lunedì, 6 Aprile 2026
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“La meraviglia” in mostra alla Manifattura Tabacchi

Le opere di sei dei più promettenti giovani artisti internazionali portano “La meraviglia” alla Manifattura Tabacchi: questo il titolo – e il tema – della mostra di arte contemporanea in programma dal 1° fino al 26 luglio 2020, la seconda del programma triennale di residenze d’artista inaugurato l’anno scorso.

Cos’è la meraviglia oggi? A questo tema è stata dedicata l’edizione 2019-2020 delle residenze d’artista, un progetto di Manifattura Tabacchi, ideato e a cura di Sergio Risaliti, storico dell’arte e direttore del Museo Novecento di Firenze e seguito da Paolo Parisi, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, nel ruolo di tutor.

I sei artisti internazionali sono stati selezionati mediante una open call e attraverso il network di artisti e di Accademie di Belle arti italiane. Le loro opere saranno esposte negli spazi della Manifattura Tabacchi appositamente recuperati per l’arte contemporanea.

La meraviglia” chiude il secondo capitolo del programma triennale di Residenze d’Artista, iniziato lo scorso anno con “La cura” e che si concluderà nel 2021 con “L’armonia”. L’inaugurazione della mostra segna anzi l’apertura ufficiale delle candidature per la terza e ultima residenza d’artista. A luglio verranno selezionati e comunicati i sei vincitori, che da settembre a dicembre 2020 prenderanno parte alla residenza artistica.

Così come Davide D’Amelio, Anna Dormio, Bekhbaatar Enkhtur, Esma Ilter, Giulia Poppi e Negar Sh hanno potuto interagire per sei mesi con gli spazi e la storia di Manifattura Tabacchi, ciascuno lavorando all’interno di un proprio atelier appositamente realizzato. Ma anche all’esterno.

Artisti ph Alessandro Fibbi 3795

A partire da settembre 2019, infatti, il percorso formativo ha offerto loro l’opportunità di approcciarsi al rapporto tra imprenditoria e artigianato che rende il territorio toscano un patrimonio inestimabile attraverso visite mirate presso collezioni d’arte come la Collezione Gori di Fattoria Celle, ma anche luoghi di produzione del marmo, come gli studi d’Arte Cave Michelangelo e la Cava Museo Fantiscritti, lavorazione del vetro e del legno, rispettivamente Collevilca e Adarte e fusione del bronzo, come la Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli.

I sei artisti in residenza si sono confrontati con la progettazione di opere individuali, e collettive, realizzate al termine di un fitto programma di workshop e seminari che per questa edizione ha visto la partecipazione di Stefania Galegati, Rä Di Martino, Pantani-Surace, Goldschmied&Chiari, Elena Mazzi e Robert Pettena.

Davide D Amelio Ph Leonardo Morfini1

“Il confronto tra culture, stili di vita e caratteri individuali – afferma Sergio Risaliti, curatore Residenze d’Artista di Manifattura Tabacchi – è ancora più avvertito quest’anno per la varietà storico-geografica e culturale dei sei artisti, provenienti da Mongolia, Turchia, Iran, Emilia-Romagna, Puglia e Molise. Queste storie e queste identità molto diverse hanno trovato un punto di coagulo nelle opere collettive che gli artisti hanno realizzato al termine dei sei workshop. È questo a mio avviso uno dei risultati più interessanti del percorso di formazione che conferisce un valore unico alle Residenze di Manifattura Tabacchi”.

La Residenza è stata un percorso formativo dedicato alla creazione e alla ricerca artistica, arricchito dallo scambio formativo con artisti e curatori affermati a livello nazionale e internazionale quali Alberto Garutti, Domenico Bianchi e Giacinto Di Pietrantonio.

La mostra La meraviglia è dunque il punto di arrivo e la restituzione di questo percorso, svolto all’insegna della sperimentazione e della multidisciplinarietà, che ha spaziato tra fotografia, pittura, disegno, scultura, installazioni e video.

Mostra La meraviglia 1 Ph Leonardo Morfini

“Il progetto delle Residenze è centrale nel programma artistico promosso da Manifattura Tabacchi e si inserisce nel contesto più ampio del processo di attivazione culturale avviato nel complesso ex industriale, articolato in una serie di attività creative e interdisciplinari che la trasformino di fatto in un grande laboratorio di arte e pensiero aperto a tutti. A giudicare dalla qualità delle opere esposte, La meraviglia ha mantenuto pienamente la promessa della prima edizione. E la scommessa di aprire alla città gli spazi abbandonati innescando processi di rigenerazione attraverso l’arte sembra essere vinta. Il verdetto finale lo conosceremo all’atto conclusivo del programma: L’armonia”, spiega Michelangelo Giombini, Head of product development di Manifattura Tabacchi.

“La Manifattura Tabacchi oggi è un simbolo di rinascita urbana e culturale nel quale Firenze può identificarsi, anche al di fuori delle mura del centro storico – afferma Cecilia Del Re, assessora all’Urbanistica, Ambiente e Turismo del Comune di Firenze -. La mostra che apre a giugno lo testimonia ancora una volta perché rappresenta l’ennesima ripartenza dopo la fase di emergenza: un’esposizione che mette al centro la ‘meraviglia’ degli artisti che si sono immersi in questa struttura in evoluzione per coglierne l’essenza e trasmetterla al pubblico dei visitatori. Un inno a tornare a stupirsi della bellezza, della creatività e della capacità di rinascere ogni volta”.

“La pandemia, oltre a farci pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane, ha annichilito e provato a spegnere la voce della cultura in Italia – dichiara Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze -. Quasi quattro mesi dopo possiamo dire che non ci è riuscita e poco a poco musei, spazi espositivi, biblioteche, artisti e spettacoli provano a rifiorire. Siamo lieti che anche la Manifattura Tabacchi sia tra questi e che Firenze, insieme alla creatività di artisti internazionali, torni a ripartire più forte di prima”.

WS2 Rä Di Martino Raw Fish 2 Ph Leonardo Morfini

“Cosa c’è di più attinente all’arte del termine ‘meraviglia’? Creare cose meravigliose, generare stupore, non è forse il fine ultimo della creatività artistica? Pensando alla meraviglia, a cose meravigliose, abbiamo chiesto agli artisti in residenza di concentrarsi su una parola magica come quella. Meraviglia è forse la prima emozione che destò l’uomo dall’incoscienza godendo dello spettacolo della natura, meravigliandosi del proprio pensiero e delle proprie capacità manifatturiere. S’incrociarono, fatto straordinario e irreversibile, il sentimento e la cosa. La visione e il sentimento. Immaginiamo la meraviglia scaturita davanti al cielo stellato. Meraviglia addolcì il terrore di essere al mondo. Meraviglia dilatò le percezioni ampliando l’orizzonte visivo. L’intelligenza e la fantasia. ‘Meraviglia’ è il termine che funge da cornice e punto di partenza al gesto artistico, adatto al progetto globale di Manifattura Tabacchi, dove il sapere è essenzialmente legato al saper fare contro la ripetizione di modelli, di stereotipi, in opposizione al sempre uguale. Sei giovani artisti di diversa cultura e preparazione – Davide D’Amelio, Anna Dormio, Bekhbaatar Enkhtur, Esma Ilter, Giulia Poppi e Negar Sh – hanno dato vita a un’esperienza di nuovo-rinascimento. Perché l’arte è da sempre produzione di cose meravigliose”, conclude Sergio Risaliti, Curatore Residenze d’Artista di Manifattura Tabacchi.

Coronavirus, in Toscana 12 casi e sei decessi: il bollettino del 27 maggio

Dodici nuovi casi di coronavirus in Toscana e sei decessi, oltre a 68 nuove guarigioni rispetto a ieri: queste le ultime notizie riportate dal bollettino regionale di oggi, mercoledì 27 maggio.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (27 maggio)

Si tratta di numeri sostanzialmente in linea con quelli dell’ultima settimana. Il totale dei casi rilevati dall’inizio dell’epidemia sale a 10.082, gli attualmente positivi sono oggi 1.460. Anche oggi è la provincia di Firenze a registrare l’aumento netto più consistente con 4 nuovi casi, per un totale che raggiunge i 3.456. Nella mappa del contagio si segnalano poi i 564 casi nella provincia di Prato (2 in più), 673 a Pistoia, 1.045 a Massa Carrara (1 in più), 1.361 a Lucca (1 in più), 890 a Pisa (2 in più), 554 a Livorno (1 in più), 676 ad Arezzo, 438 a Siena, 425 a Grosseto (1 in più).

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 270 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 382 ogni 100.000. Massa Carrara è la provincia con il tasso più alto, 536 casi per 100.000 abitanti. Seguono Lucca con 351 e Firenze con 342. La più bassa Siena con 164.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana

Le persone isolate a casa sono 1.297, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche. Sono 46 in meno rispetto a ieri. Ci sono poi 7.093 persone (meno 177 rispetto a ieri) isolate e in sorveglianza attiva dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

I ricoverati nei posti letto Covid si riducono di 16 unità, scendendo nel complesso a 163. Di questi, 31 sono in terapia intensiva (3 in meno), il minimo dal 9 marzo scorso.

I guariti toccano quota 7.595 (più 68). Si tratta di 1.347 persone “clinicamente guarite” (-158), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e di altri 6.248 (+226) guariti a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

Ancora sei decessi

Ci sono poi 6 nuovi decessi, quattro uomini e due donne dall’età media di 79,5 anni. Quattro sono stati notificati in provincia di Firenze, uno a Massa Carrara e uno a Siena. I deceduti dall’inizio dell’epidemia sono 1.027 in Toscana, ripartiti così per provincia: 377 a Firenze, 46 a Prato, 79 a Pistoia, 143 a Massa Carrara, 135 a Lucca, 85 a Pisa, 58 a Livorno, 45 ad Arezzo, 30 a Siena, 21 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano, ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 27,5 x100.000 residenti contro il 54,6 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (73,4 x100.000), Firenze (37,3 x100.000) e Lucca (34,8 x100.000), il più basso a Grosseto (9,5 x100.000).

Da ieri sono stati eseguiti 3.871 tamponi e analizzati 3.792, per un totale di 238.667 dal 1° febbraio ad oggi. Questi i dati del bollettino regionale di oggi, 27 maggio, elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.

Il giardino Bardini riapre con orario prolungato (e 2 sorprese)

Dopo Boboli un altro gioiello verde torna accessibile dopo il lockdown: la riapertura del giardino Bardini, famoso per la fioritura del suo glicine, è stata fissata martedì 2 giugno 2020 in occasione della Festa della Repubblica e l’ingresso è gratis per i residenti a Firenze, Arezzo e Grosseto. Il parco panoramico per buona parte dell’estate sarà accessibile con un orario prolungato.

Ci saranno anche sorprese per i bambini e la calar della sera – durante tutto il mese di giugno – la facciata della villa sarà illuminata con il tricolore della bandiera italiana, uno spettacolo che sarà ben visibile dai lungarni fiorentini.

La riapertura del giardino Bardini di Firenze. Giorni e orari

Il parco che fu casa del collezionista Stefano Bardini, 4 ettari che comprendono il giardino all’italiana, il bosco all’inglese e un frutteto, offre una vista unica su Firenze e sarà aperto, dal 2 giugno al 30 agosto 2020, dal lunedì alla domenica, eccetto che il primo e l’ultimo lunedì del mese, dalle ore 8.45 alle 21.00 se si entra da Costa San Giorgio 2 (mentre l’ingresso in via dei Bardi chiude alle 19.30).

Ogni weekend (sabato e domenica) e il 2 giugno, a tutti i bambini che arriveranno insieme ai genitori sarà offerta una piccola merenda o una colazione gratuita. Ad annunciare le novità è stata la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che gestisce il giardino e la storica villa affacciata su Firenze.

Chi entra gratis nel giardino Bardini

Ricordiamo che i residenti nella Città metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto hanno diritto all’ingresso gratuito nel giardino Bardini, per tutti gli altri i prezzi dei biglietti sono di 10 euro (intero) e 2 euro (ridotto per i ragazzi europei tra i 18 e i 25 anni). I bambini non pagano.

Di recente anche altri luoghi d’arte, tra cui i più importanti musei di Firenze, hanno annunciato la riapertura dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria, ecco i link utili con tutte le informazioni:

Il piano Rinasce Firenze per riportare i residenti in centro

Divieto di ingresso ai bus turistici, censimento delle false residenze nel centro storico, controllo degli accessi contro il turismo mordi e fuggi: il piano “Rinasce Firenze” presentato oggi dal sindaco della città Dario Nardella contiene misure per incentivare il ritorno alla residenza nel centro storico per risolvere, o almeno mitigare, il problema dell’overtourism.

“Rinasce Firenze” è il nuovo programma di mandato dell’amministrazione presentato per la ripartenza della città dopo l’emergenza coronavirus. Si parte da una constatazione: “Il centro storico è indubbiamente l’area cittadina che più ha risentito delle conseguenze negative della fase appena trascorsa”. Senza turisti e già svuotato dei residenti che negli ultimi decenni lo hanno abbandonato, in questi mesi il centro è rimasto deserto. Il testo completo di Rinasce Firenze è disponibile sul sito del Comune.

Firenze dice sì a tavolini in strada e suolo pubblico gratis

Rinasce Firenze, un piano per cambiare centro storico e turismo

Rinasce Firenze riconosce che è necessaria una nuova identità per il centro storico di Firenze “da una vocazione tipicamente turistica verso nuove ambiziose funzioni, riscoprendo la tradizione locale (botteghe artigiane di qualità) e valorizzando i rioni storici della città come luoghi identitari”.

Si parte da un piano per incentivare il ritorno della residenza in centro storico ed attrarre uffici ed imprese. Come? Attraverso la conversione di alcune aree in poli innovativi di ricerca e formazione sull’hi-tech e su competenze specifiche. Ad esempio, dare vita a una scuola internazionale di hotellerie e a un centro di formazione per le competenze digitali.

Tramvia, Firenze studia come portarla fino al Duomo (o quasi)

C’è poi la proposta di promuovere presso Regione e Governo le Zes, zone economiche speciali. Aree a tassazione zero per attrarre investimenti, quartieri che abbiano come funzione primaria la creatività, l’artigianato e la cultura. E realizzare, oltre a queste, un “Borgo delle eccellenze artigiane”.

Il piano contiene anche proposte più specifiche su aree che da anni sono al centro del dibattito pubblico: uno spazio multifunzionale nell’area di Sant’Orsola e il recupero delle ex Poste di via Pietrapiana.

Nardella: “La prima tappa del Tour de France sull’Appennino” tra Firenze e Bologna

Un centro storico a misura di residenti

Divieto di accesso ai bus turistici all’interno del centro storico, rafforzando il ruolo dei parcheggi scambiatori. Un divieto che, entro la fine del mandato (nel 2024) sarà progressivamente esteso a tutta la città: niente più bus turistici a Firenze.

Un censimento del centro di Firenze, sul modello di quello del 2011, per avere il quadro preciso dei residenti effettivi e soprattutto per combattere le false residenze. Un tavolo con gli host di appartamenti (il mondo Airbnb, in pratica) per incentivare gli affitti a medio lungo termine. Passare cioè dagli affitti brevi per i turisti a quelli lunghi per i residenti.

Un nuovo piano di trasporto pubblico, compresa una nuova fermata della tramvia in via Cavour, davanti a Palazzo Medici Riccardi e a pochi passi dal Duomo. Di pari passo, ampliare le zone pedonali per eliminare le auto all’interno del centro storico.

Touristic bond e ingressi contingentati: quale turismo per Firenze?

Pacchetti turistici a prezzo fisso e una “flat rate” alberghiera, una tariffa uguale per tutti. Da combinare eventualmente con i vari bonus introdotti dal governo con il Decreto rilancio come il bonus vacanze.

Un’idea innovativa è quella dei Touristic bond o Futures turistici che funzionino come gli strumenti finanziari: acquisto il valore di un pernottamento in camera oggi e lo rivendo  domani, quando sarà cambiato. Si parla anche di Florence Voucher, buoni sconto e altre forme di agevolazione per i turisti che scelgono Firenze come destinazione.

Firenze e la questione overtourism

Ma quale turismo vuole Firenze? L’ingresso in città dei cosiddetti day users, i turisti mordi e fuggi, potrebbe essere contingentato per orario e territorio, incentivando la fruizione di percorsi culturali meno frequentati. Si punta invece sul turismo congressuale.

Nei prossimi mesi verrà lanciata una grande campagna di promozione che promuova l’immagine “di una città sicura grazie ai protocolli sanitari di sanificazione messi in atto da strutture ricettive e musei”.

3 musei civici di Firenze aperti dopo il lockdown

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Finalmente aperti dopo il “blocco totale” imposto dall’emergenza coronavirus: non solo Uffizi, Boboli, Pitti e Duomo, adesso è stata annunciata anche la riapertura di 3 musei civici di Firenze, ossia quelli che dipendono direttamente dal Comune. Si tratta di Palazzo Vecchio, del Museo Bardini e del Museo Novecento che torneranno attivi in modo graduale, e con nuovi orari, a partire dall’anteprima di martedì 2 giugno 2020.

I nuovi orari e il museo di Palazzo Vecchio “a metà”

In questa prima fase i musei civici saranno visitabili solo 3 giorni la settimana, il sabato, la domenica e il lunedì con un orario ridotto, dalle 14.00 alle 19.00. Dopo l’apertura straordinaria in occasione della Festa della Repubblica, una sorta di regalo a tutti i fiorentini, la partenza ufficiale è prevista quindi nel weekend del 6 giugno 2020.

Cambia anche il modo di entrare nei musei comunali fiorentini. Per quanto riguarda il museo di Palazzo Vecchio non sarà possibile visitare gli scavi archeologici del teatro romano, né sarà possibile salire sul camminamento di ronda e sulla Torre di Arnolfo.

Musei civici di Firenze aperti, resta la card gratis per i residenti

Ci sono poi le regole, che rispettano le linee guida per la riapertura dei musei durante la fase due: accessi contingentati e prenotazione obbligatoria online (ecco il sito per comprare i biglietti). L’ingresso nei 3 musei civici di Firenze (Palazzo Vecchio, Museo Bardini e Museo Novecento) sarà gratis per chi ha la Card del fiorentino, sempre su prenotazione.

Durante la visita è obbligatorio indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza e all’entrata viene rilevata la temperatura corporea.

Le visite guidate

Sospese, almeno per il mese di giugno, le visite guidate a cura dell’associazione Muse, ma all’inizio del percorso museale un mediatore culturale sarà a disposizione del pubblico per spiegare in modo sintetico cosa si trova negli spazi espositivi.

“I nostri musei – spiegano il sindaco Dario Nardella di Firenze e l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – sono rimasti finora chiusi per la pesantissima situazione economica del Comune. Anche grazie a questa presa di posizione forte e simbolica abbiamo ottenuto dal Governo l’impegno di un ristoro, seppur parziale e insufficiente, delle risorse necessarie all’attivazione dei servizi. Abbiamo deciso di riaprire i nostri musei il 2 giugno, festa della Repubblica, come segnale di speranza e di rinascita”.

E gli altri musei

Nei giorni scorsi anche l’Opera di Santa Maria del Fiore ha lanciato un grido di allarme per i mancati introiti dalla vendita dei biglietti per i monumenti del Duomo di Firenze, riaprendo però i propri spazi (gratis per una settimana) per dare un segnale di speranza a tutta la città. In via di riapertura anche Boboli, Palazzo Pitti, Uffizi e Palazzo Strozzi.

Tramvia, Firenze studia come portarla fino al Duomo (o quasi)

La Firenze post-Covid avrà una tramvia che porterà i cittadini e i turisti a due passi dal Duomo: i tecnici stanno studiando come poter ampliare la mappa del progetto della variante al centro storico “allungando” i binari fino all’inizio di via Cavour. Lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella durante la presentazione di “Rinasce Firenze”, il nuovo programma di mandato per la ripartenza della città dopo la crisi scatenata dal coronavirus.

Tramvia sotto il Duomo di Firenze? No, vicino

Non ci sarà però un passaggio della tramvia sotto il Duomo di Firenze, ma le rotaie di Sirio si fermeranno all’altezza di via Martelli, per permettere alle persone di raggiungere agevolmente la cattedrale di Santa Maria del Fiore e i principali monumenti dell’area Unesco. L’idea fa parte del piano del trasporto pubblico per il centro storico, un tassello del progetto che il primo cittadino ha illustrato per ripensare questa parte di città, colpita dal crollo del turismo. Tra le altre misure preventivate il divieto di accesso a tutti i pullman turistici nel centro storico, stop che entro il 2024 sarà esteso a tutto il territorio comunale.

In tram nel centro di Firenze, fino al Duomo

Finora il progetto della cosiddetta Vas (ossia variante a centro storico) prevedeva un collegamento tra il percorso della linea 1 (Fortezza), piazza della Libertà e piazza San Marco, integrandosi anche con la futura linea 3 per Bagno a Ripoli. Adesso l’ipotesi è di allungare il tracciato verso il cuore di Firenze e il Duomo: “I nostri uffici – ha spiegato Nardella – stanno già elaborando una proposta per far arrivare la tramvia non più solo fino a piazza San Marco ma fino a tutta via Cavour, all’inizio di Martelli, dunque all’ingresso vero e proprio del centro storico”.

L’idea, che dovrà passare al vaglio della Soprintendenza, è di portare i binari grossomodo all’altezza di Palazzo Medici Riccardi, con tram senza pali e fili, ma alimentati a batteria. I lavori, se tutto andrà per il verso giusto, partiranno entro la prima metà del 2021.

Nardella: “La prima tappa del Tour de France sull’Appennino” tra Firenze e Bologna

Ospitare la prima tappa del Tour de France sui due versanti dell’Appennino, fra Toscana ed Emilia-Romagna, Firenze e Bologna: è l’idea del sindaco di Firenze Dario Nardella già condivisa con il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Il Tour de France tra Firenze e Bologna

Lo ha fatto sapere lo stesso sindaco Nardella durante la conferenza di presentazione di “Rinasce Firenze“, il piano per la ripartenza della città dopo l’emergenza Covid. “Ho chiesto al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – ha detto Nardella – di organizzare a ridosso dell’Appennino la prima tappa del Tour de France“. Un’idea che evoca la proposta di candidare Firenze e Bologna come sedi delle Olimpiadi 2032.

Maglia gialla sull’Appennino

Nessuna indicazione più precisa in merito a quale edizione si stia ragionando. Non sarà certamente quella del 2020, che prenderà il via il prossimo 29 agosto. Né quella del 2021, il cui percorso resta da definire ma si sa intanto per certo che partirà in Danimarca, con una crono e due tappe tra Copenhagen e Sønderborg.

Se ne parlerà, quindi, per le edizioni dal 2022 in poi. Certamente l’idea di un Tour de France sull’Appennino, tra Toscana ed Emilia-Romagna, magari con un passaggio per i capoluoghi Firenze e Bologna, è una suggestione che scalda gli animi di appassionati e non.

È consuetudine vecchia ormai di decenni, infatti, quella dei grandi giri di organizzare alcune delle loro tappe, soprattutto quelle inaugurali, all’estero. Negli anni il Tour de France è passato lungo le strade di Andorra, Belgio, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Principato di Monaco, Olanda, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Lo stesso hanno fatto il Giro d’Italia e, più di recente, la Vuelta a España.

Bonus Bici 2020: si va verso click day? Il ministero mette in guardia

Che sia per biciclette elettriche o convenzionali, per un monopattino oppure per una hand bike, la strada per richiedere il bonus bici 2020 è tutta in salita con l’eventualità di un click day (non preventivato): troppo pochi i 120 milioni di euro messi a disposizione dal decreto rilancio per il “buono mobilità”, avverte la ministra dei Trasporti Paola de Micheli, mentre si attende un fiume di domande di rimborso non appena il Ministero dell’Ambiente rilascerà l’app web per richiedere l’agevolazione. Molti rischiano di rimanere fuori e si profila già una vera e propria corsa contro il tempo per chi vorrà beneficiare di questo buono, con un un boom di collegamenti nel giorno stesso in cui andrà online l’applicazione per avere il bonus.

Servono quindi soluzioni per superare la logica del “chi primo arriva, meglio alloggia”, che potrebbe mandare in tilt i sistemi informatici come già successo in passato per i bonus dell’Inps.

Bonus mobilità 2020, l’app del Ministero dell’Ambiente e la procedura di richiesta

Il bonus bici funziona in modo retroattivo e garantisce il 60% di quanto speso, dal 4 maggio al 31 dicembre 2020: nella cosiddetta fase 1 (dal 4 maggio fino a quando sarà operativa l’app web del Ministero dell’Ambiente) è previsto il rimborso diretto al consumatore, caricando la fattura online, mentre nella fase 2 (ossia quando sarà attiva l’applicazione) sarà consentito lo sconto nei negozi aderenti grazie a un buono digitale da scaricare dal programma web.

Questa catena però potrebbe incepparsi già alla fase 1, con l’esaurimento dei fondi disponibili nel giro di poco tempo: la messa online dell’applicazione web per richiedere il bonus bici si trasformerebbe così, volenti o nolenti, in un click day. In molti infatti hanno già comprato biciclette, monopattini elettrici, segway, hoverboard, e alcuni di questi articoli sono ormai introvabili nei negozi specializzati.

Il rischio di un click day per il bonus bici

Il Ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti, ossia i due dicasteri che hanno proposto il bonus bici, sono concordi: se Paola De Micheli durante l’audizione in Senato ha chiarito che per il 2020 “è necessario mettere più risorse”, anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è sulla stessa linea. L’unica via di uscita per il bonus bici, ed evitare un click day beffa per milioni di italiani, è ritoccare al rialzo i fondi disponibili (e quindi trovare nuove coperture) durante l’iter parlamentare del decreto rilancio, che trasformerà il provvedimento del governo in un legge.

Il bonus per l’acquisto di una bicicletta (anche elettrica)

Del bonus bici possono fare richiesta tutti i cittadini residenti nei Comuni con più di 50 mila abitanti oppure nei capoluoghi di provincia (con meno di 50 mila abitanti) e nei Comuni delle Città metropolitane. Si stima che almeno 26 milioni di persone potranno richiedere il buono mobilità, ma i 120 milioni di euro stanziati sono sufficienti a coprire solo 240 mila domande per il bonus bici “pieno” (per un massimo di 500 euro). Se si ipotizza invece una spesa media per l’acquisto di una bicicletta di 420 euro (quindi con un bonus nelle tasche del consumatore di 252 euro) si potranno coprire le richieste di poco più di 476mila persone. Qui i requisiti e come funziona il bonus bici 2020.

Ecco com’è fatta Immuni. Sperimentazione al via in tre regioni

Con il codice sorgente messo a disposizione su Github, era solo questione di ore prima che qualcuno riuscisse ad installare una versione (di poco) modificata e far vedere com’è fatta Immuni, l’app per il tracciamento del contagio da coronavirus. Per la versione definitiva dell’app, secondo quanto dichiarato oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza, siamo “alle battute finali” e a giorni dovrebbe partire la sperimentazione nelle prime regioni.

Ecco com’è fatta Immuni

La pubblicazione del codice sorgente di Immuni serviva proprio a dare la possibilità a chiunque di capire com’è stata realizzata la app. Suggerendo modifiche e integrazioni o segnalando eventuali errori. Immuni sarà infatti un’applicazione open source, vale a dire il cui codice sarà pubblico e privo di copyright.

Così poche ore dopo la pubblicazione l’utente “kodijo” su Reddit, il principale sito di social news, ha pubblicato il video del suo “tour” nella prima versione di Immuni.

Il video mostra tutto quello che accade al primo avvio di Immuni, di cui si possono intanto vedere l’icona e l’aspetto grafico. Dopo le istruzioni su cosa è Immuni e a cosa serve, viene chiesto all’utente di prendere visione dell’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali. A quel punto, per completare la registrazione, si dovranno inserire la regione e la provincia di residenza. Sono gli unici dati richiesti, per il resto l’applicazione lavorerà in modo anonimo.

Immuni, come funziona

Fatto questo, Immuni è attiva e lo resta anche quando si esce dall’app. Naturalmente è possibile scegliere di disattivarla in qualsiasi momento. Ci sono poi le informazioni su come funziona il sistema di tracciamento di Immuni e sulle buone norme da mantenere per limitare il contagio. Infine si può visualizzare il proprio codice personale da comunicare agli operatori sanitari nel caso in cui si risulti positivi al coronavirus.

App immuni: come funziona il tracciamento, quando e dove scaricarla

Quando uscirà Immuni

Ci si chiede quindi quando uscirà l’app Immuni, anche se ormai “siamo alle battute finali“. Così ha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza intervistato oggi su Sky Tg24. “Abbiamo fatto un lavoro molto accorto”, ha aggiunto Speranza. “Credo sia giusto farlo con questa attenzione perché stiamo parlando di uno strumento importante che entrerà nella vita dalle persone. Ci auguriamo che il massimo numero di italiani possa decidere volontariamente di scaricare quest’app”.

Immuni verrà lanciata in via sperimentale in tre regioni italiane prima che nelle altre. Si tratta di Abruzzo, Liguria e Puglia, dove l’app sarà disponibile già all’inizio della settimana prossima.

Coronavirus, in Toscana solo 3 casi. Il bollettino del 26 maggio

Un aumento giornaliero così basso non si registrava dal 2 marzo: sono solo 3 i nuovi casi di coronavirus in Toscana rilevati da ieri. Sei i decessi, ben 111 le guarigioni. Queste le ultime notizie riportate dal bollettino regionale di oggi, martedì 26 maggio.

Numeri incoraggianti, sostenuti anche dall’alto numero di tamponi analizzati da ieri, 4.055. Sono invece 4.523 quelli eseguiti, per un totale dall’inizio dell’epidemia che raggiunge i 234.796.

Contagi al minimo, sei i decessi: le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Il numero di persone contagiate dal coronavirus in Toscana dal 1° febbraio scorso è 10.070. Di queste, solo 1.522 sono attualmente positive, il valore più basso dal 19 marzo.  Sono 3.452 i casi complessivi rilevati in provincia di Firenze (1 in più rispetto a ieri), 562 a Prato, 673 a Pistoia, 1.044 a Massa, 1.360 a Lucca, 888 a Pisa, 553 a Livorno (1 in più), 676 ad Arezzo, 438 a Siena, 424 a Grosseto (1 in più).

La Toscana resta al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 270 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 381 ogni 100.000 residenti. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 536 casi per 100.000 abitanti, Lucca con 351, Firenze con 341. La più bassa Siena con 164.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (26 maggio)

Sono ad oggi 1.343 le persone in isolamento a casa, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche, 104 in meno di ieri. Sono 7.270 (meno 289 rispetto a ieri, meno 3,8%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, dopo avuto contatti con persone contagiate.

Anche i ricoverati nei posti letto Covid diminuiscono di 10 unità e sono oggi 179. Di questi, 34 sono in terapia intensiva (3 in meno rispetto a ieri). È il punto più basso dal 9 marzo 2020 per le terapie intensive e dal 12 marzo 2020 per i ricoveri totali.

Nuovo deciso aumento dei guariti, +111 in un giorno per un totale che sale a 7.527. Di questi, 1.505 sono i “clinicamente guariti”, divenuti cioè asintomatici. Altri 6.022 (+176) sono le guarigioni virali con doppio tampone negativo.

Si registrano 6 nuovi decessi, tre uomini e altrettante donne con un’età media di 79,5 anni. Sono stati segnalati tre in provincia di Firenze, uno a Massa Carrara, uno a Lucca e uno a Grosseto. Il totale dei morti per le conseguenze del coronavirus in Toscana è di 1.021 dall’inizio dell’epidemia. Così ripartiti per provincia: 373 a Firenze, 46 a Prato, 79 a Pistoia, 142 a Massa Carrara, 135 a Lucca, 85 a Pisa, 58 a Livorno, 45 ad Arezzo, 29 a Siena, 21 a Grosseto. Ci sono poi 8 persone decedute sul suolo toscano ma che erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 27,4 per 100.000 residenti contro il 54,5 x100.000 della media italiana. La Toscana è l’11° regione più colpita. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (72,9 x100.000), Firenze (36,9 x100.000) e Lucca (34,8 x100.000), il più basso a Grosseto (9,5 x100.000).

Sono i dati accertati alle ore 12 di oggi ed elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus.