martedì, 7 Aprile 2026
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McDonald’s e la riapertura: McDrive, asporto o consegna a domicilio

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Al via anche la fase 2 dell’hamburger. Dopo la “quarantena” per il coronavirus McDonald’s ha deciso la riapertura dei suoi fast food in tutta Italia, ma per metà: i ristoranti rimangono chiusi al pubblico, ma è disponibile il servizio da asporto, i McDrive e anche la consegna a domicilio principalmente negli orari serali. La catena americana, che in Italia conta 24mila dipendenti, ha adottato tutte le misure di sicurezza e di igiene per garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti, si legge in una nota: sanificazione di locali, arredi e attrezzature; monitoraggio dello stato di salute dei dipendenti; gel igienizzante, guanti e mascherine; maggiore frequenza delle attività di pulizia.

Dal 4 maggio il menu viene ridotto, anche se sono presenti i grandi classici, dai panini alle patatine fritte fino agli Happy Meal.

Coronavirus, la riapertura di McDonald’s: asporto, a domicilio con il delivery

Il decreto sulla fase 2 permette infatti alla ristorazione di aprire i battenti per la vendita d’asporto. Da una parte c’è il servizio di consegna a domicilio “McDelivery” per ordinare da casa, nelle zone servite, e ricevere i prodotti grazie ai rider. È possibile anche il take away, ordinando ai chioschi interattivi o alla cassa dei ristoranti: gli ingressi contingentati e il ritiro dei menu da asporto avviene senza contatti tra dipendenti e clienti.

Posso andare al McDrive?

Tornano inoltre attivi anche i punti vendita con il McDrive: si arriva in auto, si fa l’ordinazione via interfono e il menu prescelto viene consegnato dal finestrino dell’auto, senza contatto tra le persone. Il decreto del presidente del Consiglio dal 4 maggio permette gli spostamenti non solo verso supermercati e farmacie, ma anche in direzione dei negozi che vengono via via riaperti e quindi sono consentiti anche i viaggi per il ritiro del pasto d’asporto nei ristoranti o nei McDrive.

Dove è aperto

L’elenco dei ristoranti McDonald’s per i quali è stata decisa la riapertura dal 4 maggio è disponibile sul sito ufficiale della catena dove sono pubblicati anche gli orari: da Fiumicino a Siena, da Firenze a Lentate (Monza), sono tanti i ristoranti che sono tornati attivi dopo la fase acuta dell’emergenza coronavirus.

Ordinanza 50 della Regione Toscana: cosa si può fare e cosa no

È un vero e proprio vademecum per la fase 2: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, con l’ordinanza numero 50, ha messo nero su bianco le nuove disposizioni per questo secondo step della lotta al coronavirus, leggermente diverse da quelle nazionali previste nel decreto per il post 4 maggio. Dalle norme per le seconde case, alla spesa al supermercato (fuori dal proprio comune), fino alla differenza negli spostamenti per l’attività motoria e sportiva, sono tanti gli aspetti della vita quotidiana ai tempi del Covid-19 che cambiano.

Ecco quindi le nostre FAQ (le risposte alle domande più comuni) sulla fase 2 in Toscana.

Posso fare la spesa fuori dal mio Comune?

Sì, dal 4 maggio, come previsto anche nel dpcm a livello nazionale, è possibile fare la spesa in un supermercato fuori dal Comune dove si vive, ma in Toscana non si può andare a fare acquisti in un’altra provincia e sempre da soli. Non sono previsti accompagnatori, se non nel caso di minori.

È consentito spostarsi anche per recarsi nei negozi non alimentari di cui è prevista l’apertura dal decreto del presidente del Consiglio, sempre senza varcare i confini provinciali. In questi casi resta l’autocertificazione, da compilare in caso di controlli (qui il nuovo modulo per la fase 2).

Bar e ristoranti aperti? Cosa dice l’ordinanza 50 della Regione Toscana sulla fase 2

Bar, ristoranti e agriturismi sono aperti solo per le consegne a domicilio e per il servizio da asporto anche dopo il 4 maggio, secondo quanto confermato dall’ordinanza 50 della Regione Toscana. Non è possibile quindi consumare caffè, pizze, panini o quant’altro all’interno dei locali, ma solo ritirarli o farseli consegnare a casa.

L’ordinanza raccomanda ai gestori di privilegiare le ordinazioni online o per telefono, con gli ingressi su appuntamento, dilazionati nel tempo, per evitare assembramenti dentro e fuori dai bar e dai ristoranti. All’interno dei locali è consentita l’entrata di solo un cliente alla volta, per il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce.

Differenza tra attività sportiva e motoria: posso andare al mare o in campagna? E gli allenamenti?

Dal 4 maggio via libera all’attività motoria, come le passeggiate, e a quella sportiva, il jogging ad esempio, anche lontano dalla propria abitazione, ma con qualche differenza, stando all’ordinanza della Regione Toscana.

  • Sport e allenamenti

Chi fa sport individuale può anche spostarsi in auto e moto per allenarsi da solo in altre parti della regione, come ad esempio al mare o in campagna, rispettando la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dagli altri, ma deve rientrare a casa entro fine giornata. E’ il caso, ad esempio del trekking. E’ consentito andare anche ad allenarsi in impianti pubblici o privati all’aperto senza l’uso di spogliatoi o altri spazi chiusi.

Non è possibile essere accompagnati da altre persone quando si fa attività sportiva, eccetto che nel caso di “minori o di persone non completamente autosufficienti” si legge nell’ordinanza 50 della Regione Toscana.

  • Attività motoria (es. camminate)

Discorso differente per la semplice attività motoria (qui la definizione): si può uscire per una camminata o per una pedalata in bici ma con partenza e rientro nella propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Quindi no alle gite di famiglia verso la costa o in campagna.

L’attività motoria va fatta da soli, ma ci sono due eccezioni: i minorenni, come i bambini, che possono essere accompagnati, e i residenti nella stessa abitazione. In entrambi i casi non è necessario mantenere la distanza di sicurezza di un metro. In tutte le altre situazioni sì.

In Toscana la mascherina è obbligatoria quando si fa sport all’aperto? E quando cammino?

Quando si fa attività sportiva intesa all’aperto, come ad esempio la corsa, non è obbligatorio indossare la mascherina, ma come detto va sempre rispettata la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dalle altre persone. “Per ogni altra attività diversa da quella sportiva – si legge nell’ordinanza numero 50 della Regione Toscana sulla fase 2 – valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza intepersonale di almeno 1,80m”.

Un metro di distanza e mascherine: le regole sui bus della Toscana per la fase 2

Si può andare nelle seconde case?

Come vi spieghiamo in questo articolo, è permesso andare nelle seconde case in Toscana solo per lavori di manutenzione o di riparazione. Lo può fare solo una persona e per un periodo di tempo limitato: al termine della giornata deve rientrare nell’abitazione principale. Stesse regole per roulotte, camper e barche di proprietà.

L’ordinanza numero 50 della Regione specifica poi che il rientro presso il proprio domicilio, la propria abitazione o la residenza in Toscana “è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia”, non è quindi permesso arrivare da un’altra regione per andare nelle case utilizzate per vacanze.

La pesca sportiva è permessa?

L’ordinanza 50 della Regione Toscana consente, dal 4 maggio con la fase 2, l’uso di barche per pesca sportiva e amatoriale, come vi spieghiamo in questo articolo. A bordo possono esserci due persone al massimo, che devono rientrare all’ormeggio entro la giornata. Ok anche alle operazioni dei cantieri navali per la cura delle imbarcazioni.

Toscana: posso andare all’orto?

Come già previsto da un’ordinanza precedente, le nuove disposizioni della Regione Toscana per la fase 2 confermano la possibilità di fare spostamenti verso gli orti per attività agricole amatoriali, in terreni di proprietà e per le minime attività necessarie alla cura delle piante e degli animali. Lo spostamento può essere fatto non più di una volta ogni 24 ore ed è obbligatorio rientrare alla propria abitazione entro la giornata.

Coronavirus: e la raccolta dei funghi in Toscana?

In Toscana non è permesso prendere l’auto e recarsi nei boschi per raccogliere funghi. E’ possibile invece farlo da soli, senza accompagnatori, se si abita in zona, nell’ambito dell’attività motoria (camminata) partendo da casa e rientrando sempre nella stessa abitazione.

Animali: dalla toelettatura dei cani fino all’allenamento dei cavalli

Via libera poi ai servizi di toelettatura per animali, ma su prenotazione e seguendo le misure di sicurezza anti-coronavirus quando si consegna e si ritira la bestiola. Consentito anche ai proprietari e agli affidatari di cavali e cani di provvedere al loro addestramento e allenamento, nei maneggi o nelle aree autorizzate con obbligo di rientro in giornata presso la propria abitazione.

Fase 2, ordinanza n° 50 della Regione Toscana, il testo completo (pdf)

Qui è possibile scaricare in pdf il testo dell’ordinanza toscana, mentre sul sito della Regione sono state pubblicate le FAQ ufficiali sulla fase 2.

Spesa sospesa: 120 mila euro raccolti nei supermercati Coop.fi

Pasta, scatolame, latte, biscotti, olio e altri beni di prima necessità, per chi non riesce più a riempire il carrello a seguito dell’emergenza coronavirus. Sono questi gli ingredienti della solidarietà: in meno di un mese sono state 16 mila le donazioni per la “Spesa sospesa” nei Coop.fi. I 60 mila euro raccolti alle casse, grazie alla raccolta fondi tra soci e clienti, sono stati raddoppiati dalla Fondazione Il Cuore si scioglie: il totale di 120 mila euro è stato così utilizzato per finanziare l’acquisto di pacchi spesa, contenenti generi alimentari di base e destinati alle famiglie in difficoltà.

Questi kit vengono distribuiti dalle associazioni di volontariato del territorio con cui Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie collaborano abitualmente per affrontare l’emergenza alimentare in Toscana. Tra queste Caritas, Misericordia, ANPAS, Croce Rossa, Comunità di Sant’Egidio, San Vincenzo de’ Paoli e Madonnina del Grappa.

Aumentano le richieste. La spesa sospesa nei Coop.fi

Sono migliaia i nuovi poveri che le associazioni di volontariato toscane hanno iniziato ad assistere in questa crisi, tra loro tante donne con figli che hanno perso il lavoro. La solidarietà di Unicoop Firenze e della Fondazione Il Cuore si scioglie però non si ferma e altre iniziative partiranno a breve, per sostenere le persone bisognose sul territorio. Già a marzo sono stati messi a disposizione buoni spesa, per un valore di oltre 300 mila euro.

“Assistiamo a un importante incremento della povertà e delle disuguaglianze sociali: le richieste d’aiuto che ci arrivano riguardano soprattutto la difficoltà di mettere in tavola un pasto per sé e per i propri cari – scrivono Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie in una nota – Anche in questa emergenza la nostra collaborazione quotidiana con le associazioni si è rivelata fondamentale per dare risposte concrete alle necessità delle persone. Ringraziamo i tanti cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando ancora una volta il grande cuore della Toscana”.

 

Casi stabili, terapi intensive ai minimi da marzo: il bollettino del 4 maggio sul coronavirus in Toscana

Sono di nuovo 38, come ieri, i nuovi casi di positività al coronavirus in Toscana, 9 i decessi: queste le ultime notizie e i dati riportati nel bollettino di oggi, lunedì 4 maggio.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Il totale dei casi rilevati in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 9.601, con un aumento dello 0,4% rispetto a ieri. Casi distribuiti così secondo la provincia di segnalazione: 3.224 a Firenze (14 in più rispetto a ieri), 531 a Prato (2 in più), 647 a Pistoia (3 in più), 1.018 a Massa Carrara (3 in più), 1.308 a Lucca (4 in più), 858 a Pisa (1 in più), 526 a Livorno (3 in più), 651 ad Arezzo (3 in più), 425 a Siena (1 in più), 413 a Grosseto (4 in più). Sono 19 in più quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 11 nella nord ovest, 8 nella sud est.

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 257 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, aggiornata a ieri, è di circa 349 ogni 100.000 abitanti. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa con 522 casi per 100.000 abitanti, Lucca con 337, Firenze con 319. La più bassa resta Livorno con 157.

Altre 4.660 persone sono in isolamento a casa con sintomi lievi che non richiedono cure oppure positive ma asintomatiche. Sono 43  in meno rispetto a ieri. Ci sono poi 15.313 (meno 189 rispetto a ieri) persone in isolamento e in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Un nuovo minimo per i ricoverati

Continuano a scendere i ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. Sono 619, 6 in meno rispetto a ieri. Di questi, 107 sono in terapia intensiva (uno in meno rispetto a ieri). Si tratta del punto più basso raggiunto dal 28 di marzo 2020 per i ricoveri totali e dal 16 marzo per le terapie intensive. I ricoverati per Covid-19 sono l’11,7% degli attualmente positivi. Un dato assai inferiore alla media italiana del 18,7% e che pone la Toscana come penultima regione nella relativa classifica.

Ci sono poi 78 guariti in più rispetto a ieri. Il totale sale dunque a 3.441: 1.286 sono le persone “clinicamente guarite” (+2), 2.155 (+76 persone) sono state dichiarate guarite a tutti gli effetti con doppio tampone negativo.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (4 maggio)

I 9 decessi registrati nelle ultime ventiquattro ore riguardano 5 uomini e 4 donne con un’età media di 82,4 anni. Tre di questi nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 1 a Pisa,  e 1 a Livorno.

Il totale dei morti in Toscana dall’inizio dell’epidemia coronavirus, al 4 maggio, è di 881. Casi che sono così ripartiti: 306 nella provincia di Firenze, 43 a Prato, 76 a Pistoia, 122 a Massa Carrara, 123 a Lucca, 76 a Pisa, 46 a Livorno, 39 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

La mappa del coronavirus in Toscana

Il tasso grezzo di mortalità toscano, ovvero il numero di deceduti sul totale della popolazione residente è di 23,6 x 100.000 residenti. La media nazionale è di 40 ogni 100.000 abitanti, il che fa della Toscana la 12esima regione italiana per mortalità.

Il tasso di mortalità più alto si riscontra nella provincia di Massa Carrara (62,6 x 100.000), Lucca (31,7 x 100.000) e Firenze (30,3 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000). Gli attualmente positivi sono 5.279.

Infine i tamponi: i test eseguiti hanno raggiunto quota 152.447, 1.533 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi sono 2.087.

Solidarietà nel Quartiere 4: donati 30 kit per la festa della mamma

Pannolini, biscotti, minestrine, formaggini, frutta omogeneizzata, salviette. Solidarietà e sostegno per le famiglie e un pensiero ai più piccoli e alle mamme per celebrare la loro festa in questo particolare momento. Con l’avvicinarsi della festa della mamma, che sarà domenica 10 maggio, lo SPI CGIL del Quartiere 4 di Firenze ha donato prodotti alimentari con cui sono stati composti ben 30 kit per l’infanzia. I kit sono stati poi consegnati dal sindacato dei pensionati alle principali associazioni del territorio che stanno attualmente distribuendo pacchi alimentari alle famiglie più bisognose del quartiere fiorentino.

Tra le associazioni che hanno collaborato alla donazione, incentivata anche dal Comune di Firenze e dal Banco Alimentare, le tre Caritas parrocchiali di Isolotto, Legnaia e Bassi, il Centro Fede Speranza e Amore e l’associazione di volontariato Vincenziano. Il kit, composto da prodotti di prima necessità per bambini dai 6 ai 18 mesi, va ad aggiungersi ai pacchi che vengono consegnati abitualmente alle famiglie che necessitano di sostegno

SPi Cgil presidente Quartiere 4 mirko Dormentoni
Un rappresentante dello Spi Cgil del Q4 e il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni

Kit per l’infanzia: un’iniziativa che prosegue

“Questo è un gesto che ha permesso una raccolta straordinaria in occasione della Festa della mamma e che ha portato alla decisione di una nuova donazione – dichiara il presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni è stato infatti stabilito, con l’accordo di tutti i capigruppo del Consiglio di Quartiere, che dalla prossima riunione del 7 maggio 2020, ogni consigliere devolverà il proprio gettone di presenza all’acquisto dei prodotti per l’infanzia.

L’intero ricavato dai gettoni di presenza dei consiglieri di Quartiere permetterà infatti all’iniziativa di rinnovarsi legandosi anche al progetto “Mamma anche per noi”, la raccolta alimentare rivolta alla prima infanzia che da anni il Q4 promuove nei supermercati della zona. Un contributo piccolo ma significativo che alimenta il movimento di solidarietà portato avanti finora, grazie alla generosità di tante persone e alle associazioni del territorio che formano una rete di comunità davvero potente.

Seconde case in Toscana, spostamento solo per manutenzione

La Regione Toscana “apre” alle seconde case, ma solo per consentirne la manutenzione durante la cosiddetta fase 2  del piano contro il coronavirus, via libera anche alla pesca sportiva. Con una maxi ordinanza, la numero 50 del 2020, il governatore Rossi ha messo in fila tutte le regole su cosa è possibile fare e cosa no, dal 4 maggio in poi. Per quanto riguarda gli spostamenti verso le abitazioni diverse da quella principale (al mare come in montagna o in campagna) e verso roulotte, camper e barche ormeggiate, c’è un allentamento delle limitazioni che ricalca quello fatto da altre Regioni, come Liguria e Veneto, ma attenzione questo non è un via libera all’esodo verso le case di villeggiatura.

Seconde case in Toscana, spostamento solo per manutenzione

Dal 4 maggio, con la partenza della fase 2, è possibile andare nelle seconde case che si trovano in un altro Comune, ma non fuori dal territorio della regione Toscana, una sola persona e per lavori di manutenzione e per riparazioni. Le stesse regole valgono anche per le roulotte e i camper, posizionati ad esempio in rimesse o campeggi. In tutti i casi è obbligatorio però rientrare nell’abitazione di residenza entro la stessa giornata.

Stop quindi agli spostamenti di famiglie verso le case di villeggiatura: in pratica non si potrà passare la fase 2 al mare, in campagna o in montagna nelle abitazioni di proprietà, diverse da quella di residenza. Le seconde case, secondo quanto stabilito dall’ordinanza della Regione Toscana, dovranno restare chiuse se non per interventi di manutenzione.

Ordinanza 50 della Regione Toscana: cosa si può fare e cosa no

Barca e pesca sportiva in Toscana

Dal 4 maggio è possibile poi recarsi anche lì dov’è ormeggiata l’imbarcazione di proprietà, sempre per motivi legati alla manutenzione o alla riparazione. Sono consentite anche le uscite in barca per pescare, qui le regole.

Qui invece il testo completo dell’ordinanza 50 della Regione Toscana (pdf), che oltre a stabilire le regole per gli spostamenti verso le seconde case durante la fase 2, contiene una gran quantità di norme sulla “nuova normalità” ai tempi del coronavirus.

Pesca sportiva e amatoriale in Toscana: cosa dice l’ordinanza per la fase 2

Scatta anche la fase 2 della pesca sportiva e amatoriale: con l’ordinanza numero 50 la Regione Toscana fa chiarezza sui tanti punti dubbi presenti fino a questo momento, stilando anche le regole per gli spostamenti verso la barca di proprietà. Dal 4 maggio, con le nuove regole per limitare la diffusione del coronavirus, è possibile andare lì dov’è ormeggiata la propria imbarcazione, per lavori di manutenzione ma anche per uscite in mare, laghi e fiumi per pescare. Ci sono però delle regole da seguire, ecco quali.

Coronavirus: spostamenti verso la barca di proprietà e le regole per la nautica

Come succede per le case di proprietà, è possibile spostarsi anche in un altro Comune, ma non fuori Toscana, per recarsi nel punto dove è ormeggiata la barca di proprietà al fine di effettuare lavori di manutenzione e “riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene”, si legge nell’ordinanza n° 50 della Regione. È possibile farlo però da soli ed è obbligatorio rientrare in giornata a casa.

Sono anche permesse tutte le attività legate alla manutenzione e al rimessaggio delle imbarcazioni da diporto, come ad esempio l’alaggio, gli spostamenti verso i cantieri nautici e dai cantieri ai porti. Viene così data risposta alle tante richieste del settore.

Vietato poi arrivare da un’altra regione per raggiungere le case vacanza: il rientro al proprio domicilio è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia.

Pesca sportiva e amatoriale in Toscana: cosa dice l’ordinanza 50 della Regione

In Toscana con la fase 2 c’è anche un primo via libera alla pesca, sia essa sportiva o amatoriale: l’ordinanza consente l’uso di barche per pescare, con a bordo due persone al massimo, per motivi di sicurezza. Ok inoltre alla pesca subacquea. Il rientro in porto o all’ormeggio deve però avvenire entro la stessa giornata.

Permessa anche la pesca dilettantistica in mare (da terra), in fiumi e laghi, spostandosi con un mezzo proprio: in questo caso però bisogna farlo da soli, ad eccezione di minori o soggetti non completamente autosufficienti che possono essere accompagnati da una persona. Va rispettata la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone e il rientro nell’abitazione deve avvenire entro la fine della giornata.

Ovviamente per la pesca dilettantistica nelle acque interne è necessario aver pagato la tassa di concessione alla Regione Toscana, mentre per quella sportiva in mare va fatta comunicazione al Mipaaf, il ministero delle politiche agricole.

Qui il testo completo dell’ordinanza numero 50 della Regione Toscana, che comprende le tante regole per la fase 2 anche quelle per chi ama pescare.

Fase 2, posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune?

Dal 4 maggio ci sono novità. Con la fase 2 cambiano anche le regole per gli spostamenti per andare a fare la spesa in un supermercato o in un negozio alimentare fuori dal Comune di residenza. Il decreto del presidente del Consiglio dello scorso 26 aprile, ha introdotto delle modifiche alle rigide norme del lockdown, ma rimangono alcune disposizioni per ridurre il rischio della diffusione del coronavirus, dalla mascherina fino all’autocertificazione.

Continueremo a fare la fila con il carrello della spesa, quindi, ma ci sono novità non di poco conto: vediamo allora cosa si può e cosa non si può fare, con le nostre FAQ.

Posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune? Cosa cambia con la fase 2

Fino al 4 maggio non era possibile andare in un supermercato di un altro Comune, eccetto che per quelle zone di confine in cui il negozio alimentare a pochi passi era effettivamente fuori dal territorio comunale. Ebbene adesso si allentano le maglie: con la fase 2 è possibile recarsi non solo nei punti vendita più vicini a casa, come successo finora, ma è consentito andare nei supermarket che si trovano anche in altri Comuni vicini.

Non è possibile invece uscire dalla propria regione se non per motivi di lavoro, salute e per raggiungere la propria residenza se si è rimasti bloccati per il lockdown lontano da casa. In Toscana un’ordinanza regionale consente di fare acquisti anche fuori dal Comune dove si vive, ma rimanendo dentro la propria provincia.

Autocertificazione, anche per fare la spesa

Resta l’obbligo, in caso di controlli, di compilare l’autocertificazione quando si va a fare la spesa al supermercato, anche fuori dal proprio Comune: con la fase 2 è stato pubblicato un nuovo modulo (qui in pdf e word) aggiornato in base alle ultime disposizioni. Per velocizzare le verifiche è possibile portare con sé il modello stampato e compilato, ma in ogni caso le forze dell’ordine forniscono l’autocertificazione a chi ne è sprovvisto.

Supermercati aperti o chiusi di domenica? Dipende

Niente cambia per quanto riguarda le aperture festive: i supermercati e i negozi alimentari (come gli altri esercizi commerciali che riapriranno dal 18 maggio) possono restare aperti anche di domenica. Sta alle singole catene decidere gli orari e i giorni di apertura. È bene informarsi però sulle ordinanze delle singole Regioni che, in specifici momenti come ad esempio durante i ponti, possono imporre la chiusura dei supermercati o norme più restrittive per la situazione legata ai contagi da coronavirus.

Coronavirus: mascherina al supermercato e le FAQ del Ministero della Salute

Si può quindi andare a fare la spesa in un supermercato fuori dal Comune di residenza, ma rimangono le regole per limitare la diffusione del coronavirus. Nei punti vendita, come in tutti i luoghi chiusi, la mascherina è obbligatoria (eccetto che i bimbi sotto i 6 anni), va poi mantenuta la distanza di sicurezza dalle altre persone di almeno un metro (1,8 metri in Toscana) e gli accessi restano contingentati. Per questo alcune catene stanno testando app salta fila, per prenotare l’ingresso al supermercato.

Il Ministero della Salute ha diffuso inoltre un utile vademecum con i consigli e le regole per fare la spesa in sicurezza:

  • Uscire solo se necessario, anche nella fase 2
    verificare se è possibile fare la spesa online o se è prevista la consegna a domicilio degli acquisti, in modo da limitare gli spostamenti
  • Fare la spesa solo una volta a settimana e solo una persona per famiglia
    Si può accompagnare la moglie fino al supermercato, ma è fortemente raccomandato aspettare fuori, in modo tale che solo un componente del nucleo familiare faccia gli acquisti. Si consiglia poi di fare la spesa una volta a settimana
  • Preparare una lista della spesa
    Può sembrare un consiglio banale, ma non lo è. Serve a velocizzare gli acquisti e a ridurre i tempi di attesa di tutti
  • Mascherina obbligatoria + distanza di sicurezza
    va indossata anche al supermercato, ma va anche rispettata la distanza di sicurezza dagli altri clienti e anche dagli addetti alla vendita
  • Guanti
    fortemente consigliato l’uso di guanti usa e getta dentro i supermercati, in particolare quando si maneggiano alimenti e bevande
  • Pulirsi bene le mani
    Disinfettarsi le mani con i gel igienizzanti messi a disposizione dai supermercati, anche prima e dopo l’uso dei guanti

Sul sito del governo si trovano poi le risposte ai dubbi più comuni (qui le faq sul sito di Palazzo Chigi) sugli spostamenti concessi per la fase 2,  oltre al caso specifico della spesa fuori dal Comune dove si risiede o si ha il domicilio.

Visite mediche, ambulatori e ospedali: come riparte la sanità toscana nella fase 2

L’inizio della fase 2 segna anche il ritorno alla regolare attività sanitaria in Toscana: tra limitazioni all’accesso, nuovi orari e checkup a distanza, ecco cosa cambia per le visite in ambulatorio e in ospedale.

A fissare le regole è l’ordinanza 49 firmata dal presidente della Regione Enrico Rossi. Si comincerà per gradi, fino ad arrivare quanto più vicino possibile al pieno servizio.

Nuovi orari per le visite in ospedali e ambulatori della Toscana

Al primo punto, gli orari: ospedali, ambulatori e presidi sanitari in Toscana saranno aperti per 12 ore al giorno e 6 giorni a settimana. Questo per fare in modo di spalmare l’accesso dei pazienti e limitare che troppi utenti e operatori siano presenti in contemporanea.

Dove fare i test sierologici in Toscana: nuovo elenco dei laboratori privati

Fase 2, le regole per gli ospedali

Negli ospedali resterà la divisione tra i reparti Covid e quelli non Covid, con percorsi e personale dedicato. All’ingresso ci sarà sempre il pre-triage e tutte le procedure di sicurezza per gli accesso agli ospedali.

All’interno degli ospedali e delle altre strutture sanitarie resta obbligatorio l’uso della mascherina e dei dispositivi di protezione individuale. Obbligo che vale anche per tutti i lavoratori della sanità, compresi quelli che lavorano negli uffici se non è possibile garantire la distanza di 1,80 m tra le postazioni di lavoro.

Circa 1.100 nuovi posti letto verranno attivati dalle aziende sanitarie per le cure intermedie. Sommati agli attuali 612, si raggiungerà così l’obiettivo dei 1.700 letti distribuiti sul territorio regionale.

I 250 posti di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia saranno lasciati a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

Visite in ambulatorio: cosa cambia dal 4 maggio in Toscana

Da oggi, 4 maggio, riprenderanno le visite ambulatoriali programmate in Toscana. Oltre a quelle, ripartono gli screening oncologici e i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità.

I medici di base e i pediatri potranno fare anche visite telematiche a distanza per i casi in cui lo ritengano possibile. Sempre a distanza, online, potranno anche fare visite di controllo.

Il nuovo protocollo di sicurezza sul lavoro per la fase 2 in Toscana

Le visite che invece richiedono necessariamente la presenza fisica verranno fatte su appuntamenti cadenzati, così da evitare l’affollamento nelle sale di attesa delle Asl.

In caso di ricovero pre-chirurgico, ogni paziente dovrà sottoporsi al test sierologico semi-quantitativo tra i 10 ed i 7 giorni prima. Il giorno stesso dell’operazione, prima del ricovero, verrà effettuato il tampone.

Vietati gli accompagnatori

Per qualsiasi prestazione sanitaria resta il divieto di accesso per gli accompagnatori, tranne che in caso di minori, disabili e persone non autosufficienti. Ricominceranno i prelievi del sangue, ma solo su prenotazione. L’orario di prelievo sarà esteso fino al primo pomeriggio.

La libera professione dei medici – le cosiddette visite intramoenia – sarà autorizzata solo quando il tempo di attesa per le prestazioni ambulatoriali programmate non supererà i 15 giorni (30 giorni per la diagnostica).

Rsa e centri diurni: nuove regole in Toscana dal 4 maggio

Nelle RSA sarà presente un medico della Asl ogni 300 assistiti per seguire gli ospiti in aggiunta al personale della struttura e al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.

I centri diurni per persone con disabilità riapriranno dal 18 maggio, a breve una delibera della Giunta regionale dettaglierà le modalità per la ripresa delle attività.

Viene confermata l’operatività delle USCA, le unità speciali di continuità assistenziale. Infine, tutte le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliero-universitarie toscane contribuiranno al monitoraggio degli indici di controllo della pandemia istituito dal Governo.

Il testo completo dell’ordinanza numero 49 della Regione Toscana è disponibile a questo indirizzo.

Il nuovo protocollo di sicurezza sul lavoro per la fase 2 in Toscana

Mascherina obbligatoria, distanza interpersonale di un metro e ottanta, sanificazioni. L’ordinanza 48 firmata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi stabilisce il nuovo protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro in vigore da lunedì 4 maggio, giorno di inizio della cosiddetta fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Da casa al lavoro, le regole sui mezzi

Prima di tutto, in che modo si deve arrivare al lavoro? Esistono regole di sicurezza da rispettare sui mezzi pubblici, dalla mascherina ai guanti raccomandati. La Regione, tuttavia, continua a raccomandare l’uso dei mezzi privati e individuali, su tutti biciclette e mezzi elettrici quando possibile.

Distanza aumentata a 1,8 metri

La distanza di sicurezza consigliata in Toscana è di 1,8 metri e non di un metro soltanto come previsto dalla normativa nazionale. Una battaglia personale del presidente della Regione Enrico Rossi. “Prendo atto che il governo ha stabilito cose diverse”, spiega Rossi in una nota. “Non voglio assolutamente penalizzare né le imprese né i cittadini della Toscana su una scelta che si riferisce a tutto il territorio nazionale. Resto tuttavia della convinzione che per tutelare la salute propria e degli altri sia meglio mantenere una distanza superiore, di almeno un metro e ottanta. Sulla distanza di un metro sarebbe più appropriato parlare di ‘limite di vicinanza’ come tutti possono facilmente comprendere. Per questo ribadisco il mio invito a mantenere comunque un distanziamento di almeno 1,8 metri”.

Il protocollo per la sicurezza sul lavoro: cosa dice l’ordinanza 48 della Regione Toscana

La mascherina sarà sempre obbligatoria sul posto di lavoro. Non solo: laddove non fosse possibile rispettare il distanziamento interpersonale di 1,8 metri è raccomandato anche l’uso di guanti, occhiali, tute, cuffie, camici e di tutti gli altri dispositivi di protezione individuale previsti dai decreti nazionali.

Fase 2, le regole di sicurezza sul lavoro dal 4 maggio

All’ingresso al lavoro dovrà essere misurata la temperatura corporea di tutti i lavoratori. Dovranno anche essere presenti dispenser di liquido igienizzante per le mani. Gli ambienti di lavoro dovranno essere disinfettati almeno una volta al giorno e a ogni cambio di turno. Si dovrà garantire il maggior ricambio d’aria possibile.

Di tutti questi adempimenti si farà carico il datore di lavoro, che dovrà tenere un registro delle sanificazioni certificato da un’autodichiarazione.

Distanza obbligatoria anche nelle mense aziendali. Almeno un metro, ma è consigliata quella di 1,8 metri. Anche i tavoli dovranno essere sanificati dopo ogni pasto. Si potrà anche mangiare alla scrivania e sul posto di lavoro per evitare assembramenti.

Negozi e uffici aperti al pubblico: il protocollo di sicurezza

Stesse regole per gli esercizi commerciali, che avranno però alcune disposizioni in più per limitare i contatti tra clienti e lavoratori.

Prima di tutto, gli accessi contingentati in base agli spazi disponibili. Se il locale è più piccolo di 40 metri quadrati, potrà entrare un solo cliente alla volta. Anche in questo caso la distanza consigliata è di 1,8 metri, quella minima è di 1 metro. Le stesse misure circa la distanza da mantenere e la sanificazione delle mani valgono anche per i mercati all’aperto.

Dovranno essere installati pannelli di separazione tra gli addetti del negozio e i clienti, dove possibile. All’ingresso devono essere posizionati dispenser di liquido disinfettante per le mani: la sanificazione diventa infatti obbligatoria.

Nei negozi si potrà entrare solo con mascherina che copra bocca e naso. L’accesso è consentito ad una sola persona per nucleo familiare con l’eccezione dei bambini e dei non autosufficienti. I clienti devono provvedere alla pulizia preventiva dei carrelli o dei cestelli che utilizzano.

Lo stesso protocollo di sicurezza si applica per l’accesso agli uffici pubblici e privati e agli studi dei liberi professionisti.

I datori di lavoro dovranno obbligatoriamente redigere un protocollo di sicurezza anti-contagio. Lo si può compilare online sul sito https://servizi.toscana.it/presentazioneFormulari, entro il 6 maggio per chi riaprirà subito o comunque entro 30 giorni dalla riapertura. Lo dovranno compilare anche le attività che hanno riaperto già dal 18 aprile.

Il testo completo dell’ordinanza 48

L’ordinanza 48 sostituisce la precedente ordinanza 38 e il nuovo protocollo per la sicurezza sul lavoro sarà in vigore da domani, lunedì 4 maggio 2020, in tutta la Toscana.

Il testo integrale dell’ordinanza 48 in formato pdf può essere scaricato a questo indirizzo.