domenica, 19 Aprile 2026
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Anticorpi monoclonali: cosa sono, a che punto siamo in Italia (e in Toscana)

A Siena, nel laboratorio della Fondazione Toscana Life Sciences, la luce resta accesa fino a tardi. Qui è stata sviluppata una delle “armi” che promette di curare il Covid dopo una semplice iniezione: gli studi clinici sugli anticorpi monoclonali italiani stanno per iniziare, ma davanti al microscopio si lavora ancora.

“Il virus è un organismo vivo che continua a cambiare. Non solo dobbiamo stare al passo con le varianti, ma cercare di anticiparle”. Emanuele Andreano ha 30 anni e da due fa parte del Mad Lab di Tls, fondazione sostenuta anche dalla Regione Toscana. Il team di 17 giovani ricercatori guidato dal professor Rino Rappuoli ha individuato un anticorpo monoclonale molto efficace contro il virus e lo ha riprodotto in laboratorio, sottoponendolo poi a test in vitro e in vivo.

Cosa sono gli anticorpi monoclonali anti-Covid, come funzionano e quando saranno disponibili

Se tutto filerà liscio con le prove cliniche sull’uomo, il farmaco, prodotto da Menarini Biotech per conto di Tls, potrebbe essere disponibile prima dell’estate. Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali e come si è svolta questa ricerca sul Covid? Le armi del nostro sistema immunitario sono le cellule B, globuli bianchi capaci di produrre moltissimi anticorpi diversi. La “pallottola” è l’anticorpo monoclonale, la risposta specifica contro una singola minaccia, come un virus o un batterio. Riproducendo in vitro questi anticorpi
sono già state create terapie sicure, ad esempio per i tumori.

“Il corpo umano sviluppa una quantità di varianti di anticorpi monoclonali superiore a mille miliardi – spiega Andreano – questo fa capire quanto possano essere differenti l’uno dall’altro”. Il Mad Lab ha iniziato la ricerca sul coronavirus Sars-CoV-2 l’anno scorso isolando 4.000 cellule B nel sangue dei pazienti guariti dal Covid all’ospedale Spallanzani di Roma e alle Scotte di Siena. Dei 450 anticorpi monoclonali riprodotti in laboratorio, ne sono stati selezionati prima quattordici e poi, a luglio, tre. Nell’ottobre scorso il cerchio si è stretto attorno al più potente, chiamato con una sigla: MAD0004J08.

Emanuele Andreano, laureato in biotecnologie all’Università di Siena e in immunobiologia all’Università di Newcastle, svolge un post-dottorato nel MAD Lab (Monoclonal Antibody Discovery) della Fondazione Toscana Life Sciences di Siena. A lui abbiamo chiesto di chiarire alcuni dubbi comuni sugli anticorpi monoclonali: cosa sono, come funzionano e quando saranno disponibili dati clinici sulla loro efficacia.

Emanuele Andreano MAd lab Fondazione Toscana life Sciences Covid anticorpo monoclonale
Nella foto Emanuele Andreano, ricercatore del MAD Lab. Foto: © Toscana Life Sciences

A che punto siamo in Italia: quali sono gli ostacoli da superare?

Gli studi clinici e l’iter di approvazione. Durante queste fasi si devono verificare la sicurezza e l’efficacia del nostro anticorpo. Siamo molto fiduciosi, perché molecole analoghe sono già usate per altre patologie e hanno dato risultati incoraggianti. In laboratorio questo anticorpo monoclonale risulta essere molto potente. Se ciò fosse confermato, questo significherebbe ottenere un’efficacia migliore con un dosaggio minore.

Inglese, brasiliana, sudafricana: questo anticorpo monoclonale è efficace contro le varianti del Covid?

In laboratorio l’anticorpo risponde in modo ottimale al ceppo originario e alle tre varianti. Siamo sempre al lavoro per cercare di anticipare il virus, esaminandone i meccanismi di evoluzione, questo significa che la nostra ricerca continua. Inoltre abbiamo lavorato su un pannello ampio di 450 anticorpi monoclonali, che possiamo ritestare sulle eventuali mutazioni. Un anno fa dovevamo correre, serviva qualcosa che funzionasse bene
e il prima possibile. Ora possiamo valutare più attentamente i soggetti di cui analizzare il sangue. Insomma, sappiamo meglio cosa cercare.

Qual è la differenza tra anticorpi monoclonali e vaccino anti-Covid? Qual è il meccanismo di azione?

Il vaccino crea un’immunizzazione attiva, stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi protettivi, ma sono in genere necessarie due dosi e alcune settimane per sviluppare un livello di difese robusto. Gli anticorpi monoclonali sono sia una terapia
sia un’immunizzazione passiva: se in una persona sana viene iniettato un anticorpo,
questo è subito attivo ma la copertura rispetto al vaccino ha una durata inferiore e non si ha una memoria immunitaria.

Quanto dura la protezione degli anticorpi monoclonali italiani?

Sarà valutato con il trial clinico. Al momento possiamo dire che gli approfondimenti su altri
anticorpi monoclonali contro Sars-CoV-2 hanno dimostrato una durata dai 3 ai 6 mesi.

Covid anticorpi monoclonali italiani quando come cosa
Foto: © Toscana Life Sciences

Un anno fa il Mad Lab studiava i batteri resistenti agli antibiotici. Dopo il paziente 1 di Codogno si è concentrato sul Covid-19. Cosa avete pensato davanti ai primi anticorpi efficaci?

Stavamo usando per la prima volta alcune metodiche, mancavano i saggi sperimentali e i reagenti. Era tutto nuovo, ma dovevamo essere veloci. È stata un’emozione enorme vedere che gli anticorpi neutralizzavano il virus.

Forse uno dei pochi effetti positivi della pandemia è stato quello di mettere in luce la ricerca.

Tutti ci auguriamo che si sia aperta una nuova stagione per la ricerca, in particolare in Italia. Si è acceso un riflettore su questo mondo, non spegniamolo. Perché se stiamo riuscendo a combattere così prontamente il virus è grazie ai progressi scientifici, senza i quali probabilmente il danno provocato dalla pandemia sarebbe stato molto peggiore.

Covid Toscana: casi tornano sotto quota mille ma sale la percentuale di positivi al test

Dopo quattro giorni la Toscana torna sotto ai mille nuovi casi giornalieri, ma il dato di oggi, lunedì 1° marzo, resta comunque preoccupante: 877 i nuovi positivi al Covid riportati dal bollettino. Molti, considerando che il dato del lunedì storicamente soffre del minor numero di test eseguiti nel fine settimana. Aumentano i ricoveri in ospedale, 18 i decessi.

Tant’è vero che il tasso di positivi sul totale dei soggetti sottoposti a test è più alto rispetto alle medie degli ultimi giorni. Sono stati effettuati 12.273 test, divisi tra 10.046 tamponi molecolari e 2.227 test rapidi. Gli 877 positivi rilevati restituiscono un tasso di positività complessivo del 7,15%, che sale al 12,2% sulle prime diagnosi. Stabile la loro età media, 41 anni.

I dati sulla situazione del Covid in Toscana a oggi (1° marzo): il bollettino

Ci sono anche 45 ricoveri in ospedale in più rispetto a ieri tra i dati del bollettino regionale sul Covid in Toscana. Di questi, 4 sono in terapia intensiva. Ad oggi 1.122 persone si trovano ricoverate negli ospedali della Toscana, di cui 172 in terapia intensiva. Dati che confermano la tendenza al peggioramento della situazione, tanto che è ipotizzabile il passaggio in zona rossa a partire dalla prossima settimana.

I nuovi decessi sono 18, con un’età media di 78,3 anni. Le persone attualmente positive al virus in Toscana sono 18.465.

  • Nuovi casi di Covid in Toscana del 1° marzo: 877 (ieri 1.068)
  • Totale test in un giorno: 12.273 (ieri 19.116), di cui 10.046 tamponi molecolari e 2.227 test rapidi
  • Rapporto positivi/tamponi, inclusi i tamponi di controllo: 7,15% (5,6% nella giornata precedente)
  • Rapporto positivi/tamponi, prime diagnosi: 12,2% (9,6% nella giornata precedente)
  • Totale positivi al Covid in Toscana dall’inizio dell’epidemia: 157.112

Dove vedere Fiorentina Roma in tv: Sky o Dazn?

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Una fiorentina lenta e stanca si è lasciata sorprendere dall’Udinese con un gol subito a cinque minuti dalla fine. Mercoledì 3 marzo alle 20.45 la Fiorentina avrà un’opportunità in casa contro la Roma per raddrizzare la classifica. Un incontro da non perdere: ma dove vederlo in tv, su Sky o Dazn?

Dove vedere Fiorentina Roma in tv: sky o dazn?

La partita sarà trasmessa in diretta e in esclusiva dai canali satellitari Sky: Sky Sport  (numero 252 del satellite) anche in 4K HDR per i clienti Sky Q. 

Dove vedere Fiorentina Roma in streaming

Gli abbonati Sky potranno seguire la partita anche su Sky Go, l’app di streaming in diretta per seguire i programmi del proprio pacchetto Sky anche su pc, tablet e smartphone.
Fiorentina Roma sarà trasmessa inoltre anche su NowTv, la piattaforma di streaming a pagamento.
La radiocronaca in diretta sarà trasmessa da RadioRai.

Fiorentina Roma in chiaro? 

Non ci sono opzioni per vedere Fiorentina Roma in chiaro.

Una Fiorentina lenta si fa trafiggere dall’Udinese a pochi minuti dalla fine

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Un brutto passo indietro per la Fiorentina a Udine che viene sorpresa a cinque minuti dalla fine da un colpo di testa di Nestorovski quando tutti confidavano in un pareggio, senza reti, finale. In realtà la squadra di cesare Prandelli ha fatto poco per poter vincere una gara sicuramente alla sua portata. Lenti in tutte le fasi d’attacco, spesso in difficoltà in difesa, complice la vittoria del Cagliari a Crotone, il vantaggio dalla zona calda della classifica si assottiglia ed ora sono 7 i punti di vantaggio sulla terzultima. Adesso la Fiorentina avrà l’opportunità di giocare due gare in casa contro la Roma mercoledì e contro il Parma domenica. Due occasioni, all’Artemio Franchi, per raddrizzare la classifica. Anche perché dopo ci sarà l’insidiosa trasferta a Benevento prima di ricevere, in casa, il Milan. Ad Udine Prandelli continua a dare fiducia ad Eysseric, scelta opinabile, al posto di Amrabat con Bonaventura out. In avanti Ribery affianca Vlahovic. Gotti risponde con un attacco agguerrito formato da Llorente e Nestorovski con De Paul a centrocampo, da sempre fissazione del mercato viola.

Primo Tempo

Era uno scontro diretto tra due squadre desiderose di allontanarsi dalla zona retrocessione. Squadre bloccate e che fino all’86’ sembravano accontentarsi della divisione della posta poi il gol friulano permette all’Udinese di staccarsi dalla zona pericolosa e costringe la Fiorentina a guardarsi le spalle. Sfuriata viola nei primi minuti. All’8’ Eysseric ci prova di destro ma il tiro è intercettato da Stryger Larsen. Ed è proprio l’esterno bianconero, servito da De Paul a collezionare l’azione più pericolosa del primo tempo. Il tiro del danese è parato, non senza difficoltà, da Dragowski. Al 45’ Vlahovic spreca una ghiotta azione tirando alto sopra la traversa poi è Martinez Quadra a provare il tiro dalla lunga distanza che, deviato da Walace, porta il pallone a scheggiare la traversa. Si va al riposo senza reti.

© Tiziano Pucci – Agenzia Fotografica Italiana

Secondo Tempo

Poche emozioni anche nella ripresa. Al 56’ è Molina a provare una conclusione che finisce alta mentre al 64’ Ribery serve Vlahovic ma il portiere friulano Musso para. Nel finale Prandelli prova ad inserire Kokorin al posto di Ribery ma il russo non incide mai nel gioco mentre Gotti manda in campo Arslan che ci prova in un paio di occasioni. All’86’ quando ormai tuti pensavano ad un pareggio arriva il cross dalla destra di De Paul, Milenkovic perde totalmente Nestorovski che, sbucato alle spalle, trafigge Dragowski di testa. Un gol che regala tre punti preziosi all’Udinese e torna ad inguaiare la Fiorentina.

L’allenatore

Cesare Prandelli commenta la gara. “Partita molto equilibrata, con due squadre che hanno concesso poco. Abbiamo perso un po’ di attenzione nel momento in cui loro si erano un po’ richiusi. Nelle ultime tre trasferte – aggiunge – abbiamo raccolto poco, ma le prestazioni ci sono state. Gli errori ci stanno nel calcio, era un cross abbastanza facile da leggere, dobbiamo pensare già da stasera alla partita di mercoledì e non perdere la convinzione di poter fare bene. L’allenatore non si deve sfogare, deve cercare di capire e analizzare. Il primo dispiaciuto era Milenkovic, stava lì con la testa bassa, cosa ti vuoi sfogare?”.

Contro l’Udinese nella Fiorentina rientra Ribéry

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Il rientro di Franck Ribery è la notizia più lieta per la Fiorentina che domenica (alle 15) giocherà ad Udine. Le ultime indicazioni danno il francese in grande recupero e Cesare Prandelli potrebbe tornare ad utilizzarlo dal primo minuto accanto a Vlahovic. Passi avanti anche per il neo acquisto Kokorin. Il russo potrebbe entrare a partita in corso.

Udinese – Fiorentina, le probabili formazioni

Entrambe le squadre sono reduci da due vittorie. La Fiorentina contro lo Spezia, l’Udinese contro il Parma. Tutte e due le squadre sono comunque a caccia di punti per risalire la classifica. Detto di Ribery e di Kokorin, i problemi per Cesare Prandelli saranno a centrocampo. Bonaventura è sempre infortunato e andrà, dunque, ridisegnato tutto il settore.

Giocheranno, quasi certamente, Amrabat e Pulgar. La difesa è sicuramente confermata mentre sulla destra potrebbe trovare spazio Malcuit. In casa Udinese l’allenatore Gotti dovrà fare a meno di Zeegelaar e Pereyra che sono squalificati. Da valutare le condizioni di Deulofeu mentre torna disponibile Samir che potrebbe giocare la gara fin dal primo minuto. A centrocampo spazio per Makengo come titolare mentre in attacco potrebbero giocare Nestorovski a fianco di Llorente oppure di Okaka.

Arbitrerà il giovane Manuel Volpi di Città della Pieve.

Covid Toscana, casi ancora sopra ai 1.200: i dati del 26 febbraio

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Resta alto, sopra quota mille, il numero dei nuovi casi di Covid rilevati in Toscana oggi, 26 febbraio, secondo le prime anticipazioni dal bollettino regionale: i dati parlano infatti di 1.254 nuovi contagi. Aumentano anche i pazienti in terapia intensiva e sono 22 i nuovi decessi.

Un dato solo leggermente più basso dei 1.374 di ieri e che conferma l’andamento in peggioramento del contagio in Toscana, adesso a rischio di un passaggio in zona rossa dalla seconda settimana di marzo. Per correre ai ripari intanto, la Regione Toscana ha disposto la zona rossa nelle province di Siena e Pistoia a partire da sabato 27 febbraio.

L’età media dei nuovi contagiati è di 41 anni circa. Sono stati rilevati grazie ai 23.028 test eseguiti nelle ultime 24 ore. Di questi, 14.130 sono tamponi molecolari e gli altri 8.898 sono test rapidi. Il tasso di positività complessivo è del 5,45%, che sale però al 10,6% per quanto riguarda le sole prime diagnosi.

I dati sulla situazione del Covid in Toscana a oggi (26 febbraio): il bollettino

  • Nuovi casi di Covid in Toscana al 26 febbraio: 1.254 (ieri 1.374)
  • Totale test in un giorno: 23.028 (ieri 22.375)
  • di cui 14.130 tamponi molecolari e 8.898 test rapidi
  • Rapporto positivi/tamponi, inclusi i tamponi di controllo: 5,45% (6,04% nella giornata precedente)
  • Rapporto positivi/tamponi, prime diagnosi: 10,6% (10,9% nella giornata precedente)

Il coronavirus in Toscana dall’inizio dell’emergenza

  • Totale contagiati dall’inizio della pandemia: 154.041

I 22 nuovi decessi sono quelli di 15 uomini e 7 donne con un’età media di 75,8 anni. Scende in termini assoluti il numero dei pazienti ricoverati in ospedale (5 in meno), ma aumenta quello delle terapie intensive (4 in più), che oggi sono 163.

Ad oggi si contano 16.883 positivi in Toscana, di cui 15.876 in isolamento a casa. Altre 36.825 persone sono in isolamento dopo aver avuto contatti con soggetti risultati positivi.

 

 

Riapertura palestre, via libera alle lezioni individuali: cosa significa

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Sono state le prime a chiudere e, con tutta probabilità, saranno tra le ultime a riaprire. Intanto però della riapertura delle palestre si comincia a parlare come una possibilità, partendo per il momento dalle lezioni individuali: ma cosa significa e quali sono?

Il nuovo protocollo messo a punto dal Comitato tecnico scientifico ipotizza un primo allentamento dei divieti che potrebbe portare alla riapertura delle palestre. Il documento parla di “riapertura scaglionata” in base alle zone di rischio, con la ripresa delle lezioni individuali in palestra in zona arancione e zona gialla, anche se non viene specificato con esattezza cosa significa. Esclusa invece la ripartenza in zona rossa.

Solo linee guida, per il momento. Anche perché i dati del contagio delineano uno scenario in deciso peggioramento nelle ultime settimane e il governo ha già deciso di rimandare la riapertura delle palestre.

Palestre, sì alle lezioni individuali: cosa significa

Secondo quanto delineato dai tecnici, in zona gialla si potrebbe consentire la riapertura delle palestre per le lezioni individuali e anche la ripresa degli sport dilettantistici, compresi quelli di contatto. In zona arancione, palestre aperte ma allenamenti solo individuali per gli atleti degli sport dilettantistici di contatto. Tutto vietato invece in zona rossa, dove resterà in ogni caso consentita l’attività sportiva individuale all’aperto come la corsa.

Se anche riapertura sarà, nelle palestre quindi saranno permesse solo le lezioni individuali: per capire cosa significa si può intanto partire da quello che sicuramente resterà escluso. In breve, saranno vietate tutte le attività di gruppo, i classici corsi in palestra che non riprenderanno neanche in caso di riapertura delle palestre. Niente da fare quindi per aerobica, fit boxe, Gag, zumba, funzionale e simili resteranno fermi, così come yoga, pilates, spinning e tutto quello che prevede un istruttore e un gruppo di allievi.

Per lezioni individuali si possono intendere insomma tutte le attività in cui il singolo sportivo si allena in autonomia o seguito da un personal trainer.

Riapertura delle palestre, quando e come

Si potranno usare gli attrezzi, i pesi e i macchinari, nel rispetto però di un protocollo che sarà ancora più stringente di quello rimasto in vigore fino all’inizio dell’autunno scorso. Spogliatoi aperti ma niente docce, si dovranno riporre eventuali indumenti in delle borse personali. Distanziamento interpersonale minimo di 2 metri obbligatorio sempre, quindi numero chiuso e contingentamento degli ingressi. Per questo anche la prenotazione sarà obbligatoria.

Mascherina obbligatoria in qualsiasi momento non sia quello dell’allenamento, sempre indosso per trainer e operatori. E poi dispenser con gel disinfettanti posizionati in maniera diffusa all’interno di tutti gli ambienti e obbligo di disinfettare tutti gli attrezzi dopo l’uso. In piscina è previsto l’obbligo di mantenere un’area di almeno 10 metri quadrati per ciascun nuotatore.

Si tratta di linee guida redatte dai consulenti del governo. Sarà poi compito del governo stesso valutare se e come tramutarle in legge. Ma vista la recrudescenza del contagio delle ultime settimane, sarà difficile che si possa parlare di riapertura delle palestre prima del prossimo mese.

Slitta ancora la riapertura delle palestre: oggi si decide fino a quando restano chiuse

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Non è ancora il momento. Tra le decisioni che il consiglio dei ministri dovrà prendere oggi c’è quella sulla riapertura delle palestre, o per meglio dire su fino a quando resteranno chiuse: il nuovo Dpcm 26 febbraio confermerà le restrizioni attualmente in vigore senza specificare ancora un’indicazione precisa su quando riapriranno le palestre e le piscine.

Il consiglio dei ministri è convocato alle 12.30 di oggi, 26 febbraio, per licenziare il nuovo Dpcm, il primo firmato dal premier Mario Draghi. Tra le restrizioni introdotte dai precedenti decreti e ora in scadenza c’è anche la chiusura delle palestre.

Riapertura delle palestre, oggi la decisione

Alla luce degli ultimi dati sul contagio da Covid, la riapertura delle palestre oggi sarà spostata ancora più in là, con un Dpcm che stabilirà fino a quando resteranno chiuse: il fatto è che i dati fotografano una situazione in peggioramento e dunque è ancora troppo presto per decidere quando riapriranno le palestre.

Come minimo la chiusura delle palestre sarà confermata per un altro mese, fino al 27 marzo. È quella la data alla quale il decreto prolungherà molte delle restrizioni, come il divieto di spostamento tra le regioni. Ed è anche la data per la quale è verosimile immaginare possano esserci aggiornamenti.

Quando riapriranno le palestre: ipotesi 27 marzo

Il Comitato tecnico scientifico oggi confermerà il suo parere positivo alla riapertura di cinema e teatri proprio per il 27 marzo, con un protocollo di sicurezza ancora più rigido e una decisione finale comunque legata all’andamento dell’epidemia. Se così fosse, ci sarebbe qualche speranza anche per la riapertura delle palestre, se non altro per le lezioni individuali. Lo stesso Comitato aveva infatti aperto alla possibilità di riprendere almeno con questa modalità.

Il colore della Toscana la prossima settimana: zona arancione o rossa?

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La zona gialla è ormai un lontano ricordo e lo rimarrà per settimane. La Toscana vede ancora arancione, anche se all’orizzonte resta il rischio di una possibile zona rossa a metà marzo, con le province di Pistoia e Siena che diventano già zone rosse da sabato 27 febbraio. Insomma la nostra regione è sempre con il fiato sospeso. Il colore della Toscana la prossima settimana non dovrebbe cambiare, stando alla prime stime dell’Agenzia regionale di sanità: l’Rt sotto 1,25 consentirebbe alla Toscana di restare in zona arancione da lunedì 1° marzo, quando entrerà in vigore la nuova ordinanza del Ministro della Salute.

I picchi di contagi, come quello registrato il 25 febbraio con oltre 1.300 nuovi casi, non fanno però dormire sonni tranquilli per le settimane avvenire. Il governatore Eugenio Giani si dice preoccupato, ma invita a non cedere all’allarmismo: “a ottobre abbiamo avuto per due giorni anche più di 2.700 contagi – osserva – però il trend è in crescita”. Giani ha valutato quindi l’introduzione della zona rossa in altri comuni a rischio, dopo quella scattata a Cecina per 9 giorni, per limitare la diffusione del contagio.

Il colore della Toscana la prossima settimana: zona arancione o rossa da lunedì 1° marzo?

La prima novità è la modifica il calendario per il cambio di colore, a partire dalla prossima settimana: l’ordinanza per retrocedere le regioni in zona arancione o rossa scatterà da lunedì e non più da domenica, come chiesto dalla Regioni e anche dalla stessa Toscana poco prima di entrare in zona arancione. Lo ha annunciato il ministro per le Autonomie Mariastella Gelmini. Questo servirà a ritardare di un giorno eventuali chiusure, permettendo alle attività economiche di non “bruciare” una domenica di lavoro.

Il colore della Toscana la prossima settimana (1° – 7 marzo) sarà deciso in base al monitoraggio settimanale stilato dall’Istituto Superiore di Sanità che ha analizzato i dati dal 15 al 21 febbraio. Nonostante la crescita costante di contagi che ha fatto temere una retrocessione in zona rossa da subito, la Toscana ha buone chance per rimanere in zona arancione da lunedì, ha assicurato nei giorni scorsi lo stesso Giani. Secondo l’Ars l’indice Rt della Toscana nella settimana 15-21 febbraio è a 1,19, valore da fascia arancione. Questi numeri dovranno essere confermati dal monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità nella giornata di oggi, venerdì 26 febbraio. In ogni caso il ritorno in zona gialla della Toscana slitta ancora avanti, almeno per una ventina di giorni.

Il rischio di un cambio di colore per la Toscana nella seconda settimana di marzo

Si guarda alla seconda settimana di marzo, quando – se il nuovo Dpcm non cambierà regole e parametri per i “colori Covid” – la Toscana sarà sempre a un passo dalla zona rossa. Si continua a registrare un aumento dei casi, 3.966 nei primi 4 giorni di questa settimana contro i 2.601 dello stesso periodo della settimana scorsa (+52,5%). E la situazione negli ospedali è a tinte fosche, oltre 1.000 ricoveri da mercoledì, una cifra che non si vedeva da due mesi, mentre il tasso di occupazione delle terapie intensive si avvicina alla soglia critica.

Gli ospedali di Empoli e della provincia di Pistoia iniziano a registrare difficoltà, ha fatto sapere l’assessore alla Salute Simone Bezzini in audizione davanti alla Commissione Sanità del Consiglio regionale. Sensibile l’aumento dei pazienti alle Scotte di Siena, ma qui i reparti al momento stanno tenendo.

La provincia di Pistoia e quella di Siena in zona rossa: da quando e quanto dura

L’incidenza del Covid-19 è alta soprattutto nelle province di Pistoia, con 60 casi ogni 100 mila abitanti, e di Siena, dove preoccupa la veloce circolazione delle varianti. Proprio le varianti, chiarisce l’assessore, sono ad oggi responsabili del 40-50% delle infezioni di Covid in Toscana e quella inglese è destinata a diventare uno dei ceppi prevalenti. Questa situazione ha spinto la Regione a cambiare colore ai comuni della provincia di Pistoia e in quella di Siena, che saranno zona rossa nel weekend e tutta la prossima settimana, da sabato 27 febbraio al 7 marzo.

Sotto osservazione ci sono ora i comuni dell’empolese Valdelsa, nella Città metropolitana di Firenze, che rischiano di finire in zona rossa. Quindi la prossima settimana il colore della Toscana sarà con tutta probabilità arancione, ma la mappa sarà punteggiata di macchie purpuree, con i comuni più a rischio in zona rossa.

Dati, Covid in Toscana: oggi più di 1.300 contagi. Bollettino del 25 febbraio

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Boom di nuovi contagi: i dati sul Covid in Toscana oggi (25 febbraio) fanno registrare oltre 1.300 nuovi casi positivi al coronavirus. Per trovare una cifra così alta bisogna tornare indietro a fine novembre, quando era ancora in corso la seconda ondata. In questo momento più di 16.000 persone in totale sono positive, e tra queste 1.012 sono ricoverate in ospedale. 14 i decessi comunicati oggi. Questo picco di casi probabilmente peserà sulle prossime decisioni della Regione sui comuni della Toscana a rischio zona rossa. La prima cittadina a finire nella fascia di rischio massimo è Cecina, in lockdown per 9 giorni.

Secondo i dati del bollettino Covid della Regione Toscana, oggi – 25 febbraio – i nuovi contagi di coronavirus sono 1.374 a fronte di un numero leggermente superiore di test rispetto a ieri, 22.375. La “soglia psicologica” dei 1.000 contagi giornalieri non veniva sfondata ormai da due mesi e mezzo. Aumenta il tasso dei nuovi positivi: il 10,9% delle persone sottoposte al tampone per la prima diagnosi è risultato contagiato dal Covid. Ieri questa percentuale era al 8,6%. A influire su questo incremento anche gli screening di massa disposti dalla Regione nei territori più a rischio per le varianti.

I dati sulla situazione del Covid in Toscana a oggi (25 febbraio): il bollettino

  • Nuovi casi di Covid in Toscana al 25 febbraio: 1.374 (ieri 857 casi positivi)
  • Totale test in un giorno: 22.375 (ieri 21.198)
  • di cui 14.472 tamponi molecolari e 8.263 test rapidi
  • Rapporto positivi/tamponi, inclusi i tamponi di controllo: 6,04% (4% nella giornata precedente)
  • Rapporto positivi/tamponi, prime diagnosi: 10,9% (8,6% nella giornata precedente)
  • Persone attualmente positive al coronavirus: 16.130 (+4,7%)
  • Ricoverati nei posti di letto Covid: 1.012 (7 pazienti in più rispetto a ieri)
  • di cui 159 in terapia intensiva (4 pazienti in meno)
  • Decessi comunicati oggi: 14
  • Persone in quarantena per contatti diretti con positivi: 15.118

Il coronavirus in Toscana dall’inizio dell’emergenza

  • Totale contagiati in un anno: 152.787
  • Totale morti dall’inizio dell’epidemia: 4.613
  • Totale guariti dall’inizio dell’emergenza: 132.044 (635 nell’ultima giornata)
  • Vaccinazioni anti-Covid dall’inizio della campagna vaccinale in Toscana: 276.763 (aggiornamento alle ore 13.00 del 25 febbraio)
  • di cui 200.039 prime dosi e 76.724 vaccinazioni di richiamo
  • Vaccini somministrati ieri 9.325