martedì, 18 Agosto 2026
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Coltiva la tua impresa, investimenti a fondo perduto per creare imprese sociali a Pistoia

La nuova normalità verso la quale ci si avvia lentamente sembra offrire la possibilità di disegnare una società diversa, una società più solidale e più attenta ai bisogni locali.  Come spiegato dal Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, il momento sembrerebbe quindi migliore per provare ad avviare delle imprese con un impatto sociale positivo.

“La prossima ripresa non sarà attuata per riportare le cose al punto in cui erano prima”, ha scritto Yunus in un suo recente intervento pubblicato da La Repubblica. “Questa sarà la ripresa della gente e del pianeta. Si dovranno creare imprese in grado di rendere tutto ciò possibile. Il punto cruciale per lanciare un programma di rilancio post-coronavirus consisterà nel mettere al centro di ogni decisione e di tutti i processi decisionali politici una nuova consapevolezza sociale e ambientale”.

A Pistoia il bando “Coltiva la tua impresa!” offre proprio questa possibilità agli aspiranti imprenditori locali. Il bando propone di partecipare ad un percorso di formazione e accompagnamento per rafforzare le proprie competenze e capacità in materia di impresa sociale e ottenere un investimento a fondo perduto per l’avvio!

Il percorso di “Coltiva la tua impresa!” è promosso dagli esperti dello Yunus Social Business Centre dell’Università di Firenze, in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e la Fondazione Un Raggio di Luce Onlus.

Come è organizzato il percorso?

Da giugno a settembre, i partecipanti selezionati si cimenteranno nel social business design, nelle analisi di mercato, nel branding e nella comunicazione per ideare le proprie nuove strategie di impresa. Avranno l’opportunità di confrontarsi con consulenti e esperti in materia di impresa sociale per arrivare a dare forma concreta alla  propria idea di business plan.

Alla conclusione del percorso, i partecipanti presenteranno le loro idee di impresa ad una commissione di valutazione che deciderà se assegnare o meno l’investimento a fondo perduto per l’avvio del progetto. Grazie alle capacità acquisite durante il percorso, gli imprenditori sociali potranno poi rivolgersi anche a nuovi potenziali finanziatori per presentarsi, proporre l’idea di impresa e ottenere così nuovi fondi.

Chi può partecipare?

Singoli o gruppi che intendano avviare un’impresa in forma di cooperativa sociale di tipo A o B o di Impresa Sociale ai sensi del Decreto Legislativo 112/2017 che abbia sede legale e operativa nella Provincia di Pistoia.  Al momento della domanda l’impresa non deve essere ancora costituita.

Come si partecipa?

Gli aspiranti imprenditori e imprenditori devono compilare il formulario di partecipazione e mandarlo entro, e possibilmente non oltre, il 15 maggio 2020 alla mail: [email protected].

È possibile rivolgersi alo stesso indirizzo per fare domande e ricevere maggiori informazioni sul percorso.

Il bando, con maggiori dettagli sui criteri  e il formulario di partecipazione per sono disponibili qui: http://sbflorence.org/coltiva-la-tua-impresa-bando-per-creare-imprese-sociali-pistoia/

Chi sono i promotori?

Yunus Social Business Centre University of Florence (YSBCUF) è un centro dell’Università di Firenze che lavora per divulgare le  teorie del social business e offrire supporto strategico a privati e istituzioni che vogliono metterlo in pratica sia in Italia che all’estero. YSBCUF è il primo centro italiano accreditato dallo Yunus Centre di Dakha, in Bangladesh, fondato dal Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus. È nato dalla collaborazione l’Università di Firenze, il PIN – Polo Didattico di Prato e lo Yunus Centre.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia  è un soggetto filantropico impegnato nel sostegno del welfare comunitario e della crescita culturale e sociale del territorio.

La Fondazione Un Raggio di Luce Onlus è una fondazione laica e indipendente che opera in Italia e nel resto del mondo. Costituita all’inizio del 2004 dall’imprenditore pistoiese Paolo Carrara e dalla sua famiglia, porta avanti attività e progetti nei cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo e sul territorio italiano collaborando con realtà territoriali e partner che condividono la sua  visione e i suoi valori.

Lotto, Superenalotto e 10 e lotto: “apertura” delle estrazioni a maggio

Dopo uno stop durato più di un mese, la ripresa delle estrazioni è fissata a maggio, con un primo antipasto a fine aprile: si torna a giocare al Lotto, Superenalotto e 10 e Lotto, secondo una “ri-apertura” a con più date che ricalca da vicino il calendario per la fase 2 del lockdown da coronavirus. Tornano anche le scommesse. Le tabaccherie non hanno mai chiuso, visto che le sigarette sono considerate beni di prima necessità, ma hanno dovuto spegnere i terminali delle ricevitorie dopo la decisioni anti-affollamento prese dall’Adm, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’unico gioco d’azzardo rimasto nei negozi era rappresentato finora dai Gratta e Vinci. Adesso si allenta la stretta, ma restano le regole anti-contagio: bisognerà restare nelle ricevitorie il minimo tempo indispensabile per fare la giocata e rispettare le distanze di sicurezza. Vediamo nel dettaglio il calendario.

27 aprile, riprende il 10 e lotto, Millionday e Winforlife

La prima apertura riguarda il 10 e Lotto, le cui estrazioni ogni 5 minuti riprendono da lunedì 27 aprile insieme ai giochi Millionday, Winforlife e Winforlife Vincicasa. Resta però l’obbligo per i tabaccai e le ricevitorie di spegnere i monitor che normalmente riportano i numeri vincenti, per evitare assembramenti di persone nei punti vendita, problema che ha portato allo stop di questi giochi lo scorso mese a seguito dell’emergenza coronavirus.

4 maggio, la “riapertura” delle estrazioni  per Lotto e Superenalotto. Via libera alle scommesse

Il 4 maggio, data X anche per l’inizio del calendario di riaperture dei negozi per la fase 2 (qui i dettagli), sancirà anche il ritorno delle estrazioni sulle ruote del Lotto e del Superenalotto, che saranno fatte nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, ha comunicato in una nota ufficiale l’Agenzia per le Dogane e i Monopoli. Si potrà giocare anche a SuperStar e Eurojackpot. Sempre il 4 maggio è fissata la ripresa delle scommesse che implicano la certificazione da parte del personale dell’Agenzia. L’ultima estrazione del lotto si era tenuta a fine marzo.

Le scommesse sportive tornano dall’11 maggio, ferme le slot machine

Lunedì 11 maggio infine riprende a funzionare anche il mondo delle scommesse sportive e su eventi non sportivi e simulati. Anche in questo caso vige l’obbligo per le tabaccherie dello spegnimento dei monitor e dei televisori per evitare assembramenti che faciliterebbero la diffusione del coronavirus. Discorso diverso invece per le “macchinette”: restano ferme le slot machine.

Questo il testo in pdf della determina con cui l’Agenzia delle Dogane e Monopoli riattiva i giochi del Lotto.

Toscana, ecco l’unità di crisi del turismo per salvare le vacanze

Strutture ricettive, ristoranti, spiagge, cultura. La Regione Toscana lancia l’unità di crisi per la ripartenza del turismo nella fase 2, quattro gruppi di lavoro che lavoreranno alle linee guida di riferimento per tutti gli operatori del settore con l’obiettivo di salvare, nei limiti del possibile, le vacanze dell’estate 2020.

L’emergenza coronavirus ha travolto tutti i settori dell’economia, ma per il turismo in particolare sarà una crisi senza precedenti. L’unità di crisi lavorerà su proposte e linee guida attuative raccogliendo le istanze dei rappresentanti di categoria. Preparerà inoltre dei protocolli di sicurezza condivisi con la protezione civile e tutti gli enti responsabili della salute pubblica.

Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

È stato attivato anche un sito internet, www.toscanapromozione.it/covid, per la condivisione di analisi, situazione dei mercati e strategie di promozione.

Vacanze in Toscana, una task force per salvare la stagione del turismo

I gruppi di lavoro elaboreranno proposte per il rilancio del turismo in Toscana a partire dalle vacanze dell’estate 2020. Sono quattro: ricettività alberghiera, extralberghiera e open-air; ristorazione; lidi; musei e luoghi di cultura (coordinati dal Ministero dei Beni culturali e dal Comune di Firenze).

Si occuperà anche di monitorare il sistema dei trasporti, e in particolare quello dei collegamenti aerei, con l’ausilio di Toscana Aeroporti. Tra gli obiettivi, la creazione di nuovi itinerari per accompagnare, con servizi integrati, i flussi dai grandi attrattori turistici ai luoghi diffusi. E la promozione delle destinazioni turistiche, cominciando prima dal mercato interno per poi passare ai mercati europei che via via si riapriranno.

Unità di crisi, chi ne fa parte

L’unità di crisi è presieduta dall’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo. Ne fanno parte Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, associazioni di categoria del turismo, Anci Toscana, Comune di Firenze, Toscana Aeroporti, Autorità portuale Tirreno Settentrionale, Irpet. Inoltre il team crisis management è in contatto e raccordo costante con l’Agenzia nazionale del turismo (Enit) e le altre regioni italiane.

Estate 2020, la Toscana schiera l’unità di crisi per salvare le vacanze

“Questa operazione ci consente di lavorare contemporaneamente su due fondamentali direttrici”, spiega l’assessore Ciuoffo. “Sostenere le imprese del settore che hanno visto azzerarsi il fatturato in queste settimane e concentrarci sul come ripartire per salvare la stagione estiva alle porte. Dobbiamo infatti trovare le giuste soluzioni per garantire il minor rischio possibile di contagio e le modalità che possano effettivamente consentire il godersi una vacanza. Con troppe restrizioni infatti si impedirebbe nei fatti il fare turismo. Stiamo lavorando per la stagione estiva e mi appello ai gestori degli stabilimenti balneari affinché non rinuncino ad aprire scoraggiati dalla situazione di incertezza perché senza questo anello della catena si ferma anche tutto il resto della filiera, dalla ristorazione ai servizi”.

“Siamo di fronte ad una emergenza senza precedenti – ha dichiarato Francesco Palumbo direttore di Toscana Promozione Turistica – per questo è molto importante valutare ciascun contesto perché dobbiamo ripartire dal nostro territorio, dalla nostra comunità e dalle nostre imprese, la ripresa del turismo in regione è una battaglia che si vince insieme. Come Agenzia del Turismo, mentre seguiamo l’evolversi della situazione, e in attesa della fase 2, nel coordinamento dell’unità di crisi, siamo guidati da due indirizzi operativi: informare e mantenere il contatto con viaggiatori e intermediari, prendere decisioni basate su dati e analisi di mercato per strutturare l’offerta che tenga conto dei nuovi indicatori basati sui protocolli di prevenzione e sicurezza”.

Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

La fine della “quarantena”, come annunciato da Conte in Parlamento, sarà graduale. Quella che va profilandosi di ora in ora è una fase 2 con un calendario a più step e riaperture scaglionate: il 4 maggio sarà la data X per la ripartenza delle prime attività produttive (forse con deroghe già dal 27 aprile), pochi giorni dopo la riapertura dei negozi che non vendono beni di prima necessità come quelli di abbigliamento, più avanti dovrebbe toccare a bar e ristoranti, poi torneranno al lavoro parrucchieri ed estetiste infine le palestre, ma con regole ferree per contenere i contagi da coronavirus. Quindi mascherine, distanza di sicurezza, accessi contingentati e sanificazione degli ambienti.
Aggiornamento: ecco cosa è stato deciso con il nuovo decreto sulla riapertura dei negozi.

Sul calendario della ripartenza è in corso il confronto tra il premier Conte, i ministri, il gruppo di esperti guidato da Vittorio Colao, il comitato tecnico-scientifico e poi sindacati, categorie economiche ed enti locali. Dalle stanze del governo filtrano indiscrezioni sull’allentamento della stretta sugli spostamenti tra Comuni (qui i dettagli), ma anche sui diversi passi per la fine del lockdown del sistema produttivo, in base al grado di sicurezza sanitaria dei diversi settori economici (qui la tabella di rischio per le varie attività). Ecco le ipotesi delle date.

Il calendario della fase 2:  le prime riaperture dal 4 maggio

L’idea è quella di riaccendere il motore produttivo del Paese partendo dalle aziende manifatturiere, come il tessile e la moda, per far ringranare la marcia all’export del Made in Italy, e dal settore delle costruzioni e dell’edilizia, dando il via libera anche a qualche attività collegata a questi ambiti.

2,8 milioni di lavoratori saranno interessati da questo primo passo verso la nuova normalità imposta dal coronavirus. Per la riapertura dei negozi, almeno al momento, i rumors riportati dalle agenzie di stampa e dai grandi quotidiani nazionali indicano come probabile uno slittamento di qualche giorno in avanti.

11 maggio, riapertura dei negozi: dall’abbigliamento in poi

Calendario alla mano, da più parti la data indicata per la fase 2 dei negozi al dettaglio che non vendono beni di prima necessità è quella dell’11 maggio quando potrebbero tornare a riaprire anche le boutique e i grandi store di abbigliamento. Al centro della discussione le regole anti-Covid come ad esempio la sanificazione dei vestiti e dei camerini dopo ogni prova. Nelle attività commerciali resteranno contingentati gli ingressi e nei negozi sotto i 40 metri quadrati si potrà entrare solo uno alla volta.

Covid, sanificazione obbligatoria degli ambienti nelle aziende: ok al “fai da te”

Bar, pasticcerie e ristoranti dovranno aspettare ancora per aprire al pubblico, ma sarà consentita in questa fase la vendita d’asporto oltre che la consegna a domicilio: già alcune Regioni hanno dato il via libera al take away, come la Toscana e la Campania (in quest’ultimo caso dal 27 aprile).

18 maggio: riapertura di bar e ristoranti. Forse anche parrucchieri ed estetiste

Quando bar e ristoranti riapriranno al pubblico? Al momento la data ipotizzata è il 18 maggio, ma l’emergenza costringerà anche questo settore a ridisegnare la propria fisionomia: ingressi con il contagocce, niente folla intorno ai banconi delle caffetterie, separé e divisori in plexiglass ai tavoli.

Anche le categorie con rischio maggiore per il contagio da coronavirus, come parrucchieri ed estetiste, potrebbero riaprire il 18 maggio – secondo le ultime indiscrezioni – ma molto dipenderà dall’andamento dell’epidemia. Per un taglio dal coiffeur o un trattamento nel centro estetico bisognerà però seguire regole molto rigide: mascherine, guanti, sanificazioni più di due volte al giorno, disinfezione degli strumenti di lavoro, ingressi solo su appuntamento.

Coronavirus, palestre e piscine quando la riapertura?

Difficile dare una data precisa per palestre, piscine, centri benessere e centri yoga, i luoghi più a rischio per la diffusione del coronavirus: i più ottimisti parlano dell’8 giugno ma la riapertura potrebbe slittare in avanti fino all’estate con l’ipotesi di pesanti limitazioni, come il contingentamento degli ingressi, il divieto delle lezioni di gruppo, la sanificazione degli attrezzi dopo ogni utilizzo.

Ancora da capire se sarà necessario indossare la mascherina anche quando si praticherà attività fisica. Unica nota positiva in questo campo: dal 4 maggio si potrà tornare a fare sport all’aperto anche lontano dalla propria abitazione (camminate e jogging) ma da soli.

Coronavirus, la fase 3 in Italia: quando inizia e cosa prevede

L’anticipo del 27 aprile: chi apre?

Va avanti il pressing di chi vorrebbe far ripartire alcune imprese del manifatturiero e del made in Italy già il 27 aprile, in anticipo sul calendario della riapertura per la fase 2. Il governo frena su questa ipotesi e pensa a poche deroghe, solo in presenza di rigidi sistemi di sicurezza e sempre rispettando il protocollo anti-covid. Tra le ipotesi che circolano il via libera già da lunedì alla produzione industriale di macchine agricole e forse ai cantieri nautici.

Coronavirus, terzo giorno sotto i 100 casi: le notizie del 23 aprile in Toscana

Continua a scendere, ed è ormai un trend consolidato, il contagio da coronavirus in Toscana: le ultime notizie parlano di 80 nuovi casi rilevati da ieri. È il terzo giorno consecutivo con meno di 100 casi, non accadeva dal 13 marzo. Stabili però i decessi, con altri 18 morti nelle ultime ventiquattro ore.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (23 aprile)

Il totale dei casi rilevati in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 8.780. Sull abase delle province di segnalazione, 2.795 sono i casi segnalati a Firenze (35 in più rispetto a ieri), 486 a Prato (7 in più), 592 a Pistoia (9 in più), 959 a Massa Carrara (2 in più), 1.225 a Lucca (4 in più), 823 a Pisa (5 in più), 495 a Livorno (1 in più), 597 ad Arezzo (10 in più), 414 a Siena (2 in più), 394 a Grosseto (5 in più). Quanto alla suddivisione per Asl, 51 in più quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 12 nella nord ovest, 17 nella sud est.

La Toscana sale al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 235 casi per 100.000 abitanti (la media italiana è di 300 ogni 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa con 492 casi x100.000 abitanti, Lucca con 316, Firenze con 276, la più bassa Livorno con 148.

Il bollettino sul coronavirus in Toscana del 23 aprile

I 18 nuovi decessi riguardano 12 uomini e 6 donne con un’età media di 81,9 anni. In gran parte nella provincia di Firenze, 15, gli altri 3 in quella di Lucca. Dall’inizio del contagio sono 723 i deceduti: 217 a Firenze 38 a Prato, 72 a Pistoia, 111 a Massa Carrara, 104 a Lucca, 66 a Pisa, 41 a Livorno, 28 ad Arezzo, 25 a Siena, 14 a Grosseto, 7 persone sono decedute in territorio toscano ma erano residenti fuori regione.

La mappa del contagio in Toscana

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 19,4 x 100.000 residenti contro il 40 x 100.000 della media italiana (12esima regione).

I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 118.177, 4.077 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati nell’ultimo giorno sono 3.300.

Sempre più guariti

Si riducono ulteriormente le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid che oggi sono complessivamente 959 (35 in meno di ieri), di cui 168 in terapia intensiva (-6 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 18 di marzo 2020 per le terapie intensive ed dal 21 di marzo per i ricoveri totali.

Le persone complessivamente guarite salgono a 1.886 (più 58 rispetto a ieri): 995 persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 891 (più 58 persone) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con doppio tampone negativo: questa è la categoria che ha annoverato l’intero ammontare delle guarigioni odierne.

Le persone in isolamento a casa sono 5.212. Si tratta di casi rilevati come positivi con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (39 in più rispetto a ieri). Altre 17.267 (6 in più rispetto a ieri) persone, anch’esse isolate, sono in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl centro 8.300, nord ovest 7.750, sud est 1.217).

Le app salta fila al supermercato (o per sapere quanta coda c’è)

Bastano pochi click, o meglio pochi tocchi sulla app, per fare il “biglietto” salta fila, anche per l’ingresso al supermercato: da Coop a Esselunga le grandi catene stanno pensando a come ridurre le attese davanti ai negozi e un’aiuto arriva dalle applicazioni per smartphone e dal web. Salt@lafila, CoD@Casa e Ufirst sono i nomi di questi nuovi sistemi di prenotazione degli accessi, ma negli ultimi tempi sono spuntati anche servizi indipendenti che  permettono di sapere quanta coda c’è davanti ai punto vendita grazie alle segnalazioni degli alti utenti.

Con il coronavirus dovremo abituarci a un nuovo modo di fare la spesa anche nella fase due: quindi, calma, mascherina e smartphone per aspettare il meno possibile dietro il carrello.

Coop, salta la fila al supermercato e fai la coda a casa

Coop è stata una delle prime insegne a sperimentare le “app salta fila”, in modo diverso a seconda della zona d’Italia. Se in Lombardia, in Liguria e nei punti vendita del nord Italia (quelli che fanno capo ad Alleanza 3.0) è attivo il servizio online CoD@Casa, in Toscana Unicoop Firenze ha lanciato l’app Salt@lafila (qui i dettagli) che sarà via via attivata in 60 supermercati, circa la metà dell’intera rete di vendita, in 7 province (Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Lucca, Siena, Arezzo).

Il funzionamento delle due piattaforme è simile. Durante l’orario di apertura del supermercato alcuni posti vengono riservati a chi prenota l’ingresso via app: basta registrarsi sul web, scegliere il momento della giornata in cui si preferisce fare la spesa e una volta ricevuta la mail di conferma sarà possibile presentarsi all’ingresso all’ora indicata mostrando da smartphone la propria prenotazione “salta fila”.

Fase 2, posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio Comune?

Esselunga: l’app Ufirst che taglia la coda

Anche Esselunga si è subito mossa per studiare progetti per diminuire l’attesa davanti al supermercato e ha lanciato l’app Ufirst (ve ne abbiamo parlato qui). Si tratta di una piattaforma che è stata messa a disposizione della grande distribuzione nell’ambito della Solidarietà digitale, iniziativa promossa dal Ministero dell’Innovazione durante l’emergenza coronavirus.

In questo caso l’applicazione, una volta registrati, fornisce un numero di ingresso digitale ed è possibile seguire direttamente da casa l’andamento della coda (virtuale): il sistema invia alcune notifiche sullo smartphone del cliente quando è il momento di andare a fare la spesa. L’app Ufirst copre al momento una quarantina di negozi Esselunga in tutta Italia: in Toscana è disponibile a Firenze (Novoli e via Masaccio), Sesto Fiorentino e Prato (via Fiorentina) ma la lista viene aggiornata periodicamente.

Supermercati e spesa senza aspettare: le app controlla coda

Ci sono poi i servizi web che grazie alla geolocalizzazione e alle segnalazioni degli stessi utenti in coda riescono a stimare quanta fila c’è davanti al supermercato e quindi permettono ai clienti di scegliere il negozio dove c’è meno da aspettare prima di entrare a fare la spesa.

Qui vi abbiamo parlato di Dovefila e Filaindiana, che funzionano in modo analogo:  si accede a una mappa ed è possibile controllare i tempi di attesa nei negozi vicino casa semplicemente scorrendo sulla cartina. Quandospesa invece è una app per Android e Apple da scaricare sul cellulare, che consiglia i periodi di minor affluenza di pubblico nel  supermercato prescelto.

I negozi aperti (e quelli chiusi) il 25 aprile e il 1 maggio in Toscana

Chiunque venda cibo da asporto, edicole, farmacie e parafarmacie. Sono questi i soli negozi autorizzati a restare aperti il 25 aprile e il 1 maggio 2020 secondo quanto deciso dalla Regione Toscana: chiusi tutti gli altri. Compresi i centri commerciali, anche se potranno fare consegna a domicilio.

L’ordinanza 41 della Regione Toscana, firmata ieri, ha dato il via libera al cibo take away dei ristoranti e di tutti i negozi alimentari che preparano cibo da asporto. Già oggi possono quindi riaprire rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio e tutte le attività alimentari artigianali. Oltre, naturalmente, ai ristoranti, compresi quelli degli alberghi con ristorante, se abilitati alla somministrazione al pubblico.

Cibo da asporto con limitazioni: solo su ordinazione (online o telefonica), un cliente per volta all’orario fissato, niente bevande ma solo cibo. Il testo completo dell’ordinanza 41.

I negozi aperti il 25 aprile e il 1 maggio

Ristoranti e negozi alimentari potranno lavorare anche nei prossimi giorni festivi. Oltre a loro, il 25 aprile e il 1 maggio potranno rimanere aperte tutte le edicole e le rivendite di giornali della Toscana, le farmacie e le parafarmacie.

I negozi chiusi il 25 aprile e il 1 maggio

Tutti gli altri negozi saranno obbligati a restare chiusi sia il 25 aprile che il 1 maggio. Un divieto che vale per tutti, dai negozi di vicinato ai grandi supermercati e centri commerciali. Con una sola concessione: potranno effettuare consegna a domicilio.

Coronavirus, la tabella del rischio e i codici Ateco per le riaperture

La fase 2 inizierà presto, forse già dal 27 aprile: ma in modo graduale, seguendo le indicazioni della tabella del rischio inclusa nel “piano Colao” che individua una classe di rischio da coronavirus per ogni codice Ateco delle attività.

Piano Colao, la tabella del rischio coronavirus

L’idea è che si può – e si deve, per evitare danni economici irrecuperabili – lavorare anche con il coronavirus. Prendendo, ovviamente, tutte le precauzioni possibili. Anche a seconda del tipo di attività che si svolge. La tabella del rischio del cosiddetto “piano Colao” per la ripartenza classifica ogni codice Ateco in base a due parametri.

Il primo è la classe di aggregazione sociale, che valuta la probabilità di assembramenti nel luogo di lavoro. Quanto è possibile, insomma, mantenere il distanziamento sociale. Il punteggio va da un minimo di 1 a un massimo di 4. Se il lavoro di ufficio e nelle fabbriche, con i dovuti accorgimenti, è valutato un 1, le attività sportive, di intrattenimento e divertimento – una partita allo stadio o un concerto, ad esempio – sono un 4.

Fase 2, calendario della riapertura: bar, negozi e l’anticipo del 27 aprile

L’altro parametro è la classe di rischio integrato, quanto cioè l’attività di per sé espone i lavoratori al contagio. È valutata secondo una scala “basso – medio – alto”, con valori intermedi (“medio-basso” e “medio-alto”). Se la maggior parte del lavoro in fabbrica è “basso”, l’assistenza sanitaria e sociale è “alto”.

La combinazione dei due valori in tabella dà un indice di rischio complessivo per ciascuna attività (dunque per ciascun codice Ateco) al momento in cui potrà riprendere il lavoro dopo la fase acuta dell’epidemia da coronavirus in Italia. Alcune lo hanno già fatto, altre si aggiungeranno nelle prossime settimane.

Il piano Colao per la fase 2

L’ordine da seguire per la ripresa delle attività nella fase 2 è quello del minor rischio: così, la task force presieduta da Colao ha indicato che i primi a tornare a lavorare siano i lavoratori delle imprese con codice Ateco B, C, F, G, L, M, N. In altre parole, la manifattura, le costruzioni, il commercio e il mondo dei servizi (con qualche eccezione).

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

Tra le attività più a rischio ci sono il trasporto aereo, le professioni sanitarie, tutto il mondo delle scommesse e del gioco d’azzardo, le attività sportive, l’intrattenimento e il divertimento.

Rientro a lavoro, i 60enni restano a casa

Tra le proposte del piano Colao per la fase 2 c’è quella di lasciare a casa la fascia demografica dei lavoratori più a rischio, gli ultra 60enni. Per loro, smart working se possibile, altrimenti esonero completo dal lavoro.

Solo un’ipotesi, sulla quale il governo sta riflettendo e che non è detto venga accolta. Anzi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il premier Conte sembra piuttosto contrario all’idea di non far tornare i 60enni al lavoro. Si tratterebbe, secondo una prima stima, di circa 900 mila lavoratori in Italia di cui il sistema produttivo faticherebbe a fare a meno.

La tabella di rischio per codice Ateco in formato pdf e Word

Diffusa nei giorni scorsi, la tabella delle classi di rischio per la ripartenza delle attività nella fase 2, in base al loro codice Ateco, è disponibile qui di seguito in formato pdf e Word.

Cosa piantare nell’orto sul balcone (o nel giardino di casa)

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Se vi state chiedendo cosa piantare nell’orto che avete creato sul balcone o nel piccolo giardino di casa, la primavera è il momento giusto per mettersi all’opera: tra aprile e maggio la stagione è matura per coltivare frutti e ortaggi, anche in vaso, dalle fragole al basilico, fino ai pomodori. “Questo è il periodo migliore, sono passate le gelate e qualunque seme mettiamo nella terra è pronto per crescere”, spiega Giacomo Salizzoni, architetto che nel cuore di Firenze ha ideato in un’ex pista di atletica il community garden degli Orti Dipinti, un po’ campo urbano, un po’ luogo di aggregazione e di didattica.

Adesso questo giardino collettivo è chiuso, Giacomo se ne prende cura per quando l’emergenza coronavirus sarà cessata, ma intanto dispensa consigli a chi vuole trasformare il terrazzo di casa in un campo a misura di città. Gli abbiamo chiesto l’ABC dell’orto sul balcone.

Come iniziare, il “kit” per l’orto sul balcone

Partiamo dalle basi. Per realizzare un orto sul balcone, la prima cosa da fare non è piantare subito ortaggi e aromatiche, ma guardare il sole: il terrazzo deve avere una buona esposizione. “Sono necessarie almeno 6 o 8 ore di luce solare diretta ogni giorno perché le piante crescano rigogliose – spiega Salizzoni – nel caso non avessimo tutta questa luce, possiamo concentrarci più su lattuga o cicoria, che soffrirebbero se troppo esposte al sole, soprattutto tra maggio e luglio, mentre nella penombra possono trovare giovamento. Per di più l’insalata ha  bisogno di relativamente poca terra”.

Eccoci arrivati al secondo passo per il “contadino pensile”: la quantità di terra e i contenitori da mettere sul balcone per l’orto mignon. “Dalla mia esperienza ho notato che le persone più inesperte tendono a sovraccaricare piccoli vasi con tante piante, mentre conviene metterne un po’ meno, ma in grandi contenitori – osserva – in questi modo siamo sicuri che la pianta cresca forte, grande e rigogliosa, producendo molti più frutti”. Quindi la regola generale è meglio poche piante in un vaso, ma buone, perché hanno bisogno di molta terra.

L’orto in vaso, quale contenitore è il migliore per il terrazzo: cassetta o fioriera?

Via libera alle cassette e alle “vasche” di terra, se sono abbastanza alte, no invece ai normali vasi per fiori, bassi e tozzi. Per il terrazzo sono consigliati contenitori stretti e lunghi, in modo tale che il volume della terra si sviluppi in verticale e le radici possano andare in profondità. Per quanto riguarda l’acqua, prima di iniziare a piantare possiamo pensare a un sistema di irrigazione “sotterraneo”, fatto in casa, per il nostro orto sul balcone.

“Dare l’acqua dall’alto, ad esempio con un annaffiatoio, è sbagliato perché così sprechiamo molta risorsa idrica e gli elementi nutritivi vengono lavati via – chiarisce l’esperto di orti urbani – la subirrigazione garantisce invece pochi stress idrici a ciò che coltiviamo”. Questo sistema si può creare con delle ampolle di terracotta interrate oppure semplicemente riusando delle bottiglie di plastica (qui sotto il video tutorial girato nel community garden degli Orti Dipinti).

Cosa piantare nell’orto sul balcone (e in giardino) tra aprile e maggio

Per chi è alle prime armi, il consiglio è di comprare nei vivai o al supermercato non tanto i semi ma le piantine già pronte per essere travasate. Costano pochi euro e nel giro di un mese e mezzo avremo già qualcosa da mangiare, una filiera a “metro zero” che va dalla terrazza alla tavola. Cosa piantare nell’orto? Tra aprile e maggio è il momento migliore per coltivare pomodori, peperoni, peperoncini, zucchine, melanzane, cicoria, fragole, basilico in vaso o nel piccolo giardino di casa.

Un occhio di riguardo va dato agli abbinamenti, non tutto sta bene con tutto. La salvia ad esempio va d’accordo con pochi “colleghi”, che siano ortaggi o piante aromatiche, e deve essere tenuta lontano altrimenti rischia di far seccare in poco tempo il nostro orto sul balcone. “Basilico e pomodoro stanno bene insieme. Piante che occupano poco spazio come l’aglio possono essere inoltre messe sotto il pomodoro: oltre a lavorare in modo sinergico offrono una barriera naturale dai parassiti”. Per capire cosa piantare insieme ci sono le tabelle di consociazione degli ortaggi, ecco quella degli Orti Dipinti.

orto terrazzo cosa piantare insieme consociazione ortaggi

Tra le specie consigliate ai contadini urbani c’è pure un colorato fiore che si mangia, il nasturzio, perfetto per l’orto sul balcone biologico, dice chi se ne intende: “i semi sono facili da comprare anche online, con un costo ridotto – osserva il fondatore degli Orti Dipinti – . È una pianta bella e resistente, da una parte attrae insetti utili, che evitano l’uso di antiparassitari, dall’altra i fiori possono essere mangiati. Hanno un sapore leggermente pepato e sono ottimi se aggiunti all’insalata”.

Date da mangiare alle piante, non solo da bere: il concime fai date

Chiudiamo questa guida per realizzare sul balcone un rigoglioso orto con il capitolo fertilizzante: in media ogni mese la terra ha bisogno che sia ristabilito un buon equilibrio di nutrienti e minerali come fosforo, potassio e magnesio. La soluzione green è un concime anti-spreco, da fare in casa con fondi di caffè, gusci di uova tritati fino a ottenere una polvere e, quando disponibile, un “pizzico” di bucce di banana per arricchire il terreno.

E se abbiamo abbastanza spazio sul balcone, accanto all’orto possiamo installare una vermi-compostiera, grande come il cesto della biancheria sporca, ma più utile (e meno puzzolente). “Se ne trovano facilmente sul mercato, anche su Amazon con un prezzo piuttosto contenuto, non producono cattivi odori e permettono di ridurre il volume dei nostri rifiuti organici domestici ottenendo compost per le piante”. Non vi bastano questi consigli? Giacomo Salizzoni ha raccolto questi e altri suggerimenti nella green library gratuita degli Orti dipinti. Per diventare contadini urbani basta un click.

Cibo da asporto, via libera alla vendita per tutti i ristoranti in Toscana

Via libera alla vendita di cibo da asporto per tutti i locali e i ristoranti della Toscana, ma solo su ordinazione online o per telefono: lo stabilisce l’ordinanza 41 firmata oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi.

Take away (ma solo su prenotazione) in Toscana

I ristoranti e i locali, anche artigianali, potranno vendere cibo da asporto, a patto di raccogliere prima la prenotazione e dare ai clienti un appuntamento, in modo da evitare gli assembramenti sia all’interno che all’esterno. Si potrà prenotare il cibo sia online che per telefono.

L’ordinanza del presidente della Regione Toscana dispone inoltre che i clienti dovranno restare all’interno dei locali solo il tempo strettamente necessario alla consegna del cibo take away da asporto e al pagamento. Dovranno poi uscire subito dopo. Resta vietata ogni forma di consumo sul posto.

L’ordinanza 41 della Regione Toscana

Tra gli altri contenuti dell’ordinanza 41 c’è la conferma della possibilità di vendere di semi, piante, fiori ornamentali e piante in vaso. Una disposizione già stabilita da un precedente atto e che vale anche per gli esercizi commerciali specializzati.

Confermata anche la possibilità di vendere calzature per bambini, sia nei negozi specializzati solo in calzature per l’infanzia che in quelli di abbigliamento per bambini.

L’ordinanza ribadisce poi che i distributori di benzina e carburante potranno continuare a funzionare con la presenza del gestore, che potrà determinare liberamente l’orario del servizio.

Negozi chiusi il 25 aprile e il 1° maggio

Si conferma anche che il 25 aprile e il 1 maggio tutti i negozi resteranno chiusi come previsto dall’ordinanza 37.

Con l’unica eccezione proprio dei negozi di alimentari e dei ristoranti, che potranno restare aperti per preparare cibo da asporto. Oltre a questi, saranno aperte edicole, farmacie e parafarmacie.

I negozi aperti (e quelli chiusi) il 25 aprile e il 1 maggio in Toscana

Asporto e take away in Toscana, il testo dell’ordinanza 41 (formato pdf e Word)

Il testo completo dell’ordinanza 41 firmata dal presidente della Regione Toscana è disponibile qui in formato pdf e Word.