domenica, 19 Aprile 2026
Home Blog Pagina 447

La Fiorentina deve guardare avanti, parola di Benzivendolo

0

Siamo tutti un po’ più sereni dopo la vittoria sullo Spezia in quella sorta di spareggio delle scorse settimane. Molti di noi innamorati della Fiorentina hanno vissuto il gol di Eysseric come un segno inequivocabile del destino: la Serie B è solo un incubo, il fato tifa viola. Con il nostro Andrea Di Salvo, ovvero il “Benzivendolo” di Campo di Marte, analizziamo il momento della nostra amata Fiorentina con maggior spensieratezza.

Benzivendolo, credi ancora in un futuro con Ribéry alla Fiorentina?

Ribéry è stata una bella ciliegina. Però, probabilmente deluso da quello che è successo nelle sue due stagioni in viola, adesso ha perso entusiasmo e voglia. Sembra più un peso nella tattica della squadra. Peccato non aver sfruttato il suo essere fenomeno, peccato
davvero.

Il mago di “Orz”.

Prandelli secondo me non si aspettava di trovare questa situazione nello spogliatoio, pensava che sarebbe stato più semplice da gestire. Se ci salverà è la persona giusta, sennò no. Nel calcio sono gli obiettivi che contano e lui è stato preso per salvare la squadra. Contro lo Spezia è stata la sua vittoria.

Le noti dolenti: Pradè.

Sicuramente alcune scelte di mercato sono molto discutibili. Dalla  sua parte ha il fatto che aveva Juric in mano e Rocco non lo ha voluto. Ho grandi dubbi sulla sua permanenza, penso che ci voglia un azzeramento totale per ripartire con un progetto nuovo.

Vogliamo i nomi…

Petrachi e De Zerbi sembrano in pole, ma sarebbe un’altra scommessa. Io punterei su un allenatore già affermato perché adesso servono certezze, non scommesse. A fine stagione gli allenatori sono tutti sul mercato, basta pagare e prendi chi vuoi. La scelta del nuovo mister ci darà indicazioni anche sul progetto Fiorentina.

Ma possiamo stare tranquilli, siamo davvero salvi?

Il fatto che Crotone, Parma e Cagliari siano così inguaiate dà molto più respiro. Se la Fiorentina riuscisse a trovare tre vittorie consecutive uscirebbe da sola dalla zona calda,
indipendentemente dalle altre. Prima si arriva a 40 punti, prima si torna a dormire sereni.

Commisso?

Rocco è arrivato a Firenze e fino adesso ha speso 300 milioni, fra l’acquisto della società e tutto il resto. Il Covid e altre situazioni non gli hanno dato la possibilità di lavorare in maniera adeguata. La prossima stagione, con la scadenza dei contratti in corso, tre
allenatori e alcuni giocatori, vedremo se vuole provare a vincere davvero. Diamogli un pochino di tempo e poi vediamo.

Il mio giocatore preferito è Quarta, sei d’accordo?

Quarta si sta dimostrando un grande acquisto. Deve fare il centrale in difesa, abbiamo bisogno di certezze e lui lo è, visto il Pezzella di questa stagione.

La mia delusione più grande: Kouamé.

Kouamé è un mistero e anch’io pensavo fosse meglio. È ancora molto giovane, forse andrebbe dato in prestito per capire se è un giocatore da Serie A o no. Ecco un acquisto di Pradé che non ho capito.

Ora ti dico chi vorrei vedere per sempre in viola: Vlahovic

Da quando è sempre titolare è una macchina da gol, a 21 anni in Serie A non si può chiedere di più. Se arriva a 15 reti chi lo critica si dovrà ricredere. E se gli arrivano i palloni giusti ne farà molti.

Domanda cattiva: era necessario un americano a Firenze?

La gestione americana ha portato molti cambiamenti in società e, forse, qualcuno non riesce ancora ad adeguarsi al nuovo sistema. Per fare tanti cambiamenti ci vuole tempo. Riparliamone fra un paio di anni. Il Viola Park sarà un fiore all’occhiello, però Commisso
deve pensare anche al comparto sportivo, a una squadra che lotti e ottenga qualche risultato. Non me ne importerebbe niente di allenarmi in un centro sportivo bello in Serie B.

Fiorentina in Europa quando, secondo il Benzivendolo?

Dalla prossima stagione, se Rocco decide di cominciare a fare le cose sul serio. Tre acquisti a stagione e in tre anni si comincerà a godere.

Riapertura di cinema e teatri a marzo in zona gialla: le ipotesi per il Dpcm

0

L’apertura di cinema e teatri in zona gialla? Il ritorno in sala è ancora un sogno, ma c’è una flebile speranza. Il ministro Dario Franceschini, in vista del nuovo Dpcm sta lavorando alla possibile riapertura di cinema e teatri in zona gialla, da fine marzo 2021, ma quando tornerà il pubblico tra le poltroncine scatteranno nuovi protocolli anti-Covid. Si tratta ancora di un’ipotesi al centro della discussione.

Cinema e teatri, come palestre e piscine, sono chiusi da fine ottobre ma di sicuro non potranno essere aperti dal 6 marzo, quando entrerà in vigore il nuovo Dpcm del presidente del Consiglio Mario Draghi. Nessuna apertura subito, ma forse il via libera per spettacoli e film arriverà 3 settimane dopo e solo nei territori che rientrano nelle fasce di rischio più basse. Franceschini preme per la riapertura di cinema e teatri in questa prima parte del 2021, in una data simbolica.

Il protocollo anti-Covid per l’ok all’apertura delle sale

Il Comitato tecnico scientifico sul coronavirus dovrà adesso pronunciarsi sul nuovo protocollo anti-Covid per cinema e teatri, presentato in vista del nuovo Dpcm. Gli scienziati dovranno quindi analizzare le nuove regole e dire la loro sulla sicurezza di una eventuale riapertura in zona gialla di cinema e teatri, vista la situazione dei contagi. Il Cts, è bene ricordarlo, è un organismo puramente consultivo, ossia gli esperti danno pareri e suggerimenti, ma sta poi al governo Draghi decidere.

Nelle linee guida presentate al comitato viene previsto l’obbligo per tutti gli spettatori di indossare la mascherina Ffp2 sempre, sia nel foyer sia in sala o nei bagni, e che gli spettacoli debbano finire prima del coprifuoco delle ore 22. E poi capienza delle sale cinematografiche e teatrali ridotta di un terzo, per un massimo di 500 persone al chiuso (1.500 all’aperto), sanificazione degli ambienti al termine di ogni show o proiezione, biglietti nominativi da prenotare e pagare online per permettere il tracciamento dei contatti ed evitare code alle casse o al botteghino. Fuori discussione la possibilità di lasciare aperti cinema e teatri in zona arancione o rossa.

Quando la riapertura di cinema e teatri in zona gialla con il nuovo Dpcm: il 27 marzo 2021?

Il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini accarezza l’idea di riuscire a introdurre nel nuovo Dpcm l’apertura dei cinema e dei teatri in zona gialla da sabato 27 marzo 2021, quando ricorre la giornata mondiale del teatro a sostegno delle arti di scena. Non solo, ha portato sul tavolo del governo anche un’altra ipotesi per far ripartire in modo più deciso anche per il mondo espositivo: l’idea è di lasciare aperti in zona gialla i musei, le mostre e le aree archeologiche non solo dal lunedì al venerdì, ma anche il weekend e i giorni festivi.

I comuni della Toscana in zona rossa e quelli a rischio

0

Nella lista dei comuni della Toscana in zona rossa, per l’alto rischio legato alle varianti del Covid, c’è già un nome: Cecina. Nella cittadina del livornese per 9 giorni entrano in vigore le regole delle zone rosse locali, dopo la decisione del sindaco e della Regione. Stop agli spostamenti dentro, verso e fuori del territorio comunale. Intanto ci sono altri comuni a rischio zona rossa in Toscana, come alcune città in provincia di Pistoia e di Siena.

La strategia del governatore Eugenio Giani si orienta adesso su mini-zone rosse da creare nei singoli comuni dove la situazione è preoccupante, per evitare un lockdown generalizzato in tutta la Toscana con l’arrivo di una zona rossa regionale per il peggioramento dello scenario di rischio per il coronavirus.

Da quando e per quanto Cecina è zona rossa

Nel comune di Cecina (Livorno) la zona rossa inizia giovedì 25 febbraio e dura 9 giorni, quindi fino a venerdì 5 marzo, per i focolai di Covid registrati negli ultimi giorni, ma potrà essere prorogata nel caso la situazione non migliori. La stretta arriva dopo che in una Rsa del territorio, la residenza “Iacopini”, si sono registrati numerosi casi positivi, di cui 16 riconducibili alla variate inglese. Una decina di contagi sono segnalati anche nella scuola elementare Marconi. La Regione ha annunciato l’inizio di uno screening di massa, con tamponi per tutti i cittadini.

La misura è stata decisa per arginare la diffusione del contagio. “Stiamo riscontrando problemi nel tracciamento dei casi e nell’analisi sequenziale per trovare le varianti  – dice il sindaco Samuele Lippi -. Dobbiamo prevenire e mitigare la diffusione del virus tra la popolazione e permettere i necessari tracciamenti e le necessarie verifiche da parte dell’Asl”.

I comuni a rischio zona rossa in Toscana

L’elenco dei comuni rossi sembra destinata ad allungarsi in Toscana. L’allerta è alta in provincia di Pistoia, con dati da zona rossa: nell’ultima settima si è registrato un boom di contagi con un’incidenza dei positivi più alta di quasi il 70% rispetto alla media regionale. Tre i comuni del pistoiese dove circola maggiormente il virus: Lamporecchio, Montale, Massa e Cozzile.

Difficile la situazione anche in provincia di Siena, nel giro di una settimana i positivi sono raddoppiati per effetto delle varianti più aggressive del Covid come quella brasiliana e inglese. Tra i possibili “comuni rossi” la stessa Siena, Sarteano e Sovicille. Monteroni d’Arbia, con scuole chiuse da giorni per un focolaio, per ora non sarà zona rossa: la campagna di tamponi a tappeto svolta dalla Regione, su mille test non ha trovato alcun positivo.

La campagna di screening “Territori sicuri” della Regione continua nel weekend a Sovicille, Barga (Lucca) e Ponte Buggianese (Pistoia). I cittadini possono prenotare online il tampone gratuitamente. Intanto il sindaco di Firenze Dario Nardella si dice favorevole alla strategia dei “comuni rossi”, con misure specifiche per singoli territori: “circoscrivere zone particolarmente sposte classificandole come zone rosse può essere una buona alternativa a trasformare l’intera Toscana in zona rossa”, osserva.

Le regole: cosa si può fare

Per quanto riguarda le regole della zona rossa locale, l’ordinanza della Regione Toscana per Cecina riprende le restrizioni previste del Dpmc per i territori con rischio massimo. In questa fascia non è possibile uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute e necessità. Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, dentro il territorio del comune, una volta al giorno, spiega la Regione.

Chiusi tutti i negozi, ad eccezione dei codici Ateco individuati negli allegati dell’ultimo Dpcm, attivi i parrucchieri. Stop anche ai mercati, ad eccezione di quelli alimentari e florovivaistici. I ristoranti possono stare aperti per l’asporto fino alle 22 e i bar per il take away fino alle 18, ma non è consentito il consumo al tavolo, né dentro o nei pressi dell’attività. Per quanto riguarda le scuole via libera all’apertura di asili, materne, elementari e prima media. Tutte le altre classi e scuole vanno in didattica a distanza. In altre regioni, come in Lombardia, si è optato per la zona arancione rafforzata.

Zone rosse in Toscana: in arrivo micro-lockdown contro le varianti del Covid

0

Nuove micro zone rosse in Toscana, per fermare l’avanzata delle varianti più aggressive del Covid: il presidente della Regione Eugenio Giani pensa a lockdown molto circoscritti da far scattare nei comuni e nelle province dove si stanno sviluppando i focolai. “Non mi farò remore” dice il governatore, che ha già incontrato a Roma il ministro della Salute Roberto Speranza per confrontarsi sulla strategia anti-contagio. La Toscana ha qualche possibilità di evitare la zona rossa da domenica, ma già in questi giorni è attesa la stretta per i territori dove i contagi sono cresciuti esponenzialmente.

Quali sono le nuove micro zone rosse oggi in Toscana e da quando scatta il lockdown

La prima decisione sulle micro zone rosse in Toscana riguarda Cecina, comune del livonese dove il sindaco ha deciso una stretta per una settimana, dopo aver sentito la Regione. Giani, già nei giorni scorsi, ha riferito di essere in contatto con i sindaci dei comuni più colpiti dalle varianti del Covid per “disporre chiusure rapide nelle realtà dove il contagio cresce a ritmo esponenziale”.

Sono una ventina i comuni della Toscana a rischio zona rossa, in vari territori dalla provincia di Pistoia (l’area con la maggiore incidenza di positivi) fino a quelle di Siena di Arezzo e ad alcune cittadine dell’empolese, nella Città metropolitana di Firenze. A Monteroni d’Arbia (Siena) le scuole sono chiuse dopo che un focolaio è partito proprio dall’ambito scolastico e sono scattati i tamponi a tappeto per tutta la popolazione, grazie alla campagna della Regione “Territori sicuri”. Siena ha chiuso tutte le scuole fino al 3 marzo, dopo la comparsa della variante brasiliana, stop alle lezioni anche a Sovicille (Siena) e Sansepolcro (Arezzo).

La situazione dei contagi in Toscana

In questo mese di febbraio è sostanzialmente raddoppiato il numero di contagi, ha osservato lo stesso Giani e i nuovi casi viaggiano a un ritmo superiore ai 900 positivi al giorno. Ma a spingere il governatore verso la definizione di micro zone rosse in Toscana è l’andamento territoriale della curva: ci sono territori in cui il Covid corre più veloce e altri ancora “immuni” da questa crescita. A preoccupare come detto è il senese, nelle zone al confine con l’Umbria che hanno visto aumentare i contagi in modo esponenziale, mentre provincia di Pistoia da giorni ha dati da zona rossa.

L’obiettivo delle micro zone rosse in Toscana è impedire lo scoppio di una terza ondata proprio all’inizio della campagna vaccinale anti-Covid. La nostra regione è tra le più virtuose per la percentuale di dosi somministrate, il 96% di AstraZeneca per insegnanti e forze dell’ordine, e l’89% se si guarda il totale dei tre vaccini finora autorizzati. La potenza di fuoco per una campagna vaccinale di massa in Toscana c’è, ma mancano le “cartucce”, ossia la disponibilità di vaccini. Da qui l’appello al governo Draghi, portato avanti da Giani, di produrre in Toscana su licenza i vaccini anti-Covid.

Pulizia strade a Firenze “sospesa”: a marzo c’è l’obbligo di spostare l’auto?

0

La pulizia strade a Firenze non è sospesa, le spazzatrici di Alia sono in attività, ma dallo scorso autunno è in vigore la sospensione dell’obbligo di spostare l’auto in occasione del lavaggio della carreggiata e così sarà anche a marzo 2021. A differenza di quanto comunicato in un primo momento, il Comune di Firenze ha deciso una proroga delle regole in vigore.

Pulizia strade a Firenze senza rimozione: a marzo 2021 non si deve spostare l’auto

Dallo scorso mese di novembre il sindaco di Firenze Dario Nardella ha stabilito la sospensione dell’obbligo di spostare l’auto in occasione della pulizia strade, misura che è rimasta in vigore anche a gennaio e per tutto febbraio. Inizialmente era stato deciso di interrompere l’ordinanza dal 1° marzo, ma visto il “perdurare dell’emergenza sanitaria”, si legge in una nota ufficiale, il Comune di Firenze ha deciso di prorogare il provvedimento fino al 1° aprile 2021.

Dunque per tutto marzo non è obbligatorio spostare l’auto in occasione della pulizia delle strade a Firenze, non si rischia né la multa né la rimozione del veicolo, e l’ordinanza sarà sospesa, se non ci saranno aggiornamenti legati al Covid, solo all’inizio di aprile. Una decisione analoga sulla pulizia strade era stata presa durante lo scorso lockdown per venire incontro alle persone in quarantena o in isolamento per il Covid.

Cosa cambia da aprile per il lavaggio delle strade

Niente più multa sospesa: da aprile, se non ci saranno novità, tornerà l’obbligo di spostare l’auto in occasione della pulizia delle strade. Da quel giorno scatteranno anche i controlli degli agenti della pulizia municipale e i veicoli trovati parcheggiati in vie e piazze interessate dal lavaggio meccanizzato di Alia saranno multati per divieto di sosta e scatterà anche la rimozione.

Il calendario dei giorni della pulizia strade a Firenze è consultabile sul sito di Alia, che mette a disposizione degli utenti anche un servizio gratuito di promemoria tramite mail. Basta registrarsi e selezionare una o più strade, per essere informati con un messaggio di posta elettronica pochi giorni prima della pulizia strade.

Vinokilo Firenze 2021: torna il mercatino vintage “a peso” (su prenotazione)

A Firenze torna Vinokilo 2021, con “Sale d’inverno” un temporary shop dove comprare vintage “a peso” per un mese intero, ma solo accaparrandosi uno dei biglietti gratuiti per accedere al singolare mercatino: le prenotazioni per i primi giorni hanno già fatto registrare il sold out. In un momento di incertezze e chiusure c’è anche chi scommette su un negozio temporaneo dedicato alla moda sostenibile, grazie a un’idea importata dalla Germania.

Il funzionamento è semplice. Si prenota l’ingresso online, si scelgono i capi preferiti  all’interno del negozio temporaneo allestito in città e poi alla cassa c’è la bilancia. Jeans, sciarpe, cappotti, abiti, accessori, borse e molto altro: tutto si paga in base al peso degli abiti. E c’è anche lo sconto per chi porta i suoi vestiti usati.

Vinokilo Firenze 2021 Sale d’inverno: dove si trova e  quando si svolge

Il temporary shop di Vinokilo si trova alla prima periferia di Firenze in via del Romito 53, nella zona tra lo Statuto e piazza Leopoldo, ed è aperto dal 25 febbraio fino al 28 marzo 2021 (zona rossa permettendo). Qui prendono posto abiti e accessori vintage divisi per tipo, marca, anni, stile, forme, tessuti e colore, dalla XXS fino alle taglie forti. Ecco quali sono i prezzi di questo mercatino del vintage a peso. Per i capi invernali più pesanti (in tutti i sensi) si paga 30 euro al chilo indipendentemente dal modello, dalla marca o dalla taglia, quelli di mezza stagione sono quotati 50 euro al chilo, mentre per portarsi a casa un carico di abiti leggeri estivi servono 70 euro ogni chilogrammo.

Per risparmiare Vinokilo propone nel suo temporary store di Firenze, tra febbraio e marzo 2021, anche la formula “Takeback”, ossia gli abiti usati in buono o in ottimo stato, portati in negozio e ritirati dallo staff dopo un’attenta selezione, fruttano una riduzione del prezzo sugli acquisti. I vestiti di seconda mano valgono uno sconto del 10% se pesano tra 1 e 2 chili, del 20% tra 2 e 3 chili, del 30% se i capi in disuso superano i 3 chili. Non si possono però portare accessori o intimo, no anche ai marchi del cosiddetto fast fashion, ossia i grandi brand della moda a prezzo economico, come H&M, Primark e via dicendo.

Le prenotazioni e i biglietti per Vinokilo Firenze 2021: gli orari di apertura

L’ingresso a Vinokilo Firenze 2021 è gratis, ma per partecipare la prenotazione è obbligatoria: per ottenere uno dei tanti biglietti virtuali basta riservare un posto su Eventbrite. Questo per garantire uno shopping in tutta sicurezza e contingentare gli ingressi. La mascherina e il distanziamento fisico sono obbligatori.

Online è possibile scegliere data e orario di entrata a Vinokilo Firenze, dalle 10.00 alle 20.00, ma i primi giorni hanno già fatto registrare il sold out, con molte prenotazioni arrivate in poche ore. La prima data disponibile, ad oggi, è domenica 28 febbraio. Aggiornamenti anche sull’evento Facebook.

Come nasce l’idea di un mercatino vintage a peso

Vinokilo era già arrivato a Firenze l’anno scorso, ospitato alla Manifattura Tabacchi. Questo brand è stato creato da un giovane imprenditore tedesco, Robin Balser, citato anche da Forbes nella classifica degli under 30 impegnati in progetti di rilievo sociale. L’idea è quella di abbattere l’impatto ambientale dell’industria della moda, selezionando pezzi vintage unici  a cui dare una seconda vita. In poco più di 4 anni questo progetto ha salvato dalle discariche quasi 380 chili di vestiti e accessori.

La pandemia ha però imposto uno stop ai classici “Kilo sales“, eventi itineranti in cui il mercatino è accompagnato da dj set, performance, talk e tasting. Il calendario 2021 si è quindi adeguato alle regole anti-covid, come a Firenze dove Vinokilo propone un temporary shop lungo un mese. Le altre tappe italiane saranno annunciate successivamente.

Covid Toscana, 23 febbraio: 824 contagi in un giorno, i dati del bollettino

0

Un leggera diminuzione dei contagi di Covid in Toscana, secondo i dati del bollettino di oggi (23 febbraio), ma è troppo presto per parlare di un’inversione di tendenza, con l’allerta per i casi di coronavirus che resta alta a causa delle varianti. Nell’ultima giornata sono stati fatti 19.725 test e 824 soggetti sono risultati positivi. Ieri erano stati 911 i contagiati, ma a fronte di un numero quasi dimezzato di tamponi.

Secondo i numeri del bollettino Covid della Regione Toscana diffuso oggi, 23 febbraio, nell’ultima giornata sono stati fatti 11.389 tamponi molecolari e 8.336 test rapidi. Il tasso di positività scende al 4,18%, il 9,1% se si prendono in considerazione le  prime diagnosi. Continua a salire il numero di ricoverati, oltre 90 pazienti in più nel giro di due giorni. 20 i decessi comunicati oggi.

Mentre si attende di capire il colore della Toscana la prossima settimana, a preoccupare sono i picchi di contagi che arrivano da alcuni territori, come dalle province di Siena e Pistoia. Il presidente della Regione Giani sta pensando a micro zone rosse da far scattare in Toscana su singoli comuni o singole province per rallentare la corsa delle varianti del Covid.

Contagi di Covid in Toscana, 23 febbraio: i dati del bollettino sul coronavirus

  • Nuovi casi di Covid in Toscana, 23 febbraio: 824 (911 nel precedente bollettino)
  • Totale test effettuati in un giorno: 19.725 (ieri 10.833)
  • di cui 11.389 tamponi molecolari e 8.336 test rapidi
  • Rapporto postivi/tamponi (inclusi i test di controllo): 4,18% (ieri 8,41%)
  • Rapporto postivi/tamponi solo sulle prime diagnosi: 9,1% (ieri 14,3%)
  • Persone attualmente positive al coronavirus: 15.121 (+2,3%)
  • Ricoverati in ospedale: 983 (31 in più rispetto a ieri)
  • di cui 159 in terapia intensiva (+4)
  • Morti comunicati oggi: 20

In numeri assoluti, i maggiori contagi di Covid si sono registrati in 4 province della Toscana: 174 nuovi casi positivi a Firenze, 115 a Pistoia, 96 a Lucca e 86 a Prato.

La situazione del coronavirus in Toscana dall’inizio dell’emergenza

  • Totale contagiati in un anno: 150.556
  • Totale guariti:130.853 (470 nell’ultima giornata)
  • Totale decessi dall’inizio dell’emergenza: 4.582
  • Totale vaccinazioni anti-Covid in Toscana: 258.377 (dato aggiornato alle 12.30 del 23 febbraio)
  • di cui 182.375 prime dosi e 76.002 richiami
  • Vaccini fatti ieri 9.595, di cui 9.361 prime dosi e 234 richiami

I misteri del sottosuolo di Will Hunt, la recensione

Le profondità buie e oscure hanno da sempre sortito un certo fascino nel genere umano, generando quasi un culto proibito dei luoghi misteriosamente bui. Già all’età di sedici anni Will Hunt, l’autore di questo affascinante libro, si è appassionato al mondo e ai misteri del sottosuolo, quando ha scoperto casualmente un tunnel abbandonato sotto la casa in cui viveva con i genitori a Providence, Rhode Island. Da quel giorno, Will Hunt non ha mai smesso di esplorare ogni sorta di cunicoli sotterranei, raccontandoci le sue avventure attraverso tunnel in disuso, catacombe, vecchie fogne e antiche miniere.

Gli universi sotterranei in Cappadocia, Francia e Belize

Leggendo I misteri del sottosuolo si resta a bocca aperta nello scoprire vere e proprie città sotterranee in Cappadocia, strutturate con architetture che ricordano da vicino le colonie di alcune specie di termiti. Si viene catapultati nei cunicoli sotterranei che si distendono sotto la città di Parigi, in cui Will Hunt ha vissuto giorni e giorni con lo scopo di mappare fognature e catacombe.

Lo si segue poi nella discesa in una miniera d’ocra antica trentacinquemila anni accompagnato da una famiglia di aborigeni australiani, nel viaggio a mille metri di profondità alla ricerca delle origini della vita in una miniera abbandonata e insieme a lui si nuota in Belize, nelle profondità della caverna Actun Tunichil Muknal sulle tracce dei misteriosi resti Maya della “fanciulla di cristallo”. Attraverso innumerevoli e pazzesche avventure si fa infine la conoscenza di William Lyttle, soprannominato “l’uomo talpa”, che ha scavato una sorta di dimensione parallela fatta di tunnel e cunicoli sotto la sua abitazione, senza dimenticare Michel Siffre, un maestro nel vivere il più a lungo possibile in grotte abissali.

Un gran bel libro, che racconta le storie e le avventure nel mondo del sottosuolo realmente vissute da Will Hunt, moderno Indiana Jones degli universi sotterranei.

Will Hunt, I misteri del sottosuolo
Bollati Boringhieri, 28€

“L’ultimo traghetto” di Domingo Villar, la recensione del libro

Siamo in Galizia, Spagna settentrionale. Monica Andrade non dà sue notizie da qualche giorno e il padre, chirurgo molto conosciuto nella città di Vigo, si rivolge alla polizia, sicuro che non si tratti di un allontanamento volontario. A occuparsi delle indagini è il timido commissario Leo Caldas, assieme al suo irruento e focoso collega Rafel Estevez.

I due, coadiuvati dal resto della squadra, inizieranno ad indagare a partire dall’abitazione di Monica a Tiràn, antico e minuscolo villaggio di pescatori situato al di là del canale di Vigo, dove constateranno che a mancare da casa di Monica sono soltanto uno zaino, lo spazzolino e qualche vestito. Orientati nell’archiviare il tutto come una sparizione volontaria, man mano che le indagini prendono corpo, tra la casa di Monica, la spiaggia e la Scuola di arti e mestieri che Monica frequentava, si renderanno sempre più conto che al puzzle, sapientemente apparecchiato, manca qualche fondamentale tessera. Le indagini procedono serrate e minuziose e i due investigatori cercheranno di mettere a fuoco le flebili tracce che Monica ha lasciato dietro di sé.

L’Ultimo traghetto: indizi e depistaggi sulla costa galiziana

L’abile scrittura dell’autore permette al lettore di affiancare l’investigatore Leo Caldas in tutte le sue azioni, anche le più insignificanti, e di tessere un proprio progetto investigativo come un ragno tesse la sua tela, tra indizi, depistaggi e testimonianze sospette, all’interno di una narrazione serrata, calda e intensa che mantiene la tensione a livelli altissimi fino all’ultima pagina. Domingo Villar riesce a dipingere alla perfezione l’animo dei vari personaggi portati sulla scena, tratteggiandone le personalità, spesso complesse e misteriose, senza mai risultare pesante e noioso.

Un modo di scrivere e di impostare i fatti raccontati che ricorda i libri di Henning Mankell uniti alle atmosfere del miglior Manuel Vázquez Montalbán, ma con l’emozionante costa galiziana sullo sfondo.

Domingo Villar, L’ultimo traghetto
Ponte alle Grazie – 18,50 €

Leggi gli altri consigli del libraio

Maturità 2021: quando escono le materie della tesina per l’esame di Stato

0

Mancano poco più di 100 giorni alla maturità 2021 e si inizia a delineare il quadro su come si svolgerà l’esame e sulle materie che dovranno essere al centro della tesina, o meglio dell’elaborato protagonista della prova orale. Il piano del Ministero per l’Istruzione (Miur) per gli esami di maturità è ora al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Solo dopo questo ok, sarà emanata l’ordinanza che stabilisce quando escono le materie della tesina per la maturità 2021 e come si svolge l’esame per chi è all’ultimo anno della scuola superiore. Ecco quello che si sa già.

Quando inizia la maturità 2021 (e quando sono i riti per i 100 giorni)

Poco più di 3 mesi alla data X. Mentre si stanno delineando le regole per gli esami di Stato, gli studenti all’ultimo anno della scuola superiore prima di chiedersi quali materie dovranno studiare per la tesina si interrogano su quando sono previsti i tradizionali “riti scaramantici” in occasione dei 100 giorni dalla maturità 2021. In tempi di Covid sarà difficile però rispettare questa tradizione, con le restrizioni agli spostamenti che impediranno le classiche gite al mare.

L’inizio della maturità è fissato per mercoledì 16 giugno 2021, quando prenderà il via l’orale: anche quest’anno niente scritto, l’esame si svolge con un colloquio che parte da una tesina (elaborato), preparata dallo studente. Fatti due conti i riti per i 100 giorni dell’esame di maturità sono in programma lunedì 8 marzo, sempre che le regole anti-Covid permettano qualche minimo festeggiamento.

Quando escono le materie per la tesina della maturità 2021: il calendario dell’esame

La tesina per la maturità 2021 riguarderà le materie principali del corsi di studio, che potranno essere integrate con altre discipline e anche con le esperienze che ogni studente ha nel proprio curriculum, dall’impegno nel mondo del volontariato alle attività sportive e culturali seguite dai ragazzi.

Ma quando “escono” le materie e gli argomenti per l’elaborato finale della maturità 2021? Secondo il piano del Miur, che dovrà essere approvato entro lunedì 1° marzo dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, gli studenti conosceranno l’argomento della tesina entro il 30 aprile. Il tema sarà deciso dal consiglio di classe e ogni insegnante seguirà un gruppo di studenti per guidarli nella costruzione dell’elaborato, un po’ come succede all’università per la tesi. La consegna della tesina all’insegnante dovrà avvenire entro il 31 maggio 2021, quindi un mese e mezzo prima dell’inizio dell’esame di maturità.

I crediti scolastici. Come funziona l’esame orale e quanto dura

I consigli di classe potranno bocciare e non ammettere gli studenti all’esame di Stato. Come l’anno scorso, l’esame orale partirà dalla tesina e poi proseguirà con l’analisi di un testo di italiano, studiato durante l’anno scolastico.  Infine i maturandi dovranno analizzare un materiale deciso dalla commissione, formata da 6 membri interni più un presidente esterno. Potrà essere un test, un documento, un problema o un progetto. L’esame di maturità orale durerà in tutto un’ora.

I crediti di ammissione per la maturità 2021 sono al massimo 60 (22 punti per la quinta, 20 per la quarta e 18 per la classe terza) e l’esito dell’orale potrà aggiungere fino a 40 punti: la votazione è in centesimi e si passa con 60/100.