martedì, 18 Agosto 2026
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Orti sociali, si studia la riapertura dal 4 maggio

Sono rimasti chiusi per l’emergenza coronavirus, nonostante il via libera della Regione Toscana agli “agricoltori fai da te” , ma il 4 maggio potrebbe sancire la riapertura degli orti sociali di Firenze. Il Comune sta studiando come far tornare, in tutta sicurezza, anziani e famiglie a prendersi cura di questi fazzoletti di verde, affidati ogni anno ai cittadini dai diversi Quartieri.

Orti sociali di Firenze, le misure per la riapertura dal 4 maggio

Palazzo Vecchio sta definendo infatti un piano per la riapertura progressiva degli orti urbani, che potrebbe partire proprio con la fase 2 il prossimo 4 maggio. Dovranno però essere definite delle regole per il contingentamento degli ingressi, per assicurare così la distanza di sicurezza tra i fruitori del servizio, anche negli spazi comuni. L’amministrazione si sta muovendo in questa direzione: lo ha annunciato l’assessore al welfare Andrea Vannucci, rispondendo a una domanda di attualità in Consiglio Comunale.

La chiusura dei cancelli degli orti sociali era stata decisa lo scorso 18 marzo dal sindaco di Firenze Dario Nardella per evitare assembramenti di persone e per limitare la diffusione del contagio proprio tra i soggetti più esposti ai rischi del Covid-19. Per questo motivo la serrata è continuata anche dopo l’ordinanza della Regione Toscana che ha consentito gli spostamenti delle persone verso gli orti, per prendersi cura delle coltivazioni.

Le regole sugli orti (privati)

In Toscana chi possiede un piccolo appezzamento di terreno o un piccolo allevamento di animali può andare a prendersi cura dell’orto, anche uscendo dal proprio Comune, ma non più di una volta al giorno e accompagnato al massimo da un altro componente del nucleo familiare.

Coronavirus: bollo auto, revisione, assicurazione e cambio gomme

Si può uscire per andare a fare il cambio delle gomme invernali e mettere quelle estive o bisogna aspettare il 4 maggio? E con l’emergenza coronavirus cosa cambia per il pagamento del bollo auto, dell’assicurazione e per la scadenza della revisione? Dopo più di un mese e mezzo di pit stop forzato, anche le macchine scaldano i motori in vista della fase 2, ma gli automobilisti si trovano alle prese con molti dubbi riguardo alle scadenze, cerchiamo di fare chiarezza.

Il pagamento del bollo auto 2020: proroga o esenzione?

Le regole sul pagamento del bollo auto cambiano da regione a regione, visto che si tratta di una tassa locale:  alcune ne hanno prorogato la scadenza, altre stanno pensando addirittura all’esenzione per l’intero 2020, a causa dell’emergenza coronavirus. Nel dettaglio:

  • In Toscana chi avrebbe dovuto pagare il bollo auto entro il 31 marzo, il 30 aprile o il 30 maggio, potrà farlo entro il 30 giugno senza sanzioni e interessi;
  • In Valle d’Aosta, Marche e Abruzzo la proroga del pagamento, senza costi aggiuntivi, è fino al 31 luglio;
  • La possibilità di rimandare il pagamento entro il 30 giugno, senza versare un euro in più, è prevista anche in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Campania e Calabria;

Trentino, Molise, Puglia, Basilicata e Sardegna non hanno ancora deciso la sospensione temporanea del pagamento del bollo auto 2020. La Sicilia invece sta lavorando per introdurre l’esenzione dal pagamento del bollo auto 2020 per le vetture con una cilindrata inferiore ai 1400 a seguito dell’emergenza coronavirus. La misura è inserita all’interno della finanziaria siciliana che dovrà ricevere l’ok dell’assemblea regionale.

Coronavirus, la scadenza della revisione auto. E della patente

L’emergenza Covid-19 ha provocato anche una proroga della scadenza per le procedure di revisione auto: per i veicoli con la revisione che scade da qui al 31 luglio è consentito circolare fino al 31 ottobre 2020. Discorso analogo per chi ha la patente scaduta in questi primi mesi del 2020: c’è tempo fino il 31 agosto per rinnovarla card. Più dettagli sul sito della Polizia di Stato.

Assicurazione auto, proroga della validità per l’emergenza Covid-19

Sono due le misure che riguardano il mondo della Rca auto: un emendamento al Decreto Cura Italia dà la possibilità della sospensione dell’assicurazione fino al 31 luglio senza penali (ma il veicolo deve restare fermo e in un’area privata); sempre fino al 31 luglio c’è più tempo per rinnovare il contratto, entro i 30 giorni dalla data di scadenza (e non 15 giorni come succedeva finora). Intanto ci sono delle compagnie di assicurazione, come ad esempio UnipolSai con l’iniziativa “Un mese per te”, che hanno previsto sconti per le Rca auto dei clienti.

Coronavirus, cambio delle gomme invernali ed estive

Un’ultima questione riguarda il viaggio verso il gommista per fare il cambio degli pneumatici per mettere le gomme  estive: dopo il 15 aprile è finito infatti l’obbligo delle dotazioni invernali. La sostituzione è obbligatoria entro il 15 maggio solo per i veicoli con gomme invernali con codice di velocità più basso rispetto a quello indicato sulla carta di circolazione.

E gli altri possono andare dal gommista? No, il cambio delle gomme non è un motivo di necessità valido per compiere spostamenti, ad eccezione di chi usa la macchina anche in questi giorni di lockdown per andare al lavoro o per improrogabili motivi di salute. Altrimenti bisognerà aspettare il 4 maggio per una prima parziale riapertura. Nell’attesa è consigliabile contattare l’officina di fiducia per fissare un appuntamento.

Fase 2, attività motoria consentita dal 4 maggio: cosa si intende

Tra le cose che si potrà tornare a fare nella fase 2, dal 4 maggio, ci sono anche l’attività motoria e l’attività sportiva. A stabilirlo è il più recente Decreto del presidente del consiglio, il Dpcm 26 aprile. Ma cosa significa e quali sono le differenze?

L’articolo 1, lettera f, del decreto stabilisce che dal 4 maggio “è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”.

Fase 2, consentita l’attività motoria all’aperto

Si parla, per il momento, di attività all’aperto. Palestre e centri sportivi resteranno chiusi anche dopo il 4 maggio e in casa propria si è liberi di allenarsi come si vuole, nei limiti dello spazio.

I “paletti” restano dunque due:

  • L’attività deve essere individuale, salvo nei casi espressamente specificati (bambini e persone non autosufficienti).
  • Si deve mantenere la distanza di un metro nel caso di attività motroria, di due metri nel caso di attività sportiva.

I codici Ateco che possono lavorare nella fase 2: l’elenco in pdf della riapertura dal 4 maggio

Cosa si intende per attività motoria: la definizione del Ministero

Ma quali sono le differenze tra attività motoria e attività sportiva? Il punto non è del tutto chiaro. Il Ministero della salute, riprendendo l’Organizzazione mondiale della sanità, dà questa definizione di attività motoria: “L’espressione “attività motoria” è sostanzialmente sinonimo di attività fisica”. E per attività fisica si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

Dalla passeggiata alla bicicletta: esempi di attività motoria

Il concetto di attività fisica – precisa il ministero – è molto ampio. La definizione di attività motoria si adatta quindi tanto alla camminata quanto a un giro in bicicletta e la corsa. Tutto quello che si fa in solitaria per tenersi in forma.

Quali sono le differenze con l’attività sportiva? Che come tale si intende, precisa il Ministero, “l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente”. Lo sport, con le sue situazioni competitive, le sue strutture e le sue regole.

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

Solo che le strutture per lo sport sono chiuse e gli allenamenti in forma collettiva restano vietati fino al 18 maggio, quando potranno riprendere ad allenarsi (anche in gruppo) soltanto gli atleti professionisti e quelli di riconosciuto interesse nazionale.

Dal 4 maggio si può andare a correre (anche lontano da casa)

Quel che si domandano gli sportivi senza velleità agonistiche è: posso tornare a correre dal 4 maggio? La risposta è sì, nella fase 2 si può di nuovo andare a correre all’aperto, trattandosi di attività motoria. Sempre con l’accortezza della distanza interpersonale da mantenere.

Cade anche il divieto di potersi allontanare dalla propria abitazione e dunque si potrà andare a correre anche lontano da casa. Il decreto non specifica un raggio massimo entro il quale ci si può spostare e dunque l’unico divieto teorico resta quello di uscire dalla propria regione di residenza. Si potrà insomma correre o andare in bici ovunque all’interno della regione. Molto sta al buon senso dei runner che, anche per un migliore allenamento, dovranno evitare i posti più affollati delle città e allo stesso tempo gli spostamenti eccessivi.

Gli spostamenti nella fase 2: il piano di Firenze per bus, tramvia e ztl

Più piste ciclabili anche temporanee, arrivano i monopattini elettrici e il bike sharing a pedalata assistita, la ztl resta attiva ma debutta un mini-abbonamento per il parcheggio nelle strisce blu, bus e tramvia saranno a numero chiuso: Firenze studia il suo piano della mobilità, per gli spostamenti durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus. I mezzi pubblici non potranno essere più stipati di persone e quindi si pensano soluzioni alternative per evitare un boom del traffico.

La linea di Palazzo Vecchio è quella di incentivare mezzi di spostamento alternativi  all’auto privata, come le biciclette o il car sharing. “Nessun appello all’uso di mezzi privati, auto in primis – ha chiarito il sindaco Dario Nardella – rischiamo ingorghi in tutta l’area metropolitana oltre a un forte aumento dell’inquinamento assolutamente da evitare”. Molti studi in corso, dice il primo cittadino, confermano che l’epidemia è più forte dove c’è  smog e un alto livello di polveri sottili. Ecco quindi le proposte.

Lavoro, orari di ingresso a turno

Spalmare l’ora di punta su più tempo, per evitare di congestionare il traffico. Palazzo Vecchio ipotizza un ingresso al lavoro secondo 3 turni, tra le ore 7.00 e le 10.00,  ognuno con una finestra temporale di 60 minuti. Si potrà prevedere turni per i singoli lavoratori, un orario di inizio lavoro che cambia ogni giorno per i dipendenti di una stessa azienda o un orario fisso di ingresso per l’intera impresa.

La sperimentazione di questa entrata scaglionata potrebbe partire proprio dagli uffici del Comune e della Città metropolitana. In corso poi il confronto con i sindacati e le categorie economiche.

Spostamenti in bus e tramvia a Firenze: cosa cambierà nella fase 2

Durante la fase 2 anche gli spostamenti sui mezzi pubblici di Firenze saranno rivoluzionati, secondo delle linee guida che sono state già definite: mascherine obbligatorie a bordo di bus e tramvia, guanti consigliati per i passeggeri, termoscanner per la misurazione delle temperatura corporea prima della salita. E poi ancora un numero limitato di posti ben segnalati e distanziati tra loro sia in piedi che a sedere, salita e discesa da porte diverse per non far incontrare i flussi di viaggiatori e anche “buttafuori” per contingentare gli ingressi e controllare il rispetto delle regole e della distanza tra persone. Il biglietto poi andrà comprato principalmente online.

Il piano prevede inoltre l’aumento della frequenza della tramvia (una corsa ogni 4,2 minuti per una fascia oraria molto estesa) e dei bus anche con due vetture una dietro all’altra per una stessa corsa oraria grazie al potenziamento del parco mezzi usando quelli normalmente impiegati per le linee scolastiche e i pullman turistici. Allo studio un bollino verde da mettere su tutti i mezzi di trasporto per indicare se è stata fatta la sanificazione.

Intanto  Francesco Casini, sindaco di Bagno a Ripoli e consigliere metropolitano delegato al trasporto pubblico locale, annuncia un grande piano di riorganizzazione anche delle linee extraurbane in accordo con i primi cittadini, con il potenziamento delle corse nelle ore di punta grazie alle linee normalmente dedicate al servizio scolastico. In via di realizzazione anche una app per prenotare il proprio posto a bordo, a cui si aggiungerà un servizio di aggiornamenti tramite Whatsapp e Telegram.

Bici: più piste ciclabili anche temporanee contro il traffico da coronavirus

Palazzo Vecchio preme sull’acceleratore per la mobilità ciclabile con cantieri per completare in breve tempo 12 chilometri di nuove piste a cui si aggiungeranno 10 chilometri da realizzare velocemente e in modo temporaneo su strade e viali finora regno esclusivo delle auto. Tra le proposte anche incentivi per chi usa le due ruote ecologiche a Firenze, con la remunerazione del tempo degli spostamenti in bici verso il posto di lavoro, kit antifurtunio per i ciclisti, aiuti economici, sconti nei negozi e il contributo di rottamazione per sostituire la vecchia bicicletta con quelle a pedalata assistita.

Car e bike sharing a Firenze, monopattini e scooter condivisi per gli spostamenti durante la fase 2

L’altro fronte per la fase 2 degli spostamenti è rappresentato dai mezzi”condivisi”, con la previsione di portare a Firenze 800 biciclette a pedalata assistita, 600 monopattini elettrici e 250 scooter, che si aggiungeranno all’attuale flotta del bike sharing che conta 4mila mezzi. Si pensa inoltre a facilitazioni economiche per i gestori dei servizi di car sharing, che spenderanno di più per la sanificazione dei mezzi, come l’azzeramento del canone da versare al Comune per i mezzi non elettrici.

Ztl chiusa, mini-abbonamento per parcheggiare nelle strisce blu di tutta Firenze

La ztl a guardia del centro storico di Firenze resterà attiva anche nella fase 2, ha confermato il sindaco Dario Nardella, ma per chi userà l’auto privata per fare spostamenti in città ci sarà un mini-abbonamento da 20 euro al mese che consentirà di parcheggiare in tutte le strisce blu della città. Questo ticket per la sosta potrà essere acquistato sia dai residenti sia dai pendolari che arrivano da fuori. Rinviata invece alla fase 3 l’attivazione della sosta gratuita per i residenti anche fuori dal proprio quartiere, che doveva entrare in vigore il 30 marzo. In corso infine la verifica per prevedere tariffe agevolate nelle strutture di Firenze Parcheggi che si trovano intorno alla ztl.

Qui il pdf riassuntivo sul piano degli spostamenti a Firenze durante la fase 2.

Fotografi per Firenze: un crowdfunding per le famiglie in difficoltà

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#FotografiperFirenze è il nuovo progetto di crowdfunding organizzato dall’Associazione Firenze Dona insieme a 33 fotografi fiorentini, per aiutare le persone più colpite a Firenze dall’emegenza Covid-19. La raccolta fondi online è stata realizzata grazie al contributo dei fotografi che aderendo alla campagna hanno messo a disposizione gratuitamente alcuni dei loro scatti.

“Si tratta di un gruppo di persone che si sono unite per supportare il territorio donando una loro opera – racconta Marco Locci, presidente dell’Associazione Firenze Dona – questa campagna restituisce qualcosa di simbolico alle persone per non dimenticare questo periodo”.

Per ogni donazione effettuata sulla piattaforma sarà infatti possibile ricevere la stampa di una di queste immagini. Il progetto è stato pensato per dare un sostegno concreto ai cittadini con maggiore fragilità economica e su questo aspetto è in corso un dialogo con Caritas, Banco Alimentare e la Comunità di Sant’Egidio

Fotografi per Firenze: il progetto

“Firenze c’è, noi ci siamo, Firenze Dona”. Sono le parole del fotografo Carlo Bressan nel video di apertura sul sito Fotografi per Firenze, appositamente creato per il crowdfunding. La raccolta fondi prende spunto da iniziative analoghe organizzate in altre città come Milano, Bergamo e Brescia, che tramite lo stesso percorso hanno aiutato persone del territorio.

Una volta entrati sulla piattaforma di Eppela si accedere alle immagini donate dai fotografi: scatti che raffigurano la città, la Toscana o varie parti del mondo, di cui si potrà ricevere gratuitamente la stampa, una volta versato il proprio contributo. Grazie al sostegno dell’Associazione Firenze Dona, che si occupa di supportare realtà non-profit attraverso la promozione della solidarietà, ogni donazione sarà fatta in totale trasparenza.

I fotografi della raccolta fondi

I fotografi professionisti che hanno partecipato sono: Fabrizio Giovannozzi, Emily Bizzo, Tiziano Pucci, Baris Seckin, Andrea Virgili, Cristian Villacres, Marco Moscardi, Carlo Valentini, Leonardo Baldini, Silvano Galassi, Germogli Riccardo, Gianni Livi, Andi Shtylla, Francesco Lastrucci, Tommaso Cauchi , Tommaso Gasperini, Agnese Mosi, Carlo Bressan, Marco Pasquini , Giuseppe Cabras, Simone Olivari, Lorenzo Berti David Glauso, Marina Barbati, Bernardo Baluganti, Elisa Virgili, Dovile Bružaitė, Maurizio Anatrini, Claudio Giovannini, Matteo Baldini, Filippo Gabutti, Nicola Santini, Elena Forest, Laura Barbera.

Centri estivi 2020: sì alla riapertura, un tavolo per le regole anti coronavirus

“I centri estivi apriranno”: è la promessa della ministra per la famiglia Elena Bonetti che ha annunciato la composizione di un tavolo con i sindaci per individuare le linee guida utili alla riapertura dei centri estivi nell’estate 2020, così da poter attivare le attività educative e ludiche per bambini anche nella fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Ministra Bonetti: “Sì alla riapertura dei centri estivi 2020”

Sulla riapertura, la ministra non mostra dubbi. In un’intervista rilasciata a RaiNews24, Bonetti ha detto: “I centri estivi riapriranno. Questa è la responsabilità della politica. Nel modo più sicuro possibile per tutelare la salute di tutti”.

Centri estivi aperti, dunque, nell’estate 2020 nonostante l’emergenza coronavirus? L’intenzione è quella di farlo, con tutte le necessarie misure di sicurezza. “È quello che intendo fare già da oggi – aveva dichiarato stamani Bonetti a Radio Inblu – aprendo un tavolo con i sindaci che sono molto attenti a questo tema perché conoscono la vita delle famiglie che hanno bisogno di questa rete che le sostenga. Un tavolo per individuare delle linee guida”.

Coronavirus, regole per la riapertura dei centri estivi anche nel 2020

Il tavolo sui centri estivi sarà aperto da domani mattina. Ne faranno parte i rappresentanti di Comuni, Regioni, Province, il ministero dell’Istruzione e dello Sport. Lavorerà, ha spiegato Bonetti, “per dare delle linee guida e dei protocolli che permettano alla rete educativa di mettere in campo delle proposte a tutela della salute di tutti ma che sostengano le famiglie e permettano ai bambini e ai giovani del nostro paese di ricominciare ad avere dei percorsi educativi di relazione”.

Bonetti: “Gli esperti diano regole, la scelta poi spetta alla politica”

Non si può dire a priori no ai centri estivi“, aveva dichiarato stamani la ministra a Radio Inblu. “Da ministra della famiglia ripeto che è necessario, importantissimo, che il comitato tecnico scientifico dia indicazioni con le regole che vanno mantenute. Ma una volta date le regole, l’organizzazione compete alla politica“.

Con l’avvio della fase 2, dal 4 maggio in poi, la maggior parte dei lavoratori riprenderà le proprie attività. Con un problema gigantesco che si apre sulle sorti dei figli, già privati della scuola e a forte rischio anche per le attività estive. Gli obiettivi, ha aggiunto la ministra Bonetti, “sono due: costruire una rete intorno alle famiglie“, sul piano educativo e di gioco e “permettere ai genitori di avere un luogo e una comunità che custodisca i figli mentre loro tornano a lavorare”.

“Il comitato tecnico scientifico sta valutando questa nostra proposta, e anche un’altra: la riapertura da giugno delle attività di sostegno alle famiglie, come i centri estivi e i centri della cura dei bambini da 0 a 6 anni in accordo con i comuni”.

Quando la riapertura di parrucchieri ed estetiste? “Giugno è troppo tardi”

Una fase 2 a scoppio ritardato per i parrucchieri e le estetiste: la riapertura di coiffeur e centri di bellezza non è prevista a maggio insieme agli altri negozi, ma è slittata in avanti fino all’inzio di giugno, quando torneranno in attività anche bar e ristoranti. Ma le associazioni di categoria di chi si occupa di cura della persona non ci stanno e chiedono di anticipare il via libera: “Questa scelta ci ha sbalordito”, taglia corto la Cna Firenze Estetica che lancia l’ipotesi di riaprire a maggio anche per combattere la concorrenza sleale da parte di estetiste e parrucchieri abusivi.

Secondo il piano delineato dal premier Conte con l’ultimo decreto sulla fase 2, il 4 maggio torneranno in attività i settori del manifatturiero e dell’edilizia, insieme al commercio all’ingrosso, mentre i negozi al dettaglio come quelli di abbigliamento tireranno su la saracinesca il 18 maggio, ma sempre rispettando le misure di sicurezza (distanza, sanificazione e mascherine). Per un taglio di capelli o una ceretta però bisognerà aspettare ancora.

Fase 2, quando riaprono parrucchieri ed estetiste

Se andrà tutto bene sul fronte del contenimento dei contagi da coronavirus, con il 1° giugno arriverà il via libera del governo alla riapertura dei saloni dei parrucchieri e dei centri estetici. “Essere considerati la categoria più rischiosa di tutte è fuori luogo – commenta Daniela Vallarano, presidente di CNA Firenze Estetica – tutti i centri estetici e tutti i coiffeur, già in condizioni di normalità, rispettano norme rigorose in materia di prevenzione della salute pubblica, come previsto dalle disposizioni degli organi competenti di controllo e vigilanza territoriali”.

Mascherine e guanti, biancheria monouso e sanificazioni continue  non sono cosa nuova nei saloni, precisa l’associazione di categoria. “ Grazie agli appuntamenti siamo in grado di controllare l’afflusso nei nostri saloni – aggiunge Vallarano – sinceramente, vedo un rischio maggiore nel fare la spesa in un supermercato”.

Taglio a casa e tinta dei capelli fai da te? I consigli dei parrucchieri

“Riapertura a maggio per parrucchieri ed estetiste”

La richiesta è quella di un anticipo della riapertura, già a maggio, nel pieno della fase 2: “Venite a controllare che tutte le norme siano rispettate, a tutte le ore, più volte al giorno, ma fateci aprire” dice la presidente di CNA Firenze Estetica.

L’associazione di categoria chiede al governo anche indennizzi e aiuti specifici per questo settore che sta vivendo un momento drammatico. “Non fingiamo di ignorarlo, in questi giorni di chiusura stiamo subendo una concorrenza spietate, sleale e, questa sì pericolosa, da parte degli abusivi”, conclude Vallarano.

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Guariti oltre quota 2.400: il bollettino sul coronavirus in Toscana del 27 aprile

Soltanto 32 i nuovi casi di positività riportati dal bollettino di oggi. C’entra però il fatto che ieri uno dei laboratori che analizzano i tamponi è rimasto fermo. Continuano a salire i guariti, 17 invece i decessi: queste le ultime notizie sul contagio da coronavirus in Toscana secondo il bollettino di oggi, lunedì 27 aprile.

Coronavirus in Toscana, il bollettino e le notizie del 27 aprile

Il totale dei casi di positività dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 9.179. I casi sono così ripartiti per provincia di segnalazione: 3.011 a Firenze (8 in più rispetto a ieri), 513 a Prato, 618 a Pistoia (3 in più), 983 a Massa Carrara (4 in più), 1.265 a Lucca (9 in più), 840 a Pisa (4 in più), 508 a Livorno, 619 ad Arezzo (2 in più), 420 a Siena, 402 a Grosseto (2 in più).

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 246 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, a ieri, era di 327 x 100.000. Le province più colpite sono Massa con 504 casi x 100.000 abitanti, Lucca con 326, Firenze con 298, la più bassa Livorno con 152.

Il bollettino della Regione Toscana di oggi dà notizia di 17 nuovi decessi: 6 uomini e 11 donne con un’età media di 79,5 anni. Dei decessi, 8 sono stati notificati nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 1 a Pistoia, 2 a Massa, 2 a Lucca, 1 a Pisa, 1 a Livorno 1 ad Arezzo.

Il totale dei morti per coronavirus in Toscana è di 795 dall’inizio dell’epidemia. Firenze è la provincia più complita in assoluto con 258 decessi, 40 a Prato, 73 a Pistoia, 114 a Massa, 112 a Lucca, 71 a Pisa, 44 a Livorno, 34 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto, 7 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 21,3 x 100.000 residenti contro il 44,1 x 100.000 della media italiana (12esima regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa (58,5 x 100.000), Lucca (28,9 x 100.000) e Firenze (25,5 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2x 100.000).

Guariti e ricoverati, il quadro continua a migliorare

Prosegue il trend positivo per quanto riguarda i ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covi, oggi sono complessivamente 825 (10 in meno di ieri). Di questi, 154 sono in terapia intensiva (meno 4 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dalle terapie intensive dal 17 di marzo 2020. I ricoverati per Covid-19 sono il 13,8% degli attualmente positivi (i casi totali da cui sono stati sottratti i casi deceduti ed i guariti), dato inferiore alla media italiana (22%), che pone la Toscana come quint’ultima regione nella relativa classifica.

I guariti salgono a 2.401 (più 101 rispetto a ieri, il 4,4% in più): 1.133 sono “clinicamente guariti” (15 persone, +1,3% rispetto a ieri), divenuti cioè asintomatici dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Gli altri 1.268 (+86 persone, più 7,3%) sono i guariti a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (27 aprile)

Ci sono poi 5.158 persone sono in isolamento a casa, con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (76 in meno rispetto a ieri). Sono 15.396 (meno 775 rispetto a ieri) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl centro 8.469, nord ovest 5.990, sud est  937).

Quanto ai tamponi, il totale di quelli eseguiti dall’inizio dell’emergenza in Toscana sale a 129.048. Sono 1.654 in più rispetto a ieri, quelli analizzati oggi sono invece 2.434. Numeri ben più bassi di quelli registrati in media nelle ultime settimane. Ma, come premesso, ieri uno dei laboratori diagnostici operanti per l’Asl Toscana centro è rimasto inattivo.

I dati sono quelli elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus

Regione Toscana e coronavirus, le misure ordinanza per ordinanza

Ci sono le regole nazionali e poi le misure che interessano i singoli territori. Non sempre è facile districarsi tra le diverse disposizioni che riguardano la prevenzione del coronavirus, perché ai decreti previsti a livello nazionale si sommano anche le decisioni del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ordinanza dopo ordinanza, affrontano argomenti specifici: dall’obbligo di indossare le mascherine, fino al servizio di cibo d’asporto dei ristoranti.

Ecco qui riassunte le principali ordinanze in vigore, con i link al testo pdf dei singoli provvedimenti.

Fase 2: l’ordinanza 38, protocollo di sicurezza Covid in Toscana

Distanza sociale di almeno 1 metro e 80 centimetri, mascherine obbligatorie fornite dal datore di lavoro, sanificazione periodica anche gli impianti di areazione, accessi scaglionati nei negozi: sono queste alcune delle misure previste dal protocollo di sicurezza per la prevenzione del Covid-19 in Toscana.

Qui il testo dettagliato dell’ordinanza 38.

Ordinanza 39: chi può fare il test sierologico

La Toscana ha introdotto, in anticipo rispetto alle disposizioni nazionali, la possibilità di sottoporre ai test sierologici gratuiti chi ha continuato a lavorare durante l’emergenza coronavirus, avendo contatto con il pubblico. Ecco alcune delle categorie interessate: gli operatori sanitari, gli addetti dei supermercati, le forze dell’ordine, i dipendenti pubblici (i dettagli nel nostro articolo sui test sierologici in Toscana).

Questo il testo dell’ordinanza numero 39 in pdf, con in allegato l’elenco dei laboratori di analisi che sono autorizzati a fare gli esami sul coronavirus.

Ordinanza 40 della Regione Toscana, protocollo di sicurezza coronavirus per i cantieri (pdf)

In Toscana, per tutelare la salute dei lavoratori dei cantieri temporanei o mobili, la Regione ha pubblicato un’ordinanza con un protocollo di sicurezza anti-Covid 19. Tra i vari obblighi, la distanza interpersonale di 1,8 metri, i dispositivi medici di sicurezza e la sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro. Qui l’ordinanza 40 in pdf.

Ordinanza 41, ristoranti e cibo d’asporto in Toscana

In anticipo rispetto a quanto previsto dal decreto sulla fase 2, in Toscana dal 24 aprile i ristoranti e i bar possono vendere cibo da asporto, a patto che la prenotazione sia fatta prima via telefono oppure online e con gli appuntamenti per il ritiro da parte dei clienti dilazionati nel tempo. Questo per evitare assembramenti e garantire l’entrata delle persone nei locali una alla volta e per il tempo strettamente necessario a prendere il cibo, che andrà poi consumato a casa.

Qui il testo in pdf dell’ordinanza 41 del presidente della Regione Toscana sul take away.

Le ordinanze sulle mascherine

Dal 20 aprile è entrata in vigore in tutta la Toscana l’ordinanza numero 26 che prevede l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi aperti o chiusi, accessibili al pubblico, dove siano presenti più persone, rispettando anche la distanza di sicurezza di 1,8 metri (più alta di quella prevista a livello nazionale). Per assicurare una fornitura minima di questi dispositivi, la Regione ha deciso la distribuzione gratuita di mascherine per tutti i cittadini, che avverrà ora solo nelle farmacie e non più davanti ai supermercati, dando il via libera all’acquisto di 10 milioni di mascherine con l’ordinanza numero 42 firmata dal governatore della Toscana Enrico Rossi (qui in testo in pdf).

Mascherine: prezzo calmierato a 50 centesimi, l’ordinanza di Arcuri

Dopo il decreto del premier Conte sulla fase 2, è arrivata anche l’ordinanza del commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri che impone un prezzo calmierato per le mascherine chirurgiche e per dispositivi analoghi: il costo non potrà superare i 50 centesimi per il singolo pezzo. La decisione è stata ufficializzata nel giorno in cui è stato firmato il dpcm che tra le altre cose introduce, dal 4 maggio in poi, l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, oltre che sui mezzi pubblici.

L’Ordinanza di Arcuri sul prezzo calmierato delle mascherine a 50 centesimi

Le nuove regole per la fase 2 rischiavano infatti di far lievitare i prezzi di questi dispositivi per la tutela della salute e quindi il commissario Arcuri ha firmato l’ordinanza per assicurare la massima diffusione delle mascherine a un prezzo calmierato senza aumenti ingiustificati dei costi per i consumatori. Il prezzo massimo imposto è quindi di 0,50 euro a cui va aggiunta l’IVA (imposta che però il premier Conte ha annunciato di voler eliminare su questi prodotti essenziali), ecco i tipi di mascherine a cui si applica questo costo calmierato:

  • Tipo I
    Efficienza di filtrazione batterica superiore o uguale al 95%
    Pressione differenziale maggiore di 40 Pa/cm²
    Pulizia microbica, superiore o uguale a 30 ufc/g
  • Tipo II
    Efficienza di filtrazione batterica superiore o uguale al 98%
    Pressione differenziale maggiore di 40 Pa/cm²
    Pulizia microbica, superiore o uguale a 30 ufc/g
  • Tipo IIR
    Efficienza di filtrazione batterica superiore o uguale al 98%
    Pressione differenziale maggiore di 60 Pa/cm²
    Pressione di resistenza agli spruzzi minore di 16,0
    Pulizia microbica, superiore o uguale a 30 ufc/g

Obbligo di indossare le mascherine (anche di comunità), quando e dove

L’ordinanza di Arcuri segue il decreto sulla fase 2 (qui le misure in sintesi e testo in pdf) che introdurrà dal 4 maggio l’obbligo di indossare le mascherine su tutto il territorio italiano, unito al rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Bisognerà indossare la mascherina, coprendo sia il naso che la bocca, nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come ad esempio negozi, supermercati, parrucchieri, ma anche sui mezzi di trasporto pubblici (bus, tram, treni, traghetti, aerei) e in tutte le occasioni in cui non sarà possibile rispettare la distanza di sicurezza di un metro dalle altre persone. Mascherina obbligatoria anche nelle case private quando si incontrano parenti e ai funerali (massimo 15 persone).

L’obbligo non riguarda i bambini con meno di 6 anni e le persone con forme di disabilità che non tollerino questo tipo di dispositivo.

Sì alle “mascherine di comunità”: cosa sono

Oltre alle mascherine chirurgiche certificate è possibile usare le cosiddette mascherine di comunità, che altro non sono che mascherine autoprodotte monouso o lavabili. Devono però soddisfare i seguenti requisiti: impiegare materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera, garantire comfort e respirabilità, assicurare aderenza al volto e la possibilità di coprire la faccia dal naso al mento.

“Le mascherine proteggono tutti noi, ma attenzione a quali usare”

L’ordinanza di Arcuri sul prezzo delle mascherine, il pdf

A questo link è possibile scaricare l’ordinanza 11 del 26 aprile 2020 sul prezzo calmierato delle mascherine, firmata dal commissario straordinario l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri.