martedì, 18 Agosto 2026
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Si può andare al cimitero in un altro Comune. Fase 2 anche per i funerali

Passata la fase acuta dell’emergenza coronavirus anche i cimiteri riaprono le porte, per dare la possibilità di rendere omaggio ai defunti. Via libera anche ai funerali, ma con regole rigorose. Dal 4 maggio, si può infatti andare al cimitero, anche se con orari ridotti e diversi da Comune a Comune e sempre rispettando le regole anti-contagio. Stesso discorso per le esequie che riprendono in forma strettamente privata, secondo le limitazioni previste dal decreto del presidente del Consiglio sulla fase 2.

Si può andare in un cimitero fuori Comune?

Tra le motivazioni valide per gli spostamenti in questa seconda fase c’è anche quella che consente di andare al cimitero: è possibile farlo anche in un altro Comune rispetto alla città dove si abita, purché non si vada fuori dai confini regionali. All’esterno e all’interno del camposanto poi è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone ed evitare assembramenti. Se questo non fosse possibile il sindaco può decidere la chiusura dei cimiteri.

È quanto specificato anche nelle FAQ sulla fase 2 (le risposte alle domande più frequenti) pubblicate sul sito del governo.

Coronavirus, ok ai funerali dal 4 maggio: le regole

Con la fase 2 riprendono anche le cerimonie funebri ma le nuove disposizioni per limitare la diffusione del coronavirus sono molto stringenti: è possibile andare ai funerali – da svolgere per quanto possibile in spazi aperti o nelle aree dei cimiteri – ma possono partecipare al massimo 15 persone, i parenti più stretti del defunto. I fedeli poi devono stare distanti almeno un metro l’uno dall’altro e il sacerdote deve indossare la mascherina.

Non sono più previsti, come annunciato inizialmente, i termoscanner per rilevare la temperatura corporea dei partecipanti all’ingresso della chiesa o del cimitero, ma chi ha più di 37,5° o chi è stato a contatto con persone positive al coronavirus deve restare a casa.

Coronavirus, contagio ai minimi negli ultimi due mesi in Toscana

Trenta nuovi casi di positività rilevati da ieri in Toscana: per trovare un aumento giornaliero più basso bisogna andare indietro di due mesi, al 6 marzo scorso. Ci sono 8 decessi, mentre continuano ad aumentare i guariti e a diminuire i ricoverati. Queste le ultime notizie e i dati sul contagio da coronavirus in Toscana riportati nel bollettino di oggi, martedì 5 maggio.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (5 maggio)

Il totale dei contagiati in Toscana dall’inizio dell’epidemia di coronavirus sale a 9.631. nelle ultime settimane si è evidenziata una tendenza incoraggiante, ovvero che la maggior parte dei nuovi positivi rilevati sono di tipo asintomatico, paucisintomatico e in condizioni lievi.

Ordinanza 50 della Regione Toscana: cosa si può fare e cosa no

La mappa del contagio vede in testa la provincia di Firenze con 3.242 casi (18 in più rispetto a ieri). Questo il quadro della altre province: 531 a Prato, 647 a Pistoia, 1.020 a Massa Carrara (2 in più), 1.310 a Lucca (2 in più), 860 a Pisa (2 in più), 529 a Livorno (3 in più), 652 ad Arezzo (1 in più), 425 a Siena, 415 a Grosseto (2 in più). Sono 18 in più quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 9 nella nord ovest, 3 nella sud est.

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 258 casi per 100.000 abitanti. La media nazionale, a ieri, era di 351,1 ogni 100.000. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 523 casi x 100.000 abitanti, Lucca con 338, Firenze con 321, la più bassa Livorno con 158.

Continua il calo dei pazienti ricoverati in ospedale, 24 in meno da ieri. Attualmente nei posti letto dedicati ai pazienti Covid ci sono oggi 595 pazienti in Toscana. Di questi, 111 sono in terapia intensiva (più 4 rispetto a ieri). È il punto più basso raggiunto dal 18 di marzo 2020 per i ricoveri totali.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Altre 4.595 persone sono in isolamento a casa, poiché positive ma con sintomi lievi o prive di sintomi. Sono 65 in meno rispetto a ieri. Le persone isolate dopo aver avuto contatti con pazienti risultati positivi sono 15.335, 22 in più rispetto a ieri.

Salgono i guariti: sono 3.552, 111 in più da ieri ieri (il 3,2% in più). Si dividono in 1.292 persone “clinicamente guarite” (+6 persone) e 2.260 (+105 persone, più 4,9%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, con doppio tampone negativo.

Ci sono poi 8 nuovi decessi: 4 uomini e 4 donne con un’età media di 82,9 anni. Tre persone sono decedute nella provincia di Firenze, 2 a Lucca, 1 a Pisa,1 ad Arezzo e 1 a Siena. Il totale dei deceduti dall’inizio dell’epidemia in Toscana sale a 889. I decessi sono così ripartiti per provincia: 309 a Firenze 43 a Prato, 76 a Pistoia, 122 a Massa Carrara, 125 a Lucca, 77 a Pisa, 46 a Livorno, 40 ad Arezzo, 27 a Siena, 16 a Grosseto, 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

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Toscana, frena il contagio

Il tasso grezzo di mortalità toscano, cioè il rapporto tra i deceduti e la popolazione residente, è di 23,8 ogni 100.000 residenti. La media italiana è di 48,2 e la Toscana è la 12° regione in Italia per mortalità.

Il tasso più alto si registra sempre nella provincia di Massa (62,6 x 100.000), seguono Lucca (32,2 x 100.000) e Firenze (30,6 x 100.000). Il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000).

Da ieri sono stati eseguiti 4.813 in più e analizzati 3.977. Il totale dei tamponi effettuati dal 1° febbraio scorso in Toscana sale a 157.260.

Cosa si può fare dal 4 maggio e cosa no

Spostamenti, visite ai parenti, attività motoria e sportiva, matrimoni, funerali. Con l’inizio della fase 2 dell’emergenza coronavirus entrano in vigore le nuove regole che allargano il campo di cosa si può fare e cosa no dal 4 maggio 2020.

Spostamenti in regione: cosa cambia nella fase 2

Cominciamo da quella che è forse la più grande novità della fase 2: dal 4 maggio 2020 si possono compiere spostamenti all’interno di tutta la regione, non più solo nel comune di residenza.

Non è tuttavia un “liberi tutti”. Gli spostamenti devono sempre essere giustificati da una delle quattro motivazioni previste dalla normativa:

  • comprovate esigenze lavorative (in questo caso le forze dell’ordine possono anche controllare chiamando il datore di lavoro)
  • assoluta urgenza, per trasferimenti in un Comune diverso
  • situazioni di necessità all’interno del proprio Comune (come fare la spesa)
  • motivi di salute, ad esempio per il ritiro di medicinali in farmacia o per una visita medica

Posso fare la spesa in un supermercato fuori dal mio comune? Sì, perché fare la spesa è una situazione di necessità e dunque autorizza gli spostamenti all’interno della propria regione.

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Visite a parenti, congiunti e fidanzati: tutte le regole

La grande novità della fase 2 è che tra le situazioni di necessità saranno incluse anche le visite ai congiunti. Chi sono i congiunti?  Come spiegato nelle Faq pubblicate dal governo, per congiunti si intendono: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

Gli spostamenti per incontrare i congiunti sono ammessi però soltanto all’interno dalla regione di residenza.

I fidanzati sono congiunti? Sì, perché sono persone legate da uno stabile legame affettivo. Gli amici sono congiunti? No, il governo lo ha precisato molto chiaramente.

Durante gli incontri tra congiunti si dovranno comunque adottare tutte le misure di sicurezza: mascherina obbligatoria, distanziamento sociale di almeno un metro e divieto di assembramento.

Spostamenti, si può andare fuori regione?

In certe situazioni è consentito compiere spostamenti anche al di fuori della propria regione. In particolare, si può andare in un’altra regione per comprovate esigenze lavorative, per ragioni di assoluta urgenza oppure per motivi di salute (nel caso, ad esempio, di una visita medica o un ricovero).

È inoltre consentito il rientro presso il proprio domicilio, la propria abitazione o la propria residenza. Chi si fosse trovato bloccato in un’altra regione al momento del lockdown può insomma fare ritorno a casa sua. Una volta rientrato non saranno però consentiti altri spostamenti al di fuori della regione, se non per uno dei motivi legittimi di spostamento.

E nel caso di una seconda casa, è possibile spostarsi? Qui dipende: ciascuna regione ha deciso in modo autonomo. Così in Sicilia, ad esempio, ci si può trasferire nella seconda casa. In Toscana invece lo spostamento è ammesso solo per lavori di manutenzione e per riparazioni, con l’obbligo di tornare alla residenza principale entro la giornata.

Lo stesso vale per camper, roulotte e barche ormeggiate. Sempre meglio consultare la normativa regionale.

Non è consentito invece incontrare i congiunti che abitano in un’altra regione, in nessun caso.

Seconde case in Toscana, spostamento solo per manutenzione

La nuova autocertificazione aggiornata al 4 maggio

Per tutti gli spostamenti ammessi serve comunque l’autocertificazione: il ministero dell’intero ha diffuso un nuovo modulo di autocertificazione valido per la fase 2, dal 4 maggio. È di fatto del tutto simile al modello precedente, quello del 26 marzo. In quello nuovo sono state però rimosse le voci non più attuali, quelle che facevano riferimento al limite del proprio comune per lo spostamento.

Il modulo di autocertificazione per gli spostamenti da utilizzare a partire dal 4 maggio può essere scaricato in formato pdf e Word da questa pagina.

Attività motoria, attività sportiva, passeggiate e jogging:

La fase 2 è anche quella della ripresa, seppur ancora con forti limiti, dell’attività sportiva all’aperto. Il decreto del 26 aprile distingue tra attività motoria e attività sportiva, consentendole comunque entrambe in forma individuale. Cade il vincolo della prossimità alla propria casa.

Ci si può allontanare e si può anche andare fuori dal proprio Comune. L’unico limite resta quello di restare all’interno della propria regione.

Non solo: per svolgere l’attività motoria o sportiva è consentito anche utilizzare i propri mezzi o i mezzi pubblici per raggiungere il luogo nel quale si intende svolgere queste attività, pur restando all’interno della regione.

In poche parole si può:

  • fare passeggiate e camminate
  • fare jogging e correre
  • svolgere un qualsiasi tipo di allenamento individuale negli spazi aperti

Resta l’obbligo di indossare la mascherina e di mantenere il distanziamento interpersonale. È consentito anche fare trekking, ad esempio in montagna, e fare il bagno in mare rispettando le regole di sicurezza e restando all’interno della propria regione.

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Con l’inizio della fase 2 sono riaperti anche i parchi, i giardini e le aree verdi. Non si possono utilizzare le aree gioco e le attrezzature sportive, ma al loro interno si può comunque passeggiare e allenarsi.

Gli allenamenti di squadra riprenderanno invece il 18 maggio. Per tutti, dalla Serie A del calcio ai dilettanti di qualsiasi sport. Prima di allora sarà consentito allenarsi nelle strutture dei centri sportivi solo agli atleti professionisti e a quelli riconosciuti di interesse nazionale dalle proprie federazioni.

Coronavirus, si torna a celebrare i funerali dal 4 maggio

Con l’inizio della fase 2 riprendono, anche se con forti limitazioni, alcune cerimonie laiche e religiose: in particolare, funerali e matrimoni.

Una delle conseguenze più tristi della fase acuta dell’epidemia è stata l’impossibilità di offrire un rito funebre ai tanti defunti, sia che fossero morti per il virus che per altre cause. Nella fase 2 dell’emergenza coronavirus si torna a poter celebrare i funerali dal 4 maggio, sebbene con regole stringenti: su tutte, il limite rigido di un massimo di 15 persone consentite alla cerimonia. Sarà dunque un momento di raccoglimento solo per familiari e amici stretti. Ed è consentito il solo rito funebre: niente cortei verso il cimitero o il tempio crematorio, niente veglia funebre.

Durante il funerale si dovrà indossare la mascherina, mantenere il distanziamento interpersonale e saranno vietate le strette di mano. Si era parlato anche della possibilità di prevedere anche la misurazione della temperatura ai convitati prima dell’ingresso alla cerimonia, ipotesi poi tramontata per l’oggettiva difficoltà di organizzare le chiese e i luoghi di culto con gli strumenti adatti.

Matrimoni e coronavirus, cosa cambia nella fase 2

Uno dei settori più colpiti dalla crisi determinata dal coronavirus è poi quello dei matrimoni. Nella fase 2, dopo che tutto era stato sospeso, si potrà tornare a sposarsi. Ma niente banchetti, feste e tavoli con gli invitati. I matrimoni si possono celebrare solo con gli sposi, il sacerdote o l’ufficiale di Stato, i testimoni e i parenti più stretti. Fermo restando l’obbligo di mascherine e il distanziamento interpersonale. Per queste funzioni, come per le messe (che riprendono il 18 maggio), un protocollo Cei-governo ha stabilito le regole anti-coronavirus.

McDonald’s e la riapertura: McDrive, asporto o consegna a domicilio

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Al via anche la fase 2 dell’hamburger. Dopo la “quarantena” per il coronavirus McDonald’s ha deciso la riapertura dei suoi fast food in tutta Italia, ma per metà: i ristoranti rimangono chiusi al pubblico, ma è disponibile il servizio da asporto, i McDrive e anche la consegna a domicilio principalmente negli orari serali. La catena americana, che in Italia conta 24mila dipendenti, ha adottato tutte le misure di sicurezza e di igiene per garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti, si legge in una nota: sanificazione di locali, arredi e attrezzature; monitoraggio dello stato di salute dei dipendenti; gel igienizzante, guanti e mascherine; maggiore frequenza delle attività di pulizia.

Dal 4 maggio il menu viene ridotto, anche se sono presenti i grandi classici, dai panini alle patatine fritte fino agli Happy Meal.

Coronavirus, la riapertura di McDonald’s: asporto, a domicilio con il delivery

Il decreto sulla fase 2 permette infatti alla ristorazione di aprire i battenti per la vendita d’asporto. Da una parte c’è il servizio di consegna a domicilio “McDelivery” per ordinare da casa, nelle zone servite, e ricevere i prodotti grazie ai rider. È possibile anche il take away, ordinando ai chioschi interattivi o alla cassa dei ristoranti: gli ingressi contingentati e il ritiro dei menu da asporto avviene senza contatti tra dipendenti e clienti.

Posso andare al McDrive?

Tornano inoltre attivi anche i punti vendita con il McDrive: si arriva in auto, si fa l’ordinazione via interfono e il menu prescelto viene consegnato dal finestrino dell’auto, senza contatto tra le persone. Il decreto del presidente del Consiglio dal 4 maggio permette gli spostamenti non solo verso supermercati e farmacie, ma anche in direzione dei negozi che vengono via via riaperti e quindi sono consentiti anche i viaggi per il ritiro del pasto d’asporto nei ristoranti o nei McDrive.

Dove è aperto

L’elenco dei ristoranti McDonald’s per i quali è stata decisa la riapertura dal 4 maggio è disponibile sul sito ufficiale della catena dove sono pubblicati anche gli orari: da Fiumicino a Siena, da Firenze a Lentate (Monza), sono tanti i ristoranti che sono tornati attivi dopo la fase acuta dell’emergenza coronavirus.

Ordinanza 50 della Regione Toscana: cosa si può fare e cosa no

È un vero e proprio vademecum per la fase 2: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, con l’ordinanza numero 50, ha messo nero su bianco le nuove disposizioni per questo secondo step della lotta al coronavirus, leggermente diverse da quelle nazionali previste nel decreto per il post 4 maggio. Dalle norme per le seconde case, alla spesa al supermercato (fuori dal proprio comune), fino alla differenza negli spostamenti per l’attività motoria e sportiva, sono tanti gli aspetti della vita quotidiana ai tempi del Covid-19 che cambiano.

Ecco quindi le nostre FAQ (le risposte alle domande più comuni) sulla fase 2 in Toscana.

Posso fare la spesa fuori dal mio Comune?

Sì, dal 4 maggio, come previsto anche nel dpcm a livello nazionale, è possibile fare la spesa in un supermercato fuori dal Comune dove si vive, ma in Toscana non si può andare a fare acquisti in un’altra provincia e sempre da soli. Non sono previsti accompagnatori, se non nel caso di minori.

È consentito spostarsi anche per recarsi nei negozi non alimentari di cui è prevista l’apertura dal decreto del presidente del Consiglio, sempre senza varcare i confini provinciali. In questi casi resta l’autocertificazione, da compilare in caso di controlli (qui il nuovo modulo per la fase 2).

Bar e ristoranti aperti? Cosa dice l’ordinanza 50 della Regione Toscana sulla fase 2

Bar, ristoranti e agriturismi sono aperti solo per le consegne a domicilio e per il servizio da asporto anche dopo il 4 maggio, secondo quanto confermato dall’ordinanza 50 della Regione Toscana. Non è possibile quindi consumare caffè, pizze, panini o quant’altro all’interno dei locali, ma solo ritirarli o farseli consegnare a casa.

L’ordinanza raccomanda ai gestori di privilegiare le ordinazioni online o per telefono, con gli ingressi su appuntamento, dilazionati nel tempo, per evitare assembramenti dentro e fuori dai bar e dai ristoranti. All’interno dei locali è consentita l’entrata di solo un cliente alla volta, per il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce.

Differenza tra attività sportiva e motoria: posso andare al mare o in campagna? E gli allenamenti?

Dal 4 maggio via libera all’attività motoria, come le passeggiate, e a quella sportiva, il jogging ad esempio, anche lontano dalla propria abitazione, ma con qualche differenza, stando all’ordinanza della Regione Toscana.

  • Sport e allenamenti

Chi fa sport individuale può anche spostarsi in auto e moto per allenarsi da solo in altre parti della regione, come ad esempio al mare o in campagna, rispettando la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dagli altri, ma deve rientrare a casa entro fine giornata. E’ il caso, ad esempio del trekking. E’ consentito andare anche ad allenarsi in impianti pubblici o privati all’aperto senza l’uso di spogliatoi o altri spazi chiusi.

Non è possibile essere accompagnati da altre persone quando si fa attività sportiva, eccetto che nel caso di “minori o di persone non completamente autosufficienti” si legge nell’ordinanza 50 della Regione Toscana.

  • Attività motoria (es. camminate)

Discorso differente per la semplice attività motoria (qui la definizione): si può uscire per una camminata o per una pedalata in bici ma con partenza e rientro nella propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Quindi no alle gite di famiglia verso la costa o in campagna.

L’attività motoria va fatta da soli, ma ci sono due eccezioni: i minorenni, come i bambini, che possono essere accompagnati, e i residenti nella stessa abitazione. In entrambi i casi non è necessario mantenere la distanza di sicurezza di un metro. In tutte le altre situazioni sì.

In Toscana la mascherina è obbligatoria quando si fa sport all’aperto? E quando cammino?

Quando si fa attività sportiva intesa all’aperto, come ad esempio la corsa, non è obbligatorio indossare la mascherina, ma come detto va sempre rispettata la distanza di sicurezza di almeno 2 metri dalle altre persone. “Per ogni altra attività diversa da quella sportiva – si legge nell’ordinanza numero 50 della Regione Toscana sulla fase 2 – valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza intepersonale di almeno 1,80m”.

Un metro di distanza e mascherine: le regole sui bus della Toscana per la fase 2

Si può andare nelle seconde case?

Come vi spieghiamo in questo articolo, è permesso andare nelle seconde case in Toscana solo per lavori di manutenzione o di riparazione. Lo può fare solo una persona e per un periodo di tempo limitato: al termine della giornata deve rientrare nell’abitazione principale. Stesse regole per roulotte, camper e barche di proprietà.

L’ordinanza numero 50 della Regione specifica poi che il rientro presso il proprio domicilio, la propria abitazione o la residenza in Toscana “è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia”, non è quindi permesso arrivare da un’altra regione per andare nelle case utilizzate per vacanze.

La pesca sportiva è permessa?

L’ordinanza 50 della Regione Toscana consente, dal 4 maggio con la fase 2, l’uso di barche per pesca sportiva e amatoriale, come vi spieghiamo in questo articolo. A bordo possono esserci due persone al massimo, che devono rientrare all’ormeggio entro la giornata. Ok anche alle operazioni dei cantieri navali per la cura delle imbarcazioni.

Toscana: posso andare all’orto?

Come già previsto da un’ordinanza precedente, le nuove disposizioni della Regione Toscana per la fase 2 confermano la possibilità di fare spostamenti verso gli orti per attività agricole amatoriali, in terreni di proprietà e per le minime attività necessarie alla cura delle piante e degli animali. Lo spostamento può essere fatto non più di una volta ogni 24 ore ed è obbligatorio rientrare alla propria abitazione entro la giornata.

Coronavirus: e la raccolta dei funghi in Toscana?

In Toscana non è permesso prendere l’auto e recarsi nei boschi per raccogliere funghi. E’ possibile invece farlo da soli, senza accompagnatori, se si abita in zona, nell’ambito dell’attività motoria (camminata) partendo da casa e rientrando sempre nella stessa abitazione.

Animali: dalla toelettatura dei cani fino all’allenamento dei cavalli

Via libera poi ai servizi di toelettatura per animali, ma su prenotazione e seguendo le misure di sicurezza anti-coronavirus quando si consegna e si ritira la bestiola. Consentito anche ai proprietari e agli affidatari di cavali e cani di provvedere al loro addestramento e allenamento, nei maneggi o nelle aree autorizzate con obbligo di rientro in giornata presso la propria abitazione.

Fase 2, ordinanza n° 50 della Regione Toscana, il testo completo (pdf)

Qui è possibile scaricare in pdf il testo dell’ordinanza toscana, mentre sul sito della Regione sono state pubblicate le FAQ ufficiali sulla fase 2.

Spesa sospesa: 120 mila euro raccolti nei supermercati Coop.fi

Pasta, scatolame, latte, biscotti, olio e altri beni di prima necessità, per chi non riesce più a riempire il carrello a seguito dell’emergenza coronavirus. Sono questi gli ingredienti della solidarietà: in meno di un mese sono state 16 mila le donazioni per la “Spesa sospesa” nei Coop.fi. I 60 mila euro raccolti alle casse, grazie alla raccolta fondi tra soci e clienti, sono stati raddoppiati dalla Fondazione Il Cuore si scioglie: il totale di 120 mila euro è stato così utilizzato per finanziare l’acquisto di pacchi spesa, contenenti generi alimentari di base e destinati alle famiglie in difficoltà.

Questi kit vengono distribuiti dalle associazioni di volontariato del territorio con cui Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie collaborano abitualmente per affrontare l’emergenza alimentare in Toscana. Tra queste Caritas, Misericordia, ANPAS, Croce Rossa, Comunità di Sant’Egidio, San Vincenzo de’ Paoli e Madonnina del Grappa.

Aumentano le richieste. La spesa sospesa nei Coop.fi

Sono migliaia i nuovi poveri che le associazioni di volontariato toscane hanno iniziato ad assistere in questa crisi, tra loro tante donne con figli che hanno perso il lavoro. La solidarietà di Unicoop Firenze e della Fondazione Il Cuore si scioglie però non si ferma e altre iniziative partiranno a breve, per sostenere le persone bisognose sul territorio. Già a marzo sono stati messi a disposizione buoni spesa, per un valore di oltre 300 mila euro.

“Assistiamo a un importante incremento della povertà e delle disuguaglianze sociali: le richieste d’aiuto che ci arrivano riguardano soprattutto la difficoltà di mettere in tavola un pasto per sé e per i propri cari – scrivono Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie in una nota – Anche in questa emergenza la nostra collaborazione quotidiana con le associazioni si è rivelata fondamentale per dare risposte concrete alle necessità delle persone. Ringraziamo i tanti cittadini che hanno partecipato all’iniziativa, dimostrando ancora una volta il grande cuore della Toscana”.

 

Casi stabili, terapi intensive ai minimi da marzo: il bollettino del 4 maggio sul coronavirus in Toscana

Sono di nuovo 38, come ieri, i nuovi casi di positività al coronavirus in Toscana, 9 i decessi: queste le ultime notizie e i dati riportati nel bollettino di oggi, lunedì 4 maggio.

Le ultime notizie sul coronavirus in Toscana

Il totale dei casi rilevati in Toscana dall’inizio dell’epidemia sale a 9.601, con un aumento dello 0,4% rispetto a ieri. Casi distribuiti così secondo la provincia di segnalazione: 3.224 a Firenze (14 in più rispetto a ieri), 531 a Prato (2 in più), 647 a Pistoia (3 in più), 1.018 a Massa Carrara (3 in più), 1.308 a Lucca (4 in più), 858 a Pisa (1 in più), 526 a Livorno (3 in più), 651 ad Arezzo (3 in più), 425 a Siena (1 in più), 413 a Grosseto (4 in più). Sono 19 in più quindi i casi riscontrati oggi nell’Asl centro, 11 nella nord ovest, 8 nella sud est.

Numeri che confermano la Toscana al 10° posto in Italia per numerosità di casi, con circa 257 casi per 100.000 abitanti. La media italiana, aggiornata a ieri, è di circa 349 ogni 100.000 abitanti. Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa con 522 casi per 100.000 abitanti, Lucca con 337, Firenze con 319. La più bassa resta Livorno con 157.

Altre 4.660 persone sono in isolamento a casa con sintomi lievi che non richiedono cure oppure positive ma asintomatiche. Sono 43  in meno rispetto a ieri. Ci sono poi 15.313 (meno 189 rispetto a ieri) persone in isolamento e in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate.

Un nuovo minimo per i ricoverati

Continuano a scendere i ricoverati nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. Sono 619, 6 in meno rispetto a ieri. Di questi, 107 sono in terapia intensiva (uno in meno rispetto a ieri). Si tratta del punto più basso raggiunto dal 28 di marzo 2020 per i ricoveri totali e dal 16 marzo per le terapie intensive. I ricoverati per Covid-19 sono l’11,7% degli attualmente positivi. Un dato assai inferiore alla media italiana del 18,7% e che pone la Toscana come penultima regione nella relativa classifica.

Ci sono poi 78 guariti in più rispetto a ieri. Il totale sale dunque a 3.441: 1.286 sono le persone “clinicamente guarite” (+2), 2.155 (+76 persone) sono state dichiarate guarite a tutti gli effetti con doppio tampone negativo.

Coronavirus, ultime notizie dalla Toscana (4 maggio)

I 9 decessi registrati nelle ultime ventiquattro ore riguardano 5 uomini e 4 donne con un’età media di 82,4 anni. Tre di questi nella provincia di Firenze, 1 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 1 a Pisa,  e 1 a Livorno.

Il totale dei morti in Toscana dall’inizio dell’epidemia coronavirus, al 4 maggio, è di 881. Casi che sono così ripartiti: 306 nella provincia di Firenze, 43 a Prato, 76 a Pistoia, 122 a Massa Carrara, 123 a Lucca, 76 a Pisa, 46 a Livorno, 39 ad Arezzo, 26 a Siena, 16 a Grosseto. Altre 8 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

La mappa del coronavirus in Toscana

Il tasso grezzo di mortalità toscano, ovvero il numero di deceduti sul totale della popolazione residente è di 23,6 x 100.000 residenti. La media nazionale è di 40 ogni 100.000 abitanti, il che fa della Toscana la 12esima regione italiana per mortalità.

Il tasso di mortalità più alto si riscontra nella provincia di Massa Carrara (62,6 x 100.000), Lucca (31,7 x 100.000) e Firenze (30,3 x 100.000), il più basso a Grosseto (7,2 x 100.000). Gli attualmente positivi sono 5.279.

Infine i tamponi: i test eseguiti hanno raggiunto quota 152.447, 1.533 in più rispetto a ieri. Quelli analizzati oggi sono 2.087.

Solidarietà nel Quartiere 4: donati 30 kit per la festa della mamma

Pannolini, biscotti, minestrine, formaggini, frutta omogeneizzata, salviette. Solidarietà e sostegno per le famiglie e un pensiero ai più piccoli e alle mamme per celebrare la loro festa in questo particolare momento. Con l’avvicinarsi della festa della mamma, che sarà domenica 10 maggio, lo SPI CGIL del Quartiere 4 di Firenze ha donato prodotti alimentari con cui sono stati composti ben 30 kit per l’infanzia. I kit sono stati poi consegnati dal sindacato dei pensionati alle principali associazioni del territorio che stanno attualmente distribuendo pacchi alimentari alle famiglie più bisognose del quartiere fiorentino.

Tra le associazioni che hanno collaborato alla donazione, incentivata anche dal Comune di Firenze e dal Banco Alimentare, le tre Caritas parrocchiali di Isolotto, Legnaia e Bassi, il Centro Fede Speranza e Amore e l’associazione di volontariato Vincenziano. Il kit, composto da prodotti di prima necessità per bambini dai 6 ai 18 mesi, va ad aggiungersi ai pacchi che vengono consegnati abitualmente alle famiglie che necessitano di sostegno

SPi Cgil presidente Quartiere 4 mirko Dormentoni
Un rappresentante dello Spi Cgil del Q4 e il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni

Kit per l’infanzia: un’iniziativa che prosegue

“Questo è un gesto che ha permesso una raccolta straordinaria in occasione della Festa della mamma e che ha portato alla decisione di una nuova donazione – dichiara il presidente del Quartiere 4, Mirko Dormentoni è stato infatti stabilito, con l’accordo di tutti i capigruppo del Consiglio di Quartiere, che dalla prossima riunione del 7 maggio 2020, ogni consigliere devolverà il proprio gettone di presenza all’acquisto dei prodotti per l’infanzia.

L’intero ricavato dai gettoni di presenza dei consiglieri di Quartiere permetterà infatti all’iniziativa di rinnovarsi legandosi anche al progetto “Mamma anche per noi”, la raccolta alimentare rivolta alla prima infanzia che da anni il Q4 promuove nei supermercati della zona. Un contributo piccolo ma significativo che alimenta il movimento di solidarietà portato avanti finora, grazie alla generosità di tante persone e alle associazioni del territorio che formano una rete di comunità davvero potente.

Seconde case in Toscana, spostamento solo per manutenzione

La Regione Toscana “apre” alle seconde case, ma solo per consentirne la manutenzione durante la cosiddetta fase 2  del piano contro il coronavirus, via libera anche alla pesca sportiva. Con una maxi ordinanza, la numero 50 del 2020, il governatore Rossi ha messo in fila tutte le regole su cosa è possibile fare e cosa no, dal 4 maggio in poi. Per quanto riguarda gli spostamenti verso le abitazioni diverse da quella principale (al mare come in montagna o in campagna) e verso roulotte, camper e barche ormeggiate, c’è un allentamento delle limitazioni che ricalca quello fatto da altre Regioni, come Liguria e Veneto, ma attenzione questo non è un via libera all’esodo verso le case di villeggiatura.

Seconde case in Toscana, spostamento solo per manutenzione

Dal 4 maggio, con la partenza della fase 2, è possibile andare nelle seconde case che si trovano in un altro Comune, ma non fuori dal territorio della regione Toscana, una sola persona e per lavori di manutenzione e per riparazioni. Le stesse regole valgono anche per le roulotte e i camper, posizionati ad esempio in rimesse o campeggi. In tutti i casi è obbligatorio però rientrare nell’abitazione di residenza entro la stessa giornata.

Stop quindi agli spostamenti di famiglie verso le case di villeggiatura: in pratica non si potrà passare la fase 2 al mare, in campagna o in montagna nelle abitazioni di proprietà, diverse da quella di residenza. Le seconde case, secondo quanto stabilito dall’ordinanza della Regione Toscana, dovranno restare chiuse se non per interventi di manutenzione.

Ordinanza 50 della Regione Toscana: cosa si può fare e cosa no

Barca e pesca sportiva in Toscana

Dal 4 maggio è possibile poi recarsi anche lì dov’è ormeggiata l’imbarcazione di proprietà, sempre per motivi legati alla manutenzione o alla riparazione. Sono consentite anche le uscite in barca per pescare, qui le regole.

Qui invece il testo completo dell’ordinanza 50 della Regione Toscana (pdf), che oltre a stabilire le regole per gli spostamenti verso le seconde case durante la fase 2, contiene una gran quantità di norme sulla “nuova normalità” ai tempi del coronavirus.

Pesca sportiva e amatoriale in Toscana: cosa dice l’ordinanza per la fase 2

Scatta anche la fase 2 della pesca sportiva e amatoriale: con l’ordinanza numero 50 la Regione Toscana fa chiarezza sui tanti punti dubbi presenti fino a questo momento, stilando anche le regole per gli spostamenti verso la barca di proprietà. Dal 4 maggio, con le nuove regole per limitare la diffusione del coronavirus, è possibile andare lì dov’è ormeggiata la propria imbarcazione, per lavori di manutenzione ma anche per uscite in mare, laghi e fiumi per pescare. Ci sono però delle regole da seguire, ecco quali.

Coronavirus: spostamenti verso la barca di proprietà e le regole per la nautica

Come succede per le case di proprietà, è possibile spostarsi anche in un altro Comune, ma non fuori Toscana, per recarsi nel punto dove è ormeggiata la barca di proprietà al fine di effettuare lavori di manutenzione e “riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene”, si legge nell’ordinanza n° 50 della Regione. È possibile farlo però da soli ed è obbligatorio rientrare in giornata a casa.

Sono anche permesse tutte le attività legate alla manutenzione e al rimessaggio delle imbarcazioni da diporto, come ad esempio l’alaggio, gli spostamenti verso i cantieri nautici e dai cantieri ai porti. Viene così data risposta alle tante richieste del settore.

Vietato poi arrivare da un’altra regione per raggiungere le case vacanza: il rientro al proprio domicilio è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia.

Pesca sportiva e amatoriale in Toscana: cosa dice l’ordinanza 50 della Regione

In Toscana con la fase 2 c’è anche un primo via libera alla pesca, sia essa sportiva o amatoriale: l’ordinanza consente l’uso di barche per pescare, con a bordo due persone al massimo, per motivi di sicurezza. Ok inoltre alla pesca subacquea. Il rientro in porto o all’ormeggio deve però avvenire entro la stessa giornata.

Permessa anche la pesca dilettantistica in mare (da terra), in fiumi e laghi, spostandosi con un mezzo proprio: in questo caso però bisogna farlo da soli, ad eccezione di minori o soggetti non completamente autosufficienti che possono essere accompagnati da una persona. Va rispettata la distanza di almeno 2 metri dalle altre persone e il rientro nell’abitazione deve avvenire entro la fine della giornata.

Ovviamente per la pesca dilettantistica nelle acque interne è necessario aver pagato la tassa di concessione alla Regione Toscana, mentre per quella sportiva in mare va fatta comunicazione al Mipaaf, il ministero delle politiche agricole.

Qui il testo completo dell’ordinanza numero 50 della Regione Toscana, che comprende le tante regole per la fase 2 anche quelle per chi ama pescare.