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Concorso straordinario scuola 2020: il calendario delle prove, tutte le date

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Nonostante le polemiche e i tira e molla politici c’è il programma. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso per il concorso straordinario della scuola 2020, destinato ai docenti precari delle medie e superiori, il Miur ha reso noto il calendario delle prove di esame, con tutte le date: i posti disponibili sono 32.000 in tutta Italia, mentre le sedi d’esame saranno decise dai singoli uffici scolastici regionali (Usr) entro 15 giorni dall’inizio dei test.

Come già annunciato dopo l’incontro tra la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e i sindacati della scuola le prove prenderanno il via il 22 ottobre 2020 e continueranno fino al 16 novembre in base alla classe di concorso.

Come sarà la prova d’esame e quanto durerà

Il test per il concorso della scuola durerà 150 minuti e sarà composto da 5 domande a risposta aperta sulla materia di insegnamento più un quesito dedicato alla conoscenza della lingua inglese per il livello B2 (quest’ultimo sarà basato sulla comprensione di un testo con 5 domande a risposta aperta).

Il punteggio minimo per superare il concorso straordinario per i docenti delle scuole medie e superiori è di 56 su 80: per ogni quesito sulla materia di riferimento saranno assegnati al massimo 15 punti, mentre per il quesito che riguarda la conoscenza della lingua inglese andranno al massimo 5 punti.

Il calendario del concorso straordinario della scuola 2020: le date

Le prove più attese del calendario sono quelle per italiano, storia e geografia alla scuola secondaria di primo grado (classe di concorso A022) nella mattinata del 3 novembre 2020, matematica (A026) il 2 novembre al mattino, matematica e scienze (A028) la mattina del 4 novembre. Numerosi i posti a disposizione per gli insegnanti di sostegno specializzati, che finiranno sotto esame la mattina del 12 novembre per la scuola media e la mattina del 16 novembre per le superiori.

Ecco quindi il calendario delle prove del concorso straordinario della scuola 2020, con le date divise in base alla classe di concorso:

  • Giovedì 22 ottobre 2020
    Mattina
    A008 DISCIPLINE GEOMETRICHE, ARCHITETTURA, DESIGN DARREDAMENTO E SCENOTECNICA
    A016 DISEGNO ARTISTICO E MODELLAZIONE ODONTOTECNICA
    A057 TECNICA DELLA DANZA CLASSICA
    B006 LABORATORIO DI ODONTOTECNICA
    Pomeriggio
    A009 DISCIPLINE GRAFICHE, PITTORICHE E SCENOGRAFICHE
    A033 SCIENZE E TECNOLOGIE AERONAUTICHE
    A042 SCIENZE E TECNOLOGIE MECCANICHE
    B015 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE
  • Lunedì 26 ottobre 2020
    Mattina
    A012 DISCIPLINE LETTERARIE (scuole superiori)
    Pomeriggio
    A060 TECNOLOGIA (scuole medie)
    B005 LABORATORIO DI LOGISTICA
  • Martedì 27 ottobre 2020
    Mattina
    A030 MUSICA (scuole medie)
    A034 SCIENZE E TECNOLOGIE CHIMICHE
    A039 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE COSTRUZIONI NAVALI
    B017 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE MECCANICHE
    Pomeriggio
    AB24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (INGLESE) scuole superiori
    A005 DESIGN DEL TESSUTO E DELLA MODA
    A041 SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE
    B022 LABORATORI DI TECNOLOGIE E TECNICHE DELLE COMUNICAZIONI MULTIMEDIALI
  • Mercoledì 28 ottobre 2020
    Mattina
    AA24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (FRANCESE) scuole superiori
    A001 ARTE E IMMAGINE scuole medie
    A003 DESIGN DELLA CERAMICA
    A036 SCIENZE E TECNOLOGIA DELLA LOGISTICA
    Pomeriggio
    AB25 LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA scuole medie
    AC24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (SPAGNOLO) scuole superiori
    A002 DESIGN DEI METALLI, DELL”OREFICERIA, DELLE PIETRE DURE E DELLE GEMME
    A061 TECNOLOGIE E TECNICHE DELLE COMUNICAZIONI MULTIMEDIALI
  • Giovedì 29 ottobre 2020
    Mattina
    A044 SCIENZE E TECNOLOGIE TESSILI, DELLABBIGLIAMENTO E DELLA MODA
    A049 SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE scuole medie
    A058 TECNICA DELLA DANZA CONTEMPORANEA
    A059 TECNICA DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA DANZA E TEORIA, PRATICA MUSICALE PER LA DANZA
    Pomeriggio
    A014 DISCIPLINE PLASTICHE, SCULTOREE E SCENOPLASTICHE
    A046 SCIENZE GIURIDICO-ECONOMICHE
    A052 SCIENZE, TECNOLOGIE E TECNICHE DI PRODUZIONI ANIMALI
    BD02 CONVERSAZIONE IN LINGUA STRANIERA (TEDESCO)
  • Venerdì 30 ottobre 2020
    Mattina
    A048 SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE scuole superiori
    BB02 CONVERSAZIONE IN LINGUA STRANIERA (INGLESE)
    B024 LABORATORIO DI SCIENZE E TECNOLOGIE NAUTICHE
    B026 LABORATORIO DI TECNOLOGIE DEL LEGNO
    Pomeriggio
    A027 MATEMATICA E FISICA
    A043 SCIENZE E TECNOLOGIE NAUTICHE
    BC02 CONVERSAZIONE IN LINGUA STRANIERA (SPAGNOLO)
    B003 LABORATORI DI FISICA
  • Lunedì 2 novembre 2020
    Mattina
    AI55 STRUMENTO MUSICALE (PERCUSSIONI) scuole superiori
    A026 MATEMATICA
    A031 SCIENZE DEGLI ALIMENTI
    B007 LABORATORIO DI OTTICA
    Pomeriggio
    AD24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (TEDESCO) scuole superiori
    AJ55 STRUMENTO MUSICALE (PIANOFORTE) scuole superiori
    A007 DISCIPLINE AUDIOVISIVE
    A050 SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE
  • Martedì 3 novembre 2020
    Mattina
    A022 ITALIANO, STORIA, GEOGRAFIA
    Pomeriggio
    AH56 STRUMENTO MUSICALE (OBOE) scuole medie
    AN56 STRUMENTO MUSICALE (VIOLONCELLO) scuole medie
    A045 SCIENZE ECONOMICO-AZIENDALI
    B021 LABORATORI DI SERVIZI ENOGASTRONOMICI, SETTORE SALA E VENDITA
  • Mercoledì 4 novembre 2020
    Mattina
    A028 MATEMATICA E SCIENZE
    Pomeriggio
    AD25 LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA (TEDESCO) scuole medie
    AM55 STRUMENTO MUSICALE (VIOLINO) scuole superiori
    A038 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE COSTRUZIONI AERONAUTICHE
    B011 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE
  • Giovedì 5 novembre 2020
    Mattina
    AG56 STRUMENTO MUSICALE (FLAUTO) scuole medie
    A017 DISEGNO E STORIA DELL’ARTE scuole superiori
    B004 LABORATORI DI LIUTERIA
    B020 LABORATORI DI SERVIZI ENOGASTRONOMICI, SETTORE CUCINA
    Pomeriggio
    AC25 LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA (SPAGNOLO) scuole medie
    AO55 STRUMENTO MUSICALE (CANTO) scuole superiori
    B012 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE CHIMICHE E MICROBIOLOGICHE
    B014 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE COSTRUZIONI
  • Venerdì 6 novembre 2020
    Mattina
    AC55 STRUMENTO MUSICALE (CLARINETTO) scuole superiori
    AE24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (RUSSO) scuole superiori
    A011 DISCIPLINE LETTERARIE E LATINO
    A023 LINGUA ITALIANA PER DISCENTI DI LINGUA STRANIERA
    Pomeriggio
    AA25 LINGUA INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA (FRANCESE) scuole medie
    AC56 STRUMENTO MUSICALE (CLARINETTO) scuole medie
    AK56 STRUMENTO MUSICALE (SAXOFONO) scuole medie
    A047 SCIENZE MATEMATICHE APPLICATE
  • Lunedì 9 novembre 2020
    Mattina
    AI24 LINGUE E CULTURE STRANIERE (CINESE) scuole superiori
    A021 GEOGRAFIA
    A032 SCIENZE DELLA GEOLOGIA E DELLA MINERALOGIA
    A040 SCIENZE E TECNOLOGIE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE
    Pomeriggio
    AJ56 STRUMENTO MUSICALE (PIANOFORTE) scuole medie
    A019 FILOSOFIA E STORIA
    A051 SCIENZE, TECNOLOGIE E TECNICHE AGRARIE
    BA02 CONVERSAZIONE IN LINGUA STRANIERA (FRANCESE)
  • Martedì 10 novembre
    Mattina
    A020 FISICA
    A054 STORIA DELL’ARTE
    A062 TECNOLOGIE E TECNICHE PER LA GRAFICA
    B016 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE
    Pomeriggio
    AB55 STRUMENTO MUSICALE (CHITARRA) scuole superiori
    AD56 STRUMENTO MUSICALE (CORNO) scuole medie
    A037 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE COSTRUZIONI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA
    B023 LABORATORI PER I SERVIZI SOCIO-SANITARI
  • Giovedì 12 novembre 2020
    Mattina
    ADMM SOSTEGNO scuole medie
    AW55 STRUMENTO MUSICALE (FLAUTO TRAVERSO) scuole superiori
    B018 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE TESSILI, DELL’ABBIGLIAMENTO E DELLA MODA
    B019 LABORATORI DI SERVIZI DI RICETTIVITA’ ALBERGHIERA
    Pomeriggio
    AF56 STRUMENTO MUSICALE (FISARMONICA) scuole medie
    A015 DISCIPLINE SANITARIE
    A018 FILOSOFIA E SCIENZE UMANE
    B009 LABORATORI DI SCIENZE E TECNOLOGIE AERONAUTICHE
  • Lunedì 16 novembre 2020
    Mattina
    ADSS SOSTEGNO scuole superiori
    AL56 STRUMENTO MUSICALE (TROMBA) scuole medie
    A010 DISCIPLINE GRAFICO-PUBBLICITARIE
    A013 DISCIPLINE LETTERARIE, LATINO E GRECO
    Pomeriggio
    AB56 STRUMENTO MUSICALE (CHITARRA) scuole medie
    AI56 STRUMENTO MUSICALE (PERCUSSIONI) scuole medie
    AM56 STRUMENTO MUSICALE (VIOLINO) scuole medie
    B028 LABORATORIO DI TECNOLOGIE ORAFE

Tutte le informazioni sulle prove del concorso straordinario della scuola 2020 sono pubblicate sul sito del Miur, il Ministero per l’Istruzione.

Gli effetti del coronavirus su Firenze (e le prospettive per il futuro)

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Il professor Gaetano Aiello è docente ordinario di Economia e gestione delle imprese e direttore del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze. Il Reporter lo ha intervistato sul futuro della città di Firenze dopo il Covid.

Professor Aiello, davvero il virus ha trovato nel sistema economico l’organismo ideale a cui far danni?

In gran parte sì. Firenze è una città ad alta intensità turistica e ad alta intensità di servizi: il virus ha quasi completamente fermato entrambe le attività. Gli effetti sarebbero diversi in un sistema che si regge, ad esempio, sulla produzione. Uno stabilimento industriale lo puoi tenere sotto controllo e tornare a produrre. A Firenze non c’era alternativa, tutto è rimasto bloccato.

Appena fuori dalla città, però, si produce. Moda, manifattura: lì com’è andata?

Tutta l’economia soffre, non dico che le cose vadano bene. Ma almeno la produzione ha potuto ripartire. Il lusso arranca, ma non è a zero. È pur vero che si tratta di settori anch’essi legati a un altro aspetto di difficoltà in questa crisi: l’esportazione. Le cose cominceranno ad andare meglio via via che il mercato mondiale ripartirà. È ovvio che anche su questo i dubbi ci sono, soprattutto per quanto riguarda la domanda dall’America.

Firenze paga l’avere un sistema economico disomogeneo?

Firenze non ha colpe. La città aveva saputo adattarsi alle poche linee di crescita disponibili nel paese fino a febbraio: esportazione e turismo. L’Italia vive di questo e questo Firenze aveva fatto. Fino al febbraio 2019 era un merito. Oggi ci sembra una palla al piede.

Dal problema dell’overtourism, cioè di averne troppo, ci si è trovati a fare i conti con l’azzeramento del turismo. Possibile non avere nessun controllo su un fenomeno così importante per la città?

La risposta è: conoscere e farsi conoscere. Potenzialmente oggi disponiamo di una mole di dati enorme che ci aiuta a capire il turismo e ad anticiparne le mosse. Le prenotazioni si fanno in anticipo.  Sappiamo quando arriveranno e chi sono. Possiamo studiare le loro abitudini dai dati sull’utilizzo delle carte di credito o delle celle di telefonia, vedere come si muovono. Il problema dell’eccessivo affollamento indubbiamente c’è. E allora bisogna farsi conoscere. È inutile pensare di costringere un turista a visitare il Museo Stibbert solo perché gli dici che è eccezionale, cosa peraltro vera. Bisogna che tu lo interessi, che tu sappia chi è, da dove viene, cosa puoi offrirgli per soddisfare i suoi bisogni. Firenze ha le risorse per farlo, ma serve un piano che duri almeno due o tre anni. In due mesi si può al massimo agire su via de’Neri o piazza Santo Spirito mettendo dei divieti.

Quale modello per Firenze nel post-Covid? L’intervista al direttore di Irpet

Ma Firenze è al punto di dover introdurre limiti al turismo? O non può permettersi il rischio di rinunciare a una porzione di ricchezza?

I limiti si possono imporre, basta sapere ciò che se ne guadagna e ciò che si paga. La politica è fatta per questo. È perfettamente legittimo ritenere di chiudersi all’eccesso di turismo, scegliere di preferire un danno – poniamo – economico rispetto a danni di altro tipo. Però i divieti funzionano perché riducono i numeri. Non fanno altro.

L’amministrazione, con varie iniziative, ha cercato di intercettare capitali e mecenati stranieri. Lei che si occupa di marketing, come valuta questa mossa?

È l’unica strada. Firenze ha dovuto chiudersi, ma il suo punto di forza è l’essere una città aperta. Al turismo, alle persone e alle attività economiche e dunque all’acquisizione di capitali, anche esteri. Gli investitori che arrivano qui non sono “cattivi”, di quelli che sfruttano le risorse e scappano via.

Certo, bisogna sorvegliare perché non commettano scorrettezze, come con tutti. Ma si devono anche conoscere i punti di forza: chi investe a Firenze cerca qualità della vita – e qui ci siamo abbastanza –, sicurezza – e Firenze è una città sicura – e semplificazione. Qui il paese pecca. Un investitore di qualità non lo attiri in Italia per il basso costo del lavoro: sa già che non lo avrà. Nemmeno lo attiri dicendogli che risparmierà un po’ di tasse, perché se vuole risparmiare le tasse va da un’altra parte. Lo attiri se sa di poter vivere bene, se trova una scuola sicura per i figli, se riesce ad atterrare all’aeroporto meglio di quanto riesce a farlo adesso.

L’Italia e le città italiane hanno un problema di burocrazia estremamente superiore a quello di altri. Si domanderà perché, se vuole ampliare il suo stabilimento, deve aspettare sei mesi per un permesso. Certo questo non dipende solo dall’amministrazione locale, la burocrazia è in gran parte frutto di leggi nazionali, ma qualcosa si può fare.

Da molte parti in questi mesi si invocano “scelte coraggiose”. La sua scelta coraggiosa per far ripartire Firenze?

Il coraggio serve nell’emergenza ma oggi siamo già oltre, siamo a gestire la crisi. Che sarà lunga. Avere il coraggio di affrontarla significa saper intravedere quello che verrà dopo. Suona più coraggioso dire “per tre anni rinuncio all’Imu” o “faccio passare il tram da piazza Duomo”. Ma penso che il coraggio sia mettersi in testa una priorità, magari scomoda, e portarla avanti. Allora ripeto: una scelta coraggiosa è lottare contro la burocrazia. E poi un’altra, che è un’opinione del tutto personale: io sono a favore della nuova pista dell’aeroporto. Che sia compatibile e rispettosa di tutti i vincoli necessari, ma bisognerebbe farla e presto. Portando i due aeroporti toscani a una capacità di 10 milioni di passeggeri saremmo al minimo indispensabile per una regione aperta, che compete con le grandi regioni del mondo. Per fare di Firenze la più piccola delle grandi città del mondo.

Trekking: la rinascita della “Via degli Dei”, da Firenze a Bologna

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Firenze conosce fin troppo bene il turismo “mordi e fuggi”. Comitive che in mezza giornata visitano – o si convincono di aver visitato – il centro storico prima di scappare a Bologna con mezz’ora di treno veloce e magari alla sera farci rientrare pure una terza città d’arte. Turismo predatorio. La Via degli Dei sta agli antipodi, da piazza Maggiore a Bologna a piazza della Signoria a Firenze. A piedi.

Ci vogliono cinque giorni, i più esperti possono farcela in quattro. Ma non è questione di tempo: quei centotrenta chilometri sul dorso della penisola sono un viaggio da fare con calma, attraversando il più grande archivio naturale della nostra storia geologica e umana, l’Appennino, Terra di mezzo d’Italia, su sentieri calpestati da secoli. È un modo lento, lungo, persino faticoso di conoscere strade e territori.

Via degli Dei, la storia

Lo facevano gli Etruschi seicento anni prima di Cristo, da Fiesole a Felsina per commerciare con la Pianura Padana. Continuarono i Romani, rafforzando il collegamento transappenninico per la nuova colonia di Bononia. E antiche, antichissime sono le suggestioni lungo il cammino. Si supera il Contrafforte pliocenico, un bastione di pietra arenaria emerso dal mare cinque milioni di anni fa, oggi riserva naturale ricca di fossili. Si passano le vette consacrate a un pantheon pagano, gli Dei della Via: il Monte Adone, il Monte Venere, il Monzuno (da Mons Iovis, monte di Giove), il Monte Luario dedicato alla dea romana dell’espiazione in battaglia, Lua.

Uno dei percorsi di trekking più apprezzati

Una storia rinata nel secolo scorso: negli anni Ottanta un gruppo di appassionati escursionisti bolognesi immagina di ricostruire un sentiero che percorra quelle antiche vie. In breve diventa uno dei tracciati di trekking più apprezzati d’Italia e negli ultimi anni ha vissuto un’impennata di popolarità. Nel 2019 lo hanno percorso in 12 mila, quest’estate si è ritrovato ad essere la meta perfetta per una vacanza anti-Covid, tanto che l’ufficio turistico che si occupa del percorso ha dovuto pubblicare un avviso per ricordare agli aspiranti camminatori di prenotare con congruo anticipo i loro pernottamenti vista l’affluenza definita “enorme”.

Da Firenze a Bologna lungo la Via degli Dei: il piano di promozione 2020-2022

Eppure enorme è anche il potenziale ancora inespresso. Proprio per incrementare i flussi turistici e aprirli anche a nuovi mercati è stato firmato il piano di promozione e valorizzazione della Via degli Dei per il triennio 2020-2022. Si guarda agli escursionisti di Austria, Svizzera, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, ma anche oltre, a Usa, Australia e Brasile. In cantiere il lancio di una card dedicata, l’espansione della rete di strutture ricettive, l’investimento sulle e-bike. Parola d’ordine: sostenibilità. A firmare il piano di promozione sono stati tutti i Comuni attraversati dalla Via degli Dei, compreso il Comune di Firenze.

Il rischio di sospensione del campionato di Serie A per i positivi Covid

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Non c’è pace per il mondo del pallone. Dalla questione dell’apertura degli stadi fino ai giocatori positivi al tampone anti-Covid, i club si sono trovati a fare i conti con le problematiche legate alla pandemia e ora c’è chi paventa il rischio di sospensione del campionato di Serie A per i contagi che aumentano nelle diverse squadre, ma il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora getta acqua sul fuoco.

A scatenare preoccupazione e dubbi, l’ennesima notizia di casi positivi sul campo, come in panchina: 14 tra giocatori e staff del Genoa hanno contratto il coronavirus secondo gli ultimi test molecolari effettuati. Tra loro ci sono anche Mattia Perin e Lasse Schone finiti in isolamento domiciliare nello scorso fine settimana.

Sospensione del campionato di Serie A per Covid?

Ma non è solo il Genoa a tremare. Tra le ipotesi per fronteggiare la situazione anche lo stop dell’intero campionato per 2 settimane o il blocco selettivo delle partite non facendo giocare i match che coinvolgono club con un numero consistente di positivi al coronavirus. Il ministro dello Sport Vicenzo Spadafora, interpellato dai giornalisti, non ha nascosto la sua preoccupazione per la situazione, ma riguardo a una possibile sospensione della Serie A e di uno stop al campionato ha risposto laconico: “Non credo che siamo ancora in queste condizioni“. Spadafora sentirà adesso il presidente della Serie A Paolo Dal Pino e quello della Figc Gabriele Gravina.

In arrivo altri tamponi per il “focolaio” del Genoa

Almeno per il momento sembra allontanarsi l’ipotesi della sospensione dell’intero calendario di Serie A, mentre è in bilico la prossima gara di campionato del Genoa contro il Torino, in programma sabato 3 ottobre allo stadio Ferraris. Ora scatterà un’altra tranche di test per i giocatori del Genoa risultati fino a questo momento negativi e sono previsti anche test per tutte le persone venute in contatto di recente con la squadra.

Svuota cantine 2020, a Firenze tornano i mercatini dell’usato: le date

Di mercatino in mercatino, di quartiere in quartiere, le strade e le piazze di Firenze nel mese di ottobre tornano a riempirsi delle bancarelle dell’usato allestite dai residenti per gli “Svuota cantine”: si tratta dei primi mercatini autogestiti del 2020, visto che gli appuntamenti previsti in primavera sono stati annullati per l’emergenza sanitaria. In alcune zone si parla di “Cantine in piazza”, in altre ci si affida a giochi di parole come “Piazza la Cantina”, in altre ancora l’iniziativa è stata chiamata “Scantinando”: i nomi sono tanti, ma la sostanza è sempre la stessa.

Per una giornata, da mattina a sera (meteo permettendo), i residenti dei vari quartieri fiorentini allestiscono piccoli banchi dove vendere o barattare oggetti di seconda mano che provengono dalle soffitte e dalle cantine. Fumetti, giochi, abiti vintage, soprammobili: insomma tutto quello che può essere ancora usato ma che senza questo tipo di mercatino rischierebbe di finire nella pattumiera. E in alcuni quartieri c’è ancora tempo per fare domanda e partecipare con un proprio piccolo stand.

Svuota cantine 2020 a Firenze: mercatino sì, ma con la mascherina

Questi appuntamenti hanno preso il via a Firenze 4 anni fa, la novità 2020 sta nelle regole anti-Covid come la mascherina obbligatoria, la distanza di sicurezza tra le persone e il divieto di assembramento, oltre alle misure disposte dall’ordinanza regionale sui mercati ambulanti.

Il calendario 2020 dei mercatini svuota cantine, che tocca tutti e 5 i quartieri di Firenze, parte nel primo weekend di ottobre dalla periferia ovest della città, per concludersi a fine mese vicino al centro storico. Vediamo allora tutte le date dettagliate, zona per zona.

Quartiere 4: Svuota la cantina all’Isolotto

È “l’autostrada pedonale” dell’Isolotto ad ospitare il mercatino Svuota cantine di domenica 4 ottobre 2020, promosso nel Quartiere 4 di Firenze: dalle ore 9.00 alle 18.00 un centinaio di banchi dell’usato prendono posto in viale dei Bambini, da piazza dei Tigli fino a piazza dell’Isolotto. Viene così recuperato l’evento annullato in primavera per l’emergenza Covid. Nel caso la manifestazione sia sospesa per il maltempo, l’appuntamento verrà spostato alla domenica successiva.

Quartiere 5: “Cantine in piazza” a Novoli, Rifredi, Brozzi e Careggi

Non uno ma 4 mercatini in altrettante location: lo Svuota Cantine nel Quartiere 5 di Firenze, domenica 11 ottobre 2020, diventa un appuntamento diffuso. Da mattina a sera le bancarelle dei residenti (già selezionati grazie a un apposito bando) arriveranno in piazza Dalmazia, in via Morandi tra Rifredi e Careggi, in piazza Primo Maggio a Brozzi e in via del Giardino della Bizzaria a Novoli. In caso di cattive condizioni meteo l’appuntamento sarà spostato al 18 ottobre.

Quartiere 3: mercatini Svuota cantine al Galluzzo e a Firenze sud

Nel Quartiere 3 di Firenze il mercatino dell’usato si sdoppia. Domenica 18 ottobre 2020, dalle ore 9.00 alle 18.00, piazza Acciaiuoli al Galluzzo e piazza Bartali a Gavinana ospitano l’edizione 2020 di “Scantinando”. I residenti delle due zone che vogliono partecipare con un proprio banchino possono fare domanda fino al 7 ottobre scaricando il modello (qui il pdf) e inviandolo alla mail [email protected]. In caso di maltempo il mercatino sarà annullato.

mercatino svuota cantine firenze
Foto di repertorio

Quartiere 2 di Firenze: Cantine in piazza

Sempre domenica 18 ottobre, oltre ai mercatini al Galluzzo e a Gavinana, c’è l’appuntamento anche con lo Svuota cantine del Quartiere 2 di Firenze, organizzato sul lungarno Aldo Moro, lungo il giardino intitolato alle Vittime di via Fani. Appuntamento dalle ore 9.00 alle 18.00. I cittadini possono richiedere di partecipare con un banco entro il 6 ottobre inviando questo modulo pdf compilato alla mail [email protected]. In caso di pioggia si recupererà il 25 ottobre.

Quartiere 1: Piazza la cantina

Chiude il calendario autunnale degli Svuota Cantine 2020 di Firenze, il mercatino organizzato domenica 25 ottobre 2020 dalle ore 9.00 alle 18.00 in piazza Massimo d’Azeglio, poco distante dal centro storico. Per partecipare si può fare richiesta dal 29 settembre al 13 ottobre sempre inviando via mail la domanda di partecipazione a [email protected].

Aggiornamento: lo Svuota Cantine in piazza d’Azeglio è stato rinviato a data da destinarsi per l’emergenza Covid

Svuota cantine 2020: le date di tutti i mercatini dell’usato di Firenze

Ecco in sintesi il calendario dei mercatini in tutti i quartieri di Firenze, che si svolgono con orario 9.00 – 18.00

  • Domenica 4 ottobre 2020, Quartiere 4 – Isolotto, viale dei Bambini
  • Domenica 11 ottobre 2020, Quartiere 5 – piazza Dalmazia, via Morandi (tra Rifredi e Careggi), piazza Primo Maggio (Brozzi), via del Giardino della Bizzaria (Novoli)
  • Domenica 18 ottobre 2020, Quartiere 3 – piazza Acciaioli (Galluzzo) e piazza Bartali (Gavinana)
  • Domenica 18 ottobre 2020, Quartiere 2 – giardini di lungarno Aldo Moro
  • Quartiere 1 – piazza D’Azeglio: rinviato a data da destinarsi

Quale modello per Firenze nel post-Covid? L’intervista al direttore di Irpet

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Stefano Casini Benvenuti è direttore dell’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana fondato nel 1974. Fin dalle prime settimane della pandemia, Irpet ha attivato l’Osservatorio Covid-19, un think tank che studia gli effetti del contagio da coronavirus sul tessuto economico e sociale della Toscana. Lo abbiamo intervistato per parlare dello sviluppo futuro di Firenze.

Cambiare il “modello Firenze”: c’è davvero questa urgenza?

Cominciamo col definirlo questo “modello Firenze”, anche perché nell’immaginario collettivo viene raccontato in modo un po’ distorto. Si pensa subito al turismo. Prendiamo però l’economia fiorentina in senso ampio, allargata ai comuni circostanti, un sistema locale: il turismo conta per l’8%. Che è una quota importante, ma a Firenze c’è anche il manifatturiero, ci sono i servizi. Il “modello Firenze” è quello di un’economia urbana multisettoriale, non specializzata in una sola attività ma con presenza diffusa in molti settori.

Quali, ad esempio?

Due in particolare, che in questi anni hanno rappresentato un vero punto di forza per l’area. I dati dicono che Firenze è una delle città italiane cresciute di più negli ultimi dieci anni. Dieci anni di difficoltà, nati dalla crisi del 2008. Eppure Firenze ha retto meglio delle altre grazie soprattutto al farmaceutico, che ha avuto un boom sorprendente, e ovviamente alla moda. Hanno esportato volumi impressionanti mentre la domanda interna era in generale ferma. Chi ha avuto l’opportunità di stare sul mercato internazionale ha resistito. Quello di Firenze è quindi il modello di una città aperta, multisettoriale, aperta ai mercati internazionali. Ora questa crisi per l’appunto va a colpire proprio l’apertura internazionale, sia dal punto di vista delle merci – le esportazioni sono crollate – che della mobilità delle persone. Quello che era un pregio si è tramutato in un problema. Vale anche per il turismo.

E se gli effetti della pandemia durassero ancora a lungo?

Il punto è che c’è un pezzo di città, non esattamente un pezzo qualsiasi, che è monoculturale: il centro storico che vive solo di turismo. Le attività possono resistere per un po’, ma poi il rischio è la chiusura. Chi occuperà gli spazi rimasti vuoti? Possiamo vederla in positivo, come l’occasione per lanciare un modello alternativo di città che consenta di utilizzarli. Ma esiste uno scenario in negativo, che quegli spazi vengano acquistati da chi non ha un indirizzo preciso o che finiscano in mano a soggetti non per forza raccomandabili.

Si potrà almeno restituire il centro alla residenza come da tempo si dice di voler fare?

Francamente ho qualche dubbio. Il motivo per cui la gente se ne è andata dal centro di Firenze è che è difficile viverci. Il costo degli affitti e degli immobili è particolarmente elevato. Quando le città subiscono questo tipo di trasformazione non è poi facile riportarle indietro.

Allora che si fa? Si punta ancora sul turismo?

Non si deve abbandonare il turismo, si deve pensare a un turismo diverso. È sempre facile criticare un modello, più difficile immaginarne uno nuovo. Allora lancio un’idea visionaria: una città come la nostra ha il suo appeal internazionale nella cultura. Potrebbe essere un luogo di forte attrattività per la formazione di alta qualità sui temi che il mondo riconosce come propri di Firenze: la cultura, il restauro… Firenze e la Toscana producono alta qualità.

Perché non farlo anche nella formazione?

Chi viene a studiare è un turista, dal nostro punto di vista. Potrebbe occupare pezzi della città e gli studenti che ambirebbero a venire sono anche studenti ricchi. La Toscana trarrà sempre vantaggio dall’esistenza di una borghesia nel mondo, perché la borghesia vuole prodotti di alta qualità. Mi pare che le università si siano sempre un po’ chiuse rispetto a una possibilità come questa.

L’amministrazione Nardella ha lanciato l’idea di rigenerare le periferie a partire dalla creazione di quartieri tematici. Come la valuta?

Troppo spesso parlando di Firenze ci si dimentica delle periferie. Ma se il centro storico è di tutto il mondo, le periferie sono la Firenze che vivono i fiorentini. Certamente l’idea di ridare vitalità ai quartieri mi pare una buona idea. Vorrà dire approfittare anche di quanto il Recovery fund ci consentirà di fare, riqualificarli anche sotto l’aspetto ambientale. Le città sono una fonte rilevante di inquinamento e i fondi ci vengono dati per restaurare le case, efficientare l’uso dell’energia, realizzare i boschi urbani.

Gli effetti del coronavirus su Firenze (e le prospettive per il futuro)

Il modello Firenze è una storia di occasioni sfruttate o di sviluppo disomogeneo?

Una storia di scommesse vinte e scommesse perse. Lo sviluppo industriale è stata una scommessa vinta. Il mancato spostamento a nord-ovest del centro direzionale, su cui ci fu una lunga discussione, un’opportunità persa. Non c’è la controprova, svuotare ulteriormente il centro storico di alcune funzioni avrebbe potuto anche essere peggio. Ma di certo ha vanificato lo sviluppo di attività alternative. Confrontiamoci con qualcuno di simile a noi: Bologna. Vediamo che effettivamente c’è una differenza ed è nella presenza di servizi qualificati. Design, marketing, ingegneria, finanza. Funzioni che servono al mondo produttivo e che tipicamente si collocano nelle parti centrali della città.

A Firenze il turismo, e dunque la rendita e l’uso degli spazi per alberghi, ristoranti, bar e simili, ha impedito lo sviluppo di questi servizi. Bologna rispetto a Firenze ha certamente meno presenze turistiche e ha scelto di utilizzare così gli spazi a disposizione. Con due vantaggi. Dal lato della domanda di lavoro occupa professionisti, spesso giovani, per funzioni qualificate. Dal lato dell’offerta, le imprese trovano i servizi di cui hanno bisogno. Non è escluso che anche molte imprese toscane e fiorentine certi servizi qualificati se li vanno a comprare fuori. Ecco, se il turismo ha frenato un certo sviluppo della città può essere in questo senso.

Ballottaggio a Cascina e Arezzo: il fac-simile della scheda per le comunali

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Chiusi i giochi per il ballottaggio delle elezioni comunali 2020, che in Toscana riguarda due città, Arezzo e Cascina (in provincia di Pisa): dopo la scadenza del termine per comunicare l’eventuale apparentamento con altre liste, sono stati pubblicati i fac-simile della scheda elettorale con i nomi dei candidati sindaco e i simboli delle forze che li sostengono.

In Toscana su 8 Comuni in cui si votava, in 6 è stato scelto il sindaco al primo turno. Non c’è stato invece bisogno del ballottaggio per le elezioni regionali, perché il nuovo governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha superato la soglia limite del 40% dei voti.

Quando si vota per il ballottaggio a Cascina e Arezzo

Come nel resto d’Italia (eccezion fatta per Sicilia e Sardegna), si va al ballottaggio per le elezioni comunali domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2020, quando si vota per scegliere il sindaco nei Comuni con più di 15.000 abitanti in cui durante il primo turno nessuno dei candidati ha superato il 50% dei voti.

Gli orari delle votazioni sono gli stessi del primo turno (domenica dalle ore 7.00 alle 23.00 e lunedì dalle 7.00 alle 15.00) e può votare al ballottaggio anche chi non è andato alle urne due settimane fa. Esclusi invece i ragazzi che in questi 14 giorni abbiano compiuto 18 anni. E’ necessario portare la tessera elettorale e un documento di identità valido.

Come si vota al secondo turno delle elezioni comunali

Sulla scheda elettorale, come si vede dai fac-simile, sono riportati due rettangoli con i nomi dei due nomi in lizza per la fascia tricolore di primo cittadino e sotto ci sono i simboli delle liste che sostengono quella candidatura: al ballottaggio non si votano i consiglieri comunali (già scelti al primo turno), ma solo il candidato sindaco. Come si vota quindi per il ballottaggio a Cascina e ad Arezzo? Basta tracciare un segno sul nome del candidato sindaco.

Candidati, apparentamenti e fac-simile della scheda per il ballottaggio a Cascina

Il 27 settembre è scaduto il termine ultimo per comunicare l’eventuale apparentamento delle liste per il ballottaggio 2020 delle elezioni comunali: a Cascina il candidato del centrosinistra Michelangelo Betti è sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle e dalla lista civica legata ai pentastellati Lavoro Sviluppo Ambiente (che al primo turno avevano presentato Fabio Poli) e dalle due liste che correvano con Cristiano Masi; Leonardo Cosentini del centrodestra rimane sempre sostenuto da 4 liste, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e una lista civica. Ecco il fac-simle della scheda del ballottaggio pubblicato sul sito del Comune di Cascina, nella sezione dedicata alle elezioni.

Elezioni comunali Ballottaggio Cascina fac simile scheda
Il fac-simile della scheda elettorale per il secondo turno a Cascina

Elezioni ad Arezzo: fac-simile della scheda del ballottaggio 2020

Ad Arezzo invece non c’è stato alcun apparentamento per il ballottaggio delle comunali del 4 e 5 ottobre 2020, i candidati sono Luciano Ralli per il centrosinistra (Pd e 4 liste civiche) e il sindaco uscente Alessandro Ghinelli per il centrodestra (sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e due liste civiche): ecco il fac-simile della scheda elettorale pubblicato sul sito della Prefettura di Arezzo.

Elezioni comunali Arezzo ballottaggio fac simile scheda
Il fac-simle della scheda elettorale per il ballottaggio 2020 ad Arezzo

Sulla piattaforma online “Eligendo” del Ministero dell’Interno sono disponibili i risultati del primo turno ad Arezzo e Cascina e sempre qui saranno disponibili in tempo reale i dati dello spoglio del ballottaggio, che inizierà lunedì 5 ottobre 2020 alle ore 15.00, subito dopo la chiusura delle urne.

Stop per la Domenica metropolitana. Gli altri musei di Firenze gratis

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La Domenica metropolitana può attendere in tempi di coronavirus: il Comune di Firenze ha sospeso l’iniziativa che ogni prima domenica del mese consentiva l’ingresso gratis nei musei civici ai residenti nella Città metropolitana, quindi il 4 ottobre 2020 non si svolgerà l’iniziativa e così anche nei mesi successivi se non ci sarà un contrordine. Una direttiva arrivata da Roma: la decisione di Palazzo Vecchio è stata presa proprio per le misure nazionali decise dal Ministero della Salute per la prevenzione della diffusione del virus Covid-19.

Perché la Domenica metropolitana di Firenze è stata sospesa?

Lo stop alla giornata di musei gratuiti, spiega in una nota il Comune di Firenze, è stata decisa “a seguito della segnalazione da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo della necessità, in attuazione delle misure di riduzione e contenimento del rischio connesso all’emergenza sanitaria da COVID-19, di sospendere l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso gratuito ai musei e agli altri istituti e luoghi della cultura la prima domenica del mese”.

Tradotto: se l’entrata gratis, la prima domenica del mese, è stata sospesa in tutti i musei statali per evitare di richiamare troppe persone (e quindi con il rischio di assembramenti), questo vale anche per tutti gli altri luoghi di cultura, compresi quelli che dipendono dai Comuni. La Domenica Metropolitana, uno degli appuntamenti più amati dai fiorentini per godere dell’arte cittadina gratis anche grazie a visite guidate,  era ripartita lo scorso 5 luglio dopo il blocco imposto per il lockdown.

Musei a Firenze: quali sono gratis sempre

Nonostante lo stop della Domenica metropolitana, i fiorentini potranno consolarsi con alcuni musei che sono gratis per i residenti, sempre, a prescindere da iniziative particolari: si va dal Giardino di Boboli (ma non se si entra da Palazzo Pitti), a Santa Croce. Ecco qua la lista dei luoghi d’arte accessibili gratuitamente sempre, se si è residenti nel territorio comunale di Firenze:

  • Giardino di Boboli (dall’entrata di Annalena in via Romana)
  • Giardino di Villa Bardini (gratis anche per i residenti nella Città metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto)
  • Basilica di San Lorenzo
  • Opera di Santa Croce

Per tutti invece è gratis l’ingresso nei seguenti musei di Firenze: Forte Belvedere (aperto fino all’31 ottobre 2020), collezione permanente del Museo Marino Marini, casa-museo Rodolfo Siviero e il Giardino della Villa medicea di Castello.

Concorso straordinario scuola 2020, date e posti disponibili per regione

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C’è il calendario del tanto atteso concorso straordinario per i docenti precari della scuola (medie e superiori), che partirà dal 22 ottobre 2020 per continuare nelle date successive, secondo quanto sarà riportato nel bando del Miur  che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 settembre: 32.000 i posti di ruolo disponibili in tutta Italia, con numeri diversi da regione a regione. Il concorso, riservato a chi ha svolto almeno 3 anni di servizio, si svolgerà su più giorni e si iniziano a delineare i dettagli della prova scritta, che avrà anche un quesito che riguarderà la lingua inglese.

Successivamente partirà il concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria, poi per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (le cosiddette “medie” e “superiori”) che metteranno sul piatto 46.000 cattedre. In quest’anno dominato dall’emergenza Covid, il governo ha promesso un forte impegno sulla scuola fin dal ritorno sui banchi.

Concorso straordinario della scuola per diventare di ruolo: date dal 22 ottobre 2020

Le prove del concorso straordinario per i prof precari si svolgerà su più giorni, a partire da giovedì 22 ottobre 2020 per andare avanti fino a lunedì 9 novembre, in base alla classe di concorso, ossia il tipo di materia per cui si concorrerà. Le date principali sono state rese note dopo l’incontro tra la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e i sindacati del mondo della scuola, si attende adesso la pubblicazione del bando di concorso in Gazzetta Ufficiale.

Dall’inglese alla durata: come sarà la prova d’esame

5 quesiti a risposta aperta e un sesto che verterà sulla lingua inglese (per accertarne la conoscenza al livello B2): è questa la struttura della prova d’esame per il concorso straordinario della scuola che prende il via il prossimo 22 ottobre, secondo il bando che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per portare a termine i 6 quesiti ci saranno a disposizione 2 ore e mezzo di tempo, mentre per superare l’esame servirà un punteggio di almeno 7 su 10. L’impostazione sarà la stessa, ma le domande cambieranno in base alla classe di concorso.

Concorso straordinario della scuola, i posti disponibili regione per regione e le materie

Da questa selezione usciranno i nomi dei 32.000 docenti che diventeranno di ruolo e che avranno la loro cattedra a partire da settembre dell’anno prossimo (ma il loro contratto di assunzione sarà retrodatato al 1° settembre 2020, in base all’accordo firmato nei mesi scorsi). In pratica, visto che sono state presentate 64.000 domande, circa la metà dei candidati avrà la possibilità di diventare di ruolo.

Andando a vedere i dati regione per regione, secondo le stime del sindacato Gilda, i posti disponibili per questo concorso straordinario della scuola che parte il 22 ottobre vede in testa la Lombardia, seguita da Piemonte e Veneto, mentre per quanto riguarda le materie ci sarà bisogno di personale docente specializzato soprattutto per il sostegno e poi per italiano e matematica.

Ecco le regioni con il numero maggiore di posti a disposizione in questo concorso straordinario della scuola:

  • Lombardia, 6.929 posti
  • Piemonte, 3.142 posti
  • Veneto, 3.111 posti
  • Emilia Romagna, 2.803 posti
  • Lazio, 2.695 posti
  • Campania, 2.368 posti
  • Toscana, 2.572 posti

Queste invece le cattedre più richieste, per quanto riguarda le materie, sempre secondo le elaborazioni del sindacato Gilda per il concorso straordinario dei docenti del 22 ottobre 2020 indetto dal Miur

  • Sostegno 5.669
  • Italiano, storia e geografia: scuola secondaria di primo grado 3.798, secondo grado 1.753
  • Matematica e scienze: scuola secondaria di primo grado 3.145, secondo grado 1.027
  • Scienze motorie: per le medie 763, per le superiori 1.081
  • Inglese: per le medie 747 posti, 987 per le superiori

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valerie Perrin. La recensione

Violette Toussaint, nonostante il suo lavoro non sia dei più allegri, è una donna deliziosa e incantevole. Vive in un paesino della Borgogna ed è la guardiana di un piccolo cimitero che cura come fosse il suo giardino. Precisa, meticolosa, Violette trascrive su un quaderno tutti i discorsi pronunciati durante i riti funebri. Innaffia le piante, pulisce le lapidi, coltiva con cura il suo piccolo orticello. La sua routine calma, felice e ben definita viene brutalmente interrotta dalla visita del commissario Julien Seul, che si presenta una mattina con una notizia curiosa: la madre del commissario, vissuta e morta a chilometri di distanza, ha espressamente richiesto di essere sepolta in quel preciso cimitero, vicino alla tomba di Gabriel Prudent, un uomo di cui il commissario non ha mai sentito parlare.

Da questo momento la vita della protagonista non sarà più la stessa. Perrin guida il lettore alla scoperta della storia di Violette, della sua personalità, del suo rapporto con il marito scomparso, senza trascurare il misterioso legame tra la madre del commissario e Gabriel Prudent. La storia di Violette si intreccia con quella di mille altri personaggi in un insieme poliedrico di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico.

La protagonista è uno di quei personaggi che si fa fatica a dimenticare. Generosa e aggraziata nonostante il dolore che la segna, Violette è estate e inverno allo stesso tempo, come il suo guardaroba che lei stessa suddivide in inverno ed estate non in base alla pesantezza dei capi, bensì per l’umore che le suggerisce ogni abito.

Se nei primi capitoli vi sembrerà di saggiare l’acqua con i piedi sul bagnasciuga, scoprirete, man mano che andate avanti, di trovarvi sempre più a largo, nel mare aperto dell’esistenza di Violette e verrete sopraffatti dai suoi stessi sentimenti. L’autrice, Valerie Perrin, è una fotografa francese che, probabilmente aiutata dal suo mestiere, riesce a dipingere e caratterizzare i personaggi in maniera indimenticabile, con un modo di scrivere che consola e coccola allo stesso tempo. E che spinge all’ottimismo.

Valerie Perrin
Cambiare l’acqua ai fiori
Edizioni E/O, 18 euro