lunedì, 6 Aprile 2026
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Centri estivi 2020, le linee guida della Regione Toscana

Pulizia, distanziamento, ingressi, uscite e numero di operatori: la Regione Toscana ha definito le linee guida per i centri estivi 2020 con l’ordinanza 61 firmata dal presidente Enrico Rossi.

Innanzitutto, l’avvio delle attività dovrà essere comunicato al Comune in cui si svolgono attraverso la piattaforma regionale Suap. Aziende, cooperative, associazioni e tutti i soggetti che presentano i progetti dei centri estivi 2020 devono sottoscrivere l’impegno a rispettare una serie di linee guida, comportamenti e regole.

Centri estivi 2020 del Comune di Firenze, iscrizione al via

Centri estivi 2020 in Toscana, un “patto di corresponsabilità” contro il coronavirus

E, secondo il principio che ognuno è chiamato a fare la propria parte, i gestori dovranno firmare un patto di corresponsabilità con le famiglie. Un documento in cui si dichiara di essere a conoscenza di tutte le normative e delle linee guida da rispettare nella particolare condizione di emergenza da coronavirus in cui si svolgeranno i centri estivi 2020 in Toscana. Ognuno assumendosi i propri obblighi.

Prima di tutto, valutare le condizioni di salute dei bambini e degli adolescenti per verificare che siano compatibili con le attività. Rispettare tutte le norme di igiene e pulizia previste dalla normativa nazionale.

Centri estivi, le linee guida della Toscana per il 2020

Tutti, operatori e ragazzi, si dovranno lavare le mani all’ingresso, ogni volta che si cambia attività, dopo ogni utilizzo del bagno e dei servizi igienici, prima dei pasti, all’uscita e in generale quanto più spesso possibile. Le attrezzature e gli oggetti utilizzati dovranno essere puliti di frequente.

Centri estivi 2020: c’è la data di apertura (e il bonus)

Si dovrà sempre rispettare il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, ma quello raccomandato è di 1,80 metri. Per le attività meglio sempre utilizzare gli spazi all’aperto e in zone ombreggiate.

Previsti anche, quando possibile, punti di ingresso e di uscita separati con percorsi obbligatori. Per evitare assembramenti si potranno anche organizzare orari scaglionati per l’arrivo dei bambini.

Ai genitori verrà chiesto se nei 14 giorni precedenti il proprio figlio abbia manifestato sintomi come febbre, tosse o difficoltà respiratoria. Se li avesse avuti, dovrà esibire un certificato medico o il referto di un tampone negativo.

Ogni mattina ai bambini verrà misurata la temperatura corporea. Se superiore ai 37,5 gradi non potranno entrare al centro estivo. Lo stesso vale per gli operatori.

Centri estivi, quanti operatori?

Le linee guida stabiliscono poi regole precise per quanto riguarda il rapporto tra operatori e ragazzi presenti ai centri estivi 2020 in Toscana. Un rapporto che aumenta all’aumentare dell’età: più piccoli sono, più operatori servono.

  • Un operatore adulto ogni 5 bambini in età di scuola dell’infanzia (da 3 a 5 anni)
  • Uno ogni 7 bambini per gli alunni in età di scuola primaria (da 6 ad 11 anni)
  • Un operatore ogni 10 ragazzi per gli adolescenti in età di scuola secondaria (da 12 a 17 anni)

Il rapporto numerico deve rimanere stabili per tutto il tempo dei centri estivi, qualsiasi siano le attività. In caso di presenza di bambini o adolescenti con disabilità, questo rapporto aumenta anche fino a raggiungere la quota di 1 a 1.

Bonus centri estivi 2020, Inps: “Attenzione a come viene fatta la domanda”

Gli organizzatori dei centri estivi 2020 in Toscana devono prevedere anche un numero di operatori supplenti, pronti a prendere il posto di altri che per qualsiasi ragione dovessero essere momentaneamente indisponibili.

Il testo completo dell’ordinanza 61 è disponibile sul sito della Regione Toscana.

Centri estivi 2020 del Comune di Firenze, iscrizione al via

Si aprono lunedì 1 giugno le iscrizioni – o meglio, preiscrizioni – ai centri estivi 2020 organizzati dal Comune di Firenze. Si tratterà per il momento di una manifestazione di interesse, per una prima stima di quanti bambini e ragazzi potrebbero partecipare. Sono 28 i progetti educativi previsti in tutti i quartieri della città per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. La preiscrizione si fa online, c’è tempo fino all’8 giugno.

I centri estivi 2020 saranno i primi del dopo emergenza coronavirus e, come precisa il Comune di Firenze, saranno organizzati rispettando tutte le normative di sicurezza stabilite dal governo. Per l’iscrizione dei figli si potrà anche utilizzare il bonus baby sitter introdotto dal Decreto rilancio.

Firenze, come fare l’iscrizione ai centri estivi 2020

L’iscrizione ai centri estivi 2020 del Comune di Firenze si fa online, dalle ore 15 del 1 giugno fino alle 7.59 dell’8 giugno. Basta collegarsi all’indirizzo https://servizionline.comune.fi.it/educazione/preiscrizioneCentriEstivi e compilare il modulo con i dati e la sede scelta. Allo stesso indirizzo saranno pubblicate tutte le informazioni sulle varie sedi dei centri estivi 2020, sui turni e i contatti per maggiori informazioni.

“Abbiamo lavorato molto – spiega l’assessore all’educazione Sara Funaro – per riuscire a dare in tempi così ristretti dal via libera avuto dal governo una risposta ai bisogni dei bambini e alle famiglie impegnate in attività lavorative”. Il Comune, spiega Funaro, ha messo in campo “una serie di servizi educativi e di crescita educativa e aggregativa per tutte le fasce d’età, nel rispetto delle disposizioni nazionali e delle prescrizioni di sicurezza. Una prima, importante, risposta per la quale ci siamo battuti a livello nazionale che arriva dopo questi durissimi mesi di lockdown”.

Dai presidenti dei cinque Quartieri di Firenze arriva poi un appello rivolto ad associazioni e società sportive del territorio a organizzare il maggior numero possibile di centri estivi. “Questa estate – scrivono i presidenti in una nota congiunta – saranno tante le famiglie che avranno bisogno di centri estivi, ma tanti sono anche i necessari vincoli dati dai protocolli sanitari. Per questo auspichiamo che, insieme ai fondamentali centri estivi organizzati dal Comune di Firenze in ogni quartiere, che cercheranno di accogliere  tutti a partire dai più bisognosi, le associazioni e le società sportive del territorio riescano a organizzare il massimo numero possibile di proposte di attività ludiche e ricreative, artistiche e sportive. Sarà così che, tutti insieme, riusciremo a dare una risposta efficace ai bisogni dei bambini e delle famiglie fiorentine”.

Centri estivi dopo il coronavirus: i 28 progetti del Comune di Firenze

I centri estivi 2020 organizzati dal Comune di Firenze sono 28, nelle scuole pubbliche dei cinque Quartieri.

Per i bambini della scuola dell’infanzia:

  • Quartiere 1: scuola Gioacchino Rossini e Vittorio Veneto – San Giuseppe
  • Quartiere 2: Andrea del Sarto, Carducci e Da Rovezzano
  • Quartiere 3: Fortini e Stefani
  • Quartiere 4: Ciari e Montagnola
  • Quartiere 5: Mameli, Don Minzoni, Marconi e Padre Balducci

Per gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado:

  • Quartiere 1: scuole Rossini, Vittorio Veneto e Machiavelli
  • Quartiere 2: Andrea del Sarto, Carducci, Da Rovezzano
  • Quartiere 3: Pertini e San Brunone
  • Quartiere 4: Don Milani e Montagnola
  • Quartiere 5: Mameli, Don Minzoni, Marconi e Padre Balducci

L’orario dei centri estivi 2020 del Comune di Firenze è dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16.30. Saranno privilegiate le attività in sede. Il bando del Comune prevede la priorità di accesso per i bambini segnalati dai servizi sociali e per bambini diversamente abili. Priorità poi a quei bambini i cui genitori lavorano entrambi, o l’unico genitore nel caso di famiglia monoparentale. La condizione lavorativa è considerata alla data di presentazione della domanda. Se le domande saranno superiori ai posti disponibili, sarà data priorità all’Isee più basso.

Nel caso che invece le domande non esauriscano i posti disponibili, saranno accolte anche quelle di chi ha un genitore in smart working. Se resteranno altri posti liberi, quelle di chi ha entrambi i genitori in smart working. A parità di punteggio sarà data priorità all’Isee inferiore.

La domanda non dà automaticamente diritto all’assegnazione del posto. Serve attendere la conferma del Comune. L’ordine di presentazione della domanda non determina alcuna priorità. Non serve quindi affrettarsi all’apertura delle domande.

Spiagge libere, le regole per l’estate 2020 della Regione Toscana

Mascherina, distanza tra gli ombrelloni, pulizie e sport, ma niente prenotazione: ecco le regole da seguire sulle spiagge libere della Toscana per l’estate 2020, linee guida stabilite oggi dalla Regione con l’ordinanza 61.

Mascherina e igiene: le linee guida per le spiagge libere della Toscana

Prima regola: adeguare i comportamenti a tutte le misure di prevenzione e alle norme generali vaide a livello nazionale. Nelle spiagge libere restano in vigore le stesse regole di base di tutti gli altri luoghi, come stabilito nelle linee guida nazionali.

Compreso l’obbligo di pulizia frequente delle mani, richiamato esplicitamente nell’ordinanza 61 della Regione Toscana.

Mare in Toscana: l’ordinanza anti-Covid per spiagge, camping e hotel

Sarà obbligatorio avere la mascherina: va portata con sé e indossata in ogni occasione in cui non sia possibile mantenere la distanza interpersonale.

Distanza e sport nelle spiagge libere, cosa dice l’ordinanza della Regione Toscana

A proposito di distanziamento, le linee guida precisano che anche nelle spiagge libere della Toscana vale l’obbligo di mantenere almeno 1 metro tra le persone, anche se la Regione raccomanda una distanza di 1,80 metri. Sarà compito dei genitori vigilare affinché i figli minori mantengano la distanza dalle altre persone. L’obbligo non vale, naturalmente, tra persone conviventi.

Tra gli ombrelloni si dovrà rispettare una distanza di almeno 4 metri. Per quanto riguarda invece lettini, sedie, sdraio e le altre attrezzature da spiaggia, dovranno essere posizionati ad almeno 1,50 metri.

Vietati gli sport e i giochi di gruppo che possono creare assembramenti. Gli sport di squadra come beach volley e beach soccer saranno consentiti, ma nel rispetto di quanto disposto dalle istituzioni competenti.

È suggerita, ma non obbligatoria, la presenza di un addetto alla sorveglianza. Si occuperò di vigilare sul rispetto delle regole di prevenzione e sorveglierà sulla pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti.

Anche i Comuni sono chiamati a fare la loro parte, predisponendo tutto il materiale informativo necessario, in italiano e in inglese, per far conoscere ai bagnanti le regole da rispettare.

Il testo completo dell’ordinanza 61 della Regione Toscana si trova qui, mentre qui è disponibile l’allegato 3 che contiene le regole per le spiagge libere.

Due nuovi vicepresidenti under 40 per Legacoop Toscana

Legacoop Toscana investe sulle nuove generazioni e sceglie due nuovi vicepresidenti under 40 per affiancare Roberto Negrini e l’altra vicepresidente Assunta Astorino. La fiorentina Irene Mangani, 30 anni, sarà vicepresidente vicaria mentre Andrea Passoni, classe 1982, nato a Vimercate (MI) ma ormai da anni residente a Firenze, avrà la delega alla finanza.

Legacoop Toscana, largo ai giovani: due vicepresidenti under 40

Irene Mangani, una laurea in Scienze per la pace all’Università degli Studi di Pisa e un master in Economia della cooperazione, ha già rivestito importanti incarichi: è vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie onlus e dal 2015 è responsabile di Generazioni Legacoop Toscana, il coordinamento regionale dei cooperatori under 40. Responsabile dell’Ufficio promozione di Legacoop Toscana, ha curato il bando Smart and Coop lanciato insieme alla Fondazione Cr Firenze.

Andrea Passoni, laureato in Filosofia e con un master in Economia della cooperazione, ha iniziato a lavorare nel mondo cooperativo nel 2010. È attualmente responsabile dell’Ufficio finanza di Legacoop Toscana e del Ctl di Massa Carrara. È stato responsabile dell’Ufficio studi e del comparto industriale del Dipartimento produzione e servizi. Dal novembre 2019 è presidente di Finpas srl, strumento di sistema del movimento cooperativo toscano a supporto delle cooperative nei loro processi di rilancio e sviluppo aziendale.

Il ricambio generazionale nel mondo delle cooperative

Con la nomina di Mangani e Passoni si rafforza il percorso di valorizzazione dei giovani e di ricambio generazionale ai vertici del movimento cooperativo toscano aderente a Legacoop, che era tra gli impegni assunti da Negrini in occasione della conferma, un anno fa, alla guida di Legacoop Toscana. Un percorso che include anche la diffusione della cultura cooperativa all’interno delle Università, il sostegno alla nascita di start up cooperative innovative e la promozione di un rinnovamento della classe dirigente all’interno delle imprese cooperative stesse.

Tra le cooperative aderenti a Legacoop Toscana (movimento che conta oggi 911 imprese, 1.697.000 soci e 45mila occupati) sono circa 5.000 gli amministratori, il 15% sotto i 40 anni.

Coronavirus, lieve rialzo in Toscana: 12 nuovi casi e 6 decessi

Torna a salire, sebbene leggermente, il numero di nuovi casi: sono 12 quelli rilevati da ieri e 6 i decessi. Queste le ultime notizie riportate dal bollettino di oggi, sabato 30 maggio, sull’andamento del contagio da coronavirus in Toscana.

Il totale sale così a 10.100 casi rilevati dal 1° febbraio scorso, di cui 1.166 attualmente positivi. Nella mappa del contagio da coronavirus in Toscana, Firenze è la provincia più colpita in termini assoluti, con un totale di 3.464 casi (6 in più rispetto a ieri). Si contano poi 564 casi a Prato, 675 a Pistoia (1 in più), 1.049 a Massa Carrara (3 in più), 1.361 a Lucca, 892 a Pisa (1 in più), 556 a Livorno (1 in più), 676 ad Arezzo, 438 a Siena, 425 a Grosseto.

Coronavirus in Toscana, il bollettino di oggi (30 maggio)

La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 271 casi per 100.000 abitanti. La media italiana è di circa 385 x100.000. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 538 casi x100.000 abitanti, Lucca con 351, Firenze con 343, la più bassa Siena con 164.

Complessivamente, 1.033 persone sono in isolamento a casa, positive ma con sintomi lievi o asintomatiche (meno 80 rispetto a ieri). Sono poi 6.312 (meno 200 rispetto a ieri) le persone isolate dopo aver avuto contatti con persone contagiate.

Scende il numero dei ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid, oggi pari a 133, 9 in meno di ieri. Di questi, 27 sono in terapia intensiva, 4 in meno rispetto a ieri. È il punto più basso dal 9 marzo 2020 per le terapie intensive e dal 10 marzo 2020 per i ricoveri totali.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana

Con 95 nuove guarigioni, le persone guarite salgono a 7.897. Di questa, 1.157 sono le “clinicamente guarite” (-43), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione. Altre 6.740 (+138) sono state dichiarate guarite a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

I sei nuovi decessi sono quelli di 5 uomini e 1 donna, con un’età media di 83,3 anni. Due in provincia di Firenze, uno a Prato, uno a Pistoia, uno a Massa Carrara e uno ad Arezzo.
Il totale dei morti per coronavirus in Toscana sale a 1.037dall’inizio dell’epidemia, così ripartiti per provincia: 382 a Firenze, 47 a Prato, 80 a Pistoia, 145 a Massa Carrara, 135 a Lucca, 85 a Pisa, 58 a Livorno, 46 ad Arezzo, 30 a Siena, 21 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 27,8 x100.000 residenti contro il 55,1 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (74,4 x100.000), Firenze (37,8 x100.000) e Lucca (34,8 x100.000), il più basso a Grosseto (9,5 x100.000).

I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 249.441, 3.389 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi sono 3.243.

Sono i dati aggiornati alle ore 12 di oggi ed elaborati dall’Agenzia regionale di sanità e dall’Unità di crisi Coronavirus per il bollettino giornaliero della Regione Toscana.

Alla messa in sicurezza con la web app di G-move

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La Parrocchia di “Gesù Buon Pastore” di Casellina (Scandicci), il Santuario di Santa Verdiana di Castelfiorentino e la parrocchia di Santa Maria di Settignano a Firenze – sono protagoniste di un progetto pilota per la ripresa delle Messe in sicurezza e la prevenzione da Coronavirus.

Nelle tre parrocchie sono stati installati dei sensori che, nel pieno rispetto della privacy, consentiranno di monitorare in maniera costante e in tempo reale il numero di persone all’interno della chiesa, garantendo il rispetto dei limiti previsti. Attraverso una web app, in occasione della Messa il personale volontario all’entrata della chiesa saprà, istante per istante, quanti fedeli potranno ancora entrare e quando sarà invece il momento di fermare gli ingressi.

Un sensore per la sicurezza della Santa Messa

Sempre in accordo con le indicazioni contenute nel protocollo Governo-Cei, saranno fornite anche istruzioni su come muoversi all’interno della chiesa in modo da garantire ingresso e uscita ordinati e veloci e al tempo stesso il rispetto della distanza di sicurezza in ogni fase. Durante la cerimonia le persone dovranno restare sedute nei posti indicati, che saranno opportunamente distanziati.

messa sicurezza gmove
Il sensore realizzato da G-move

Il progetto Finanziato dalla Fondazione Noi – Legacoop Toscana e dalla Fondazione Cr Firenze, è stato messo a punto da G-move, startup cooperativa fiorentina composta da 6 giovani under 30 (Marco Merlini, Marco Musumeci, Marco Giunti, Gabriele Coletti, Davide Nesi e Federico Palai) nata da Smart and Coop 2, il bando promosso da Fondazione Cr Firenze e Legacoop Toscana per favorire lo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali composte da giovani under 40.

La sperimentazione avrà la durata di 3 mesi e potrà essere eventualmente estesa anche ad altre Chiese.

Coronavirus e Santa Messa, l’idea della startup G-move

“Le chiese sono tra i principali luoghi di riferimento e di vita sociale delle nostre comunità – afferma il presidente della Fondazione Noi – Legacoop Toscana Roberto Negrini – per questo abbiamo deciso di supportare questo progetto proposto dai giovani ingegneri della cooperativa G-move, che hanno ben interpretato l’obiettivo del bando Smart and Coop: fare impresa cooperativa per trovare risposte ai bisogni delle persone”.

 

“L’emergenza sanitaria ha costretto a ripensare le abitudini, gli stili di vita, la fruizione di servizi e anche le modalità di accesso alla pratica religiosa – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione Cr Firenze -. Necessità, quest’ultima, colta dal gruppo di giovani di G-move che hanno il merito di averla trasformata in un’opportunità di impresa innovativa. Viviamo un momento storico nel quale soltanto la capacità di adattarsi alle nuove esigenze potrà contribuire alla rapida ripartenza del nostro territorio”.

“Mi sento di esprimere, a nome dell’Arcidiocesi di Firenze e del nostro Vescovo, soddisfazione e gratitudine per l’iniziativa di G-move, della Lega delle Cooperative e della Fondazione Cr Firenze, che con questo progetto ci hanno messo a disposizione uno strumento semplice e utilissimo, per favorire il corretto e ordinato afflusso delle persone nelle nostre chiese, mantenendo la discrezione e nel rispetto della privacy – commenta Don Giovanni Paccosi, vicario episcopale per la pastorale e parroco della parrocchia Gesù Buon Pastore – . Sono sicuro che dopo la sperimentazione saranno molte le parrocchie che vorranno dotarsi di questa applicazione, che sostiene il lavoro dei volontari, in questi momenti di ripresa delle celebrazioni, con tutta la problematica legata al distanziamento sociale. Nelle tre chiese in cui si sta sperimentando sta facilitando una serena esperienza del momento centrale della vita cristiana che è l’incontro con Il Signore nell’Eucaristia. Credo poi che l’applicazione avrà una utilità significativa anche passata l’emergenza, offrendo ai parroci i numeri reali delle presenze dei fedeli in chiesa nei vari periodi dell’anno e nelle grandi feste e celebrazioni”.

Spostamenti tra regioni, via libera alla riapertura dal 3 giugno: il report dell’Iss

Niente quarantena, niente passaporto sanitario, niente autocertificazione. Da mercoledì 3 giugno spostamenti liberi tra tutte le regioni d’Italia, una riapertura totale che ha avuto il via libera del governo confortato dai dati dell’ultimo report dell’Iss, l’Istituto superiore della sanità, del 30 maggio, con i valori Rt delle regioni italiane.

Spostamenti tra regioni, via libera dal 3 giugno

Quanto previsto dal decreto attualmente in vigore non cambierà: la riapertura dei confini regionali in Italia resta fissata per il 3 giugno. La decisione di permettere di nuovi gli spostamenti liberi tra regioni è arrivata ieri, al termine dell’incontro tra il governo e la Conferenza delle regioni. È vero che restano alcune situazioni più critiche delle altre, su tutte quella della Lombardia. Ma la linea resta la stessa: nessuna distinzione, la riapertura sarà uguale per tutti. No dunque all’ipotesi di imporre una quarantena breve a chi esce dalle regioni più colpite.

Spostamenti tra regioni dal 3 giugno: apertura senza passaporto sanitario?

Il report dell’Iss: come va il contagio da coronavirus nelle regioni

A confortare la scelta del governo sono arrivati stamani i dati del nuovo report dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, aggiornati al 26 maggio. Dopo una ricognizione sull’evoluzione del contagio per regioni e per province, l’Istituto comunica l’indice Rt stimato per ciascuna regione.

Rt è il numero di riproduzione netto, vale a dire una media delle infezioni secondarie generate da una persona infetta a una certa data. Il valore spartiacque è 1: se Rt è superiore significa che il contagio tende ad aumentare, se invece inferiore il numero delle nuove infezioni tende a diminuire. Tanto più è maggiore di 1 e tanto più il contagio aumenta rapidamente. Viceversa, più il valore Rt diminuisce e più rallenta il contagio.

La stima di Rt contenuta nel report dell’Iss è stata calcolata alla data del 26 maggio, ma considerando il tempo medio di 15 giorni perché i sintomi di Covid 19 si manifestino, si può dire che i dati sono relativi al 10 maggio.

Il valore Rt delle regioni secondo il report dell’Iss

indice rt report iss 30 maggio

 

Sono dati rassicuranti in vista della riapertura agli spostamenti liberi tra regioni: tutte le regioni italiane hanno un indice Rt inferiore a 1. Unica eccezioni il Molise, sul quale – complice anche la popolazione poco numerosa – pesa l’aumento dei casi dovuto a un focolaio, già identificato e indagato. Manca l’indice della Campania, per problemi di verifica dei dati.

Ciò non significa che il rischio sia ormai alle spalle, tutt’altro. Il monito dell’Iss in chiusura del report è chiaro. “L’attuale andamento dell’epidemia – scrive l’Istituto – richiama ad un atteggiamento di massima prudenza in questa fase di transizione in cui un rilassamento delle misure di distanziamento fisico potrebbe portare ad un nuovo incremento della trasmissione interumana del virus. È fondamentale mantenere comportamenti individuali corretti per limitare il rischio di un aumento del numero di casi e decessi nel breve termine”.

Il report dell’Iss del 30 maggio in formato pdf è disponibile a questo indirizzo. Qui invece l’appendice con i dati regionali aggiornati.

Riapre “Inside Magritte” a Firenze, mostra in Santo Stefano al Ponte

Un viaggio per vedere “da dentro” le opere di uno dei maestri del Surrealismo: la mostra multimediale Inside Magritte arriva a Firenze nel complesso monumentale di Santo Stefano al Ponte, a due passi da piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Dopo la chiusura forzata imposta dal lockdown, la mostra riapre per il momento in forma ridotta, solo nel fine settimana fino alla fine di giugno. Con tutte le precauzioni del caso, dagli ingressi contingentati alle sanificazioni.

Il mondo onirico di René Magritte anima questa Cattedrale dell’immagine con suoni, musiche, video, immagini, insomma con una vera e propria digital exhibition.

Date, fino quando dura

L’evento,  ideato da Crossmedia Group – Hepco con la regia di The Fake Factory e il supporto della Fondation Magritte di Bruxelles, si è aperto il 1° novembre 2019. Prorogato fino al 13 aprile 2020, la mostra è stata poi interrotta quando l’emergenza coronavirus ha imposto il lockdown nazionale.

Il 30 maggio è stata riaperta con nuovi orari e procedure per garantire la fruibilità in piena sicurezza.

La mostra “Inside Magritte” sarà aperta solo nei fine settimana, il sabato e la domenica con orario continuato dalle 10 alle 18. Ultimo accesso alle 17. Per il ponte del 2 giugno la mostra sarà eccezionalmente sempre aperta, compresi lunedì 1° e martedì 2 giugno.

Gli ingressi verranno gestiti per fasce orarie (dalle 10 alle 17 allo scoccare di ogni ora) per garantire il rispetto del numero massimo di 50 visitatori. All’interno sarà obbligatorio indossare la mascherina e all’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea.

La mostra “Inside Magritte” porta a Firenze l’essenza dell’artista belga grazie a una monografica digitale sospesa tra il reale e l’immaginario.

Inside Magritte a Firenze, che opere si possono vedere nella mostra

Tra uomini in bombetta che galleggiano nei cieli delle metropoli, corpi umani con la testa di pesce e l’ambigua pipa-non-pipa, il percorso multisensoriale curato da Julie Waseige, storica dell’arte e già direttrice scientifica del Magritte Museum di Bruxelles, in 35 minuti permette ai visitatori di immergersi nelle opere di Magritte, con i quadri più iconici del Novecento. Questo viaggio è diviso in capitoli e segue le varie fasi dell’esperienza artistica di Magritte dalle prime opere surrealiste fino al periodo post-bellico, passando per la Parigi degli anni ’30.

Rene Magritte Crossmedia digital exhibition

Cuore di questa esposizione digitale, la sala immersiva che grazie a un flusso continuo di immagini ad altissima risoluzione trasforma le architetture barocche dell’ex-chiesa di Santo Stefano al Ponte, dalle pareti al pavimento. In tutto si tratta di 160 immagini riprodotte con un imponente sistema di proiettori laser in grado di trasmettere sulle superfici dell’installazione oltre 40 milioni di pixel, garantendo una definizione maggiore del Full HD.

Presenti anche l’area introduttiva per conoscere la storia e la vita di Renè Magritte, l’area visual con le sue suggestioni iconiche e le pillole biografiche, oltre a visori di realtà 3D per entrare nel mondo del Surrealismo a 360 gradi.

Mostra multimediale su Magritte a Firenze, orari, biglietti e riduzioni

“Inside Magritte” è aperta fino al primo marzo nell’ex chiesa di Santo Stefano al Ponte (la cosiddetta “Cattedrale dell’immagine) tutti i giorni con orario 10.00 – 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima, con  l’ultimo ingresso alle 18.30. I biglietti interi costano 13 euro per gli adulti. Il biglietto ridotto (10 euro) è riservato agli studenti, agli over 65 e ai portatori di handicap (l’accompagnatore entra gratis). I bambini e i ragazzi tra 5 e i 12 anni pagano 8 euro.

Riduzioni a 10 euro per la mostra “Inside Magritte” a Firenze anche per le varie convenzioni: soci e dipendenti Unicoop Firenze, iscritti Fai, Touring club italiano, Carta più Feltrinelli, dipendenti Feltrinelli. I clienti Carta freccia Trenitalia arrivati a Firenze in treno hanno diritto al 2×1 (il viaggio deve essere antecedente al massimo 3 giorni data visita mostra), i viaggiatori single e su intercity al tagliando ridotto da 10 euro.

Sconto di 3 euro infine per gli abbonati Ataf, per chi ha il carnet da 10 biglietti o biglietto obliterato in giornata. Previsti poi pacchetti famiglia. Dettagli sul sito della mostra multimediale su Magritte.

Jeff Koons e l’America di Warhol: le mostre del 2021 a Palazzo Strozzi

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L’emergenza coronavirus ha sconvolto programmi e calendari di tutto il mondo. Compreso quello dell’arte. Palazzo Strozzi riparte dalla mostra “Aria” di Tomas Saraceno, interrotta dal lockdown e ora riprogrammata fino al 1° novembre, ma intanto ha già definito il calendario delle mostre future, con un 2021 tutto dedicato all’arte contemporanea: a quella americana, da Andy Warhol ai giorni nostri, e a quella di Jeff Koons, uno dei più grandi artisti viventi.

Shine, la mostra di Jeff Koons a Palazzo Strozzi

Di Jeff Koons si sapeva già: la monografica dedicata al grande artista statunitense era prevista per il settembre 2020. Tutto rimandato di un anno. Palazzo Strozzi ospiterà infatti Shine, la più grande esposizione delle opere di Jeff Koons mai realizzata in Italia, nell’autunno 2021. Le date esatte di apertura e chiusura saranno definite più avanti.

Una mostra curata dal direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, insieme a Joachim Pissarro e in collaborazione diretta con l’artista stesso.

jeff koons palazzo strozzi firenze mostra
Jeff Koons, Rabbit, 1986
Collection Museum of Contemporary Art Chicago
Photo by Nathan Keay, © MCA Chicago, © Jeff Koons

Già dal titolo, Shine evoca quell’idea di “lucentezza” che è una delle caratteristiche più riconoscibili delle opere di Koons. Le sue grandi sculture in metallo lucido che simulano le sculture fatte con i palloncini gonfiabili, le sue riletture delle opere del Rinascimento e del Barocco, le personali reinvenzioni dei readymade.

Opere che Firenze ha già imparato a conoscere con l’esposizione di Koons del 2015, tra piazza della Signoria e Palazzo Vecchio.

Da Warhol ai giorni nostri, l’arte americana a Firenze

Da uno dei massimi esponenti del neo-pop al fondatore della pop art. Il 2021 di Palazzo Strozzi si aprirà infatti con la mostra dedicata a Andy Warhol e all’arte americana dagli anni Sessanta a oggi. Si intitola “American art 1961-2001” ed è in programma nella primavera 2021 (anche in questo caso le date esatte verranno comunicate in seguito).

Nata da una collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e il Walker Art Center di Minneapolis, la mostra presenta un percorso attraverso massimi capolavori di artisti come Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Donald Judd, Bruce Nauman, Cindy Sherman. Pittura, fotografia, video, installazioni e sculture. Un viaggio nell’arte contemporanea curato da Arturo Galansino e Vincenzo de Bellis, curator of visual Arts del Walker Art Center.

Bonus centri estivi 2020, Inps: “Attenzione a come viene fatta la domanda”

Due agevolazioni, ma un solo nome sulla carta, e un vecchio contributo che si chiama in modo simile. Tutto questo ha generato qualche confusione su come fare domanda per il bonus centri estivi 2020 sul sito dell’Inps, tant’è che lo stesso istituto mette in guardia gli utenti che vogliono richiederlo: l’agevolazione è una “costola” del bonus baby sitter previsto dal decreto rilancio e non bisogna confondersi con un precedente pacchetto di misure dalla denominazione fuorviante.

Un caso di omonimia, insomma: la sezione dedicata al “bando centri estivi” presente sul sito dell’Inps non ha niente a che fare con il bonus previsto nel 2020 e legato alla crisi innescata al virus Covid-19, quindi si rischia di presentare richiesta per un’agevolazione diversa e non ricevere così il voucher. Facciamo allora chiarezza su come funziona, sui requisiti e sulla sezione del sito giusta dove fare domanda.

Chi ne ha diritto

Di fatto il bonus centri estivi da solo non esiste ma fa parte del pacchetto di misure denominato “bonus servizi baby sitting” che prevede un contributo per pagare le tate dei figli sotto i 12 anni oppure, e questa è la novità introdotta dal decreto rilancio, fondi da usare per i centri estivi che in tutta Italia potranno aprire dal 15 giugno in poi.

Il bonus baby sitter, con il decreto rilancio è salito da 600 a un massimo di 1.200 euro ed è destinato a:

  • lavoratori dipendenti del settore privato
  • iscritti alla Gestione separata Inps
  • lavoratori autonomi iscritti all’Inps
  • lavoratori autonomi iscritti alle casse professionali.

Non hanno diritto al bonus baby sitter – centri estivi i genitori in cassa integrazione o che percepiscono altre forme di sostegno al reddito (come ad esempio Naspi e indennità di mobilità) e i disoccupati, oltre a chi ha già fatto domanda per la stessa agevolazione con il precedente decreto, il Cura Italia. È ammesso invece per chi lavora in smart working. Per alcune categorie specifiche, coinvolte direttamente nell’emergenza Covid-19, il decreto rilancio ha innalzato il bonus baby sitter fino a 2.000 euro in particolare per:

  • medici
  • infermieri
  • tecnici di laboratorio biomedico, di radiologia medica
  • operatori sociosanitari
  • personale dei comparti sicurezza, difesa, soccorso pubblico

Si può richiedere il bonus baby sitter e per i centri estivi se si ha uno o più figli sotto i 12 anni o figli disabili iscritti a scuola oppure ospitati in centri diurni.

Come fare la domanda per il bonus centri estivi 2020

Per fare domanda del bonus centri estivi 2020 bisogna collegarsi alla sezione del sito Inps dedicata al bonus baby sitting (e non come detto al Bando centri estivi che è una cosa completamente diversa). Ancora il portale non è stato aggiornato e per le richieste della nuova agevolazione fino a 1.200 euro bisognerà aspettare i primi giorni di giugno.

Per accedere sono necessarie le credenziali Spid (qui vi spieghiamo cosa sono e come richiederle) oppure il pin dispositivo o semplificato dell’Inps o ancora la carta d’identità elettronica o la CNS. I fondi del bonus baby sitter, utilizzabili anche per i centri estivi 2020, saranno versati sul Libretto Famiglia per le prestazioni di lavoro occasionale, un salvadanaio virtuale da gestire online sempre sulla piattaforma web dell’Inps.