid-19, anche nella prossima sessione della primavera 2021 il corso di lingua cinese si terrà online, offrendo così un’opportunità anche per chi si trova lontano da Firenze. Le lezioni avranno inizio lunedì 8 marzo. Per iscriversi c’è tempo fino al 25 febbraio.

Esame HSK e HSKK: dove sostenerlo a Firenze

Il Chinese Proficiency Test o HSK (Hanyu Shuiping Kaoshi) è un esame riconosciuto a livello internazionale, in linea con il Chinese Language Proficiency Scales for Speakers of Other Languages e con il Common European Framework of Reference (CEF). È suddiviso in sei livelli di difficoltà crescente.

A Firenze è possibile sostenere sia l’esame di lingua cinese HSK che l’esame HSKK presso l’Istituto Confucio. Anche in questo caso l’esame può essere sostenuto online, direttamente da casa.

Le borse di studio dell’Istituto Confucio Firenze

Per promuovere lo studio della lingua cinese, l’Istituto Confucio di Firenze mette a disposizione ogni anno alcune borse di studio di diverse tipologie per soggiorni studio di diversa durata presso le migliori università cinesi. Le borse di studio sono rivolte agli studenti più meritevoli che abbiano frequentato i corsi dell’Istituto Confucio e a chi, avendo già raggiunto un alto livello di competenza in cinese, voglia frequentare corsi di specializzazione sulla didattica di questa lingua.

L’Istituto Confucio di Firenze organizza inoltre numerosi eventi e attività culturali inerenti i molteplici aspetti della cultura cinese. Lo scopo dell’Istituto è quello di promuovere la conoscenza di questa bellissima lingua e della immensa cultura cinese.

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Tour gratis, Firenze Insolita: il programma delle visite guidate

Cosa fare durante il weekend? Vedere la città sotto una luce diversa. La partenza dei primi tour gratis del progetto “Firenze Insolita” ha fatto registrare un boom di richieste, ma c’è ancora qualche posto per partecipare al programma di visite guidate, basta prenotare con largo anticipo. Passeggiate teatrali alla scoperta degli scrittori che sono passati dal centro, trekking urbano nella città nascosta e “segreta”, itinerari nei giardini sulle colline di Firenze: sono tante le iniziative organizzate da varie realtà del territorio e finanziate dal Comune di Firenze con il bando “Firenze insolita” pensato per sostenere il settore turistico in questo difficile momento.

In pratica si tratta dei primi tour (gratis, grazie al sostegno pubblico) che ripartono a Firenze in questo 2021 dopo lo stop per la seconda ondata di Covid. La maggior parte si svolge nel weekend. E la risposta delle persone è stata forte, tant’è che molti degli eventi sono andati sold out in poco tempo. Ecco le principali proposte di “Firenze Insolita” in programma e tutti i rifermenti per prenotare.

Firenze insolita? Meglio con la guida

Dalle visite nella Firenze esoterica, alle antiche carceri toscane, fino al trekking urbano a caccia delle “stelle” medicee. Sono alcune delle proposte di Firenze insolita? Meglio con la guida, il calendario di tour gratis promosso dalle guide turistiche di Federagit Firenze, in collaborazione con Confesercenti Toscana e Confersercenti Firenze.

Questa iniziativa ha fatto registrare un boom di richieste, 500 in poche ore, ma dalla serata del 5 febbraio si riaprono le prenotazioni per le visite gratuite in programma dal 18 febbraio al 18 marzo. Meglio sbrigarsi, perché chi primo arriva meglio alloggia. Informazioni sul sito di Confersercenti.

Tour gratis a Firenze: il programma di visite guidate e passeggiate teatrali alla scoperta dei grandi scrittori

Questa proposta dell’associazione Archetipo unisce le visite guidate tenute da storiche dall’arte a incursioni teatrali dell’attore Rosario Campisi che fa rivivere i luoghi di Firenze dove sono passati grandi scrittori tra l’Ottocento e il Novecento. La casa di Carlo Collodi (alias Carlo Lorenzini) alle spalle di Sant’Orsola, il palazzo lungo il fiume in cui Alessandro Manzoni “sciacquò i panni in Arno”, i quartieri descritti da Vasco Pratolini, sono alcune delle tappe del viaggio.

Per questi tour gratis lungo le vie di Firenze, ogni venerdì, sabato e domenica, la lista di attesa è molto lunga (oltre mille persone), ma si sta già lavorando per un secondo capitolo degli itinerari, a marzo in Oltrarno. Per informazioni tel. 3381002655, mail [email protected].

Passeggiate invernali tra Firenze e Fiesole

Non solo visite guidate gratis nel centro di Firenze, ma anche tour alla periferia cittadina per riscoprire Villa Il Palmerino e il suo giardino (Quartiere 2). L’associazione culturale Il Palmerino organizza visite guidate per piccoli gruppi nel parco e poi un tour della mostra di ritratti “Sguardi d’Oltrarno” di Victoria Slichter.

Queste le date: 5, 6, 19 e 20 febbraio. Prenotazione obbligatoria: mail [email protected].

Firenze insolita, tour gratis tra bellezza e fede: il programma delle visite guidate

Al via il programma di visite guidate gratuite organizzate dalla Scuola di Arte Sacra e da Confguide all’interno del progetto “Firenze Insolita”. Si tratta di 6 itinerari d’arte sacra che vogliono far vedere sotto una luce diversa il patrimonio della città. Prima tappa il 6 febbraio alle ore 9.45 nei laboratori artistici  della Scuola di Arte Sacra di Firenze, poi le altre date toccheranno la “chiesa dell’Autostrada” dedicata a di San Giovanni Battista  (13 febbraio), Prato con le chiese di Santa Maria delle Carceri, di San Francesco e il Duomo (20 febbraio) e alcuni dei musei aperti a Firenze: Uffizi (27 febbraio), Galleria dell’Accademia (6 marzo) e Bargello (20 marzo).

La visita guidata è gratis, a pagamento l’eventuale biglietto di ingresso nei musei di Firenze e Prato. Prenotazione obbligatoria: tel. 055 350376 e 3534057340, mail [email protected].

Altri tour gratuiti del progetto Firenze Insolita saranno annunciati nelle prossime settimane.

Covid Toscana, casi ancora sopra quota 700: i dati del 5 febbraio

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Restano sopra quota 700 i nuovi casi giornalieri di Covid riportati nel bollettino della Toscana di oggi, venerdì 5 febbraio. Sono infatti 703 i positivi rilevati nelle ultime 24 ore, un numero inferiore rispetto a ieri ma che desta comunque preoccupazione.

Era dall’inizio di dicembre che non veniva superata la soglia dei 700 infetti giornalieri in Toscana. Adesso questo è avvenuto per due giorni di seguito. Oggi l’Istituto superiore della sanità pubblicherà il monitoraggio settimanale sull’andamento del contagio nelle regioni italiane. Sulla base di questo verrà emanata l’ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che stabilirà i nuovi colori e le zone delle regioni. Secondo le prime simulazioni, la Toscana dovrebbe restare in zona gialla per un’altra settimana. Anche se i numeri degli ultimi giorni parlano in modo inequivocabile di un contagio in risalita, che potrebbe causa la retrocessione della Toscana in zona arancione nella seconda metà di febbraio.

Coronavirus in Toscana, l’andamento e il punto della situazione

I test effettuati nelle ultime 24 ore sono 16.946. Di questi, 10.120 sono tamponi molecolari e 6.826 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è del 4,15%, che sale però al 9,3% sulle prime diagnosi.

Secondo i dati del bollettino Covid regionale, sono in calo i ricoveri sia in area medica sia nelle terapie intensive, mentre aumentano del 4% le persone che attualmente sono positive al coronavirus. 16 i morti comunicati oggi (ma alcuni si riferiscono ai giorni passati) per un totale di 4.285 decessi dall’inizio dell’emergenza.

Ecco in sintesi i dati sui contagi di Covid in Toscana, aggiornati a oggi, venerdì 5 febbraio.

Covid in Toscana 5 febbraio, i dati di oggi sui contagi

  • Nuovi contagi di Covid-19 in Toscana (5 febbraio 2021): 703 (ieri erano 760)
  • Tamponi molecolari effettuati in 24 ore: 10.120 (il giorno precedente 10.510)
  • Test antigenici: 6.826 (ieri 6.141)
  • Rapporto positivi/tamponi in Toscana: 4,15% (ieri 4,6%)
  • Contagiati dall’inizio dell’emergenza: 137.242
  • Attualmente positivi al Covid: 10.092 (+4,1%)
  • Persone ricoverate: 748 (6 in meno rispetto a ieri)
  • di cui in terapia intensiva 105 (7 persone in meno)
  • Decessi: 16 comunicati oggi, per 4.285 morti dall’inizio dell’epidemia
  • Nuovi guariti: 285 (122.865 dall’inizio dell’emergenza)
  • Persone in quarantena per contatti con positivi: 21.111 (+615)

Ecco la situazione dei contagi nelle province della Toscana, con l’incremento di casi registrato nel bollettino di oggi (5 febbraio): 38.135 casi complessivi ad oggi a Firenze (191 in più rispetto a ieri), 11.609 a Prato (55 in più), 11.717 a Pistoia (67 in più), 8.684 a Massa (55 in più), 14.056 a Lucca (78 in più), 18.377 a Pisa (74 in più), 10.648 a Livorno (58 in più), 12.417 ad Arezzo (78 in più), 6.412 a Siena (17 in più), 4.632 a Grosseto (30 in più).

Rifle Jeans: svendita straordinaria e outlet a Barberino dopo il fallimento

Firenze perde un altro suoi marchi storici: dopo il fallimento della Rifle di Barberino, jeans, giacche e capi di abbigliamento saranno protagonisti di una svendita straordinaria a prezzi stracciati in un outlet che sarà allestito in Mugello, mentre è già in corso un’asta online. Lo anticipa un articolo comparso sulle pagine di Repubblica Firenze. L’azienda di denim, “erede” di quella nata negli anni Cinquanta, è stata dichiarata fallita e ora tutto ciò che è rimasto nei magazzini va all’asta.

Svendita straordinaria per la Rifle: jeans a 2 euro nell’outlet di Barbarino e asta online

La vendita straordinaria è già partita in questi giorni con un’asta online degli stock rimasti nei negozi monomarca della Rifle. Un appuntamento però riservato solo ai ai professionisti del settore, come i grossisti. Poi la Rifle di Barberino di Mugello allestirà un outlet temporaneo con la vendita straordinaria riservata ai singoli consumatori, a cui non resterà che mettersi in fila per comprare a prezzi stracciati 70.000 capi di abbigliamento: jeans anche a 2 – 3 euro,  giacche, felpe e accessori del brand di abbigliamento fiorentino.

Ancora la data non c’è, si ipotizza che questa grande vendita straordinaria della Rifle partirà nel mese di marzo 2021 e sarà comunicata dal curatore fallimentare (il sito ufficiale del marchio è off-line). Di sicuro dovranno essere stabilite delle regole per evitare gli assembramenti visti per svendite legate a fallimenti di marchi, come successe anni fa per la Sasch, altra griffe fiorentina costretta a chiudere i battenti.

La vicenda del brand di abbigliamento, dalla nascita fino al fallimento

Da tempo l’azienda non navigava in buone acque. Nonostante vari tentativi di salvataggio, la Rifle ha accumulato milioni di euro di perdite ed è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze a fine settembre, che ha disposto l’esercizio provvisorio con un curatore fallimentare. Al momento i 96 lavoratori della società sono in cassa integrazione straordinaria, in attesa che qualcuno si faccia avanti per “resuscitare” il marchio.

Il marchio Rifle è stato creato dai fratelli Giulio e Fiorenzo Fratini che negli anni Cinquanta iniziarono a importare in Italia i jeans creati da una società statunitense: nel 1958 nacque l’azienda, chiamata Super Rifle, e il successo dell’impresa risale soprattutto ai successivi due decenni. Le difficoltà, iniziate alla fine degli anni Novanta, hanno poi portato alla creazione di una nuova azienda e infine all’arrivo di capitali svizzeri nel 2017. Ora l’ultimo capitolo della storia della Rifle sarà la vendita straordinaria di quanto rimasto nei magazzini di Barberino del Mugello.

Governo Draghi, il calendario delle consultazioni: gli orari di oggi

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Dove porterà la strada resta tutto da scoprire, ma intanto se ne conoscono le tappe. Proseguono i colloqui del presidente del consiglio incaricato Mario Draghi con i rappresentanti delle forze parlamentari: il calendario delle consultazioni di oggi vede una giornata intensa con incontri a tutti gli orari del mattino e del pomeriggio. Domani la conclusione del primo giro di consultazioni, in attesa di sapere se ne servirà un altro.

Solo dall’esito del confronto si saprà se esiste la possibilità di dar vita a un nuovo governo. Ad aprire il calendario delle consultazioni di oggi saranno gli incontri con i rappresentanti di Liberi e uguali e Italia Viva. Seguiranno Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia.

Ieri Draghi ha incontrato le varie componenti del Gruppo misto, sia alla Camera che al Senato. Formazioni numericamente ridotte e, secondo gli scenari più accreditati, non decisive per la formazione del nuovo governo.

Il calendario delle consultazioni di oggi

Venerdì 5 febbraio sarà la giornata più lunga di queste consultazioni. Dopo i gruppi delle autonomie, Draghi riceverà le delegazioni del centrosinistra e del centrodestra. Si inizia con Liberi e uguali, il cui sostegno all’ex governatore della Banca centrale europea è fortemente in bilico. Poi Italia Viva, la formazione di Matteo Renzi che ha di fatto aperto e determinato la crisi di governo e che appoggerà Draghi.

Nel pomeriggio tocca a Fratelli d’Italia, tendenzialmente contraria alla fiducia a Draghi anche se non esclude di astenersi in un eventuale voto in aula. Infine, il Partito democratico, che appoggia Draghi, e Forza Italia, in larga parte favorevole all’incarico.

La strada verso il governo Draghi

Il giorno decisivo è però quello di sabato 6 febbraio e non a caso Draghi ha collocato per ultime nel calendario delle consultazioni le due formazioni politiche dalle quali dipendono le sorti del governo nascente. Prima la Lega, che si dice disponibile al confronto ma pronta a valutare l’appoggio a Draghi solo se accoglierà nel programma di governo le richieste storiche del partito.

Chiude il Movimento 5 stelle, ad oggi la formazione più divisa al suo interno, tra chi spinge per la fiducia, chi pone la condizione di una partecipazione politica al nuovo esecutivo e chi invece la esclude del tutto.

Le dichiarazioni delle delegazioni politiche al termine del loro incontro con Draghi saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube della Camera dei deputati.

Al termine delle consultazioni si saprà anche quando parla Draghi davanti alle telecamere, probabilmente già nel primo pomeriggio di sabato una volta che il quadro sarà più chiaro.

Governo Draghi, il calendario delle consultazioni

Giovedì 4 febbraio

  • ore 15.30-16: Azione, + Europa, Radicali italiani (componente Gruppo misto Camera e Senato)
  • ore 16-16.30: Maie – Movimento associativo italiani all’estero, Psi (Gruppo misto Camera)
  • ore 16.30-17: Centro democratico, Italiani in Europa (Gruppo misto Camera)
  • ore 17-17.30: Gruppo europeisti, Maie, Centro democratico (Gruppo misto Senato)
  • ore 17.30-18: Gruppo misto della Camera, minoranze linguistiche
  • ore 18-18.30: Noi con l’Italia, Usei, Cambiamo!, Alleanza di centro (Camera), Idea, Cambiamo (Senato)

Venerdì 5 febbraio

  • ore 11-11.30: Gruppo per le autonomie (SVP-PATT, UV) del Senato
  • ore 11.45-12.30: Gruppo Liberi e uguali della Camera, componenti Liberi e uguali del Gruppo misto al Senato
  • ore 12.45-13.45: Gruppo Italia Viva (Camera), Italia Viva-PSI (Senato)
  • ore 15-16: Fratelli d’Italia (Camera e Senato)
  • ore 16.15-17.15: Partito democratico (Camera e Senato)
  • ore 17.30-18.30: Forza Italia (Camera e Senato), Udc

Sabato 6 febbraio

  • ore 11-12: Lega (Camera e Senato)
  • ore 12.15-13.15: Movimento 5 Stelle (Camera e Senato)

Da quando si può andare a sciare (in zona gialla Covid)

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Il 15 febbraio. È questa la data da segnare sul calendario per gli appassionati di sci e vacanze sulla neve. Adesso, secondo le norme dell’ultimo Dpcm anti-Covid, non si può andare a sciare o in settimana bianca: l’apertura degli impianti slittata fino a metà febbraio e sempre fino a quel momento sono vietati gli spostamenti tra regioni, anche in zona gialla. Intanto arriva un primo sì dal comitato tecnico scientifico sul coronavirus che ha promosso (per metà) il protocollo delle Regioni sulla riapertura di impianti e piste da sci.

Il protocollo Covid: le linee guida per gli impianti di sci

Le Regioni hanno presentato al Cts l’aggiornamento delle linee guida per il mondo dello sci, chiedendo l’apertura degli impianti di risalita al 100% in zona gialla e al 50% in zona arancione con l’uso delle mascherine ffp2 su seggiovie e funivie. Secondo le ultime notizie il comitato di esperti ha bocciato quest’ultima proposta: dal 15 febbraio non si può andare a sciare nelle regioni in fascia arancione, mentre un primo ok è arrivato per le piste in zona gialla.

Il protocollo Covid per chi vuole andare a sciare o in settimana bianca prevede, tra le altre cose, l’occupazione al 100% dei posti sulle seggiovie aperte, con mascherina chirurgica obbligatoria. Metà portata invece per le seggiovie chiuse con cupole paravento e per le funivie, sempre con mascherina chirurgica. E poi tetto massimo per gli skipass acquistabili ogni giorno.

Quando si può andare a sciare in zona gialla: le regole anti-Covid

Dunque dal 15 febbraio si può andare a sciare? Il via libera del Cts all’apertura degli impianti sciistici solo in zona gialla dovrà essere sottoposto al governo: sarà l’esecutivo (quello dimissionario che si occupa degli affari correnti o l’eventuale squadra guidata da Draghi) a prendere la decisione definitiva sia sul via libera gli sport invernali amatoriali dal 15 febbraio, sia alla fine del blocco dei viaggi interregionali.

Come detto, l’ultimo decreto Covid prevede fino al 15 febbraio restrizioni per gli spostamenti: anche in zona gialla non si può uscire dalla regione. Se questo divieto non sarà prorogato e se arriverà l’ok alla riapertura delle piste, si potrà andare a sciare da una regione in zona gialla a un altro territorio giallo. Una prima boccata di ossigeno per gli sportivi, visto che della riapertura delle palestre si discuterà solo in vista della scadenza del Dpcm, il 5 marzo.