mercoledì, 8 Aprile 2026
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DHL Point a Pisa: spedizioni comode nei punti strategici della città

Al giorno d’oggi l’invio di pacchi e plichi è un servizio all’ordine del giorno e, proprio per questo, efficienza e praticità rappresentano le caratteristiche fondamentali per la scelta del corriere. Non ci riferiamo solo al partner di logistica a cui si affidano le aziende che inviano merci ai propri clienti, ma anche a quelle che offrono servizi ai privati, sia per la compravendita sui marketplace che per esigenze personali di spedizione celere e sicura.

Ecco perché si sono diffusi a macchia d’olio dei punti di servizio, spesso noti come point, grazie ai quali è possibile prenotare la consegna o il ritiro senza passare dai grandi magazzini degli spedizionieri.

Questi sono presenti in ogni città e si possono trovare DHL point a Pisa come in tutta Italia. Nascono per offrire soluzioni semplificate ai clienti in modo tale da agevolare il processo di spedizione e ricezione dei pacchi. I DHL point sono distribuiti strategicamente in vari punti all’interno della stessa città e permettono di bypassare le problematiche legate all’appuntamento di consegna, spesso complicato da impegni personali o particolari esigenze di orario e data.

Cos’è un DHL Point?

I DHL Service Point sono partner DHL, il popolare corriere espresso internazionale. La caratteristica chiave di questi punti è la loro capacità di agevolare le spedizioni sia per il mittente che per il destinatario.

Se il mittente non è reperibile a casa per il ritiro o se il destinatario preferisce evitare di attendere la consegna a domicilio, i DHL Point a Pisa, così come in ogni altra città, diventano una soluzione particolarmente efficiente da valutare. Questi partner includono anche attività come cartolerie, edicole, librerie e bar e così via.

Si tratta di un servizio molto comodo, grazie al quale chi lavora e sta tutto il giorno fuori casa non dovrà più fare i salti mortali per trovare un accordo con il corriere a domicilio. Questa possibilità nasce proprio per conciliare le spedizioni con gli impegni privati, cioè per risolvere il problema dell’accumulo di pacchi tornati indietro per assenza del destinatario.

Come spedire con un DHL Point a Pisa?

Se si desidera richiedere il ritiro di una spedizione presso un DHL Point a Pisa è possibile farlo contattando telefonicamente l’attività selezionata. Questo passaggio è particolarmente utile quando il mittente o il destinatario non sono disponibili a domicilio.

Una volta confermata la possibilità di lasciare il pacco presso il DHL Service Point scelto, è sufficiente portare il pacco al punto designato: a quel punto un corriere incaricato passerà a ritirare le merci da spedire con cadenza giornaliera. La spedizione avviene come di consueto, cioè applicando lo sticker con i dettagli della spedizione direttamente sul pacco, dando per scontato che sia stato imballato con ogni premura.

Inoltre quando si acquista online, se lo shop lo consente, è possibile designare il proprio DHL Point preferito come destinazione del pacco. In questo caso basterà scegliere dove ricevere la consegna e poi, una volta arrivato, recarsi presso il punto di ritiro con l’email o l’SMS ricevuto da DHL per ritirare il pacco.

Grazie a questo sistema, quindi è possibile semplificare le spedizioni sia per chi spedisce, che per chi riceve.

 

Riparte il campionato col derby tra Fiorentina ed Empoli

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Dopo la sosta per la Nazionale torna la serie A e la Fiorentina gioca, nel posticipo del lunedì sera, allo stadio Artemio Franchi contro l’Empoli. Vincenzo Italiano vuole la migliore squadra per affrontare il derby dato che poi giovedì ci sarà la Conference League contro una squadra, sulla carta, abbordabile il Cukaricki.

Le probabili formazioni

Dovrebbe essere confermato l’undici che ha battuto il Napoli al Diego Armando Maradona conTerracciano tra i pali, davanti a lui la coppia centrale sarà composta da Milenkovic e Quarta, sulle fasce Kayode a destra e l’ex Parisi favorito su Biraghi a sinistra. In mediana Arthur con Duncan, sulla fascia destra Gonzalez di rientro dall’Argentina e Bonaventura, confermato sulla trequarti. A sinistra pronto Brekalo e come attaccante nuova chance per Nzola.

Andreazzoli ritrova Caprile che si candida a prendere il posto di Berisha. In difesa da monitorare le condizioni di Ismajli: l’albanese rimane in dubbio e potrebbe essere sostituito da Walukiewicz. Conferme invece per Cacace, Luperto e Ebuehi. A centrocampo dubbio tra Grassi e Ranocchia mentre per le mezzali i favoriti sono Marin e Maleh. In attacco Baldanzi non è al 100%. Dovrebbe giocare con, a fianco, Caputo è uno fra Cancellieri e Cambiaghi.

Elezioni comunali 2024: dove e quando si vota per le amministrative

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Oltre 3.800 città italiane saranno interessate dalle elezioni comunali 2024, mentre sempre l’anno prossimo in 6 Regioni si voterà per le amministrative, senza dimenticare le consultazioni europee. Insomma sarà un anno cruciale dal punto di vista politico. Sul fronte dei candidati i giochi sono tutti aperti, tra primi incontri, ipotesi di primarie e ipotesi di alleanze.

Quando si vota per le elezioni comunali 2024: la possibile data insieme alle europee

Sul fronte del “quando si vota”, per le prossime elezioni comunali non ci sono ancora conferme ufficiali, ma sembra probabile l’accorpamento con la data delle europee, domenica 9 giugno 2024. Non è ancora chiaro se si potrà andare alle urne su due giornate o solo su una. Nei mesi scorsi il Consiglio dell’Unione europea ha infatti confermato che le consultazioni per eleggere i rappresentati nell’europarlamento si terranno negli stati membri dal 6 al 9 giugno.

Visto che di consueto in Italia gli elettori sono chiamati al voto durante il weekend, la data da segnare sul calendario è quella del 9 giugno e c’è chi spinge per un election day, unendo le elezioni comunali a quelle Ue. Non è così scontato invece l’abbinamento nella stessa giornata delle regionali (Piemonte, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Sardegna), per alcune di queste si parla del mese di marzo.

Dove si vota per le elezioni amministrative comunali?

Da Nord a Sud saranno circa 3.800 i comuni, piccoli e grandi, interessati dalle prossime elezioni amministrative. Di questi circa 200 fanno parte di Regioni a Statuto speciale, le quali potranno decidere autonomamente una data differente da quella indicata dal governo e dal Ministero dell’Interno. In particolare sono 27 le città capoluogo dove nel 2024 si vota per le elezioni comunali, eccole in ordine alfabetico (con l’asterisco vengono indicate quelle che fanno parte di Regioni a statuto speciale):

  • Ascoli Piceno
  • Avellino
  • Bari
  • Bergamo
  • Biella
  • Cagliari*
  • Caltanissetta*
  • Campobasso
  • Cremona
  • Ferrara
  • Firenze
  • Forlì
  • Lecce
  • Livorno
  • Modena
  • Pavia
  • Perugia
  • Pesaro
  • Pescara
  • Potenza
  • Prato
  • Reggio Emilia
  • Rovigo
  • Sassari*
  • Verbania
  • Vercelli
  • Vibo Valentia

Per cosa e come si vota

In Italia i cittadini eleggono direttamente il sindaco e i componenti del Consiglio comunale (e anche il presidenti e i consiglieri di Quartiere o Circoscrizioni, dove presenti), ma con modalità di voto leggermente diverse per le amministrative nelle grandi città e in quelle piccole, secondo quanto stabilito dalla legge elettorale nazionale (per le Regioni a statuto ordinario).

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti viene eletto primo cittadino il candidato che supera il 50% più uno dei voti e le liste che lo sostengono ottengono il 60% dei seggi in Consiglio comunale (premio di maggioranza). Se non si raggiunge il 50% più uno delle preferenze, i due candidati più votati al primo turno vanno al ballottaggio fissato due settimane dopo. Sempre nelle città con più di 15.000 abitanti per le elezioni comunali è previsto il voto disgiunto: è possibile scegliere il candidato sindaco di uno schieramento e una lista per il Consiglio comunale di un’altra coalizione.

Una tantum 2023 per dipendenti pubblici statali. E per gli enti locali?

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Mentre si tratta sugli aumenti per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, a fine 2023 gli stipendi saranno più pensanti per effetto del bonus una tantum, un’indennità automatica per gli statali, ma facoltativa per gli enti locali. Il governo Meloni, con il decreto legge collegato alla legge di bilancio, ha messo a disposizione 8 miliardi di euro. In attesa dell’accordo sul Ccln del pubblico impiego, per far fronte da subito all’incremento dell’inflazione in busta paga arriverà un anticipo. Ci sarà però una disparità di trattamento. Per i lavoratori della pubblica amministrazione centrale (come anche per la scuola e il comparto pubblica sicurezza) scatterà sicuramente, mentre per quelli di Comuni, Regioni e simili dipenderà dalla disponibilità dei fondi nei bilanci degli enti locali.

Una tantum per i dipendenti pubblici statali: quando il pagamento in busta paga? La tabella dell’importo

L’una tantum prevista per i dipendenti pubblici è il pagamento dell’anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale per tutto 2024: questo significa che il bonus sarà pagato una sola volta a dicembre 2023 e non riguarderà gli aumenti degli stipendi, che invece saranno decisi con il rinnovo del contratto. Il pagamento avverrà nell’ultima busta paga dell’anno in corso, prima della tredicesima, e riguarderà i dipendenti a tempo indeterminato. Come detto questo succederà in automatico solo per gli statali che dipendono dalla pubblica amministrazione centrale.

Secondo quanto reso noto dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo durante l’incontro con i sindacati dei dipendenti pubblici, l’importo del bonus una tantum di dicembre 2023 per gli statali sarà in media di 900 euro. Entrando nel dettaglio, il decreto legge n°145 del 2023, collegato alla manovra finanziaria, definisce questa cifra moltiplicando per 6,7 l’importo del bonus una tantum già pagato in busta paga in base alla legge 234 del 2021.

Il Sole 24 ore ha pubblicato una tabella, simulando l’importo del bonus una tantum di dicembre 2023 per diverse tipologie di statali, dalla scuola ai dirigenti:

  • Dirigente prima fascia (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 1.939 euro
  • Dirigente seconda fascia (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 1.516 euro
  • Funzionario elevato (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 1.220 euro
  • Funzionario medio (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 845 euro
  • Impiegato (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 778 euro
  • Operatore (ministeri e agenzie fiscali), una tantum 661 euro
  • Dirigente scolastico, una tantum 1.516 euro
  • Docenti scuola superiore (alta anzianità), una tantum 1.228 euro
  • Docenti scuola superiore (bassa anzianità), una tantum 829,19 euro
  • Docenti scuola media (alta anzianità), una tantum 1.168 euro
  • Docenti scuola media (bassa anzianità), una tantum 829 euro
  • Maestro elementare (alta anzianità), una tantum 1.056 euro
  • Maestro elementare (bassa anzianità), una tantum 765 euro
  • Collaboratore scolastico (alta anzianità), una tantum 749 euro
  • Collaboratore scolastico (bassa anzianità), una tantum 595 euro

E il bonus una tantum per i dipendenti pubblici degli enti locali?

Il problema riguarda però i dipendenti pubblici degli enti locali (Comuni, Regioni e via dicendo), anche loro in attesta degli aumenti di stipendio per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, ormai scaduto. Se gli statali che fanno capo alla pubblica amministrazione centrale vedranno a dicembre 2023 il pagamento del bonus una tantum per “sterilizzare” in parte l’inflazione, quelli delle funzioni locali saranno in larga parte esclusi.

Il decreto legge del governo stabilisce infatti che gli enti locali hanno la facoltà di erogare l’una tantum, sempre con lo stesso calcolo dell’importo dei colleghi dipendenti statali “diretti”, ma attingendo le risorse dai propri bilanci. La questione sta proprio qui: non ci saranno fondi aggiuntivi da parte dello Stato e quindi molti enti locali, con i bilanci già chiusi, non potranno far fronte a una tale spesa e non erogheranno il bonus.

Il rinnovo del contratto degli statali

L’una tantum di dicembre 2023 apre così il confronto con i sindacati sul rinnovo dei contratti nazionali di lavoro (ccnl) delle Funzioni centrali, della scuola e degli enti locali: in ballo ci sono aumenti di stipendio del 6%, con un incremento medio di 170 euro lordi mensili. Il percorso però è ancora lungo e tutto in salita. L’anno scorso furono definiti, in grande ritardo, i rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021. Adesso il ragionamento è sull’orizzonte temporale che va dal 2022 al 2024, con un quadro economico completamente diverso rispetto al passato, a partire dall’inflazione che è tornata a salire.

Bonus affitto 2023 a Firenze: come richiedere il contributo

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Dal 19 ottobre è uscito il bando ed possibile richiedere il bonus affitto 2023 del Comune di Firenze, un contributo di cui hanno diritto le famiglie con un Isee medio-basso. Per evitare un bando più “magro” rispetto agli anni passati, visto il definanziamento del fondo nazionale, Palazzo Vecchio ha deciso di stanziare per il sostegno alla localezione 3 milioni di euro a cui si aggiungono i circa 190.000 della Regione Toscana.

Chi ha diritto del bonus affitto 2023: i requisiti fissati dal bando del Comune di Firenze

Secondo il bando, possono richiedere il contributo affitto 2023 le famiglie residenti sul territorio comunale fiorentino, con in mano un regolare contratto di locazione e che non siano titolari di diritti su beni immobili. Il valore Isee del nucleo familiare non deve superare i 16.500 euro per l’anno in corso. Viene escluso dal bando chi si è visto assegnare una casa popolare e chi percepisce il reddito di cittadinanza. Ecco in sintesi i requisiti:

  • Residenza nel Comune di Firenze
  • Abitazione in affitto nel territorio comunale fiorentino
  • Isee fino a 16.500 euro
  • Ise fino a 32.048,52 euro
  • Patrimonio complessivo entro i 40.000 euro (patrimonio immobiliare più quello mobiliare)
  • Essere in regola con il pagamento dell’affitto nel 2023
  • Non essere assegnatari di un alloggio ERP
  • Non percepire il reddito di cittadinanza
  • Non essere titolari di diritti su beni immobili

Come richiedere il bonus affitto 2023 del Comune di Firenze

È possibile richiedere il contributo affitto del Comune di Firenze direttamente online (questa la pagina per accedere al servizio), accedendo con Spid, carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei Servizi (CNS) fino al 20 novembre 2023. Verificati i requisiti sarà poi stilata una graduatoria per la suddivisione dei fondi disponibili del bonus tra chi ne ha diritto. L’anno scorso, quando sono state accolte oltre 2.700 domande.

Si tratta di un sostegno economico che funziona con il meccanismo del rimborso: viene riconosciuta una percentuale di quanto versato annualmente per l’affitto, che sarà erogata con bonifico sul conto corrente dopo la presentazione delle ricevute di pagamento. L’importo del bonus affitto varia a seconda della condizione economica (Isee), della conseguente posizione in graduatoria e della disponibilità delle risorse.

3 milioni di euro per il sostegno

Il bando per il contributo affitto, ha spiegato il sindaco di Firenze Dario Nardella in conferenza stampa, è  stato possibile “grazie allo sforzo del Comune che ha stanziato ben 3 milioni di euro, di cui una parte con fondi del Pon Metro Plus, e al contributo della Regione Toscana che ha stanziato 193.409,00 euro, a differenza degli anni passati quanto il Governo aveva fatto la sua parte – ha aggiunto – nel 2021 lo Stato aveva finanziato totalmente il bando con 2,9 milioni, nel 2022 aveva messo 2,6 milioni e il Comune ne aveva aggiunti 200 mila e nel 2023 le risorse dello Stato sono pari a zero”. Negli ultimi tre anni le domande per questo bonus affitto sono cresciute, con circa 600 famiglie in più che hanno richiesto il contributo.

Il sindaco Nardella ha annunciato un piano per l’emergenza casa che vale 10 milioni di euro, cifra in cui è compreso anche il band per sostegno per la locazione. Tra le misure previste la riqualificazione delle case popolari (le prime 500 dovrebbero essere pronte nel 2024), a cui si aggiunge la dibattuta misura sul blocco degli affitti turistici brevi, come gli Airbnb, nella zona Unesco del centro storico fiorentino. Ci sarà anche lo stop per i costruttori privati delle monetizzazioni al posto del social housing. “Nel Piano operativo – ha spiegato il sindaco – renderemo vincolante la destinazione del 20% al social housing oppure la monetizzazione risultante sarà destinata dal Comune a social housing o case Erp”.

Eventi del weekend a Firenze, anche in caso di pioggia (21-22 ottobre 2023)

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Non importa che tempo farà in città: gli eventi del weekend a Firenze sono tanti sia sabato 21 che domenica 22 ottobre 2023. Si parte con la Florence Biennale alla Fortezza da Basso, mostra internazionale di arte contemporanea e design. Nello stesso luogo si trova anche Firenze Creattiva, la fiera internazionale delle arti manuali. Next Generation Fest è invece l’evento che vede protagonista la Gerazione Z. Al Cinema La Compagnia si terrà il Florence Queer Festival, ma sono moltissimi anche i mercatini, le sagre e le feste nei dintorni fiorentini, il cui programma potrebbe però cambiare in caso di maltempo.

Florence Biennale alla Fortezza da Basso

Ultimo weekend per visitare la Florence Biennale, mostra internazionale di arte contemporanea e design alla Fortezza da Basso (viale Filippo Strozzi). Il tema attorno al quale ruota la manifestazione è I Am You. Individual and Collective Identities in Contemporary Art and Design. L’obiettivo di questa XIV edizione ruota dunque attorno a concetti di identità individuali e collettive, nelle loro molteplici accezioni filosofiche, psicologiche, sociologiche e culturali. Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito ufficiale della Florence Biennale. Sempre qui si possono trovare maggiori informazioni riguardo all’acquisto dei biglietti.

Firenze Creattiva (fino al 22 ottobre 2023)

Firenze Creattiva, fiera internazionale delle arti manuali organizzata da Promoberg (Fiera di Bergamo), è ospite alla Fortezza da Basso di Firenze sia sabato 21 (ore 09:30 – 18:30) che domenica 22 (ore 09:30 – 16:00). Sono all’incirca 70 le imprese in rappresentanza di ben 13 regioni italiane e cinque stati esteri, che presenteranno i propri lavori: dal ricamo al patchwork, fino alle lavorazioni con il feltro. A tutto questo si affianca una nutrita agenda di eventi collaterali promossa da organizzatori ed espositori, con centinaia di appuntamenti. Biglietti: intero 10 euro, ridotto 6 euro. Il programma completo dell’iniziativa si trova sul sito ufficiale di Firenze Creattiva.

Next Generation Fest 2023 a teatro

Tra le iniziative della giornata di sabato 21 ottobre (ore 10:00 – 23:00) a Firenze c’è anche Next Generation Fest, l’evento della GenZ. Sul palco di quest’anno del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (in piazza Vittorio Gui, n.1) si alterneranno 60 ospiti tra content creator, influencer, imprenditori, giornalisti e istituzioni. Tra gli speaker Ermal Meta, Aurora Ramazzotti, e molti altri. I temi trattati dal festival saranno Europa, formazione, lavoro, innovazione e così via, visti naturalmente attraverso gli occhi della Generazione Z, i giovani nati tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio del ventunesimo secolo. Un programma – ricco di speech, interviste, performance musicali e artistiche, consultabile sul portale ufficiale di Giovanisì.

Cinema: Florence Queer Festival 2023

Tra gli eventi del weekend a Firenze, fino a domenica 22 ottobre c’è anche Florence Queer Festival al Cinema La Compagnia in Via Camillo Cavour, n. 50r. Questa iniziativa costituisce un mezzo potente per affrontare tematiche care alla comunità lgbtqia+. Il festival è dedicato alle culture queer e in particolare al cinema che proporrà anche quest’anno una selezione di lungometraggi e cortometraggi internazionali, incontri e iniziative speciali. Mattatore della giornata di domenica Immanuel Casto. Per saperne di più è possibile leggere il nostro articolo dedicato sulle iniziative da non perdere al Florence Queer Festival 2023.

I tanti mercatini a Firenze

I mercatini fiorentini non mancano mai, neanche in questo weekend, e sono tutti a ingresso libero. Creative Factory, la manifestazione dedicata ai piccoli artigiani per valorizzare il fatto a mano, fa tappa in piazza SS. Annunziata (sabato 21 e domenica 22, ore 09:30 – 20:00). Anche Santo Spirito è ‘in Fiera’ domenica dalle ore 08:00 alle 20:00 con il mercato degli ambulanti. Nel parcheggio del Tuscany Hall Teatro di Firenze (via Fabrizio de André angolo, Lungarno Aldo Moro, 3) si terrà invece Artigianarte, mostra mercato di collezionismo e artigianato (sabato 21 e domenica 22, dalle ore 10:00 alle 19:00). Il Paese dei balocchi sarà infine allestito nel quartiere di San Donato in via di Novoli, n. 10 fino a domenica 22 (ore 09:00 – 22:00). Giostre, videogames e fumetti sono le tre parole chiave che renderanno speciale questo evento.

Mercatini Firenze Creative Factory
Il mercatino di Creative Factory in piazza Santissima Annunziata

Gli ultimi Svuota cantine di Firenze (domenica 22 ottobre 2023)

Eccoci finalmente ai tanto attesi Svuota cantine fiorentini. Nel Quartiere 3, domenica 22 ottobre, ce ne sarà uno al Galluzzo. L’appuntamento è dalle ore 9:00 alle 18:00 in piazza Acciaiuoli e sono previste 50 postazioni. Nella Palestra San Niccolò, centro polifunzionale che propone attività sportive, sociali e culturali per il benessere del corpo e della mente, ci sarà invece il Mercatino Svuota armadi nella medesima giornata e a partire dalle ore 10:00. Qui si potrà portare ciò che non si usa più oppure si potrà venire a spulciare in caso servisse qualcosa: vestiti usati, scarpe, accessori, e chi più ne ha più ne metta. Un modo per riciclare stando in compagnia, o perché no, anche da soli.

In Villa con gli Artigiani a Bagno a Ripoli

Sabato 21 e domenica 22 ottobre 2023, dalle ore 10:30 alle 19:30, si apre la stagione autunnale nell’affascinante cornice di Villa il Padule n. 33 a Bagno a Ripoli (FI) con una nuova edizione della mostra mercato di alto artigianato In Villa con gli Artigiani. Un viaggio attraverso gioielli, abbigliamento, articoli di profumeria di alta qualità, e non solo. La manifestazione, ad ingresso libero, vede protagonisti anche eventi collaterali di vario genere. Per restare aggiornati su tutte le prossime novità è possibile consultare  la pagina Facebook di Strana.mente Events.

Openday scuola cani guida per ciechi (21 ottobre)

Per chi ama gli animali, appuntamento sabato 21 ottobre presso la sede della Scuola Cani Guida per Ciechi in via dei Ciliegi n. 26 a Scandicci. In occasione dell’Open day, dalle ore 10:00 alle 18:00, ci sarà la possibilità conoscere da vicino le attività della scuola e della Stamperia Braille. Un modo per sensibilizzare la cittadinanza sulla problematica della disabilità visiva. Anche quest’anno saranno organizzati giochi con premi riservati ai bambini e, assoluta novità, giochi anche per gli adulti. Per consultare il programma completo è liberamente scaricabile sul sito della Regione Toscana.

Nei dintorni: Fiera di San Luca a Impruneta

Nei dintorni fiorentini, e più precisamente in piazza Buondelmonti a Impruneta, c’è anche la Fiera di San Luca a Impruneta, una delle più antiche fiere di bestiame ancora esistente. Organizzata nella settimana in cui cade il patrono di San Luca, quest’anno si svolgerà fino a domenica 22. Un’antica tradizione che si rinnova da 1.000 anni cambiando pelle ma mantenendo sempre lo stesso spirito, con un ricco panorama di eventi, un mercato, alcuni stand gastronomici e giochi. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale del Comune di Impruneta.

Eventi del weekend a Firenze: Sapori d’autunno a Signa (domenica 22 ottobre)

Un’ultima nota riguarda domenica 22 ottobre (dalle ore 10:00 alle 19:00): nel centro storico di Signa – tra piazza Cavour, Viale Mazzini e piazza della Repubblica – torna Sapori d’Autunno, sagra enogastronomica di prodotti tipici stagionali. Qui si potranno trovare prodotti di stagione, quali castagne, uva, fichi e funghi porcini.

Sicurezza a Firenze, un Cosp con le categorie su furti e spaccate

Intervenire sulla sicurezza a Firenze. Le ultime spaccate ai negozi hanno amplificato il disagio dei commercianti fiorentini (e non solo) sul tema della sicurezza. Per questo motivo le associazioni di categoria – ovvero Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna – hanno chiesto un Cosp (Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico) straordinario alla Prefettura su furti e spaccate. E la Prefettura si è dimostrata sensibile sull’argomento.

Sicurezza a Firenze. Le posizioni di Albanese e Passaretti

Al tavolo sulla sicurezza a Firenze tra i protagonisti c’erano l’assessora alla sicurezza urbana Benedetta Albanese e il comandante della polizia municipale Francesco Passaretti. Albanese ha detto che saranno fatti servizi mirati anche in borghese “unitamente al monitoraggio da remoto delle telecamere di videosorveglianza così da poter andare a intervenire a colpo sicuro, oltre alla garanzia di un presidio dinamico più intenso con le pattuglie della polizia municipale negli orari più critici, ovvero quelli notturni, e nella zona a rischio, cioè quella che va dalla stazione a San Lorenzo”. Passaretti ha affermato che saranno potenziati i controlli sia di notte che di giorno.

Le associazioni di categoria

Sul tema sicurezza a Firenze il presidente di Confcommercio Aldo Cursano ha detto si tratta del “primo segnale concreto, perché aldilà delle chiacchiere e delle dichiarazioni di intenti quello che a noi serve è la presenza delle divise”. Tutti concordi nel dire che l’illegalità non può diventare la normalità a Firenze. Il presidente di Confesercenti Firenze Santino Cannamela ha affermato che c’è bisogno che questa città abbia l’attenzione che merita. Secondo Cannamela “la situazione sta degradando, la microcriminalità così come la percezione dell’insicurezza è aumentata. Il grande delitto non è prevedibile, mentre l’insicurezza quotidiana si può e si deve contrastare”. “Siamo ben contenti di essere stati coinvolti e di collaborare – il commento di Jacopo Ferretti di Confartigianato -. Apprezziamo l’impegno del Comune di Firenze e delle Forze dell’Ordine, che cercano sempre ei fare il massimo, spesso in condizioni non semplici.

Accensione riscaldamento Firenze 2023: ecco quando

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Per l’accensione del riscaldamento a Firenze in questo 2023 si torna alle origini: dopo le regole straordinarie dell’anno scorso per il caro-gas, la normativa di riferimento è quella consueta. Date, fasce orarie di funzionamento e durata dell’attività degli impianti termici sono infatti fissati per legge in base alla zona climatica dove si trova il comune di residenza. È infatti la collocazione geografica a influire su quando si accendono (e spengono) i termosifoni. Per questo il calendario non è lo stesso per tutta la Toscana, ma differisce dalla montagna, alla costa, fino alle aree interne della regione.

Qual è la zona climatica di Firenze?

Per quanto riguarda il periodo e l’orario di accensione degli impianti di riscaldamento le regole sono stabilite dalla normativa nazionale, che divide l’Italia in fasce climatiche, dalla lettera F (la più fredda) alla A (la più calda): il comune di Firenze si trova nella fascia climatica D, quindi a “metà classifica”. Soltanto alcune aree limitate del territorio comunale, che collocate sopra i 200 metri di altezza rispetto al livello del mare, sono classificate in zona climatica E.

Questo influisce sulle date di funzionamento dei caloriferi, perché nelle aree più fresche gli impianti possono essere attivati prima (sulle Alpi addirittura non ci sono limitazioni), mentre in quelle più temperate il via libera è previsto solo successivamente. Stessa classificazione per la piana fiorentina (zona climatica D), da Scandicci a Campi Bisenzio, da Sesto Fiorentino a Lastra a Signa. Alcuni comuni del Mugello invece si trovano in fascia E (Barberino, Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero a Sieve, Londa), come anche Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano, Tavarnelle.

Quando l’accensione riscaldamento a Firenze nel 2023: data e orario

A differenza dell’anno scorso quando era stato deciso di posticipare i periodi consentiti per il il funzionamento degli impianti termici, nell’autunno-inverno 2023-2024 l’accensione del riscaldamento a Firenze è consentito da mercoledì 1° novembre 2022 (e non più dall’8 novembre come successo lo scorso autunno).

La zona climatica D prevede un orario massimo di attività dei termosifoni di 12 ore al giorno, con gli impianti termici (sia singoli che con valvole termostatiche perché alimentati da un impianto condominiale) che possono essere attivi durante più fasce nell’arco della giornata, ma tassativamente entro il periodo che va dalle 5.00 alle 23.00.

Per i Comuni della Città metropolitana di Firenze che si trovano nella zona climatica E l’accensione è anticipata al 15 ottobre 2023 e i termosifoni possono restare attivi per un massimo di 14 ore al giorno.

Quanto possono essere caldi i termosifoni?

Per quanto riguarda la temperatura massima consentita nelle abitazioni con impianti termici a gas naturale (termo singolo o condominiale), a Firenze come in tutte le zone climatiche, la normativa prevede il limite di 20 gradi negli ambienti interni, con un margine di tolleranza di due gradi in più o in meno. Per le attività industriali, artigianali e assimilabili la temperatura massima è di 18 gradi.

Queste limitazioni non interessano utenze sensibili, come ospedali, Rsa, scuole, asili, piscine, saune e per le attività artigianali e industriali che abbiano esigenza di temperature più alte per motivi tecnici o di produzione. La normativa riguarda gli impianti termici e con questo termine si indicano pure quelli non a gas, come apparecchi e dispositivi fissi indipendentemente dalla potenza, quindi anche caminetti, termocaminetti, stufe a legna o a pellet. Ricordiamo che di recente la Regione Toscana ha previsto l’obbligo di accatastamento (ossia di registrazione gratuita) per camini e stufe a biomasse.

Quando è prevista l’accensione in anticipo del riscaldamento a Firenze?

La data di accensione del 1° novembre 2023 può essere anticipata in “situazioni climatiche particolarmente severe”: le autorità locali (in questo caso il Comune di Firenze) possono fare ordinanze ad hoc. Con un’eventuale deroga però i termosifoni possono stare accesi al massimo per 6 ore, la metà dell’orario consentito nel periodo autunnale e invernale.

Allo stesso modo, in assenza di un’ordinanza comunale, se l’assemblea condominiale decide di anticipare o posticipare la data di accensione del riscaldamento a causa del clima rigido o per la salute dei condomini, la caldaia centralizzata può funzionare per un massimo di 6 ore al giorno. Tutti i dettagli si trovano sul sito del Comune di Firenze.

E quando si spegne il riscaldamento a Firenze nel 2024?

Come detto, oltre alla data di accensione, la normativa fissa anche quella di spegnimento del riscaldamento: a Firenze i termosifoni potranno restare in funzione fino al 15 aprile 2024 (e non più fino all’8 aprile come la scorsa primavera). Stessa data per i comuni che sono compresi nella zona climatica E. Il Comune può decidere con un’ordinanza lo spegnimento dei termosifoni in anticipo, come successo a Firenze l’anno passato in seguito alla crisi energetica.

Sciopero a Firenze il 20 ottobre: treni e autobus a rischio

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Venerdì 20 ottobre 2023 sono previsti disagi anche a Firenze e in Toscana per lo sciopero generale (che riguarderà pure i mezzi pubblici, come autobus e treni) indetto dai sindacati di base italiani: SGB, CUB, COBAS, USI.

Sciopero dei treni in Toscana il 19 e 20 ottobre

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, lo sciopero scatta alle ore 21.00 di giovedì 19 ottobre e continua fino alle 21 di venerdì 20 ottobre: in Toscana i treni regionali di Trenitalia saranno garantiti nelle fasce orarie che vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Negli altri orari la regolarità dei collegamenti dipende dall’adesione del personale viaggiante alla mobilitazione. Sul sito ufficiale si trova la tabella dei servizi minimi assicurati in caso di protesta, con la lista dei convogli che circolano sicuramente. Ritardi, cancellazioni e disservizi si potranno verificare anche sulle corse nazionali e sui collegamenti ad alta velocità effettuati da Italo (qui la lista pdf dei treni garantiti per lo sciopero del 19 e 20 ottobre).

Lo sciopero degli autobus a Firenze e in Toscana: le fasce di garanzia per i mezzi pubblici

Per quanto riguarda i mezzi pubblici del trasporto urbano su gomma, Autolinee Toscane in occasione dello sciopero di 24 ore indetto venerdì 20 ottobre 2023 da CUB garantirà le corse degli autobus a inizio servizio, tra le 4.15 e le 8.14, e nel mezzo della giornata, dalle 12.30 alle 14.29, in tutte le città della regione, Firenze compresa. Fuori da questa fascia oraria la regolarità del servizio dipenderà dall’adesione alla mobilitazione. Disservizi potrebbero verificarsi anche nelle biglietterie. All’ultimo sciopero indetto da CUB l’8 marzo scorso prese parte il 12,61% del personale, comunica Autolinee Toscane. Per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.at-bus.it. Al momento non sono state annunciate ripercussioni dello sciopero del 20 ottobre sulla circolazione della tramvia di Firenze.

I motivi della protesta

Lo sciopero generale, che riguarda quindi anche uffici e scuola, è stato proclamato a livello nazionale dai sindacati di base per diverse motivazioni. Tra questi il rinnovo dei contratti con adeguamento automatico all’inflazione reale, l’introduzione del salario minimo di 12 euro l’ora, il divieto di utilizzo dei fondi del PNRR per armamenti e invio di armi, il rilancio dei finanziamenti per la tutela ambientale, la revoca dello stop al reddito di cittadinanza. Tutte le motivazioni si trovano sul sito della Confederazione Unitaria di Base CUB.

ln conclusione riepiloghiamo gli orari dello sciopero del 20 ottobre 2023 per quanto riguarda i mezzi pubblici a Firenze e in Toscana:

  • Treni regionali e nazionali – fascia di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21
  • Autobus di Autolinee Toscane – fascia di garanzia dalle 4.15 alle 8.14 e  dalle 12.30 alle 14.29
  • Tramvia di Firenze – servizio regolare

Bonus secondo figlio 2024: decontribuzione per le mamme e asilo gratis

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Un aumento in busta paga per le mamme, grazie alla decontribuzione, asilo nido gratis e fringe benefit detassati fino a 2.000 euro: prende forma il “bonus” secondo figlio annunciato dal governo e contenuto nella bozza della manovra di bilancio 2024, per le famiglie con due o più figli a carico. Il governo Meloni ha deciso di mettere sul piatto circa un miliardo di euro in favore dei nuclei familiari numerosi e per sostenere la natalità. Le misure fanno parte del disegno di legge, che ora dovrà essere discusso in Parlamento. Vediamo in sintesi le principali novità proposte dall’esecutivo e che adesso passeranno il vaglio delle le due Camere. Allo stato dei fatti si tratta quindi di proposte da confermare.

Dal secondo figlio in poi asilo nido gratis

Nella conferenza stampa indetta dopo il Consiglio dei ministri dello scorso 16 ottobre, la premier Giorgia Meloni ha annunciato un obiettivo: rendere totalmente gratis l’asilo nido dal secondo figlio in poi nel 2024. Per questo è stato previsto un rafforzamento del bonus asili nido con oltre 150 milioni di euro. Alcuni enti locali si erano già mossi in questa direzione. In Toscana la Regione ad esempio ha lanciato il progetto asili nidi gratis per le famiglie con bambine e bambini fino a 3 anni e Isee fino a 35.000 euro (anche per i primogeniti e i figli unici).

Cosa significa la decontribuzione per le mamme: bonus secondo figlio in busta paga nel 2024

L’altra misura di peso annunciata è il bonus previsto in busta paga dal 1° gennaio 2024 in favore delle madri lavoratrici dipendenti, che hanno due o più figli. Ciò vuol dire che le mamme non dovranno versare il 9% dei contributi previdenziali a loro carico, fino ai 10 anni del secondo figlio o, nel caso di tre o più figli, fino alla maggiore età del più piccolo. In sostanza questa parte di contributi per la pensione saranno “versati” dallo Stato e la decontribuzione si tradurrà in un aumento dello stipendio netto, che si sommerà al taglio del cuneo fiscale introdotto quest’anno e confermato per il prossimo in favore dei redditi fino a 35.000 euro lordi e alla rimodulazione delle aliquote Irpef (al 23% per i redditi fino a 28.000 euro annuali).

Fringe benefit: bonus fino a 2.000 per i figli

Un altro aspetto riguarda i cosiddetti “fringe benefit” ossia le somme che le aziende possono decidere autonomamente di versare in busta paga ai dipendenti. Fino al 31 dicembre la quota esentasse è stata portata a 3.000 euro per i lavoratori e le lavoratrici con figli a carico, mentre durante il 2024 questo “Bonus figli” sarà detassato fino ai 2.000 euro. Per gli altri la soglia verrà fissata a 1.000 euro.

Un mese in più di congedo parentale

Oltre al bonus secondo figlio e ai fringe benefit, nel 2024 sarà previsto un mese in più di congedo parentale retribuito al 60% per le mamme e i papà con bambine e bambini a carico fino a 6 anni.