martedì, 18 Agosto 2026
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I codici Ateco che possono lavorare nella fase 2: l’elenco in pdf della riapertura dal 4 maggio

Manifattura, costruzioni, tessile, automotive. Si torna al lavoro. Il 4 maggio è il giorno della riapertura, dell’inizio della cosiddetta fase 2: ecco l’elenco dei codici Ateco delle imprese che possono riaprire e riprendere a lavorare, disponibile anche in formato pdf e Word.

Verso la fase 2: codici Ateco e tappe della riapertura

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il calendario delle riaperture per la fase durante la conferenza stampa di ieri sera. Una road map prevista nel decreto, il Dpcm 26 aprile, che regola anche gli altri aspetti della fase 2: spostamenti, visite ai parenti, attività sportiva, autocertificazione.

Sarà di fatto una riapertura in tre tappe. Il 4 maggio tocca a buona parte delle fabbriche, l’edilizia e il commercio all’ingrosso legato ai settori che tornano al lavoro. Bar e ristoranti potranno inoltre ripartire con il solo servizio da asporto.

Fase 2, il calendario delle riaperture

Il 18 maggio tocca ai negozi e a tutto il commercio al dettaglio. Oltre a questi, riaprono musei, mostre d’arte e biblioteche. Infine il 1° giugno toccherà a tutti gli altri: bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste, centri massaggi e simili.

Le attività che possono riaprire il 4 maggio: elenco dei codici Ateco

Codici Ateco delle imprese per la riapertura del 4 maggio
01 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02 Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali
03 Pesca e acquacoltura
05 Estrazione di carbone (esclusa torba)
06 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
07 Estrazione di minerali metalliferi
08 Estrazione di altri minerali da cave e miniere
09 Attività dei servizi di supporto all’estrazione
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
12 Industria del tabacco
13 Industrie tessili
14 Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia
15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili
16 Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio
17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
23 Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
24 Metallurgia
25 Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature)
26 Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi
27 Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche
28 Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca
29 Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
31 Fabbricazione di mobili
32 Altre industrie manifatturiere
33 Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature
35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
41 Costruzione di edifici
42 Ingegneria civile
43 Lavori di costruzione specializzati
45 Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli
46 Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli)
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55 1 alberghi e strutture simili
58 Attività editoriali
59 Attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore
60 Attività di programmazione e trasmissione
61 Telecomunicazioni
62 Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
63 Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici
64 Attività di servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione)
65 Assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione (escluse le assicurazioni sociali obbligatorie)
66 Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative
68 Attività immobiliari
69 Attività legali e contabilità
70 Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
73 Pubblicità e ricerche di mercato
74 Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
78 Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale
80 Servizi di vigilanza e investigazione
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
81.3 Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)
82 Attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni associative
95 Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
99 Organizzazioni ed organismi extraterritoriali

 

Fase 2, i codici Ateco che possono riaprire il 4 maggio: elenco pdf e Word

Il decreto del presidente del consiglio del 26 aprile contiene anche l’elenco completo dei codici Ateco delle imprese che possono tornare a lavorare fin dall’inizio della fase 2.

  • L’elenco dei codici Ateco per le riaperture del 4 maggio è disponibile qui in formato pdf
  • L’elenco dei codici Ateco per le riaperture del 4 maggio è disponibile qui in formato Word

Quali negozi riaprono il 18 maggio

Il 18 maggio toccherà poi al commercio al dettaglio: tutti i negozi e i supermercati. Con un protocollo di sicurezza molto rigido che prevede accessi contingentati, sanificazioni quotidiane, distanziamento e altre misure per evitare di favorire il contagio.

Il decreto sul 4 maggio e la fase 2, il testo in pdf

In particolare, i negozi che potranno riaprire il 18 maggio sono quelli individuati all’allegato 1 del Decreto 26 aprile. Riportiamo di seguito l’elenco completo.

  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria
  • Commercio al dettaglio di libri
  • Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi e fertilizzanti

Il decreto sul 4 maggio e la fase 2, il testo in pdf

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha firmato il 26 aprile il nuovo decreto (dpcm) riguardo alle misure per la fase 2, previste dal 4 maggio 2020  in poi: il testo, disponibile anche in pdf e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, prevede novità per quanto riguarda gli spostamenti, la riapertura dei negozi e delle attività produttive, nuove possibilità per uscire di casa e per fare sport, oltre a disposizioni per contenere il contagio da coronavirus.

Ecco cosa dice il testo del decreto, in sintesi. In fondo all’articolo il link per scaricare il pdf del decretio.

Spostamenti tra Comuni e regioni, seconde case, quando si potrà uscire di casa

  • Restano vietati gli spostamenti interregionali: secondo il nuovo decreto, anche dopo il 4 maggio non si potrà andare da una regione all’altra, eccetto che per motivi di lavoro o salute.
  • Spostamenti tra Comune e Comune, anche per fare visita ai parenti oltre che per motivi di lavoro, salute e necessità. Quando si andrà a trovare i familiari bisognerà indossare le mascherine e mantenere la distanza di sicurezza di un metro. No a feste private e rimpatriate con i familiari, vietati anche gli assembramenti
  • Cade il divieto esplico di spostamento verso le seconde case
  • Resta l’autocertificazione, ma ci sarà un nuovo modello.
  • Si potrà fare attività sportiva o motoria anche lontano dalla propria abitazione, purché da soli e rispettando la distanza di sicurezza di un metro (che sale a due per le attività fisiche più intense)
  • Riaprono parchi e giardini, ma solo se sarà possibile contingentare gli ingressi. Obbligatorio mantenere le distanze di sicurezza.

Qui i dettagli su cosa prevede il testo del decreto per gli spostamenti, dal 4 maggio in poi.

Il decreto sulla fase 2: da maggio riapertura dei negozi

Il testo del decreto sulla fase 2, scaricabile anche in pdf (vedi link in basso), stabilisce anche un calendario per le riaperture delle attività produttive, dei negozi, dei bar e dei ristornati, ecco le date:

  • dal 4 maggio ripartono manifatturiero ed edilizia, con la riapertura del commercio all’ingrosso legato a questi settori. Sempre da questo giorno è consentito il take away per bar e ristoranti
  • dal 18 maggio riaprono i negozi al dettaglio, come quelli di abbigliamento, oltre che mostre, musei e biblioteche
  • dal 1° giugno riaprono bar, ristoranti, parrucchieri, centri massaggi e centri estetici
  • Quando riaprono palestre e piscine? Ancora non c’è una data

Obbligo di indossare le mascherine. Distanza di sicurezza: cosa dice il decreto

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte stabilisce anche le misure per contenere la diffusione del coronavirus dopo il 4 maggio, in una fase in cui bisognerà convivere con il virus. In particolare viene previsto:

  • L’obbligo di indossare la mascherina in luoghi chiusi, che siano accessibili al pubblico, come anche su bus, treni e aerei. Il prezzo sarà calmierato: massimo 50 centesimi a mascherina
  • Bisognerà mettere le mascherine anche quando si vanno a trovare i parenti o quando si partecipa a un funerale (alle cerimonie possono prendere parte solo i familiari di primo e secondo grado, per un massimo di 15 persone)
  • Distanza di sicurezza obbligatoria: bisognerà mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

Cosa cambia dal 4 maggio, il nuovo decreto sulla fase due: scarica il testo del dpcm in pdf

Il dpcm firmato il 26 aprile dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il 27 aprile: da questo link è possibile il testo completo in pdf.

Aggiornamenti sul sito del governo.

Fase 2, il calendario delle riaperture

Già domani, 27 aprile, sarà il giorno del ritorno al lavoro per i dipendenti delle imprese di moda, automotive e componentistica che si sono messi in regola con le misure di sicurezza. Con la fase 2 ormai vicina – l’inizio è fissato per il 4 maggio – comincia a delinearsi il calendario completo delle riaperture: per tutti, dall’edilizia ai negozi, dai dentisti alle parrucchiere. Compresi i grandi marchi del retail, da Ikea a Decathlon.

La road map è stata definita dal presidente del consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di stasera. Il calendario delle riaperture è di fatto delineato. Si procederà in tre tappe: alcune riaperture il 4 maggio, altre il 18 maggio. Le ultime il 1 giugno, con le riaperture di bar, ristoranti, parrucchiere ed estetiste.

Coronavirus, cosa riapre il 4 maggio

Il 4 maggio, primo giorno della fase 2, potranno innanzitutto riprendere gli spostamenti all’interno della stessa regione, anche fuori dal proprio comune di residenza. Ritornano anche le estrazioni del Lotto e del Superenalotto.

Quando riapre l’edilizia

Sarà anche la data in cui riapre l’edilizia: il 4 maggio via libera a tutti i cantieri. Ripartiranno anche il settore manifatturiero e quello tessile, oltre a tutte le attività di commercio all’ingrosso legate a questi settori. Possibile anche la ripresa di tutti i lavori di ufficio, anche se in questo caso lo smart working, quando possibile, resta da preferire.

Fondo di garanzia per le imprese: il modulo per i prestiti fino a 25.000 euro

Lo stesso giorno si tornerà a poter correre e fare attività sportiva all’aperto non più soltanto nelle vicinanze di casa. Ovviamente, sempre mantenendo la distanza interpersonale di sicurezza, aumentata a due metri.

18 maggio, via alla riapertura dei negozi

Il giorno forse più atteso è però quello del 18 maggio, quando riaprono i negozi e le attività di commercio al dettaglio. Le regole di sicurezza resteranno stringenti: mascherine, ingressi contingentati, sanificazioni e distanziamento.

Riaprono i negozi di abbigliamento e scarpe, quelli di articoli per la casa, articoli sportivi e in generale tutto il commercio al dettaglio. Troppo presto, il 18 maggio, per la riapertura di parrucchiere ed estetiste.

Cultura, riaprono musei, mostre, biblioteche

Il 18 maggio sarà anche la data in cui riapriranno i luoghi della cultura: musei, mostre e biblioteche saranno di nuovo accessibili, anche in questo caso con le necessarie misure di sicurezza.

“Le mascherine proteggono tutti noi, ma attenzione a quali usare”

Parrucchiere ed estetiste, riapertura il 1 giugno

Il giorno della riapertura di parrucchiere ed estetiste è il 1 giugno. Non solo: lo stesso giorno toccherà anche a bar e ristoranti. Capienze ridotte, distanze dal bancone, camerieri con guanti obbligatori e sanificazioni. Non sarà come prima, ma intanto è un primo passo.

Quando riapre Decathlon

Con le palestre chiuse e la prospettiva che saranno tra le ultime a riaprire, in molti si sono arrangiati. Corsi in streaming, lezioni su YouTube e case trasformate in sale pesi. I negozi online di articoli sportivi sono stati letteralmente presi d’assalto, tanto che hanno dovuto contingentare l’accesso alle loro pagine. I magazzini oggi sono vuoti, impossibile ricevere cyclette, manubri e tappetini prima di giugno.

Sono in molti a domandarsi quando riapre Decathlon, Cisalfa Sport o il proprio negozi di articoli sportivi di riferimento. La data sarà quella del 18 maggio, la stessa segnata nel calendario delle riaperture per tutti i negozi di vendita al dettaglio. Anche qui con le dovute misure di sicurezza.

Coronavirus, la fase 3 in Italia: quando inizia e cosa prevede

Quando riapre Ikea e Mondo convenienza

A forza di stare in casa, c’è chi ha avuto il tempo di immaginarsela diversa. Progettando qualche lavoretto, oppure un restyling completo, si dovrà aspettare fin quando riapre Ikea, oppure altri negozi di arredamento e articoli per la casa come Mondo Convenienza. La data sarà quella del 18 maggio. Con delle misure restrittive per quanto riguarda l’accesso e la circolazione nelle sale dell’esposizione.

E i dentisti, quando riaprono?

C’è chi ha rimandato le visite meno urgenti nei giorni dell’emergenza più acuta. La salute però non può aspettare a lungo. Quando potranno ripartire le visite mediche? E quando riaprono i dentisti?

Per la verità, i medici specialisti non si sono mai fermati. I dentisti, ad esempio, si sono limitati a gestire le emergenze. La visita dal dentista, per i prossimi mesi, sarà piuttosto diversa da quella a cui siamo abituati. Intanto si verrà contattati per telefono il giorno precedente per sapere se si ha febbre o qualche altro sintomo riconducibile al Covid 19. In caso contrario, l’appuntamento è confermato.

Il dentista, tra le professioni più esposte al rischio contagio visto che non può mantenere la distanza di sicurezza, indosserà una maschera filtrante e una visiera protettiva. L’agenda giornaliera degli appuntamenti sarà molto più diradata per evitare assembramenti nelle sale d’attesa e per permettere un’igienizzazione ancora più profonda tra una visita e l’altra.

Coronavirus in Toscana, le ultime notizie del 26 aprile

Sono 132 i nuovi casi di coronavirus registrati da ieri, un dato influenzati dai 25 positivi individuati alla Rsa Villa Gisella di Firenze. Stabile il numero dei decessi (18), il dato dei pazienti ricoverati in terapia intensiva tocca il minimo dal 17 marzo. Queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, domenica 26 aprile.

Coronavirus, Firenze la più colpita in Toscana

I casi totali dall’inizio dell’epidemia salgono a 9.147. La mappa del contagio vede 3.003 casi segnalati in provincia di Firenze (79 in più rispetto a ieri), 513 a Prato (11 in più), 615 a Pistoia (8 in più), 979 a Massa-Carrara (2 in più), 1.256 a Lucca (12 in più), 836 a Pisa (3 in più), 508 a Livorno (7 in più), 617 ad Arezzo (7 in più), 420 a Siena (3 in più), 400 a Grosseto.
Sono quindi 98 i casi in più riscontrati oggi nell’Asl Centro, 24 quelli nella Nord Ovest, 10 quelli nella Sud Est.

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi con circa 245 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di 324 ogni 100.000, dato di ieri. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa-Carrara con 502 casi X100.000 abitanti, Lucca con 324, Firenze con 297, la più bassa Livorno con 152.

Il bollettino di oggi riporta anche 18 nuovi decessi. Si tratta di 10 uomini e 8 donne con un’età media di 83 anni. Relativamente alla provincia di notifica del decesso, 11 le persone decedute nella provincia di Firenze, 1 a Massa-Carrara, 1 a Lucca, 1 a Pisa, 1 a Livorno e 3 ad Arezzo.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana

Sono 778 i deceduti dall’inizio dell’epidemia, cosi ripartiti: 250 a Firenze, 39 a Prato, 72 a Pistoia, 112 a Massa-Carrara, 110 a Lucca, 70 a Pisa, 43 a Livorno, 33 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto; 7 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti sulla popolazione residente) per COVID 19 è di 20,9 x 100.000 residenti. La media nazionale è di 43,7 e ciò fa della Toscana la 12° regione più colpita.

Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (57,5  x 100.000), Lucca (28,4  x 100.000) e Firenze (24,7 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000).

Continua la riduzione dei ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. Oggi sono complessivamente 835, 18 in meno di ieri. Di questi, 158 sono in terapia intensiva (8 meno rispetto a ieri). È il dato più basso per le terapie intensive dal 17 di marzo 2020.

I ricoverati per Covid-19 sono il 13,9% degli attualmente positivi, dato inferiore rispetto alla media italiana (22,3%), che pone la Toscana come quint’ultima regione.

Il bollettino sul coronavirus in Toscana del 26 aprile

Le persone in isolamento domiciliare sono 5.234, 59 in meno rispetto a ieri.
Quelle in sorveglianza attiva dopo essere entrati in contatti con persone risultate positive sono 16.171 (meno 198 rispetto a ieri).

I guariti sono 2.300, 191 in più rispetto a ieri. Si dividono in 1.118 persone “clinicamente guarite” (132 persone, più 13,4%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 1.182 (+59 persone, più 5,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

A proposito di tamponi, il numero di test eseguiti sale a 127.394, 1.899 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi sono 3.786. Il recupero nell’analisi di circa 2.000 tamponi effettuati nei giorni precedenti ha influenzato l’aumento del numero di nuovi casi.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (26 aprile)

Prosegue anche lo screening con i test sierologici, saliti a 84.500 con tampone molecolare di conferma. I test sono stati effettuati sul personale sanitario (51.500 i test eseguiti, con un 2,2% di casi positivi, ridottisi all’1,1 dopo il tampone), sia su ospiti e operatori di Rsa/Rsd (33.000 i test effettuati con diagnosi in corso).

Liberazione, le celebrazioni per il 25 aprile a Firenze

È una Liberazione diversa dal solito, con l’emergenza coronavirus che non ha consente i consueti appuntamenti di piazza: ma a Firenze le celebrazioni ufficiali per il 25 aprile si sono comunque tenute, per quanto possibile, secondo la tradizione. Con la deposizione della corona di fiori da parte del sindaco Dario Nardella e l’esecuzione di “Bella ciao” sull’Arengario di Palazzo Vecchio.

Firenze, le foto delle celebrazioni per il 25 aprile 2020

Le celebrazioni si sono aperte alle 9.30, quando il sindaco Dario Nardella ha deposto una corona di fiori al monumento ai caduti di piazza Piazza dell’Unità. Con lui era presente anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani.

foto di Paola Bolletti

Firenze celebra la Liberazione

La cerimonia per il 25 aprile si è spostata poi sull’Arengario di Palazzo Vecchio. Qui, alle 10.30, Andrea Dell’Ira, prima tromba del Maggio Musicale Fiorentino, ha intonato “Bella Ciao”, il celebre canto popolare divenuto simbolo della resistenza partigiana.

Alle iniziative erano presenti anche i rappresentanti di Anpi e dell’Istituto Storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea. Tutte le iniziative del Comune di Firenze per il 25 aprile 2020.

25 aprile: la piazza è online (o sul balcone)

Sono tante, nonostante il lockdown, le iniziative promosse per il 75° anniversario della Liberazione. Se infatti non ci si potrà riunire nelle piazze, nulla vieta di festeggiare il 25 aprile nei balconi o nelle piazze virtuali. L’ANPI, l’associazione nazionale partigiani, ha lanciato per il 25 aprile un flash mob, invitando tutti a intonare “Bella Ciao” dal proprio terrazzo di casa.

E tante sono le iniziative nate dall’appello lanciato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sociologo e scrittore, ha invitato tutti gli italiani a festeggiare online questo momento. La stessa Anpi ha lanciato una sottoscrizione online.

Lo Spi Cgil della Toscana, il sindacato dei pensionati, ha promosso una sottoscrizione online dell’appello. E per festeggiare i partigiani e i 75 anni della Liberazione lo Spi invita tutti i cittadini a scrivere un messaggio su un cartello, farsi un selfie e inviarlo su Whatsapp al numero 348 52 85 436 per poi ritrovarsi sul sito ipartigiani.it.

25 aprile, festa in piazza (virtuale) e flash mob con “Bella Ciao” dal balcone

Una festa della Liberazione diversa, “assediati” dal coronavirus e chiusi in casa per il lockdown. Da più parti però arriva l’appello a non dimenticare il significato del 25 aprile e celebrare in una piazza virtuale questa giornata che ricorda la fine dell’occupazione nazi-fascista. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sociologo e scrittore, ha invitato tutti gli italiani a festeggiare online questo momento e il suo appello è stato firmato da migliaia tra intellettuali, giornalisti, politici, sindacalisti, personaggi del mondo dello spettacolo. Intanto l’ANPI, l’associazione nazionale partigiani, ha proposto sempre per il 25 aprile un flash mob, dando appuntamento sul balcone di casa, per intonare insieme “Bella Ciao”.

Piazza Italia, come partecipare al 25 aprile (online)

Tra le realtà che hanno aderito all’iniziativa di Carlo Pertini anche lo Spi Cgil della Toscana: il sindacato dei pensionati invita tutti i cittadini a firmare l’appello e a unirsi il 25 aprile in una piazza virtuale per festeggiare i partigiani e i 75 anni della Liberazione.  Basta scrivere un messaggio su un cartello, farsi un selfie e inviarlo su Whatsapp al numero 348 52 85 436 per poi ritrovarsi sul sito ipartigiani.it.

Intanto c’è una nuova sfida da affrontare, proprio in questi giorni. “Abbiamo la nostra battaglia in corso – scrive lo Spi -. Sconfiggere il coronavirus significa riconquistare i valori della libertà individuale, significa rispettare le condizioni di vita di ognuno, sentirsi perché lo siamo al fianco di chi in prima linea espone la sua vita al pericolo. Siamo convinti che il loro valore sia indispensabile per il futuro di ognuno”.

25 aprile, la piazza virtuale dello Spi Cgil Toscana

Il Flash mob del 25 aprile, sul balcone per cantare “Bella Ciao”

A questa iniziativa, si aggiunge il flash mob lanciato dall’Anpi per il pomeriggio del 25 aprile: alle 15.00, orario in cui ogni anno a Milano parte il corteo nazionale, tanti italiani si ritroveranno sul balcone di casa, in terrazza o affacciati alla finestra per intonare insieme la canzone simbolo della resistenza “Bella Ciao” e sventolare il tricolore. Anche a questo evento hanno aderito in molti, dall’Arci alla Cgil, dagli studenti universitari al Comune di Firenze, fino al movimento delle sardine.

“L’Italia ha bisogno, oggi più che mai, di speranza, di unità, di radici che sappiano offrire la forza e la tenacia per poter scorgere un orizzonte di liberazione – scrive l’Anpi in una nota -. Il 25 aprile arriva con una preziosa puntualità. Arrivano le partigiane e i partigiani, il valore altissimo della loro memoria. L’ANPI chiama il Paese intero a celebrarlo come una risorsa di rinascita. Di sana e robusta rinascita”.

Intanto in Toscana, un’ordinanza regionale, ha imposto la chiusura di tutti i negozi e i supermercati il 25 aprile e 1° maggio.

Living Room, il salotto della Manifattura Tabacchi di Firenze

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La “fase 2” della Manifattura Tabacchi di Firenze: un nuovo salotto virtuale dedicato alla cultura e all’arte contemporanea che prende il nome da un progetto già esistente,  Living Room. Da lunedì 27 aprile il palinsesto digitale Manifattura Tabacchi Home Edition si arricchisce per 6 settimane di interventi artistici, film, libri, poesie, podcast, interviste e video performance. Tutto gratuito su social e web.

In attesa di tornare a discutere e a confrontarsi dal vivo con creativi, curatori, artisti ed esperti, Living Room sposta temporaneamente il suo programma di talk e incontri sulla rete e si propone come piattaforma di analisi e riflessione sulla realtà. Previste 6 rubriche interdisciplinari che esplorano altrettanti temi: spazio, natura, tempo, corpo, identità, comunità. L’arte avrà un ruolo centrale, ma c’è anche altro: cinema e documentari, libri e poesie, editoria e architettura, scienza e moda. Ad arricchire l’offerta la collaborazione di partner d’eccezione.

L’offerta del living room della Manifattura Tabacchi di Firenze

ENTREVUE è uno spazio di dialogo, che coinvolge sei voci autorevoli nell’ambito dell’arte, dell’architettura, della moda e della sostenibilità. Ciascuno di loro affronta uno dei temi della programmazione in base alla propria esperienza e competenza, offrendo momenti di formazione e approfondimento.

Sei artisti (Laura Besançon, Alessio De Girolamo, Dori Deng, Sabrina Melis, Alessandro Cicoria, David Hartono) si domandano: “cosa succederebbe se il mondo un giorno si svegliasse in un luogo diverso da quello abituale”. Il loro spazio di espressione sarà If I woke up one day, un “metaluogo” di fantasia, nel quale il tempo, lo spazio, le relazioni umane, la natura hanno mutato forma e il virtuale è diventato reale.

Le meditazioni sull’arte prendono forma sonora grazie alla rubrica LIEVITI, una serie podcast in sei episodi a cura di Radio Papesse, l’archivio dedicato alla documentazione e all’approfondimento sulle arti visive. In questo lento viaggio di ritorno verso il mondo che conoscevamo, il tempo della vita si confonde con il tempo dell’attesa e, intanto, si fa il pane come se non ci fosse domani, tornando alle origini: farina, acqua e lievito, sempre che si trovi. E allora “Lieviti” fa innescare al pubblico dei nuovi “panificatori domestici” la lievitazione di pensieri e domande sui temi dell’oggi.

Il Festival dei Popoli, in collaborazione con CG Entertainment, ha deciso poi di mettere a disposizione la sua ‘camera con vista’ nella grande casa virtuale costruita insieme agli amici di Manifattura Tabacchi, una POPOLI STREAMING ROOM in cui sarà accessibile una selezione di documentari tratti dall’archivio del Festival dei Popoli.

E ancora il collettivo di artisti performativi Fumofonico ha creato DOCUMENTO: una rubrica fatta di video performance virtuali inedite, dove i versi di Amelia Rosselli, tra le più̀ importanti poetesse del Novecento europeo, acquistano nuova voce attraverso le letture dei membri del collettivo e di altri esponenti della scena poetica orale e performativa italiana con l’apporto sonoro di una squadra di musicisti d’eccezione.

Si parla infine di libri d’artista, quali opere d’arte sotto forma di volumi, nella rubrica LIBRARTI a cura di Centro Di, la casa editrice specializzata nella pubblicazione di libri di storia dell’arte, architettura, arti decorative, tra cui cataloghi di mostre, monografie, atti di convegno, cataloghi di musei, riviste specialistiche.

Come diventare social: corso online gratis con la Manifattura Tabacchi

Come entrare nel salotto virtuale

Le rubriche di Living Room saranno lanciate attraverso appuntamenti giornalieri sui canali social Facebook e Instagram della Manifattura Tabacchi di Firenze e tutte le uscite verranno raccolte sul sito ufficiale.

Mascherine, stop alla distribuzione nei supermercati in Toscana

Da lunedì 27 aprile si fermerà la distribuzione di mascherine nei supermercati della Toscana: continueranno a essere consegnate ai cittadini, sempre gratis, ma solo nelle farmacie e attraverso i Comuni. Così ha deciso la Regione Toscana e il presidente Enrico Rossi lo ha comunicato con un videomessaggio su Facebook.

Si ferma la distribuzione di mascherine nei supermercati della Toscana

La campagna di distribuzione di mascherine in Toscana era partita con gli 8,5 milioni di dispositivi consegnati attraverso i Comuni. All’inizio di questa settimana è stato dato avvio poi alla distribuzione di mascherine nei supermercati, gratis per tutti i cittadini.

Da lunedì a venerdì ne sono state consegnate 10 milioni attraverso supermercati e farmacie. “Un dato unico nella storia della nostra regione e nel panorama nazionale”, ha sottolineato Enrico Rossi.

Oggi però sarà l’ultimo giorno per i supermercati: da lunedì la distribuzione delle mascherine in Toscana continuerà, ma solo nelle farmacie e attraverso le iniziative organizzate dai Comuni.

Rossi: “Un successo della salute e dell’uguaglianza”

Ciò non significherà ha garantito Rossi, una minore disponibilità di dispositivi. “Non c’è motivo di avere ansia”, ha detto. “Sappiamo che potrebbero crearsi disagi e assembramenti, occorrerà avere un po’ di pazienza. Ma non lasceremo nessuno da solo“.

“I Comuni – ha continuato Rossi – continueranno a garantire un flusso di mascherine, persona per persona, casa per casa, rivolgendosi in particolare alle persone anziane. Può darsi che ci saranno esaurimenti delle scorte presso quella o l’altra farmacia. Ma arriveremo a tutti e presto la situazione si assesterà: sarà un successo della salute e dell’uguaglianza”.

Mascherine gratis a Firenze: distribuzione nei supermercati, l’elenco

Le mascherine made in Tuscany

Basti pensare che, secondo i dati riferiti dal presidente della Regione, circa un sesto dello stock totale è rimasto nei magazzini, un dato dovuto alla differente affluenza di cittadini da una farmacia all’altra. I 13 magazzini farmaceutici che riforniscono le farmacie della Toscana si stanno attrezzando per questo flusso straordinario di colli in entrata e per riequilibrare le disponibilità di tutti i negozi.

Le mascherine, ha aggiunto Rossi, sono prodotte in grande parte in Toscana. La regione oggi ha una capacità di produzione propria di 1,5 milioni di pezzi al giorno.

Mascherine nelle farmacie, avanti con la distribuzione per cognome

È “solo un suggerimento”, ha detto Rossi. Ma la distribuzione di mascherine nelle farmacie della Toscana potrebbe avvenire secondo il criterio alfabetico. Lunedì, primo giorno della consegna, per tutti i cognomi dalla A alla L. Martedì per tutti quelli dalla M alla Z. E così via nei giorni a venire, alternando i giorni.

Coronavirus, nuovi casi ancora sotto quota 100 in Toscana

Quarto giorno consecutivo con meno di 100 nuovi contagi, anche se i 97 di oggi sono comunque un dato in crescita rispetto a ieri. Queste le ultime notizie sull’andamento del coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, venerdì 24 aprile.

Il totale dei casi rilevati dall’inizio dell’epidemia sale a 8.877. Casi così ripartiti nella mappa del contagio: 2.849 segnalati in provincia di Firenze (54 in più rispetto a ieri), 493 a Prato (7 in più), 598 a Pistoia (6 in più), 966 a Massa Carrara (7 in più), 1.230 a Lucca (5 in più), 824 a Pisa (1 in più), 499 a Livorno (4 in più), 606 ad Arezzo (9 in più), 415 a Siena (1 in più), 397 a Grosseto (3 in più). Quindi 67 in più i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 17 nella nord ovest, 13 nella sud est.

La Toscana si conferma al decimo posto tra le regioni italiane come numerosità di casi, con circa 238 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di 315. È Massa-Carrara la provincia più colpita in proporzione, con 496 casi ogni 100.000 abitanti, Lucca con 317, Firenze con 282, la più bassa Livorno con 149.

Coronavirus, il bollettino del 24 aprile in Toscana

Sono 19 le morti registrate nelle ultime ventiquattro ore, dato in linea con quello degli ultimi giorni. Si tratta di 9 uomini e 10 donne con un’età media di 81,8 anni. Di questi, 11 sono deceduti nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 2 a Lucca, 3 a Pisa e 2 a Grosseto.

Il totale dei morti in Toscana dall’inizio dell’epidemia è di 742: 228 a Firenze 39 a Prato, 72 a Pistoia, 111 a Massa, 106 a Lucca, 69 a Pisa, 41 a Livorno, 28 ad Arezzo, 25 a Siena, 16 a Grosseto, 7 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (24 aprile)

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti sul totale della popolazione residente) per Covid-19 è di 19,9 x 100.000 residenti, contro il 42,3 x 100.000 della media italiana (12esima regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa (57 x 100.000), Lucca (27,3 x 100.000) e Pistoia (24,6 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000).

Si riducono ancora le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid che oggi sono complessivamente 897, 62 in meno di ieri, di cui 159 in terapia intensiva (- 9 rispetto a ieri). E’ il punto più basso raggiunto dal 17 di marzo 2020 per le terapie intensive.

Guariti oltre quota duemila

Le persone complessivamente guarite salgono a 2.002 (più 116 rispetto a ieri, + 6,2%): 969 persone “clinicamente guarite” (-26 persone), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 1.033 (+142 persone, circa il 16% in più) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo.

Ci sono poi 5.236 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (24 in più rispetto a ieri).
Sono 17.272 (5 in più rispetto a ieri) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl centro 8.378, nord ovest 7.698, sud est 1.196).

Lavoro, cosa prevede il nuovo protocollo di sicurezza per il coronavirus

È arrivato l’ok al nuovo protocollo di sicurezza per gli ambienti di lavoro, che viene così aggiornato con ulteriori regole in vista della fase 2 per il contenimento del coronavirus Covid-19: il documento, disponibile anche in pdf, è stato condiviso con le parti sociali e i sindacati, dopo una lunga maratona notturna al Ministero del Lavoro che si è conclusa nella mattinata del 24 aprile. L’annuncio della fumata bianca è arrivato dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Mascherine, guanti e misure di protezione, sanificazione degli ambienti di lavoro, privilegiare il più possibile lo smart working, postazioni distanziate in ufficio. Sono alcuni dei capisaldi del protocollo di sicurezza dei lavoratori, integrato con le nuove disposizioni in vista della graduale riapertura delle attività produttive e dei negozi (qui le ipotesi sulle date).

Sanificazione degli ambienti di lavoro

Uno dei punti principali riguarda le procedure per sanificare gli ambienti di lavoro, dagli uffici alle fabbriche, in particolare il protocollo di sicurezza per la prevenzione del Covid-19 prevede:

  • pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni come ad esempio le sale mensa e le zone con le macchinette automatiche di snack e bevande
  • pulizia a fine turno e sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi.
  • sanificazione degli spogliatoi

Le aziende che si trovano nei territori più colpiti dal coronavirus prima della riapertura dovranno effettuare una sanificazione straordinaria. Stessa procedura di disinfezione più accurata anche per le imprese dove sia stata rilevata la presenza di un malato di coronavirus: in questo caso scatta una vera e propria bonifica ambientale per togliere dai locali gli eventuali patogeni (qui l’articolo su come avviene la sanificazione straordinaria con l’ozono).

Sanificazione degli ambienti: cosa si intende e come si fa in un negozio?

Coronavirus e sicurezza sul lavoro: termoscanner all’entrata

I termoscanner non sono obbligatori ma le aziende avranno la possibilità di prevedere la misurazione della temperatura corporea prima dell’entrata negli ambienti di lavoro e le persone con più di 37,5 gradi, secondo il protocollo di sicurezza per il coronavirus, non potranno entrare. Dovranno essere temporaneamente isolate, non dovranno recarsi né nelle infermerie aziendali né al pronto soccorso, ma contattare subito il proprio medico di famiglia.

Chi nei 14 giorni precedenti abbia avuto contatti con persone positive al coronavirus, non potrà recarsi al lavoro. I soggetti invece che sono stati affetti da coronavirus potranno tornare in azienda solo se completamente guariti, con una sorta di “certificato di immunità”: una certificazione medica che attesti la negativizzazione dal virus Covid-19.

Coronavirus, la tabella del rischio e i codici Ateco per le riaperture

Ambienti di lavoro, cosa prevede il protocollo di sicurezza Covid-19: mascherine e postazioni distanziate

Altro capitolo importante quello delle norme di igiene e dei dispositivi di prevenzione e protezione individuare, in particolare il protocollo di sicurezza Covid-19 per gli ambienti di lavoro prevede:

  • Mascherine chirurgiche (o tipologie analoghe se sul mercato non sono disponibili dispositivi certificati) che devono essere indossate da tutte le persone che condividono spazi comuni
  • Distanza di sicurezza obbligatoria di almeno un metro
  • Protezioni aggiuntive per chi – a causa del tipo particolare di lavoro– non può rispettare il distanziamento sociale di almeno un metro (e quindi tute, cuffie, camici, guanti, occhiali).
  • accesso contingentato e per breve tempo nelle aree comuni, come zone fumatori e spogliatoi, dove la ventilazione deve essere continua
  • detergenti per le mani che le aziende devono mettere a disposizione dei lavoratori

L’ufficio ai tempi del Covid-19, cosa dice il protocollo di sicurezza

Ci sono poi le disposizioni per il lavoro dentro l’azienda o negli uffici. Tra queste:

  • scrivanie e postazioni distanziate, se non è possibile spostare il singolo lavoratore in un ufficio o in una sala riunioni dove posa operare da solo
  • orari di entrata e uscita scaglionati, con porte differenziate per l’accesso e la fine del lavoro (dove possible)
  • limitare al massimo gli spostamenti all’interno della stessa azienda
  • il divieto di fare riunioni di persona, consentite solo in caso di “necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza” – si legge nel protocollo di sicurezza per il coronavirus – con partecipanti ridotti al minimo, distanziamento interpersonale, pulizia e areazione dei locali
  • favorire il più possibile il lavoro da casa, il cosiddetto smart working.

Il pdf del nuovo protocollo di sicurezza Covid-19 negli ambienti di lavoro

Da questo link è possibile scaricare il pdf del nuovo protocollo di sicurezza per il Covid-19, con tutte le disposizioni per la prevenzione del coronavirus nei posti e negli ambienti di lavoro.

Aggiornamenti anche sul sito del Ministero del Lavoro.